Parlando di sana teologia, la domenica sera stiamo facendo uno studio dottrinale ed abbiamo trattato molti argomenti negli ultimi molti, molti mesi, trovandoci sospinti ad un esame molto importante della teologia Cattolica romana. Questo emerge da tutto il nostro studio della teologia perché questa cultura in cui viviamo è dominata dal Romanismo. Abbiamo dimostrato, alzando le nostre mani più volte in questa recente serie, che la maggioranza delle persone che sono venute a Cristo in questa chiesa, e ovviamente quella sarebbe la maggioranza delle persone in questa chiesa, provengono da un background cattolico romano. Ed è importante capire cos’è che insegna la teologia Cattolica romana e cos’è che credono e sostengono i cattolici.
Ed è importante per diverse ragioni. La prima ragione, e la più importante che mi si presenta ad ora è che l’evangelicalismo ha fretta di ridefinire i Cattolici come fratelli e sorelle in Cristo. C’è una certa ansia di accettarli perché parlano di Dio, di Cristo, dello Spirito Santo, della croce, della risurrezione e persino della Scrittura, però è illusorio presumere che le persone nella Chiesa Cattolica romana siano cristiani autentici. Per essere veri cristiani, dovrebbero credere in qualcosa di diverso dalla teologia Cattolica romana.
Lo scopo di questa serie non è in alcun modo quello di denigrarli, ridicolizzarli, o far di loro un oggetto di umorismo, non importa quanto bizzarre possano sembrarci le cose teologiche che sostengono; ma è quello di mantenere la consapevolezza, da sempre esistita, che essi sono ancora un campo di missione, che hanno bisogno di essere raggiunti con il vero vangelo del Signore Gesù Cristo. Infatti, è mia convinzione che essi siano il terreno più fertile per l’evangelizzazione forse in tutto il mondo, perché pur conoscendo tutti i termini ed alcuni fatti storici riguardanti il Signore Gesù, sanno di non conoscere Dio e di non avere la certezza della vita eterna.
Nel corso degli anni abbiamo visto una risposta straordinaria al vangelo tra le persone che fuori escono dalle chiese cattoliche. E vogliamo assicurarci di non lasciarci attirare da questa enfasi molto seducente che si sta facendo strada nei nostri giorni che afferma che siamo tutti cristiani. Voglio anche dire, inoltre, che ciò di cui vi sto parlando è la dottrina Cattolica per essenza; e questo non significa che tutti nella Chiesa Cattolica, tutte le persone che sono, tra virgolette, “cattolici romani”, credano in questo o ne siano anche solo a conoscenza. L’ignoranza è sempre stata un elemento di valore nel Cattolicesimo romano. Ecco perché per tanti secoli tutto veniva fatto in latino. Non importava realmente se la gente lo capisse o meno, era tutto un tipo di sforzo mistico e meccanico in cui il rituale ti portava attraverso alcuni meccanismi cerimoniali ritualistici alla comunione con Dio mediante una comunione mistica con la Chiesa.
E negli ultimi anni si sono allontanati dal latino per passare alle lingue vernacolari del mondo, ma c’è ancora una ignoranza diffusa tra i Cattolici romani, persino nel sacerdozio, che in molti casi non è sicuro di ciò che sia dottrina importante. E quindi sappiamo che molte persone coinvolte nel Cattolicesimo romano non hanno idea di quale sia il dogma della Chiesa; sono lì semplicemente a seguire la routine. Tuttavia, comprendere la verità è molto importante se vogliamo esporre il sistema per quello che è, e l’ignoranza non cambia la cosa per niente. E, di nuovo, lo scopo che abbiamo nel trattare questo materiale è di dimostrare una compassione evangelistica verso le persone nel Cattolicesimo romano, così vicine eppure così terribilmente lontane.
Infatti, come ricordiamo dall’autore della Lettera agli Ebrei, l’inferno più ardente appartiene a coloro che, avendo conosciuto la croce e la verità della croce, l’hanno calpestata sotto i piedi con incredulità e il loro sarà il giudizio eterno più severo. Quindi non sono solo un campo di missione, sono un grande campo di missione, un campo di missione bisognoso al quale dobbiamo andare con grande compassione e chiarezza di sana dottrina.
Ora stiamo parlando attualmente della Messa, una corruzione pagana, la Messa, è una corruzione della tavola del Signore. Non ho preso il tempo per spiegare il significato biblico della tavola del Signore perché l’ho fatto per tutti gli anni in cui sono stato qui. Abbiamo trattato il significato della tavola del Signore nel corso degli anni e l’abbiamo fatto in ogni modo possibile, e darò per scontato che voi lo capiate. Ma voglio che comprendiate l’errore. Penso che conosciate già la verità e come ho detto, c’è stata abbondanza d’informazioni che abbiamo dato da questo pulpito a questo riguardo.
Voglio affrontare questo argomento stasera guardando a qualcosa di molto storico. Questa settimana ho avuto l’opportunità di leggere un libro che mi è stato dato da Rick Holland, intitolato “I maritri di Maria la sanguinaria” (Maria la sanguinaria’s Martyrs), un libro che è stato pubblicato a New York nel 2001. Sono sempre stato, francamente, estremamente affascinato dal XVI secolo, in particolare dal XVI secolo nel Regno Unito, in Scozia, Irlanda e Inghilterra, a causa della mia stessa discendenza che risale a quelle terre da parte di mio padre, da entrambi i suoi genitori. Ed ho sempre amato quel particolare secolo per l’influenza e l’impatto straordinario della Riforma quando raggiunse l’Inghilterra e la Scozia ed, in particolare, per il ministero incredibile di John Knox. Ed è quindi interessante conoscere un po’ della storia di Maria la sanguinaria Maria la sanguinaria, come è conosciuta, la regina Maria Tudor.
Questo libro è una storia di Maria e dei martiri che furono massacrati sotto il suo regno. Fin dall’inizio del suo regno iniziò il massacro e l’autore del libro dice questo: “In Inghilterra, sotto il regno della regina Maria Tudor, per 45 terribili mesi, tra il 4 febbraio 1555 ed il 10 novembre 1558, duecentottantatré Protestanti furono martirizzati; duecentoventisette uomini e cinquantasei donne. Ci sono altri resoconti che indicano anche la presenza di quattro bambini. Furono tutti bruciati vivi. Di certo, duecentottantatré furono bruciati vivi, ed è così che la regina Maria Tudor divenne nota come Maria la sanguinaria”.
