E per stasera voglio parlare del Papa e del Papato perché sono stati così tanto al centro dell’attenzione. Questo non sarà davvero un sermone, cercherò solo di condurvi per una piccola comprensione del fatto, e voglio parlare del Papa stesso e poi del Papato in generale. E fin dall’inizio, voglio dirvi cosa è in gioco, perché ciò che sto per dire offenderà sicuramente coloro che sono cattolici devoti. Offenderà sicuramente coloro che credono che i cattolici siano fratelli e sorelle in Cristo. Alcuni la vedranno come qualcosa di scortese e privo di amore, ma nulla è più amorevole della verità. Lasciare che qualcuno perisca in un sistema falso non è affatto amorevole, salvare le persone da una religione falsa e dannosa è l’unica cosa amorevole da fare.
E qui c’è molto in gioco. Non molti anni fa, alcuni evangelici protestanti si sono riuniti, Chuck Colson ed altri, Bill Bright ed altri ancora, e si son incontrati con alcuni Cattolici romani ed hanno creato un documento chiamato “Evangelici e Cattolici Insieme”, ed in quel documento hanno celebrato una fede comune ed un'unica missione, ed hanno affermato che dobbiamo abbracciarci reciprocamente e portare avanti questa missione evangelica insieme. Questo è stato scioccante, per dirlo lievemente, per molti – per tutti coloro che affermano chiaramente un vangelo biblico. Ci fu, immediatamente, una reazione alla cosa ed un sacco di argomenti fu presentato contro i coloro che firmarono l’ECT, e forse la cosa più notevole, almeno nella mia esperienza, fu una sessione privata speciale convocata in Florida, dove rimasi rinchiuso con un gruppo molto formidabile di persone per un periodo di sette ore, inclusi quelli dall’altra parte, J.I. Packer, Charles Colson, tra i più noti; Bill Bright di Campus Crusade.
E c’eravamo io, R.C. Sproul, Michael Horton, che rappresentavano il lato biblico e la teologia riformata, e per sette ore abbiamo discusso la cosa. Cos’è il vangelo? I Cattolici sono salvati o no? E questo fu molto importante, e si arrivò anche a discutere se gli anglicani sono salvati oppure no. Tutti coloro che appartengono alla “cristianità” sono automaticamente salvati? Sono salvati perché sono stati battezzati? Sono salvati perché “credono in Gesù”? Fu una discussione molto accesa in molti momenti. Ma cos’era in gioco? Ve lo dico io, quello che era in gioco è la risposta al nostro dovere sull’evangelizzazione dei Cattolici romani, questo era in gioco. Che ce ne sono un miliardo nel mondo, sono il campo di missione o sono nostri collaboratori per Cristo? E questo cambia tutto, tutto.
Dall’altra parte, uno dei leader evangelici principali disse: “Penso che sia così meraviglioso che ora possiamo vedere i cattolici come cristiani, perché ciò significa che milioni e milioni di persone sono cristiane”, come se in qualche modo, decidendo che erano cristiani, diventassero tali. Ero assolutamente incredulo! Son quasi caduto dalla sedia. Era come se fosse: “Che riunione monumentale! Abbiamo appena redento milioni di persone senza uscire dalla stanza”, però questo è quello che era in gioco in questa discussione. I Cattolici, sono un campo di missione o li abbracciamo come credenti in Gesù Cristo?
L’umore dell’Evangelicalismo di oggi è di accoglierli, ed è lì che tutti i portavoce, portavoce auto-nominati dell’Evangelicalismo continuano a dire nei media; alcuni di loro evangelisti, la maggior parte di loro, per lo meno secondo loro definizione, “queste persone sono nostri fratelli e sorelle in Cristo, anzi, il Papa è nostro fratello in Cristo, anzi il Papa è il più grande leader spirituale e morale degli ultimi 100 anni nel mondo”. Il Papa è in cielo? Certo che lo è, era buono, ha sofferto... eccetera.
Riclassificare il Papa, riclassificare i cattolici romani come credenti non è così semplice, ha enormi implicazioni. Ha implicazioni che letteralmente rovesciano secoli di sforzi missionari. Ha enormi implicazioni che rovesciano secoli, se non millenni, di martirio. Nella lunga guerra contro la verità, il nemico più formidabile, implacabile ed ingannevole è stato il Cattolicesimo Romano, è un Cristianesimo apostata, corrotto, eretico e falso. È una facciata per il regno di Satana. La vera chiesa del Signore Gesù Cristo ha sempre capito questo fatto qui. Ed anche attraverso i secoli bui, dal 400 al 1500, prima della Riforma, i veri credenti cristiani si sono separati da quel sistema e sono stati brutalmente puniti ed uccisi per il loro rifiuto del sistema.
Non è mio scopo stasera di entrare in tutto ciò che riguarda il Cattolicesimo Romano e lo faremo in autunno. Lo faremo, lo guarderemo da molti angoli, ma quei credenti in quei secoli insieme a veri credenti discernenti di oggi capiscono che questo è un sistema falso. Ha un sacerdozio falso. Ha una falsa fonte di rivelazione, la tradizione ed il magistero. Ha un potere illegittimo concessogli da quello stesso magistero, la “curia papale”. Si dedica all’idolatria attraverso il culto dei santi e la venerazione degli angeli. Conduce un’esaltazione orribile di Maria sopra Cristo e persino Dio. Conduce un sacramento distorto della Messa in cui Gesù è sacrificato più e più volte, offre un falso perdono attraverso il confessionale.
Richiede l’inutilità del battesimo infantile ed altri sacramenti. Motivato dal denaro, ha inventato il Purgatorio. E per inciso, il Purgatorio è ciò che fa funzionare l’intero sistema. Togliete il Purgatorio ed è difficile convincere qualcuno ad essere cattolico. Le persone rimangono lì a causa dell’inganno del Purgatorio. Il Purgatorio è la rete di sicurezza. Quando muori non vai all’inferno, vai lì e sistemi le cose per poi arrivare finalmente in cielo se sei stato un buon cattolico. Togli quella rete di sicurezza, e diventa difficile convincere qualcuno, perché nel sistema cattolico non puoi mai sapere di essere salvato. Non puoi mai sapere di andare in cielo. Continui solamente a provare e provare, e come ha detto un sacerdote in un programma televisivo l’altra sera, siamo tutti impegnati in un lungo viaggio verso la perfezione. Beh, se sei impegnato in un lungo viaggio verso la perfezione è piuttosto scoraggiante.
Le persone in quel sistema, sono oppresse dal senso di colpa, dominate dalla paura, senza sapere se entreranno nel regno. La minaccia di un peccato mortale che potrebbe gettar fuori di nuovo e l’unica cosa che fa funzionare tutto è il Purgatorio. Se non c’è Purgatorio, se non c’è una rete di sicurezza che mi cattura, allora dammi qualche opportunità di entrare in paradiso. È una seconda possibilità. È un’altra possibilità dopo la morte. Non posso accettare la cosa. Quindi dovevano inventare il Purgatorio. È semplicemente troppo senza di esso. Il danno delle indulgenze, vendere il perdono per denaro, il falso vangelo delle opere – partecipi alla tua stessa salvezza tramite le tue buone opere – l’abominio degli idoli e delle reliquie, le preghiere per i morti, la perversione del celibato forzato, e così via... Ma al vertice di tutto questo c’è l’incredibile, incredibile Papato. Il Papa è colui che sta in cima alla Chiesa cattolica romana e che, in una parola, ha usurpato la guida di Cristo sulla sua chiesa. I riformatori hanno sempre capito questa cosa qui. Con audace sfacciataggine, lo capivano e lo dichiaravano e affrontavano la morte per questo.
Martin Lutero, 1483-1546, Lutero dimostrò con le rivelazioni di Daniele e Giovanni, con le epistole di Paolo, Pietro e Giuda, dice lo storico D’Aubigné, che il regno dell’anticristo predetto e descritto nella Bibbia non era altro che il papato e tutti dissero: “Amen”. “Un santo terrore si impadronì delle loro anime. Era l’anticristo che vedevano seduto sul trono pontificio. Questa nuova idea che traeva maggior forza dalle descrizioni profetiche lanciate da Lutero in mezzo ai suoi contemporanei inflisse il colpo più terribile a Roma”.
Basandosi sul suo studio delle Scritture, Martin Lutero dichiarò infine: “Noi qui siamo della convinzione che il papato sia il seggio del vero e reale anticristo. Non devo al Papa altra obbedienza se non quella che devo all’anticristo”, Lutero disse: “Sono persuaso che se in questo momento San Pietro in persona predicasse tutti gli articoli della Sacra Scrittura e negasse solamente l’autorità, il potere e la primazia del Papa e dicesse che il Papa non è il capo di tutta la cristianità, lo farebbero impiccare”, eppure, se Cristo stesso fosse di nuovo sulla terra e predicasse, senza alcun dubbio il Papa lo crocifiggerebbe di nuovo.
