Be, è già qualche mese fa, quando all’inizio dell’estate ci trovavamo nel Vangelo di Marco, ed abbiamo affrontato la fine del capitolo 2 e l’inizio del capitolo 3, in cui Gesù, contrario agllo standard dei Giudei, violò il Sabato. E quando lo ripresero, disse due cose. Disse: “L’uomo non è stato fatto per il Sabato, ma il Sabato è stato fatto per l’uomo”, il che significa che il Sabato non doveva esser un peso al quale gli uomini dovevano conformarsi, ma doveva essere un piacere che gli uomini dovevano godere. I Giudei però l’avevano tramutato in un peso quasi insopportabile.
La seconda cosa che disse, che era ancora più scioccante, fu che “Il Figlio dell’uomo è il Signore del Sabato”, dichiarando così la sua sovranità sul Sabato stesso.
Com’è che dobbiamo vedere il ruolo del Sabato nella vita del popolo di Dio? Tornate per un momento nella vostra Bibbia al capitolo 20 di Esodo. Qui troviamo il Decalogo, i dieci comandamenti, ed al centro dei dieci troviamo il quarto, leggiamolo insieme, iniziando al versetto 8: “Ricòrdati del giorno del riposo per santificarlo. Lavora sei giorni e fà tutto il tuo lavoro, ma il settimo è giorno di riposo, consacrato al Signore Dio tuo; non fare in esso nessun lavoro ordinario, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo servo, né la tua serva, né il tuo bestiame, né lo straniero che abita nella tua città; poiché in sei giorni il Signore fece i cieli, la terra, il mare e tutto ciò che è in essi, e si riposò il settimo giorno; perciò il Signore ha benedetto il giorno del riposo e lo ha santificato”.
Non c’è dubbio che gli altri nove comandamenti siano permanenti e vincolanti. Non dobbiamo avere altri dei. Non dobbiamo mai creare idoli. Dobbiamo lodare solammente il Dio vero e vivente. Non dobbiamo mai nominare il nome del Signore invano. Non dobbiamo disonorare nostro padre o nostra madre, ma piuttosto rendere loro onore. Non dobbiamo uccidere, commettere adulterio, rubare, mentire o concupire.
Questi sono tutti mandati morali, dei comandi morali, ad eccezione di quello che troviamo dal versetto 8 all’11, il quarto comandamento riguardante il Sabato, il giorno del riposo. La domanda che spesso ci si pone è semplice. Se tutti gli altri comandamenti sono permanenti, allora anche questo deve esserlo.
Ci sono persone che credono che lo sia e che potremmo definire come Sabbatariani rigorosi. Si dividono generalmente in due categorie: una sarebbe quella degli Avventisti del Settimo Giorno, e credo che siamo familiari con questi. E penso sia legittimo considerarli una setta, perché credono che gli scritti di Ellen G. White siano ispirati da Dio e che debbano essere accostati alla Bibbia... ma s’identificano come coloro che sono fedeli al quarto comandamento.
Ci sono anche i Battisti del Settimo Giorno, un gruppo più piccolo che interpreta il comandamento come permanentemente vincolante. Non così rigorosi, ma potremmo anche parlare di coloro che si definiscono come Cristiani Sabbatariani. Questi sono coloro che hanno deciso che come cristiani dobbiamo osservare il Sabato, ma che non si tratta più del settimo giorno, ma del primo, e quindi spostano il comandamento dell’Esodo, dal Sabato alla Domenica.
Questa è una posizione classica tra teologi riformati. Questa era la posizione di molti, se non della maggior parte dei Puritani. E infatti, se tornate alla Confessione Battista del 1689, potete trovare un articolo sul Cristiano Sabbatico, secondo il quale, i cristiani devono trattare la Domenica come un nuovo Sabato e così facendo devono seguire, per lo meno in generale, le prescrizioni e le limitazioni che erano state poste sul vecchio Sabato.
E quindi la domanda che ci poniamo questa sera è semplice: sono corretti? È corretto dire che dovremmo osservare il Sabato, l’antico Sabato, o forse la Domenica come una sorta di nuovo Sabato sostitutivo, come giorno santo, separato dal resto dei giorni?
Per rispondere a questa domanda, dobbiamo tornare al capitolo 2 di Genesi, quindi, andiamo lì insieme, Genesi capitolo 2. Il capitolo inizia con l’indicazione che la creazione è terminata. E leggiamo queste parole: “Così furono compiuti i cieli e la terra e tutto l’esercito loro. Il settimo giorno, Dio compì l’opera che aveva fatta e si riposò il settimo giorno da tutta l’opera che aveva fatta. Dio benedisse il settimo giorno e lo santificò, perché in esso Dio si riposò da tutta l’opera che aveva creata e fatta”.
Nel versetto 3 potete notare la parola “santificò”. Questa parola è essenzialmente il termine “santo” e questa è la prima volta che la parola “santità, o santo” viene usata nella Bibbia. La radice significa “separare”, o forse meglio, per renderla un concetto verticale, può significare “elevare”, si tratta di una separazione che innalza, che esalta.
E quindi qui, per la prima volta, c’imbattiamo nell’idea di un qualcosa che viene separato, un qualcosa che viene elevato. Ovvero, Dio designò questo settimo giorno come un giorno innalzato, un giorno elevato al di sopra di tutti gli altri giorni. E lo rese santo, e lo dichiarò tale per tre motivi. Le tre ragioni sono fondamentalmente collegate ai tre verbi che compongono quello stesso testo.
