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Ebbene, quelli di voi che sono stati con noi nelle ultime settimane sanno che abbiamo fatto una piccola digressione dalla nostra esposizione di 2 Corinzi. Avendo concluso il capitolo 7, che è la prima grande sezione dell’epistola, ed essendo pronti a iniziare i capitoli 8 e 9, ho deciso di fare una digressione per alcune settimane, per così dire, preparando il terreno per ciò che studieremo nei capitoli 8 e 9. Riguardano il dare cristiano: dare il nostro denaro al Signore, per il regno, al popolo di Dio, per adempiere gli scopi del regno.

Ma prima di entrare nell’ambito del dare, volevo parlare di una visione biblica del denaro. Perciò, nelle ultime settimane questo è stato il nostro tema e ho semplicemente parlato di alcune delle cose molto importanti che la Bibbia dice riguardo al denaro. Questa mattina concluderò questa serie introduttiva e la settimana prossima entreremo nel vivo. La settimana prossima entreremo nel capitolo 8 e, credetemi, il meglio deve ancora venire. Quello che imparerete nella prima parte del capitolo 8 è così meraviglioso, così arricchente e così benedetto che so che i vostri cuori saranno grandemente incoraggiati quando domenica prossima entreremo nel testo.

Ma per questa mattina, giusto per completare in qualche modo la nostra prefazione o la nostra introduzione a questi capitoli, torniamo al tema di una visione biblica del denaro. Questa settimana ho letto qualcosa sulla predicazione. E devo concludere, in tutta sincerità, che, dopo aver letto diverse definizioni della predicazione nel materiale che stavo leggendo, suppongo che, secondo la definizione della maggior parte delle persone, ciò che farò questa mattina non possa definirsi predicazione.

Assomiglia piuttosto a una conferenza, a un seminario, a una lezione biblica o a una lezione di scuola domenicale. E questo perché ciò che farò sarà semplicemente passare con voi in rassegna molti passi della Scrittura che, per così dire, completano ciò che non abbiamo ancora detto su tutto questo argomento del denaro. Quindi, se volete, mettetevi comodi e immaginate che siamo insieme a un seminario o semplicemente seduti a conversare sulla Parola di Dio, e lasciate che condivida con voi alcune delle ultime cose che ritengo importanti per noi mentre poniamo un fondamento per i sermoni che verranno.

Abbiamo parlato della dimensione morale del denaro. Cioè, abbiamo parlato del fatto che il denaro rivela l’impegno morale di una persona, la sua vita spirituale. È un buon indicatore del vostro carattere e della vostra spiritualità. Dunque abbiamo parlato della dimensione morale del denaro. Poi abbiamo parlato dell’amore per il denaro. La Bibbia è chiara: non dobbiamo amare il denaro, perché l’amore per il denaro è radice di ogni sorta di mali. Non dobbiamo fare del denaro il nostro dio. Dobbiamo adorare il vero Dio. Non dobbiamo riporre la nostra fiducia nel denaro. E abbiamo esaminato tutto questo.

Poi abbiamo cominciato a parlare di come procurarsi il denaro. E la settimana scorsa abbiamo osservato con voi che Dio ha fatto un mondo ricchissimo e ha dato all’umanità una straordinaria capacità di attingere alle sue ricchezze e metterle a frutto per la propria gioia e il proprio benessere. Dio vuole che godiate delle Sue ricchezze. Ci ha dato riccamente ogni cosa perché ne godessimo. Ricordate, Egli guardò la Sua creazione e disse che era molto buona. Ci ha posti al suo vertice, ce l’ha data perché la usassimo, ed Egli si compiace quando noi ci dilettiamo e gioiamo della bontà e della ricchezza di tutto ciò che Egli ha fatto.

Dio non vuole che siamo poveri, altrimenti ci avrebbe creati e messi sulla luna, dove in realtà non c’è molto di cui godere o con cui arricchirsi. Ci ha posti su questa terra, che possiede ricchezze quasi illimitate. È dunque Dio che ci dà la capacità di procurarci ricchezza. Ed Egli vuole che ne godiamo e che ce ne dilettiamo. E così facendo, dobbiamo renderGli grazie, darGli gloria, riconoscerLo come la fonte di tutto. Dobbiamo assicurarci di non abusarne per appagare le nostre passioni, assicurarci di non far inciampare gli altri con la nostra stravaganza e, in ogni cosa, essere generosi e pronti al sacrificio nel donare le nostre ricchezze e condividerle con gli altri.

Dunque, abbiamo parlato del fatto che Dio desidera che ci procuriamo delle ricchezze. Nell’Antico Testamento c’erano molte promesse in cui il Signore arrivava perfino a dire: “Se Mi onori, ti renderò ricco; riverserò su di te la Mia benedizione temporale”. E ripeterà la stessa cosa quando arriveremo a 2 Corinzi capitolo 9; la vedremo proprio lì.

Dio dunque vuole che ci procuriamo denaro, ricchezze, tesori e beni di cui possiamo godere e, godendone, glorificare Lui e ringraziarLo per il Suo amore, la Sua grazia, la Sua bontà e la Sua generosità, comprendendo che tutta la ricchezza di questo mondo è soltanto un’anticipazione del cielo e dovrebbe accrescere in noi il desiderio di essere nelle glorie del cielo, che superano di gran lunga qualsiasi cosa nella magnificenza di questo mondo creato.

Ora, l’ultima volta vi ho detto che, anzitutto, ci sono due modi in cui possiamo procurarci il denaro che Dio vuole che abbiamo. Primo, mediante doni, e secondo, mediante investimenti. Ricordate, c’è più gioia nel dare che nel ricevere e, quindi, quelli che ricevono benedicono quelli che danno. E le eredità, i doni che vengono dagli amici e così via sono un modo meraviglioso mediante il quale Dio ci permette di godere della benedizione. Non finisco mai di stupirmi di come la bontà si manifesti nei miei confronti attraverso il popolo di Dio, ancora e ancora e ancora.

Perfino questa settimana mi è arrivato un altro dono da una chiesetta davvero piccolissima. Non sempre lo sapete, ma di tanto in tanto, durante la settimana, vado in qualche piccola congregazione e predico in un giorno feriale. E credo che in quella congregazione ci fossero 60 o 70 persone. E quando la riunione finì, avevamo trascorso un tempo meraviglioso nella Parola di Dio. Probabilmente parlai per un’ora e dieci minuti, e loro ascoltarono attentamente con le Bibbie aperte, e trascorremmo davvero un tempo prezioso.

Ed è una chiesa molto piccola. La chiesa, tra l’altro, era piena. Non era rimasto nessun posto e c’erano 60 o 70 posti a sedere. E quando tutto fu finito dissero che volevano darmi un’offerta in segno d’affetto. Io dissi: “Guardate, preferirei che non lo faceste”. Ma insistettero, e questa settimana mi mandarono un assegno; era di una cifra così alta e così generosa che chiamai il pastore e dissi: “Non posso riceverlo, non posso accettarlo; ne avete bisogno voi, la vostra piccola chiesa”.

Lui disse: “No, questo è l’amore della nostra gente e ti viene mandato nel nome di Cristo perché ti amiamo”. E così mi umiliai e dissi: “Lo accetto, ma ora sono profondamente in debito con voi, spiritualmente, e ho bisogno di un modo per saldare questo debito”. Loro dissero: “Bene, ti rivogliamo qui. Potresti venire in questa data, questa data, questa data?” Verrò, verrò, sapete. Ma questo è uno dei modi in cui siamo benedetti, non è vero? Mediante i doni di coloro che ci amano e che ci esprimono quell’amore.