Lasciate che vi legga il resoconto dell’esecuzione di alcuni dei nomi più conosciuti. Potete trovare gran parte di questa storia nel classico Libro dei Martiri di Foxe, (Foxe’s Book of Martyrs), c’è anche un’altra meravigliosa fonte, se riuscite a trovarla. È un libro scritto da J.C. Ryle intitolato Luce da sentieri antichi (Light From Old Paths), che contiene anche una storia dei martiri mariani, come vengono chiamati.
Uno di loro fu un predicatore del vangelo meraviglioso di nome John Rogers, e John Rogers fu bruciato a Smithfield il lunedì 4 febbraio. Fu il primo martire ad inaugurare la sua campagna di 45 mesi. Aveva assistito... e questo fu il suo crimine, aveva assistito Tyndale e Coverdale nella pubblicazione di una versione molto importante della Bibbia inglese, una versione comunemente nota come la Bibbia di Matthew (Matthew’s Bible), prendendo il Nuovo Testamento di Tyndale e combinandolo con il suo stesso lavoro nell’Antico Testamento, mettendolo sotto il titolo di Bibbia di Matteo (Matthew’s Bible) come sinonimo, per cercare di nascondersi un pochino, perchè non poteva dargli il suo nome... e poi fu condannato come Rogers, alias Matthews.
Fu il primo ad essere bruciato sul rogo. Fu condotto a Smithfield, a piedi, alla vista della Chiesa del Sepolcro, dove aveva predicato. Fu condotto per le strade della parrocchia dove aveva svolto il suo lavoro da pastore e lungo la strada c’erano sua moglie ed i suoi dieci figli, uno dei quali un neonato tra le braccia di sua moglie. Mentre passava accanto ai suoi figli, non poté far altro che guardarli, sorridere e dire qualche breve parola di saluto, a causa della crudeltà diabolica del vescovo Bonner, che gli aveva categoricamente rifiutato ogni opportunità di vedere sua moglie o i suoi figli mentre era in prigione. Li guardò velocemente per un istante e poi proseguì tranquillamente verso il rogo, recitando il Salmo 51. Camminò, dice il vescovo Ryle, “con fermezza e senza esitazione verso la sua tomba di fuoco.
E al suo arrivo, l’entusiasmo della folla non conobbe limiti; riempirono l’aria con tuoni di applausi. Persino Noailles, l’ambasciatore francese, scrisse a casa una descrizione della scena e disse che Rogers andò alla sua morte come se stesse camminando verso “le sue nozze”. Ridley dice nel libro Maria la sanguinaria’s Martyrs: “Nella sua ultima notte nella cella della prigione di Newgate, dormì così profondamente che il suo carceriere dovette svegliarlo al mattino e dirgli che era ora di vestirsi e prepararsi per il luogo dell’esecuzione. Era felice, perché sapeva che, per quanto potesse soffrire nel fuoco, sarebbe andato direttamente in paradiso”, la morte arrivò rapidamente, tenne le mani nel fuoco e fece il gesto come per lavarle, come se il fuoco fosse stato acqua fredda, poi le ritirò dalle fiamme, le alzò in aria e recitò una preghiera finché morì poco dopo.
Poi c’era John Hooper, un altro predicatore del vangelo. Quando arrivò sul luogo della sua esecuzione, gli fu permesso di pregare, anche se gli era stato severamente vietato di parlare alla gente. Una scatola fu posta davanti a John Hooper contenente una piena assoluzione, se solamente avesse abiurato. La sua risposta fu: “Buttatela via, buttatela via!” Fu quindi fissato al palo con un ferro intorno alla vita e combatté la sua ultima battaglia con il re dei terrori. Tre volte la legna dovette essere riaccesa perché non bruciava correttamente. Per tre quarti d’ora il nobile sofferente sopportò l’agonia mortale, come disse Foxe, “senza muoversi né indietro, né avanti, né da un lato all’altro, ma solo pregando: ‘Signore Gesù, abbi pietà di me. Signore Gesù, ricevi il mio spirito,’ e battendosi il petto con una mano finché fu bruciata fino a diventare un moncherino”, settemila persone erano lì a guardare ed un ragazzo cieco disse: “Voi, signore, mi avete permesso di vedere la luce del vangelo”.
Poi c’era Robert Ferrar, bruciato a Carmarthen, venerdì 30 marzo dello stesso anno, rimase nelle fiamme con le mani tese finché furono bruciate fino a diventare moncherini, finché poi un passante, mosso a pietà, lo colpì sulla testa per porre fine alle sue sofferenze. E così quel predicatore gallese passò via. E poi i due famosi compagni nel vangelo, Nicholas Ridley e Hugh Latimer. Ridley arrivò per primo sul luogo e, vedendo Latimer arrivare poco dopo, corse da lui e lo abbracciò dicendo: “Sii di buon animo, fratello, perché Dio o placherà la furia delle fiamme o ci darà la forza di sopportarle”, le ultime parole di Ridley prima che il fuoco fosse acceso furono queste: “Padre celeste, ti rendo le più sentite grazie perché mi hai chiamato a professarti, fino alla morte. Ti supplico, Signore Dio, abbi pietà di questo regno d’Inghilterra e liberalo da tutti i suoi nemici”.
Le ultime parole di Latimer furono come il suono di una tromba che ancora risuona fino ad oggi: “Sii di buon conforto, Maestro Ridley, e comportati da uomo. Noi, oggi, per grazia di Dio, accenderemo una tale candela in Inghilterra che, confido, non si spegnerà mai”, e quando le fiamme iniziarono a salire, Ridley gridò a gran voce: “Nelle Tue mani, o Signore, raccomando il mio spirito. Signore, ricevi il mio spirito”, Latimer gridò con veemenza dall’altro lato del rogo: “Padre del cielo, ricevi la mia anima”. Latimer morì presto, essendo un uomo anziano di ottant’anni. Ci volle molto poco per liberare il suo spirito dalla sua sofferenza terrena. Ridley soffrì a lungo e dolorosamente a causa della cattiva gestione del fuoco da parte di coloro che assistevano all’esecuzione. Alla fine, tuttavia, le fiamme raggiunsero le sue parti vitali ed egli cadde ai piedi di Latimer e trovarono riposo. Ryle dice: “Erano amabili e belli nella loro vita e nella morte non furono divisi”.
John Philpot fu bruciato a Smithfield il 18 dicembre 1555. La notte prima della sua esecuzione andò nella sua stanza e ringraziò Dio per essere stato ritenuto degno di soffrire per la verità. E quando arrivò a Smithfield si inginocchiò e disse: “Adempirò i miei voti”, poi baciò il rogo e disse: “Dovrei disdegnare di soffrire su questo rogo, visto che il mio Redentore non rifiutò di soffrire la più vile delle morti sulla croce per me?” Dopo di ciò ripeté umilmente il Salmo 106, il Salmo 107 e il Salmo 108, e, incatenato al rogo, morì molto tranquillamente.
