Ora arriviamo al messaggio numero 13 - non era la mia intenzione, ma siamo arrivati al messaggio numero 13 della serie su Romani 8 e lo Spirito Santo, e vorrei certamente dare il benvenuto agli ospiti che sono qui con noi alla fine della nostra serie. Purtroppo, alcuni di voi non sono stati con noi durante il corso dei messaggi precedenti, quindi siete un po’ indietro, ma va bene così... Andate a Romani 8 e, mentre ci andate, vorrei fare un commento sul libro sulla lode.
Troverete un commento li nel Grace Today. Quello è un libro che è uscito negli anni passati che ha subito alcune modifiche piuttosto utili, gli è stato aggiunto del materiale per arricchirlo ed aggiornarlo, ma forse la cosa più notevole è il fatto che l’ultimo capitolo del libro è dedicato alla musica, e su quale sia la musica più appropriata per la lode, e ci sono cose in quel capitolo che sono uniche, volevo farvi sapere che quel capitolo ed un altro sono nuovi di zecca e distinguono quest’edizione dalle precedenti.
E a proposito di lode, la serie che stiamo facendo ha un obiettivo principale, ovvero, di aiutarci a lodare lo Spirito Santo come dovremmo. Quando ho dato il primo messaggio e ho chiesto di adorare lo Spirito Santo, dopo la fine del culto, non sono andato molto lontano prima d’esser fermato da qualcuno che era indignato - indignato dal fatto che io abbia persino suggerito il fatto che dovremmo adorare, che dovremmo lodare e pregare allo Spirito Santo... il che evidenzia il problema. Dobbiamo adorare lo Spirito Santo nello stesso modo in cui adoriamo il Figlio di Dio e Dio Padre stesso.
In Apocalisse 22:9 c’è un comando molto breve che dice: “Adora Dio”, adora Dio. L’ultimo capitolo della Bibbia: “Adora Dio”, ma quella non è una novità. Se doveste andare all’inizio della Bibbia, al Pentateuco, agli scritti di Mosè, troverete molti inviti ad adorare Dio. Se vi doveste addentrare nei libri storici, nei libri poetici, in quelli profetici ed in tutti gli scritti sacri che compongono l’Antico Testamento, ed ovunque andiate, vi verrà comandato ripetutamente, in un modo o nell’altro di adorare Dio. Infatti, Gesù ci dice in Giovanni 4 che il Padre cerca i veri adoratori. Paolo ci descrive in Filippesi 3 come coloro che adorano Dio nello Spirito, nello Spirito di Dio. Siamo adoratori di Dio, è quello che facciamo, è per questo che siamo qui. Dio è il pubblico e noi l’adoriamo, così come facciamo ogni giorno durante il corso della nostra vita in maniera individuale e collettivamente quando ci raduniamo come oggi.
Quando la Bibbia c’insegna d’adorare Dio, il Dio che dobbiamo adorare è il Dio Trino, ovvero, il Padre, Figlio e lo Spirito Santo, il Dio vero e vivente, l’unico Dio, tre in uno. Quando ci viene comandato – così come succede spesso - di adorare Dio, quello include tutti e tre i membri della Trinità. Per nessuna ragione dovremmo mai permetterci d’offrire meno adorazione ad un membro della Trinità piuttosto che all’altro. Non dovremmo mai presumere che quando la Scrittura dice di adorare Dio, intende dire che in qualche maniera dobbiamo adorare certe persone della Trinità e non altre, o una persona più dell’altra. Non dovremmo forse presumere che ogni volta che la Scrittura ci comanda di adorare Dio, ci stia comandnado di adorare lo Spirito Santo che è pienamente Dio? Quando vediamo uno scorcio del Cielo nel quarto capitolo dell’Apocalisse, e leggiamo nei versetti 10 e 11 che i ventiquattro anziani, insieme alle creature viventi, “si prostrano davanti a Colui che siede sul trono e adorano Colui che vive nei secoli dei secoli”, dovremmo forse presumere che si tratti di un solo membro della Trinità o di due ma non di tutti e tre? Quando ci viene presentata l’adorazione, quando ci vengono presentate le parole stesse dell’adorazione celestiale: “Tu sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria, l’onore e la potenza: perché tu hai creato tutte le cose, e per tua volontà furono create ed esistono”, dovremmo forse presumere che lo Spirito Santo ne è escluso? Penso proprio di no.