Prima di tutto, questo è un giorno unico perché i cieli, la terra con tutto l’esercito loro furono completati. Questo è il primo verbo, l’intera opera della creazione era terminata. Quest’opera fu compiuta da Dio in sei giorni di 24 ore e, dalla fine di quel sesto giorno, non c’è stata più alcuna creazione, ad eccezione di quei miracoli di cui abbiamo letto occasionalmente nell’Antico Testamento e della raffica di miracoli esibiti dalla persona del Signore Gesù Cristo, nei quali egli completò e benedì la sua creazione ormai decaduta a causa del peccato.
Ma a parte quello, la creazione cessò quel sesto giorno. Non continuò per migliaia di anni, non continuò per milioni o miliardi di anni. Dopo sei giorni terminò, fu completata. E quindi, questo è un giorno speciale perché segnala il fatto che l’intera creazione di Dio fu terminata.
In secondo luogo, vediamo il verbo “riposò”. Quando nel versetto 2 dice che “Il settimo giorno, Dio compí l’opera che aveva fatta, e si riposò”, e poi ancora nel versetto 3: “si riposò da tutta l’opera che aveva creata e fatta,” quello fu un giorno unico perché, essendo la creazione completata, Dio si fermò e si riposò.
Quello non implica stanchezza. Il Signore non si stanca, Isaia 40:28. Il Salmista dice che non sonnecchia nè dorme. Si è riposato solo nel senso che smise di lavorare, non che aveva bisogno di riprendere le forze. Quello che sta comunicando, quando dice che si riposò, è che di fatto, era soddisfatto. E questo ci riporta al versetto 31 del capitolo 1, “Dio vide tutto quello che aveva fatto, ed ecco, era molto buono”, era un’opera perfetta, e quindi quello era il riposo di grande soddisfazione.
Tra l’altro, non ci sarebbe stata più alcuna creazione e per un po’ di tempo non ci fu più alcun lavoro da compiere. Dio non si mise più al lavoro fino al terzo capitolo della Genesi, non troppo in la, li quando Adamo ed Eva caddero e Dio dovette mettersi al lavoro di nuovo. E qual è stata la prima cosa che fece? Capitolo 3 versetto 21, “Dio il Signore fece ad Adamo e a sua moglie delle tuniche di pelle, e li vestí,” e poi li cacciò dal giardino.
Dio non fece alcun lavoro tra la fine della creazione e la caduta dell’uomo, e con essa, Dio rincominciò a lavorare. Così come dice Ebrei 1, Dio doveva preservare... doveva “sostenere la sua creazione con la parola della sua potenza,” perché adesso era soggetta al decadimento. E quindi, si mise all’opera per preservare l’universo che aveva fatto, la creazione che aveva fatto, e si mise anche all’opera per compiere tutti gli aspetti necessari per la redenzione di quella stessa creazione.
Ora, in questi tre versetti non si sente niente a riguardo del riposo delle persone. Non c’è nulla che riguarda il riposo dell’uomo, non c’è nulla sul riposo di Adamo, perchè in luce al fatto che era senza peccato e che in tutti i sensi, Adamo era un uomo perfetto, non c’era alcun esaurimento delle sue forze anche se stava facendo quello che la semplice cura del giardino richiedesse. Non aveva bisogno di un giorno di riposo, riposare da che cosa? Stava vivendo in un paradiso dove non c’era nè fatica, nè sudore, nè esaurimento d’energie.
Non c’è nessuna legge Sabatica per Adamo, nessuna. Non ci fu alcuna direzione sul fatto che quel giorno dovesse essere un giorno d’adorazione, nulla fu detto a quel riguardo. Non prescrive nulla per nessuno, è una realtà isolata completamente a Dio. Completò la sua creazione, ne fu soddisfatto, terminò, il che costituisce il riposo, ed il terzo verbo nel versetto 3, “benedisse il settimo giorno”.
Determinò che quel settimo giorno fosse un memoriale speciale della Sua creazione e della sua perfezione originale. Questa è una cosa molto importante da capire. Questo è un giorno da elevare al di sopra di tutti gli altri giorni come memoriale per ricordare la gloria della perfezione di Dio nella creazione. Ogni settimo giorno, da quel momento in poi, sarà un ricordo del fatto che Dio in sei giorni ha creato l’universo nella sua perfezione.
Vi siete mai chiesti il perché il mondo intero divide il calendario in sette giorni? Sembra un po’ un numero strano, non è vero? Di certo non c’è ragione razionale per cui si è arrivati al sette... abbiamo le settimane, i mesi e gli anni, e sono tutti divisi in serie di sette. In effetti è un modo un po’ strano di fare le cose. Potrebbe esser più semplice farlo in decine. Eppure è universalmente accettao, in tutto il mondo, ed è un qualcosa di unico, così come dovrebbe esserlo, perchè il settimo giorno dovrebbe fungere come il ricordo della potenza e della gloria di Dio espressa nella magnificenza della creazione di sei giorni.
Rifiutare Dio come Creatore, rifiutare Dio come Creatore in sei giorni significa disconoscere il settimo giorno. Dire che in qualche modo Dio ha usato migliaia di anni, milioni di anni, o anche miliardi di anni significa desantificare il settimo giorno. C’è un motivo per cui viviamo in unità di sette giorni, e l’uomo l’ha sempre fatto in questo modo, ed è perché ogni settimo giorno ci ricorda che Dio è il Creatore che ha creato l’intero universo in sei giorni.
