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Come sapete, un paio di settimane fa abbiamo concluso il nostro studio sulla meravigliosa epistola scritta da Giuda, che si conclude con una promessa: Dio è capace di preservarci dal cadere e di presentarci senza colpa davanti alla sua presenza con gloria. E visto che ciò ci ha introdotti alla dottrina meravigliosa della sicurezza eterna, o meglio, della perseveranza dei santi, o della preservazione dei santi, abbiamo passato alcune settimane a parlare di quella dottrina. E nelle discussioni che ho avuto con voi a riguardo, ho detto che la fine è determinata dall’inizio. La nostra salvezza è sicura fino alla fine perché è stata predestinata fin dall’inizio per essere completata.

Ricordiamo che Romani 8 offre una dichiarazione monumentale e molto chiara al riguardo. In Romani 8, l’apostolo Paolo scrive: “Perché quelli che ha preconosciuti, li ha pure predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo”, vale a dire, tutti coloro che Dio ha predestinato diventeranno conformi all’immagine di suo Figlio nella gloria eterna. E così “quelli che ha predestinati li ha anche chiamati, quelli che ha chiamati li ha anche giustificati, e quelli che ha giustificati questi ha anche glorificati”, e quindi abbiamo detto che la grande verità fondamentale che garantisce il nostro futuro è il decreto di Dio nell’eternità passata. È il fatto che siamo stati scelti per la salvezza finale che rende la nostra salvezza sicura.

La dottrina dell’elezione è una dottrina disturbante per molte persone. È spesso rappresentata come se in qualche modo mettesse in discussione la bontà di Dio, la grazia di Dio. In effetti, ci sono affermazioni davvero scioccanti fatte su questa dottrina da parte di evangelici noti. Ad esempio, il famoso Tim LaHaye, autore della serie “Left Behind” e di molti altri libri, disse: “Suggerire che il Dio misericordioso, paziente, pieno di grazia ed amorevole della Bibbia abbia inventato una dottrina orribile come questa – la predestinazione – che ci farebbe credere che sia un atto di grazia, quello di selezionare alcune persone per il Cielo ed, escludendone altre per l’inferno, si avvicina pericolosamente alla blasfemia”, queste sono affermazioni che questi signori hanno messo per iscritto.

Arno Froese, da un altro ministero, scrive: “La teologia difettosa della preselezione è un tentativo di eliminare la capacità dell’uomo di esercitare il suo libero arbitrio, riducendo l’amore sovrano di Dio ad un atto di un mero dittatore”. Un altro pastore, autore ed insegnante radiofonico, dice: “Questa dottrina fa sembrare il nostro Padre celeste come il peggiore dei despoti”.

Un altro, il presidente della Texas Holiness University, disse: “Questa dottrina è la più irragionevole, incongrua, auto-contraddittoria, umiliante per l’uomo e disonorante di Dio, tra tutte quelle mai apparse nel pensiero cristiano. Nessuno può accettare le sue proposizioni contraddittorie senza alcun auto-svilimento intellettuale. Essa propone un Dio egocentrico, egoista, senza cuore, implacabile, e c’invita ad adorarlo”, un pastore della Calvary Chapel scrive: “Il calvinismo dei cinque punti – che ovviamente include la dottrina dell’elezione – trasforma Dio in un mostro che tortura eternamente bambini innocenti. Rimuove la speranza di consolazione dal Vangelo. Limita l’opera espiatoria di Cristo. Resiste all’evangelizzazione. Crea discussioni e divisioni, e promuove un Dio piccolo, arrabbiato e giudicante invece del Dio dal cuore grande della Bibbia”.

Un altro disse: “Affermare che Dio sceglie sovranamente chi sarà salvato è la cosa più distorta che abbia mai letto, che rende Dio un mostro, non migliore di un idolo pagano”. Un altro sito web di studenti di teologia in Canada afferma: “Questa dottrina trasforma Dio in un mostro diabolico e riduce l’uomo, creato a immagine di Dio, ad un mero robot”.

E Dave Hunt, che molti di voi conoscono, che ha scritto tanti libri utili, dice: “La falsa rappresentazione di Dio proposta da questa dottrina ha spinto molti a rifiutare il Dio della Bibbia come se fosse un mostro”. Ora, la parola chiave in tutto questo sembra esser proprio questa “mostro”, in qualche modo, questa dottrina dell’elezione trasforma Dio in un mostro. Ora queste son affermazioni piuttosto severe a riguardo di questa dottrina, ma rappresentano una grande porzione del mondo evangelico. E non stiamo parlando di persone senza istruzione. Non stiamo parlando di persone con una conoscenza limitata. Stiamo parlando dei leader di ministeri, pastori ed autori, eppure, questa dottrina è insegnata nella Scrittura.

L’idea prevalente tra questi scettici e critici di questa dottrina è che, in qualche modo, l’elezione sia ingiusta. In qualche modo non è giusta; però prima di tutto, dobbiamo chiarire il fatto che Dio non deve essere misurato secondo la nostra comprensione di ciò che sia giusto. Dobbiamo essere i primi ad ammettere che la nostra comprensione di praticamente tutto è in qualche modo distorta ed influenzata dal nostro stesso peccato. Nel Salmo 50 al versetto 21, Dio disse: “Hai pensato che io fossi come te”, e certamente Egli non lo è. In Isaia 55 versetti 8 e 9: “«Infatti i miei pensieri non sono i vostri pensieri, né le vostre vie sono le mie vie», dice il Signore. «Come i cieli sono alti al di sopra della terra, cosí sono le mie vie piú alte delle vostre vie, e i miei pensieri piú alti dei vostri pensieri”, e lì giace la chiave. Dio ha modi e pensieri che per noi sono incomprensibili, inafferrabili, imperscrutabili.