Dobbiamo adorare il Dio che è Dio, e Dio si dichiara “Io sono colui che sono” e colui che è, è tre in uno. Eppure, quando parliamo di adorare lo Spirito Santo, sembra un po’ una cosa nuova, una novità, e per alcuni sembra persino sbagliato, e l’argomento tende ad essere: “No, no, lo Spirito punta a Cristo”, ed è certo che lo Spirito punta sempre a Cristo, ma puntando a Cristo non sminuisce mica la propria divinità. Non svaluta mica la propria identità. Non intende mica ridurre l’adorazione che gli dovrebbe esser tributata. Ci porta a Cristo, ma non è meno Dio di Lui e Dio dev’essere adorato.
Lo Spirito Santo è pienamente Dio, gloriosamente Dio, Dio santo, Dio eterno degno d’essere adorato. Lo Spirito Santo possiede ugualmente tutti gli attributi divini che appartengono al Padre e al Figlio. Lo Spirito Santo partecipa ugualmente ad ogni attività divina, perché è inseparabile dal Padre e dal Figlio. Lo Spirito Santo partecipa a tutto, dalla creazione alla consumazione finale. Ogni vera adorazione, quindi, accoglie lo Spirito Santo, include lo Spirito Santo e non può esser separato dalla Trinità che adoriamo e che lodiamo.
E perché mai questa cosa non ci è chiara? Perchè, a molte persone sembra che lo Spirito Santo stia deviando l’adorazione da sè stesso a causa di quell’argomento che ho menzionato del fatto che lo Spirito Santo punta a Cristo, cosa che anche Gesù ha rivelato ai suoi discepoli durante l’ultima cena, ma sembra che tale concetto abbia preso piede e faccia ormai parte del pensiero Cristiano, ma non è così. Lo Spirito ci mostra Cristo per uno scopo molto chiaro, che abbiamo studiato qualche settimana fa, ovvero, ci punta a Cristo affinchè potessimo vedere il modello del perfetto essere umano, e mentre contempliamo la gloria dell’uomo perfetto veniamo trasformati a sua immagine. Mostrare Cristo non significa sviare l’adorazione, è semplicemente un altro modo in cui dovremmo adorarlo ed onorarlo.
Ma al di là di questa stranezza nella comprensione tradizionale, ancor peggio è che oggi lo Spirito Santo non è considerato nello stesso modo in cui sono considerati il Figlio e il Padre, perché è già da moltissimi anni a questa parte, già dalla terza forza, dalla terza colonna del Cristianesimo, dove (abbiamo visto che) la prima colonna è il Protestantesimo; la seconda il Cattolicesimo Romano; e la terza colonna sarebbe il movimento Carismatismo Pentecostale – ed è da questa terza colonna che proviene tutta questa terribile confusione tragica sul conto dello Spirito Santo, un sacco di travisamenti, di bestemmie, d’insulti rivolti allo Spirito Santo, cose che sono implacabili, gravi e serie.
La comprensione dello Spirito Santo da parte della Chiesa Evangelica è stata maciullata. La verità Biblica è stata sminuita ed al suo posto sono arrivate cose bizzarre attribuite allo Spirito Santo da persone che, in molti casi, non hanno alcun rapporto con lo Spirito Santo. Da questa terza colonna vengono sferrati attacchi infiniti contro la Sua persona e la Sua opera. Questo movimento ha rapito lo Spirito Santo e l’ha tenuto in ostaggio, e tutte le critiche delle loro aberrazioni e bestemmie vengono da loro denunciate come divisorie, non amorevoli ed intolleranti.
Ovviamente, l’aver riflettuto e l’aver predicato su questo argomento in questi ultimi tre mesi ha stimolato il mio cuore e quello delle persone intorno a me che mi hanno suggerito di scrivere un libro su quest’argomento che dev’esser portato alla luce e visto che è passato molto tempo dall’uscita del Caos Carismatico e che quest’argomento dev’essere affrontato, e quindi abbiamo deciso di farlo, ma una delle ragioni più convincenti è stato il fatto che l’altro giorno abbiamo avuto una discussione e ci è stato fatto notare che ricercando nella letteratura sullo Spirito Santo, sulle cose che gli vengono attribuite al giorno d’oggi, sulle cose che non sono vere sul Suo conto e sulle sue opere, abbiamo notato che la dottrina dello Spirito Santo è rimasta, in un certo senso, senza protezione. Che la verità dello Spirito Santo è rimasta priva di conferma, e quello che intendo dire è che l’ultimo libro definitivo scritto sul conto della vera persona ed opera dello Spirito Santo risale all’inizio degli anni Novanta. Gli Evangelici sono rimasti in silenzio su questo tema sotto l’intimidazione della terza colonna, e questo è inaccettabile. Non possiamo permettere che questo continui e che lo Spirito Santo sia addolorato, spento, insultato e bestemmiato.