E poi c’era Thomas Cranmer, che oscillò avanti e indietro, avanti e indietro, e sembrava essere molto infedele, ma alla fine trovò il suo coraggio e affrontò la sua morte. E mentre veniva bruciato, disse: “Brucerò la mia mano che scrisse per prima, perché è la mia mano che in passato ha scritto cose contrarie alla verità. Brucerà per prima”, e così fu.
C’è un’altra storia straordinaria di una ragazza di nome Perotine Cauchés. Le Isole del Canale rientravano nel dominio della regina Maria. E nell’estate del 1556 emerse un caso. C’era una donna di nome Catherine Cauchés, che viveva nelle Isole del Canale con le sue due figlie, Perotine e Guillemine. A causa di una serie di circostanze, una donna denunciò Catherine e le sue due figlie come eretiche, e le tre furono condannate per eresia e sentenziate ad essere bruciate. Perotine non rivelò ai giudici del suo processo di essere incinta. Quando il fuoco fu acceso, il calore delle fiamme la fece partorire ed il suo bambino, che cadde sulla legna ardente mentre le fiamme bruciavano. Uno degli spettatori si precipitò per salvare il bambino, e lo tirò fuori dal fuoco e lo depose sull’erba, e poi un soldato lo raccolse e fu passato da un ufficiale all’altro fino a che non fu dato allo sceriffo responsabile dell’esecuzione e lo sceriffo ordinò di rigettarlo nel fuoco, e così fu bruciato insieme a sua madre, sua nonna e sua zia.
Ebbene, questi sono otto dei duecentottantatré che furono uccisi, e ci sono molte altre storie simili a queste, ma la domanda è: perché? Perché? E la risposta è una sola, sorprendentemente. Tutti loro, tutti e duecentottantatré, furono bruciati, e anche di più di quelli lo furono durante il regno precedente di Enrico VIII. Furono tutti bruciati per una sola questione. Rifiutarono di ammettere e di credere nella dottrina che si trova al centro della Messa, la dottrina Cattolica romana della transustanziazione. J.C. Ryle scrive: “Tutti, senza eccezione, furono chiamati a rendere conto della presenza reale di Cristo, ed in ogni caso il loro rifiuto di ammettere quella dottrina fu una delle principali cause della loro condanna. Morirono tutti sotto Maria la sanguinaria perché non vollero riconoscere che il vino ed il pane alla tavola del Signore fossero la presenza reale del corpo, del sangue, della natura e della divinità di Gesù Cristo”.
Infatti, il “Libro dei Martiri di Foxe” (Foxe’s book of Martyrs” riporta le stesse parole dei martiri al momento della loro morte, ascoltate a quello che disse John Rogers: “Mi fu chiesto se credessi che il sacramento fosse il corpo vero ed il sangue del nostro Salvatore, Gesù Cristo, nato dalla Vergine Maria e crocifisso, realmente e sostanzialmente; al che io risposi: ‘Penso che sia falso. Non riesco a comprendere realmente e sostanzialmente in altro modo che corporalmente, ma corporalmente Cristo è solamente in cielo e quindi non può essere corporalmente nel vostro sacramento’, e perciò fu condannato e bruciato”.
Ecco le parole della sentenza del vescovo Ridley: “Il suddetto Nicholas Ridley afferma, sostiene e difende ostinatamente certe opinioni, asserzioni ed eresie contrarie alla Parola di Dio ed alla fede ricevuta dalla Chiesa, come nel negare il vero corpo e sangue naturale di Cristo esser presente nel sacramento dell’altare e, secondariamente, nell’affermare che la sostanza del pane e del vino rimangano dopo le parole della consacrazione”, e così fu condannato e bruciato.
Ora ricordate ciò che vi ho detto l’ultima volta. L’idea della Messa è che quando il sacerdote consacra il vino ed il pane, essi immediatamente e miracolosamente diventano il vero sangue ed il vero corpo di Gesù Cristo e non sono più vino e non sono più pane, anche se ne mantengono l’apparenza, non sono la loro realtà, e quello che Ridley disse, fu che prima e dopo la consacrazione erano vino e pane. E per quello fu condannato e bruciato. Il suo amico, Latimer, ecco cosa fu detto di lui: “Che tu hai apertamente affermato, difeso e sostenuto che il vero e naturale corpo di Cristo, dopo la consacrazione del sacerdote, non è realmente presente nel sacramento dell’altare e che nel sacramento dell’altare rimane comunque la sostanza del pane e del vino”, stessa cosa. Ed il buon vecchio Latimer disse: “Secondo un’esistenza corporale che la Chiesa di Roma attribuisce, il corpo ed il sangue di Cristo non sono nei sacramenti sotto le forme di pane e vino”, e negandolo, fu condannato e bruciato.
Ecco l’indirizzo fatto dal vescovo Bonner a Philpot: “Hai offeso e trasgredito contro il Sacramento dell’Altare, negando la reale presenza del corpo e del sangue di Cristo in esso, affermando anche che nel Sacramento vi siano pane e vino materiali e non la sostanza del corpo e del sangue di Cristo”. E per questa opinione fu bruciato. Ecco ciò che disse Cranmer con quasi il suo ultimo respiro, nella Chiesa di Santa Maria a Oxford: “Quanto al Sacramento, credo come ho insegnato nel mio libro contro il vescovo di Winchester, al quale il mio libro insegna una dottrina vera che resisterà all’ultimo giorno davanti al giudizio di Dio, mentre la dottrina dei Papisti sarà vergognosa e non oserà mostrarsi”, volete sapere cosa disse nel suo libro? “Essi (i Papisti) dicono che Cristo è corporalmente sotto o nelle forme di pane e vino. Noi diciamo che Cristo non è lì, né corporalmente né spiritualmente; ma in coloro che degnamente mangiano e bevono il pane ed il vino Egli è spiritualmente e corporalmente in cielo”, e così fu bruciato.
Trecento anni dopo, la Chiesa Cattolica romana stava ancora facendo tutto questo, infatti l’ultimo martire del sistema cattolico in Spagna fu nell’anno 1826. Un maestro di scuola di nome Cayetano Ripoll fu bruciato al rogo nel 1826 per non aver portato i suoi studenti alla Messa, per non averli fatti inginocchiare davanti all’Ostia e per aver detto “Sia lodato Dio” invece di “Ave Santa Maria”.
