Domenica scorsa ho iniziato una serie sul ministero dello Spirito Santo esaminando la persona e l’opera dello Spirito Santo affinché possiamo adorarlo nel modo in cui merita di essere adorato. E all’inizio della serie, la settimana scorsa, vi ho menzionato che lo Spirito Santo è il membro della Trinità più maltrattato, almeno secondo me. Ci sono tante persone che incolpano lo Spirito Santo per i loro comportamenti, le loro parole e le loro esperienze anche quando lo Spirito Santo non ne ha nulla a che fare.
E dopo aver letto quello che abbiamo letto sullo Spirito di verità in Giovanni capitolo 14, 15 e 16, è strano vedere e rendersi conto di tanta falsità sia proclamata sul conto dello Spirito Santo; tante menzogne, tanti inganni, e raggiri che vengono fondamentalmente assegnati allo Spirito Santo da parte di coloro che hanno desideri ed obbiettivi illegittimmi, per guadagnarsi il favore con le persone. Lo Spirito Santo viene incolpato di così tante cose terribili.
La Bibbia ci avverte di tutto questo, ci avverte del pericolo di bestemmiare lo Spirito Santo. E nonostante quell’avvertimento, il tutto continua. Siamo avvertiti - e ne parlerò di più settimana prossima – ma siamo avvertiti del pericolo d’insultare lo Spirito Santo, del pericolo di resistere lo Spirito Santo, del pericolo di addolorare lo Spirito Santo, di spegnere lo Spirito Santo, e tutti questi verbi sono rivolti al modo in cui ci riferiamo allo Spirito Santo stesso. Ma non si tratta solo di cercare di evitare la bestemmia, l’abuso o l’attribuire allo Spirito Santo cose che non gli riguardano, è molto più di quello. Non dobbiamo solo evitare certi errori, dobbiamo anche adorare lo Spirito Santo per ciò che ha fatto e per chi è veramente.
Proprio la settimana scorsa stavo leggendo un articolo del 1657 scritto da John Owen, il grande Puritano Inglese così prolifico, che scrisse volumi e volumi che ci arricchiscono nella comprensione delle Scritture e della teologia. Uno dei trattati più importanti di John Owen è un’analisi di cosa significhi essere in comunione con Dio, di cosa significhi adorare Dio veramente. Il titolo, molto Puritanesco, è questo: “Della comunione con Dio Padre, Figlio e Spirito Santo, con ciascuno in modo distinto, nell’amore, nella grazia e nella consolazione” è un titolo tipico Puritano, ed ha anche offerto un titolo alternativo, disse, “La comunione dei santi con il Padre, con il Figlio e con lo Spirito Santo, dispiegata”.
In questo trattato, John Owen invita a riflettere su alcuni benefici che abbiamo ricevuto individualmente, specificamente e particolarmente da ciascun membro della Trinità. E visto che abbiamo ricevuto tali benefici siamo tenuti a rispondere a tali doni verso ciascun membro della Trinità, affinchè la nostra adorazione trinitaria non è troppo mescolata, ma separata. C’è un passo della Scrittura che può aiutarci a capire questa cosa, se guardate all’ultimo versetto dell’ultimo capitolo di 2 Corinzi, leggereste questo: “La grazia del Signore Gesú Cristo e l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi”, questa è una benedizione trinitaria che mette in ordine le caratteristiche singole del ministero del Padre, del Figlio e dello Spirito nei nostri confronti come credenti. È l’amore di Dio, l’amore divino e sovrano, è la grazia del Signore Gesù Cristo, perchè è il Figlio che fornisce la grazia divina sovrana, ed è anche la comunione dello Spirito Santo. Dal Padre abbiamo l’amore divino, dal Figlio la grazia divina e dallo Spirito la comunione divina.
E l’apostolo Paolo separa i membri singoli della Trinità ed identifica certi aspetti del loro ministero. La nostra comunione è iniziata dall’amore del Padre, ratificata dalla grazia del Figlio e comunicata dalla comunione dello Spirito Santo. E sebbene saremmo tutti d’accordo che in tutta la Scrittura c’è una sovrapposizione nell’opera della Trinità, c’è comunque un’enfasi su quelle opere specifiche che ogni membro compie unicamente.
Credo che per la maggior parte di noi che adoriamo Dio in verità, sapendo che è un Dio Trino, riconosciamo che è un’unica essenza con tre persone, Padre, Figlio e Spirito Santo, tendiamo a frullare il tutto e lo adoriamo come Dio trino, ed ovviamente quello è legittimo, ma ciò che Owen richiede è quello d’iniziare a separare le persone nella Trinità per riconoscere ciò che hanno fornito per noi e com’è che dovremmo rispondere specificamente a riguardo di queste provvisioni. Per quanto riguardo allo Spirito Santo, John Owen scrive: “Il ministero dello Spirito consiste nel ricordare le promesse di Cristo, nel glorificarlo nei nostri cuori, nel diffondere l’amore di Dio, nel testimoniare con noi che apparteniamo a Dio per quanto riguarda il nostro stato e la nostra condizione spirituale, nel suggellarci per il giorno della redenzione, nell’essere il pegno o la garanzia della nostra eredità finale, nell’ungerci di conforto, nel confermare la nostra adozione e nell’essere presente nelle nostre suppliche”.