Mi stupisce il fatto che il mondo evangelico non tolleri attacchi sul conto di Dio Padre. Quando qualche anno fa è arrivato l’attacco della teologia aperta, che nega il fatto che Dio conosce il futuro, nega la sua onniscienza, non solo nega il fatto che conosce il futuro ma anche che ha il potere di controllarlo. Un attacco incredibile sulla natura di Dio, e gli Evangelici si sono presentati in masse per denunciare gli attacchi della teologia aperta e sono diventati prolifici nel fornire materiale su quelle denuncie. Nel corso degli ultimi 15 o 20 anni ci sono stati attacchi alla persona di Cristo, attacchi alla sua natura, ma più direttamente alla sua opera sulla croce, alla dottrina della giustificazione che si trova al cuore del vangelo, e l’attacco proviene da un movimento chiama “La Nuova prospettiva su Paolo”, che è una negazione della dottrina dell’imputazione e della giustificazione, e non c’è fine sulla letteratura prodotta in difesa alla dottrina della giustificazione, un’incredibile quantità, una libreria intera di letteratura è stata prodotta con l’obbiettivo di difendere la dottrina della giustificazione, di difendere il Figlio di Dio da questi attacchi. Però non c’è membro della Trinità che è stato attaccato nella stessa misura dello Spirito Santo e direi che per circa dieci anni non c’è stato praticamente nulla che sia presentato in difesa ad una comprensione biblica dello Spirito Santo. E di conseguenza questo ha provocato una certa confusione, se non una certa indifferenza nei suoi confronti ed un’incapacità d’adorarlo per chi è veramente e nel modo in cui dovrebbe essere adorato.
Comprendiamo la bestemmia dello Spirito Santo da parte dei non credenti. Comprendiamo la bestemmia dello Spirito Santo da parte dei falsi cristiani e falsi insegnanti. Ma noi, come Cristiani, pur non bestemmiando lo Spirito Santo, possiamo essere colpevoli d’addolorarLo. Ed ovviamente lo addoloriamo quando pecchiamo, perchè pecchiamo contro colui che dimora in noi, ma lo addoloriamo anche quando non pensiamo correttamente sul suo conto, quando sottovalutiamo la sua opera, quando siamo poco riconoscenti o ingrati, lo addoloriamo quando falliamo nella nostra comprensione della sua grazia meravigliosa e della sua potenza che continua ad operare a nostro favore e continuerà a farlo fino alla gloria eterna.
Abbiamo quindi esaminato Romani 8 per riconcentrarci sullo Spirito Santo, ed accoglierlo pienamente nella nostra adorazione. Sappiamo che Dio Padre ha iniziato l’opera della salvezza, Dio Figlio ha convalidato e dimostrato l’opera della salvezza, e lo Spirito Santo l’attiva e la completa nel credente. Abbiamo letteralmente iniziato a catalogare l’opera dello Spirito Santo nei confronti dei credenti: ci rigenera, partecipa alla nostra giustificazione, ci santifica, conferma la nostra adozione come figli di Dio, dimora in noi, ci battezza, c’unisce ad altri credenti immergendoci in quello che chiamiamo il corpo di Cristo, ci dà doni spirituali con i quali serviamo gli uni gli altri, ci rafforza nell’uomo interiore per ogni giustizia, ci guida, produce atteggiamenti retti, ci libera dal peccato, illumina le Scritture per la nostra comprensione, ma la sua opera più grande, quell’opera che ci porta la gioia più grande, è quella di garantire la nostra gloria futura, la nostra gloria eterna. E naturalmente, a questo punto il movimento Pentecostale/Carismatico gli rivolge uno degli insulti più grandi di tutti negando la dottrina della sicurezza eterna, della perseveranza dei santi e così facendo attaccando la sua opera più meravigliosa sostenendo che non è vero che manterrà tutti i credenti al sicuro e sotto protezione fino alla gloria eterna.