E un secondo modo che abbiamo indicato è mediante gli investimenti. Gesù disse che avreste dovuto mettere il vostro denaro in banca e ricavarne degli interessi. E gli investimenti saggi sono modi molto utili per accrescere la ricchezza che Dio ha provveduto in questo mondo. Ma questi non sono i modi principali. Ora voglio arrivare alle questioni principali per quanto riguarda la gestione del denaro e il modo in cui procurarselo. E sono molto semplici. Numero uno: lavorare, lavorare. Un modo molto importante per guadagnare denaro, non necessariamente il più popolare. Ma il modo principale per ricevere denaro è lavorare per ottenerlo. In Esodo capitolo 20, versetto 9: “Per sei giorni lavorerai e farai ogni tuo lavoro”. E ciò che sta dicendo è che non lavorate più di sei giorni, perché quel giorno deve essere messo da parte per l’adorazione del Signore. Lavorate semplicemente sei giorni.

Infatti, in Efesini 4:28 dice: “Chi rubava non rubi più, ma lavori, si affatichi con le proprie mani”. Questo è il dono di Dio per noi. Sei giorni di lavoro, un giorno di riposo. Questa è la formula della Genesi, questa è la formula dell’Esodo. In altre parole, svolgete tutto il vostro lavoro nell’arco di sei giorni e trascorrete un giorno concentrandovi sul Signore. Lavorate sodo; è un dono di Dio per voi. Vi aiuta ad avere rispetto di voi stessi. Vi permette di usare i vostri talenti, le vostre capacità umane e i vostri doni. Vi permette di essere produttivi. Vi impedisce di restare oziosi, sprecare il vostro tempo e cadere in ogni sorta di tentazioni e peccati che vengono a coloro che stanno in ozio. Dobbiamo lavorare.

Purtroppo, la maggior parte delle persone, anche se non tutte…la maggior parte delle persone che si trovano in difficoltà finanziarie vi si trovano perché non sanno lavorare. Molte persone che sono perennemente senza soldi sono anche cronicamente indolenti. Non sono disposte a lavorare. Ma, fondamentalmente, Dio ci ha creati per lavorare, per lavorare. E l’uomo, naturalmente, secondo il disegno di Dio, è il principale sostegno economico; la donna viene al suo fianco per assistere e aiutare e, ovviamente, dedica una parte enorme del suo tempo al lavoro in casa, svolgendo quei compiti domestici, gli aspetti del matrimonio e dell’allevamento dei figli che sono assolutamente cruciali.

Proverbi 28:19 esalta il lavoro. Dice: “Chi coltiva la sua terra avrà pane in abbondanza, ma chi va dietro a cose vane avrà povertà in abbondanza”. Volete essere poveri? Inseguite il vento. Volete essere poveri? Inseguite i vostri progetti e i vostri sogni. Volete avere abbondanza? Lavorate, lavorate. Proverbi 14:23 dice: “In ogni fatica c’è un profitto, ma il semplice parlare conduce soltanto alla povertà”. Lavorate, fate soldi. Parlate, non ne fate, a meno che non siate il predicatore. E, credetemi, per ogni ora in cui si parla ci sono molte ore di lavoro, sia nella preparazione sia in ciò che segue.

Dio non premia affatto la pigrizia. La Bibbia denuncia la pigrizia; è scandalosa, è un peccato. Dobbiamo lavorare. Dobbiamo applicarci con diligenza. “In ogni fatica c’è un profitto, ma il semplice parlare conduce soltanto alla povertà”. Il lavoro è il mezzo di Dio mediante il quale accumuliamo le meravigliose ricchezze che Egli ha posto in questo mondo. Ora, nel Nuovo Testamento udiamo anche un insegnamento simile.

2 Tessalonicesi capitolo 3, versetto 10, dice: “Infatti, anche quando eravamo con voi”, e qui sta parlando ai credenti della chiesa di Tessalonica. “Anche quando eravamo con voi, vi comandavamo questo: se qualcuno non vuole lavorare, neppure mangi”. Un principio molto importante: lavorate, mangiate. Non lavorate, non mangiate. Non appena create una società in cui questo non è vero, alimentate l’indolenza, alimentate la pigrizia, create dei fannulloni.

Ripensate agli anni Sessanta, quando cominciò la guerra alla povertà [War on Poverty]: l’idea era assicurarsi che tutti avessero ciò di cui avevano bisogno e che nessuno fosse privo del necessario. E il risultato furono milioni di persone che si rifiutano di lavorare, che non lavorano, che non vogliono lavorare, che semplicemente vivono di sussidi. È distruttivo. È assolutamente distruttivo. Distrugge il loro rispetto per se stessi, distrugge la loro unicità, distrugge la loro produttività. Distrugge l’uso del loro talento, che dà tanta soddisfazione.

E, oltre a questo, secondo il versetto 11 di 2 Tessalonicesi 3, dice così: “Alcuni fra voi vivono disordinatamente, senza lavorare affatto”. Dove ci sono persone che non lavorano, avrete una società disordinata, una società disfunzionale, una società disgregata in cui tutto comincia a crollare. E guardate coloro che nella nostra società, invece di lavorare, vivono di assistenza pubblica: troverete caos, confusione e disordine. Troverete il crollo dell’ordine sociale, troverete una criminalità crescente, troverete tutte quelle cose tragiche fra coloro che non lavorano. Dio ha un principio semplice. Lavorate, mangiate; non lavorate, non mangiate. Questo è il disegno di Dio ed è una questione molto, molto importante.

Io non parlo di politica e non sto parlando di politica adesso, ma parlerò di filosofia. La cosa migliore che possa accadere è che la quantità massima di risorse di una nazione appartenga alle persone che sanno creare lavoro, così da poter assumere altri per svolgerlo. Trasferire tutto al governo e far sì che lo distribuisca a persone che non lavorano è assolutamente controproducente.

Dobbiamo capire che Dio ha stabilito che, se una persona lavora, mangia. Se non lavora, non mangia. Non per danneggiare le persone, ma perché possano essere realmente realizzate e produttive e non vivano nel disordine, sprecando il proprio tempo e la propria vita. Ora, ovviamente, in mezzo a tutto questo ci saranno alcune persone che non sono in grado di lavorare e di cui bisogna prendersi cura, e la Bibbia tratta anche di loro.

L’Antico Testamento offre una buona illustrazione del duro lavoro. Dice in Proverbi 6:6-8: “Va’ dalla formica, o pigro, tu persona indolente che non vuoi lavorare; va’ dalla formica, osserva le sue vie e diventa saggio. La formica non ha capo, sovrintendente o governante, eppure prepara il suo cibo d’estate e raccoglie la sua provvista durante la mietitura”.

Una formica senza padrone, senza governante, senza qualcuno che le dica che cosa fare, raccoglie davvero il cibo d’estate per l’inverno, preparandosi per il futuro. La formica, da sola, provvede a se stessa. Eppure eccoci qui, esseri umani intelligenti, e a volte non facciamo neppure questo. “Il pigro”, la persona indolente — “Proverbi 24” — “non ara a causa del freddo; perciò mendicherà al tempo della mietitura e non avrà nulla”. Non lavora e così finisce mendicante.

L’apostolo Paolo, scrivendo a Timoteo e mettendo ordine nella chiesa, disse: “Se qualcuno non provvede ai suoi, e specialmente a quelli della propria casa, ha rinnegato la fede ed è peggiore di un infedele”. È peggiore di un non credente. Se c’è un credente pigro, una specie di scansafatiche, che non vuole lavorare, è peggiore di un non credente. Perché? Perché perfino i non credenti provvedono ai propri familiari. Noi dobbiamo lavorare. Dobbiamo lavorare per provvedere ai nostri bisogni. Non lavorate, non mangiate. Dobbiamo lavorare per prenderci cura della famiglia che ci circonda, della famiglia allargata, di tutti coloro di cui siamo responsabili.