È davvero una cosa orribile pensare che un’ordinanza data dal nostro Signore per la benedizione dei suoi amati santi sia stata così corrotta e così profanata, fino a diventare una ragione diabolica e satanica per massacrare i cristiani più fedeli ed i predicatori più fedeli del vangelo. Ma così è stato nelle mani corrotte del sistema romano. Come ho detto, dal 4 di febbraio 1555 al 10 novembre 1558, per 45 mesi, i Protestanti furono messi alla prova definitiva riguardo alla loro convinzione sulla Tavola del Signore, questa era la questione. Maria era una Cattolica fervente. Quando salì al trono, l’Inghilterra aveva iniziato ad essere trasformata dalla Riforma protestante. Lutero aveva affisso le sue tesi alla porta di Wittenberg circa 38 anni prima, nel 1517, ed in 38 anni la Riforma si era diffusa in Inghilterra.
Solo una nota a margine: ho in mio possesso, perché mi sono stati donati da amici, alcuni esemplari di Bibbie stampate ed usate proprio in quel periodo di tempo. Infatti, ho una copia della Bibbia di Matteo (Matthew’s Bible), e stavo quasi per portarla perchè volevo mostrarvela questa sera, ma è enorme; ed è un tesoro sacro per me perché comprendo il prezzo che John Rogers ha pagato ed il prezzo che William Tyndale ha pagato, perchè Tyndale fu giustiziato e così anche John Rogers.
Ebbene, la Riforma fece infuriare la regina Maria, che era Cattolica, e si mise all’opera per cancellare il Vangelo della grazia dal suo regno. E lo standard che usò fu la Messa e la transustanziazione; e per chiunque non l’affermasse, la morte arrivava rapidamente. E come ho sottolineato l’ultima volta, la posizione Cattolica è che nel calice e nel pane, dopo che il sacerdote li consacra, sta compiendo un’azione che ha un potere soprannaturale che li trasforma nella reale presenza di Gesù Cristo.
Questo era ripugnante per i Riformatori, per i veri cristiani. E ciò che dissero fu che questa Messa, ogni volta che veniva celebrata, era un altro sacrificio, un nuovo sacrificio di Cristo che sarebbe stato continuamente sacrificato ancora e ancora e ancora fino alla fine del mondo, secondo loro. I Protestanti inglesi si rifiutarono di partecipare alla Messa perché ciò avrebbe significato negare la sufficienza dell’unico sacrificio di Gesù Cristo. E così Maria emanò una legge: “se neghi la reale presenza di Cristo nel pane e nel calice, sei colpevole di eresia e sarai bruciato”. La vera fede cristiana e la vera comprensione cristiana della Tavola del Signore non si avvicinano nemmeno alla perversione romana.
Per rivedere il tutto: la Chiesa Cattolica romana afferma che la Messa è un vero e reale sacrificio per i peccati. Ogni Messa celebrata da un sacerdote è un vero e reale sacrificio. Quindi non c’è solo un sacrificio sulla croce, ce ne sono milioni. La posizione Cattolica romana afferma che il sacrificio è propiziatorio, cioè che fornisce una reale soddisfazione per placare o soddisfare la giustizia di Dio. Pertanto, realizza veramente la remissione dei peccati e la punizione che potrebbe e dovrebbe ricadere sul peccatore. Tuttavia, è propiziatorio solamente se, in effetti, secondo Roma, solo se l’intenzione del sacerdote è pura. E se l’intenzione del sacerdote non è pura, allora non ha validità. Sebbene, ammettano, altrimenti sarebbe piuttosto difficile convincere le persone a pagare per una Messa se pensassero che potrebbe non avere alcun valore, dato che il sacerdote potrebbe non avere intenzioni pure; ma ha comunque un certo beneficio propiziatorio minimo, anche se la piena efficacia dipende dall’intenzione valida del sacerdote.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica, in una versione più recente, cita il Concilio Vaticano II e cito: “Ogni volta che il sacrificio della croce, con il quale Cristo è stato sacrificato, viene celebrato sull’altare, l’opera della nostra redenzione è compiuta”, è un sacrificio; è un vero sacrificio, sebbene incruento, del vero Cristo offerto su un vero altare da un vero sacerdote, ed è un sacrificio che il sacerdote offre a Dio Padre, quindi avete un sacerdote umano che offre a Dio Padre il Figlio stesso di Dio come sacrificio propiziatorio, redentivo e che porta alla remissione dei peccati nella misura in cui l’intenzione del sacerdote è valida, ed è un sacrificio falso di un falso Cristo su un falso altare da parte di un falso sacerdote.
Dicono che Cristo è un sacrificio incruento, ma viene comunque... usano la parola “immolato”. Immolazione è una parola che non sentiamo spesso, perché non viviamo in una cultura sacrificale sacerdotale... ma l’immolazione è l’uccisione sacrificale di una vittima. Dicono che nella Messa Cristo è effettivamente immolato. Viene sacrificato. Cristo diventa, nel loro linguaggio, la Vittima Santissima, realmente presente in carne, spirito e divinità nel pane e nel vino, sebbene appaia ancora come pane e vino. A proposito, questo è in qualche modo un’influenza aristotelica, secondo cui ciò che vediamo non è la vera realtà. È, di fatto, un nonsenso mistico.
Infatti, ricordate cosa vi ho detto negli studi passati? Nella Messa il sacerdote dice in latino: “Questo è il mio corpo”, ma in latino è, Hoc est Corpus Meum, hoc est Corpus Meum. La gente non conosceva il latino, ed è da qui che deriva l’espressione Hocus Pocus, è solo un mucchio di parole senza senso, Hocus Pocus.
La teologia Cattolica romana dice che la Messa viene offerta per la redenzione del mondo, la redenzione del mondo. E come ho detto l’ultima volta, la chiave di tutto è questa transustanziazione, la trasformazione della sostanza del pane e del vino nel Cristo reale. La santa Messa è il sacrificio del corpo e del sangue di Gesù Cristo realmente presente sull’altare sotto l’apparenza del pane e del vino e offerto a Dio per i vivi e per i morti, per i peccati dei vivi e per i peccati dei morti che devono uscire dal Purgatorio dove vengono purgati dai loro peccati.
De Liguori, ancora, che scrisse Le Glorie di Maria, dice questo: “Siamo colpiti dalla meraviglia quando scopriamo che, in obbedienza alle parole del suo sacerdote, Hoc est Corpus Meum, questo è il mio corpo, Dio stesso discende sull’altare”, ed ascoltate a quello che dice: “Dio viene ogni volta che il sacerdote lo chiama e tutte le volte che lo chiama, e si mette nelle loro mani anche se... anche se fossero suoi nemici”.