Questa settimana stavo leggendo gli scritti di Charles Finney, il cui ministero attaccava molte cose nelle Scritture, tra cui questa dottrina, e Finney ha detto: “Siete sigillati dallo Spirito, ma potete infrangere il sigillo”, la testimonianza della Parola di Dio non è coerente con questo errore.
Ascoltate alle parole di Efesini 1:13-14, “In Lui” - cioè in Cristo – “voi pure, dopo aver ascoltato la parola della verità, il vangelo della vostra salvezza, e avendo creduto in lui, avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso, il quale è pegno della nostra eredità fino alla piena redenzione di quelli che Dio si è acquistati a lode della sua gloria”, siamo proprietà di Dio, Dio ci riscatterà a lode della sua gloria. Lo Spirito Santo ci è dato come pegno di quella redenzione futura, che è la nostra eredità, ed è per questo che viene identificato come lo Spirito della promessa perchè Egli è la garanzia del Cielo che Dio ci ha fatto.
Allo stesso modo Pietro scrive: “Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesú Cristo, che nella sua grande misericordia ci ha fatti rinascere ad una speranza viva mediante la risurrezione di Gesú Cristo dai morti, per una eredità incorruttibile, senza macchia e inalterabile. Conservata in cielo per voi, che dalla potenza di Dio siete custoditi mediante la fede, per la salvezza che sta per essere rivelata negli ultimi tempi”, lo Spirito Santo è il sigillo, la garanzia, l’acconto, la primizia, il profitto, la potenza, il protettore di ogni vero credente, e ci porterà alla gloria finale.
Questo diventa il tema di Romani 8 a partire dal versetto 17. Al versetto 17 si legge per la prima volta la parola “glorificato” e poi da quel momento in poi fino al versetto 39 è tutto incentrato sulla nostra gloria futura e sui piani che Dio ha per assicurarci a quel fine. Abbiamo analizzato tutto questo in modo molto dettagliato. Nei versetti 26 e 27 abbiamo appreso che lo Spirito Santo sta costantemente intercedendo per noi, per ogni vero credente e sta intercedendo con una comunione che non si può esprimere in nessuna lingua, con sospiri ineffabili, è come un gemito intratrinitario tramite il quale lo Spirito sta intercedendo, pregando per la nostra gloria eterna in accordo con Dio, che conosce quali sono i suoi piani e che ha previsto la nostra gloria, così come anche lo Spirito conosce i piani di Dio, conosce il cuore di Dio. Quindi Dio ha un piano, Cristo ha provveduto al compimento di quel piano, e lo Spirito prega affinchè quel piano sia completato secondo la volontà di Dio.
E di conseguenza, il versetto 28 dice: “Tutto coopera al bene”, mentre viviamo sappiamo che Dio ha uno scopo buono per ogni cosa, che è sempre vero per la Sua gloria, però qui sta parlando di quel bene finale, quel bene che è ultimo, “tutto coopera al bene” perchè siamo amati da Dio e lo amiamo di nostra volta secondo il suo proposito.
Quindi lo Spirito applica sul nostro conto la buona intenzione, il buon fine e lo scopo di Dio. Il piano di Dio? Ci ha preconosciuti, ci ha predestinati, ci ha chiamati, ci ha giustificati, e ci glorificherà, e dice il versetto 29 che la nostra gloria sarà quella di conformarci all’immagine del Figlio suo, ed abbiamo già visto tutto questo in dettaglio. Dio ha un piano che sarebbe quello di scegliere le persone che glorificherà. Cristo fornisce il sacrificio che paga per il loro peccato affinchè il piano sia possibile, e lo Spirito Santo diventa la potenza del piano: ci rigenera, ci santifica, ci protegge ed un giorno ci eleverà alla gloria. Siamo coinvolti in quel piano. Siamo tanto sicuri quanto è sicuro il piano del Padre, perchè tutto quello che Dio vuole fare, lo compie. Siamo tanto sicuri quanto lo è la provvisione del Figlio, perchè Cristo ha effettivamente pagato la pena completa per tutti i nostri peccati – non era un pagamento potenziale, era un pagamento effettivo. Ed in terzo luogo, siamo tanto sicuri quanto è sicura la potenza dello Spirito Santo che intercede e che ci mantiene fino alla gloria.