È un lavoro nobilissimo, qualunque sia il compito specifico. Il modo in cui dobbiamo svolgere quel lavoro è descritto in Colossesi 3. Dove ci viene detto che dobbiamo “ubbidire a quelli che sono i nostri padroni”, o datori di lavoro, “sulla terra, non servendo soltanto quando siete osservati, come quelli che vogliono semplicemente piacere agli uomini”, cioè facendo bella figura esteriormente, “ma con sincerità di cuore, temendo il Signore. Qualunque cosa facciate, fate il vostro lavoro di cuore, come per il Signore e non per gli uomini, sapendo che dal Signore riceverete la ricompensa dell’eredità. È Cristo, il Signore, che servite”.

Voi lavorate per il Signore. Voglio dire, fate il vostro lavoro come per Lui. Questa è una motivazione straordinaria. Le persone spesso mi chiedono, nella mia vita, sapete: “Che cosa ti sostiene? Che cosa ti fa andare avanti?” E la risposta è che io lavoro per il Signore; tutto ciò che faccio è valutato da Lui. Tutto ciò che faccio è servizio reso a Lui. E questo vale per qualsiasi lavoro. Non importa che siate un pastore o che facciate il benzinaio, o vendiate assicurazioni, o siate avvocati, medici o insegnanti, o lavoriate in una fabbrica o in un negozio. Qualunque cosa sia, la fate per il Signore. E questa diventa la motivazione che nobilita il lavoro. Lavorare: questo è il primo e principale modo stabilito da Dio mediante il quale dobbiamo ottenere la ricchezza che Egli ha posto in questo mondo.

In secondo luogo, la Scrittura esalta anche il risparmio. Non soltanto lavorare, ma risparmiare. Questo è un mezzo legittimo per assicurarci risorse per il futuro. Dobbiamo impegnarci a risparmiare. Proverbi 21:20, e questa mattina passerò in rassegna molti versetti di Proverbi, mettendo insieme un po’ tutto. Quel versetto dice: “Nella dimora del saggio ci sono tesori preziosi e olio, ma l’uomo stolto li divora”. L’uomo stolto consuma tutto ciò che riceve. Una persona saggia, invece, conserva una parte di ciò che ha: tesori preziosi e olio.

Un uomo saggio mette da parte una parte del suo tesoro, parte del suo olio, per l’imprevisto, per il futuro, per i periodi difficili. Lo stolto consuma tutto, vive semplicemente al massimo delle proprie possibilità. Quanto riceve, tanto consuma. In effetti, una traduzione di quel versetto è buona. Dice: “L’uomo saggio risparmia per il futuro, ma l’uomo stolto spende tutto ciò che riceve”. È stolto, è assolutamente stolto. Dovete mettere qualcosa da parte per il futuro.

Tornando a quelle formiche di Proverbi 30:25, le formiche non sono forti, ma preparano il loro cibo d’estate. Sanno che viene l’inverno e quindi d’estate accumulano una provvista in più. Questo si chiama risparmiare per il futuro. Lo scopo del risparmio è provvedere a voi stessi in futuro, in un periodo in cui non sarete più in grado di produrre, quando sarete più anziani e non potrete lavorare e non potrete fare ciò che facevate un tempo. Avrete accumulato per voi stessi qualcosa per il futuro. È vostra responsabilità farlo.

È anche vero che dovete risparmiare per quell’imprevisto che potrebbe presentarsi in futuro e che, in effetti, potrebbe avere conseguenze disastrose sulla vostra vita se non foste preparati: qualche malattia catastrofica, qualche terremoto o qualunque altro disastro naturale possa venire e contro il quale non siate coperti. Nella vita ci sono ogni sorta di cose del genere. La necessità di assistere qualcuno in grave pericolo, la necessità di aiutare i vostri stessi figli mentre cominciano a costruirsi il proprio futuro, molte, molte cose; la necessità di partecipare all’opera del regno in un impegno missionario e nella campagna «Eredità» [Legacy] che stiamo portando avanti qui, qualunque cosa possa essere. Preparatevi agli imprevisti del futuro. Non potete conoscere il futuro. Non potete vedere il futuro. Dovete essere pronti. E Dio vuole che lo facciate. Non è sbagliato; è giusto farlo.

Ovviamente potete abusarne cercando di risparmiare così tanto, diventando tanto egocentrici, egoisti e avari da aggrapparvi a una fortuna per poter vivere in futuro con uno stile di vita sontuoso e senza lavorare. E questo forse significherebbe esagerare. Ma Dio vuole davvero che ci prepariamo per il futuro. Pianificare il futuro non è soltanto ragionevole, è biblico. Può avvenire mediante risparmi a lungo termine, investimenti solidi o forse un’assicurazione sulla vita, nella forma che preferite.

In terzo luogo, e questo in realtà racchiude più o meno tutto ciò che resta: lavorare, risparmiare, pianificare, pianificare. Io credo davvero che Dio voglia che abbiamo abbastanza e che abbiamo di più, e che godiamo di ciò che abbiamo mediante la pianificazione, una pianificazione attenta. Per alcuni questo significa un bilancio preparato con grande cura. Per altri, che non devono vivere con un bilancio così ristretto, significa stabilire un ordine di priorità e attenersi ad esso.

Anche se il bilancio è un po’ più flessibile, danno comunque una struttura alla loro vita, così che le cose non procedano alla rinfusa, in modo impulsivo, ma secondo un piano stabilito. Dovete pianificare in modo da mantenere un margine. Dovete pianificare di spendere meno di quanto guadagnate, di spendere meno di quanto ricevete. Se non lo fate, state davvero dando per scontate la grazia di Dio e la Sua pazienza, sperando che Egli sorvoli sulla vostra irresponsabilità e continui a provvedere ai vostri bisogni. Potete invece essere prudenti, pianificare con attenzione e sviluppare una certa misura di autocontrollo finanziario.

Direi che questo è…questo è assolutamente cruciale nella nostra cultura. La maggior parte di voi lavora e guadagna un buon salario, sufficiente per vivere e godervi alcune cose della vita. La maggior parte di voi probabilmente cerca di risparmiare per il futuro, così da potersi garantire una certa sicurezza nei giorni in cui non sarete più in grado di lavorare. Ma la domanda è: esercitate davvero autocontrollo nelle vostre finanze?

Avete davvero il controllo della vostra vita o state semplicemente sbandando da una parte all’altra, spendendo denaro come un marinaio ubriaco in libera uscita, senza badare alle conseguenze? State attenti a questo. Davide disse: “Preserva il Tuo servo dai peccati commessi con presunzione”. È appropriato. Alcuni si riducono a una situazione in cui consumano tutto ciò che hanno e poi pretendono che Dio li tiri fuori dai guai, senza lasciare alcun margine per gli imprevisti futuri.

Potete immaginare quante coppie abbiano inseguito il grande sogno americano [American Dream], che consiste nel comprare cose di cui non avete bisogno con denaro che non avete da persone che neppure vi piacciono, per poi ritrovarvi con più impegni finanziari che entrate. E poi, quando arriva il momento di sostenere la chiesa, non potete farlo. E quando arriva il momento di investire in una campagna speciale, non potete farlo. E quando arriva il momento di impegnarvi nelle missioni, non potete farlo. Oppure forse il Signore vuole chiamarvi a servirLo da qualche altra parte e non potete farlo perché siete troppo vincolati finanziariamente. Vi cacciate così a fondo nei debiti che non potete fare ciò che Dio vuole che facciate.

Io credo che Egli voglia che abbiate abbastanza, e più che abbastanza. Vuole che abbiate abbastanza per ora e per dopo, e per investire nel Suo regno, e per cogliere le opportunità che Egli vi mette davanti per fare quelle cose particolari che le circostanze richiedono e per venire incontro ai bisogni di chi vi sta intorno. E per fare questo, Proverbi 27:23-24 dice: “Conosci bene lo stato delle tue greggi, abbi cura delle tue mandrie, perché le ricchezze non durano per sempre”. Fate un quadro preciso della vostra situazione. Pianificate con saggezza. Sappiate dove vi trovate. Conoscete la vostra situazione.