Poi Owen risponde all’opera dello Spirito dicendo questo: “Ecco la saggezza della fede: scoprire ed incontrare il Consolatore in tutte queste cose, per non perdere la loro dolcezza rimanendo all’oscuro del loro autore, né venendo meno alle prestazioni che ci sono richieste”, ogni membro della Trinità, avendo compiuto queste cose specifiche, dev’essere adorato in risposta all’opera specifica che ha compiuto.
Non è solo che come credenti, non vogliamo spegnere lo Spirito Santo, che è cosa fattibile. Non è solo che non vogliamo rattristare lo Spirito Santo, cosa che i credenti possono fare, non vogliamo resistere lo Spirito Santo. Non è solo quello che non vogliamo fare, ma è che nella nostra comunione, nella nostra adorazione e nella nostra lode, dobbiamo identificare le tre persone della deità in meditazione, nella preghiera e nella sottomissione. Dobbiamo soffermarci sulla misericordia e sul ministero speciale di ciascuna delle persone della Trinità nei nostri confronti, e dobbiamo rispondere in amore, in sottomissione, in gioia e gratitudine verso ciascun membro della Trinità in modo distinto, questa, dice John Owen, è la comunione con Dio.
Un altro dei miei Puritani preferiti è Thomas Goodwin. Thomas Goodwin scrive: “La nostra adorazione è a volte con il Padre, a volte con il Figlio ed a volte con lo Spirito Santo. A volte i nostri cuori sono attratti dall’amore del Padre per il fatto che ci ha scelti. A volte i nostri cuori sono attratti dall’amore di Cristo per il fatto ci ha redenti. E a volte l’amore dei nostri cuori è attratto dallo Spirito Santo, che scruta le profondità di Dio e ce le rivela” - e poi amo questa frase, dice - “e si prende tutti i nostri dolori”. Avete mai pensato di ringraziare lo Spirito Santo per essersi preso la briga di lavorare sulla vostra santificazione? “Grazie, Spirito Santo – grazie Spirito Santo per avermi insegnato, grazie per aver combattuto contro la carne, grazie per aver interceduto nei miei confronti, grazie per avermi sigillato ed avermi protetto, grazie per avermi allontanato dal sentiero della tentazione, grazie per avermi dato forza di fronte al peccato”.
Questo è ciò che Thomas Goodwin sta dicendo, dice: “Solo quando comprendiamo l’opera di ogni membro della Trinità in modo distinto abbiamo una vera comunione con Dio”, dice: “Non dovremmo mai essere soddisfatti fino a quando tutte e tre le persone siano alla pari nella nostra vita”, un’espressione bellissima. E dunque, ci sediamo, per così dire, in mezzo a loro, mentre ci manifestano il loro amore. Questa è l’esperienza più elevata che Cristo ci abbia mai promesso in questa vita: sedersi, per così dire, in mezzo alla Trinità ed essere il destinatario di tutto l’amore del Padre, di tutto l’amore del Figlio e di tutto l’amore dello Spirito nei nostri confronti, questa è la vera adorazione.
Abbiamo passato molto tempo – e credo che come credenti passiamo molto tempo pensando all’amore del Padre, all’amore elettivo, all’amore sovrano, pensando al sacrificio del Figlio, alla grazia che ci viene offerta. Ci sono molti modi di vederla, il Padre dà inizio alla nostra salvezza, il Figlio la ratifica, lo Spirito Santo la comunica. Il Padre ci sceglie per la vita, il Figlio offre il sacrificio che porta alla vita e lo Spirito Santo ci dà la vita. Esser in grado di riconoscere il ministero di ogni membro della Trinità significa avere un’adorazione ed una comunione completa.
E quindi, quello che stiamo cercando di fare in questa breve serie è di comprendere meglio l’opera ed il ministero del benedetto Spirito Santo, affinchè possiamo accrescere ed arricchire la nostra gratitudine, il nostro ringraziamento e la nostra adorazione verso di Lui. E forse uno dei versetti più sorprendenti che il nostro Signore abbia mai pronunciato o che si sia mai registrato dalle sue labbra si trova in Giovanni 16, ve l’ho letto prima, ma è davvero un versetto sorprendente, se vi fermate a rifletterci un pochino. Questo è quello che disse in Giovanni 16:7, “Io vi dico la verità” - come ha sempre fatto – “è utile per voi che io me ne vada”.
Ora fermiamoci un attimo e chiediamoci come ci sarebbero rimasti i discepoli? Per un periodo di tre anni, erano con il Signore essenzialmente 24 ore su 24, 7 giorni su 7, era diventato tutto per loro, assolutamente tutto. In un’occasione, secondo Giovanni 6, Gesù, dopo che un gruppo di persone se ne andarono, disse: “Volete andarvene anche voi?” e Pietro, parlando a nome del resto, disse: “Da chi andremo? Tu e solo Tu hai le parole di vita eterna”... “Non abbiamo intenzione di andare da nessuna parte, tutto ciò che vogliamo sapere, tutto ciò che vogliamo vedere, tutto ciò di cui abbiamo bisogno cel’hai tu, sei tu!” Come avrebbero mai reagito a quell’affermazione: “È utile per voi che io me ne vada”? Cosa ci può esser di meglio?
