Questa sera voglio parlarvi di un argomento molto, molto importante, l’argomento della Signoria di Cristo. In sé e per sé, a prescindere da qualsiasi questione, a prescindere da qualsiasi discussione teologica contemporanea nella chiesa, l’argomento starebbe in piedi da solo. Certamente trattare l’argomento della Signoria di Cristo dovrebbe essere uno studio primario per qualsiasi credente. C’è un senso in cui vorrei non doverne nemmeno parlare dal punto di vista da cui devo parlarne questa sera. Ed in un certo senso, voglio affrontare l’argomento da un punto di vista polemico, ovvero, vorrei difendere la Signoria di Cristo contro quello che ritengo esser uno degli attacchi del presente e credo che questo attacco alla Signoria di Cristo sia in corso da molto tempo. Ricordo, da ragazzo, di sentire spesso cristiani che dicevano – ho sentito predicatori oratori ed insegnanti dire cose del tipo: “Dovete riconoscere Cristo come Signore della vostra vita”, quanti di voi hanno sentito dire una frase del genere? “Dovete fare di Cristo il Signore della vostra vita”, molti di voi – infatti credo che quasi tutti hanno alzato la mano.
“Cristo è stato il mio Salvatore”, molti dicono, quando condividono la loro testimonianza, “ed ora voglio che diventi il Signore della mia vita”. Molto spesso andavamo a conferenze o ritiri, oppure dove c’era un qualche tipo d’incontro con enfasi di questo tipo e spesso le persone dicevano: “Sì, sono stato un cristiano e Cristo è stato il mio Salvatore, ma non è mai stato il Signore della mia vita”, e di solito, in sostanza, queste persone stanno cercando di spiegare come sia possibile che ad un certo punto della loro vita abbiano “accettato Cristo” come loro Salvatore senza che però nulla sia cambiato. Infatti, questa potrebbe essere un’esperienza con la quale molti di voi si possono identificare. Fate mente locale di un momento della vostra vita, quando eravate bambini o da giovani, quando avete “accettato Cristo”, preso una decisione per Cristo, e potete considerare quel momento come il momento della vostra salvezza anche se in realtà, nulla è cambiato nella vostra vita.
Siete arrivati a un altro punto della vostra vita, un punto di crisi, e forse qualcuno vi ha detto che dovevate rendere Cristo il Signore della vostra vita e l’avete fatto pensando che fosse un secondo passo, e da lì le cose sono cambiate... Ci sono persone che affermano che si può essere salvati senza però riconoscere Cristo come Signore, senza affermare che lo sia, e che potete accettarlo solamente come Salvatore. Ci sono persone, a miriadi di fatto... migliaia su migliaia, che affermano di essere state salvate in un certo momento, quando hanno preso la decisione di credere, ed in quel momento hanno ricevuto il perdono totale. In quel momento hanno ricevuto la vita eterna e non hanno offerto nulla in cambio a Dio, assolutamente nulla. Gli è stato detto che erano cristiani perché avevano preso una “decisione”, e quindi erano ansiosi, credetemi, ansiosi di adottare la nozione popolare secondo la quale si può avere Gesù come Salvatore senza però necessariamente riconoscerne la sua Signoria. Poi più avanti nella loro vita son diventati più seri e son passati, dall’esser solo cristiani, all’esser “cristiani della Signoria”... ora questa posizione è così popolare che recentemente, mentre stavo predicando ad una conferenza in una delle istituzioni cristiane principali d’America, un uomo ha parlato ogni giorno alla comunità studentesca per una settimana intera, dicendo loro, ogni giorno (come anch’io ho predicato ogni giorno), ma disse loro: “Il punto in cui diventate veramente discepoli, il punto in cui riconoscete veramente Cristo come Signore della vostra vita, di solito arriva intorno ai trent’anni”... Ed io son rimasto scioccato, per usare un eufemismo, dal fatto che avesse appena detto, in sostanza, ad un gruppo di giovani di mettere in pausa il loro impegno spirituale fino ai trent’anni. Sosteneva una posizione secondo la quale basta accettare Gesù come Salvatore. Ricevere il perdono, ricevere la garanzia Celeste e poi, si può vivere come si vuole fino a quando non si arriva, ad un punto di crisi — e si spera che arrivi più presto che tardi – in cui si arriva a riconoscere Cristo come Signore...
Ora lasciate che vi dica quanto è pervasivo questo concetto, e poi lo spiegherò più a fondo man mano che procederemo con il messaggio. E francamente, è sufficiente dire che questo si trovi alle spalle di quasi tutto l’evangelismo contemporaneo, quasi tutto l’evangelismo contemporaneo riflette questa mentalità, che si tratti di evangelismo televisivo, evangelismo per le strade, negli stadi, nelle tende, nelle chiese, qualunque tipo, la maggior parte degli opuscoli evangelistici, dei libri e cose simili si basa su questo tipo di pensiero: portare le persone a prendere una decisione. Spingere le persone in un momento preciso ad ammettere il loro bisogno e ad accettare Cristo, a ricevere Cristo, a prendere una decisione, e poi digli che quello sigillerà la loro vita eterna, e poi digli che possono essere certi di essere stati salvati e prega che un giorno futuro, lo renderanno Signore della loro vita, ma fino a quel momento, ci si può aspettare che non ci sia necessariamente alcun cambiamento nella loro vita. Infatti, nel processo di portare queste persone a prendere una decisione, si possono usare praticamente tutte le tecniche possibili. Certo, si deve parlare del Vangelo, e certamente vogliono parlare del vangelo; però vogliono anche usare una certa quantità d’emozione. C’è spesso una certa pressione aggiunta e molto spesso manipolazione, si cantano numerose strofe di canzoni melodiche con l’obbiettivo di muovere l’emozione delle persone e c’è perfino la strategia, in molte, molte di queste crociate – di questi eventi evangelistici, nei quali, alle persone viene detto che quando inizia l’invito – e questo è abbastanza comune anche nelle chiese – che certe persone vengono selezionate per iniziare a camminare lungo i corridoi per far iniziare il flusso, e quello che dovrebbero fare è iniziare a pompare la cosa così da far partire il movimento generale.