Un’altra traduzione di questo è eccellente: “Ogni impresa si costruisce con una pianificazione saggia, si rafforza con il buon senso e prospera meravigliosamente tenendosi aggiornati sui fatti”. Dovete esercitare autocontrollo finanziario. Credo che mai, nella storia del mondo, questo sia stato più difficile che ai giorni nostri, per diverse ragioni. Una è che voi e io siamo assolutamente e incessantemente bombardati e martellati da inviti a comprare cose. È senza fine.

Infatti, pensate che la televisione esista per i programmi. Non è così. Esiste per la pubblicità. I programmi servono ad attirare il pubblico verso la pubblicità. Le reti televisive spendono denaro per i programmi. Incassano denaro dalla pubblicità. Quindi gli inserzionisti devono recuperare quel denaro inducendovi a comprare il prodotto. L’intero sistema serve a farvi comprare tutta la roba che viene pubblicizzata lì. Con la radio succede la stessa cosa. I programmi servono ad attirare il vostro ascolto perché vi interessano, così che poi la pubblicità possa vendervi ciò che vuole vendervi: è così che i mezzi di comunicazione si sostengono.

Pensate che i giornali esistano per farvi leggere? No, per spingervi a comprare. Voglio dire, mi stupisce quanto spazio dei giornali sia ormai occupato da enormi annunci pubblicitari: vendite di mobili nei grandi magazzini, impianti stereo e ogni sorta di altre cose che hanno a che fare con la vostra bellezza, il vostro esercizio fisico, il corpo perfetto e tutto quello che sta in mezzo. Quindi ne siamo assaliti. Questo è il primo secolo della pubblicità nella storia umana e perciò ne siamo letteralmente bombardati.

C’è poi la questione dell’immagine. Ci fanno credere che dobbiamo costruirci una certa immagine in base a dove viviamo, all’auto che guidiamo, a ciò che indossiamo e a tutto il resto. E tutti noi, in qualche modo, ci lasciamo trascinare da tutto questo. Voglio dire, non avete mai visto uno spot per un’auto che dicesse: “Questa è una buona automobile, va bene su strada, il motore funziona bene, le ruote sono molto robuste, gli pneumatici sono buoni, il sedile è molto comodo, questa macchina vi piacerà. Vi porterà dove dovete andare con un certo grado di sicurezza e comodità”.

Non è così che fanno. Ci mettono una bella ragazza, della musica sfrenata, e non dicono nulla dell’automobile. Non sapete che cosa…non sapete praticamente nulla dell’automobile. In realtà, di solito vi mostrano un’immagine sfocata dell’auto, o un’immagine deformata. Non sapete neppure che aspetto abbia. E, francamente, sapete, dite: “Beh, che tipo di macchina…” Io guido la macchina che qualche amico riesce a procurarmi a un buon prezzo. Con me funziona così. Mi capita di conoscere qualche concessionario e lui dice: “Hai bisogno di questa macchina”, e io dico: “Non posso permettermi questa macchina”. E lui dice: “Beh, fa parte del mio ministero”, o qualcosa del genere. Ma non sto dicendo che non dovreste avere una certa automobile.

Abbiamo parlato del fatto che potete godere delle cose. Ma sto dicendo che il modo in cui le cose vengono vendute non ha nulla a che fare con la loro affidabilità, nulla a che fare con la loro sicurezza. Sono contento di avere un’automobile piuttosto pesante con airbag tutt’intorno, perché io…sapete, porto in giro delle persone. Non mi dispiace andare in cielo, ma preferirei non andarci prima del necessario. E vorrei anche almeno poter stare qui davanti a voi ed essere ancora presentabile, senza cicatrici provocate da un incidente d’auto, se Dio vuole. Prenderò delle precauzioni, e anche voi. Ha senso farlo. Ma il sistema ci bombarda.

Ora, aggiungete a questo il fatto che possiamo comprare quasi qualunque cosa ci sia là fuori senza avere soldi, senza potercela permettere. Nel 1993, negli Stati Uniti, le spese con carta di credito salirono in un solo anno a 338,6 miliardi di dollari. Nel 1994 arrivarono a 525 miliardi di dollari di spese con carta di credito, a un tasso d’interesse medio del 18 per cento. Per i commercianti, accettare carte di credito è un buon affare. Anche se devono pagare alla società della carta una percentuale di ciò che incassano, è un buon affare perché spendete fino all’80 per cento in più di quanto spendereste se pagaste in contanti o con assegno. A meno che non crediate, come una signora che disse: “Non capisco come abbia potuto andare in rosso sul conto, ho ancora così tanti assegni nel libretto”.

Ma se siete andati oltre quel livello di comprensione, capite che gli assegni in realtà rappresentano denaro che possedete. Spenderete fino all’80 per cento in più rispetto a quanto spendereste pagando in contanti. Le carte sono più veloci, più veloci degli assegni. Il procedimento è semplice e rapido e fate presto ad accumulare interessi. Per esempio, la società Sears guadagna più denaro dagli interessi pagati sui suoi conti revolving che da tutte le vendite dei suoi prodotti.

AT&T è diventata la prima emittente di carte a premiare i consumatori che mantengono un saldo insoluto. Se lasciate un saldo insoluto, vi premiano. Non vi premiano soltanto per l’acquisto: vi premiano per il debito. Ricevete un punto per ogni dollaro del saldo mensile, comprese le somme riportate dal mese precedente e gli oneri finanziari. Così vi viene l’idea che essere indebitati convenga davvero. Spero che non ci crediate.

Il settanta per cento dei titolari di carte mantiene saldi insoluti, saldi enormi. In America si usano ogni giorno duecento milioni di carte di credito, duecento milioni. E il settore, credo…la cifra più vicina che sono riuscito a trovare…il settore incassa 111 milioni di dollari al giorno in interessi. Cifre semplicemente sbalorditive, sbalorditive.

Ora, gli esperti di carte di credito dicono che, una volta che arrivate a 800 dollari di debito, vi tengono legati per tutta la vita, perché la famiglia americana media non riesce a liberarsi di un debito di 800 dollari, dato che vive spendendo tutto ciò che guadagna. Incredibile. E l’americano tipico ha nove carte di credito…contatele dopo il culto…e ha oltre 2.000 dollari di debiti al 18 per cento d’interesse.

Questa è una forma di schiavitù, amici, lo è davvero. È una forma di schiavitù. Proverbi 22:7 dice: “Chi prende in prestito è servo di chi presta”. Siete schiavi del vostro creditore; siete schiavi della società emittente della vostra carta di credito. È una situazione triste. Dio vuole che pianifichiate abbastanza bene da evitare che questo accada. Imparate a controllare meglio le vostre finanze, spendete meno di quanto guadagnate e godrete del privilegio di dare.

Paolo, in 1 Corinzi 7:23, disse: “Siete stati comprati a caro prezzo; non diventate schiavi degli uomini”. Non diventate schiavi di qualcuno. Non diventate schiavi della società emittente della carta di credito perché non riuscite a controllarvi. Dovreste essere sempre abbastanza liberi da rispondere a qualunque cosa Dio voglia che facciate in qualsiasi momento, senza essere trattenuti da catene finanziarie. Dovete avere una mentalità da pellegrini in questo mondo. Dio non vuole che diventiate schiavi.

Un’altra cosa a cui bisogna stare attenti è la questione del prestare denaro. Credo che vi siano certamente casi in cui potete prestare denaro come investimento. Potreste concedere un prestito garantito da un’ipoteca di secondo grado su un immobile o qualcosa del genere, ma quello è un obbligo contrattuale. È un accordo strutturato con attenzione, basato sul fatto che avete la prova che la persona può pagare e che avete qualche forma di tutela, qualche garanzia. Questo può essere un investimento buono e solido.