E quando pensate al fatto che, letteralmente per migliaia di anni, le persone hanno atteso l’arrivo del Messia, ed ogni generazione di Giudei che erano al corrente del fatto che il Messia sarebbe ritornato, desideravano essere in vita al suo ritorno, eppure, quando venne, le persone che erano in vita in quel periodo lo rifiutarono. Ma c’era un gruppo di persone che lo accolsero, i suoi seguaci ed i suoi discepoli, e questo era a compimento di tutta la storia della redenzione, fin dalla caduta e della promessa che un giorno, Lui sarebbe arrivato ed avrebbe schiacciato il calcagno del Serpente, che cosa meravigliosa che il Messia era finalmente arrivato, che cosa incredibile che era la! Non volevano che andasse da nessuna parte, non volevano che se ne andasse. Volevano che rimanesse e che stabilisse il suo regno, e quella sarebbe stata la fine, il culmine e l’adempimento di ogni cosa.
Nonostante tutto, in quell’ultima serata, quando erano nella sala grande prima che lo avessero preso e crocifisso disse, “me ne vado, me ne sto per andare, e non potrete seguirmi, però vi dirò di più, è utile per voi che me ne vada”, quella fu una dichiarazione incredibile. Com’è possibile? E disse così, “se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma se me ne vado, io ve lo manderò”, cosa c’è di meglio di avere Gesù in persona? Lo Spirito Santo, avere lo Spirito Santo, “intendi dire forse che lo Spirito Santo non c’era prima?” No. Vi ho anche letto dalla stessa porzione della Scrittura, che “Lui è stato con voi e sarà” dove? “in voi”. Lo Spirito Santo c’è sempre stato; lo Spirito Santo era il creatore, in Genesi vediamo che aleggiava sopra la superficie delle acque e creava. Lo Spirito Santo è sempre stato il datore della vita, è sempre stato il convincitore, ha sempre conteso con gli uomini, come dice Genesi 6.
Lo Spirito Santo è sempre stato il portatore di vita agli uomini morti spiritualmente, e tutti sono morti fin dalla caduta. Al di fuori dello Spirito Santo, non ci sarebbe stata alcuna salvezza, alcuna fede, alcun ravvedimento redentivo, nessuna conversione genuina. Lo Spirito Santo era anche presente per guidare ed accompagnare, in una certa misura,il ministero dello Spirito Santo può esser visto anche nel periodo dell’Antico Testamento. Un modo per capirla meglio è che “Egli era con voi” per quelle cose necessarie come la salvezza e la santificazione, lo Spirito Santo era necessario.
Però quì vediamo il Figlio, non è meglio? Non è una cosa ancora più meravigliosa, quella di trovarsi alla presenza del Figlio di Dio incarnato? La si potrebbe certamente pensare così, per cui forse questo è un passo avanti in confronto a quello che avevano nell’Antico Testamento. Lo Spirito c’era, il figlio era promesso, ora lo Spirito continua ad operare ma c’è anche il Figlio, com’è che Gesù può dire, “è meglio per voi che me ne vada?”
La risposta si trova nel fatto che lo Spirito Santo, dalla fondazione della chiesa in poi, porta ai credenti un ministero che non era mai stato conosciuto prima. Non è che lo Spirito Santo non c’era, non è una questione di assenza o presenza, è una questione di grado, d’estensione. La cosa migliore che poteva succedere per chiunque, persino meglio d’avere Gesù Cristo in persona, era avere lo Spirito Santo. E questo è per noi, noi stiamo vivendo nel mezzo di quella meravigliosa realizzazione, “è più utile che me ne vada così che posso mandarvi lo Spirito Santo”.
Mamma, se è vero, allora lo Spirito Santo è veramente, veramente speciale, e di fatto, lo è. Ed invece delle cose terribili che gli vengono assegnate, vogliamo guardare al ministero genuino dello Spirito Santo affinchè possiamo adorarlo e loro, tutti i membri della trinità, possano, come disse Goodwin, essere alla pari nella nostra vita e ricevere la stessa lode.
Dove possiamo andare nella Parola di Dio per vedere il ministero dello Spirito Santo? Beh, noi abbiamo scelto di guardare a Romani 8, e dunque, dopo questa introduzione veloce, vorrei che andaste a Romani 8, e guarderemo insieme al ministero dello Spirito Santo così come sviluppato in questo capitolo. E man mano che procediamo, potremmo far qualche digressione quì e lì per parlare un po’ del resto delle cose, però ovviamente non cercheremo di coprire ogni singolo passaggio che riguarda lo Spirito Santo nel Nuovo Testamento, ma solo quelle cose che ci sono più essenziali ed importanti, ed in Romani capitolo 8 c’è un ottimo punto di partenza, perchè quì ci viene presentato il ministero dello Spirito Santo per quanto riguarda la salvezza.
Ricordate, nei primi sette capitoli di Romani, i temi sono tutti riguardanti la salvezza, è tutto a riguardo della salvezza. Incomincia con il vangelo al capitolo 1 versetto 16, con il fatto che Paolo non si vergogna, ma lo predica perchè è la potenza di Dio per la salvezza, e poi inizia a spiegare l’essenza del vangelo. Parla del peccato, del giudizio e dell’inutilità di cercare di ottenere rettitudine da soli. Parla di grazia, di fede ed usa Abraamo come illustrazione. Parla del significato della croce e della nostra unione con Cristo, ed è tutto a riguardo della salvezza fino al capitolo 8, quando c’è una svolta in una sezione che è la sintesi finale della gloria della salvezza, la somma finale di cosa significa esser salvati. Quì vediamo la buona notizia finale e ci è tutta assicurata dallo Spirito Santo – dallo Spirito Santo.
