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A questo punto, non c’è più molto da dire, son convinto che le persone che hanno organizzato questa conferenza e che hanno servito, parlato, predicato, insegnato e condotto le interviste abbiano coperto un po’ il terreno che desideravamo coprire. E sono profondamente grato a tutti coloro che si sono presentati su questa piattaforma e devo esprimere loro la mia gratitudine. Ci hanno servito bene con diligenza, con una lunga preparazione della mente e del cuore, e gliene siamo molto grati. Questi sono uomini impegnati nel ministero, e l’aggiungere il peso di una conferenza come questa, con tutta la preparazione, il pensiero, e la preghiera necessaria... siamo grati. Io so che la predicazione è la punta dell’iceberg, è quello che si vede ma quello che non si conosce è tutto quello che si trova al di sotto, e quindi vogliamo esprimere la più profonda gratitudine a tutti gli uomini che ci hanno aiutato in questa conferenza, il cui ministero continuerà.

Forse vi può interessare sapere il fatto che proprio ieri c’erano 127 Paesi nel mondo che hanno trasmesso questa conferenza in diretta streaming. C’erano 25.000 punti diversi in cui la conferenza veniva trasmessa in diretta, e non sappiamo quante persone fossero presenti in ognuno di quei punti.

È davvero un momento incredibile per essere vivi, non è vero? Incredibile, un periodo incredibile. Nel passato, nel corso della storia, ci volevano migliaia di anni per diffondere la verità così lontano. Non molti anni fa, ci sarebbero voluti forse alcuni anni, o alcuni mesi, o settimane, ma nello stesso momento? Davvero incredibile!

Quindi, grazie a tutti gli oratori. La buona notizia è che tutto ciò che abbiamo detto ha fatto il giro del mondo, e questa è una repsonsabilità molto seria. Ma questi uomini si assumono tutta la loro responsabilità con nobiltà, come servitori del Signore. Quello che è stato detto doveva essere detto, è stato detto nel modo in cui doveva essere detto, e ne siamo entusiasti.

Sono anche molto grato che avete ricevuto il libro li da qualche parte, perché è molto importante che queste cose vengano scritte. Come ho detto oggi nella sessione domanda risposta, quando Dio ha deciso di comunicare, ha scritto un libro. Non ha fatto un video, ha scritto un libro. Perché quello congela la verità, la blocca.

Dovete prendere quel libro e, nel mentre lo leggerete, rinfrescherete l’esperienza d’apprendimento che avete ricevuto. Sarete la forza di esperti che porteranno questo messaggio fino alle estremità della terra, dove il Signore vi permetterà di andare. Abbiamo qui in questo auditorium persone provenienti da almeno 30 nazioni del mondo e da tutto il nostro Paese, il Nord America, e voi sarete la forza per portare questa verità. Sarete sostenuti ed aiutati dal libro, che è stato scritto con cura, con note a piè di pagina e documentazioni varie, e vorrei che lo leggiate con molta attenzione.

Credo che il caso che abbiamo presentato questa settimana sia in grado di resistere all’esame più intenso, e invito caldamente chiunque abbia ascoltato ciò che è stato detto e che forse lo trovi difficile da credere, invito a prendere la Bibbia, prendere il libro e misurare attentamente i suoi argomenti in luce alla Parola di Dio. Invitiamo tutti a questo tipo di scrutinio.

Questa conferenza ha prima di tutto lo scopo di aiutare la Chiesa. Non m’illudo mica che i non credenti comprendano quello di cui stiamo parlando. E come abbiamo già detto, ci sono molti non credenti in questo movimento. Non mi aspetto che capiscano la verità. Non mi aspetto che abbiano un desiderio di ricevere la verità, della fame per la verità o che inizino a ricercarla, non è questo che fanno i non credenti, a meno che non si trovino nel processo d’essere sospinti dallo Spirito Santo.

Ma vogliamo aiutare la Chiesa. Abbiamo parlato a quelle persone che credono che la Bibbia sia la Parola di Dio e che credono che Dio si sia rivelato chiaramente, coerentemente e senza contraddizioni. Questo è per la vera chiesa, la vera chiesa, affinché la chiesa possa imparare a discernere, affinché possa essere protetta dall’errore e affinché possa essere una fonte di verità per coloro che ne sono al di fuori. Abbiamo parlato al popolo di Dio, alla vera chiesa di Dio che si trova nel regno misto, composto di grano e zizzania.

In risposta a questa conferenza, nelle ultime ore e in questi ultimi due giorni, ci sono stati alcuni attacchi in risposta. Non siamo riusciti a sfuggirgli perché, come sapete, escono fuori sull’internet, come son certo che già ne siate al corrente. E quello che vorrei fare adesso è rivolgermi a questi per un momento... vorrei parlarvi un pochino dal cuore questa sera. Prima Steve Lawson mi ha chiesto come mi sentivo rispetto a quello che avrei detto e gli ho risposto che è difficile a dirsi perchè non avevo idea di quello che avrei detto. Ma che avrei detto un po’ quello che avevo nel cuore. E penso che sia importante rispondere alle critiche che ci sono presentate, e voglio farlo etichettandole con un termine per poi presentare una breve risposta.

La prima cosa che è apparsa evidente è che siamo stati accusati di essere poco amorevoli, poco amorevoli. Ma vorrei suggerire invece che la cosa più amorevole che si possa mai fare è quella di dire la verità, è così che l’amore si comporta. Non è amorevole lasciare le persone nell’oscurità e nell’errore, noi diciamo la verità nell’amore, e non si tratta solo dell’atteggiamento o del tono di voce con cui la comunichiamo. Dire la verità in sé e per sè è un atto d’amore. Il liberare le persone dall’errore.