D’altra parte, potreste anche voler prestare denaro per aiutare i vostri figli a iniziare la loro vita adulta, sapete. Quasi tutti noi che abbiamo figli sappiamo come funziona, sapete. Pensate che i vostri figli vi costino molto quando sono piccoli e dovete comprare a tutti le biciclette, poi dovete comprare a tutti le automobili, poi dovete comprare a tutti le case, e va sempre peggio. O almeno dovete aiutarli a comprare una casa, o almeno prestare loro il denaro necessario per iniziare. Questo può andare bene nell’ambito familiare. Ma dovete essere molto prudenti nel prestare denaro e nel dare ad altre persone il controllo delle vostre risorse. A meno che non lo consideriate un investimento saggio, siate molto prudenti.

Proverbi vi avverte, in Proverbi 17:18: “È imprudente fare da garante al proprio vicino e diventare così responsabili del suo debito”. Fare da garante significa semplicemente che firmate perché qualcuno possa ottenere un prestito e, se lui non paga, ne rispondete voi. Vale a dire che il modo in cui adempie ai suoi obblighi incide sul vostro patrimonio. Avete letteralmente rinunciato al controllo delle risorse che Dio vi ha dato. Non dovete farlo.

La Scrittura dice di non farlo. È imprudente farlo. Ancora una volta parla del debito del vostro vicino. Qui non sto parlando della famiglia o di coloro che fanno parte della cerchia intima della vostra casa. Ma quando vi accollate in questo modo il debito di qualcun altro, vi mettete in una situazione molto difficile. Non fate da garanti per il debito di un’altra persona.

La Bibbia, dunque, ha molto da dire sulla pianificazione saggia, sulla pianificazione attenta. Conoscete lo stato delle vostre mandrie e delle vostre greggi, sappiate ciò che possedete, quali sono i vostri beni, mantenete attentamente il controllo della vostra vita dal punto di vista finanziario, affinché siate saggi nella vostra pianificazione e al sicuro per il futuro. Non diventate vittime dell’indebitamento, cosa così facile oggi. E in America il settore incassa 111 milioni di dollari al giorno grazie…grazie ai debiti, il che significa che per tutto ciò che comprate state pagando molto più di quanto valga.

Ricordate, il prezzo non è il punto. Il punto è ciò che dovete fare per ottenere quella cosa. E se dovete pagarla nell’arco di un periodo molto lungo, in realtà è un’estorsione, soprattutto a quel livello d’interesse. Ci sono alcuni stati che hanno approvato leggi che non consentono tassi d’interesse così alti perché li considerano estorsivi, come lo stato dell’Arkansas. Se dovete mantenere qualche debito aperto, potreste informarvi su questo.

Ma ci sono principalmente, dunque, tre modi in cui Dio vuole che ci procuriamo denaro: lavorare, risparmiare e pianificare con attenzione. E trovo entusiasmante rendermi conto che Dio vuole davvero che prosperiate. Vuole che abbiate abbastanza e di più, e qualcosa in più per pianificare il futuro e qualcosa in più da dare alle cose che sono importanti nel regno. E alcuni di voi stanno dicendo: “Sapete, sono contento che Dio voglia che io abbia qualcosa, e di più, e abbastanza e tutto il resto, ma io non ho abbastanza. Non ho mai abbastanza”.

Ebbene, forse potrei farvi alcune domande. Avete davvero bisogno di più o semplicemente volete di più? Voglio dire, avete davvero bisogno di più o è soltanto qualcosa che volete perché desiderate elevare il vostro tenore di vita? È davvero un bisogno? In secondo luogo, il fatto che in questo momento siate limitati è forse una prova da parte di Dio? Dio sta forse cercando di mettere alla prova qualcosa in voi? Di portare alla luce qualcosa nella vostra vita? Sta cercando di aiutarvi a lavorare sulle vostre priorità? Sta cercando di farvi mettere a fuoco le cose?

Potreste chiedervi: “Ho usato male ciò che Egli mi ha già dato? Mi trovo ora in una situazione in cui devo davvero fare i conti con le conseguenze della mia passata mancanza di saggezza e di disciplina?” E potete chiedervi: “Ho violato dei princìpi biblici? Se Dio vuole che io abbia abbastanza, vuole che abbia più che abbastanza, vuole che abbia abbastanza per pianificare il mio futuro e poter dare, e io non ce l’ho, allora forse devo pormi alcune domande molto, molto difficili”.

Quando guardate nella Scrittura e fate queste domande, ottenete alcune risposte. E la Bibbia dà le seguenti ragioni per cui le persone non hanno abbastanza, e vi darò semplicemente un elenco di una mezza dozzina o poco più. Numero uno, alcune persone non hanno abbastanza perché sono tirchie: tirchieria. È una bella parola vecchio stile, tirchieria. Una delle ragioni per cui non avete abbastanza è che non avete dato via abbastanza. Proprio così, non avete dato via abbastanza. Lo tenevate stretto in pugno con tale forza che alla fine avete perso il più grande investimento che avreste potuto fare, e cioè darlo via.

Voi dite: “Perché?” Perché quando lo date via, Dio ve lo restituisce. Proverbi 11:24: “C’è chi sparge e tuttavia aumenta ancora di più”. C’è chi sparge e tuttavia aumenta ancora di più. Questa è un’illustrazione agricola. Sta dipingendo una scena molto interessante. Ecco un agricoltore: spende tutto il suo denaro per comprare il seme e preparare il campo. Ha tutto il suo denaro investito nel seme. Esce e sparge il seme. Lo getta semplicemente dappertutto. Quando arriva il raccolto, il suo seme si moltiplica e si moltiplica e si moltiplica. C’è chi sparge e tuttavia aumenta ancora di più. Questa è l’analogia.

C’è chi tiene tutto stretto in mano e questo porta al bisogno. Se non lo spargete, non dà alcun frutto. Questo è il principio. Gesù lo disse in Luca 6:38: “Date e vi sarà dato: una misura pigiata, scossa e traboccante”. È un’immagine vivida che possiamo capire bene anche noi. Voi date e Dio ve lo restituirà pigiato, scosso e traboccante.

Sapete quando comprate al supermercato una scatola di cracker e la scuotete, e tutto finisce giù sul fondo e vi resta più o meno così tanto? Dio non dà in quel modo. Quando scuotete ciò che Egli vi dà, continua comunque a traboccare dall’alto: pigiato, scosso e traboccante. Dio riempie, comprime, scuote e poi riempie ancora, finché alla fine tutto trabocca. È così che Egli dà quando voi date a Lui. E forse alcune persone non hanno abbastanza perché non danno abbastanza. Siete stati troppo tirchi con il vostro denaro e, nel vostro egoismo, non avete confidato in Dio né Gli avete permesso di moltiplicarlo.

In 2 Corinzi 9 impareremo che quando date, Dio vi restituisce pane per il vostro nutrimento e molto altro ancora. Non soltanto benedizioni spirituali. So che questo sarebbe il vostro timore: dareste…dareste denaro per il regno e Dio non vi restituirebbe altro che benedizioni spirituali. No. Egli restituirà anche benedizioni materiali. Nell’Antico Testamento, ripetutamente, troviamo Dio che dice: “Se Mi ubbidite, accrescerò le vostre greggi, moltiplicherò la vostra ricchezza nel paese, vi farò prosperare”. Forse non avete dato e quindi non avete ricevuto.