C’è una grande benedizione nell’undicesimo capitolo della lettera di Paolo ai Romani, dove egli dice questo, nei versetti 33-36: “Oh, profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio! Quanto inscrutabili sono i suoi giudizi e ininvestigabili le sue vie! Infatti, «chi ha conosciuto il pensiero del Signore? O chi è stato suo consigliere?  O chi gli ha dato qualcosa per primo, sí da riceverne il contraccambio?»“ - chi potrebbe mai dire a Dio come pensare? - “Perché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose. A lui sia la gloria in eterno. Amen”.

È una comprensione essenziale di Dio sapere che egli è santo, che la sua natura è santa, che è infinitamente e perfettamente giusto, che è moralmente impeccabile e perfetto, che Egli è la perfezione stessa. Tutto in lui, di lui, per lui, da lui e tramite lui è perfetto. E quindi, qualunque cosa egli dichiari giusta, è la giustizia stessa. Qual è la regola della giustizia di Dio? Qual è il principio della giustizia di Dio? Cosa c’è dietro i suoi giudizi? La risposta è la sua propria volontà e nient’altro in assolito. Dio prende decisioni basate su nulla se non la sua volontà libera. E qualunque cosa egli voglia è per definizione giusta, perché egli è giusto. Ed è giusta perché egli la vuole. Non è che egli vede che una cosa è giusta e quindi la vuole, ma per il fatto che Lui la voglia, essa è considerabile giusta.

William Perkins, un puritano, disse: “Non dobbiamo pensare che Dio faccia qualcosa perché essa è buona e giusta, ma piuttosto che la cosa è buona e giusta perché Dio la fa”, il Creatore non deve nulla alla creatura che non può comprendere le sue vie, non può comprendere la sua mente, non può esser il suo consigliere. E comunque, come potrebbe mai Dio essere chiamato “ingiusto” per aver scelto di salvare alcuni, dato che nessuno meritava esser salvato?

La salvezza non è mai stata una questione d’equità. Eppure è quello che la gente dice: “Non è giusto, non è giusto”, ma non credo che vogliate davvero la giustizia, no? L’elezione è radicata nella pura grazia. Egli è estremamente misericordioso e sembra che sia più misericordioso verso coloro ai quali la grazia sembra esser più immeritata. “Non ci sono molti potenti, non ci sono molti nobili”, andate a 1 Corinzi capitolo 1, perchè quello è un buon punto di partenza, 1 Corinzi capitolo 1.

Non avevo intenzione di cominciare qui, ma mentre ero seduto lì a cantare, questo passo mi è venuto in mente, ed in 1 Corinzi 1 versetto 26 leggiamo questo: “Considerate infatti la vostra vocazione”, quella è la chiamata divina alla salvezza, la chiamata efficace salvifica di Dio, “considerate la vostra vocazione fratelli; non ci sono tra voi molti sapienti secondo la carne, né molti potenti, né molti nobili; ma Dio ha scelto le cose stolte del mondo per svergognare i sapienti; Dio ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare le forti; e Dio ha scelto le cose ignobili del mondo, le cose disprezzate, e le cose che non sono, per ridurre al niente quelle che sono, affinché nessuno si vanti davanti a Dio”.

Quando Dio fa la sua scelta, quando egli è misericordioso verso chi vuole essere misericordioso e pieno di grazia verso chi vuole, sembra che la sua grazia si abbassi verso i più indegni di tutti, affinchè nessuno possa vantarsi. Il versetto 30 dice: “Ora grazie a lui voi siete in Cristo Gesù”, se siete in Cristo Gesù, è grazie all’opera di Dio, non la vostra. “Per opera sua, Cristo è diventato per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione, affinché, com’ è scritto, chi si vanta, si vanti nel Signore”.

Quando osserviamo le persone che credono al messaggio nel Nuovo Testamento, sono i poveri, gli emarginati, gli ignobili, i deboli, le prostitute, gli esattori delle tasse, e Dio spesso passa oltre i potenti, i nobili, i religiosi, e gli istruiti, certo ce ne sono alcuni di quelli, però la salvezza non è una questione di giustizia, è una questione di pura grazia. E Dio ha scelto di elargire quella grazia a coloro ai quali potrebbe sembrare più ingiusta.

Ma non possiamo affrontare queste cose intellettualmente parlando come se ci fosse una risposta nella nostra ragione. Dobbiamo venire alla Parola di Dio e dobbiamo guardare a ciò che la Scrittura dice per rivelare la verità di questa dottrina. Non possiamo permettere che questa dottrina diventi vittima delle nostre menti corrotte e delle nostre argomentazioni peccaminose, egoistiche ed orgogliose. E così, come per ogni altra verità biblica, apriamo semplicemente la Bibbia e ci sottomettiamo a ciò che dice. Ed il fatto che sia doloroso non cambia nulla. L’inferno è una dottrina molto dolorosa, ma non cambia nulla. E sebbene possa esser difficile comprendere tutto questo, sebbene possa sembrare, alle nostre menti deboli e macchiate dal peccato, possa sembrare meno equo di quanto potremmo pensare, mettiamo tutto da parte e ci sottomettiamo alla Parola di Dio.