In Atti 20, vi ricordate? Paolo s’incontrò con gli anziani di Efeso e gli disse: “non ho cessato nell’arco di questi tre anni di ammonire ciascuno con lacrime... sapendo che... sapendo che, sorgeranno tra di voi e verranno da fuori uomini perversi che insegneranno cose per trascinarsi dietro i discepoli”. In effetti, per essere un pastore, un anziano di chiesa, si ha il dovere, secondo Tito 1, le qualifiche del pastore includono la capacità d’indicare l’errore e di fornire argomenti biblici in risposta. È così che ci si prende cura delle pecore, è così che le si proteggete.

Siamo stati anche accusati d’essere divisivi, e su questo ne sono d’accordo. La verità, per natura, è divisiva. Per questo Gesù ha detto: “Sono venuto a portare la spada, a dividere, a dividere famiglie”, la verità per natura è separata dall’errore, ed è molto più importante esser divisi dalla verità che uniti dall’errore. Lo so, lo capisco che la verità è divisiva.

Ricordo anni fa, quando scrissi il libro ‘Il Vangelo secondo Gesù’, un predicatore evangelico rinomato che voi tutti conoscerete m’invitò a pranzo e mi disse: «hai appena diviso il corpo di Cristo». E io risposi: «Posso farti una domanda?» e Lui disse: «Sì». Gli chiesi: «È vero quello che ho scritto? È vero?», questa è l’unica domanda che ho. È ovvio che la verità divide! Separa immediatamente l’errore dalla realtà.

Una terza critica che ho letto oggi è che nella Bibbia, la questione non è del tutto chiara, e che una conferenza come questa ed il disaccordo evidente tra noi ed altri teologi ed altri studiosi della Bibbia molto conosciuti, di fatto dimostra che la questione nelle Scritture non è chiara su questo tema. In risposta a questa critica vorrei dire che se la questione non è chiara, come alcuni sostengono, lo è diventata tale sotto l’influenza dei falsi insegnanti.

Era chiara agli apostoli. Era chiara ai padri della Chiesa, di cui leggerete certe citazioni alla fine del libro. Era chiara per i Riformatori, cosa che abbiamo imparato. Era chiara per i Puritani, è chiaramente delineata in confessioni, come la quella di Westminster. È stata chiara per teologi riformati eruditi, nobili che sono stati anche citati, come B.B. Warfield. Era chiara per Spurgeon, era chiara, in tempi più recenti a Jim Boice, era chiara a persone come R.C. Sproul. Perchè mai dunque dovrebbe esser poco chiara? Per Aimee Semple McPherson, Kathryn Kuhlman, Jimmy Swaggart, Jim Bakker, o Kenneth Copeland? Questa è un’idea ridicola! Nella vera corrente storica della sana dottrina, la questione è sempre stata chiarissima.

Un’altra accusa è quella che noi stiamo solamente parlando di un qualcosa che è vero solamente nell’estremità lunatica del movimento. Ma questo è palesemente falso. In questo movimento c’è un errore che si manifesta nel movimento intero. Come abbiamo sentito oggi nella sessione domanda risposta, il 90% delle persone nel mondo legate al movimento Carismatico accettano il vangelo della prosperità. Ventiquattro o venticinque milioni di questi negano la Trinità. Cento milioni sono Cattolici Romani. Come ha detto Nathan, ‘fate i conti’, questo non si tratta di una piccola percentuale, si tratta del movimento intero che sta crescendo rapidamente.

Altri invece hanno detto: «Stai attaccando il movimento che ci ha dato una lode così ricca!» Riferendosi al fatto che la musica proveniente dal movimento Carismatico sta arricchendo la lode della Chiesa. Beh, io mi permetto di dissentire. Sono convinto che lo stile contemporaneo della musica Carismatica sia di fatto il punto d’ingresso della loro teologia nelle chiese. Se si accetta la musica, eventualmente si accetterà anche la loro teologia, perché all’improvviso ci ritroveremo a cantare le stesse canzoni, ad ascoltare gli stessi artisti, a provare le stesse emozioni, a sperimentare gli stessi sentimenti. E la chiesa magari non è Carismatica, ma la musica, e lo stile è esattamente lo stesso, e quello sarebbe è il punto d’ingresso.

Mostratemi una chiesa che ha una forte dichiarazione dottrinale, una forte dichiarazione dottrinale, una dichiarazione dottrinale storica, e vi mostrerò una chiesa riluttante ad accoglierne persino la musica. Mostratemi una chiesa che ama i grandi inni, la grande teologia messa in musica, e vi mostrerò una chiesa che è riluttante ad abbracciare ed accogliere la musica del movimento Carismatico. E visto che la musica non entra, non entra nemmeno la teologia. Quello è il punto d’ingresso di seduzione.

Non sto parlando di cose specifiche, perché c’è musica contemporanea bellissima che possiamo e dovremmo cantare. Ma quando è acritica, e quando si tratta di musica che non riguarda la mente, ma che riguarda la carne, quando non si parla della comprensione della verità, ma dell’emozione, questa induce lo stesso tipo di sentimento coerente con il movimento Carismatico, e non fa altro che aprirne la porta.

‘Se stiamo tutti cantando la stessa musica, perchè siamo divisi l’uno dall’altro?’ Io penso invece che il movimento Carismatico abbia sminuito in modo significativo l’adorazione. L’ha portata fuori dalla verità, fuori dalla mente, e l’ha ridotta ai sentimenti della carne.

Ci sono altri invece che ci hanno criticato dicendo... e questo è accaduto all’inizio della conferenza, ma ci hanno detto: «Stai attaccando fratelli! Stai attaccando fratelli», vorrei poterlo affermare, ma come abbiamo già detto questa settimana, in un modo o nell’altro che questo è un movimento composto in gran parte da non credenti, da non credenti.