Che potere hanno i sacerdoti ah? Di chiamare Dio giù dal cielo! E dice De Liguori: “Dopo essere venuto, Dio rimane interamente a loro disposizione e lo muovono come vogliono da un luogo all’altro. Possono, se vogliono, chiuderlo nel tabernacolo”, cioè nella piccola scatoletta dove viene custodita l’Ostia, “o posson esporlo all’altare, o portarlo fuori dalla Chiesa. Possono, se vogliono, mangiare la sua carne e darlo come cibo ad altri. Inoltre, il potere del sacerdote supera quello della Beata Vergine perché lei non può assolvere un cattolico nemmeno dal più piccolo peccato”, questo, tra l’altro, si trova scritto in un volume intitolato “La Dignità e i Doveri del Sacerdote”. Questo è il loro potere sacerdotale: evocare Dio, infonderlo nella Messa per poi spostarlo ovunque vogliano.
Il sacerdote, dunque, è supposto essere investito di potere dal Vescovo al momento della sua ordinazione. L’ordinazione di un sacerdote è un evento molto importante perché in quel momento gli viene conferito il potere di trasformare il pane e il vino nel corpo e nel sangue letteralmente viventi di Cristo. Gli viene letteralmente dato il potere di chiamare Dio dal cielo e portarlo in quegli elementi. Infatti, dicono che il corpo di Cristo è presente fino alle ultime ciglia e all’ultimo dito del piede. E quando gli si chiede come sia possibile che il corpo di Cristo, che è un solo corpo, possa essere ovunque nel mondo venga celebrata la Messa contemporaneamente, la risposta è: “È un miracolo”. Dopo l’adorazione dell’Ostia consacrata, le mani sollevate del sacerdote fingono di offrire a Dio il vero corpo e sangue di Cristo come sacrificio per i vivi e per i morti. E poi, nell’osservanza dell’Eucaristia, il sacerdote mangia Cristo vivo davanti alla gente. Poi lo distribuisce ai fedeli sotto l’apparenza del pane. È un evento orribile e pagano che si ripete costantemente.
La Congregazione del Santissimo Sacramento è un’organizzazione dedicata a condurre una missione perpetua di preghiera e supplica davanti al Santissimo Sacramento. Ci sono persone in quell’organizzazione, così come in molte altre simili, che passano tutto il loro tempo a pregare davanti alla scatola che contiene l’Ostia. I Cattolici romani di tutto il mondo fanno questo. La volta scorsa abbiamo concluso dicendo che nelle chiese cattoliche romane le persone si iscrivono per venire, a tutte le ore del giorno, vengono a pregare davanti alla scatola.
Ora, qual è la fonte di questo sistema così strano e bizzarro? Non dirò altro su questo perché ne abbiamo parlato abbastanza l’ultima volta. Da dove viene tutto questo? Ovviamente da Satana, da una religione contraffatta e pagana. Nel cristianesimo non esiste un sacerdozio speciale; siamo tutti re e sacerdoti. Non abbiamo bisogno di mediatori umani. Abbiamo un solo Mediatore, l’uomo Cristo Gesù. Non ci sono più altari. L’unico sacrificio è stato fatto. Non ci sono più altari, non ci sono più sacrifici. Gesù non muore ancora e ancora e ancora, ma perché lo fanno? Da dove viene tutto questo?
Il paganesimo deve avere... il paganesimo deve avere... dei simboli di religiosità. Deve dar l’illusione del mistero. Deve dare l’illusione della divinità e della trascendenza. Deve dare l’illusione della magia. Questa è solamente un’altra invenzione per realizzare la cosa; ed ora diventerò un po’ più academico per qualche minuto, ok? Sopportatemi con un bel sorriso ok? E forse la cosa vi sarà d’aiuto... Son certo che alcuni di voi l’apprezzeranno, forse non tutti. Ma, come posso dirlo in poche parole? Che certamente non è una capacità che ho sviluppato nel corso degli anni, tra l’altro... Chi è che ha detto “amen”? Non posso discuterci certamente, ma pensiamo insieme un attimo, va bene?
Il Nuovo Testamento trasmette l’idea di una società composita, il che è una novità, è rivoluzionaria come cosa, segnatevelo da qualche parte, ok? Una società composita. Vale a dire che il Nuovo Testamento presenta una società nel mondo che è composta da due fazioni, d’accordo? La società è composta da credenti e da non credenti. Bene, da cristiani e da non cristiani, coloro che credono nel Vangelo e coloro che non lo credono, coloro che proclamano ciò che altri negano, coloro che credono in ciò che altri rifiutano, è una società composita.
E questo lo comprendiamo, bene, comprendiamo che in America viviamo in una società composita il che risale anche fino alla nostra Costituzione, che comprende la separazione tra la Chiesa e lo Stato, il che non è altro che un altro modo per dire che viviamo in una società composita. La società del Nuovo Testamento, dunque, ha la Chiesa e lo Stato, ed esse son completamente diverse, completamente separate, ed hanno delle lealtà completamente distinte. E noi, che viviamo in questa società composita, come cristiani, dobbiamo rendere lealtà sia allo Stato che alla Chiesa e questo lo sappiamo.
Lo Stato esige la nostra lealtà. Esige la lealtà di ogni cittadino alle sue leggi. La Chiesa esige una certa lealtà, perchè la Parola di Dio è applicata su coloro che ne fanno parte. Quindi viviamo in un mondo con due lealtà. Non tutti vivono così, però noi, come cristiani, sì. Ci viene detto nella Bibbia di essere cittadini modello, che i poteri costituiti sono ordinati da Dio e che dobbiamo sottometterci ad essi, che dobbiamo persino pregare per coloro che si trovano su di noi, i governanti, i governatori, e che dobbiamo sottometterci ad essi, e che lo stato è dotato da parte di Dio stesso, di una spada, ovvero ha l’autorità, persino fino alla condanna a morte, per costringerci e per persuaderci; e questa è la legge sociale della pena.
Quindi lo Stato ha la spada e lo Stato esige la nostra lealtà per il benessere di coloro che vivono in quello Stato, ed anche la Chiesa ha la spada per costringerci e per persuaderci, ed anche la chiesa ha una spada per convincere, la Scrittura, la Legge di Dio. Se non obbediamo alla legge dello Stato, siamo fisicamente alienati. Se non obbediamo alla Legge di Dio, siamo alienati spiritualmente. Questo è ciò che insegna il Nuovo Testamento. Dobbiamo rendere a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio e questo lo comprendiamo.