Ci sono genitori che si aggrappano al fatto che ad un certo punto nella vita del loro figlio hanno preso una decisione per Cristo, e anche se ora vivono nel peccato più grossolano e nella sfida alla legge di Dio e non riconoscono nemmeno Gesù come Signore, sono comunque salvati grazie a quella decisione perché il punto è che non l’hanno ancora riconosciuto come Signore. Mi è capitato di aver genitori che mi hanno detto: “So che mio figlio è un omosessuale. Ha scelto quello stile di vita. So che mia figlia non ha assolutamente nessun riguardo per le cose di Cristo, ma so che sono stati salvati perché mi ricordo il momento in cui hanno preso la loro decisione”. I genitori si aggrappano a questa roba qui. I coniugi stessi si aggrappano a queste cose qui in speranza del loro partner. Amici spesso si aggrappano a cose del genere nei confronti di qualcuno che amano profondamente. E questo trasmette l’idea che la salvezza sia una sorta di transazione momentanea che garantisce per sempre un certo risultato senza però trasformare la vita e senza portare al riconoscimento di Gesù come Signore della propria vita né la sottomissione della propria vita a Lui. Questo tipo di cosa si trova alle spalle della maggior parte dell’evangelismo contemporaneo. Ascoltatemi, quando mai sentite dire: “Siete disposti a dedicare la vostra vita a seguire Gesù?” Quando mai sentite dire: “Siete disposti a ravvedervi del vostro peccato e piegare le vostre ginocchia in sottomissione alla Signoria di Cristo? Siete disposti a permettere a Gesù Cristo di prendere il controllo della vostra vita come Re e Sovrano?” Quello che si sente è: “accettate Cristo, ricevete Cristo, prendete una decisione per Cristo”. Ora voglio farvi capire quanto sia serio questo problema perché credo che, in molti casi, ciò che crea è una moltitudine di persone convinte di essere salvate, ma che in realtà non lo sono.
E lasciate che vi dia un po’ più di spunti sulla questione... Una certa rivista cristiana molto popolare ha pubblicato recentemente un articolo sostenendo che la Signoria di Gesù è un argomento inappropriato da affrontare quando si testimonia ai perduti. È inappropriato parlare della Signoria di Cristo, dice questa rivista, e questa è una rivista molto, molto nota. Ma dice che, e sto citando, “Visto che la decisione di riconoscere Cristo come Signore è possibile solamente per coloro che hanno già confidato in Lui come Salvatore, la presentazione del vangelo non dovrebbe contenere nulla che comunichi la sottomissione a Cristo come Signore da obbedire”, “la presentazione del vangelo non dovrebbe contenere nulla sul tema della sottomissione a Cristo come Signore”, dice questa rivista. Non si dovrebbe nemmeno parlare di questo. Ho visto un film questo pomeriggio per la seconda volta – l’ho visto ieri per la prima volta – l’ho riguardato perché la prima volta che l’ho visto non riuscivo a credere a quello che stavo vedendo... ma è un film scritto per istruire le persone sul come condurre le persone a Cristo. Il film usa certe grafiche, propone alcune domande e poi chiede se queste sono vere o false.
Lasciate che vi dica quali erano alcune delle domande e quali fossero le risposte presentate. Nel presentare il vangelo – disse il narratore del film – nel presentare il vangelo, si dovrebbero mai porre queste domande?” Ed ecco le domande — Domanda 1: si dovrebbe chiedere: “Saresti disposto a dare il tuo cuore a Cristo?” Risposta: Falso. Non si dovrebbe mai dire una cosa del genere perché non si dovrebbe mai chiedere a nessuno di dare qualcosa a Cristo. Non si dovrebbe mai chiedere di dare la propria vita a Cristo. Si dovrebbe solamente dir loro di credere. Seconda domanda: Saresti disposto ad arrendere la tua vita a Cristo? Falso. Non si dovrebbe mai chiedere a nessuno di arrendersi in alcun modo. Terza domanda: Saresti disposto a dedicare la tua vita a Cristo? Falso. Non si dovrebbe mai chiedere a nessuno di fare una cosa del genere. Domanda numero quattro: Faresti di Cristo il Signore della tua vita? Falso. Non si dovrebbe mai chiedere a nessuno di riconoscere che Egli deve essere il Signore della loro vita. Domanda numero cinque: Sei pronto a ravvederti dai tuoi peccati? Falso. Non si dovrebbe mai chiedere a nessuno di ravvedersi dei propri peccati. Domanda numero sei: Sei disposto ad abbandonare i tuoi peccati? Falso. Non si dovrebbe mai chiedere a nessuno di fare una cosa del genere. È sufficiente, disse il narratore, chiedere: “Credi che Gesù sia morto per i tuoi peccati?” Questo è sufficiente, è sufficiente? I demoni credono e – cosa? – tremano.