Cominciamo almeno a vedere i versetti 1 e 2 e vediamo cos’è che fa lo Spirito Santo nei nostri confronti. E da questo capitolo vi darò una sorta di lista della spesa di cose che compie lo Spirito Santo, ma dovete capire da dov’è che ha iniziato tutto, Romani 8 versetto 1: “Non c’è dunque piú nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesú”, com’è possibile che non c’è più nessuna condanna per i peccatori? Com’è possibile? Risponde nel versetto 2, “perché la legge” o il principio, “dello Spirito della vita in Cristo Gesú mi ha liberato dalla legge del peccato e della morte”, non c’è più condanna per coloro che sono in Cristo grazie a qualcosa che ha compiuto lo Spirito della vita, lo Spirito della vita è lo Spirito Santo, e dunque incontriamo lo Spirito Santo al versetto due, e questo è il primo punto: Lo Spirito Santo ci libera dalla morte dandoci vita. Lo Spirito Santo ci libera dalla morte dandoci vita, questa è la prima caratteristica di una vita priva di condanna.
Ma torniamo indietro al primo versetto e riconosciamo il fatto che c’è la parola “dunque”. La parola “dunque” collega questo capitolo con tutto quello che è venuto precedentemente. Tutto quello che è stato detto sulla salvezza nella sua gloria e nella sua bellezza. Questo non sta tornando indietro al versetto 25 del capitolo 7, non sta semplicemente tornando indietro al capitolo 7, sta tornando indietro fino al capitolo 1 versetto 16 dove ha iniziato a parlare del vangelo, e dunque, tutto l’insegnamento del vangelo significa che non c’è più alcuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù, e questo è l’insegnamento finale del vangelo, questa è la buona notizia! Che possiamo trovarci di fronte ad un Dio infinitamente santo come peccatori totalmente corrotti, senza esser condannati a nulla, nè ora, nè mai, questa è la buona notizia.
E per capire la buona notizia, dobbiamo capire quella brutta. La brutta notizia è che la Scrittura descrive il fatto che ogni essere umano è nato in questo mondo come “figlio d’ira”, “figlio d’ira” - Efesini capitolo 2 versetto 3, “siete figli d’ira”, siete tutti figli d’ira. E bene, quello è un modo di dire Ebraico, in altre parole significa che avete ereditato la natura di coloro che saranno dannati. Se sei un figlio di corruzione, significa semplicemente che la tua natura è corrotta. Se sei un figlio d’ira, significa che sei condannato al giudizio. Tutti sono figli d’ira, sono tutti sotto giudizio, ed è una condizione miserabile.
Quali sono gli elementi di questa condizione? Beh, siamo sopraffatti dal peccato, siamo privi della gloria di Dio, abbiamo tutti peccato e siamo privi della gloria di Dio, siamo tutti maledetti. Siamo dominati, siamo letteralmente travolti e sopraffatti dal peccato. Il peccato è una malattia contaminante che paralizza l’anima di ogni persona, che degrada la persona, inquieta, ruba e sostituisce la pace e la gioia con problemi, dolore e paura. Pianta in ogni cuore il principio omicida della corruzione che nessun uomo potrà mai vincere e nessuna persona potrà mai curare.
Ed è anche peggio di quello perchè non è che siamo solamente inguaribilmente peccatori e malvagi, ma siamo controllati da Satana che è l’angelo della malvagità, il diavolo in persona, e noi siamo membri del suo regno, facciamo parte della sua famiglia, Giovanni 8:44, “Vostro padre è il diavolo”, siamo figli del diavolo. Siamo governati dal Principe della potenza dell’aria - Efesini 2:2 - lo spirito che opera negli uomini ribelli, opera in tutti gli esseri umani che non solo sono corrotti nella loro natura, ma sono ulteriormente corrotti dall’opera di Satana, ed ecco perché Gesù ha detto: “volete fare i suoi desideri”, quello che Lui desidera, voi fate.
E come risultato siamo schiavi della vanità, come dice in Romani 8:20, e ciò significa che in quella condizione nella quale siamo sopraffatti dal peccato e dominati da Satana, siamo soggetti a tutto ciò che è male, a tutto ciò che è orribile. Questa è la futilità della vita, il vuoto, l’amarezza, la tristezza, il dolore, siamo nati per i problemi, non abbiamo pace, temiamo la morte, siamo pieni d’ansietà e senza speranza, e per di più, Ebrei 10:27 dice che non rimane altro che una terribile attesa del giudizio di fuoco. Tutto ciò che le persone possono anticipare è l’Inferno, l’Inferno. Secondo Apocalisse 20 versetto 14 saremo dannati per sempre dalla seconda morte e dal lago di fuoco, quella è la miseria di tutti gli esseri umani.
E quando viene il giudizio, soffriamo una giusta condanna, Romani 3 lo dice nei versetti 8 e 9, la condanna è giusta. Abbiamo infranto la legge di Dio, e Galati 3 dice che se infrangi una legge l’hai infranta tutta. La nostra condanna è giusta, e proprio come il ladrone sulla croce, soffriamo giustamente, disse proprio così.