Sappiamo anche che lo Stato non è la Chiesa; la Chiesa non è lo Stato; sono completamente distinti, e Gesù lo rese assolutamente chiaro quando disse: “Il mio Regno non è di questo mondo”, ora lasciate che vi dica una cosa. Questo concetto, che per noi è così ovvio, è completamente nuovo nel Nuovo Testamento... completamente nuovo. Nessuno prima del Nuovo Testamento aveva mai sentito parlare di una cosa del genere, nessuno. Tutte le società precedenti nel mondo avevano una sola lealtà. Religione e Stato erano una cosa sola. La religione e Stato erano una cosa sola. Tutte le società precedenti, compreso Israele, erano società sacrali, sacre. Cioè erano unificate e legate insieme da una comune lealtà religiosa. Il governo era inseparabile dalla religione. Il governo esercitava il potere a favore della religione. Nessuna società nella storia... secondo gli storici che hanno studiato la cosa; nessuna società nella storia è mai stata composita. La società pre-cristiana non aveva opzioni. Se avete dubbi, guardate a come funzionano i paesi musulmani, quali opzioni hanno le persone che vivono lì? Non c’è alcuna differenza tra la religione islamica e lo Stato islamico. Se non sei musulmano, potresti essere ucciso.
Non esistono società composite. L’Induismo? Stessa cosa. Prendete qualsiasi religione storica, non esiste una società composita fino al Nuovo Testamento. Ed è lì che viene rivelata la cosa. Ci sono stati cristiani nella storia della Chiesa che lo hanno compreso. Hanno capito che lo Stato non aveva il diritto d’esercitare potere su di loro, ma, come abbiamo visto stasera, la regina d’Inghilterra, insieme a tutti gli altri monarchi, insieme a tutti gli altri governanti dell’epoca, credevano di avere il diritto di giustiziare coloro che non si conformavano alle loro convinzioni religiose. Non c’era alcuna distinzione.
Di fatto, vedevano il re come se esercitasse un diritto divino. E vi ho detto, se andate al Parlamento scozzese, ancora oggi vedrete una sedia in cima al Parlamento presbiteriano scozzese, riservata al re, alla regina o al loro rappresentante, simboleggiando supremazia sulla Chiesa. Nemmeno Israele era una società composita. Tutti in Israele dovevano conformarsi alle leggi morali, sociali, etiche e cerimoniali d’Israele. Fu solamente con il Nuovo Testamento che questo concetto venne chiaramente esposto, perché gli ebrei vivevano in un regno teocratico, ma la Chiesa esiste all’interno di una società secolare. Non esiste la società cristiana. Non esistono nazioni cristiane. Esistono solo cristiani che vivono in una certa nazione e, a seconda del loro numero, possono esercitare un’influenza minore o maggiore. Esistono solamente più o meno cristiani presenti in una società; però non esiste una nazione cristiana o una società cristiana.
Ma poi arrivò la Chiesa primitiva, e cosa accadde? Furono perseguitati dagli ebrei perché non si conformavano alla religione giudaica, poiché religione e Stato ebraico erano una cosa sola. Furono perseguitati dai romani perché non adoravano chi? L’imperatore, Cesare. Quella era la classica cultura sacralizzata, non composita. Persino quando si andava in macelleria a comprare la carne, si acquistava carne che era stata offerta a chi? Agli idoli. I cristiani potevano mangiarla, perché un idolo non era nulla per loro; le società sacrali punivano i dissidenti, Roma uccideva i cristiani.
Ed oggi? Abbiamo appena ricevuto la notizia: il governo Afghano sta per processare un cristiano e per giustiziarlo solo per esser cristiano, perché non accettano il concetto di una società composita. Il Nuovo Testamento insegnava questo principio, ma, tristemente, sapere che persino dopo la Riforma, i Riformatori non lo applicarono mai completamente. La società composita iniziò a scomparire rapidamente nella storia. Nel II e III secolo dopo Cristo, il concetto di società composita iniziò a erodersi. Nell’anno 250, Origene, uno dei primi Padri della Chiesa, suggerì che “l’intero Impero Romano avrebbe dovuto unirsi nella devozione al vero Dio e che il Signore avrebbe sterminato tutti i non credenti”, Origene disse questo. Era il tentativo di ridefinire la Chiesa di Gesù Cristo per farne una società onnipervasiva, e se avessero fatto la cosa, Dio avrebbe sterminato tutti i non conformisti.
Non passò molto tempo, e nel 325, settantacinque anni dopo, Costantino prese il potere nell’Impero Romano e fece esattamente quello. Costantino dichiarò: ci sono troppi dèi, troppe religioni. Se vogliamo avere un impero unificato, dobbiamo avere una sola religione. E per quello, scelse il cristianesimo, tutti dovevano essere cristiani. E coloro che no lo erano? Venivano puniti. Erano identificati come eretici, rivoluzionari, reazionari, non conformisti e andavano puniti.
Tutti dovevano essere cristiani. E come si poteva fare? Beh, serviva aver un rito, un rituale, una cerimonia che li rendesse tutti automaticamente cristiani. Ed ecco che nacque il battesimo infantile. Il battesimo infantile risolse il problema. Dopo la nascita, si passava attraverso questo lavaggio cerimoniale, che divenne l’ingresso ufficiale nella Chiesa, l’ingresso ufficiale nel popolo del Patto. Ora il governo aveva il controllo su tutti. Il governo era la Chiesa. Religione e Stato erano inseparabili. E così il modello del Nuovo Testamento era scomparso già nel IV secolo. E, come ho detto, attraverso tutta la storia ci sono sempre stati veri credenti che sapevano che questo non era giusto. E ciò che nacque con Costantino non fu il cristianesimo, ma la cristianità. Un regno cristiano, diverso dalla Cristianità. Ci furono dei protestatari, credetemi, c’erano, i Donatisti.
Protestarono. Dissero: “la Chiesa è per coloro che sono veri credenti”, non puoi rendere tutti parte della Chiesa battezzandone i bambini. Furono soppressi. E nel corso della storia, ogni volta che questa questione è emersa tra gli Anabattisti e altri gruppi, vennero chiamati neo-Donatisti, perché riportavano in auge l’antica argomentazione. Ma ci sono sempre stati veri uomini e donne di Dio che hanno sfidato la società sacrale. E visto che tutti entravano nel regno attraverso un rito, tutti venivano mantenuti nella società attraverso riti, cerimonie e rituali. E così arrivarono tutte le adattazioni dei rituali pagani che invasero l’Impero Romano e crearono l’ibrido di pseudo-cristianesimo e paganesimo che è il Cattolicesimo Romano. E che dire della Riforma del XVI secolo? Tristemente, i Riformatori, pur facendo un ottimo lavoro su alcune dottrine, svilupparono una sorta di Neo-Costantinismo, scelsero la società sacrale. E la Germania divenne una società sacrale dove tutti i bambini venivano battezzati. La Svizzera divenne una società sacrale: tutti i bambini venivano battezzati.