Qualche anno fa, stavo rispondendo ad un’intervista da la NBC, al momento si era presentato uno scandalo enorme nel mondo evangelico, e questo giornalista televisivo mi ha chiesto: ‘Perché lasci che queste cose accadano?’ ‘Chi – questa era la sua domanda - chi controlla il tuo movimento?’ ‘Chi controlla il tuo movimento?’ Non riusciva a metabolizzare il fatto che il mondo evangelico fosse un movimento libero che non doveva rispondere ad alcuna autorità o alcuna centralità.

E io risposi: ‘Beh, in realtà nessuno controlla il movimento, e quello è triste. Chi dovrebbe controllare il movimento? Te lo dico io chi dovrebbe controllare il movimento. Ogni pastore fedele, ogni anziano fedele, ogni teologo fedele, ogni predicatore ed insegnante della Parola di Dio’. E vi dirò di più, se le guide riformate che conoscono la verità, che conoscono il Vangelo e conoscono la Parola di Dio, non controllano questo movimento, i terroristi spirituali domineranno.

È come per l’Islam. Continuiamo a sentire: ‘Wow, i terroristi. Sono solo una piccola minoranza tra il gruppetto di pazzi’, e continuamo a dire: “quindi, perchè, i Musulmani conservatori non si riuniscono apertamente per rifiutare tali terroristi?” Non lo fanno. Penso che tutti gli uomini che conoscono la Parola di Dio debbano sentire il peso della responsabilità di alzarsi in piedi e di denunciare questo movimento, ma non si sente mai nulla.

E quindi la gente dice: ‘Ah, MacArthur, è proprio fissato. È un pony con un solo trucco, un circo con un solo atto, è sempre li ad arringare i Carismatici’.

Bè, se fai parte di Grace Church, sai che non è così. Abbiamo trascorso più di 40 anni a ripercorrere versetto per versetto il Nuovo Testamento. Non credo che siamo fissati su una cosa sola. Sono arrivato qui nel 1969 e dal 1969 abbiamo avuto una sola conferenza sul movimento Carismatico e basta. E di fatto è arrivata fin troppo tardi, fin troppo tardi. Abbiamo aperto una ferita che avrebbe dovuto essere stata aperta molto tempo fa. Ma abbiamo cercato di avere un po’ di pazienza. Non sono mica fissato, e tra l’altro, son stato accusato di questo, ieri quando avevamo iniziato solamente da 2 giorni! Due giorni su 45 anni... Ci sono altre questioni che ci hanno occupato, come l’esaltazione di Gesù Cristo ed ogni altra cosa nella Parola di Dio.

E poi siamo stati accusati di aver offeso e di aver ferito i sentimenti delle persone, ed ovviamente quello non è il mio proposito. Una volta, ad una convenzione di venditori di libri, sono stato presentato da un leader Carismatico che mi ha presentato dicendo: ‘Questo è il mio amico, John MacArthur, che è molto più carino di persona di quanto non lo sia nei suoi sermoni’, e spero che quello sia sempre vero. Spero di sostenere la verità con gentilezza. Spero di sostenere la verità con amore. Ma quando apro la Parola di Dio, essa deve parlare, non io. E per esser onesto, m’interessano davvero i sentimenti delle persone, non voglio offenderle. Ma non m’interessa tanto quanto m’interessi non offendere Dio.

Questo è un movimento alieno, è un movimento alieno. Non voglio entrare nel merito della storia, ma ultimamente ci ho pensato parecchio. C’è una corrente d’insegnamento sano, di sana dottrina, di sana teologia che risale fino agli apostoli. Passa attraverso Atanasio e Agostino, passa tramite Lutero e Calvino, e la grande riforma, i Riformatori, e come abbiamo ascoltato ieri sera, arriva anche ai Puritani ai quali sembrava tutto più chiaro, arriva anche ai Divini di Westminster e passa per il cammino di Charles Spurgeon e David Martyn Lloyd-Jones, e continua e continua fino a persone come S. Lewis Johnson, Jim Boice, e nomi che abbiamo già menzionato, e conitnua a scorrere fino ai giorni nostri, fino ad R.C. Sproul e altri, e questa è la corrente di uomini della sana dottrina.

E ovviamente sappiamo chi sono gli eroi di ogni generazione, quelli che sono passati tramite il flusso della verità, eroi che conosciamo bene dei quali ne abbiamo anche sentito parlare questa settimana. Torniamo indietro ai John Rogers. Torniamo ai 288 martiri Mariani. Torniamo al Libro dei martiri di Foxe e vi ci versiamo lacrime quando vediamo cos’è che fu fatto a quelle persone che hanno portato la verità alla generazione successiva pagando un prezzo così elevato. Abbiamo un amore profondo e duraturo per persone come William Tyndale e per quello che hanno fatto... questi sono i nostri eroi.

Ma dovete capire che quest’altra corrente Evangelica risale al 1966, 1966 quando gli hippy uscirono da San Francisco, vennero a Orange County, si unirono al Calvary Chapel e li ci fu l’inaugurazione di quella chiesa guidata da giovani informali, scalzi, spiaggeri, drogati che avevano preso le redini di dire alla chiesa quello che poteva fare e come doveva fare: gli inni svanirono, giacche e cravatte iniziarono a scomparire e per la prima volta nella storia della chiesa, la condotta della chiesa si conformò ad una sottocultura nata con l’LSD e la marijuana a San Francisco che poi migrò nella California meridionale.

È un flusso completamente diverso. E quello iniziò un po’ la chiesa informale, culturalmente orientata, definita dalla cultura che offriva al mondo quello che voleva, e che poi finì nella chiesa dell’emozione che poi si radicò nella Vigna, e la Vigna stessa portò agli eccessi del movimento Carismatico contemporaneo. È una corrente storica completamente diversa. Quello non è il nostro flusso, quelli non sono i nostri eroi.

Non provengo da Lonnie Frisbee, che ha guidato il ‘Movimento di Gesù’ e poi morì di AIDS in quanto omosessuale. Io non vengo da li, quella non è la mia corrente. Ma quella è la corrente che ha prodotto il movimento ecclesiale guidato dalla cultura, guidato da questa società e dai cosìdetti cercatori della verità. E sebbene ci siano elementi buoni, cattivi, migliori e peggiori, è da lì che proviene.