Un’altra rivista cristiana ha recentemente pubblicato un articolo intitolato: “Questa cosiddetta salvezza della Signoria”, dove l’articolo inizia proponendo una domanda, questa: “è vero che una persona deve riconoscere Cristo come Signore o riconoscere Cristo come Signore è condizione per la salvezza?” E nell’articolo, lungo appena due pagine, l’autore afferma almeno dieci volte che riconoscere Cristo come Signore della propria vita non è necessario per la salvezza. E ovviamente, secondo l’autore si può accettare Gesù come Salvatore ma è una cosa che si fa in un secondo momento, è qualcosa che si fa, ma lo si fa più avanti, lo si può riconoscere come Signore, però lo si accetta prima come Salvatore e poi, più avanti, lo si riconosce anche come Signore. Lo disse dieci volte in un articolo di due pagine. E da nessuna parte nella Scrittura si afferma mai che un cristiano debba riconoscere Cristo come Signore, perché se si è cristiani, Egli è il Signore. E ci viene detto, molto esplicitamente nella Scrittura, che a meno che non riconosciamo questo fatto, ovvero che è Signore, non si può essere salvati in primo luogo, e questo è ovvio. Negare la Signoria di Cristo, negare il fatto che ci si deve sottomettere alla Sua guida, negare il fatto che si deve confessare il proprio peccato e ci si deve ravvedere, è offrire l’illusione della salvezza pensando di esserlo anche se non lo si è. Negare la Signoria di Cristo a qualcuno quando gli si offre il vangelo è una contraddizione completa. La Bibbia afferma che la salvezza è concessa solamente a coloro che riconoscono Gesù come Signore e sono disposti a sottomettere a Lui la propria vita. Dire che non si dovrebbe mai parlare di questo, che tutto ciò che una persona deve fare è credere che Gesù è morto per loro, non è affatto abbastanza.
Un autore, un autore che sta guidando la marcia contro la Signoria di Cristo, che probabilmente ha scritto — ne sono sicuro — più di chiunque altro sull’argomento e che viene citato piuttosto frequentemente nel mio libro, dice questo contro la Signoria di Cristo: “È proprio questo fatto impressionante, che il Signore non chiede alcun impegno spirituale, che distingue il vero vangelo da tutti i suoi contraffatti”, avete capito il punto? Dice: “È proprio il fatto che il Signore non chiede alcun impegno spirituale che distingue il vero vangelo da tutti i suoi contraffatti”, in altre parole, se chiedete a qualcuno di dedicare la propria vita a Cristo e di abbandonare il proprio peccato e di seguire Cristo, essendogli obbedienti, avete un vangelo contraffatto... Ora questo si che è pervasivo, amici miei, è pervasivo.
Un altro professore di seminario scrisse: “Il messaggio essenziale della buona notizia che deve essere creduto per la salvezza: 1. L’uomo è peccatore, 2. Cristo è il Salvatore, 3. Cristo è morto come sostituto dell’uomo, 4. Cristo è risorto dai morti”, questo è ciò che si deve credere per essere salvati. I fatti: l’uomo è peccatore, Cristo è il Salvatore, Cristo è morto, Cristo è risorto. Credere semplicemente, dicono, a questi fatti è tutto ciò che serve. Ora, questi dicono che se informate il non credente che Cristo ha diritto sovrano di governare la loro vita, non fate altro che – sentite qui – corrompere il vangelo. Capite la cosa? È spaventoso. Se dite ad un non credente che Cristo ha il diritto sovrano di governare la loro vita e che devono piegare le loro ginocchia al suo cospetto per essere salvati, corrompete il vangelo. Un altro autore dice, e cito: “È possibile, persino probabile, che quando un credente, fuori dalla comunione, cade in certi tipi di filosofia, se è un pensatore logico, diventerà un credente incredulo. I credenti agnostici sono comunque salvati. Sono nati di nuovo”, ascoltate qui: “Potete persino diventare atei, ma se una volta avete accettato Cristo come Salvatore non potete perdere la vostra salvezza anche se negate Dio”, fine citazione. Io non credo che si possa perdere la salvezza, ma credo con tutto il cuore che se ce l’avete davvero, non diventerete mai credenti increduli e non rinnegherete mai Dio. Gesù disse in Matteo 10: “Chi mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io li” – cosa? – “rinnegherò davanti al Padre mio”. Paolo, scrivendo a Timoteo, in 2 Timoteo 2:12 – l’abbiamo studiato recentemente – dice: “Se lo rinneghiamo”, stesso concetto, “anch’egli ci rinnegherà”. La salvezza è per sempre, ma solo se è reale. Ma ciò che questo concetto propone è che potete accettarlo come Salvatore, senza ricevere alcun cambiamento nella vostra vita, che potete persino diventare non credenti, agnostici, atei, perché la cosa non deve necessariamente cambiarvi.
Sono rimasto assolutamente scioccato nello scoprire che lo scrittore più prolifico in questo ambito afferma che se credete nel momento della salvezza, non avete mai più bisogno di credere per il resto della vostra vita, perché è solo quel momento che conta. Spaventosa come cosa. Per non parlare del sottomettersi alla Signoria di Cristo. Potreste persino diventare non credenti, agnostici, atei. Disse: “Perseverare nella fede, cioè continuare a credere, non è un fattore della vera salvezza”, non lo è? La mia Bibbia dice in Colossesi 1 che siete salvati se perseverate nella – cosa? – nella fede. Ogni chiamata all’esser veri discepoli, dicono... ogni volta che Gesù dice di lasciare padre e madre e di abbandonare tutto e di seguirlo – e questo lo dice più e più volte... Prendere la vostra croce, rinnegatevi, siate disposti a morire... se mettete la mano all’aratro e guardate indietro non siete degni di essere miei discepoli, oppure “se volete andare a seppellire vostro padre e non siete disposti a seguirmi a qualsiasi costo, non potete essere miei discepoli”, e son certo che conoscete tutte quelle chiamate al discepolato, chiamate alla morte personale, chiamate al sacrificio, chiamate a deporre la propria vita, chiamate all’obbedienza, chiamate alla sottomissione... loro dicono che tutte quelle siano l’esortazione di Gesù verso coloro che son già stati redenti al fare il secondo passo. Quindi prendono tutte le chiamate del ministero di Gesù ed invece di considerarle come chiamate d’evangelizzazione, le considerano come chiamate rivolte a persone già salvate per portarle al secondo livello. Il problema con tutto ciò è che Gesù disse: “Io non sono venuto a chiamare i giusti, ma” – cosa? – “i peccatori al ravvedimento”. Il Figlio dell’Uomo è venuto per cercare e salvare ciò che è perduto. E così, se questa è la tua posizione non fai altro che escludere il Signore Gesù dal Suo ministero evangelistico, ma vi dirò questo, non potete sostenere la posizione anti-Signoria a meno che non facciate questo con tutte quelle chiamate, perché ogni chiamata al discepolato che Gesù abbia mai fatto era così forte.