Giovanni Calvino, 1509-1564, “Alcune persone pensano che siamo troppo severi e censuratori quando chiamiamo il Pontefice romano anticristo, ma coloro che hanno questa opinione non considerano di portare la stessa accusa di presunzione contro Paolo stesso, al quale ci rifacciamo e del quale adottiamo il linguaggio. Mostrerò brevemente che le parole di Paolo in 2 Tessalonicesi 2 non sono capaci di alcuna altra interpretazione se non quella che le applica al papato”, vedevano il papato, il Papa nell’anticristo... Perché? Perché avevano una qualche intuizione speciale che, in effetti, l’anticristo finale sarebbe stato effettivamente un Papa? No. Perché il Papa personificava tutto ciò che le Scritture attribuivano all’anticristo.
Giovanni Knox, 1505-1572, il grande presbiteriano scozzese cercò di contrastare la tirannia che il Papa stesso aveva esercitato per tanti secoli sulla chiesa. Ed egli stesso disse che il Papato “è il vero anticristo, il Papa essendo il figlio della perdizione di cui parla Paolo”. Thomas Cranmer, uno dei grandi martiri d’Inghilterra, morto nel 1556, disse: “Di conseguenza, “Roma è il seggio dell’anticristo e il Papa è il vero anticristo stesso, potrei dimostrarlo con molte Scritture”.
La Confessione di Westminster fu scritta nel 1647, la Confessione di Westminster, la confessione dei riformatori, disse: “Non c’è altro capo della chiesa se non il Signore Gesù Cristo. Né il Papa di Roma, in alcun senso, può esserne; ma è quell’Anticristo, quell’uomo del peccato e figlio della perdizione, che si esalta nella chiesa contro Cristo e tutto ciò che è chiamato Dio”. E di nuovo ripeto, non è che lui è l’anticristo finale, ma è nel suo tempo ed in questa epoca l’incarnazione stessa dell’anticristo. E ci sono, dice Giovanni, molti anticristi nel mondo prima di quello finale. Cotton Mather, di nuovo, un puritano americano morto nel 1728, “Gli oracoli di Dio predissero l’ascesa di un Anticristo nella Chiesa Cristiana: e nel Papa di Roma, tutte le caratteristiche di quell’Anticristo sono così meravigliosamente rispecchiate che se qualcuno che legge le Scritture non lo vede, vi è su di loro una cecità meravigliosa”.
E Spurgeon, “È dovere e obbligo di ogni cristiano pregare contro questo Anticristo, e per quanto riguarda cosa sia l’Anticristo, nessun uomo sano di mente dovrebbe sollevare alcuna domanda. Se non è il papismo nella Chiesa di Roma, non c’è nulla nel mondo che possa essere chiamato con quel nome”, di nuovo dico, Giovanni disse che ci sono molti anticristi. Ecco l’incarnazione suprema per questi grandi leader, questi grandi leader riformati nel corso dei secoli.
Spurgeon continuò dicendo: “Il papato è contrario al vangelo di Cristo ed è l’anticristo e dovremmo pregare contro di esso. Dovrebbe essere la preghiera quotidiana di ogni credente che l’anticristo possa essere gettato come una macina nel diluvio e per Cristo, perché ferisce Cristo, perché deruba Cristo della sua gloria, perché mette l’efficacia sacramentale al posto della sua espiazione ed innalza un pezzo di pane al posto del Salvatore e una qualche goccia d’acqua al posto dello Spirito Santo. E mette un semplice uomo fallibile come noi nel ruolo di Vicario di Cristo sulla Terra. Se preghiamo contro di esso, perché va contro di lui, ameremo le persone anche se odiamo i loro errori. Ameremo le loro anime anche se detestiamo le loro dottrine. E così il respiro delle nostre preghiere sarà addolcito perché rivolgeremo i nostri volti verso Cristo quando preghiamo”.
Era il periodo tra il 1553-1558, cinque anni terribili in Inghilterra, il regno di Maria la Sanguinaria, iniziato sette anni dopo la morte di Lutero. Maria salì al potere in Inghilterra e restaurò l’autorità del Papa, ed immediatamente tutte le Bibbie furono rimosse dalle chiese. La stampa delle Bibbie cessò completamente ed era proibita. Divenne un crimine capitale. Ottocento ministri inglesi fuggirono a Ginevra. Trecento protestanti furono bruciati al rogo. Il primo martire sotto Maria fu John Rogers, un ministro londinese che tradusse la Bibbia Tyndale-Matthews meravigliosa – e ne ho tenuta una di quelle prime edizioni tra le mani. Ridley e Latimer, i due martiri famosi, furono bruciati sul rogo a Oxford. E William Tyndale, il benedetto William Tyndale; inseguito per anni ed infine martirizzato per il crimine di aver tradotto la Bibbia in inglese. Tutto questo sotto la guida, e la soddisfazione, del sistema romano e del Papa.
Lutero, negli articoli di Smalcalda, scrisse questo: “Tutte le cose che il Papa, da un potere così falso, malvagio, blasfemo ed arrogante, ha fatto ed intrapreso, sono state e sono ancora puramente affari e transazioni diaboliche per la rovina dell’intera Santa Chiesa Cristiana e per la distruzione del primo ed articolo principale riguardante la redenzione operata tramite Gesù Cristo”, Lutero non usava mezzi termini. Disse inoltre: “Il Papa è il vero anticristo, che si è esaltato al di sopra e si è opposto a Cristo perché non permette ai cristiani d’essere salvati”, inoltre Lutero disse: “Non è altro che il diavolo stesso, perché al di sopra e contro Dio stesso diffonde e spinge le sue falsità papali riguardo alle Messe, al Purgatorio, alla vita monastica, alle opere personali, al culto divino fittizio, che è il papato stesso, e condanna, uccide e tortura tutti i cristiani che non esaltano e non onorano queste abominazioni del Papa al di sopra di ogni cosa. Perciò, proprio come non possiamo adorare il diavolo stesso come Signore e Dio, non possiamo sopportare il suo apostolo, il Papa. Perché mentire, uccidere e distruggere un corpo e un’anima per l’eternità, è ciò in cui consiste veramente il suo governo papale”.
Tornando a Spurgeon, “Di tutti i sogni che hanno mai illuso gli uomini, e probabilmente tra tutte le bestemmie che siano mai state pronunciate, non ce n’è mai stata una più assurda e più feconda di ogni sorta di mali dell’idea che il vescovo di Roma possa esser il capo della chiesa di Gesù Cristo. No, questi papi muoiono, e come potrebbe vivere la chiesa se il suo capo fosse morto? Il vero capo vive per sempre e la chiesa vive per sempre in lui. E Spurgeon disse: “Un uomo” – questo è molto interessante – “Un uomo che illude altre persone, a poco a poco, arriva ad illudere se stesso. L’illuso prima rende altri dei creduloni, e poi diventa egli stesso un credulone. Non mi stupirei se il Papa credesse davvero di essere infallibile e che debba essere salutato con “Sua Santità”. Deve essergli occorso un buon tempo per arrivare a quell’eminenza di autoinganno, però, oserei dire che ci è arrivato, ed ogni persona che bacia il suo piede lo conferma in questa idea folle. Quando tutti gli altri credono a una falsa adulazione riguardo a te, alla fine arrivi a crederci anche tu o almeno a pensare che possa essere così.
I farisei, chiamati continuamente rabbino erudito, padre, scriba santo, dottore devoto e pio, maestro santificato, credevano alle adulazioni. Usavano frasi grandiose in quei giorni, ed i dottori in teologia erano molto comuni, quasi quanto lo sono ora, e la folla di dottori e rabbini si sosteneva a vicenda ripetendo i grandi titoli reciproci finché non credevano che significassero veramente qualcosa. Cari amici...”, dice Spurgeon, “È molto difficile ricevere onore ed aspettarselo, e tuttavia mantenere la vista, perché gli occhi degli uomini gradualmente si offuscano a causa del fumo dell’incenso bruciato davanti a loro. E quando i loro occhi diventano opachi per l’autocompiacimento, i loro stessi grandi sé nascondono la croce e li rendono incapaci di credere alla verità”.
Spurgeon disse: “Cristo non ha redento la sua chiesa con il suo sangue affinché il Papa venisse a rubargli la gloria. Non è mai venuto dal Cielo sulla terra. Non ha mai versato il suo stesso cuore per poter redimere il suo popolo, affinché un povero peccatore, un semplice uomo, fosse innalzato in alto per essere ammirato da tutte le nazioni e per chiamarsi ‘rappresentante di Dio’ sulla terra. Cristo è sempre stato il capo della sua chiesa”. Spurgeon sapeva quello che i riformatori sapevano, ciò che ogni vero studente delle Scritture sa, che il Papa si trovava al vertice di un sistema illegittimo, in particolare e specificamente al vertice di un sacerdozio illegittimo. E Spurgeon scrisse questo: “Quando un individuo si presenta con ogni sorta di abiti curiosi e dice di essere un prete, il più povero figlio di Dio dovrebbe dire: ‘Stai lontano e non interferire con il mio ufficio. Io sono un sacerdote! Non so cosa tu possa essere, ma sicuramente devi essere un sacerdote di Baal’. Perché l’unica menzione della parola vesti nelle Scritture è in connessione con il Tempio di Baal.