In secondo luogo, la fretta. La fretta è un’altra ragione per cui le persone non hanno abbastanza. Proverbi 21:5 dice: “Chiunque agisce in fretta va sicuramente verso la povertà”. Che cosa significa? Spendono il loro denaro d’impulso. Mancano di pazienza. Sono impulsivi. Lo vedono, lo vogliono, lo comprano, e finisce lì. E nel corso degli anni ho imparato e ho cercato di coltivare un principio semplice. Non compro mai nulla nel momento in cui decido di volerlo, nulla, perché non sono immune ai richiami che mi arrivano da ogni parte.

Sono umano e ci sono cose che sembrano belle, invitanti, piacevoli, comode e tutto il resto, e ho dovuto stabilire una sorta di principio nella mia vita: non avrei comprato nulla il giorno in cui decidevo di comprarlo, e nemmeno la settimana in cui decidevo di comprarlo. In alcuni casi, neppure il mese in cui decidevo di comprarlo, o anche più a lungo. Mi prendo il tempo per parlarne con Patricia, per pensarci, per cercare il Signore in quella decisione e aprirGli il mio cuore, per valutare altre possibilità e per lasciare che l’impulso svanisca.

State attenti alla fretta. Sapete, la strategia di marketing oggi è l’acquisto d’impulso. È quello che fanno tutti i negozi. È ciò che cercano di fare. Io, ovviamente, scrivo libri in un ambiente cristiano, e partecipiamo a riunioni di marketing con editori cristiani e loro parlano di come attirare chi compra d’impulso in una libreria cristiana. Lo fanno tutti. Lo fanno tutti. Come creare un espositore per l’acquisto d’impulso così che voi, zac, reagiate e basta. E questo è parte integrante della nostra cultura. Siamo stati trasformati in persone con una soglia di attenzione così bassa che non riusciamo a pensare a nulla molto a lungo.

Ma ho sentito dire che sta perfino per uscire un nuovo programma televisivo chiamato “Teatro per chi si distrae subito” [Short Attention Span Theater]. Suppongo che sia una sitcom di cinque minuti, o qualcosa del genere, non lo so. Ma siamo molto impulsivi e si fa leva sulle nostre emozioni nell’attimo stesso dell’impulso. Dovete liberarvi di questa tendenza. Dovete smettere di essere impazienti, di essere precipitosi. Questa è una delle ragioni per cui le persone sono così…così pesantemente indebitate: perché agiscono d’impulso.

In terzo luogo, potremmo chiamarla mancanza di disciplina, mancanza di disciplina. Sapete una buona parola per mancanza di disciplina? Testardaggine. È la testardaggine di chi vuole vivere a modo suo e non rendere realmente conto a nessuno. Proverbi 13:18: “Povertà e vergogna verranno su chi trascura la disciplina”. Dovete mettere ordine nella vostra vita. Dovete disciplinare la vostra vita. Ci sono persone indebitate che continuano soltanto a indebitarsi sempre di più.

Ci sono persone che hanno fatto acquisti impulsivi, imprudenti, precipitosi e poi escono e ne fanno altri, che non rimettono mai ordine nella propria vita, che non la tengono mai sotto controllo, che non stabiliscono mai priorità, che non vivono mai secondo un bilancio, che non fissano mai con chiarezza ciò che faranno e ciò che non faranno, che non imparano mai a dire di no. Sono semplicemente…sono semplicemente alla rinfusa, senza ordine né direzione. Sul piano finanziario avete assolutamente bisogno di disciplina, altrimenti povertà e vergogna verranno su di voi.

E non sarà perché non siete brave persone e non sarà perché non avete buone intenzioni e non sarà perché non avete una casa felice. Non sarà perché non siete coinvolti nella chiesa. Sarà semplicemente perché siete irresponsabili con il denaro. Può distruggere tutto. Può distruggere la vostra casa, può distruggere il vostro matrimonio e mettervi l’uno contro l’altro, per non parlare del vostro ministero. Imparate a disciplinarvi. Povertà e vergogna vengono su coloro che trascurano la disciplina. Stabilite dei confini, dei parametri, delle priorità. Assolutamente cruciale.

Un’altra ragione per cui le persone non hanno abbastanza è la pigrizia, la pigrizia. Proverbi 20:13 dice: “Non amare il sonno, altrimenti diventerai povero”. Volete essere poveri? Andate semplicemente a dormire. Non svegliatevi. Proverbi 20:13 dice: “Apri gli occhi e sarai saziato di pane”. La prima chiave per una vita di successo: alzatevi dal letto. Questa è la prima. Prima vi alzate, meglio è. Alzatevi dal letto. Proverbi 23:21: “La sonnolenza vestirà l’uomo di stracci”.

Si parla continuamente dei senzatetto. Anche voi ne sentite parlare: senzatetto di qua, senzatetto di là. È un termine improprio. Per la maggior parte sono i pigri. Sono gli scansafatiche di questa società. Sono indolenti, pigri scansafatiche che si rifiutano di lavorare. Ed è per questo che hanno addosso degli stracci. Ed è per questo che sono poveri. Perché non vogliono lavorare, sono troppo pigri per lavorare. La sonnolenza vestirà l’uomo di stracci. Vorrei che li identificassimo come i pigri. Penso che sarebbe un modo molto migliore di descriverli e ci permetterebbe di affrontare la loro situazione in modo più ragionevole. Non voglio dire che non ci siano alcune persone realmente e veramente rimaste senza nulla a causa di circostanze terribili sopraggiunte nella loro vita. Ci sono. E vogliamo aiutare quelle persone. Ma la stragrande maggioranza di quelli che etichettiamo come senzatetto sono i pigri della nostra società.

E poi ce n’è un’altra che si collega anche a questo. La pigrizia vi renderà certamente poveri, e una delle ragioni per cui potreste non avere nulla è che siete troppo pigri per lavorare sodo. Ma un’altra ragione è l’intemperanza, l’intemperanza. Proverbi dice: “L’ubriacone e il goloso cadranno in povertà”. L’ubriacone e il goloso cadranno in povertà. Guardate di nuovo i senzatetto, e avete una combinazione di pigrizia e che cosa? Di ubriachezza, alcolismo e droghe. Non so quale sia la cifra, ma è ben oltre il 90 per cento: quelle persone fanno uso di alcol e droghe. È una combinazione di pigrizia e intemperanza. L’ubriacone e il goloso cadranno in povertà.

Sapete, potete mangiare fino a ridurvi in povertà. Proprio così. Non è soltanto un male essere sovrappeso; è anche un male sprecare così tanto denaro. Suppongo che la prossima volta che vi sedete davanti a un’insalata potreste immaginarvi mentre vi infilate in bocca banconote da un dollaro con il condimento sopra. Voglio dire, perché in un certo senso…e forse è un’immagine esagerata, ma vi rimarrà in mente. In un certo senso state letteralmente mangiando denaro, state mangiando denaro.

Non è necessario spendere una fortuna per il cibo. In questa società, invece, lo facciamo davvero. Io vado in molti luoghi del mondo dove non esistono ristoranti aperti al pubblico, e dovete comprare e preparare il cibo da soli. E c’è un modo più semplice e sobrio di mangiare. E sto parlando di molti luoghi civilizzati, come alcune parti d’Europa dove non è nemmeno facile trovare da mangiare, a meno che non siate ospiti in una casa o alloggiate in un albergo dove vengono serviti i pasti a orari prestabiliti.

Ma nella nostra società, invece, il cibo è ovunque intorno a noi, esercita un richiamo molto forte e ci risparmia il lavoro di cucinare, sapete, e tutto il resto. E so che molti mangiano raramente a casa. Passate tutto il tempo a mangiare fuori, e il risultato finale è che spendete molto denaro. Spendete molto denaro facendo così. Infatti, ieri sera ho detto a mia moglie, sapete, di darmi qualcosa di semplice e leggero perché non volevo sentirmi in colpa questa mattina quando sarei venuto qui. Dunque, ci sono ragioni per cui le persone non hanno abbastanza.