Quindi, giusto per raggruppare il tutto, abbiamo il fatto che il peccatore è figlio d’ira, sotto la condanna di un Dio santo che è offeso da ogni peccato ed emette un giusto giudizio. E quindi, la fine inevitabile è l’inferno per sempre, e questa è la condizione di ogni persona fino all’arrivo dello Spirito Santo, e nel nostro testo, nell’oscurità di quest’immagine, il nostro testo porta una luce gloriosa, “Non c’è dunque piú nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesú”, perché il principio, la potenza o l’influenza dello Spirito della vita in Cristo Gesù vi ha liberati dalla legge del peccato e della morte.
Onestamente, la Bibbia è un libro di grande condanna, un libro condannante. Nel quinto capitolo di Romani dice che in Adamo sono tutti morti, che abbiamo ereditato la natura peccaminosa d’Adamo, Romani 5 lo ripete più e più volte. Il capitolo 1 di 2 Tessalonicesi ci dà un’immagine spaventosa del futuro giudizio finale che si abbatterà su tutti i peccatori, quando dice che il Signore Gesù apparirà dal cielo con gli angeli della sua potenza, in un fuoco fiammeggiante, per far vendetta di coloro che non conoscono Dio, e di coloro che non ubbidiscono al vangelo del nostro Signore Gesù. Essi saranno puniti di eterna rovina, respinti dalla presenza del Signore e dalla gloria della sua potenza.
Ci sono due aspetti dell’Inferno eterno: Uno è il senso, cioè il dolore reale. L’altro è l’assenza, l’assenza di Dio, e quello è un vero Inferno. E si potrebbe dire: “Beh, Dio non ha mica mandato la sua legge affinchè avessimo uno standard da rispettare, e se dovessimo riuscire a vivere all’altezza di tale standard riusciremmo ad arrivare in Paradiso?” Quello è l’equivoco più diffuso nel mondo ed è un incomprensione altrettanto dannosa, perché per quanto sia santa la legge, ed è perfettamente santa perché è semplicemente un riflesso di Dio, è l’etica della natura di Dio codificata, scritta ed esplicitata. La legge, non può però renderci santi, non può far nulla contro il nostro peccato e non può farci sfuggire la condanna.
Ascoltate a cosa dice Romani 3: “tutto quel che la legge dice, lo dice a quelli che sono sotto la legge, affinché sia chiusa ogni bocca e tutto il mondo sia riconosciuto colpevole di fronte a Dio”, la legge non fa altro che chiuderti la bocca quando ti vanti per la tua bontà, “perché mediante le opere della legge nessuno sarà giustificato davanti a lui; infatti la legge dà la conoscenza del peccato”, la legge non fa altro che impartire la conoscenza del peccato, la legge di Dio non fa altro che mostrarci il peccato, non è il cammino per vincere contro il peccato, non è la via per sfuggire alla condanna prodotta dal tuo peccato, non può, non può alterare la tua condizione, può solo rivelarla. E non può cambiare la tua condanna, può solo imporla.
Infatti, la legge rende le cose peggiori, perchè la legge espande le violazioni. Per cui, nessuno sarà reso giusto di fronte a Dio tramite la legge, ma per la legge, la nostra colpevolezza aumenta. C’è dunque condanna, e solo condanna verso coloro che sono sotto la legge, perchè la legge non può salvare, la legge non può rimuovere la condanna, la legge scritta. Ed ecco cosa intende dire il versetto 3 quando dice “ciò che era impossibile alla legge, perché la carne la rendeva impotente”, in altre parole, la legge non può operare salvezza nelle persone. Condanna quì, è la parola katakrima e si focalizza più sulla punizione dopo la sentenza piuttosto che al giudizio stesso, c’è un’altra parola Greca che parla del giudizio o dell’aggiudicazione stessa, questa però è una parola che va al di là della condanna, persino fino alla punizione vera e propria.
E quello che sta dicendo quì è questo: Non c’è alcuna punizione per coloro che sono in Cristo Gesù. A pesare di tutte le violazioni, a pesare del fatto che abbiano infranto la legge di Dio, a pesare del fatto che siano in una condizione nella quale la condanna sarebbe giusta, santa, corretta e meritata, a pesare di tutto quello, a pesare della nostra corruzione ed appartenenza al regno delle tenebre e a Satana stesso, grazie alla salvezza, possiamo trovarci in una condizione priva di condanna. “Nessuna” è una negazione forte, una parola forte, ci sono molti modi di dire “no” in Greco, questo è un modo molto forte, assolutamente, inequivocabilmente, nessuna condanna.
Ora, lasciate che ve lo dica, questa è la buona notizia, è il Vangelo! Che a pesare di quanto siamo peccaminosi, c’è la possibilità di subentrare in una condizione nella quale non c’è alcuna condanna, neanche un po’. Qual’è quella condizione? Qual’è quel posto? In Cristo. Versetto 1, “Per quelli che sono in Cristo” oppure il versetto 2, “In Cristo Gesù”, è a riguardo dell’unione con Cristo. Che cosa significa essere in Cristo? Significa essere in Lui in un senso molto reale spiritualmente. Tornate al sesto capitolo di Romani per un minuto, versetto 3, “O ignorate forse che tutti noi, che siamo stati battezzati” – o immersi – quì non sta parlando del Battesimo dell’acqua, sta semplicemente usando la parola metaforicamente per parlare dell’immersione, dice - “tutti coloro che son stati immersi in Cristo Gesù, son stati immersi nella sua morte. E siamo dunque stati sepolti con lui mediante il battesimo nella sua morte, affinché, come Cristo è stato risuscitato dai morti mediante la gloria del Padre, cosí anche noi camminassimo in novità di vita”, in altre parole, siamo stati letteralemente messi in Cristo nella sua morte ed in Cristo nella sua resurrezione, muoriamo in Lui e risorgiamo in Lui.