Il sacerdozio appartiene a tutti i santi. Talvolta vi chiamano laici, ma lo Spirito Santo dice di tutti i santi: ‘Voi siete il klēros di Dio’, siete il clero di Dio. Ogni figlio di Dio è un ecclesiastico o un’ecclesiastica. Non ci sono distinzioni sacerdotali conosciute nelle Scritture, ‘Via con loro’, disse Spurgeon, ‘via con loro per sempre’... Il libro delle preghiere dice: ‘Allora il sacerdote dirà’... Che peccato che quella parola sia mai stata lasciata lì. La parola stessa “sacerdote” ha l’odore del zolfo di Roma, tanto che finché rimane, la Chiesa d’Inghilterra emanerà un odore cattivo. Chiamati sacerdote, signore... Mi chiedo come gli uomini non si vergognino di prendere quel titolo. Quando raccolgo ciò che i sacerdoti hanno fatto in tutte le epoche, ciò che i sacerdoti legati alla Chiesa di Roma hanno fatto, ripeto ciò che ho spesso detto. Preferirei che qualcuno mi indicasse per strada e mi chiamasse “diavolo” piuttosto che chiamarmi sacerdote, perché per quanto cattivo sia stato il diavolo, difficilmente è riuscito a eguagliare i crimini, le crudeltà e le infamie che sono state commesse sotto il manto di un sacerdozio speciale”.
Da ciò possiamo esser liberati, ma il sacerdozio dei santi di Dio, il sacerdozio di santità che offre preghiere e lodi a Dio, questo lo abbiamo perché tu ci hai fatti sacerdoti. Questo è ciò che sono i santi. L’Impero Romano, quindi, è, secondo la visione di questi uomini di Dio attraverso i secoli, una prima linea per Satana. E per Spurgeon Roma è un nemico mortale, prima di tutto, così come un campo di missione. Spurgeon disse che non dobbiamo avere tregua né stipulare trattati con Roma. Disse: “Guerra. Guerra fino alla fine contro di lei. Pace non può esserci. Lei non può esser in pace con noi, noi non possiamo esser pace con lei. Odia la vera chiesa e possiamo solo dire che l’odio è ricambiato. Non metteremmo una mano sui suoi sacerdoti. Non toccheremmo un capello delle loro teste. Che siano liberi, ma la loro dottrina la distruggeremmo dalla faccia della terra come la dottrina dei demoni.
Quindi che perisca, o Dio, e che quella cosa malvagia diventi come il grasso degli agnelli, nel fumo si consumi. Sì, nel fumo si consumi”, puoi quasi sentirlo predicare in quel tabernacolo a Londra. Continuò dicendo: “Dobbiamo combattere le battaglie del Signore contro questo gigantesco errore, qualunque forma prenda, e così dobbiamo fare con ogni errore che inquina la chiesa. Sterminarlo completamente, non lasciare che nessuno scappi. Combattere le battaglie del Signore anche se è un errore che si trova nella chiesa evangelica, tuttavia dobbiamo colpirlo”, rimaniamo fermi su quelle spalle. Qual è la nostra risposta a questa questione attuale, una tregua con Roma? Tradiremo forse i martiri? Tradiremo la storia della nostra fede? Tradiremo coloro che hanno vissuto e son morti per darci la verità? Tradiremo forse i Tyndale, i Lutero, i Calvino e tutti gli altri? Siamo così insensati, siamo così ciechi? Siamo così ignoranti? Siamo così infedeli? Siamo così codardi che non combatteremo?
L’ignoranza dottrinale della chiesa evangelica è scioccante, paragonabile solamente alla sua codardia, temo, il che è stato certamente rivelato a tutti nella recente reazione alla morte del Papa e all’insediamento del suo successore. La promozione del Cattolicesimo che abbiamo visto nei media negli ultimi mesi non ha eguali nella storia. Questa è la più grande promozione del sistema Cattolico romano nella storia di quel sistema stesso. I media mondiali hanno messo da parte la pedofilia disgustosa, i problemi di abuso, per sfilare la pompa e la circostanza di questo falso sistema come se fosse veramente glorioso. È l’illustrazione classica della vecchia storia dei vestiti nuovi dell’imperatore. Spiritualmente è nudo. E qui ci troviamo, proprio nel momento in cui il Cattolicesimo romano sta ricevendo attraverso il mezzo del diavolo – visto che lui controlla entrambi – la sua esposizione più grande e sta perpetrando sul mondo la sua massima seduzione. Sta portando al mondo la sua illusione dannosa come mai prima d’ora, ed i protestanti e i rappresentanti evangelici la stanno abbracciando con le sue eresie dannabili.
I media? Avete notato quanto sono acritici? Avete notato come non menzionano mai gli scandali dei sacerdoti? Sentiamo persone dire: “Beh, il Cattolicesimo è una denominazione diversa”. Il Cattolicesimo non è una denominazione diversa, è una religione diversa... Non credo che le persone sappiano la differenza tra una denominazione ed una religione. Roma è forse cambiata? No. Oh, Roma si trasforma. Roma è un camaleonte. Qualunque cosa debba essere in una nazione in un dato momento, lo diventa. Qualunque cosa serva. È così che opera il diavolo... Si muove, cambia, per diventare qualunque cosa convinca le persone. Ma qui c’è l’evangelicalismo protestante che abbandona la sana dottrina, disonorando il nome di Cristo, e tutto in rilievo audace affinché il mondo intero può vedere. E il mondo stava guardando la morte di Papa Giovanni Paolo II in uno spettacolo senza precedenti di adorazione data a un uomo.
La domanda nacque: il Papa è in cielo? E ci son tutte quelle persone che dicono: “sì, sì”. Ed alcuni mi hanno chiesto anche a me: “Il Papa è in cielo?” E la mia risposta è: “Il Papa è cattolico?” Non è questa la risposta? Penso di sì. Penso che il Papa sia cattolico. Crede nella teologia cattolica? Sì. È il custode della teologia cattolica. Entro attraverso le opere, Maria, la penitenza, il battesimo, la confessione, il rosario? No, è un altro vangelo, non è il vero vangelo! Un paio di settimane fa, in due messaggi, abbiamo parlato della natura della fede salvifica e vi abbiamo ricordato che la salvezza è solamente per fede. Non nel Cattolicesimo, ma tramite una combinazione di grazia, fede ed opere, però sappiamo cosa insegna il Nuovo Testamento.
“Nessuno”, dice Romani 3:20, “sarà dichiarato giusto davanti a Dio osservando la legge”, Romani 3:26, “Dio giustifica coloro che hanno fede in Gesù”, solamente la fede e solo in Cristo, Romani 3:28, “Manteniamo che un uomo è giustificato per fede senza osservare la legge”, Romani 4, “Abraamo fu giustificato non per opere. Se fosse stato giustificato per opere, avrebbe avuto qualcosa di cui vantarsi”, ma cos’è che dice la Scrittura? Egli credette a Dio e gli fu accreditato come giustizia. Quando un uomo lavora, il suo salario non gli è accreditato come un dono, ma come un obbligo. Tuttavia, all’uomo che non lavora ma si fida di Dio, che giustifica gli empi, la sua fede è accreditata come giustizia”.
Romani 4, “Non fu tramite la legge che Abraamo e la sua discendenza ricevettero la promessa”, versetti 13 e 14, “ma attraverso la fede”. Romani 9:30-32, “I gentili che non perseguivano la giustizia l’hanno ottenuta; giustizia, che si riceve attraverso la fede”. Romani 10:4, “Cristo è il fine della legge affinché vi sia giustizia per chiunque crede”. Romani 11:5-6, “C’è un residuo scelto per grazia e se per grazia non è più per opere. Se così fosse, la grazia non sarebbe più grazia”. Galati 2:16, “Un uomo non è giustificato osservando la legge, ma per fede in Gesù Cristo e così anche noi abbiamo posto la nostra fede in Gesù affinché possiamo essere giustificati per fede, non osservando la legge, perché osservando la legge nessuno sarà giustificato”.
Galati 3:10, “e tutti coloro che si affidano all’osservanza della legge sono sotto maledizione, perché maledetto è chiunque non persevera in tutte le cose scritte nel libro della legge”... “Il giusto vivrà per fede”, Efesini 2:8-9, “Infatti per grazia siete salvati mediante la fede, e ciò non viene da voi; è il dono di Dio, non per opere, affinché nessuno se ne vanti”. Paolo, in Filippesi 3, dà la sua testimonianza. Dice: “Non avendo una giustizia mia che deriva dalla legge, ma una giustizia che è per mezzo della fede in Cristo; la giustizia che viene da Dio e si basa sulla fede”, Tito 3, “Dio ci ha salvati non per opere giuste che noi avessimo fatto, ma per la sua misericordia, essendo stati giustificati per la sua grazia, siamo diventati eredi della speranza della vita eterna”.