Ora, dopo aver parlato di tutta questa grande teologia, arriviamo al versetto 31, dove ci siamo fermati l’ultima volta, ed abbiamo detto che Paolo riconosce il fatto che ci sarebbero state alcune obiezioni, e quindi presume che ci sarebbero state obiezioni da parte di alcuni che avrebbero detto: “Beh, forse ci sono alcune persone che possono cambiare questa situazione. Forse ci sono alcuni che possono influenzare un cambiamento drammatico nel piano di Dio”, come ha detto Finney: “che si può infrangere il sigillo”, ho anche letto un altro paio d’autori che sostengono quella stessa posizione e hanno detto la stessa cosa: “Lo Spirito Santo ti sigilla pure, basta che non rompi il sigillo!” È possibile? Allora potremmo chiedere: “Ci sono forse degli esseri umani che possono farlo?” Come potremmo rispondere? Ci sono forse degli esseri umani in grado di farlo? La risposta, versetto 31: “Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?” Ci sono forse degli esseri umani che sono più forti di Dio? Se Dio è per noi, ha davvero importanza chi è contro di noi? Ha importanza chi vuole distruggere la nostra fede? Se Dio è per noi, la cosa è risolta perché non c’è potere più grande di Dio, non c’è uomo, non c’è sistema, non c’è religione umana, non c’è influenza umana, non c’è società, non c’è istruzione, o pressione umana che sia più grande di Dio.
“Beh”, si potrebbe dire, “forse Dio potrebbe farlo. Forse Dio si può stancare di noi”, Dio? Il versetto 32 risponde a quella proposta, “Colui che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per noi tutti”? Vorresti forse dire che Dio, colui che ci ha dato suo Figlio che ci ha dato il dono migliore quando eravamo nemici ci si schiererebbe contro? La fine del versetto 32: “non ci donerà forse anche tutte le cose liberamente con lui? (con Suo Figlio)”, questo è l’argomento che va dal maggiore al minore. Se quando eravamo nemici ci ha dato il dono migliore per salvarci, ora che siamo suoi figli non ci darà anche doni minori per mantenerci? Questo è semplicemente logico. Questo è l’argomento che va dal più grande al più piccolo. Dio, che ha fatto il massimo, che ci ha dato il dono migliore quando eravamo nemici, ora che siamo suoi figli, farà anche tutto quello che c’è da fare per tenerci.
Qualcuno potrebbe dire: “Beh, invece Satana? Forse Satana può strapparci dalle mani di Dio, è molto potente”. Ci ha provato con Giobbe, ci ha provato con Pietro, ci ha provato con Paolo e ci ha provato con il sommo sacerdote in Zaccaria capitolo 3, ci sono quattro illustrazioni nella Scrittura, ma qui nel versetto 33 è identificato: “Chi accuserà gli eletti di Dio?” Oppure nel versetto 34: “Chi li condannerà?” Chi è che si trova sempre di fronte a Dio per condannarci? Chi è l’accusatore dei fratelli? Apocalisse 12:10, Satana e i suoi demoni si radunano attorno alla presenza di Dio e scagliano infinite accuse contro i credenti giorno e notte, dice la Scrittura. Può mai aver successo, l’accusatore dei fratelli? È riuscito a rompere la fede di Giobbe? No. È riuscito a spezzare la fede di Pietro quando cercò di vagliarlo? È riuscito a rompere la fede di Paolo quando i demoni messaggeri si stavano letteralmente infiltrando nel ministero di Paolo? È stato sufficiente per distruggere Paolo? Può forse aver successo ed accusare in tal modo che Dio cambi idea?
Da un lato, la fede salvifica non può essere infranta, il proposito di Dio non può essere vanificato, ma dall’altro c’è anche la realtà di Cristo che si trova alla destra del Padre, intercedendo per noi contro tutte le accuse, dicendo sempre: “Per questo ho pagato interamente con la mia morte”.