Nell’Apocalisse capitolo 14, c’è la testimonianza del Vangelo - non ve la leggerò tutta – ma vediamo che angeli che volano e che proclamano la testimonianza del Vangelo dicendo che esso consiste nel riconoscere Dio come Creatore. Il fatto che Dio è il creatore, è la buona notizia eterna. Ogni settimo giorno che passa dovrebbe essere una testimonianza del Creatore.
Ogni Sabato, l’America, il mondo occidentale con le sue influenze Cristiane, lavora per una settimana lavorativa di cinque giorni. Parte di quello è la sensazione di fondo che il Sabato è un giorno adatto per godere della creazione. Il Sabato è una testimonianza perpetua di Dio come Creatore. La Domenica, invece, è una testimonianza perpetua di Dio come Redentore, e la prossima volta ne parleremo un po’ di più di questo fatto qui.
Quindi, quando torniamo al capitolo 2 della Genesi, non c’è alcun accenno al fatto che il Sabato sia una legge, nessun accenno al fatto che il Sabato sia un giorno di culto... La prossima volta che incontriamo questa parola si trova in Esodo capitolo 16. Sono passati centinaia di anni. I patriarchi sono andati e venuti. E per quanto ne sappiamo, nessuno di loro, adorava di Sabato. Questo non fu designato, non era prescritto. Non era obbligatorio, non era per Abramo, Isacco, Giacobbe, Giuseppe e il resto del popolo di Dio.
La prima volta che il Sabato venne menzionato in modo significativo si trova nel 16° capitolo di Esodo, quando Dio nutrì il popolo con la manna dal cielo mentre stavano vagando nel deserto, e come sappiamo, la manna arrivava tutti i giorni tranne il Sabato, ed il giorno prima ne ricevevano abbastanza per quel giorno in modo che non dovevano lavorare, e così facendo, questo gli dava una piccola anticipazione di quello che stava per accadere, perché nel capitolo 20 troviamo i dieci comandamenti e nei dieci comandamenti, che vi ho appena letto, vengono date delle prescrizioni che stabiliscono delle leggi riguardanti il giorno di Sabato, e quella è la prima volta che Dio diede leggi di quel tipo.
Questo è molto importante per capire che il Sabato non fu istituto per l’uomo in Genesi, ma fu istituito ufficialmente in Esodo, nella legge di Mosè. Un’ulteriore comprensione di tutto questo si trova nel capitolo 31 di Esodo, ed è bene che lo guardiate per un minuto. Nel versetto 12 Il Signore parlò ancora a Mosè e gli disse: ‘Quanto a te, parla ai figli d’Israele e dì loro: ‘Badate bene di osservare i miei Sabati, perché il Sabato è un segno tra me e voi per tutte le vostre generazioni, affinché conosciate che io sono il Signore che vi santifica. Osserverete dunque il Sabato perché è un giorno santo per voi. Chiunque lo profanerà sarà messo a morte. Chiunque farà in esso qualche lavoro sarà eliminato dal suo popolo. Si lavorerà sei giorni; ma il settimo giorno è un Sabato di solenne riposo, sacro al Signore; chiunque farà qualche lavoro nel giorno del Sabato dovrà essere messo a morte’”. I figli d’Israele quindi dovranno osservare il Sabato, lo celebreranno di generazione in generazione, come un patto perenne. “Esso è un segno perenne tra me e i figli d’Israele - Perché? - Perché in sei giorni il Signore fece il cielo e la terra, ma il settimo giorno cessò e si ristorò, si riposò”.
Qui troviamo che il Sabato è un segno, è un segno. Il che significa che punta a qualcos’altro, è un simbolo, per così dire. È posto al centro, o quasi, dei dieci comandamenti perché è un simbolo legato al patto Mosaico.
Vediamo se riesco ad aiutarvi a capire questa cosa qui un po’ meglio. Quando Dio fece il patto con Noè, gli promise che non avrebbe più distrutto il mondo, e lo identificò con un segno. Qual era il segno del patto? L’arcobaleno. Quando Dio fece un patto con Abramo, lo fece e lo designò con un segno, e il segno del patto Abramitico, ed il simbolo di partecipazione, fu la circoncisione.
Ed ecco che nel Patto Mosaico c’è un altro segno, e questa volta, il Sabato è il segno, era solo un segno. Osservarlo con cuore ingannevole non portava a nulla. Infatti, Isaia 1:13 dice: “Smettete di portare offerte inutili; l’incenso io lo detesto; e quanto ai noviluni, e i Sabati...”
Il profeta Osea pronuncia un giudizio simile sulla pratica ipocrita del Sabato, e disse: “Farò cessare tutte le sue gioie, le sue feste, i suoi noviluni, i suoi Sabati...” osservarli esteriormente non aveva alcun significato senza un cuore di amore e devozione a Dio.
Ma a cosa serviva il simbolo? A cosa serviva quel segno? Perché questo? Penso che lo capirete ora che ve lo spiego. Il Sabato era un richiamo alla creazione. Il Sabato doveva ricordare al popolo d’Israele che avevano perso il Paradiso, che l’umanità aveva perso il Paradiso. La legge diceva loro: «Obbedite e sarete benedetti!», Dio lo disse ripetutamente: «Obbedite e sarete benedetti», quello era per mostrare loro che una certa rettitudine di comportamento gli avrebbe garantito un certo assaggio del Paradiso dell’Eden. Rettitudine avrebbe anche indicato ad un futuro, un regno futuro nel quale il Paradiso sarebbe stato riconquistato.