Ora, alcune persone pensano che questa dottrina dell’elezione sia in qualche modo estranea a Dio ed in qualche modo estranea ai suoi scopi nel mondo, però certamente non è così. Non è che la dottrina dell’elezione sia sorta all’improvviso nel Nuovo Testamento, senza mai essere apparsa nell’Antico Testamento. Dopotutto, chiaramente, tra tutti i popoli del mondo, Dio scelse Israele. Tra tutte le persone del mondo, Dio scelse Abramo e lo portò fuori da Ur dei Caldei, e lo rese il padre di una grande nazione. Per questo Israele è chiamato, Salmo 105:43, “la sua elezione”, il Salmo 135:4 dice: “Perché il Signore ha scelto Giacobbe per sé”. Deuteronomio 7:6 e 14:2 dicono: “Il Signore tuo Dio ti ha scelto per essere il popolo di sua proprietà fra tutti i popoli che si trovano sulla faccia della terra”. E Dio disse che non è perché eravate meglio degli altri popoli e non è perchè eravate più attraenti degli altri popoli. Dio disse che è perché Lui, di sua libera volontà, si è predeterminato di porre il suo amore su di loro, senza alcun altra ragione specifica. Israele, il mio eletto. Per lo meno, così li chiama Dio.

Quando entriamo nel Nuovo Testamento, troviamo lo stesso tipo di linguaggio. La chiesa viene chiamata “la eletta, la scelta”, e questo non è un termine isolato in riferimento alla chiesa, ma è ripetuto. In Matteo capitolo 24, nel Discorso degli Ulivi, dove il nostro Signore sta parlando della sua seconda venuta, afferma: “Se quei giorni non fossero stati abbreviati, nessuno ne scamperebbe; ma, grazie agli eletti”, lì c’è un sostantivo, un nome, un termine che descrive i credenti: essi sono “gli eletti”, “i chiamati fuori”, si riferisce a coloro che son stati scelti, selezionati... “per amore degli eletti”.

Due versetti più avanti, nel versetto 24, dice: “Sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi segni e prodigi da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti”. Non vengono chiamati “i credenti”, non vengono chiamati “cristiani”, ma, come? “Gli eletti”. E nel versetto 31, “Egli manderà i suoi angeli - quando il Signore verrà, quando apparirà nel cielo venendo sulle nuvole con grande potenza e gloria, - Egli manderà i suoi angeli con gran suono di tromba e raduneranno i suoi eletti”, i suoi eletti, eletti da lui. Questa è una designazione per il popolo di Dio.

In Luca 18, il Signore dice al versetto 6: “Ascoltate ciò che dice il giudice ingiusto. Dio non farà giustizia ai suoi eletti che vanno a lui giorno e notte?” Di nuovo, i credenti vengono chiamati “i suoi eletti, scelti, selezionati”, in Romani 8 - tornando a quest’epistola meravigliosa di Romani – al capitolo 8 versetto 33. Noi che siamo stati salvati, noi che siamo credenti nella famiglia di Dio, che siamo stati redenti, rigenerati, riconciliati, ora apparteniamo a Dio. Siamo stati dichiarati giusti. La giustizia di Dio ci è stata imputata tramite la fede in Cristo. Ed il versetto 33 poi dice: “Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio è colui che li giustifica”, e se Egli li dichiara giusti, nessuno potrà mai accusarli con successo, e di nuovo, la chiesa viene chiamata “gli eletti”. In entrambi questi ultimi passaggi, si parla degli eletti di Dio, dei suoi eletti. Non è che siamo stati noi ad eleggere, ma Lui!

In Colossesi capitolo 3 versetto 12, Paolo scrive: “Come eletti di Dio”, “Come gli eletti di Dio”, letteralmente, “gli eletti di Dio”. I credenti, dunque, sono persone che Dio ha scelto affinchè gli appartenengano, e nell’Antico Testamento senza dubbio si trattava di un popolo nazionale sulla terra, un popolo temporale e nel Nuovo Testamento, gli eletti sono un popolo spirituale. Il Nuovo Testamento è pieno di quest’insegnamento ineludibile. In Giovanni capitolo 15 - e dobbiamo esaminare a fondo questa designazione per stabilirne la chiarezza e l’ampiezza - ma in Giovanni 15:16, Gesù dice ai discepoli: “Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto”, non so com’è che potrebbe esser detto più chiaramente di così. “Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto”.

Nel capitolo 17 del Vangelo di Giovanni, al versetto 9 - e torneremo su questo concetto più avanti – ma al 17:9 leggiamo questo. Gesù, in questa grande preghiera sacerdotale, questo è nel luogo Santissimo della Trinità, dove il Figlio ha comunione con il Padre, e dice: “Io prego per loro” – sta pregando per i suoi - non prego per il mondo, ma per quelli che tu mi hai dato, perché sono tuoi”, “Sono tuoi”, “Ti appartengono, li hai scelti, e me li hai dati”.

Nel capitolo 13 del libro degli Atti, di nuovo, il linguaggio è inequivocabile. In Atti 13:48, per coloro che resistono a questa dottrina, ecco un versetto molto difficile da digerire. Paolo e Barnaba stavano predicando, e dice al versetto 48: “Gli stranieri, udendo queste cose, si rallegravano e glorificavano la Parola di Dio – ed ascoltate qui! - e tutti quelli che erano ordinati a vita eterna – fecero cosa? - credettero”, “e tutti quelli che erano ordinati a vita eterna credettero. Tornate al nono capitolo di Romani. Questo passo è di nuovo forte ed inequivocabile, Romani capitolo 9. Potreste di fatto iniziare con i gemelli, al versetto 11, Giacobbe ed Esaù, “poiché, prima che i gemelli fossero nati e che avessero fatto del bene o del male (affinché rimanesse fermo il proponimento di Dio),  che dipende non da opere – come potevano fare alcuna opera, non erano nemmeno nati - ma da colui che chiama) le fu detto – ovvero a Rebecca, la madre dei gemelli - «Il maggiore servirà il minore»; com’è scritto: «Ho amato *Giacobbe e ho odiato Esaú»“.