Quindi Gesù in realtà non sta mai evangelizzando, sta solamente chiamando i cristiani a passare al secondo livello ed a riconoscerlo come Signore, e così si scarta l’intento evangelistico del ministero del nostro Signore e si ignora il fatto che Egli è venuto per cercare e salvare i perduti. E questo risale, per esempio, alla Teologia Sistematica di Lewis Sperry Chafer, ex presidente del Seminario di Dallas, in cui dice, nel Volume 3 a pagina 385: “Imporre come condizione aggiuntiva per la salvezza il bisogno di arrendere la propria vita a Dio è del tutto irragionevole. La chiamata di Dio ai non salvati non è mai detta essere alla Signoria di Cristo”, fine citazione. La chiamata di Dio ai non salvati non è mai detta essere alla Signoria di Cristo? Un altro autore arriva alla sorprendente conclusione che “è una perversione del vangelo quella d’invitare i perduti a ricevere Gesù Cristo come Salvatore e Signore”, ora questo esiste da molto tempo. Sto citando fonti che sono piuttosto datate. Ma non ha mai raggiunto la pervasività, la diffusione che ha raggiunto al giorno d’oggi, e penso che in parte forse la cosa si sta cristallizzando, forse perchè io stesso sto sollevando un po’ di più la questione. Ma deve essere portata alla luce. Un altro autore, scrivendo in una rivista chiamata Vivere con confidenza (Confident Living), che è la rivista di Tornando alla Bibbia (Back to the Bible), disse: “Presentare Cristo come Signore ad un non cristiano è aggiungere all’insegnamento scritturale sulla salvezza”, questo in sostanza è quello che si sta affermando.
Non è necessario nessun ravvedimento dal peccato, nessun cambiamento conseguente nello stile di vita; nessun impegno, nessuna resa a Cristo è necessaria. E che dire di: “Se uno è in Cristo è una nuova creatura. Le cose vecchie sono passate, ecco, sono diventate nuove”, vi dirò una cosa che mi ha colpito l’altro giorno, che mi ha portato ad aggiungerlo al libro che era già finito, ma dovevo... 1 Pietro 2:7 dice: “Per voi dunque che credete Egli è prezioso”, avete mai pensato a quel versetto? Ve lo devo chiedere, se sei cristiano, è Cristo prezioso per te? E per coloro che credono, Egli è – cosa? – prezioso, è prezioso. Cosa significa? Prezioso, costoso, altamente stimato. Questa è la Sua Signoria. Egli è prezioso per il vero credente. Ora, le conseguenze di tutto questo – e potrei tirarla per le lunghe perchè ci sono così tante altre cose da dire e così tante altre illustrazioni – ma le conseguenze di tutto questo sono dottrine difettose. Le conseguenze di tutto questo sono una salvezza che è meno di ciò che la Parola di Dio insegna. Il vangelo moderno è vago. Il vangelo moderno offre false speranze a peccatori che, in un momento, vogliono approfittare del perdono, che vogliono garantirsi il Cielo per il futuro continuando a vivere come vogliono. E poi forse più avanti si dedicheranno a Cristo come Signore – se mai lo sapranno – e ovviamente non dovrebbero saperlo, perché nessuno dovrebbe mai dirglielo. Ma volete sapere qual è l’effetto di questo pensiero? 1,2 miliardi di persone si definiscono “cristiane”. Ci credete? Ci credete che 1,2 miliardi di persone nel mondo siano cristiane? Il sondaggio Gallup afferma che un terzo degli americani affermano d’esser cristiani. Sapete cos’è che mi dice questa statistica? Che Milioni di persone sono ingannate. Milioni di persone sono ingannate. Uno di questi autori disse: “Se accettiamo il fatto che si debba prendere Gesù come Signore per essere salvati, allora solamente poche persone sarebbero veramente salvate!” – con il punto esclamativo. Ah, ma non è esattamente questo quello che ha detto Gesù? Che “La porta è stretta e” – cosa? – “pochi sono quelli che la trovano”. Un altro autore disse, per esempio, che la lista di Paolo dei peccatori gravi e dei loro vizi, in 1 Corinzi 6:9-10: “Non sapete che gli ingiusti non erediteranno il Regno di Dio? Non vi ingannate: né i fornicatori, né gli idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né gli omosessuali, né i ladri, né gli avari, né gli ubriaconi, né gli oltraggiatori, né i rapinatori erediteranno il Regno di Dio”, e dice che tutti quelli sono credenti, son tutti cristiani che non erediteranno il Regno. Entreranno nel Regno, ma non l’ereditano. Cosa significa? Non lo so. Le persone di primo livello ci vanno, le persone di secondo livello lo ereditano. Quindi immagino ci sia un quartiere più povero nel Regno per il gruppo del primo livello.