Allora qualcuno potrebbe suggerire: “O mamma, siamo nei guai, e se Cristo ci si dovesse rivoltare contro? E se Cristo ci si rivoltasse contro?” Versetto 34: Cosa? “Cristo Gesú è colui che è morto e, ancor piú, è risuscitato, è alla destra di Dio”, in altre parole, è morto per noi, è risuscitato per noi, la sua morte e la sua risurrezione sono state così perfettamente soddisfacenti per Dio che è stato innalzato alla Sua destra, avendo compiuto pienamente la nostra redenzione e che continua ad intercedere per noi, Egli è il sommo sacerdote che intercede per noi, il nostro grande avvocato celeste.
Quindi non sarà a causa di nessun esser umano perché Dio è più potente, non sarà Dio, perchè ci ha dato il meglio quando eravamo nemici, non sarà Satana, perché non può portare accusarci con successo quando Cristo ha già pagato per intero, e non sarà Cristo perchè Lui vive sempre per intercedere per noi, e quindi ci rimane una sola possibilità, noi stessi. Noi possiamo rombere il sigillo, noi possiamo infrangere il sigillo, così come ha detto Finney. Possiamo? Perché mai lo faremmo? Oh, a causa di certe circostanze della vita. Beh, la vita può essere abbastanza dura... finché tutto va bene - questo era un po’ l’argomento di Giobbe, no? È benedetto, è ricco, ha tutto, famiglia, raccolti, animali, ricchezza: non c’è da stupirsi che ti sia fedele. Siamo davvero in grado di esercitare un tale potere da recidere il nostro rapporto con il Signore? Potrebbe la nostra fede dissolversi, rompersi, sgretolarsi sotto certe circostanze?
Per cui, si passa dagli esseri umani dal versetto 32 al 34, dal 31 al 34, alle circostanze dal versetto 35 al 37, piuttosto semplice. Questo sarebbe lo scenario peggiore. La domanda è: chi sarà oppure cosa sarà, portato da chi – “chi...” – dietro a tutti questi cosa, c’è un chi. Se c’è tribolazione, angoscia, persecuzione, carestia, nudità, pericolo, spada, qualcuno ne è responsabile. Queste sono quei tipi di circostanze che sono estreme, sarebbe mai possibile che circostanze estreme potrebbero distruggerci la fede? Che ci portassero ad abbandonare lo Spirito Santo? Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Giusto per ricordarci che ciò che ci mantiene è l’amore di Cristo nei nostri confronti, è questo che ci mantiene, l’amore di Cristo per noi. A proposito, nel versetto 39 viene chiamato l’amore di Dio, l’amore di Dio. E aggiungerei che comprende anche l’amore dello Spirito Santo. Siamo amati dalla Trinità, potrebbe mai succedere qualcosa che faccia venir meno tale amore?
Be, immaginiamo una situazione estrema. Sette realtà ipotetiche crescenti: “tribolazione” – tribolazione... questa è la pressione esterna. Le cose vanno male all’esterno e questo presuppone, questo presuppone attacchi esteriori. La parola thlipsis punta ad una stretta, una difficoltà esteriore, un rifiuto, un guaio, un danno, questa è una pressione esteriore. La parola successiva è “angoscia”, e questa è una parola che si riferisce ad una pressione interiore; queste sono due parole che puntano alla realtà dell’essere schiacciati in uno spazio ristretto, ma che hanno a che fare con l’interiore. Quando c’è pressione esteriore quello ha anche effetto interiormente, giusto? Si inizia a reagire con paura, con ansia, con dubbi, con domande, con timore, e si diventa vittime di panico. Si perde la fiducia perché la pressione è così forte.
È forse possibile che ci sia una tale pressione esteriore che ci porta ad una certa pressione interiore che ci porta alla paura, all’ansia... e poi continua a peggiorare, dice: “persecuzione”, questo è abuso - abuso – a causa di... secondo Paolo, questo è abuso per la testimonianza di Gesù: sofferenza fisica, sofferenza mentale, questo è quando le cose vanno davvero male. Ora, questo è lo scenario peggiore possibile, ci sono un sacco di problemi esteriori che ti stanno schiacciano fino ad arrivare all’interno e poi iniziano ad instaurare ansia, paura, timore e poi la cosa peggiora; vediamo la persecuzione vera e propria “diōgmos” persecuzione che esplode da parte di coloro che rifiutano Cristo, e poi la situazione diventa estrema perché a seguire c’è la fame, non si ha cibo, si è privati di mangiare, e forse si è anche in prigione, in carcere, ma non finisce li, le cose peggiorano ancora di più, sei vestito di stracci. Non c’è nessuna provvisione, ti ritrovi nella “nudità” ed hai bisogno di vestiti e la situazione peggiora ancora a tal punto che sei “in pericolo”, sull’orlo del baratro e per finire tirano fuori la spada... è la fine!