Noi siamo molto diversi, molto diversi. I nostri eroi sono diversi. Sappiamo chi sono i nostri, e se siamo sicuri di appartenere a questo lato e siamo di questo lato, allora abbiamo la responsabilità di essere fedeli a questa storia meravigliosa. Se c’è qualcuno che deve sorvegliare questo movimento, dobbiamo esser noi a farlo.

E questo mi preoccupa così tanto che, se non l’avete già visto, ho aggiunto un dodicesimo capitolo - non apritelo adesso, perchè voglio che lo leggiate. Ma il titolo del capitolo iniziale è: ‘Una lettera aperta ai miei amici continuazionisti’, ‘Una lettera aperta ai miei amici continuazionisti’.

Chi sono i miei amici continuazionisti? Sono i miei amici, amici veri che rispetto, amici che hanno contribuito molto alla Chiesa, al corpo di Cristo, che ci hanno insegnato, che mi hanno insegnato, che hanno servito al mio fianco, mano nella mano, persone con cui ho pregato, a volte anche per ore e ore, con cui ho parlato, e riparlato, con cui ho rinforzato convinzioni. Ma che si definiscono “continuazionisti” perché vogliono dare spazio al movimento carismatico.

Ed io suggerirei che non stanno aiutando; non stanno aiutando. Abbiamo bisogno che ci aiutino a sorvegliare il movimento. Ed in quel capitolo finale, ‘Una lettera aperta ai miei amici continuazionisti”, fornisco 8 affermazioni importanti sul perché devono aiutarci.

Numero uno: la posizione continuazionista offre un’illusione di legittimità al movimento Carismatico. Se diciamo di esser continuazionisti, diamo credito al movimento. Magari vogliamo cercare di contenere la credibilità, vogliamo controllarla, ma quando i continuazionisti conservatori rispettati teologicamente, che rappresentano di fatto una minoranza nel movimento Carismatico, ma quando danno credibilità al movimento, l’intero movimento viene rispettato grazie a chi sono.

E poi c’è questa nuova generazione di giovani irrequieti e riformati che arrivano e si attaccano ai loro eroi, che sono aperti a questo movimento Carismatico e che stanno affermando la continuazione dei doni miracolosi, e quindi affermano e seguono i loro eroi ed abbracciano quell’idea o sono aperti all’idea, che è essenzialmente la stessa.

Quando studiosi rinomati continuazionisti danno credito alle interpretazioni carismatiche o non condannano direttamente le pratiche Carismatiche anti-bibliche, forniscono una protezione teologica ad un movimento che è mortalmente pericoloso.

In secondo luogo, la posizione continuazionista svilisce la natura miracolosa dei veri doni che Dio ha elargito sulla Chiesa del primo secolo. E con queste affermazioni non sto facendo altro che riassumere quello che avete sentito questa settimana. Mi ripeto, il secondo punto è che la posizione continuazionista svilisce la natura miracolosa dei veri doni che Dio ha elargito sulla chiesa del primo secolo.

Sappiamo che durante il periodo di Cristo e degli apostoli, Dio stava offrendo rivelazioni. E i doni, i segni e i miracoli dovevano convalidare coloro che stavano annunciando e che stavano scrivendo quella rivelazione. Ebrei 2:3 dice che il Vangelo fu prima annunciato dal Signore e poi fu confermato da coloro che l’udirono, mentre Dio stesso aggiungeva la sua testimonianza alla loro con segni e prodigi, con opere potenti di ogni genere e con doni dello Spirito Santo, secondo la sua volontà”.

Ora ascoltatemi bene, quel testo non avrebbe alcun senso - non avrebbe alcun senso - se i segni, i prodigi, i miracoli, le lingue, le profezie, e le guarigioni apparterrebbero e farebbero parte dell’esperienza di tutti al giorno d’oggi... non avrebbe alcun senso, non sarebbero neanche dei segni, segni di che cosa?

Inoltre, quando i continuazionisti usano la terminologia dei doni del Nuovo Testamento, ma poi li definiscono in un altro modo, non fanno latro che sminuire il carattere di quelli veri. E sminuiscono il modo glorioso in cui lo Spirito Santo ha operano nella fondazione della Chiesa. Se i doni praticati oggi nelle chiese carismatiche sono equivalenti ai doni descritti nel Nuovo Testamento, allora quei doni originali non erano niente di speciale, e quindi l’epoca non era niente di speciale. Il dirottamento della terminologia del Nuovo Testamento e la ridefinizione dei doni biblici degrada essenzialmente ciò che era veramente miracoloso e ciò che Dio stava facendo nel primo secolo. Il continuazionismo riformato favorisce questo travisamento.

In terzo luogo, la posizione continuazionista limita fortemente la capacità dei suoi sostenitori di confrontare coloro che cadono nella confusione carismatica. Che cosa potranno mai dire a quelle persone che si precipitano nel caos e nella confusione? Nel libro, leggerete alcune delle cose più bizzarre che sostanzialmente son mai state proposte a nome di esperienze spirituali da parte di alcuni dei Carismatici più noti, uno dei quali era qui presente oggi. Leggerete delle cose più bizzarre che dovrebbero essere denunciate pubblicamente. Ed invece continuiamo ad aspettare che la denuncia arrivi da parte dei continuazionisti che dovrebbero fare qualcosa a riguardo.

Ma questa denuncia non arriva mai, e così facendo hanno invece sprecato il vantaggio ed ora non possono più affrontare la questione, perchè l’hanno permesso, e ovviamente con quale criterio mai si permetterebbero a screditare le loro affermazioni?