Aggiunge anche che la descrizione di quelle persone di Galati 5, dove si dice: “Le opere della carne sono fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregoneria, inimicizie, discordia, gelosia, ire, contese, divisioni, sette, invidie, ubriachezze, gozzoviglie”, e cose simili... Le persone che fanno queste cose, praticandole, non erediteranno il Regno di Dio”, e lui disse che anche quelle sono cristiane, ma che semplicemente non erediteranno il regno. In altre parole, l’idea generale è quella di fare spazio a persone che hanno preso una certa decisione, coloro che ad un certo punto nel passato hanno fatto qualcosa, hanno accettato, hanno creduto, o quello che sia – e nella loro vita non è mai cambiato nulla, e vogliamo che siano tutti salvati. Allora potremmo chiederci, ma da dov’è che viene tutto questo? Perché le persone ci credono? Ed io penso che ci siano due ragioni. È davvero nato tutto da una grande preoccupazione per la grazia. Volevano che la grazia fosse così piena di grazia che... proprio come disse un autore: “Se sfidate Dio a salvarvi, dovrà farlo perché Dio è così ricolmo di grazia”, volevano che la grazia fosse così piena di grazia che se in un qualsiasi momento, un qualsiasi peccatore avrebbe detto di credere, Dio l’avrebbe immediatamente salvato e salvato per sempre, a prescindere da qualsiasi altra cosa.
E la seconda cosa è che penso che il movimento moderno sia nato perché le persone hanno cercato di sviluppare una teologia per salvare coloro che son morti nell’incredulità perché un tempo hanno preso una decisione. Più persone respingono la dottrina dell’inferno per cercare di tirare fuori i propri parenti dall’inferno che per un qualsiasi vincolo teologico. E voi potreste dire: cosa intendi dire? Intendo che le persone che tendono a negare l’inferno eterno sono quelle che non vogliono ammettere che qualcuno che amano sia lì. Quindi vogliono negare la stessa dottrina così da poterli “tirare fuori da lì”, per lo meno nella loro mente, e lo stesso vale per questa dottrina. Penso che anche questa nasca dalla confusione su quelle persone che una volta hanno preso una decisione e poi hanno vissuto una vita che ha negato tutto ciò che, in teoria, avevano deciso di riconoscere, e quindi vogliono assicurarsi che siano salvate per l’eternità; quindi, hanno sviluppato una teologia che le accolga comunque nel Regno. Ci sono, solo che non lo erediteranno – qualunque cosa significhi... È per questo che uno dei libri si chiama, Gli Affamati Ereditano. E quindi, così, le Beatitudini sono solamente per quei cristiani di secondo livello. Il resto dei cristiani non erediterà il regno, quelli di secondo livello invece lo erediteranno. Possiedono alcune cose che le persone di primo livello non hanno.
Questo è anche stato descritto come il “cristiano carnale”, cioè colui che ha fatto una decisione per la salvezza, ha ricevuto il perdono, ha ottenuto la garanzia del Cielo, e poi però vive una vita totalmente disordinata con sé stesso ancora sul trono. C’era un opuscoletto che Campus Crusade distribuiva dove c’era un cerchio con un sacco di caos ed il sé sul trono in riferimento all’uomo naturale, non rigenerato. Il secondo cerchio aveva ancora del caos con il sé sul trono della vita e poi lo Spirito Santo incluso nel cerchio, e questo era quello salvato, lo Spirito Santo è presente però non è al comando. Il terzo cerchio aveva un ordine perfetto nella vita, un piccolo trono, e lo Spirito Santo sul trono, ed il sé, in un angoletto da parte, e quello è il cristiano spirituale. Quindi si rifletteva una categoria di persone che sono salvate ma che governano comunque la propria vita. E la loro vita è in caos totale. Niente è stato davvero trasformato. E la cosa riflette lo stesso caos del primo cerchio del non rigenerato, tranne che lo Spirito Santo si trova all’interno da qualche parte – ma non ha alcun controllo su nulla, e quella è la stessa idea. Quelle sono le persone che non ereditano il Regno, sono le persone che, in questa posizione particolare, non hanno fatto di Cristo il Signore.
Quindi la tipica chiamata alla salvezza suona un po’ così: “Accetta Gesù! Invita Gesù nel tuo cuore! Prendi una decisione! Credi”, e sembra che sia tutto lì. Ora, tutte queste sono idee e concetti biblici. Non è che in sé stessi siano delle menzogne, è solo che sono incompleti. Sentiamo persone dire: “Devi pregare per ricevere Cristo”, e poi dicono a coloro che recitano quella preghiera: “Ora puoi essere certo di essere stato salvato”, e gli danno un piccolo foglio di conferma senza parlare del tipo di invito che Gesù avrebbe proposto, come il: “Seguimi. Rinuncia a tutto. Deponi la tua vita. Sottomettiti alla mia autorità. Allontanati dai tuoi peccati. Ravvediti. Obbedisci”, nelle prossime tre settimane parleremo delle tre aree principali. La Bibbia parla di questa questione. Qual è l’essenza della fede salvifica? Ne parleremo. Qual è la natura del vero ravvedimento? E cosa significa essere discepoli? E tratteremo questi temi in dettaglio. Stasera voglio solamente presentarvi l’argomento. Queste sono davvero le posizioni che abbiamo chiamato “il credere facile” son relazionate a coloro che vogliono assicurarsi che la salvezza sia semplicemente e facilmente una questione di riconoscere Gesù come Salvatore. Un altro sostenitore di questo, in una rivista teologica, scrisse questo: “È eresia sostenere la posizione che per la salvezza una persona debba confidare in Gesù come Salvatore dal peccato e debba anche impegnarsi con Cristo come Signore della sua vita, sottomettendosi alla Sua autorità sovrana”, è eresia credere a questo, dice.