Li conoscete tutti questi versetti... La salvezza è per sola fede, in Cristo solo, attraverso la grazia di Dio solamente. Quando riponi la tua fiducia in Gesù Cristo, Dio ti dichiara giusto non perché lo sei, ma perché ti imputa la giustizia di Cristo, ed imputa il tuo peccato a lui. Cristo porta i tuoi peccati, tu ricevi la sua giustizia. Questa è la gloria della grande dottrina della giustificazione. Il Cattolicesimo romano non ci crede però. Il Concilio di Trento, 1545-1563, emise certe dichiarazioni, ascoltate alcune di queste: “A coloro che operano bene fino alla fine e confidano in Dio, la vita eterna è offerta”.
Questo non suona come nulla di ciò che ho appena letto... “A coloro che operano bene fino alla fine e confidano in Dio, la vita eterna sarà offerta”, ascoltate qui: “È data come una ricompensa promessa da Dio stesso affinchè sia fedelmente conferita alle loro buone opere e meriti... Con quelle stesse opere, che sono state fatte in Dio, si è pienamente soddisfatta la legge divina secondo lo stato di questa vita e così si è veramente meritata la vita eterna”, la vita eterna nel sistema cattolico è qualcosa che guadagni con le tue opere. Te la meriti e la ricevi grazie ai tuoi meriti. Questo è assolutamente e totalmente in contraddizione, quello è un altro vangelo.
Ci sono centinaia di canoni che emersero dal Concilio di Trento, e ne condividerò solamente alcuni con voi, e ne ho menzionati alcuni due settimane fa, ma ascoltate ad alcuni di questi, questo è Trento, questa è la dogmatica cattolica, “Se qualcuno dice che il peccatore è giustificato per sola fede” – intendendo che nient’altro è necessario per cooperare – “per ottenere la grazia della giustificazione, e che non è in alcun modo necessario che sia preparato e disposto dall’azione della propria volontà, sia anatema”. E pronunciarono la dannazione su chiunque affermasse che la salvezza era per sola fede. Questi furono diretti direttamente ai riformatori.
Un altro: “Se qualcuno dice che la fede giustificante non è altro che fiducia nella misericordia divina che rimette i peccati per amore di Cristo, o che è solamente questa fiducia che ci giustifica, sia anatema”... e continua a ripeterlo più e più volte... Un altro: “Se qualcuno dice che la giustizia ricevuta non è preservata e anche non aumentata davanti a Dio attraverso le buone opere, ma che quelle opere sono solo i frutti e i segni della giustificazione ottenuta e non la causa del suo incremento, sia anatema”... In altre parole, i riformatori capivano la Bibbia come tutti i veri credenti, ovvero che le opere sono il risultato della giustificazione, non la causa, ma, se lo affermi, sei maledetto dal Cattolicesimo romano e dal Concilio di Trento.
Ecco l’ultimo: “Se qualcuno dice che le buone opere di colui che è giustificato sono in tal modo doni di Dio che non sono anche i buoni meriti di colui che è giustificato, o che colui che è stato giustificato dalle buone opere che compie per grazia di Dio e per il merito di Gesù Cristo di cui è membro vivo, non merita veramente un incremento di grazia, la vita eterna ed, in caso muoia nella grazia, il raggiungimento della vita eterna stessa e anche un aumento di gloria, sia anatema”, l’idea è che devi continuare a fare sempre più opere, più opere, più opere. Incrementi la grazia. Dio incrementa la grazia. Incrementi le opere e insieme raggiungi un tasso sempre più alto di santificazione, che loro chiamano giustificazione, fino a che poi finalmente ottieni la vita eterna, è quello che dice: “Il raggiungimento della vita eterna”, se non credi che ottieni la vita eterna con le tue opere, sei maledetto.
Il Papa Giovanni Paolo II ci credeva? Certo che lo credeva. Perché? Perché la chiesa è infallibile. La teologia cattolica non può essere modificata perché è infallibile e lui era il custode fedele di quel sistema. Dovremmo piangere per quell’uomo perché ha guadagnato il mondo intero e ha perso la sua anima. L’uomo più amato ed ammirato dai Cattolici nel mondo, accecato dal principe di questo mondo, non ha mai visto la luce del vero vangelo. Piango per i molti che sono ingannati da questo Papa e dalla sua religione. Mi spezza il cuore vedere così tante persone in quel sistema che non riescono a discernere la verità dall’errore, il cristianesimo genuino dalla sua contraffazione. Ed il mio cuore si spezza davvero a sentire dai protestanti evangelici che quest’uomo era un vero cristiano, che guidava altri al vero cristianesimo.
La corruzione religiosa di Roma è stata continuamente esposta per il mondo intero. Letteralmente, lo splendore e la pompa son straordinari; persone in lunghe file per ore... praticamente per adorare un uomo morto con un rosario in mano e una croce distorta accanto a lui. Un uomo disse alla televisione, un vescovo cattolico: “Abbiamo pregato per lui ed ora pregheremo a lui”, ripetizioni senza senso di preghiere che sono un’abominazione per Dio. 26 anni in quella posizione, non ha mai conosciuto la verità. Ed i principi sotto di lui, con le loro vesti viola e scarlatte, son travestiti da angeli di luce insieme a lui. La magnificenza e la grandezza di questa religione corrotta, che è diventata così ricca a spese delle persone, impoverendo le persone, hanno incantato un mondo credulone. Predicando un altro vangelo. Come possiamo non vedere la cosa? E che un qualsiasi uomo sia chiamato “Santo Padre” e sia disposto ad accettare la cosa... Gesù chiamò Dio “Santo Padre” in Giovanni 17 nella sua preghiera sacerdotale. Gesù disse: “Non chiamate nessuno Padre come se qualche uomo fosse la fonte della vita spirituale”. Non chiamate nessuno Padre, eppure tutto il sacerdozio, sono tutti Padri... Occasionalmente anch’io vengo chiamato Padre, il che è per me non poco offensivo. Lui viene chiamato Santo Padre. Ha usurpato il titolo destinato a Dio, viene chiamato il capo della chiesa. Ha usurpato un titolo destinato a Cristo, viene chiamato il Vicario di Cristo, vicario connesso alla parola vicario – colui che sta al posto di Cristo. E ha rubato questo dallo Spirito Santo. Si è posto al posto di Dio, si è posto al posto di Cristo e si è posto al posto dello Spirito Santo, e questo è oltrepassare i propri limiti.
Non credo che Gesù, Dio Padre o lo Spirito Santo parteciperebbero mai ad un incontro con musulmani, per dire di condividere un legame spirituale comune e poi baciare il Corano. Mi viene in mente Luca 16, dove c’è un uomo ricco vestito di porpora e di bisso che viveva nel lusso ogni giorno. Poi morì e si ritrovò negli inferi, tormentato e supplicante di mandare qualcuno a mettere in guardia gli altri, e penso che il Papa si trovi proprio in quella situazione. Ma cos’è che credeva veramente? Cos’è che disse realmente, questo Papa Giovanni Paolo II, che è appena morto? Sappiamo che credeva che la salvezza non fosse in Cristo soltanto, e questo è un altro vangelo che condanna. Ma lasciatemi fare una domanda: cosa credeva di Maria? “Solo in Cristo”, lo abbiamo ascoltato e cantato. Dopo la morte di sua madre, quando aveva otto anni, Karol Wojtyła – così si pronuncia il suo nome – il Papa che è morto – sviluppò una devozione intensa verso Maria, e quando divenne Papa nel 1978, si ridedicò formalmente e dedicò tutto il suo pontificato a Maria... Viaggiò per il mondo visitando numerosi santuari mariani per venerarla nel modo in cui la teologia Cattolica richiede. Questo è conosciuta come iper-dulia, che è una venerazione più alta rispetto a quella per gli angeli.
Un esempio della sua ossessione e devozione verso Maria motivò migliaia, se non milioni, di Cattolici romani a fare di Maria il centro delle loro vite, il fulcro delle loro preghiere. Aveva un emblema papale sviluppato con uno stemma semplice che al centro aveva una grande “M” per “Maria”. Quando morì, la sua bara era decorata con una grande “M”. Il suo motto personale, che aveva ricamato su tutti i suoi paramenti papali in latino, era: “Totus tuus ego sum, Maria”, che significa “Sono tutto tuo, Maria”. “Totus tuus ego sum”, tra l’altro, queste sono le parole di apertura del suo testamento ed in quel testamento, dopo essersi dedicato a Maria, disse: “Affido questo momento”, riferendosi al momento della sua morte, “nelle mani della madre del mio Signore, totus tuus. Nelle stesse mani materne lascio tutto e tutti coloro con cui sono stato connesso nella mia vita e vocazione. In queste mani lascio soprattutto la Chiesa, la mia nazione e tutta l’umanità”, mise la propria vita, la Chiesa e il mondo intero nelle mani di Maria. Il che è ridicolo, è assurdo. Disse: “Ognuno di noi deve tenere a mente la prospettiva della morte. Anch’io lo considero costantemente, affidando il momento decisivo alla madre di Cristo e della Chiesa; alla madre della mia speranza”, questo è paganesimo! Nauseerebbe Maria se lo sapesse – e ovviamente non lo sa. Non ha mai sentito alcuna preghiera da nessuno. Né l’ha fatto alcun altro santo.