Numero quattro: insistendo sul fatto che Dio sta ancora dando nuove rivelazioni ai Cristiani, il movimento dei continuazionisti apre le porte a ulteriori confusioni ed errori. Insomma, questo è solamente un altro modo di dire quello che già stiamo dicendo. Dicono che oggi c’è ancora della profezia, ma che può essere errata. Dicono che oggi ci sono ancora le lingue, ma che non sono lingue. Che ci sono guarigioni, ma non sono come quelle del tempo di Cristo e degli apostoli.

La posizione continuazionista, quindi, invita qualsiasi Cristiano a interpretare qualsiasi cosa come proveniente da Dio. Qualunque tipo di farfugliamento, qualunque tipo di presunta esperienza spirituale, impressione, nozione, o idea che passa per la testa può esser considerata profezia. In questo modo si sbarazzano dello standard autorevole oggettivo per mettere in discussione la legittimità di una qualsiasi rivelazione.

Ammettendone alcune finiscono con il dare credibilità a tutte. Perché non hanno alcun criterio oggettivo per stabilire ciò che è accurato e ciò che non è. L’idea stessa che i Cristiani debbano aspettarsi una sorta di rivelazione extra-biblica da parte di Dio, esperienze mistiche, parole di profezia, crea un disastro teologico. Quando si va oltre la Parola di Dio, non si può contenere l’errore.

Numero cinque: insistendo sul fatto che Dio continua a dare nuove rivelazioni ai cristiani di oggi, il movimento continuazionista nega tacitamente la dottrina della Sola Scriptura. Non c’è bisogno che mi dilunghi su questo punto perché ieri sera Steve ha difeso questa posizione in modo indimenticabile. Ma vi dirò questo: nessuno dei miei amici, nessuno dei miei amici continuazionisti riformati nega la chiusura del canone. Non lo negano. Di certo non negano che ci sono 66 libri nella Bibbia. Non negano il fatto che la Scrittura sia autoritaria, non negano la sufficienza delle Scritture. Allo stesso tempo però rifiutano le loro stesse negazioni perchè insegnano ai credenti di aspettarsi rivelazioni extra. E ci sono così tanti modi d’abusare questa cosa qui. E vi dirò chi ne abusa di più: le persone in posizioni di potere che vogliono farvi credere di parlare a nome di Dio.

Numero sei: consentendo l’irrazionalità delle lingue anche privatamente in preghiera, i continuazionisti aprono la porta all’estasi insensata di espressione carismatica. Ammettono che le lingue non sono dei veri linguaggi, e quindi, che cosa sono? È semplice. Se la profezia di oggi non è come la profezia biblica perché la profezia di oggi è fallibile, e se le lingue non sono come le lingue bibliche perché sono insensate e non sono lingue vere e proprie, e se le guarigioni non sono come le guarigioni di Cristo, non sono continuazionisti. Sono dei cessazionisti di facciata. Cioè l’hanno detto non è quello che era un tempo. E quindi cos’hanno fatto? Hanno semplicemente accettato una contraffazione. E non possiamo esser orgogliosi di questo, quella non è una posizione nobile, non è una posizione accettabile, è una contraffazione, e loro stessi l’ammettono!

Numero sette: affermando che il dono della guarigione ha continuato fino ad oggi, la posizione continuazionista afferma la stessa premessa di base che sostiene il ministero fraudolento dei guaritori Carismatici. Se diciamo che il dono della guarigione è ancora presente, e lo diciamo così giusto per dirlo perchè non c’è alcuna prova che sia ancora presente, né prova sperimentale, nè prova biblica, ma se diciamo che è ancora presente, allora non facciamo altro che convalidare i guaritori.

Chi vorrebbe mai fare una cosa simile? Non sono forse il peggio del peggio? Non vanno negli ospedali. Si approfittano dei più disperati, dei malati più gravi, dei più disperati, dei più indigenti, molto spesso dei più poveri, raccontando loro bugie e arricchendosi. Chi vorrebbe mai fare qualcosa per aiutarli e favorirli?

Infine, la posizione continuazionista disonora lo Spirito Santo, distraendo le persone dal suo vero ministero e attirandole con delle contraffazioni. Non è sufficiente avere la presenza dello Spirito e la pienezza dello Spirito? Non basta avere i doni dello Spirito, aver il frutto dello Spirito, esser benedetti dallo Spirito? Non è sufficiente avere tutte le promesse dello Spirito? Ho bisogno forse di venire da Dio e dire: “Dammi di più, dammi quell’altra cosa? La voglio!” Di che tipo di carenza state accusando lo Spirito?

Avete disonorato lo Spirito Santo. E non state fancendo altro che attirare le persone verso le contraffazioni, piuttosto che verso la gratitudine, la santità e la pienezza di tutto ciò che lo Spirito ci offre. “E non dà lo Spirito con... cosa? Con misura”. La posizione del continuazionista, a mio avviso, crea delle pietre d’inciampo nel cammino della santificazione e della crescita spirituale; e lo fa per due motivi. Uno: fa pensare alle persone che non hanno ciò di cui hanno bisogno. E due, fa pensare che ci sia qualcosa da inseguire, è davvero triste.

Si può dire molto di più al riguardo, e nel libro ne leggerete con più dettaglio, ma sono convinto che il movimento Carismatico abbia aperto la porta a più errori teologici - ascoltate - più errori teologici di qualsiasi altra aberrazione dottrinale dei giorni nostri. Il liberalismo è stato un male. La psicologia è stata un male. L’ecumenismo è stato un male. Il pragmatismo è stato un male. Il misticismo è stato un male. Ma niente è peggio del carismatismo a causa della vastità del suo impatto. Ed una volta che questo tipo di esperienzialismo prende piede, non c’è eresia che non può entrare a sua volta nella chiesa.