Non vogliono la parola impegno. Non vogliono la parola resa. Vogliono solo le parole appropriarsi, credere e ricevere. Un pastore locale della nostra zona, molto conosciuto, con un ministero veramente efficace, disse: “La fede salvifica non è l’impegno della propria vita al Signore”, fine citazione. Insegnano che i veri credenti possono cadere nell’apostasia. Possono allontanarsi completamente dalla fede. Guardate a Marco capitolo 8 versetto 34: “Convocata la folla con i suoi discepoli, disse loro: ‘Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinunci a sé stesso, prenda la sua croce e mi segua. Colui che vorrà salvare la propria vita la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo la salverà. Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde l’anima sua?’” Ascoltate, questo è un invito ad un non credente, non un cristiano al secondo livello. Sta parlando a qualcuno che, se non agisce, perderà – cosa? – La sua anima. Cos’è che può dar un uomo in cambio della sua anima? “Colui che si vergognerà di me e delle mie parole in questa generazione adultera e peccatrice, deve sapere che anche il Figlio dell’Uomo si vergognerà di lui”, se avete vergogna di Cristo, Egli avrà vergogna di voi. Ma loro dicono che questo sta parlando a cristiani carnali, cercando di portarli al livello successivo d’impegno verso la Signoria di Cristo, ma non è così, sta parlando di persone che, se non lo fanno, perderanno la propria anima eterna. Bene, ci sono così tante altre illustrazioni che si potrebbero offrire. Uno degli autori, scrivendo sull’offerta del vangelo in Giovanni, disse – ricordate quando, parlando con Nicodemo in quel terzo capitolo, Gesù parla del serpente innalzato, e chiunque guardava al serpente veniva guarito, e se il Figlio dell’Uomo è innalzato e le persone guardano a Lui saranno perdonate e così via? E Dio – questo viene detto nel vangelo di Giovanni più avanti, e poi in quel capitolo parla del fatto che Gesù offre a Nicodemo la verità della nuova nascita.
Versetto 14: “E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’Uomo; affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna”, e loro dicono: vedete, tutto quello che dovete fare è “guardare e credere”, solo “guardare e credere”, solo “guardare e credere”. Citando uno di loro, disse questo: “Non c’è alcuna idea d’impegno della vita, nessuna questione sulla condotta di Colui che guarda, nessuna possibilità di resa all’oggetto della posizione”, solamente “guardare, credere”, fine della storia. Poi vanno a Giovanni 4, dove c’è la donna al pozzo, e dicono che tutto ciò che Gesù disse fu: “Bevi”, “Bevi”, però ciò che dimenticano è che quando la donna disse: “Dammi di quest’acqua, affinché non abbia più sete”, Egli non gliela diede. Iniziò a parlarle del suo – cosa? – del suo peccato. C’era ancora qualcosa da affrontare. In Matteo capitolo 13 versetto 44, la parabola è molto simile: “Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto in un campo; che un uomo, trovato, lo nasconde; e per la gioia che ne ha, va, vende tutto quello che ha, e compra quel campo”, e poi l’altra parabola: “Il regno dei cieli è simile a un mercante che cerca perle preziose; e, trovata una perla di gran valore, va, vende tutto quello che ha, e la compra”, una parabola molto semplice. Un uomo ha trovato qualcosa di prezioso ed ha venduto tutto ciò che aveva per prenderla. E sta parlando della salvezza. Un uomo inciampa sul campo. Un altro l’ha cercato per tutta la vita. Entrambi l’hanno trovato e quando la trovarono hanno venduto tutto quello che avevano per ottenere quel tesoro. È un’immagine dello scambio: “Rinuncio a tutto ciò che sono per tutto ciò che Egli è”.
E cosa ne faremo di questa parabola? Beh, se volete sostenere una salvezza senza Signoria, e se volete credere che non dovete rinunciare a nulla, non potete accettare questa parabola come un pagano o un uomo non salvato che rinuncia a tutto ciò che è per ricevere tutto ciò che Cristo offre. Quindi la interpretate in questo modo: la cosa sepolta nel campo è la chiesa, la persona che la compra è Cristo. Così, la parabola, tipicamente secondo i dispensazionalisti, è stata interpretata con Gesù alla ricerca della chiesa, dà tutto sulla croce per acquistare la chiesa. Il problema con quest’interpretazione è che il tesoro si trovava nel campo e la perla era di gran valore, e sfido chiunque a stabilire che le persone non rigenerate di questo mondo, per le quali Cristo è morto, valessero qualcosa. Inoltre, mi sembra un trattamento di questo passo piuttosto oscuro. Un altro autore a noi molto familiare, che ha anche curato una Bibbia da studio molto popolare ed utile, disse: “I cristiani possono escludere Dio dalla loro vita e vivere secondo la vecchia natura”, è lo stesso tipo d’idea e tutto questo si oppone all’insegnamento chiaro della Scrittura. Fraintendono la grazia. Cercando di accomodare, credo, i propri cari che si sono allontanati. Vogliono far entrare più persone in cielo, quindi vogliono allargare il vangelo. Ma non è in linea con la Scrittura. Non è in linea. Non è ciò che insegna la Bibbia.
Sotto tutte le chiamate alla salvezza nella Scrittura, c’è la Signoria sovrana e autoritativa di Cristo e deve essere riconosciuta. Voglio dire, come mi sentirei io, come pastore, se dovessi dirvi: “Ora so che alcuni di voi sono solamente al primo livello e non avete ancora riconosciuto Cristo come Signore; quindi, non ho nulla da dirvi perché state semplicemente facendo quello che volete. Ma per coloro invece che sono arrivati al secondo livello, dovete rafforzare il vostro impegno. Dovete vivere quell’impegno”, ovviamente non avrebbe senso. Quando date il vostro cuore e la vostra anima a Cristo e vi siete sottomessi ed avete piegato le vostre ginocchia davanti a Lui con una salvezza sottomessa e avete ceduto la vostra vita a Lui, tutto sotto la potenza e lo Spirito di Dio, avete iniziato una vita nella quale Egli è Signore, e progressivamente la vostra vita stessa dovrebbe dimostrare quell’obbedienza alla Sua Signoria.