I Paesi Bassi, l’Inghilterra, tutti adottarono il modello della società sacrale. E non c’è dimostrazione migliore di questo che dell’Inghilterra, dove non c’era separazione tra Chiesa e Stato. E così “la Chiesa”, tra virgolette, “non era composta dal popolo rigenerato, ma da un miscuglio di ogni tipo di persone, alcune salvate, altre corrotte e gran parte della leadership era profondamente corrotta”, quindi com’è che si sostiene questo concetto qui fondato su questa falsa forma di religione? Lo si fa con il mistero. Lo si fa con i meccanismi. Lo si fa con i riti e le cerimonie. Non importa davvero se qualcosa comunichi loro in una lingua che possano comprendere.
Potete osservare il XV, XVI, XVII secolo d’Inghilterra, e rimarreste sconvolti dall’ignoranza del clero, cioè, erano così ignoranti... per esempio, ho letto che non erano nemmeno in grado di nominare quattro apostoli. Non sapevano nemmeno dove fossero i libri della Bibbia. Non lo imparavano. Non aveva importanza. Dovevano solo sapere, come ho sottolineato l’ultima volta, quante volte girarsi durante la Messa e assicurarsi di colpire il tavolo undici volte, rivolti in una certa direzione, e così via...
Per tutto il Medioevo ci furono cristiani che invocavano la vera Chiesa, e molto spesso furono massacrati, furono massacrati. Ora, non tutti erano veri credenti, ma tra loro c’erano veri credenti, come ce n’erano anche nelle società sacrali. Ma sapevano sempre cosa significava essere un vero credente e potevano facilmente riconoscere chi non lo era. Tipicamente, venivano uccisi, proprio come quelli di cui vi ho letto furono martirizzati. Leggete il libro dei martiri di Foxe, ed a proposito, nella nostra biblioteca qui accanto, abbiamo un’edizione originale della prima stampa dei tre volumi del libro dei maritri di Foxes che mi è stata donata, è enorme; è storica, è meravigliosa. Furono uccisi perché non potevano conformarsi alla Cristianità, e visto che non potevano conformarcisi perché il loro cristianesimo glielo impediva.
La società medievale divenne totalitaria. Non c’erano alternative. Il sacralismo cristiano, il sacralismo protestante si sviluppò accanto al sacralismo Cattolico romano, e si ebbero stati cattolici come l’Italia e la Francia e stati Protestanti come la Germania e la Svizzera. Chiesa e Stato erano una sola società religiosa. Da qualche parte, in mezzo a tutto questo, c’erano veri credenti. La prima rottura... e questa è storia interessante... la prima rottura con la società sacrale fu l’America. L’America, secondo alcuni studiosi, non fu mai una nazione cristiana, mai.
Nessuna nazione lo è mai a dir la verità, ma l’America è la prima nazione nella storia del mondo ad essere una nazione composita. Questo è il grande esperimento. Questo è il grande esperimento. Quello che accadde fu che le persone che vennero qui a fondare l’America uscirono dalla società sacrale perché erano veri cristiani, perseguitati dalla Cristianità nazionale: i Pellegrini, i Puritani, vennero qui e fondarono un paese che riportarono al modello del Nuovo Testamento che sarebbe stata una nazione composita nella quale avrebbero reso a Cesare ciò che era di Cesare ed a Dio ciò che era di Dio.
Quindi, in una cultura sacrale, la salvezza diventa una questione di sacramenti, diventa una questione di rituali, diventa una questione di manipolazione. Il battesimo ed altri mezzi meccanici, presi in prestito da riti e cerimonie cultuali, vengono importati e la situazione degenerò a tal punto che persino i Riformatori uccisero i non conformisti. Persino i Riformatori uccisero i “non...” tra virgolette... “cristiani”. Gli Anabattisti, alcuni di loro furono annegati dai Riformatori perchè negavano il pedo-Battesimo.
E quando Cromwell partì dall’Inghilterra per uccidere gli irlandesi, il cappellano dei suoi eserciti, incaricato di uccidere i Cattolici, non era altro che il grande teologo puritano John Owen. Non avevano una società sacrale ibrida. Non avevano una mentalità composita. Verdun, che scrive in modo così lucido su tutti questi temi, disse questo: “La chiesa del Medioevo non era una compagnia di credenti uniti in un’associazione volontaria. Era una massa di esseri umani messi insieme e tenuti insieme dai simboli della coercizione”, fine della citazione. La religione non era personale. Non era una questione di fede. Non era una questione di giustizia, non era una questione di santità, non era una questione di verità.
Era una questione di rituali e così i sacerdoti sostituirono i predicatori, l’altare sostituì il pulpito, la dottrina fu sostituita dalle cerimonie rituali. La Chiesa Cattolica Romana è ancora una società sacrale. Tutti i suoi elementi sono pagani e cultuali. Come ho detto, non fu nemmeno fino al Vaticano II che i sacerdoti poterono parlare nella lingua vernacolare. Prima di allora, doveva essere in latino perché Cristo... ascoltatemi bene... non veniva impartito dalla predicazione della Parola, ma dal rituale della Messa.
Non si tratta di verità per la mente, non si tratta di fede che viene dall’udire la verità su Cristo, Romani 10. Qual è l’evento centrale in una vera chiesa? Qual è? Qual è il pezzo centrale dell’arredamento in una vera chiesa? Lo state guardando. Qual è l’evento centrale in una vera chiesa? È la predicazione della Parola di Dio. Qual è l’evento centrale in una società sacrale e cultuale falsa? È l’altare, il sacerdozio i sacrifici. È roba presa in prestito da rituali cultuali. Qual è lo scopo centrale dell’evento centrale nella chiesa? Predicare la Parola di Dio in modo chiaro alla mente affinché le persone possano conoscerla, capirla, crederla. Qual è la funzione centrale in una società sacrale? È una transazione sacerdotale in cui Dio, in qualche modo, viene infuso in una particola e mangiato. Non è chiarezza, è mistero. È hocus-pocus coerente con l’altro mescolarsi di attività demoniache e cerimonie inutili e ogni sorta di false religioni. Il sacerdote trasmette Cristo con un atto, non con la predicazione del Vangelo. La tavola del Signore diventa un altare dove le persone possono mangiare la carne e bere il sangue reale di una vittima sacrificale offerta da un falso sacerdote a Dio, come se Gesù avesse bisogno di essere sacrificato di nuovo. E come ho detto la scorsa settimana, tutto ciò che devi fare per ricevere Cristo è abbassare la mandibola.