Lasciate che vi dia un’ultima ragione di cui parla la Bibbia: l’astuzia. È una buona parola, forse non la migliore. Proverbi 28:19: “Chi coltiva la sua terra avrà pane in abbondanza, ma chi va dietro a cose vane avrà povertà in abbondanza”. Parliamo di chi ha sempre mille piani e macchinazioni, di chi è sempre sul punto di arricchirsi. Ha sempre un modo per ottenere un’enorme quantità di denaro con il minimo sforzo. È il classico imbroglione. Ho letto un autore che riferiva come, secondo uno studio, i truffatori fossero generalmente molto intelligenti nell’ideare i loro piani e piuttosto abili nel metterli in pratica. Ed è probabile che guadagnerebbero dieci volte di più essendo onesti, perché hanno le capacità e l’ingegno necessari per riuscirci.

Dunque, se non avete abbastanza denaro, forse è perché siete stati tirchi, egoisti, avari e avete tenuto troppo per voi stessi senza dare abbastanza. Forse è perché siete precipitosi, impulsivi, sconsiderati e reagite semplicemente comprando cose d’impulso. Forse è perché siete testardi e indisciplinati e non siete mai riusciti a rimettere ordine nella vostra vita e tenere le cose sotto controllo, e andate avanti alla rinfusa facendo qualunque cosa vi detti il capriccio.

Forse è perché siete pigri e non siete disposti a lavorare, magari ad accettare perfino un secondo lavoro se necessario, a lavorare abbastanza duramente da avere abbastanza. Forse è perché siete così intemperanti che quello che ricevete, in sostanza, ve lo mangiate, ve lo bevete o lo spendete in cose che oggi ci sono e domani non ci sono più. Alcune persone spendono una fortuna in divertimenti. Forse è perché…forse è perché siete stati un po’ troppo astuti e avete dedicato più energie a escogitare il piano che avrebbe dovuto rendervi ricchi che al lavoro vero e proprio che avrebbe potuto procurarvi un profitto.

Questi sono i tratti di carattere che dovete eliminare dalla vostra vita. Dio vuole che abbiate denaro. Vuole che ne abbiate abbastanza per goderne e per essere disponibili al Suo servizio. Se non è così, dovete passare in rassegna un elenco di questo genere e guardare alla vostra vita.

Ora, questo ci porta a un quarto punto. Abbiamo parlato della dimensione morale del denaro. Abbiamo parlato dell’amore per il denaro e di come procurarselo. Parliamo dell’uso del denaro, solo brevemente, molto, molto brevemente, dell’uso del denaro. Che cosa dovete fare con il vostro denaro? Ebbene, lo abbiamo già detto, ma lasciate che lo dica in modo diretto in questo contesto. Numero uno, provvedete ai vostri bisogni e ai bisogni della vostra famiglia, provvedete ai vostri bisogni e ai bisogni della vostra famiglia.

Se non lavorate, non mangiate, quindi cominciate da voi stessi; e poi, se qualcuno non provvede ai suoi, e specialmente a quelli della propria casa, ha rinnegato la fede ed è peggiore di un infedele, o peggiore di un non credente. Dunque, la prima cosa da fare è prendervi cura di voi stessi e della vostra famiglia, soddisfare i vostri bisogni e quelli della vostra famiglia; è una cosa molto seria agli occhi di Dio.

In secondo luogo, Dio vuole che usiate il vostro denaro per pagare i vostri debiti. Se avete un debito, dovete pagarlo. Se si tratta di un impegno a lungo termine, come quello per la casa o per l’automobile, è comprensibile che abbiate dovuto acquistare a rate. Comprare una casa a rate, ovviamente, non è necessariamente sbagliato, perché si tratta di un bene che tende ad aumentare di valore o almeno a conservarlo. Anche l’automobile potreste doverla acquistare a rate se non avete il denaro contante, perché avete bisogno di un mezzo di trasporto che vi serve nel vostro lavoro. Questo è comprensibile. Pagate dunque quei debiti con regolarità, secondo gli accordi presi. Se dovete qualcosa a qualcuno, pagate il debito. Prima viene il vostro sostentamento; in secondo luogo, vi occupate dei vostri debiti.

Dio, attraverso Eliseo, disse a una donna in 2 Re 4:7: “Va’, vendi l’olio, paga il tuo debito”. Avete un debito. Se necessario, liquidate un bene per pagare un debito. Liberatevi dei vostri debiti. “Non abbiate alcun debito con nessuno — dice Romani 13 — se non quello di amarvi gli uni gli altri”. Questo non significa che non dobbiate mai comprare nulla a rate o prendere denaro in prestito. Non è questo il punto. Ci sono momenti e situazioni in cui farlo. Sta semplicemente dicendo: se avete un debito, pagatelo alla scadenza. Pagate i vostri debiti secondo gli impegni contrattuali che avete assunto. Se avete un debito scaduto o giunto a scadenza e che non state pagando, allora liquidate qualcosa e pagate quel debito, oppure prendete le vostre risorse e saldate quel debito.

Mi stupisce vedere come le persone, per esempio, possano avere un debito da qualche parte, esserne responsabili, non pagarlo e poi andare a spendere il loro denaro in qualcos’altro. Un lusso, qualche…qualche elettrodomestico, un televisore, un viaggio, chissà che cosa, un guardaroba nuovo, mentre hanno un debito. Se avete un debito, pagate il debito. Questo viene subito dopo il sostentamento vostro e della vostra famiglia.

Dopo di questo potete risparmiare. Questo è ciò che dovreste fare con il vostro denaro. Mettetelo da parte per il futuro. Lo abbiamo già detto. Mettetelo da parte per il futuro. Avete pagato i vostri debiti, vi siete presi cura della vostra casa, della vostra famiglia e delle cose di cui hanno bisogno. Risparmiate qualcosa per il futuro, così da essere pronti nel caso sopraggiunga un imprevisto; poi potete usare parte del vostro denaro per le cose belle della vita, per goderne e, mentre ne godete, condividerle con gli altri e ringraziare Dio per esse.

E poi, naturalmente, questo ci porta proprio al punto che è davvero il punto di tutto: ora siete pronti a dare. Vi siete presi cura della vostra casa e della vostra famiglia, avete pagato i vostri debiti, avete soddisfatto i bisogni della vostra famiglia, avete goduto della bontà di Dio, e ora il vostro cuore è aperto e siete pronti a dare. Siete pronti a dare.

Questa è la posizione in cui volete trovarvi. È lì che vogliamo portarvi, affinché siate liberi di dare, così che quando veniamo e diciamo: “C’è un bisogno qui, c’è un bisogno là”, possiate dare. Proprio durante l’ultimo culto con la Cena del Signore vi è stato detto che c’era bisogno di denaro per alcune famiglie della nostra chiesa, per il fondo dei nostri diaconi, che serve direttamente a fornire cibo, vestiario e alloggio per persone che sono nel bisogno. E mentre uscivate dalla porta quella domenica sera, senza alcun preavviso, avete dato 5.000 dollari per far fronte a bisogni di quel genere, perché alcuni di voi erano liberi di farlo. Alcuni di voi erano in grado di farlo. Alcuni di voi volevano farlo ma non potevano farlo. E forse vi trovate in una condizione di schiavitù o di vincolo finanziario di cui abbiamo parlato questa mattina e dovete arrivare al punto in cui non sia più così.

Dunque cominciate prendendovi cura dei vostri bisogni, dei bisogni della vostra famiglia. Da lì passate a pagare i vostri debiti; qualunque cosa dobbiate, la pagate. Se necessario, liquidate ciò che possedete per poterlo fare. E poi potete arricchire la vostra vita con le buone cose che Dio vi ha donato in questo mondo creato, ringraziandoLo continuamente per esse, lodandoLo per esse, rendendovi conto che vengono dalla Sua buona mano ed essendo generosi nel condividere con gli altri tutto ciò che avete.