Potrebbe forse farcela? Quello è lo scenario peggiore. Stai per essere martirizzato. Stai per avere la testa tagliata. Tra l’altro, quella è la testimonianza personale di Paolo, e si è trovato sul ciglio della morte più di una volta, e alla fine gli fu tagliata la testa da una spada. Può forse tutto questo spingerci a dubitare? Può spingervi a rifiutare Gesù Cristo? Può spingervi ad allontanarvi da Cristo? Allontanarvi da Dio? È possibile? E poi cita il Salmo 44 come per dire che questa è l’esperienza che il popolo di Dio ha sperimentato nel corso della storia, non è solo la nostra esperienza, e cita il Salmo 44. Nell’Antico Testamento c’è un appello verso Dio da parte del Suo popolo affinchè Egli li liberi dalle difficoltà, “per amor di te siamo messi a morte tutto il giorno; siamo stati considerati come pecore da macello”, nel passato hanno sofferto... come sapete, Israele ha sofferto molte volte per mano dei suoi nemici. L’essere collegati a Dio poteva essere una situazione piuttosto pericolosa. È successo allora, e succede ancora oggi, e quando succede, è forse sufficiente per distruggerci? Per infrangere il sigillo?
Uno dei tesori meravigliosi che possiedo è uno dei set originali del Libro dei martiri di Foxe, tre volumi. Se li mettete uno sopra l’altro sono così spessi e sono così alti, una cosa enorme. Il Libro dei martiri di Foxe contiene la testimonianza di centinaia e centinaia e centinaia di persone che hanno attraversato il processo appena descritto da Paolo e che sono finite sotto la spada o nelle fiamme, bruciate al rogo o in una miriade di modi in cui sono state giustiziate. E i libri sono una testimonianza del fatto che la loro fede non è fallita - non poteva fallire - perché avevano una fede stabilita da Dio, una fede soprannaturale proprio come la vostra.
“Perciò voi esultate”, disse Pietro, “anche se ora, per breve tempo, è necessario che siate afflitti da svariate prove” – e quella è la stessa parola - “da svariate prove, affinché la vostra fede, che viene messa alla prova, che è ben piú preziosa dell’oro che perisce, e tuttavia è provato con il fuoco, sia motivo di lode, di gloria e di onore al momento della manifestazione di Gesú Cristo”, e poi dice questo: “Benché non l’abbiate visto, voi lo amate”, anche se... lo amate. Non vi rivoltate contro di Lui, non provate risentimento ma Lo amate... Lo amate fino alla morte.
Versetto 37 riassume il tutto: “Ma in tutte queste cose, noi siamo più che vincitori, in virtù di colui che ci ha amati” Lo amiamo perché? Lui ci ha amati per primo. No, non c’è circostanza che possa rompere questo. Non c’è circostanza che ci separerà dall’amore di Cristo. Non c’è circostanza che ci separerà dall’amore di Dio. Non c’è persona che ci separerà da quell’amore, l’amore della Trinità. Non è possibile, non c’è potere che possa mai infrangere la nostra fede. Non c’è potere che possa rompere il sigillo dello Spirito. Non c’è accusa contro di noi che Cristo non abbia pagato per intero. Non c’è tribunale più alto di Dio e non c’è forza più grande della forza sicura dello Spirito Santo. Usciamo hupernikōmen, hupernikaō. La parola Nike deriva dal verbo Greco “conquistare, l’essere il vincitore, il super-vincitore, huper-vincitore. Siamo più che vincitori; vinciamo in modo schiacciante, non con le nostre forze, ma grazie a Colui che ci ha amati, grazie a colui che ci ha amati.
Le prove, non importa quanto siano severe, mettono alla prova la nostra fede e la dimostrano. Per questo motivo, anche nelle sofferenze più gravi, è sempre per il nostro bene e per la nostra gioia più grande, e fa anche un’altra cosa, ci fa guadagnare un peso eterno di gloria nella vita a venire. Questo tipo di estremizzazione, di severità rende il Cristiano più nobile e più forte, non più debole, un Cristiano la cui fede è ferma e la cui sicurezza è consolidata, quando la tua fede supera quella prova viene comprovata, dimostra che hai la cosa vera, e anche quello è un dono di Dio nel quale rallegrarsi, e porta anche ad una ricompensa più grande.