Wow. Prima che fossero nati, prima che avessero fatto qualcosa di buono o di sbagliato, solo per il proposito di Dio, secondo la sua elezione - Egli è Colui che chiama – ed Egli determinò che il maggiore avrebbe servito il minore. Giacobbe l’ha amato, Esaù l’ha odiato. E potremmo dire, “mamma, sembra piuttosto chiara come cosa!”, assolutamente! Dio fece quella scelta prima che fossero nati. E nel versetto 14 ci identifichiamo un po’, non è vero? “Che diremo dunque? C’è forse ingiustizia in Dio?” Questo non sembra giusto, e lì risponde: “Che non sia mai”, me genoito dal greco: “no! No! No! È impensabile”, non è nulla di nuovo per Dio, scegliere in questo modo tra due persone. Non è nulla di nuovo, infatti disse a Mosè, molto tempo fa in Esodo 33, “Io avrò misericordia di chi avrò misericordia e avrò compassione di chi avrò compassione.  Non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia”, vale a dire, la scelta di Dio non dipende dalla volontà dell’uomo, ma da quella di Dio. Ed il versetto 18 dice: “Cosí dunque egli fa misericordia a chi vuole e indurisce chi vuole”, ineludibile, assolutamente ineludibile.

In Romani 11:5, continuando ad esaminare la Scrittura, in Romani 11:5 leggiamo questo. Paolo aveva appena parlato del profeta Elia, che pensava d’essere rimasto da solo fedele e Dio disse: “Mi sono riservato settemila uomini che non hanno piegato il ginocchio davanti a Baal”, non sei solo, ce ne sono settemila di fedeli, e poi al versetto 5 dice: “Cosí anche al presente, c’è un residuo – ascolatate qui – un residuo di Giudei, al presente, quando Paolo stava scrivendo, un residuo, eletto per – cosa? - grazia”, “Un residuo eletto per grazia”.

In 1 Pietro 1:1 leggiamo: “Pietro, apostolo di Gesù Cristo”, 1 Pietro 1:1, “agli eletti che vivono come forestieri – certamente, perchè erano credenti ed erano forestieri nel mondo, dispersi nel Ponto, nella Galazia, nella Cappadocia, nell’Asia e nella Bitinia – ascoltate qui – eletti”, “eletti”, leggendo le epistole del Nuovo Testamento, ovvero, dopo il libro di Atti iniziando con la lettera ai Romani, il corso di tutte le epistole, tutte fino all’Apocalisse, ogni volta che vedete la parola “chiamato” o “chiamati”, quello si riferisce alla scelta elettiva, sovrana ed efficace di Dio di chiamare qualcuno alla salvezza. I chiamati sono coloro che sono stati chiamati efficacemente, non si riferisce semplicemente ad una chiamata generale come quella del Vangelo, “Molti sono chiamati ma pochi eletti”. Ogni volta che la chiamata viene identificata nelle epistole, è una chiamata efficace. 1 Corinzi 1:9 dice: “Fedele è Dio dal quale siete stati chiamati alla comunione con suo Figlio Gesù Cristo il nostro Signore”. Noi siamo gli eletti, i predestinati e quindi i chiamati.

In Efesini capitolo 1, proseguiamo, in Efesini capitolo 1, versetto 3: “Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesú Cristo, che ci ha benedetti di ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo”, com’è possibile? Com’è che noi siamo stati benedetti con ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo? Versetto 4: “In lui ci ha eletti prima della creazione del mondo perché fossimo santi e irreprensibili dinanzi a lui”, eccolo qui, Egli ci ha eletti prima della fondazione del mondo affinché fossimo santi ed irreprensibili dinnanzi a Lui, alla fine, quando saremo glorificati. Versetto 5: “avendoci predestinati nel suo amore a essere adottati per mezzo di Gesú Cristo come suoi figli, - ascoltate qui - secondo il disegno benevolo della sua volontà a lode della gloria della sua grazia, che ci ha concessa nel suo amato Figlio”, tutto questo linguaggio afferma che siamo stati scelti, eletti per una santità ed irreprensibilità finale. In amore, siamo stati predestinati ad essere adottati come figli tramite di Cristo e tutto questo per il proposito benevolo della volontà libera e non influenzata di Dio, affinché alla fine tutta la lode e la gloria vada a lui per la sua grazia concessaci liberamente.

In 1 Tessalonicesi capitolo 1 versetto 4, Paolo scrive alla chiesa di Tessalonica ed ascoltate un po’ a com’è che li identifica: “Conosciamo, fratelli amati da Dio”, e com’è che lo sa? Be, versetto 3: “Abbiamo visto la vostra opera di fede, la vostra fatica d’amore, la vostra costanza nella speranza nel Signore nostro Gesù Cristo, davanti a Dio e Padre nostro, e conosciamo quindi fratelli, da tutto quello, conosciamo la vostra elezione”, voi siete gli eletti, siete stati scelti, ed è evidente dalla vostra vita.