E quindi il Sabato, ogni Sabato che passava quando si riposavano, si sarebbero ricordati di una creazione perfetta, il Paradiso di Dio dominato dalla rettitudine, che era stato perso a causa del peccato e che però poteva essere riconquistato solo tramite la rettitudine. Dio istituì quindi il sistema del settimo giorno, e questo non era per tutti gli abitanti del mondo. Infatti, dice specificamente che era per Israele. Versetto 17: “Un segno perenne tra me e i figli d’Israele, per sempre”, ogni settimo giorno era un promemoria del fatto che stavano vivendo in un mondo decaduto. Ogni settimo giorno era un promemoria che avevano perso il Paradiso, e che l’unico modo per assaggiarlo di nuovo era l’obbedienza a Dio, era rettitudine.
Dovevano quindi considerare l’importanza di obbedire ai dieci comandamenti. In quel settimo giorno, dovevano considerare l’importanza di esaminare la propria vita per compararla con la legge di Dio. L’obbiettivo era quello di riconoscere il peccato e di ravvedersi.
Così il primo settimo giorno identificava Dio come Creatore, ma l’istituzione del Sabato nell’economia Mosaica identificava Dio come legislatore. La prima prospettiva serviva a produrre gratitudine per la meraviglia della creazione, mentre la seconda, serviva per produrre ravvedimento per la perdita di tutto ciò che è giusto. E dunque, il Sabato assunse un nuovo significato. Sì, è ancora un promemoria del fatto che Dio ha creato, ma è un promemoria del fatto che la creazione di Dio, che in origine era perfetta, ora è rovinata, così come noi siamo rovinati, e il regno della sua creazione è macchiato dal peccato, così come anche noi siamo macchiati dal peccato, e la creazione, come dice Paolo, sta gemendo così come anche noi stiamo gemendo.
Il segno della circoncisione, al centro del patto abramitico, era un modo per dire: ‘Devi essere pulito. Devi essere purificato’, e qui il segno del Sabato, nel mezzo dei dieci comandamenti, stava essenzialmente comunicando la stessa cosa, ‘dovete riconoscere che avete perso il paradiso e che l’unico modo per riacquisirlo è la retittudine’. Ovviamente non potevano osservare la legge, ma dovevano esser spinti al ravvedimento, e dovevano supplicare Dio d’esser misericordioso verso di loro, peccatori.
Ed ovviamente comprendiamo che tutto questo era per il popolo d’Israele, unicamente per il popolo d’Israele. E come ho detto questa mattina, quando è venuto Gesù, tutto è cambiato, tutto è cambiato. Vi ricordate che stamattina vi ho detto che quello che fece non fu una semplice pulizia del tempio, ma un’abolizione del tempio? Non voleva solo eliminare i sacerdoti cattivi e tenere quelli buoni, eliminò l’intero sacerdozio.
Non volle solo ripulire l’atteggiamento del popolo nel mentre offriva i suoi sacrifici, cancellò completamente il sistema sacrificale perché pose fine al Giudaismo con tutte le sue cerimonie, tutti i suoi rituali, tutti i suoi sacrifici, tutti i suoi ornamenti esterni, il tempio, il luogo santissimo, tutto... compreso il Sabato, compreso il Sabato. L’osservanza del Sabato scomparve con tutto il resto che apparteneva al Giudaismo.
E cominciamo a capire tutto questo osservando Gesù ed osservando il modo in cui trattò il Sabato. Com’è che trattò il Sabato? L’abbiamo già detto: come voleva, assolutamente come voleva. E come sappiamo, Egli è il mediatore di un nuovo patto, un patto migliore. È importante notare che, così come ha cancellato il sistema sacrificale, ha anche cancellato il sistema del Sabato.
Ora, forse ricorderete che abbiamo esaminato questo aspetto in modo specifico in Marco, ma guardiamo anche ad altri passi per considerare quest’ aspetto, perché è il cuore del messaggio di questa sera, guardate a Matteo 12, Matteo capitolo 12, versetto 1: “Gesú attraversò di Sabato dei campi di grano; e i suoi discepoli ebbero fame e si misero a strappare delle spighe e a mangiare,” tra l’altro, giusto per dire, non c’è alcuna legge antico testamentaria che lo proibiva, anzi era permesso, ma i Giudei avevano aggiunto infinite restrizioni all’Antico Testamento.
“I farisei, veduto ciò, gli dissero: ‘Vedi! I tuoi discepoli fanno quello che non è lecito fare di Sabato’. Ma egli rispose loro: ‘Non avete letto quello che fece Davide? – ah pensate che questo non vada bene? - Ma quando ebbe fame, egli insieme a coloro che erano con lui entrarono nella casa di Dio e mangiarono i pani di presentazione che non era lecito mangiare né a lui, né a quelli che erano con lui, ma solamente ai sacerdoti?”.
Vi dirò anche qualcosa di peggio. Davide ed i suoi mangiarono il pane della presentazione, “O non avete letto nella legge che ogni Sabato i sacerdoti nel tempio violano il Sabato e non ne sono colpevoli?” State facendo tutte queste storie sul fatto che è un problema lavorare di Sabato, ma indovinate un po’? Mentre voi non state lavorando, tutti i sacerdoti stanno lavorano, e stanno portando avanti tutte le offerte e tutti i sacrifici.