La teologia Carismatica diventa quindi il fuoco estraneo della nostra generazione ed i Cristiani evangelici non dovrebbero giocarci in alcun modo. E penso che questo sia il momento che la vera Chiesa risponda, questo è il momento che coloro che si trovano alle spalle dei Riformatori di qualsiasi ramo teologico siano fedeli alla teologia della riforma in tutta la sua ricchezza. Se rivendichiamo la nostra fedeltà ai riformatori, dobbiamo comportarci con quello stesso coraggio. Non definirti un Calvinista Carismatico. Giovanni Calvino lo rifiuterebbe. Giovanni Calvino lo rifiutò. Devi abbandonare la parte ‘calvinista’.

Sono preoccupato perché penso che questi amici buoni e pii potrebbero fare una differenza enorme su ciò che questa giovane generazione e che la prossima credono al riguardo di questo movimento, se prendessero posizione dov’è necessario.

Ora, potreste pensare che abbia finito, ma non è così. Voglio che apriate la vostra Bibbia all’ultimo capitolo di 1 Timoteo. Non mi dilungherò molto, ma c’è un’altra cosa che devo dire, ed è questa: Se non prendessi questa posizione e se questi altri uomini non prendessero la posizione che stanno prendendo, saremmo infedeli alla nostra vocazione pastorale.

Non si tratta mica di un cruccio personale. Non è un mio problemino privato. Questo è a riguardo del mio dovere pastorale di cui dovrò rendere conto a Dio. Mentre Paolo conclude la sua vita, così come ci ha detto Conrad, scrisse a Timoteo, e nel mentre gli sta passando il testimone una volta per tutte gli ricorda, in 1 Timoteo 6 che è stata una lotta.

È stato un combattimento, lo chiama “il buon combattimento della fede”, è stata una battaglia. E poi dice a Timoteo nel capitolo 6 versetto 20: “O Timoteo – O Timoteo, custodisci il deposito che ti è stato affidato”, in che senso? Di cosa sta parlando? Cosa vuol dire “il deposito che ti è stato affidato”?

Letteralmente, “custodisci il tesoro”, e qual è il tesoro? La rivelazione divina. La rivelazione divina. Custodisci ciò che è stato depositato nella tua mente, la verità divina, ed “evita i discorsi vuoti e profani e le obiezioni di quella che falsamente si chiama scienza; alcuni di quelli che la professano si sono allontanati dalla fede.”

E questo è il segnale finale della prima epistola che scrive a Timoteo per passargli il testimone. L’ultima parola è “custodisci il deposito, il tesoro della verità”, evita i discorsi vuoti mondani e gli argomenti della falsa ‘scienza’ - che alcuni hanno professato e si sono allontanati dalla fede”. Questa è, questa è una responsabilità fondamentale dell’uomo di Dio: quella di essere un custode guardiano del tesoro, di proteggerlo al suo tempo e poi di trasmetterlo alle generazioni successive.

Paolo è molto preoccupato per Timoteo. Così, dopo aver scritto a Tito, che è la penultima lettera Paolina, gli scrive un’ultima lettera, la seconda lettera di Timoteo. Guardatela per un momento, un’ultima lettera. È molto preoccupato per Timoteo, molto preoccupato. Ed al versetto 6 dice: “ti ricordo di ravvivare il dono di Dio che è in te mediante l’imposizione delle mie mani”, era stato ordinato al ministero per la predicazione della Parola di Dio. E aveva permesso che il dono rimanesse inutilizzato perchè magari era intimidito dalle persone nella Chiesa che gli davano difficoltà. Era intimidito dalla minaccia delle persecuzioni che venivano dal di fuori della chiesa, e così aveva intimidazioni interne ed esterne che lo spingevano al silenzio, era un codardo e poi al versetto 7:

“Dio infatti ci ha dato uno spirito non di timidezza, ma di forza, d’amore e di autocontrollo”, questo era un momento difficile per Paolo perchè stava passando il testimone a Timoteo, ma Timoteo sembrava troppo debole.

E dice: “Non vergognarti della verità”, è ciò che sta dicendo al versetto 6. ‘Non vergognarti di predicare e di proclamare la verità tramite il dono che ti è stato dato e che è stato confermato dall’imposizione delle mani degli anziani. Non essere un codardo. E poi nel versetto 8, “Non aver dunque vergogna della testimonianza del nostro Signore”.

Stiamo scherzando? Cioè Timoteo, dopo tutti quegli anni con Paolo, dopo aver visto tutto il trionfo del ministero di Paolo, potrebbe mai cedere e vergognarsi della testimonianza del Signore e vergognarsi d’essere identificato con Paolo? A quanto pare... questo era un momento delicato nella vita di Paolo, aveva timore che Timoteo non cel’avrebbe fatta.

Quant’è seria questa cosa qui? Versetto 13: “Prendi come modello le sane parole che hai udite da me con la fede e l’amore che si hanno in Cristo Gesú. Custodisci il buon deposito per mezzo dello Spirito Santo che abita in noi”. Io lo capisco perchè al giorno d’oggi ci sono persone il cui punto di forza è la capacità di comunicare. Sono cool, sono disinvolti, intelligenti, catturano l’attezione, ma l’istruzione di Paolo a Timoteo è di custodire le parole sane ed il buon deposito della verità come un tesoro.

Il ministero è una tutela. Non solo annunciamo la verità, ma la proteggiamo. Il cuore di Paolo era davvero spezzato alla fine della sua vita. Al versetto 15 dice a Timoteo: ‘ti rendi conto che tutti quelli che sono in Asia mi hanno abbandonato? tra i quali Figello ed Ermogene’, tutti quelli che erano con lui l’avevano abbandonato. Era rimasto da solo, incredibile! Tranne che per ‘la famiglia di Onesiforo, perché egli mi ha molte volte confortato e non si è vergognato della mia catena’.