Nei suoi appunti inclusi nel testamento, Giovanni Paolo II citò le parole di un cardinale polacco: “La vittoria, quando verrà, sarà una vittoria tramite di Maria”, e se seguiste attentamente la predicazione di quest’uomo, potete vedere quella devozione intensa verso Maria in un messaggio all’udienza generale del maggio 1997. Giovanni Paolo disse, e cito: “La storia della pietà cristiana insegna che Maria è la via che conduce a Cristo”, quando il tentativo d’assassinio, se ricordate, fallì nel 1981, attribuì a Maria la salvezza della sua vita. Negli anniversari di quell’attentato, nel 1992 e nel 1994, fece un pellegrinaggio speciale al santuario della “Nostra Signora di Fatima” per offrire preghiere cerimoniali di ringraziamento a Maria.
Scrisse un libro: Il Libro di Maria di Giovanni Paolo II. La descrizione del libro affermava che era per coloro “che cercano una relazione più profonda con Gesù e con sua madre”. L’indice del libro elenca tutti i titoli che il Papa attribuiva a Maria: “Porta del Cielo, Mediatrice di tutte le Grazie, Specchio di Perfezione, Madre della Chiesa, Madre di Misericordia, Colonna della Fede, Sede della Sapienza”, lasciate che vi dica alcune delle cose che il libro afferma, e cito: “Maria condivide la nostra condizione umana ma in totale apertura alla grazia di Dio. Non avendo conosciuto il peccato, è in grado di avere compassione di ogni tipo di debolezza”, non avendo conosciuto il peccato? Allora perché, nel suo Magnificat, chiamò Dio “suo Salvatore”?
Dice: “Comprende l’uomo peccatore e lo ama con l’amore di una madre. Proprio per questo è dalla parte della verità e condivide il peso della Chiesa nel richiamare sempre ed a tutti le esigenze della moralità”, dice: “Per ogni cristiano, per ogni essere umano, Maria è colei che ha creduto per prima. Proprio con la sua fede, come sposa e madre, desidera agire su tutti coloro che si affidano a lei come suoi figli. Ed è ben noto che quanto più i suoi figli perseverano e progrediscono in questo atteggiamento, tanto più Maria li conduce alle ricchezze insondabili di Cristo”, e di nuovo, tutta questa vita di sforzi, e sforzi, e stai cercando di arrivare a Cristo ma non puoi. Stai cercando di arrivare a Cristo, ed è difficile arrivare a Cristo, e Cristo è severo, ma non può resistere a sua madre, quindi ti rivolgi a sua madre e lei intercede per te presso di lui, e così lo ricevi... È così.
Dice inoltre: “Secondo la credenza formulata nei documenti salmici della Chiesa, la gloria della grazia a cui si fa riferimento in Efesini 1:6 si manifesta nella madre di Dio, al fatto che è stata redenta in un modo più sublime, nel mentre i cristiani alzano gli occhi con fede verso Maria durante il loro pellegrinaggio terreno, si sforzano insieme di crescere nella santità. Maria, la figlia innalzata di Sion, aiuta tutti i suoi figli, ovunque essi siano e qualunque sia la loro condizione, a trovare in Cristo il cammino verso la casa del Padre”, la casa del Padre è davvero difficile da trovare. Cristo conosce la strada, ma non puoi ottenere l’attenzione di Cristo; quindi, ti rivolgi a sua madre e lui non può resisterle, ed è così che funziona il tutto.
Dice inoltre: “Nessuno può portarci, come Maria, nella dimensione divina e umana del mistero del Vangelo”, permettetemi di fermarmi qui e dire che Maria non ha nulla a che fare con la salvezza di nessuno. Questo Papa scrisse: “Possiamo rivolgerci con fiducia alla Beata Vergine, implorando il suo aiuto, nella consapevolezza del ruolo singolare a lei affidato da Dio, il ruolo di cooperatrice nella redenzione, che ha esercitato per tutta la vita ed in modo speciale ai piedi della croce”, questo nuovo Papa, Benedetto XVI – il cui vero nome è Ratzinger – nella sua prima dichiarazione Papale disse: “Affido la Chiesa e me stesso nelle mani di Maria”, entrambi rendono Maria responsabile di tutto! Se andate nelle chiese cattoliche in tutto il mondo – ci sono stato un po’ ovunque nel mondo – vedrete dipinti o decorazioni, e in cima c’è quasi sempre Maria; raramente Dio, raramente Cristo, quasi sempre di Maria.
E che dire della salvezza? Com’è che Papa Giovanni Paolo II, essendo un cattolico informato vedeva la salvezza? Bene... era un universalista modificato. Non arrivò mai a dire esplicitamente che credeva che tutti sarebbero alla fine andati in cielo, ma utilizzò centinaia di volte l’espressione “salvezza universale” nei suoi scritti. E spesso espresse incertezza sul fatto che qualche essere umano potesse davvero andare all’inferno. In un messaggio all’udienza generale del luglio 1999, il Papa disse questo: “Le immagini dell’inferno che la Sacra Scrittura ci presenta devono essere interpretate correttamente. Esse mostrano la frustrazione ed il vuoto completa della vita senza Dio”, quindi trasporta l’inferno all’oggi e dice che l’inferno è solamente un modo per descrivere il vivere la propria vita ora senza Dio, “Piuttosto che un luogo” – questo è nel suo libro, questo è ciò che disse nel suo discorso – “piuttosto che un luogo, l’inferno indica lo stato di coloro che liberamente e definitivamente si separano da Dio, che è la fonte di tutta la vita e la gioia”. Quindi l’inferno è la tua vita di oggi senza di Dio, “La dannazione eterna rimane una possibilità reale, ma non ci è concesso, senza una speciale rivelazione divina, la conoscenza di chi, o se qualcuno, ne sia o sarà mai effettivamente coinvolto”, non abbiamo idea di chi ci andrà. È una possibilità, ma non abbiamo idea di chi ci andrà, e poi disse: “Il pensiero dell’inferno non deve creare ansia o disperazione”, beh, non è gentile come cosa? È così tenera come cosa... E sapete, il diavolo vorrebbe minimizzare l’inferno, no? Farlo scomparire? Nella sua opera intitolata Redemptoris Mater, il Papa disse: “Il disegno eterno di Dio Padre, il suo piano di salvezza dell’uomo in Cristo, è un piano universale. Come tutti sono inclusi nell’opera creativa di Dio all’inizio, così tutti sono eternamente inclusi nel piano divino della salvezza”, mi sembra un po’ come l’universalismo. In un messaggio del 1995 disse: “Cristo ha ottenuto la salvezza universale con il dono della sua stessa vita. Per coloro, tuttavia, che non hanno ricevuto la proclamazione del Vangelo, come ho scritto nell’enciclica Redemptoris Missio, la salvezza è accessibile” – queste sono persone che non hanno mai sentito il Vangelo – “la salvezza è accessibile in modi misteriosi, nella misura in cui la grazia divina è loro concessa in virtù del sacrificio redentore di Cristo, senza appartenenza esteriore alla Chiesa. È una relazione misteriosa. È misteriosa per coloro che ricevono la grazia perché non conoscono la Chiesa e talvolta la rifiutano anche esteriormente”.
Ah, quindi non conosci la Chiesa, non conosci il Vangelo, ma in qualche modo misterioso vieni salvato. Ci sono evangelici che hanno scritto libri e detto esattamente la stessa cosa. Il Papa scrisse: “I seguaci di altre religioni possono ricevere la grazia di Dio ed essere salvati da Cristo al di fuori dei mezzi ordinari che egli stesso ha stabilito”. Dallo stesso documento, Redemptoris Missio, egli dice: “La redenzione che porta salvezza a tutti”. Dice: “Lo Spirito Santo offre a tutti la possibilità di condividere il mistero pasquale in un modo noto solo a Dio. La salvezza rimane pur sempre un dono dello Spirito Santo. Richiede la cooperazione dell’uomo sia per salvare sé stesso che per salvare gli altri”, quindi quello che abbiamo qui è questo: la salvezza attraverso le opere, in cui collabori con Dio, ma non necessariamente conoscendo il Vangelo o conoscendo Cristo.