Ed un altro testo: 2 Tessalonicesi 2:13, 2 Tessalonicesi 2:13, e Paolo di nuovo dice ai Tessalonicesi: “Ma noi dobbiamo sempre ringraziare Dio per voi”, non ringraziate la persona per essere stata abbastanza intelligente da venire a Gesù, ringraziate Dio, “Ma noi dobbiamo sempre ringraziare Dio per voi, fratelli amati dal Signore, perché Dio fin dal principio vi ha eletti a salvezza mediante la santificazione nello Spirito e la fede nella verità”,

non ci sarebbe alcuna capacità da parte di una persona di essere santificata, e la santificazione inizia nel momento della salvezza, separarsi dal peccato. Non ci sarebbe alcuna speranza di santificazione o alcuna speranza di fede nella verità se Dio non vi avesse scelti fin dal principio per la salvezza. E visto che vi ha scelti, il versetto 14 dice: “A questo”, a questa santificazione a questa fede nella verità che “Egli vi ha chiamati mediante il nostro vangelo, affinché otteniate la gloria del Signore nostro Gesú Cristo”, e tutto questo linguaggio è coerente. “Vi ha scelti prima della fondazione del mondo affinchè foste come Cristo”. “Vi ha eletti affinché foste irreprensibili e santi”, “Vi ha scelti affinché foste alla fine alla presenza della sua gloria”. “Vi ha eletti affinché otteneste la gloria stessa del Signore nostro Gesù Cristo”, “Vi ha scelto affinché portaste la sua immagine in cielo”.

In passato, Dio vi ha eletto, vi ha chiamato con una chiamata potente ed efficace che vi ha risvegliato dai morti e vi ha concesso una vera comprensione chiara del Vangelo attraverso il dono della fede salvifica. Ora, non c’è modo di concludere da tutto questo, che questa sia un’idea ambigua, giusto? Non c’è alcun dubbio su questo nella Bibbia. E l’ho detto spesso, perchè ho dovuto rispondere a questa domanda innumerevoli volte nella mia vita. L’ho discussa, l’ho dibattuta, e l’ho fatto sia in privato che in pubblico; ed ho spesso detto: “Se credi nella Bibbia, credi nella predestinazione. Se credi nella Bibbia, credi che Dio sceglie chi sarà salvato. Se credi nella Bibbia, credi anche Dio ha determinato chi sarà salvato ed ha deciso che quella salvezza avrebbe raggiunto la sua conclusione finale quando essi saranno glorificati in cielo. Se credi nella Bibbia, credi che Dio chiama efficacemente coloro che elegge e concede loro la fede”. Eppure, nonostante tutta questa chiarezza, la gente continua a resistere a questa dottrina.

Guardate a Romani 9. E voglio mostrarvi com’è che Dio gestisce questa questione perchè questo è così bello. Torniamo a dove ci siamo fermati, al versetto 18, parlando di Giacobbe ed Esaù e di come Dio avesse deciso prima ancora che fossero nati. E poi, nel versetto 19, appare l’avversario immaginario, che aiuta Paolo a discutere con se stesso ed a chiarire ulteriormente il suo insegnamento. Il suo avversario immaginario dice: “Beh, tu allora mi dirai: «Perché rimprovera egli ancora? Poiché chi può resistere alla sua volontà?»“ Se tutto è già stato deciso in anticipo, se tutto è determinato dalla scelta divina prima che l’individuo nasca, se Dio è misericordioso con chi vuole ed ha compassione con chi vuole, e se la cosa non dipende dall’uomo che vuole o che fa, ma se è tutto nelle mani di Dio, allora come può trovar le persone colpevoli se non credono? Come puoi incolparmi se non credo? Come posso resistere alla sua volontà sovrana ed eterna?

E questa è una risposta piuttosto ragionevole, non pensate? Ed è proprio questo il punto su cui la gente si blocca quando si parla della dottrina dell’elezione, e Paolo l’aveva prevista, è normale dire: “Non è giusto! Perché come puoi condannarmi all’inferno. Non puoi trovarmi colpevole. Come posso resistere alla sua volontà?” Il versetto 20 ci dà una risposta straordinaria: “Chi sei tu, o uomo, che replichi a Dio?” Chiudi la bocca! Questo non sembra chiarire nulla! Chi ti credi di essere? Stai forse accusando Dio di punire ingiustamente i peccatori? Stai forse accusando Dio di condanna ingiusta? Stai accusando Dio di malvagità? Faresti meglio a tacere prima di dire altro.

L’illustrazione che ne segue è incredibile: “La cosa plasmata dirà forse a colui che la plasmò: «Perché mi hai fatta cosí?” Quando un vasaio crea un vaso, il vaso non parla mica, non è che dice: “Ah non voglio aver questa forma, fammi in un’altro modo. Non è giusto, voglio esser come quell’altro vaso! O quell’altro ancora o quell’altro ancora”. Versetto 21: “Il vasaio non è forse padrone dell’argilla per trarre dalla stessa pasta un vaso per uso nobile e un altro per uso ignobile?” Questo è stupefacente. Non osare mettere in discussione Dio. Dio è il vasaio, tu sei l’argilla. L’argilla è così inferiore rispetto al vasaio, è polvere inanimata. Non ha il diritto nemmeno d’immaginare di poter parlare al vasaio. E per quanto sia grande il divario tra il vaso ed il vasaio, è ancora più grande il divario tra te e Dio. Il vasaio, versetto 21, non ha forse il diritto di fare dell’argilla quello che ne vuole?

E poi il versetto 22 che è davvero davvero potente: “Che”, o potremmo dire, e quindi? Se Dio, volendo manifestare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con grande pazienza dei vasi d’ira preparati per la perdizione?” Che c’è da contestare se Dio, volendo manifestare la sua ira? Non ha forse il diritto di manifestare la sua ira? Non è parte della sua gloria? Non può metterla in mostra? É Dio... può Dio mostrare la Sua potenzae in mostra la sua ira? È Dio. Non può Dio far conoscere il suo potere nel giudizio, nella sua ira, nella sua condanna?