Il che ci ricorda che questa legge non è morale, ma simbolica. Perciò Gesù, invece di acquietarsi alla loro preoccupazione per la violazione del Sabato, gli indica altre violazioni del Sabato. Nel versetto 8 dice: “Il Figlio dell’uomo è il Signore del Sabato”, può fare quello che vuole del Sabato, può istituirlo, può imporre delle restrizioni, può richiedere la morte per la violazione di tali comandi, così come nella legge Mosaica, oppure può metterlo completamente da parte può abrogarlo, può annullarlo. E questa è la transizione che sta prendendo piede nel Nuovo Testamento. Con l’arrivo di Gesù, tutto ciò che fa parte del sistema del Giudaismo finisce.
Guardate a Luca capitolo 14, Luca capitolo 14. Di nuovo vediamo nel versetto 1: “Avvenne che, entrato in casa di uno dei principali Farisei per prendere cibo durante il Sabato, essi lo stavano osservando. Quando si presentò davanti a lui un idropico. Gesú prese a dire ai dottori della legge e ai farisei: ‘È lecito o no far guarigioni in giorno di Sabato?’ Ma essi tacquero. Allora egli lo prese per mano, lo guarí e lo congedò. Poi disse loro: ‘Chi di voi, se gli cade nel pozzo un figlio o un bue, non lo tira subito fuori in giorno di Sabato?’ Ed essi non potevano risponder nulla in contrario”.
Pensavano che guarire qualcuno fosse una violazione del Sabato. E sembra proprio che Gesù scelse di proposito il Sabato per effettuare la sua guarigione, perchè voleva infrangere quel simbolo. Gesù stava annunciando la fine del Sabato. Tra l’altro, la guarigione non era una violazione della legge del Sabato, l’Antico Testamento non lo indica, ma poi vabbè, non c’era alcuna guarigione prima di Gesù.
In Marco, capitolo 2 - torniamo a quel capitolo dove di recente abbiamo iniziato a guardare a questa cosa qui, “In un giorno di Sabato, egli passava per i campi ed i suoi discepoli, strada facendo, si misero a strappare delle spighe – stesso relato di Matteo - I Farisei allora gli dissero: ‘Vedi! Perché fanno di Sabato quel che non è lecito?’” Poi, condivide l’illustrazione di Davide, eccetera, e poi giù al versetto 27: “Il Sabato è stato fatto per l'uomo e non l'uomo per il Sabato; perciò il Figlio dell’uomo è signore anche del Sabato”.
Dio ha progettato il Sabato per esser di benedizione, per portare riposo, per aver un giorno della settimana in cui si potesse ringraziare Dio per la gloria della sua creazione e anche essere consapevole del fatto che il Paradiso è stato perduto. Era un giorno per esser grati della creazione ed un giorno per ravvedersi, alla ricerca del perdono. Era proprio nel mezzo della legge, perché stavano vivendo in violazione di quella legge, se non nella pratica, lo stavano infrangendo nei loro cuori. Così come disse Gesù nel sermone sul monte: “Se commettete queste cose nel vostro cuore, è come se li aveste commessi nella pratica”.
E quindi il nostro Signore ha dato il Sabato per essere una benedizione per l’umanità, affinchè avesse riposo dal proprio lavoro, per offrirgli un assaggio dell’Eden dove ci si riposava sempre prima della caduta, per dargli l’opportunità di ringraziare Dio per la creazione, e per poi esaminare la sua vita rispetto alla legge. E vedendo il proprio peccato, potesse ricercare il perdono, la misericordia, e di conseguenza, avere la gioia, pace e la salvezza.
Ancora una volta, Egli è il Signore del Sabato. Egli è più grande del Sabato. Il Sabato sarà quello che Lui desidera che sia, quello che Lui ha designato che sia, niente di più e niente di meno, non è una cosa morale. E prima di Mosè non c’era neanche... fu dunque abrogato al tempo di Cristo.
Andate a Giovanni 5. L’opposizione a Gesù è sempre in agguato, ma questa guarigione particolare la fece uscire allo scoperto. Ci troviamo ad una festa Giudaica, non siamo esattamente al corrente di quale sia, ma potremmo chiamarla una festività, o una festa Sabatica, dice: “Or a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, c'era una vasca, chiamata in ebraico Betesda, che ha cinque portici – e poi dice - Sotto questi portici giaceva un gran numero d'infermi, di ciechi, di zoppi, di paralitici, i quali aspettavano l'agitarsi dell'acqua,” ed alcuni mettono in dubbio la veridicità di questa porzione qui presente, ma poi dice: “perché un angelo scendeva nella vasca e metteva l'acqua in movimento”, e così via... Parte dei versetti 3 e 4 potrebbe essere stata aggiunta in seguito, ed ecco perché potete vedere delle parentesi nella vostra stampa della Bibbia...
Ma nel versetto 5, sappiamo che il testo originale rincomincia, e dice: “Là c’era un uomo che da trentotto anni era infermo. Gesú, vedutolo che giaceva e sapendo che già da lungo tempo stava cosí, gli disse: ‘Vuoi guarire?’ L'infermo gli rispose: ‘Signore, io non ho nessuno che, quando l'acqua è mossa, mi metta nella vasca, e mentre ci vengo io, un altro vi scende prima di me” probabilmente si trattava di una superstiziosa secondo la quale il primo che entrava in acqua quando si agitava veniva guarito. E Gesù gli disse: “Alzati, prendi il tuo lettuccio, e cammina”... il lettuccio era una stuoia di paglia molto leggera, così che poteva esser arrotolata sotto la sua spalla, “ed in quell'istante quell'uomo fu guarito – versetto 9 - e, preso il suo lettuccio, si mise a camminare - e qui c’è il problema - quel giorno era un Sabato”.