Quindi nega l’esclusività della salvezza tramite Cristo, afferma una sorta di salvezza universale attraverso la quale le persone possono arrivarci facendo il bene nel modo in cui sanno fare il bene. Dice anche questo – è semplicemente incredibile – “L’universalità della salvezza significa che essa è concessa non solo a coloro che credono esplicitamente in Cristo”. Poiché la salvezza è offerta a tutti, deve essere resa concretamente disponibile a tutti, ma è chiaro che oggi, come in passato, molte persone non hanno l’opportunità di conoscere o accettare la rivelazione del Vangelo o di entrare nella Chiesa. Poiché Cristo è morto per tutti e poiché la chiamata ultima di ciascuno di noi viene da Dio ed è quindi universale, dobbiamo sapere che lo Spirito Santo offre a tutti la possibilità di condividere questo mistero pasquale, ancora in un modo noto solo a Dio.
Uno dei suoi libri più noti si intitola “Varcare la soglia della speranza”, un manifesto aggressivo ecumenico, disse questo: “I musulmani adorano l’unico vero Dio. L’induismo è un altro mezzo per trovare rifugio nell’unico vero Dio. I buddisti ricevono l’aiuto di Dio per raggiungere la vera illuminazione”. Disse che c’è molto di santo e vero in tutte le false religioni e che persino l’animismo può preparare il cuore di una persona a ricevere la verità di Cristo. Fondamentalmente disse che Dio aiuta ogni uomo a creare la propria salvezza personale facendo del bene, e lo Spirito Santo, disse, opera in ogni religione. Mamma, questo sì che è il messaggio che tutti vorrebbero sentire, no? Rimani dove sei e fai del tuo meglio.
E potresti chiederti: “Ma com’è che può trarre certe conclusioni dalle Scritture? Non ci sono lì... Beh, se vuoi sapere cosa crede sulle Scritture, te ne darò un assaggio. Giovanni Paolo II, come tutti i cattolici romani dal Concilio di Trento in poi, nega categoricamente che le Scritture siano l’autorità suprema in tutte le questioni di fede, condotta e dottrina. Le parole del Concilio Vaticano II dicono: “La Chiesa cattolica romana non trae la sua certezza su tutta la verità rivelata dalla sola Sacra Scrittura, ma sia la Scrittura che la tradizione devono essere accettate ed onorate con sentimenti uguali di devozione e riverenza”, e quello che accade realmente è che si nega quello che dicono le Scritture, si distorcono e gli si perverte il significato e ci si inventa un’altra religione basata sulla tradizione.
La Chiesa Cattolica dice che la tradizione è pari alle Scritture e che è la Chiesa cattolica stessa a determinare cosa sia tradizione. Dice anche che i papi determinano il vero significato delle Scritture e che solo loro ne conoscono il vero significato, ed il significato che essi determinano vero è infallibile. Quindi hai un uomo che afferma di essere il capo della Chiesa, il Vicario di Cristo, si arroga un’autorità che appartiene solamente a Dio. Si sente libero d’interpretare le Scritture come vuole, ed è infallibile. E nel processo, naturalmente, abbandona il chiaro senso delle Scritture che insegnano che Cristo solo è la via della salvezza ed è solo per fede...
Ebbene, basta parlare di lui. Lasciami concludere esaminando il papato stesso, perché lui ne è rappresentativo. Non è letale come altri papi, né immorale come lo sono stati altri, è un’anima più nobile, umanamente parlando, rispetto a molti altri. Però parliamo di ciò che il papato afferma per sé stesso, ed ho una fonte per questo contenuto: “I fondamenti del dogma Cattolico (The Fundamentals of Catholic Dogma) di Ludwig Ott, scritto nel 1952 e tradotto in inglese nel 1955, che è stato per anni un punto fermo d’aiuto per la mia comprensione della teologia cattolica. Ma ecco qui alcune affermazioni del dogma cattolico direttamente da quella fonte primaria: “Il Papa possiede il pieno e supremo potere di giurisdizione su tutta la Chiesa, non solo in materia di fede e morale, ma anche nella disciplina della Chiesa e nel governo della Chiesa”.
Il Concilio Vaticano ha dichiarato, interpretando ciò: “Se qualcuno dirà che il pontefice romano ha l’ufficio meramente d’ispezione e direzione e non un potere pieno e supremo di giurisdizione su tutta la Chiesa universale, non solo nelle cose che appartengono alla fede e alla morale ma anche in quelle che riguardano la disciplina e il governo della Chiesa diffusa in tutto il mondo, o asserisce che egli possiede meramente la parte principale e non la pienezza di questo supremo potere, o che questo potere che egli gode non è ordinario ed immediato, sia su tutte le Chiese che su tutti i pastori ed i fedeli, sia anatema”.
Metti in discussione la sua autorità in qualsiasi senso e sei maledetto, è un peccato mortale. È inattaccabile. E poi continua dicendo: “qualsiasi papa possiede un potere vero, universale, supremo e pieno”, che può, dice: “governare indipendentemente su qualsiasi questione senza il consenso di nessun altro. Egli stesso non è giudicato da nessuno perché non c’è giudice superiore a lui sulla terra”, è il re della terra. Ecco perché il Vaticano è una nazione propria, perché non può sottomettersi a nessun monarca. È il re del mondo. Ulteriormente, i dogmi cattolici dicono che il Papa è infallibile quando parla ex cathedra. Cathedra significa sedia, cattedra, quando parla come Papa, è infallibile, dalla sua sedia. Il dogma cattolico afferma anche che “Dio in cielo confermerà il giudizio del Papa nella sua capacità di dottore supremo della fede, è preservato dall’errore”.
Tra l’altro, l’infallibilità papale fu votata nel 1870, che comodità ah? E fu votata con un voto diviso, interessante. Dovettero votare diverse volte per farla passare, e non fu mai unanime come cosa. Giovanni Paolo II si scusò per gli errori storici dei cattolici in modo molto vago perché, quando fu confrontato con alcune delle questioni del passato, alcune delle cose imbarazzanti come le conversioni forzate e l’antisemitismo ed altre delle cose orribili che furono fatte, si scusò vagamente, e però dovete capire questo: come puoi scusarti se sei infallibile? Come può una Chiesa infallibile scusarsi? Ma ascoltate a quello che credono, non credono che la Chiesa consista nei laici. La Chiesa non consiste nei laici. I laici sono i figli e le figlie della Chiesa, ma la Chiesa è la “curia romana”, la corte papale di cardinali, vescovi e sacerdoti. E quando Giovanni Paolo si scusò per gli errori dei cattolici, non intendeva la Chiesa infallibile, che consiste nel papato e nella curia, “Non sono colpevoli, poiché devono sempre essere considerati immacolati”. I peccati sono stati commessi dai figli e dalle figlie della Chiesa che son costituiti dai laici. Questo è assolutamente ridicolo, dato il livello di perversione sessuale nel sacerdozio, che persino Benedetto XVI cercò di nascondere con un commento ridicolo riguardo alla percentuale di sacerdoti pervertiti – non usò quella parola – ma disse che la percentuale dei sacerdoti pedofili non è diversa da quella della popolazione normale.
Tutto ciò viene spazzato sotto il tappeto il più velocemente possibile per proteggere l’illusione della santità. È davvero difficile dire se la pretesa d’infallibilità sia più ridicola o più malvagia – malvagia perché attribuisce agli uomini ciò che appartiene solo a Dio, ridicola perché i papi si sono sbagliati così spesso e perché l’intero sistema è così errato. Si potrebbe concludere che sono infallibili quando si tratta di esser nell’errore. Lasciami concludere con tre pensieri. Uno: il papato è anti-biblico. È anti-biblico. Non c’è una sola traccia di prova nelle Scritture in sostegno del papato, né c’è alcun’altra prova per cardinali, vescovi, sacerdoti, suore... È tutta un’invenzione di uomini e demoni per creare un’illusione di spiritualità e un’illusione di trascendenza. Fu tutto sviluppato da persone empie guidate satanicamente per creare una falsa religione che sarebbe stata nemica della verità. L’attrazione è il potere, il prestigio ed il denaro.
Cercano di sostenere il papato con la Bibbia? Sì. Ascoltate qui, di nuovo questa è la loro teologia, tratta da “Fondamenti del Dogma Romano” (The Fundamentals of Roman Dogma) di Ludwig Ott, “Cristo ha nominato l’apostolo Pietro come il primo di tutti gli apostoli e come capo visibile di tutta la Chiesa, nominandolo immediatamente e personalmente al primato di giurisdizione”, e quindi quello che fanno è che tornano indietro e dicono che Pietro fu il primo papa nominato da Cristo. “Se – dice il Concilio Vaticano – se qualcuno dice – e questo fu nel 1823 – se qualcuno dice che egli, il beato apostolo Pietro, non fu costituito da Cristo nostro Signore come principe di tutti gli apostoli e capo visibile della Chiesa militante, o che egli ricevette direttamente da Cristo il primato solo di onore e non uno di vera e propria giurisdizione, sia anatema”, se rinneghi il papato di Pietro, sei maledetto, sei maledetto. Quindi, se dici che il Papa non è il successore di Pietro, anche tu sei maledetto, dice Ott.