Certo che può. Però, per favore, notate come finisce il versetto 22. I verbi diventano tutti passivi. Non dice mai che Dio crea vasi preparati per la distruzione; quella è la cosidetta, “doppia predestinazione”, e la Bibbia non insegna questo. Dice che ha “sopportato con grande pazienza dei vasi d’ira – passivo - preparati per la perdizione”, non che Lui li ha preparati per la distruzione. Dio non scorre la lista degli esseri umani e dice: “Okay, tu vai in paradiso, tu vai all’inferno, e voi tre andate all’inferno, tu vai in paradiso, e voi dieci andate all’inferno, tu invece vai in paradiso”.

La Bibbia non insegna quello. La Bibbia insegna che tutti gli uomini sono in cammino verso l’inferno, e che Dio ha scelto di salvarne alcuni ed ha sopportato il resto che invece erano già diretti in quella direzione non a causa di qualcosa che Dio abbia fatto, non a causa di un decreto che Dio ha emesso individualmente verso di loro, ma perché continuano nei loro peccati e ne sono pienamente colpevoli. Dio ha tutto il diritto di dimostrare la sua ira, e la sua ira lo glorifica tanto quanto la sua misericordia. Ed il versetto 23 dice: “e ciò per far conoscere la ricchezza della sua gloria verso dei vasi di misericordia”, e qui i verbi sono attivi. Egli crea i vasi di misericordia; però sopporta quelli che sono destinati alla distruzione. Dio è attivo nella redenzione, ed è passivo nella riprovazione.

In Apocalisse 19 ci viene detto che il Signore Dio regna. Sapete, quando sentiamo quelle parole pensiamo ad una canzone, sapete, “Il Signore Dio regna”, “Il Signore regna” però non so se sappiamo veramente di cosa stiamo parlando quando lo diciamo. Che cosa significa? Significa che Dio prende ogni decisione che è mai stata presa, essenzialmente, su tutto! Regna. Come l’Altissimo, governa sugli eserciti del cielo e nessuno può fermare la sua mano o dirgli: “Cosa stai facendo?” Egli opera tutte le cose secondo il consiglio della sua volontà. È il vasaio celeste che prende la nostra umanità decaduta, come un grumolo d’argilla, e ci plasma in vasi d’onore, sopportando alcuni che si rendono da soli vasi di disonore. È il decidente ed il determinatore del destino di ogni persona, ed il controllore di ogni dettaglio della vita di ogni individuo, che non è altro che un’altro modo di dire che Dio è Dio. E ve lo dico io cos’è che trovo veramente ripugnante: l’idea che Dio venga costantemente sconfitto da Satana, quello si che è blasfemo!

Però, questa dottrina dell’elezione non è facile da accettare. Alcuni di voi stanno provando un po’ il disagio mentale in questo momento. Questa dottrina ferisce un pochino. Infatti, per farvi sentire un po’ meglio, è talmente dolorosa che l’unica ragione per la quale la affermiamo è perchè si trova nella Bibbia. Non ce la inventeremmo mai, nessun uomo, nessun gruppo di uomini, nessun comitato inventerebbe mai una dottrina del genere. Non inventeremmo nemmeno la dottrina dell’inferno eterno, perché queste sono cose che confliggono con i dettami della mente carnale. Son ripugnanti ai sentimenti del cuore carnale. Ascoltate, non capisco la Trinità, ma ciò non significa che non sia vera. Non posso comprendere la Trinità. Non so cosa significa essere tre persone e tuttavia uno. Non posso comprendere la nascita verginale, è incomprensibile! Non posso comprendere il carattere di Cristo e la sua natura. Ci sono tantissime cose che non riesco a capire. Ci sono così tante cose che mi son incomprensibili, ma ci credo perché sono rivelate nella Scrittura. E non mi disturba nemmeno un pochino la tensione, non mi disturba nemmeno il fatto che la Bibbia dica: “Chiunque”, e dice anche che Gesù ha pianto su Gerusalemme e disse: “Non volete venire a me per avere vita”.

E voi potreste dire: “Cos’è quindi tutto questo?” Il che afferma semplicemente che chiunque vuole venire può venire, e chiunque viene sarà accolto, e voi potreste dire: “Com’è che la cosa si concilia con l’elezione?” “Non lo so”. Ma non trovate conforto nel fatto che non lo so? Perché se la mia mente fosse come quella di Dio, la cosa sarebbe orribile!

Ci sono tantissime cose che non conosco, se dovessi porvi una domanda semplicissima: “Chi ha scritto la lettera ai Romani?” Cosa direste? Non sapete nemmeno come rispondere vero? Ho sentito qualcuno dire, timidamente, “Paoloooo”, e poi tutto d’un tratto c’è quella pausa, perchè si è al corrente che quella non è la risposta completa, vero? Potreste dire: “Beh, l’ha scritta lo Spirito Santo”, e quindi chi è stato: Paolo o lo Spirito Santo? Beh, entrambi. Cosa significa? Paolo ha scritto un versetto, lo Spirito Santo ha scritto un altro versetto? Com’è che facciamo a comprenderla sta cosa?