La legge dell’Antico Testamento non proibiva il camminare, non proibiva di portare il proprio lettuccio da un posto a un altro. Ma la tradizione Rabbinica aveva formulato, non so, qualcosa come 40 attività proibite, che si possono trovare nella Mishnah, una delle quali era quella di portare il proprio lettuccio. E quindi Gesù gli fece violare il Sabato. Non doveva guarirlo di Sabato. Non doveva comandargli di fare qualcosa che lo avesse portato a violare la loro sensibilità Sabatica. Ma lo fece, e lo fece di proposito. Il versetto 15 dice: “L'uomo se ne andò, e disse ai Giudei che colui che l'aveva guarito era Gesú. Per questo i Giudei perseguitavano Gesú e cercavano di ucciderlo; perché faceva quelle cose di Sabato.”
Gesù non violerebbe mai i dieci comandamenti. Gesù non violerebbe mai la legge di Dio. Egli è santo, innocente, immacolato, separato dai peccatori. Ma Gesù fece tutto quello che voleva di Sabato, e lo fece sotto gli occhi dei capi stessi, perché anche quello faceva parte dell’abbattimento dell’intero sistema.
Nel versetto 17, si spinge oltre e difende ciò che fece dicendo questo: “Il Padre mio opera fino ad ora, e anch'io opero”, wow, questa è un’affermazione d’esser divinità. Io e mio Padre stiamo compiendo la nostra opera davanti ai vostri occhi, stiamo lavorando, “Per questo - versetto 18 - i Giudei piú che mai cercavano d'ucciderlo; perché non soltanto violava il Sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio”. Si chiamò... - dovrei dire – chiamò Dio suo Padre, e s’impegnò continuamente in attività che violavano la legge del Sabato.
I Farisei accusarono Gesù d’aver infranto la legge del Sabato, facendosi uguale a Dio, ed alla fine, tutto questo li portò ad ucciderlo. Gesù non cercò mai di far rientrare le sue attività nella legge del Sabato dell’antico patto. Egli stabilì la propria autorità come un uno con Dio e come Signore del Sabato. I Farisei erano rigorosi osservanti del Sabato. Seguivano alla lettera l’antico patto e tutti i suoi abbellimenti.
Eppure non compresero il senso del Sabato. Non trovarono mai riposo dai loro sforzi infiniti per ottenere la salvezza. Non trovarono alcun ravvedimento vero e sincero. Le leggi del Sabato erano solamente delle ombre di speranza, un promemoria settimanale che c’era un Paradiso da riconquistare e che lo si poteva fare tramite la giustizia.
Ci potrebbe essere un riposo dalla lotta infinita e dall’orribile fardello che grava nel cercare di guadagnarsi la salvezza. Ma quando Gesù venne, portò il riposo, il vero riposo. Il figlio di Dio è ora una persona nuova. Sotto il nuovo patto siamo stati guariti, lavati, ritrovati ed accettati. Siamo entrati nel riposo con niente poco di meno che il Creatore stesso. Ci è stata data la giustizia, e ci rallegriamo di questo dono. Cessiamo ogni sforzo per guadagnarci la salvezza. Gesù ha letteralmente eliminato il Sabato.
E invece che dire del resto del Nuovo Testamento? Cosa dice il Nuovo Testamento alla Chiesa a riguardo del Sabato? Guardiamo a Ebrei 3. C’è molto altro da dire su questo argomento. Sto solo cercando di darvi i punti salienti. La prossima Domenica sera guarderemo al giorno del Signore, la Domenica, e vedremo com’è che s’inserisce nel proposito di Dio.
Ma ci sono un paio di passaggi definitivi, Ebrei 3 versetto 7 è probabilmente un buon punto di partenza. Lo Spirito Santo dice: “Perciò, oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori come nel giorno della ribellione, come nel giorno della tentazione nel deserto, dove i vostri padri mi tentarono mettendomi alla prova, pur avendo visto le mie opere per quarant'anni! Perciò mi disgustai di quella generazione, e dissi: ‘Sono sempre traviati di cuore; non hanno conosciuto le mie vie’; cosí giurai nella mia ira: ‘Non entreranno nel mio riposo!’”
Il vero riposo di Dio non venne tramite Giosuè. Il vero riposo di Dio non venne tramite Mosè. Il vero riposo di Dio venne solo tramite Gesù Cristo. Giosuè condusse la nazione d’Israele nella terra del riposo promesso, che non era altro che un riposo temporaneo, un riposo terreno, era solo un’ombra del riposo definitivo celeste.
“Il mio riposo”. Questa è la promessa della salvezza che Dio dona a coloro che si affidano a Lui. Versetto 12: “Badate, fratelli, che non ci sia in nessuno di voi un cuore malvagio e incredulo, che vi allontani dal Dio vivente; ma esortatevi a vicenda ogni giorno, finché si può dire: ‘Oggi’, perché nessuno di voi s’indurisca per la seduzione del peccato. Infatti siamo divenuti partecipi di Cristo, a condizione che manteniamo ferma sino alla fine la fiducia che avevamo da principio, mentre ci viene detto: ‘Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori, come nel giorno della ribellione’.
“Infatti, chi furono quelli che dopo averlo udito si ribellarono? Non furono forse tutti quelli che erano usciti dall’Egitto, sotto la guida di Mosè?” la generazione intera morì nel deserto”, e dice: “Chi furono quelli di cui Dio si disgustò per quarant’anni? Non furono quelli che peccarono, i cui cadaveri caddero nel deserto? A chi giurò che non sarebbero entrati nel suo riposo, se non a quelli che furono disubbidienti? Infatti vediamo che non vi poterono entrare a causa della loro incredulità”.