E questo è un altro test di fedeltà biblica che il sistema cattolico romano fallisce completamente. Nessuno studioso del Nuovo Testamento negherebbe mai che Pietro fosse importante, è importante; un apostolo importante, un leader, un portavoce dei dodici, in cima a tutte e quattro le liste dei dodici – è sempre in cima, era un po’ il portavoce. Ma non vorremmo mai chiamarlo Santo Padre o Santo qualsiasi altra cosa... era debole, egoista, peccatore, codardo ed infedele. È possibile che andò a Roma, è possibile che sia morto lì seppur non c’è alcuna evidenza. Ma dicono che andò a Roma, che fu pastore di una chiesa a Roma, che morì a Roma, che fu sepolto a Roma che si suppone che la Basilica di San Pietro sia costruita dove fu sepolto, seppur non c’è alcuna prova di tutto questo. Una cosa è certa, non fu mai pastore di una chiesa a Roma, se mai ci andò... Come fai saperlo? Beh, Paolo scrisse Romani nel 56 senza far alcun riferimento a Pietro. Se Pietro fosse stato a Roma, c’era già una chiesa lì e se Pietro fosse stato il pastore della chiesa di Roma, perché non gli fa mai riferimento? Considerando anche il fatto che saluta un sacco di persone nel capitolo 16, continua a salutare uno dopo l’altro, dopo l’altro, dopo l’altro, sarebbe stato piuttosto grave trascurare Pietro.
Quando Paolo fu imprigionato a Roma tra gli anni 60-62, scrisse quattro lettere ed incluse in quelle lettere tutti coloro che vennero da lui. Non menziona mai Pietro. Nella sua ultima lettera, 2 Timoteo, scritta nell’anno 64 o giù di lì, manda saluti a dieci persone a Roma; non a Pietro, non a Pietro.
Oh, tra l’altro, Pietro non fu nemmeno mai chiamato ad andare ai gentili... Galati 2:7-8, potreste volergli dargli un’occhiata per un momento, in Galati 2:7-8: “Mi è stato affidato”, dice Paolo, “il vangelo per gli incirconcisi” – i gentili – “come a Pietro era stato affidato il vangelo per i circoncisi”. Pietro non fu mai chiamato a pascere una congregazione di gentili, né a portare il vangelo ai gentili. Mai. Galati capitolo 2 parla, nei versetti dall’11 al 14, di quando Pietro venne ad Antiochia, e Paolo dovette affrontarlo faccia a faccia perché era condannato a causa del suo compromesso terribile, terribile, fu lui che rinnegò il Signore, come sapete bene, fu lui a disobbedire al Signore, fu lui ad essere codardo.
Tra l’altro, il capo della chiesa di Gerusalemme – potreste pensare che almeno Pietro fosse il capo della chiesa di Gerusalemme, ma non lo è. Secondo Galati capitolo 2 e Atti capitolo 15, il capo della chiesa di Gerusalemme era Giacomo... era Giacomo, non Pietro. Non c’è alcuna indicazione che Pietro abbia avuto qualcosa a che fare con la città di Roma. In 1 Corinzi capitolo 1, l’apostolo Paolo affronta le fazioni nella chiesa di Corinto e dice: “Alcuni di voi dicono: Io sono di Paolo, di Apollo, di Cefa o Pietro e io di Cristo”, non distingue Pietro come se fosse unico, non ne fa una grande questione, proprio per niente! Infatti, rende molto chiaro che nessuna di quelle persone erano particolarmente significativi. Non erano loro a meritare credito per l’opera di Dio. Andate al capitolo 3: “Che cos’è dunque Apollo? Che cos’è Paolo? Servi attraverso i quali avete creduto. Io ho piantato, Apollo ha annaffiato, Dio ha fatto crescere”, è un modo molto semplice di trattarsi. Non eleva nessuno. Inoltre, Paolo andò a Roma per predicare e in Romani 15:20, dice: “Mi propongo di predicare il vangelo non dove Cristo era già stato nominato”, se Pietro fosse già stato lì ed avesse fondato una chiesa, ciò non sarebbe vero. Non andò dove qualcun altro era stato. Pietro era già il vescovo di Roma. Perché Paolo avrebbe voluto andarci per rafforzare e stabilire quella chiesa?
In 1 Pietro, ascoltiamolo direttamente da Pietro stesso, 1 Pietro 1: “Pietro, apostolo di Gesù Cristo”, tutto qui; apostolo di Gesù Cristo. Si presenta come nient’altro che quello, non dice “l’apostolo”, non dice: “il capo della chiesa”, 1 Pietro 5: “Esorto gli anziani tra voi come vostro compagno anziano”. “Come vostro compagno anziano”. Sono solo uno di voi. Sono solo un partecipe della gloria che sarà rivelata. Pasci il gregge di Dio. Esercita la supervisione non per obbligo, ma volontariamente, secondo la volontà di Dio. Non per denaro, ma con entusiasmo. “Non come” – ecco che arriva, versetto 3 – dominatori di quelli affidati alla vostra cura”. Beh, questo sì che è un colpo diretto al papato. Siamo solamente compagni anziani. Non dominate mai. Pietro stesso di fatto insegnò contro il sacerdozio, che naturalmente il papato rappresenta nel grado più elevato. In 1 Pietro 2:5 dice: “Voi siete pietre viventi. Voi siete edificati come una casa spirituale per un sacerdozio santo”, e questo è quello che conosciamo come il sacerdozio dei credenti. Nel versetto 9: “Voi siete una stirpe eletta. Siete un sacerdozio regale, una nazione santa, un popolo per la proprietà di Dio”, non c’è alcun sacerdozio se non quello dei credenti.
A proposito, Pietro, dopo Atti 15, scompare completamente, completamente... però nonostante tutto ciò, la Chiesa cattolica romana afferma che Pietro fu il primo Papa, il capo di tutta la Chiesa e l’autore della successione papale. Da dov’è che prendono questa idea? La prendono da tre passi completamente travisati, Matteo 16, e questo è quello che conoscete bene: “Gesù disse: ‘Io ti dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa’”. “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa”, è un gioco di parole. Non sta dicendo: tu sei Pietro e “su di te edificherò la mia Chiesa”, tu sei Pietro – petros, petros, una piccola pietra, “E su questa petras, roccia, edificherò la mia Chiesa”. Quale roccia? La roccia della realtà di Cristo. Simone Pietro, al versetto 16: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. E Gesù dice: “Beato te, Simone figlio di Giona, perché né carne né sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. Io ti dico: tu sei una piccola pietra, ma è sulla roccia di chi sono io che edificherò la mia Chiesa”.
Come può essere mal interpretato? Il linguaggio è chiarissimo. Versetto 19 – ed a loro piace questo: “Io ti darò le chiavi del regno dei cieli e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli”, wow, sembra che si riferisca ad una certa autorità. Hai il controllo della porta, la apri e la chiudi, decidi chi entra e chi esce. Non sta dicendo questo a Pietro? Sì, ma non lo limita solo a Pietro. Se guardate al capitolo 18, nella sezione sulla disciplina, dice, al versetto 15: “Se tuo fratello pecca, va e riprendilo in privato. Se ti ascolta, hai guadagnato tuo fratello. Se non ti ascolta, prendi con te uno o due testimoni. Se non ascolta neanche loro, dillo alla chiesa, e se non ascolta neanche la chiesa, consideralo come un pagano”, e poi dice: “In verità vi dico, tutto ciò che legherete sulla terra sarà legato nei cieli e tutto ciò che scioglierete sulla terra sarà sciolto nei cieli”. Pietro non ha mai ricevuto nessuna autorità che ogni credente non abbia, stessa cosa.
Quindi cos’è questo fatto qui? È l’autorità di dire a qualcuno che i suoi peccati sono perdonati o non lo sono, basandosi su cosa? Basandosi sul fatto che abbiano creduto, che si siano ravveduti. Hai il diritto di dire a qualcuno: puoi entrare nel regno in base a come risponde al Vangelo. Puoi dire a qualcuno: sei sciolto dai tuoi peccati perché hai riposto la tua fiducia in Cristo. Puoi dire a qualcuno: “sei legato nei tuoi peccati perché rifiuti Cristo”. Puoi dirlo tu come posso dirlo io, come Pietro poteva dirlo, e chiunque può dirlo. Abbiamo quell’autorità in base a come le persone rispondono. Il Papa si sbagliava nel dire che non conosciamo il mistero di chi andrà in cielo e chi andrà all’inferno, certo che sì... abbiamo l’autorità di dire: sei dentro il regno e sei fuori. Sei perdonato; non sei perdonato, in base alla risposta a Cristo.