Tutti avevano abbandonato Paolo. Il prezzo era troppo alto. Paolo si ritrova alla fine della sua vita e dice: ‘Timoteo, ti prego, ti ho dato il tesoro. Custodiscilo. Conserva il deposito delle sane parole’. Al capitolo 2, continua con lo stesso tono: ‘Fortificati nella grazia che è in Cristo Gesù. Le cose che hai udite da me - quello è il tesoro, la verità rivelata che venne tramite l’apostolo Paolo – le cose che hai udite in presenza di molti testimoni, affidale a uomini fedeli che siano in grado d’insegnarle anche ad altri”, qui vediamo quattro generazioni: da Paolo a Timoteo, a uomini fedeli, ed altri ancora, è una staffetta.

E mi addolora sempre vedere questa sorta di quasi-chiese che spuntano e che s’identificano come isolate completamente dal passato: ‘Questa non è la chiesa di tuo nonno. Non è la chiesa di tua nonna, non abbiamo l’organo. Venite come volete!’ e fanno di tutto per creare un’immagine completamente isolata dall’esperienza della chiesa di chiunque altro.

Paolo invece sta dicendo: ‘Io ti ho dato la verità. Ora tu hai la responsabilità di darla alla prossima generazione affinchè essa potrà poi darla a quella successiva”, si tratta di rimanere fedeli nel conservare ciò che vi è stato consegnato. Non si tratta di creatività. Poi dice: ‘Sopporta anche tu le sofferenze, come un buon soldato di Cristo... senza immischiarti nelle faccende della vita civile... Competi come un atleta’. E poi passa in rassegna tutte queste immagini: L’atleta, il contadino, il soldato, l’insegnante. E poi al versetto 9, dopo aver detto: ‘Ricordati di Gesù Cristo’, ed il tuo modello di fedeltà, dice: ‘io soffro fino ad essere incatenato come un malfattore; ma la parola di Dio non è incatenata.’

Questa è la parola definitiva, la parola definitiva per ogni giovane ministro. Da parte dell’apostolo che sta per mettere la sua testa sul blocco, dove l’ascia lampeggiante al sole sarebbe caduta e gliel’avrebbe staccata portandolo direttamente al Signore, alla prossima generazione che sarebbe rimasta nelle mani di Timoteo.

Penso a questo quando guardo al carattere e allo stile di molti di questi uomini che sono “pastori”. Come sarà la prossima generazione se ciò che ricevono proviene dalle loro mani? Cos’è che dovrebbe fare Timoteo? Versetto 14: “Ricorda loro queste cose, scongiurandoli davanti a Dio che non facciano dispute di parole; esse non servono a niente e conducono alla rovina chi le ascolta. Sfòrzati di presentare te stesso davanti a Dio come un uomo approvato, un operaio che non abbia di che vergognarsi, che tagli rettamente la parola della verità”, eccolo li. Conserva la sana dottrina, custodiscila come un tesoro, maneggia accuratamente la verità, quello è il mandato.

“evita – di nuovo – evita le chiacchiere profane, perchè portano solamente sempre di più nell’empità e quello poi si espande sempre di più come la cancrena” – fa grandi danni, e porta le persone lontano dalla verità.

E poi, nel versetto 20, nel mentre continuiamo velocemente, vediamo che “In una grande casa non ci sono soltanto vasi d’oro e d’argento, ma anche vasi di legno e di terra; e gli uni sono destinati a un uso nobile e gli altri a un uso ignobile”, posso esser un po’ rozzo per un minuto? Nell’antichità ogni casa aveva questo tipo di vasi. Non avevano il vantaggio di avere un impianto idraulico per portare l’acqua fresca e ripulire i rifiuti, avevano dei vasi. Alcuni erano d’oro e d’argento, questi erano per uso onorevole. Vi si metteva il cibo, vi si serviva il cibo. I vasi di legno e di terracotta erano per cose disonorevoli. Si usavano per portare fuori la spazzatura o i rifiuti, quale vuoi essere? Vuoi essere un vaso privato, così come veniva chiamato? O vuoi essere un piatto d’orato?

“Se dunque uno si conserva puro da quelle cose” da quali cose? Cosa vuol dire? Dall’influenza delle chiacchiere mondane profane che portano solamente all’empietà e si diffondono come cancrena: Se ti conservi puro dall’influenza di cose anti-bibliche, allora sarai un vaso nobile, santificato ed utile al servizio del Padrone, preparato per ogni opera buona!, santificato, utile al servizio del padrone, preparato per ogni opera buona. “Fuggi le passioni giovanili e ricerca la giustizia, la fede, l’amore, la pace con quelli che invocano il Signore con un cuore puro. Evita inoltre le dispute stolte e insensate, sapendo che generano contese.”

Voglio dire, tutte queste cose si dirigono verso la stessa direzione, non è vero? La stessa direzione. E oggi abbiamo sentito così abilmente da parte di Conrad, ‘rimanete nelle Scritture!’ Giù al capitolo 3 versetto 15, esse possono darti la sapienza che conduce alla salvezza, perchè ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona”.

E ricordate che tutto ciò che fate è sempre “alla presenza di Dio e di Cristo Gesù, che deve giudicare i vivi e i morti per la sua apparizione ed il suo regno”, e poi il comando “predica la parola, insisti in ogni occasione favorevole e sfavorevole, convinci, rimprovera, esorta con ogni tipo di insegnamento e pazienza. Infatti verrà il tempo che non sopporteranno piú la sana dottrina, ma, per prurito di udire, si cercheranno maestri in gran numero secondo le proprie voglie.

Voglio dire, riuscite a vedere il tono di queste parole? Sapete, fin da quando ero un giovanotto, quando mio padre mi diede la prima Bibbia da cui iniziai a predicare, scrisse sul davanti: ‘Caro Johnny, predica la Parola’, e mi ha passato il testimone. ‘Predica la Parola’.

Non mi ci volle molto per scoprire che il comando di predicare la Parola aveva un contesto, un contesto che abbiamo appena visto, e che dunque mi era appena stata data una responsabilità di fronte a Dio – di esser fedele alla sua Parola. E questo significava esser fedele alla sana dottrina, di custodire il tesoro che mi era stato affidato.