Nel libro di Atti troviamo la predicazione apostolica della croce. Nel libro di Atti abbiamo il modello di predicazione per tutti i secoli della vita della chiesa dove novantadue volte nel libro di Atti Gesù viene chiamato Signore, due volte Salvatore. Dominantemente, Egli è il Signore, è Signore. La Signoria era il cuore stesso della predicazione del vangelo nella chiesa primitiva. Il cuore stesso di quella predicazione era l’affermazione della Sua Signoria. Pietro lo dice già in Atti 2: “Ed avverrà che chiunque invocherà il nome del” – chi? – “del Signore”, “del Signore”, non c’è alcun dubbio. È assolutamente ovunque nella Scrittura, “Credi nel Signore Gesù”, Atti 16:31 al carceriere di Filippi, “e sarai salvato”, “sarai salvato”. In Giovanni, voglio che notiate il capitolo 3, versetto 36, ascoltate qui, “Chi” – seguite questo pensiero, ok? “Chi crede nel Figlio ha vita eterna”, ascoltate qui: “Ma chi non ubbidisce al Figlio non vedrà la vita”, quindi, credere è legato a – cosa? – all’ubbidienza, sono inseparabili, assolutamente inseparabili. In Romani capitolo 10, versetto 9: “Se confessi con la tua bocca che Gesù è” – cosa? – “il Signore, e credi nel tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato”. Versetto 12: “Poiché non c’è distinzione tra Giudeo e Greco, perché lo stesso Signore è il Signore di tutti”. Versetto 13: “Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato”, è Signore, e la Signoria implica che è sovrano. Implica che è al comando.
Se ripercorrereste i vangeli e di fatto tutto il Nuovo Testamento, trovereste affermazione dopo affermazione della Sua Signoria. Mi viene in mente il capitolo 14 di Romani versetto 9: “Per questo infatti Cristo è morto ed è tornato in vita, per essere” – cosa? – “il Signore”, è il Signore. La prima evangelizzazione al di fuori di Israele Atti capitolo 10, versetto 36: “La parola che Egli ha mandato ai figli d’Israele, annunziando per mezzo di Gesù Cristo la pace – Egli è il Signore di tutti”... Ora, alcuni dicono: “Sì, sì, ma Signore significa divinità. Si riferisce semplicemente alla sua divinità. Significa solo Dio”, “non significa padrone sovrano. Non implica obbedienza. Non implica resa. Non implica sottomissione. Significa solo divinità. Bisogna solo credere che Gesù è Dio. Non bisogna sottomettersi a Lui”. Infatti, un autore disse che se si traduce il termine Kurios, Signore, con riferimento all’esser padrone sovrano, si priva la chiamata alla fede nella Sua divinità... il che è ridicolo, si potrebbe dire Signore ed intendere sia divinità che padrone sovrano, è una caricatura, non è affatto così, non è necessario eliminare il concetto di divinità dalla parola Signore solo perché implica l’idea di padrone sovrano. Signore si riferisce alla sua divinità. Signore significa che Gesù è Dio, ma Dio significa che Egli è al comando.
Un giorno stavo pranzando con qualcuno che sostiene questa posizione e lui disse: “Credo che Kurios significhi semplicemente che Gesù è Dio”, al quale risposi: “Va bene, son d’accordo, mi sta bene. Kurios significa che è Dio. Lasciami fare una domanda. Cosa significa essere Dio? Significa che sei al comando? Se non significa che sei al comando, allora non significa Dio”. Non si guadagna nulla con quella presa. Se è Dio è al comando. Se è divinità, è sovrano. Non può significare meno di questo. Tommaso l’ha riconosciuto. Cos’è che disse quando vide Gesù Cristo dopo la risurrezione? “Mio Signore e mio Dio” – cosa pensate che intendesse dire? Come pensate che abbia usato la parola “Signore”, per riferirsi alla sua divinità? Ok, quindi disse: “Mio Dio e mio Dio?” No. “Dio” riconobbe la sua divinità, e “Signore”, cosa? – la sua sovranità. Intrinseco al termine è l’autorità, il dominio, il diritto di regnare, il diritto di comandare, l’obbligo di essere creduto ed obbedito. In 1 Timoteo 1:16 ci viene detto: “Ma per questo mi è stata fatta misericordia, affinché Gesù Cristo mostrasse in me, per primo, tutta la Sua pazienza, per esempio a quelli che per fede sarebbero venuti a Lui per la vita eterna. Al Re eterno, immortale, invisibile, all’unico Dio...” Voglio dire, chi è l’unico Dio? Il Re, è il Re. La persona che vive in ribellione contro questo fatto senza riconoscerlo come Signore, non Lo afferma come Signore, non si sottomette a Lui e quindi non può essere salvato.
E poi dicono questo: “Sì”, però dicono, “ma MacArthur, quello che stai insegnando è una salvezza per opere”, dicono: “Vedi, stai dicendo che prima che una persona possa ricevere la grazia della salvezza, deve, di propria iniziativa, riconoscere Gesù come Signore, e nessun essere umano morto, morto nel peccato, potrebbe mai farlo. Quindi stai postulando una salvezza distorta. Devi ravvederti di quest’errore. Devi riconoscere che Gesù è il Signore, e poi puoi essere salvato”, no, non sto dicendo questo. Non sto affatto dicendo questo. Vi dirò cosa sto affatto dicendo questo, sto semplicemente dicendo quello che dice la Bibbia, e quello che dice la Bibbia in 1 Corinzi 12:3 è piuttosto chiaro: “Perciò vi faccio sapere che nessuno che parla per lo Spirito di Dio dice: ‘Gesù è anatema.’” Ora ascoltate bene questa: “E nessuno può dire: ‘Gesù è il Signore,’ se non per mezzo dello” – cosa? – “dello Spirito Santo”. Il pentimento non è un’opera umana. È un’opera che compie Dio. Ora, quello che stiamo dicendo è che quando Dio salva qualcuno, gli concede il ravvedimento. Gli concede, mediante il Suo Spirito, l’affermazione che Gesù è il Signore. Ora parleremo di questo in dettaglio, ma voglio che comprendiate la questione.