Paolo scrisse tutto questo quando era a Corinto in Inverno, e nè lui, nè la chiesa di Roma, alla quale stava scrivendo, aveva alcuna idea del fatto che da lì a poco l’avrebbero visto in quella stessa situazione. Avrebbe avuto proprio bisogno delle verità confortanti che aveva scritto in quel capitolo, perché avrebbe sperimentato tutte le cose che aveva scritto in quell’elenco, e questa volta sarebbe stato lui stesso ad esser ucciso dalla spada. Ed i destinatari Romani sarebbero stati travolti a loro volta dalla persecuzione, uomini e donne il cui sangue avrebbe bagnato la sabbia delle grandi arene e degli anfiteatri Romani. Ma l’onore di Cristo e l’amore di Cristo erano al sicuro perché erano al sicuro sotto la sua custodia. Non dovevano temere nessuna di queste cose, compresa la morte. Furono sbranati da bestie selvagge, furono intrisi di catrame ed accesi come torce, avrebbero combattuto con uomini, bestie e con demoni infernali, ma erano al sicuro nell’amore di Cristo, al sicuro nell’amore di Dio, al sicuro nell’amore protettivo dello Spirito Santo, erano al sicuro fino all’ingresso nella gloria.
Paolo conclude dicendo: “Siamo super-vincitori”, e poi c’è un bellissimo ritornello conclusivo nei versetti 38 e 39 che non ha quasi bisogno d’esser spiegato, ma solo d’esser letto o cantato. “infatti sono persuaso” - e tu? Sei anche tu persuaso di questa grande verità? Sono convinto, sono fiducioso, sono giunto ad una conclusione definitiva “che né morte”, il grande nemico, “né vita”, con tutti i suoi pericoli, le sue difficoltà, le sue tentazioni ed i suoi problemi, “né angeli”, angeli santi, ipoteticamente parlando, “nè principati”, angeli empi - i demoni, “né cose presenti, né cose future”, il qui e l’adesso o il futuro, “né potenze”, e questo è plurale nel Nuovo Testamento e quando è usato al plurale nella forma Greca, si riferisce a miracoli, opere potenti, un qualche potere soprannaturale – niente finora, né morte, né vita, né angeli santi, né angeli caduti, né qualcosa che stia accadendo o che accadrà nel futuro, né alcuna potenza soprannaturale, “né altezza”, e questo è un termine che si riferisce ad una stella all’apice della sua orbita – “né profondità”, bathos, che sarebbe una stella al punto più basso della sua orbita, nulla nel punto più alto dell’universo o nel punto più basso dell’universo – nulla! “né alcun’altra creatura”, nulla nella vita, niente nella morte, niente nel mondo degli angeli, niente nel mondo dei demoni, niente nel tempo, niente nell’eternità, nessun potere miracoloso, niente sulla terra, niente in cielo dai confini dello spazio, niente, nessuna creatura in tutto l’universo creato “potrà separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore”.
Geremia 31:3, Dio dice: “Ti amo di un amore eterno”, quello, cari amici, è perché siamo custoditi dallo Spirito Santo. Dobbiamo adorarlo per quest’opera di grazia. Preghiamo.
Signore, ti ringraziamo per averci permesso di guardare alla gloria della nostra salvezza in questo modo meraviglioso, ed in particolare tramite il ministero dello Spirito Santo. Sappiamo persino che Cristo è andato alla croce tramite la potenza dello Spirito Santo. Mentre ricordiamo la sua morte per noi, vogliamo essere grati dal profondo del nostro cuore per quest’opera enorme di salvezza che è iniziata nell’eternità passata con l’elezione, è passata tramite la croce, è uscita dalla tomba aperta ed è prodotta in noi dal ministero continuo del caro Spirito Santo. Ti adoriamo, o Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, per quest’opera potente di grazia sorprendente, e Ti ringraziamo. Mentre ci avviciniamo ora a ricordare la croce di Cristo, purifica i nostri cuori, riempici di lodi - lodi come dovrebbero essere offerte a Te, nostro grande Dio.
FINE
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