A proposito, ci sono almeno sette sacramenti nella Chiesa Cattolica, mezzi meccanici per impartire una divinità misteriosa alle persone. Il predicatore è sostituito dal sacrificatore. La Bibbia e la sua chiarezza sono sostituite dal misterioso. E credono che il Sacramento della Messa abbia il potere innato di trasmettere Cristo, grazia, perdono e redenzione, e di fornire propiziazione per soddisfare Dio. Ed in quel sistema, il manipolatore è essenziale. In quel sistema, il sacerdote è tutto, ed è per questo che oggi la carenza di sacerdoti è così critica. E nulla di tutto ciò ha nulla a che fare con il Vangelo cristiano. Nulla di tutto questo ha nulla a che fare con la vita cristiana. Nulla di tutto questo ha nulla a che fare con la Chiesa cristiana. Nulla di tutto questo ha nulla a che fare con il vero Dio, nulla di nulla. Le differenze non sono cosmetiche. Le differenze non sono superficiali. Sono essenziali per la salvezza dell’anima eterna e per la verità del Vangelo.
Non c’è salvezza né santificazione nel Sacramento Santissimo. Non c’è salvezza in alcun sacramento di alcun tipo, in alcun rituale, in alcuna routine, in alcuna cerimonia. Il pane ed il vino non sono Cristo in nessun senso. Non è un’esperienza mistica in cui le persone ricevono Dio dentro di sé. Tutto questo è una menzogna, una frode, una fabbricazione dannosa che deve essere smascherata per quello che è, proprio come nel libro agli Ebrei lo scrittore smaschera l’inutilità del sistema sacrificale dell’Antico Testamento, ormai superato, che non ha mai bisogno di essere resuscitato perché la croce ha compiuto tutto, tutto. È demoniaco. È idolatria, perchè l’Ostia viene adorata. La Messa annulla la croce. È l’adorazione di un idolo fatto da mani d’uomo. Qualcuno ha prodotto il vino e qualcuno ha prodotto il pane. Mi vengono in mente alcuni passi nel mezzo di tutto questo, e voglio portarvene solo alcuni all’attenzione. Romani capitolo 6, versetto 9... beh, versetto 8: “Ora, se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con Lui”, ora ascoltate questo: “Sapendo che Cristo, risuscitato dai morti, non”... cosa? Cosa? “Non muore più”, mai più.
“La morte non ha più potere su di Lui, perché il suo morire fu un morire al peccato, una volta per sempre, ma ora il suo vivere è un vivere a Dio”, morì una volta e non morirà mai più, mai, mai. Fu un sacrificio una volta sola, ed è un’abominazione trasformarlo in un sacrificio perpetuo. In 1 Pietro 3, versetto 18: “Anche Cristo ha sofferto una volta per tutte per i peccati, il giusto per gli ingiusti, per condurci a Dio; fu messo a morte nella carne, ma vivificato nello Spirito”.
Morì una volta per tutte. Ebrei 7:27... 26: “A noi infatti conveniva un sommo sacerdote così: santo, innocente, immacolato, separato dai peccatori ed elevato sopra i cieli, il quale non ha bisogno ogni giorno, come gli altri sommi sacerdoti, di offrire sacrifici prima per i propri peccati, poi per quelli del popolo, perché questo Egli ha fatto una volta per sempre quando ha offerto Sé stesso”. La Messa annulla la croce, la Messa è idolatria.
Ascoltate a quello che disse J.C. Ryle: “Qualunque cosa gli uomini possano pensare o dire, la dottrina romana della presenza reale, se seguita fino alle sue logiche conseguenze, oscura ogni dottrina principale del Vangelo e danneggia e interferisce con l’intero sistema della verità di Cristo. Supponiamo per un momento che la Cena del Signore sia un sacrificio e non un sacramento, supponiamo che ogni volta che vengono pronunciate le parole della consacrazione, il corpo e il sangue naturali di Cristo siano presenti sulla tavola della comunione sotto le forme del pane e del vino, supponiamo che ogni persona che mangia quel pane consacrato e beve quel vino consacrato mangi e beva davvero il corpo e il sangue naturali di Cristo, supponiamo per un momento queste cose e poi vediamo quali conseguenze ne derivano. Rovinano la dottrina benedetta dell’opera compiuta di Cristo quando morì sulla croce. Un sacrificio che deve essere ripetuto non è un’opera perfetta o completa. Rovinano l’ufficio sacerdotale di Cristo. Se ci sono sacerdoti che possono offrire a Dio un sacrificio accettabile oltre a Lui, il Sommo Sacerdote è privato della sua gloria.
Rovinano la dottrina scritturale del ministero cristiano. Elevano uomini peccatori alla posizione di mediatori tra Dio e gli uomini. Danno agli elementi sacramentali del pane e del vino un onore e una venerazione che non erano mai stati loro destinati. Producono un’idolatria che deve essere aborrita dai fedeli cristiani”, ed ultimo, ma non meno importante, “distruggono la vera dottrina della natura umana di Cristo. Se il corpo nato dalla Vergine Maria può essere in più luoghi contemporaneamente, allora non è un corpo come il nostro e Gesù non è stato l’ultimo Adamo nella verità della nostra natura”, non è una questione marginale.
Questa è la realtà perversa ed idolatra, le implicazioni che ne derivano. E qualcuno potrebbe dire: “Beh, penso di essere cristiano ma... mi piace andare alla Chiesa Cattolica. Mi sento a casa lì. Dovrei andarmene?” Ascoltate a 1 Corinzi 10:21: “Non potete bere il calice del Signore e il calice dei demòni; non potete partecipare alla mensa del Signore e alla mensa dei demòni”, fate la vostra scelta. Alla fine di ogni celebrazione della Messa, il comunicante che riceve l’Ostia è tenuto a dire una sola cosa al sacerdote: “Amen... amen”, affermando così la verità di aver ricevuto Cristo. Questo è impossibile per un vero cristiano. E se state ancora indugiando in quel sistema, dovete uscirne e noi dobbiamo, con amore e sensibilità, chiamare le persone al vero Vangelo.
Padre, Ti ringraziamo per il tempo di questa sera. Così tanto su cui riflettere, pensieri così profondi nel cuore e, oh Signore, quanto desideriamo essere discernenti e compassionevoli, amorevoli, pieni di grazia nel cercare di portare il vero Vangelo a quelle anime oppresse che sono intrappolate in questo mistero senza senso e condannante. Dacci opportunità di esaltare il Signore Gesù Cristo e il Vangelo della grazia. Preghiamo nel Suo nome, Amen.
FINE
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