John Flavel, il puritano inglese del XVII secolo, scrisse: “L’offerta evangelica di Cristo include tutti i suoi uffici. Una fede evangelica lo riceve così com’è: per sottomettersi a Lui così come per essere ricevuti da Lui, per imitarlo nella santità della Sua vita così come per beneficiare degli acquisti e frutti della Sua morte. Deve essere un ricevere completo del Signore Gesù Cristo”. A.W. Tozer, a cui tanti di noi sono debitori per i suoi scritti meravigliosi, scrisse – e cito: “Spingere uomini e donne a credere in un Cristo diviso” – cioè come Salvatore ma non Signore – “è un cattivo insegnamento, perché nessuno può ricevere metà di Cristo, o un terzo di Cristo, o un quarto di Cristo. Non siamo salvati credendo in un ufficio o in un’opera”. Cosa intendeva dire? Siamo salvati credendo in una Persona; la pienezza di tutto ciò che Egli è, così come di ciò che ha fatto. Per vedere chiaramente la questione, davvero chiaramente, dobbiamo guardare solamente ad un’illustrazione in Matteo 19, e concluderò con questo, ok? E voi la conoscete bene. L’abbiamo già vista insieme.
In Matteo 19:16, troviamo la migliore illustrazione dell’evangelizzazione di Gesù. Versetto 16: “Uno si avvicinò a Lui e disse: ‘Maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?’” Come posso ricevere la vita eterna? E questa è la domanda, vero? Come posso ricevere la vita eterna? Gesù disse: “Perché m’interroghi su ciò che è buono? Uno solo è buono. Se vuoi entrare nella vita” – fai cosa? – “Osserva i comandamenti”. È forse la risposta giusta? È la risposta giusta? Se qualcuno venisse da voi e vi chiedesse: “Cosa devo fare per ricevere la vita eterna?”, rispondereste forse: “Osserva i comandamenti”? Direste: “No, quelle sono opere, sono opere, sono opere”, perché mai Gesù rispose così? Perché non disse: “Oh, credi, accetta, prendi una decisione”, in un momento, credi. No, disse: osserva i comandamenti. E lui disse: “Quali?” versetto 18, Gesù rispose: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza. Onora tuo padre e tua madre. Ama il tuo prossimo come te stesso”, scelse la seconda metà del Decalogo, dei dieci comandamenti, e non si riferiva solamente all’aspetto esteriore della cosa ma anche a quella interiore perché secondo le parole di Gesù stesso nel Sermon sul Monte, “Qualunque cosa la legge dice, lo dice non solo in riferimento all’azione dell’uomo, ma anche alla sua mente”.
Quindi disse: “osserva i comandamenti”, al che il giovane disse: “Tutte queste cose le ho osservate. Che mi manca ancora?” Vedete, sta dicendo: per quanto riguarda la mia vita, eh... sono perfetto. Non uccido. Non odio nessuno. Non ho mai commesso adulterio. Non ho mai nemmeno avuto un pensiero malvagio a riguardo. Non ho mai rubato. Non ho mai nemmeno desiderato possedimenti altrui. Non ho mai mentito. Non ho mai nemmeno pensato di mentire. Ho onorato perfettamente mio padre e mia madre per tutta la mia vita ed ho amato tutti quanto amo me stesso... Bugiardo! Ascoltatemi bene, se la salvezza fosse una questione di credere a dei fatti e afferrarli per ricevere perdono ed il cielo, Gesù avrebbe detto: “Ecco i fatti, credi”. Ma quello che gli disse è che la prima cosa che devi fare è riconoscere il tuo cosa? Il tuo peccato e ravvederti, e lui non volle farlo. Non volle farlo.
Gesù allora gli disse: “Va bene” – versetto 21 – “se vuoi essere perfetto, se vuoi entrare nel Regno di Dio, và, vendi i tuoi beni, dalli ai poveri, così avrai un tesoro in cielo e poi vieni e” – fai cosa? – “seguimi”. Il primo test è: sei disposto ad ammettere il tuo peccato? Il secondo test: Sei disposto a sottometterti alla mia Signoria? Ed il primo comando che ti do è: vendi tutto ciò che hai e dallo ai poveri e voi potresti dire: si viene forse salvati facendo questo? No, ma si dimostra se siete disposti a seguire i comandi di Cristo. E infatti disse: non voglio la vita eterna a quel prezzo, e se ne andò rattristato perché possedeva molte ricchezze. Prese le sue ricchezze, le possedette e così facendo, tragicamente si guadagnò l’inferno. Gesù voleva che due cose fossero chiare per quel giovane. Quando desideri entrar nel regno, quando vuoi la vita eterna, non la ricevi così facilmente come quanto è semplice prendere una decisione, credere in alcuni fatti. Deve esserci un riconoscimento ed un abbandono del peccato, e deve esserci una disponibilità a sottomettersi alla Sua autorità, anche se ti chiede di fare la cosa più difficile della tua vita: di rinunciare a ciò che ami di più. Per cui stabiliamo questo in primis, la profondità del proprio peccato; e, numero due, l’altezza della mia sovranità. Quella era la questione. E l’uomo se ne andò. E questa è un’illustrazione molto, molto lucida. Quando venite a Cristo e siete veramente salvati, lo Spirito di Dio agirà sul vostro spirito e voi chiamerete Gesù – cosa? – Signore!
La prossima volta esamineremo all’essenza della fede salvifica: cos’è e come opera. Preghiamo insieme. Grazie, Padre, per il nostro tempo di questa sera nella Tua Parola. Conferma queste verità nei nostri cuori e aiutaci, Signore, ad annunciare correttamente la Tua verità salvifica affinché le persone non siano ingannate, ma che possano essere salvate. Per amore di Gesù, Amen.
FINE
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