Usano anche un secondo passo, Luca 22:31. Luca 22:31 dove Gesù afferma: “Simone, Simone, ecco, Satana ha chiesto di vagliarti come il grano, ma io ho pregato per te affinché la tua fede non venga meno. E tu, quando tornerai, fortifica i tuoi fratelli”, e dicono che quella sia una sorta di dichiarazione del primato papale. Beh, questa è una grande forzatura. Dice: Ti affido a Satana e la tua fede non crollerà completamente, ma mi rinnegherai “prima che il gallo canti”, dice al versetto 34. E poi sarai restaurato. Fortifica i tuoi fratelli. Quindi dicono che qui c’è la grande commissione per essere l’ultimo, supremo fortificatore, il Papa. Di nuovo, un’interpretazione ridicola del testo.
Un altro passo che usano è Giovanni 21, Giovanni 21. Devo continuare a ricordare alle persone che usano le Scritture ma non ne hanno bisogno perché possono semplicemente inventare dottrine. Versetto 15 Giovanni 21: Gesù finisce la colazione e dice a Pietro: “Mi ami?” “Sì, Signore, tu sai che ti voglio bene”. “Pasci i miei agnelli”. Poi lo ripete: “Pasci le mie pecore”. Poi di nuovo: “Pasci le mie pecore”, e loro dicono che in questo triplice richiamo a Pietro egli fu reso supremo pastore. No. In 1 Pietro 5, vel’ho appena letto, dice: “Non sono altro che un compagno anziano sotto il sommo pastore”. Dicono che da Pietro in poi c’è una catena ininterrotta di successione papale. Il che è assurdo. La prima persona che fu realmente Papa fu nel VI secolo. E poi dovettero tornare indietro e scegliere persone che potessero riempire i vuoti fino a Pietro. Vorrei avere tempo per raccontarvi la storia del papato, è una storia molto spiacevole. Ricordate solamente che nessuno fu veramente papa ufficiale fino al 600. Prima di allora c’erano elementi della Chiesa, della Chiesa istituzionale – c’erano elementi potenti della Chiesa di Roma, Costantinopoli ed in altri luoghi, circa cinque di questi grandi centri. Era una battaglia per il potere.
Il vescovo di Roma, poiché Roma era così significativa, voleva essere il capo di tutto ed in fine ottenne il suo desiderio dopo una storia lunga ed infelice. Ma ci furono periodi di tempo in cui non c’era nessun vescovo a Roma: 304-348, 638-640, 1085-86, 1241-43, 1267-71, 1292-1294, 1314-1316, 1415-1417 non c’erano ed il punto che sto facendo è che non c’è successione, certamente non c’è alcuna successione divina. Il papato fu comprato, venduto e barattato, fu inventato, reinventato. In certi punti ci furono persino tre persone che si dichiaravano contemporaneamente papi, lottando per lo stesso potere. Alessandro VI acquistò il papato come illustrazione, avendo comprato abbastanza voti, la maggioranza fu ottenuta quando votò per sé stesso. Ai suoi tempi, il Vaticano era, secondo gli storici, un teatro di frequenti orge, come il “banchetto delle castagne”, al quale parteciparono 50 o più prostitute che si dimenavano e strisciavano nude tra candele accese per raccogliere castagne sparse sul pavimento e intrattenere successivamente gli ospiti con indulgenze carnali.
Uno storico dice: “Con Alessandro VI, il papato si mostrò con tutta la forza della sua emancipazione dalla moralità”, la lista di licenziosità nella storia del papato è sconvolgente, assolutamente sconvolgente. Comprato venduto, conteso, motivo di omicidi, con più papi, liste conflittuali di papi con nomi e numeri diversi, se non fosse così triste, sembrerebbe uno scherzo! Non fu davvero fino a Gregorio Magno, 590-604, che ci fu un papa legittimo. Si suppone che da Pietro in poi ci sia stata una sorta di successione, e documenti falsificati e contraffatti furono usati per provar la cosa; quindi, puoi letteralmente cancellare il papato perché non esiste una successione apostolica. La pretesa è ridicola; assolutamente ridicola. Era solamente una grande lotta per il potere e poi volevano consolidare quel potere. Una volta che si concentrò sul vescovo di Roma e lui divenne il Papa, volle affermare e magnificare il suo potere, e così creò l’idea della successione ed iniziò a riempire i vuoti tornando indietro.
È anti biblico. Inoltre, in secondo luogo è empio. E potete leggerla da voi, potete leggere la storia del papato. È semplicemente orribile, davvero. Terribilmente peccaminoso e tuttavia, nell’enciclopedia nuova cattolica (New Catholic Encyclopedia), si afferma che colui che riceve il sacramento, il Papa, e coloro che eleggono il Papa devono essere caratterizzati da “bontà di vita straordinaria ed abituale, e specialmente da perfetta castità”, quindi il Papa è perfetto e deve essere eletto da uomini perfetti, il che è ovviamente impossibile. Io direi questo: che il papato è il più grande inganno mai perpetrato sul mondo. Il più grande inganno di sempre. Papi che erano fornicatori, corruttori ed assassini, ed altri invece che erano uomini buoni nel senso umano, punteggiano il panorama di questa storia e rendono impossibile vederci l’opera di Dio o una qualsiasi successione apostolica.
Dato che il mio tempo qui è terminato, lasciate che vi dia un ultimo pensiero: è antibiblico, è empio ed è arrogante e idolatra. Il Papa ha il diritto di pronunciare sentenze di deposizione contro qualsiasi sovrano del pianeta, secondo il papato. Questo significa che il Papa è il re del mondo. Può deporre qualsiasi re. L’Enciclopedia Cattolica dice: “Dichiariamo, diciamo, definiamo, promettiamo che ogni essere dovrebbe essere soggetto al Pontefice Romano”. Il Papa è il giudice supremo, persino delle leggi civili, ed è incapace di essere soggetto ad alcuna vera obbligazione nei loro confronti. È al di sopra di ogni legge, ed è al di sopra di tutti i re. Alla consacrazione dei vescovi cattolici romani, c’è un giuramento di fedeltà al Papa; ogni volta che un vescovo viene consacrato viene dato un giuramento di fedeltà ed ecco quello che dice: “Con tutte le mie forze perseguiterò e farò guerra a tutti gli eretici, scismatici e contro coloro che si ribellano contro il nostro Signore il Papa e tutti i suoi successori, così mi aiuti Dio e questi vangeli santi di Dio”.
Quindi devi giurare di far guerra a chiunque si ribelli contro il Papa. Dov’è l’umiltà in tutto questo? Il romanismo è un sistema gigantesco di culto della chiesa, culto dei sacramenti, culto di Maria, culto dei santi, culto delle immagini, culto delle reliquie, culto dei sacerdoti e culto del Papa stesso. J.C. Ryle aveva ragione quando disse che si tratta di un’enorme idolatria organizzata. Un uomo che indossa una corona d’oro a triplo strato con gioielli del valore di milioni? Un abito cardinalizio che costa decine di migliaia di dollari? Pietro disse: “Argento ed oro? Non ne ho”. Paolo disse: “Non ho desiderato né l’oro né l’argento né gli abiti di nessuno”. Il Papa è circondato da un’esibizione abbagliante di eccesso arrogante, è solo teatro per dare l’illusione di Dio, l’illusione di trascendenza, l’illusione di spiritualità, è un’esibizione pomposa di ricchezza. È un’indulgenza sfarzosa in edifici ridicoli con abiti ridicoli, corone e troni per coprire e mascherare un sistema peccaminoso come i sepolcri imbiancati a cui Gesù si riferiva.
Non c’è mai stata alcuna cosa come un’incoronazione papale prima del decimo secolo, e ora il mondo è impazzito per questo fatto qui come se fosse vera religione. E l’ho detto qualche settimana fa. Sto leggendo il Vangelo di Luca. Più liturgia, più mistero, più cerimonia, più apostasia. Il Papa è in violazione diretta di tutto ciò che è scritto nelle Scritture e si erge come la persona più grande sulla terra, ma amici, non è una brutta ipotesi quella di vedere l’anticristo finale come uno dei papi. Colossesi 1:18 parla di Gesù Cristo: “Egli è il capo del corpo, della Chiesa. Egli è il principio. Egli è il primogenito dai morti affinché abbia il primato in ogni cosa”. Chi ha il primato in ogni cosa? Cristo. Cristo. Oh, hanno un sistema astuto. Come preservare l’errore, come perpetuare l’errore, rendere l’eresia infallibile e l’arcieretico inattaccabile, irreformabile ed assolutamente autoritario. È possibile che l’anticristo finale possa esser un papa, perché l’anticristo finale sarà un leader mondiale dominante. Non sarà soggetto a nessun altro leader globale, sarà un’imitazione di Cristo, un anticristo, un falso Cristo. Avrà potere internazionale. Sarà un gentile. Ed il suo sistema sembra, nel libro dell’Apocalisse al capitolo 17, esser guidato da Roma.
Se il Papa può ingannare gli evangelici, mi sembra che l’anticristo non avrà molta difficoltà a fare lo stesso con il mondo... bene... finiamo qui.
FINE
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