Quell’unico riposo che è importante è il riposo della salvezza che viene tramite la fede, tramite la fede in Dio. L’incredulità rinnega quel riposo. Il riposo di cui si occupano gli scrittori del Nuovo Testamento, e persino l’enfasi del libro di Ebrei, che è un’epistola molto ebraica, non si focalizza sull’osservanza del Sabato, ma su un riposo spirituale di salvezza.
Guardate al capitolo 4, versetto 1: “Stiamo dunque attenti: la promessa di entrare nel suo riposo è ancora valida e nessuno di voi deve pensare di esserne escluso”, il riposo che interessa il Nuovo Testamento non è un giorno della settimana, è la salvezza stessa, “Poiché a noi come a loro è stata annunziata una buona notizia; a loro però la parola della predicazione non giovò a nulla non essendo stata assimilata per fede da quelli che l’avevano ascoltata. Noi che abbiamo creduto, infatti, entriamo in quel riposo”.
Nel Nuovo Testamento non c’è mai il comando di osservare il Sabato. Tutti e dieci i comandamenti sono ripetuti nel Nuovo Testamento, alcuni son ripetuti più e più volte, tranne che per il quarto. Non viene mai ripetuto nel Nuovo Testamento, nemmeno una sola volta. Nel mezzo della legge morale, non era altro che un segno, un simbolo per condurre il popolo al riposo e al ravvedimento. Ma quando arriviamo al Nuovo Testamento, non viene mai ripetuto.
Il riposo di cui si parla nel Nuovo Testamento è quello che deriva all’anima dopo aver ascoltato e creduto alla predicazione della buona novella. Quello è il riposo offerto dal Nuovo Testamento. Il versetto 9 dice: “Rimane dunque un riposo sabatico per il popolo di Dio; infatti chi entra nel riposo di Dio si riposa anche lui dalle opere proprie, come Dio si riposò dalle sue”, e questo è davvero incredibile!
Che cosa significa? Ci sono solo due possibili concetti per arrivare in Paradiso. Lo si guadagna lavorando, oppure lo si ottiene come dono, giusto? Secondo i Giudei, dovevano lavorare. Ma quando si entra nel riposo della grazia e nel riposo della fede, le opere cessano. Il giorno in cui siete venuti a Gesù Cristo, avete smesso di cercare di guadagnarvi la salvezza, giusto? Siete entrati in un riposo permanente.
Questa è l’enfasi magnifica del Nuovo Testamento. Il Sabato Mosaico, quel simbolo, quel segno era il riflesso debole del vero riposo. Guardate per un momento a Romani, capitolo 14. Visto che tutto questo è vero, il fatto che il riposo richiesto dal Nuovo Testamento è un riposo spirituale, un riposo di salvezza da quell’approccio radicato sulle opere di giustizia, del Sabato non ce ne si può più fare nulla.
Ascoltate a Romani 14:5, “Uno stima un giorno piú di un altro; l'altro stima tutti i giorni uguali; sia ciascuno pienamente convinto nella propria mente. Chi ha riguardo al giorno, lo fa per il Signore”, c’erano dei Giudei che avevano riposto la loro fede in Cristo, che però avevano difficoltà a lasciare il Sabato da parte. Era praticamente radicato in loro. Pensavano di obbedire al Signore mantenendo la legge del Sabato dell’antico patto, e lo facevano per il Signore: “Chi ha riguardo al giorno, lo fa per il Signore; e chi mangia – seguendo le leggi dietarie dell’Antico Testamento – lo fa per il Signore, chi ringrazia Dio; e chi non mangia, lo fa per il Signore e ringrazia Dio”.
In altre parole, così come dice il versetto 5, ciascuno pienamente convinto nella propria mente fa ciò che crede esser giusto. Non ha davvero importanza. Il versetto 8 dice: “se viviamo, viviamo per il Signore; e se moriamo, moriamo per il Signore. Sia dunque che viviamo o che moriamo, siamo del Signore”, non fate rendete il Sabato un problema.
Così come dice nel versetto 2, alcuni si preoccupavano delle leggi alimentari. Alcuni si preoccupavano dell’osservanza del Sabato. Tutte queste cose fanno parte di uno schema passeggero. E nel Nuovo Testamento troviamo l’istruzione di lasciare che queste persone sviluppino la loro comprensione della loro libertà di queste prescrizioni. Non forzateli contro la loro coscienza. I Giudei credenti si sentivano ancora obbligati ad osservare la legge del Sabato, la legge alimentare, lasciateglielo fare, finchè non arrivino ad ottenere la pienezza della loro libertà.
La cosa notevole è che qui non troviamo alcun comando di farlo. Questo sarebbe il posto perfetto di dire: «E coloro che invece non lo stanno obbedendo, datevi una regolata», ma non è così, vero?
In Galati capitolo 4, versetto 9: “ma ora che avete conosciuto Dio, o piuttosto che siete stati conosciuti da Dio, come mai vi rivolgete di nuovo ai deboli e poveri elementi, di cui volete rendervi schiavi di nuovo? Voi osservate giorni, mesi, stagioni e anni! Io temo di essermi affaticato invano per voi.” Non avete alcun obbligo di tornare alle prescrizioni del calendario alle festività ed ai Sabati dell’economia Mosaica.
Passiamo al capitolo 2 di Colossesi. Questo è forse il più definitivo perché questo mette insieme due segni: il segno del patto Abramitica, la circoncisione, ed il segno del patto Mosaico, il Sabato. Ed in Colossesi capitolo 2, ovviamente, sappiamo che la circoncisione era già stata completamente abolita nel nuovo patto, totalmente abolita.