Versetto 5: “Perché se siamo stati totalmente uniti a lui in una morte simile alla sua, lo saremo anche in una risurrezione simile alla sua. Sappiamo infatti che il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con lui affinché il corpo del peccato fosse annullato”, terminato, “e noi non serviamo piú al peccato; infatti colui che è morto, è libero dal peccato. Ora, se siamo morti con Cristo, crediamo pure che vivremo con lui, sapendo che Cristo, risuscitato dai morti, non muore piú; la morte non ha piú potere su di lui. Poiché il suo morire fu un morire al peccato, una volta per sempre; ma il suo vivere è un vivere a Dio. Cosí anche voi fate conto di essere morti al peccato, ma viventi a Dio, in Cristo Gesú”, muoriamo e risuscitiamo in Cristo. Questa è la nostra unione con Cristo, e tutto questo non è altro che ciò che sta dicendo.
E questo è tutto spiegato e rivelato nel capitolo 6, come ho appena letto, ma tutto porta a questo punto, per cui non abbiamo una definizione di cosa significhi essere in Cristo, perchè è già stato spiegato, tutto quello che dobbiamo sapere è che per coloro che sono in Cristo, non c’è alcuna condanna - nessuna. Letteralmente, siamo stati posizionati al di là dell’arrivo della condanna – oltre la portata della condanna. Il capitolo inizia e finisce così. Se vai alla fine del capitolo 8, cosa vedi? “Chi ci separerà” - versetto 35 - “ dall’amore di Cristo? Sarà forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?” No. Versetto 38: “ Infatti sono persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future, né potenze, né altezza, né profondità, né alcun’altra creatura potranno separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesú, nostro Signore”.
In altre parole sta elencando tutto, tutto ciò che è reale e tutto ciò che è immaginabile, le cose che sono e le cose che sono solo immaginarie. Nessuna di queste può cambiare la nostra condizione. Nessuna di esse può modificare lo stato privo di condanna, siamo stati posti al di là della portata della condanna. E questo capitolo è una prova lunga ed entusiasmante della sicurezza dei credenti, si tratta proprio di questo, si tratta della tranquillità e della sicurezza da qualsiasi condanna presente o futura di coloro che sono in Cristo, e come dice più avanti nel capitolo, anche se Satana si facesse vivo, “Chi ci accuserà di fronte a Dio?” Nessuno, mai, siamo fuori dalla portata della condanna. E tutto questo sarà attribuito in modo meraviglioso allo Spirito Santo che lo compie al nostro posto. Il motivo per la quale siamo al di là della condanna è perchè – come dice il versetto 2 - la legge dello Spirito della vita in Cristo Gesù vi ha liberati dalla legge del peccato e della morte.
La parola “legge” qui non è in senso biblico, non è un qualcosa di codificato, è usata come principio, come potere dominante, il potere dominante dello Spirito della vita vi ha liberato dal potere dominante del peccato, che porta alla morte. È una dichiarazione incredibile, chiara e specifica sul ministero dello Spirito Santo. Coloro che sono in Cristo sono veramente in Cristo, siamo uniti a Lui.
Come ci siamo entrati in Cristo? Siamo stati letteralmente immessi dentro di Lui dallo Spirito Santo che ci ha tolto dalla condizione di peccato che porta alla morte e ci ha dato vita. Ecco perché viene chiamato lo Spirito della vita, lo Spirito rigenerante, lo Spirito che è vita, lo Spirito che dà vita, quest’espressioni sono tute usate per descrivere lo Spirito Santo.
Fu Martin Lutero a dire: “È impossibile che un uomo diventi Cristiano senza avere Cristo e, se ha Cristo, ha allo stesso tempo tutto ciò che è in Cristo”, ciò che dà pace alla coscienza è che, per fede, i nostri peccati non sono più nostri ma di Cristo, sul quale Dio li ha depositati tutti, e che d’altra parte, tutta la giustizia di Cristo è nostra perchè Dio cel’ha data. Cristo impone la Sua mano su di noi e siamo guariti, getta il suo manto su di noi e poi siamo rivestiti, perché Lui è il nostro Salvatore glorioso, per sempre benedetto”, questa unione che abbiamo ora con Cristo è per opera dello Spirito Santo. Ci toglie dalla condizione di morte e ci unisce a Cristo, e siamo quindi vivi in Cristo.
E tutto questo avviene per fede, già lo sappiamo, e Lutero continua dicendo: “Unisce l’anima a Cristo come una sposa si unisce a suo marito. Tutto ciò che Cristo possiede diventa proprietà dell’anima credente, tutto ciò che l’anima possiede diventa proprietà di Cristo. Cristo possiede tutta la benedizione e la vita eterna. Da quel momento sono proprietà dell’anima. L’anima con tutte le sue iniquità ed i suoi peccati, diventano di Cristo. Ed è allora che uno scambio benedetto ha inizio. Cristo, che è allo stesso tempo Dio e uomo, Cristo che non ha mai peccato e la cui santità è perfetta, Cristo onnipotente ed eterno, prende a sé come anello nuziale di fede tutti i peccati del credente. Peccati perduti ed aboliti, perché nessun peccato dimora davanti alla sua giustizia infinita, e dunque, per fede l’anima del credente è liberata dal peccato, rivestita de una giustizia eterna, la giustizia di Cristo suo sposo”, oh, felice unione! Chi compie tutto questo? Questa è l’opera dello Spirito della vita che ci toglie dall’unione con il peccato e con Satana, che produce la morte, e ci dà la vita, questa è l’opera rigenerante dello Spirito Santo; questo è quello che significa il versetto 2.