Potremmo dire: “Ogni parola è uscita dalla mente di Paolo? Ogni parola è uscita dal suo vocabolario? Ogni parola è uscita dal suo cuore?” Assolutamente! Ma anche ogni parola è venuta dallo Spirito Santo, e come... come può essere? È incomprensibile ed insondabile come cosa; potrei anche farvi un’altra domanda visto che siete stati così bravi con quella, Gesù era Dio o uomo? “Si!”, La risposta giusta è “sì”, ma com’è che può essere 100 percento Dio e 100 percento uomo? Non si può mica essere 200 percento di qualcosa. Come puoi essere tutto uomo e tutto Dio? Quello va oltre la nostra comprensione. Quando diciamo 100 percento di qualcosa, quello è il massimo; però se sei pienamente uomo, non puoi anche esser pienamente Dio, e se sei pienamente Dio, non puoi essere pienamente uomo, eppure lui lo era. E la cosa continua così, all’infinito.

Se invece vi facessi un’altra domanda semplice? Chi vive la tua vita cristiana? Cosa diresti? Forza, è una cosa che fai ogni giorno! Chi vive la tua vita cristiana? Potresti dire: “Io”, veramente? Veramente? Tu? Potresti dire: “No... non io”... è Cristo che la vive! Ah quindi vogliamo dare a lui la colpa? Cioè non possiamo darti il merito e non possiamo dargli la colpa, quindi abbiamo un problema, vero?

Sai, c’erano i pietisti che dicevano: “Io dominerò il mio corpo e mi disciplinerò e vivrò la mia vita cristiana”, e poi c’erano i quietisti sai che dicevano: “Lascia fare a Dio”, e c’era un po’ la modalità passiva, ed il movimento del Keswick è nato da quella roba lì, e crocifiggevano la vita e facevano tutte quelle cose strane quietistiche. Chi è che vive tua vita cristiana? Potremmo dire: “Beh, se c’è qualcosa di sbagliato, è colpa mia, se c’è qualcosa di giusto, è merito suo”, e cioè, è un mistero inconcepibile! L’apostolo Paolo disse questo al riguardo, disse: “Sono stato crocifisso con Cristo - Galati 2:20 - e non sono più io che vivo, ma non io...” vedete, non lo sapeva nemmeno lui! C’è una... John Murray disse molti anni fa che in ogni dottrina importante della Bibbia esiste un paradosso apparente. C’è sempre un paradosso irrisolto che è trascendente, e questo significa che Dio è Dio, ed il fatto che ci siano così tanti nelle Scritture significa che le Scritture non sono state scritte dagli uomini, io conosco gli editori, in genere risolvono cose del genere, per cui, per il fatto che crediamo che Gesù è Dio non significa che non crediamo che sia anche uomo.

Il fatto che crediamo che sia nato da una madre umana non significa che non crediamo che sia Dio. Il fatto che dobbiamo perseverare nella nostra fede non significa che non siamo sicuri nella nostra salvezza. Il fatto che la Bibbia sia stata scritta da autori umani non significa che non crediamo che sia stata scritta dallo Spirito Santo. Il fatto che dobbiamo disciplinarci per vivere la vita cristiana non significa che non crediamo che sia Cristo a viverla in noi. Ed il fatto che crediamo nella dottrina dell’elezione non significa che non crediamo nella responsabilità umana. Questi sono paradossi apparenti che non possiamo risolvere, ma il pericolo sta nel distruggere la verità alla ricerca di un compromesso mediano razionalistico, e la cosa è pericolosa.

Quindi, l’insegnamento inequivocabile della Scrittura è la dottrina dell’elezione. Anche la preconoscienza, di cui parla Pietro – 1 Pietro 1 – la prescienza, “eletti secondo la prescienza di Dio”, guardiamolo insieme per un attimo, finirò qui e riprenderemo il resto la prossima domenica sera, ma in 1 Pietro 1 versetto 1, dice che siamo eletti: “agli eletti”, e poi al versetto 2: “secondo la prescienza di Dio”, e molti dicono: “Ah! Ecco, quello è il punto! La chiave è lì: “secondo la prescienza di Dio”, e subito dicono: “Cosa significa? Significa che Dio sa quello che farai, giusto? E lo sa, prima che tu lo faccia! Pre-Scienza”.

E Dio, molto tempo fa, nell’eternità passata, visto che conosce tutto ciò che accadrà, ha guardato nella storia ed ha detto: “Ah, vedo cosa accadrà, quel John MacArthur nascerà in quella famiglia cristiana e, uh-huh, ascolterà il Vangelo e crederà, quindi ora lo scelgo”, vi sembra strana come cosa? Questo è quello che la maggior parte dei cristiani credono, questo è quello che la maggior parte dei cristiani credono ed insegnano. Però questo è un po’ come un prevedere cosa sarebbe accaduto, cos’è che le persone avrebbero fatto, ed il problema con questa posizione è che: come possono questi peccatori morti risuscitarsi per fare questo, senza l’aiuto di Dio?

Provate un po’ a rispondere a questa domanda, com’è che possono, coloro che son totalmente depravati, totalmente ciechi, totalmente morti, come possono arrivare al punto di prendere la decisione per la loro salvezza? Com’è possibile? Non possono. “Può il leopardo cambiare le sue macchie? O l’etiope il suo colore? Neppure voi potete fare il bene, voi che siete malvagi”, com’è che accadrà mai? Se Dio ha semplicemente guardato in basso e visto chi avrebbe preso la decisione, allora la sua elezione non è basata sulla sua libera volontà, ma sul loro merito, giusto? Si basa sul loro merito! “I buoni mi sceglieranno, e quindi io li scelgo in anticipo!”