Ma Galati 5:2 dice, “se vi fate circoncidere, Cristo non vi gioverà a nulla”, se vi fate circoncidere, Cristo non vi gioverà a nulla, non ha importanza... In Cristo la circoncisione e l’incirconcisione non hanno alcun significato, perchè è la fede che opera tramite l’amore.
E quindi qui, in Colossesi capitolo 2 versetto 11, “siete anche stati circoncisi di una circoncisione non fatta da mano d'uomo”, con l’eliminazione del corpo della carne mediante la circoncisione di Cristo; siete stati sottoposti ad un intervento molto più drammatico, uno interno. Siete stati “sepolti con Lui nel battesimo e siete anche stati risuscitati con Lui mediante la fede nella potenza di Dio che lo ha risuscitato dai morti”. Voi che eravate morti nei peccati e nella incirconcisione della vostra carne, siete stati vivificati con Lui, che vi ha perdonato tutti i vostri peccati”.
Mettete da parte la circoncisione. Se vi aggrappate alla circoncisione, rendete Cristo inefficace. Il segno del patto Abramitico è svanito. E quel patto è svanito perchè non può salvare.
E poi, al versetto 16: “Nessuno dunque vi giudichi quanto al mangiare o al bere, o rispetto a feste, a noviluni, a sabati, che sono l’ombra di cose che dovevano avvenire; ma il corpo è di Cristo”, non permettete che nessuno vi obblighi di sottomettervi al Sabato, e questo si riferisce al Sabato settimanale, perché gli altri Sabati festivi sono compresi sotto al termine “feste e noviluni”.
Non permettete che nessuno vi obblighi ad un Sabato. Faceva parte del sistema che comprendeva il tempio, il sacerdozio, e i sacrifici, ma non è più così, era solamente l’ombra, non la sostanza. Indicava il fatto che Dio è il Creatore, che il Paradiso è perduto e che erano finiti sotto il giudizio terrificante della legge e che dovevano ravvedersi, andare a Dio per la giustizia, la misericordia e la grazia per mano Sua.
Ma non offriva quello, perchè quello è offerto da Gesù Cristo. Paolo stava dicendo che non avevano più bisogno dell’ombra, perchè adesso avevano la sostanza, avevano il riposo, avevano il vero riposo.
Si potrebbe anche dire di più su questo argomento, ma vorrei concludere con alcuni pensieri finali prima di lasciarvi andare. Nel Nuovo Testamento non c’è nemmeno un comando di osservare il Sabato. Tutti e dieci i comandamenti sono ripetuti nel Nuovo Testamento, tranne quello del Sabato. Non viene mai citato nel Nuovo Testamento. Non ci sono prescrizioni o regole Sabbatiche in nessuna parte del Nuovo Patto. Da nessuna parte del Nuovo Testamento vediamo che ci sono istruzioni sul come comportarsi durante il Sabato.
In Atti 15, quando il Concilio di Gerusalemme decise che cosa sarebbe stato richiesto ai credenti Gentili nella Chiesa, non richiesero di osservare il Sabato. Gli apostoli non hanno mai ordinato a nessuno di osservare il Sabato. Non hanno mai castigato nessuno per non aver osservato il Sabato. Non hanno mai messo in guardia i credenti dalle violazioni del Sabato. Non hanno mai incoraggiato i credenti a osservare il Sabato.
Non c’è più, con una sola eccezione. Torniamo a quel capitolo originale di Genesi 2 dove ci verrà ricordato che ogni settimo giorno, abbiamo l’opportunità di riconoscere la grandezza del nostro Creatore. Possiamo benedire quel giorno riconoscendo Dio come Creatore.
E poi, come ho detto - e questo è per la prossima settimana - il primo giorno è quello in cui riconosciamo Dio come Redentore. Non celebriamo mai il Sabato nel senso Mosaico, perché quello è un ministero di morte. Ma lo celebriamo nel senso della Genesi, celebrando Dio come Creatore e poi, il primo giorno della settimana, lo celebriamo come Redentore.
Ora, la prossima Domenica sera, con questa panoramica, voglio passare al modo in cui consideriamo la Domenica. C’è qualcosa d’importante in esso? C’è qualcosa di unico, di speciale? E cosa dice la Scrittura al riguard? E penso che vi piacerà sapere che cos’è che il Signore vuole che sappiamo e come dovremmo rispondere a quello che lui richiede, la prossima volta lo guarderemo insieme.
Padre, ti ringraziamo per questa splendida giornata. Ti ringraziamo per la coerenza della tua verità. Ti ringraziamo per la Parola che apre la nostra comprensione a tutte le cose. Siamo così infinitamente entusiasti della gloriosa verità della Scrittura che ci giunge chiara ed inequivocabile. Ti ringraziamo perché siamo al di là delle ombre, dei segni e dei simboli.
Viviamo nella realtà del riposo. Ci siamo riposati per sempre dalla giustizia delle opere, dagli sforzi di autosalvezza. Siamo entrati nel riposo del Vangelo. Già ora, in questo riposo, abbiamo un assaggio del Paradiso, ed un giorno entreremo nella gloria del Paradiso celeste. Ma Tu ce ne hai già dato un assaggio. Ora per noi è Sabato ogni giorno, perchè ogni giorno ci riposiamo nell’opera compiuta di Gesù Cristo. Ed a Lui diamo tutta la lode. Amen.
FINE
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