Tornateci indietro per un momento, guardate alla fine, siamo stati liberati dal principio, dal principio dominante del peccato che produce la morte. La condizione di morte spirituale come risultato del peccato. E com’è che siamo stati liberati? Siamo stati liberati dalla potenza dominante dello Spirito della vita, che non può che riferirsi ad altro che allo Spirito Santo benedetto, Egli è lo Spirito della vita, ed è chiamato così in 2 Corinzi capitolo 3, potete leggerlo: la legge uccide, la lettera uccide, la lettera uccide, lo Spirito dà vita, lo Spirito dà vita, versetto 6, versetto 17, versetto 18, Galati 6:8, lo Spirito che dà la vita. Lo Spirito Santo è colui che ci dà la vita.
E se avete ancora domande, che cos’è che disse Gesù a Nicodemo? Vuoi entrare nel regno di Dio? Devi nascere dall’acqua e dallo Spirito, devi nascere dall’alto. Lo Spirito è la fonte della vita, è lui che dà vita, è il rigeneratore.
Guardate per un momento a Tito. In Tito c’è una dichiarazione meravigliosa sulla salvezza che, come vedremo, darà un certo peso a ciò che sto dicendo e forse un po’ di chiarezza. Ma notate che dice che eravamo insensati - versetto 3, Tito 3:3 - ribelli, traviati, schiavi di ogni sorta di passioni e di piaceri, vivendo nella cattiveria – quella è la malvagità - e nell’invidia, odiosi e odiandoci a vicenda, questa è la descrizione di ogni essere umano, non è una bella immagine, dice: “Ma quando la bontà di Dio, nostro Salvatore, e il suo amore per gli uomini” – e qui abbiamo la bontà di Dio, tutto inizia dall’amore di Dio, opera tramite la grazia di Cristo e finisce con la comunione dello Spirito, “Ma quando la bontà di Dio, nostro Salvatore, e il suo amore per gli uomini sono stati manifestati, egli ci ha salvati”.
Ma come ci ha salvati? Come ci ha salvati dalla condizione di corruzione e maledizione? Come ci ha salvati dal dominio di Satana? Come ci ha salvati dalla tirannia del peccato? Come? Dice “ci ha salvati non per opere giuste da noi compiute”, ok, quindi non ci ha salvato in base alla legge, non fu in base alla nostra bontà, “ma per la sua misericordia, mediante il lavacro della rigenerazione e del rinnovamento” - di chi? – “dello Spirito Santo che egli ha sparso abbondantemente su di noi per mezzo di Cristo Gesú, nostro Salvatore”, non so se conosciamo davvero tutta la ricchezza dello Spirito Santo, ma c’impegneremo insieme per comprenderla. Com’è avvenuto questo rinnovamento? Come è avvenuta questa purificazione? Come è avvenuta questa rigenerazione? Come è nata questa vita? Da chi siamo stati vivificati? Da niente poco di meno che dallo Spirito della vita.
Come ha fatto? Bene, prima di tutto, come vi ho letto in Giovanni 16, ci ha convinto di peccato, giustizia e giudizio, questa è l’opera dello Spirito Santo, l’opera di convincimento del peccatore. Poi ci ha portato il Vangelo. Lo Spirito Santo è l’autore delle Scritture. Tutte le Scritture sono date per ispirazione di Dio, sono “respirate da Dio” da pneuma, lo Spirito di Dio, Pietro dice che “uomini pii furono sospinti dallo Spirito Santo ed hanno scritto le Scritture”, e quindi lo Spirito è l’autore della Sacra Scrittura. Dunque, uno: lo Spirito Santo condanna il peccatore; due, lo Spirito Santo, che è l’autore del Vangelo, porta il Vangelo in modo che siamo nati di nuovo, secondo Giacomo 1:18, dalla Parola della verità. Prima Pietro 1, la stessa cosa. Siamo generati dalla Parola della verità. Lo Spirito è il persuasore, lo Spirito è l’autore del Vangelo che ci viene dato. Lo Spirito diventa il nostro insegnante, apre le nostre menti con la sua opera rigenerante e noi crediamo al Vangelo e ci allontaniamo dal peccato. Questa è l’opera dello Spirito Santo, è lo Spirito vivificante, lo Spirito che dà la vita, lo Spirito della vita.
Non so se hai mai dedicato del tempo a ringraziare lo Spirito Santo per ciò che ti ha dato, per averti convinto di peccato, giustizia e giudizio, per aver scritto le sacre Scritture, il vangelo glorioso, la Parola della verità, lo Spirito della verità che ti ha portato la Parola della verità e poi ti ha dato vita e comprensione in modo da esser in grado di udire la verità, di ravvederti e pentirti, di credere alla verità ed esser letteralmente liberati dalla morte e dal peccato alla vita. E ora nella vostra condizione non vivete solo in una condizione di vita, ma essendo stati rivestiti della giustizia stessa di Cristo, siete al di là della possibilità d’esser condannati - al di là di quella possibilità.