E di fatto, Paolo conclude la sua vita ricordando ancora una volta a Timoteo: “Ho combattuto il buon combattimento”, e lo dice di nuovo, ‘è stata una lotta’... “ho finito la corsa, ho conservato la fede.” La fede, è il corpo di verità che costituisce la fede Cristiana, e poi dice: “sto per andare a prendere la mia ricompensa”.

Per lui non è stato facile. Tutti coloro che erano in Asia l’hanno abbandonato. Versetto 10: “Dema, avendo amato questo mondo, mi ha lasciato e se n’è andato a Tessalonica. Crescente è andato in Galazia, Tito in Dalmazia. Solo Luca è con me.” Immaginate tutto quello che aveva compiuto, ed ora però era tutto solo, e c’era solamente Luca, e chiede che Marco venga per avere un po’ di comunione... e poi chiede anche per un mantello e di alcuni libri e pergamene.

“Nella sua prima difesa - versetto 16 dice - che nessuno si è trovato al suo fianco ma che tutti l’hanno abbandonato, e poi dice: “ciò non venga loro imputato! Il Signore però mi ha assistito e mi ha reso forte, affinché per mezzo mio il messaggio fosse proclamato e lo ascoltassero tutti i pagani; e sono stato liberato dalle fauci del leone. Il Signore mi libererà da ogni azione malvagia e mi salverà nel suo regno celeste. A lui sia la gloria nei secoli dei secoli. Amen”.

E così sarà. Sapete, io sono circondato da persone meravigliose. Sono così benedetto, non posso dire quello che ha detto Paolo: ‘Tutti mi hanno abbandonato’, sono benedetto. Non tutti mi hanno abbandonato. Ma credo che chiunque prenda posizione su questioni come questa sappia cosa significhi essere diffamati, accusati ingiustamente, attaccati e aggrediti. Ma alla fine della giornata, diciamo solo: “Signore dammi forza!” E dovrete farlo anche voi. Magari vi ritroverete isolati in una situazione in cui starete cercando di prendere posizione su questo tema. Il Signore vi darà la forza e vi ricompenserà per la vostra fedeltà.

Oh che lettera accorata diede a Timoteo! E magari vi state chiedendo com’è che gli abbia risposto... e la risposta la troviamo alla fine di Ebrei, quando lo scrittore di Ebrei scrive questo, versetto 23 di Ebrei 13: “Sappiate che il nostro fratello Timoteo è stato messo in libertà,” da dove? Dalla prigione! Timoteo era in prigione, ma è stato rilasciato. Timoteo aveva messo a tacere il suo dono per evitare la prigione, era un codardo prima che Paolo gli scrisse. Stava cercando di assicurarsi di non finire in prigione. Poi ricevette quella lettera. E credo che gli abbia stretto il cuore, prese coraggio ed andò in prigione, ma poi fu liberato. Solo un piccolo commento, e sono felice che sia lì, sono così felice che ci sia!

La lettera di Paolo ha cambiato il corso della vita di Timoteo. E spero che faccia lo stesso per voi e per tutti noi. Affinchè possiamo custodire il tesoro, conservare le sane parole, affinchè continuamo a studiare per esser approvati da Dio, come operai che non abbiano nulla di cui vergognarsi, capaci di tagliare rettamente la Parola, e poi, dopo averla tagliata accuratamente, che possiamo predicarla fedelmente. E se nessuno si schiera dalla nostra parte, che così sia, il Signore non ci abbandonerà.

Padre, ti ringraziamo per il tempo trascorso insieme in questi giorni. È stata una vera benedizione, sembra che siamo stati sul monte e che ci siamo avvicinati alla gloria, e questo dovrebbe esser il nostro sentimento, dovrebbe esser il nostro atteggiamento, perché così è stato, perchè ci siamo concentrati attentamente su di Te e sulla Tua Parola, ed è lì che risiede la gloria. Perché è nella Tua Parola che sei rivelato come il glorioso.

Grazie per la comunione di cui abbiamo goduto. Grazie per le nuove amicizie che abbiamo stretto. E, Signore, con questa conferenza ci siamo sforzati di offrirti un sacrificio di servizio, ci siamo sforzati di elevare a te le nostre menti ed i nostri cuori, per esser preparati ad un nuovo livello di servizio, un nuovo livello di utilità nelle tue mani, e fa sì che nel nostro piccolo, individuo per individuo, arginiamo la marea che Ti disonora.

Dio, Padre nostro, Cristo nostro Salvatore, e Spirito Santo benedetto il nostro rafforzatore, il nostro consolatore. Tutto questo è per la Tua gloria ed il Tuo onore, tutto! E l’abbiamo offerto con umiltà, sapendo che il meglio che possiamo offrirti è ben al di sotto di ciò che Ti meriti. Tutte le nostre parole, tutti i nostri pensieri, tutte le nostre intuizioni, tutti i nostri sforzi, sia che si tratti degli oratori, o degli ascoltatori qui presenti, tutto ciò che Ti abbiamo portato, l’abbiamo fatto per darti gloria. Fa sì che sia solo l’inizio, solo il principio di vite impegnate per la Tua gloria.

Fa si che quando vieni disonorato noi ne sentiamo il dolore. Usaci, Signore, come strumenti per poter strappare dal fuoco ramoscelli destinati a perire e per poter aiutare i credenti a scampare a quest’inganno.

Ti offriamo questa settimana, nel mentre la verità riverbera da qui attorno a tutto il mondo, portala dove più desideri, ed usala come desideri, non possiamo chiedere altro. E non possiamo fare altro che rallegrarci e riposare in quello che stai compiendo con quello che abbiamo posto sull’altare. Sii glorificato, o Signore, ti preghiamo. Amen.

FINE

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