Questo non ha nulla a che fare con tutti quei versetti che abbiamo letto, assolutamente nulla! E, per inciso, dice: “Siamo eletti, secondo la prescienza di Dio”, ma voglio che guardiate al versetto 20 – versetto 19 – qual è l’ultima parola nel versetto 19? Qual è? “Cristo”. Bene, “Cristo” ora prestate attenzione: “Cristo, perchè Egli fu preconosciuto prima della fondazione del mondo”, oh, abbiamo un problema qui. Se “preconoscienza”, significa che Dio guarda avanti e vede cosa accadrà nel versetto 2, allora la stessa parola dovrebbe aver lo stesso significato al vesetto 20, giusto?

Quindi, significa forse che Dio ha guardato nel corso dei canali della storia ed ha detto: “Oh, guarda un po’, Cristo darà la sua vita, bene allora, se lo farà, lo faccio salvatore!” Cioè, ovviamente, la prescienza non può significare quello, perché Gesù ha detto che è venuto non per fare la sua volontà, ma la volontà del Padre, ecco perché viene chiamato Cristo, l’eletto di Dio. E quindi potremmo chiedere: “Ok, ma cosa significa dunque ‘preconoscienza’?” È “prognōsis”, da cui deriva il termine “prognosi”, che usiamo in campo medico. Si tratta di una scelta predeterminata. Si tratta di una scelta predeterminata Cristo fu prescielto, nel senso che fu conosciuto da Dio, nel senso intimo, come il Salvatore, il Redentore, prima della fondazione del mondo. Si tratta di una conoscenza intima. Come dice nell’Antico Testamento: “Solo te ho conosciuto, Israele”, significa forse che gli ebrei erano gli unici che Dio conosceva? No, si riferisce a quel tipo di conoscienza che abbiamo in Genesi, quando ci viene detto che “Caino conobbe sua moglie e lei partorì un figlio”, non significa che conobbe il suo nome, non significa mica che sapesse chi fosse. Significa che ebbe una relazione intima con lei, dalla quale nacque un figlio. Gesù disse questo in Giovanni 10: “Le mie pecore ascoltano la mia voce, ed io le conosco”, lì sta parlando di una relazione intima d’amore. La sorpresa fu che Maria era incinta e Giuseppe non “l’aveva mai conosciuta”. Parliamo nello stesso modo al giorno d’oggi, vero? Usiamo l’espressione “conoscenza carnale” per indicare un’unione sessuale, una conoscenza intima. Ciò che abbiamo qui nella “preconoscienza” è un’intimità predeterminata. Così come il Padre aveva una relazione predeterminata con il Figlio, che l’avrebbe portato ad essere il sacrificio per il peccato, a versare il suo sangue prezioso come di un agnello senza macchia ed immacolato, così il Padre aveva una relazione predeterminata con coloro che ha scelto. La preconoscienza parla di una scelta deliberata.

C’è un altro passo che conferma il tutto. Atti 2:23, e con questo concludiamo, lo prometto, perchè ci sarebbe tanto da vedere, Atti 2:23. Questo conclude ogni discussione, se ne fosse rimasta alcuna, sul tema della preconoscienza. Pietro si alza al versetto 22 e dice: “Gesú il Nazareno, uomo che Dio ha accreditato fra di voi mediante opere potenti, prodigi e segni che Dio fece per mezzo di lui, tra di voi, come voi stessi ben sapete, quest’uomo – verse 23 - quando vi fu dato” – pensavano che erano stati loro a crocifiggerlo! Pensavano fosse il loro piano... no, no. Quest’uomo, quando vi fu dato nelle mani per il pre-determinato consiglio e – qual’è la frase che segue? – la prescienza di Dio, voi, per mano di iniqui, inchiodandolo sulla croce, lo uccideste”, voi siete colpevoli, voi ne siete responsabili. L’avete fatto voi e l’avete fatto con la vostra volontà, ma Dio aveva predeterminato che andasse così, “fu stabilito nel suo piano prestabilito e nella sua prescienza”, ovvero, il predeterminare, il conoscere prima non è semplicemente il fatto di aver informazione su cosa sarebbe successo, ma il predeterminarlo. E quindi così comprendiamo che la Bibbia è molto chiara sulla dottrina dell’elezione.

Questo solleva la domanda cruciale sul perché Dio l’ha fatto? E questa domanda verrà affrontata la prossima domenica sera, in quello che credo sia l’approfondimento della redenzione più potente e completo che si possa conoscere. E penso che, se sarete con noi domenica prossima, non solo la vostra mente sarà soddisfatta, ma anche la vostra anima, e da ciò deriverà una gioia nella vostra salvezza più grande di quanto non abbiate mai conosciuto, ma riserviamo questo alla prossima volta, preghiamo.

Padre, siamo meravigliati da questa verità gloriosa, stupiti, davvero, che tu ci abbia scelto e ci poniamo la domanda: “Perché noi”? “Perché noi”? Ti ringraziamo, o Dio, per la tua salvezza graziosa e ti ringraziamo perché questa salvezza, anche se non possiamo comprenderla del tutto, è aperta a chiunque guardi a Cristo e creda in lui. Chiunque vuole può venire. Come tu armonizzi questo con la tua elezione sovrana è per te da comprendere e non per noi. Ma sappiamo che Gesù piange per coloro che non verranno. Ti ringraziamo e, d’altra parte, preghiamo per coloro che non hanno ancora abbracciato Cristo. Possa tu risvegliare le loro anime morte, dare vista ai loro occhi ciechi, affinché possano vedere Cristo irresistibilmente davanti a loro e correre a lui per la salvezza. Preghiamo nel suo nome. Amen.

FINE

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