E com’è che lo Spirito ha potuto fare una cosa tale? Come? Ha potuto farlo grazie alla provvisione del versetto 3, che vedremo insieme un pochino di più la prossima volta, ma giusto per presentarvela, la legge non ne ha la capacità, è debole perchè la legge non può abilitare la carne. La legge non può renderci migliori, può stabilire uno standard perfetto, ma non può far si che la obbediamo; per cui era debole nella carne, in altre parole, non è debole in se stessa, ma nel senso che la carne non può mantenerla. Però Dio fece ciò che la legge non poteva fare, e lo fece tramite lo Spirito Santo, lo fece tramite il sacrificio di Cristo, che mandò il suo stesso figlio in carne simile a carne di peccato, come sacrificio per il peccato, condannò il peccato nella carne.
Lasciate che vi mostri la differenza. Vedete l’ultima riga: “Ha condannato il peccato nella carne”? Sapete cosa può fare la legge? La legge può condannare il peccatore. La legge condanna il peccatore. La croce invece condanna il peccato. Vedete la differenza? La legge non può condannare il peccato, solo la croce lo condanna. La legge condanna a morte il peccatore, la croce condanna a morte il peccato. Il peccato muore, non è più il nostro padrone, non è più la nostra forza potente dominante. Non può più richiedere una giusta punizione ed esecuzione, la legge condanna il peccatore e la croce condanna il peccato.
Come? Perché sulla croce Gesù pagò la pena per intero. Il requisito del peccato, che era stato stabilito da Dio stesso, fu pagato per intero. Ecco cosa intende dire quando dice che siamo tutti identificati con Lui nella Sua morte. Quando morì, tutti i nostri peccati erano lì e pagati per intero. La legge non poteva farlo. Credetemi, la legge condanna ogni peccatore. La legge non può condannare il peccato, la croce condanna il peccato per coloro che sono in Cristo. Questa è l’opera dello Spirito Santo.
Questa settimana stavo cercando alcuni inni sullo Spirito Santo perchè ci sono solamente poche canzoni sullo Spirito Santo, sono un po’ sdolcinate, sciroppose e sentimentali. Ma, mentre cercavo ho pensato di riferirmi ad un innario Presbiteriano. I presbiteriani tendono ad essere un po’ più teologici, ed ho trovato questo, non l’ho mai sentito, non so cosa... Potrei canticchiare la melodia, ma non aiuterebbe a nessuno. Ma questo è un vecchio inno allo Spirito Santo ed è l’unico che ho trovato, e fa così: “Spirito, noi ti adoriamo, dono di coronamento della resurrezione inviato dal tuo trono asceso, pienezza della divinità, venuto a fare nostra la tua vita”, è esattamente quello che fece lo Spirito Santo, venne a fare della vita di Dio la nostra vita.
E poi questa scrittrice - che, è Margaret Clarkson, forse la conoscete; e l’inno continua e l’ho modificato un po’, ma parlando allo Spirito Santo dice: “Tu che all’alba della creazione covavi le morte profondità, ancor più ora risvegli le nostre anime dal dormir nell’oscura tenebrosità. El si muove a suscitar, attirar, risvegliar e per portar i suoi a riconoscer il peccato del loro cuor. Ci fa nascere, ci sigilla e ci ricolma, ci preserva con l’avvocato in noi presente. O tu stesso autor vivente, risvegli a noi il Verbo sacro, leggi a noi le sue pagine sante e ci riveli il Signore risorto. Sei tu che operi in noi, insegnando a cuori ribelli come pregar. Tu, la cui santa intercessione si leva per noi notte e di”, e questo è assolutamente vero, ed è un motivo per rendere onore allo Spirito Santo. Amen?
Padre, ti ringraziamo per il tempo che ci hai concesso questa mattina per riflettere su queste cose, e sappiamo che stiamo solo raschiando la superficie di queste grandi verità, ma visto che c’è così tanto che conosciamo già, possiamo completare il quadro e comprendere il fatto che tutto ciò che Cristo ha compiuto sulla croce ha permesso allo Spirito Santo di darci la vita. Il fatto che abbia portato sulla croce nel proprio corpo i nostri peccati, il fatto che sia stato ferito per le nostre trasgressioni, che sia stato colpito per le nostre iniquità, che il castigo per la nostra pace sia caduto su di Lui, che per le Sue ferite siamo stati guariti, che Colui che non conosceva peccato sia stato reso peccato per noi affinché diventassimo giustizia di Dio in Lui, il fatto che sia diventato maledizione per noi. Tutte queste grandi realtà dell’opera sostitutiva di Cristo, la provvisione necessaria, la ratifica necessaria d’iniziativa divina resero possibile l’applicazione e la comunicazione dello Spirito Santo per darci la vita e darci vita che ci pone al di là delle possibilità di condanna, sapendo che Cristo è stato pienamente condannato per i nostri peccati, nulla potrà mai condannarci. Che notizia incredibilmente gloriosa.
Come ti ringraziamo, Padre, per quest’amore. Ti ringraziamo o Cristo, per tale sacrificio di grazia. E ti ringraziamo o Spirito Santo, per averci dato la vita e per averla mantenuta fino a quando vedremo Cristo faccia a faccia e saremo come Lui. Ti adoriamo nostro Dio trino, e lo facciamo con gioia e gratitudine. Amen.
FINE
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