Poi potete anche risparmiare per il futuro come parte di questo processo. E poi siete pronti a dare. Date con fedeltà e regolarità per sostenere la vita della chiesa, e vedremo come funziona. E poi date occasionalmente, quando Dio mette sul vostro cammino qualcuno che ha un bisogno. Il vostro dare è una parte molto importante della vostra vita. “Se vedete qualcuno che è nel bisogno — dice 1 Giovanni 3 — e gli chiudete il vostro cuore”, la domanda è: siete davvero cristiani? Come possiamo dire che l’amore di Dio dimora in voi se non date a chi è nel bisogno?

Va perfino oltre. In Atti 2:45 dice che i primi cristiani vendevano le loro proprietà e i loro beni e ne distribuivano il ricavato a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. Se avevano dei beni e vedevano qualcuno nel bisogno, vendevano quei beni. Queste furono probabilmente le prime “vendite in garage” della chiesa. Non avevano garage, ma capite l’idea. Prendevano letteralmente i loro beni e le loro proprietà e li vendevano, così da poter prendere il denaro e darlo a qualcuno nel bisogno.

Più avanti, in Atti 4:34, dice: “Non c’era infatti alcun bisognoso fra loro”. Perché? “Perché quanti possedevano terreni o case li vendevano e portavano il ricavato delle cose vendute, deponendolo ai piedi degli apostoli”. Nel capitolo 2 vendevano i loro beni e le loro proprietà. Nel capitolo 4 erano arrivati a vendere i loro terreni e le loro case. Erano diventati così generosi.

Liquidavano case, terreni, proprietà, beni, prendevano il denaro e lo deponevano ai piedi degli apostoli affinché potesse essere usato per soddisfare i bisogni. Accidenti, questo è davvero molto lontano dalla mentalità della nostra società e perfino della chiesa dei nostri giorni. Quando nella chiesa primitiva una persona aveva un bisogno, le persone erano disposte a vendere i propri beni, le proprie proprietà, le proprie case e i propri terreni affinché quei bisogni potessero essere soddisfatti. Erano così presi dalla vita del regno e della chiesa.

Ebbene, a tutti noi che conosciamo Gesù Cristo è affidata l’amministrazione del denaro. Il denaro ci è affidato. È tutto Suo, ogni singola parte è Sua. Non soltanto ciò che diamo: tutto, il 100 per cento, è Suo. Egli possiede tutto e noi dobbiamo usarlo per la Sua gloria. E parte di questo, naturalmente, consiste nel prenderci cura dei nostri bisogni e delle nostre famiglie, assicurarci di prepararci per il futuro, godere del meraviglioso mondo creato che Egli ci ha dato ed essere in una posizione in cui possiamo dare, e dare generosamente.

Una piccola nota a margine di tutto questo si trova in Luca 16:10-11, dove Gesù dice: “Se non sapete gestire il denaro, perché Dio dovrebbe darvi le vere ricchezze?” Ricordate? Di che cosa sta parlando? Sta dicendo: “Perché Dio dovrebbe darvi le vere ricchezze?” Che cosa sono? Le anime, le persone: sono loro le vere ricchezze. Se non sapete gestire il denaro, perché Dio dovrebbe affidarvi delle persone? In altre parole, io credo davvero che l’estensione della vostra influenza spirituale sia determinata da Dio, in una certa misura, sulla base di come gestite il denaro.

Ovviamente ci sono persone che gestiscono il denaro in modo scandaloso e sembrano avere un’influenza ampia e notevole. Non so come questo versetto si concretizzi nella vita di ogni singola persona all’interno dei propositi sovrani di Dio. Ma mi sembra che ciò che Dio sta dicendo sia che Egli non è interessato ad affidare alla vostra cura spirituale anime vive ed eterne, se non avete dimostrato la capacità di gestire il denaro, perché esso è un indicatore così importante del carattere spirituale.

Qualcuno potrebbe dire: “Non so perché non ho un ministero per il Signore. Non riesco a capire perché non vedo molto frutto nella mia vita”. Ebbene, se non siete fedeli con il denaro, pensate che Dio possa servirsi di voi per raggiungere delle anime? Alcuni uomini non esercitano più il pastorato e sono completamente fuori dal ministero. Ci sono molti falsi profeti che prosperano ma non rappresentano veramente il Signore. Se siete veri servi di Cristo, veramente fruttuosi, Dio dice che vuole riservare una simile fruttuosità a coloro che hanno dimostrato di saper gestire il denaro.

Il denaro, dunque, diventa un indicatore della nostra vita spirituale. Diventa una prova per il nostro ministero. Il modo in cui lo gestite è cruciale. E questo ci porta fino alla questione del dare, del donare il denaro. È soltanto uno degli aspetti di questa amministrazione. Come ho detto, tutto appartiene a Dio, ogni singola parte, tutto. Il cento per cento di ogni centesimo che riceviamo viene usato…deve essere usato per glorificare Dio, per onorarLo. Ma il fatto di darne una parte è così importante. È di questo che parleremo nei capitoli 8 e 9.

Ora, ecco un piccolo…ecco un piccolo fondamento per la settimana prossima. Quattro cose che voglio che facciate per prepararvi a dare. Ecco quattro passi, molto importanti. Primo: trasferite a Dio la proprietà del vostro denaro. Trasferite a Dio la proprietà di ogni cosa. Il controllo totale è Suo. Questo è ciò che dovete fare nel vostro cuore. “Signore, Ti do tutto, tutto. Non una parte, non qualcosa, non la maggior parte: Ti do tutto, e voglio che tutto sia usato per la Tua gloria”. Trasferite a Dio la proprietà del vostro denaro.

In secondo luogo, fate dell’avanzamento del regno lo scopo e l’obiettivo della vostra vita. Fate dell’avanzamento del regno lo scopo e l’obiettivo della vostra vita. Io vivo per questo, non vivo per nient’altro. È tutto Tuo e voglio che tutto serva a far avanzare il Tuo regno. In terzo luogo, vivete in modo da poter rispondere alla guida del Signore. In altre parole, uscite dai debiti. Non vivete al limite massimo delle vostre entrate. Passate in rassegna le vostre spese in ordine d’importanza ed eliminate ciò che non è essenziale. Vendete alcuni beni importanti che potrebbero…che potrebbero liberarvi dai debiti.

Cominciate a comprare soltanto pagando in contanti, considerate la possibilità di un secondo lavoro, valutate ogni spesa alla luce dell’avanzamento del regno. Prima di comprare qualcosa, lasciate a Dio la possibilità di farvela arrivare in dono attraverso qualcuno. Non prendete denaro in prestito per beni che si svalutano o per lussi. Distinguete i vostri bisogni dai vostri desideri. Imparate ad accontentarvi di ciò che avete. E state lontani dai negozi e non leggete i cataloghi.

Trasferite a Dio la proprietà del vostro denaro. Fate del regno lo scopo e l’obiettivo della vostra vita. Mettetevi in una posizione in cui possiate rispondere alla guida del Signore. E, infine, rendetevi conto che tutto ciò che date è un investimento nell’eternità. Tutto ciò che date è un investimento nell’eternità. Dicono che non potete portarvelo con voi. Sì che potete, ma soltanto quando lo investite in ciò che è eterno, cioè nell’opera del Signore. Chiniamo il capo in preghiera.

Padre, è stato davvero bello, utile e fondamentale parlare di queste cose questa mattina. È così che vogliamo affrontare tutto ciò che riguarda il denaro nella nostra vita: per onorare Te. Ti prego, Signore, di guidare il nostro popolo, guidare me, guidare tutti noi a vivere in questo modo, affinché vivendo così possiamo vedere la Tua grande mano di benedizione. Sappiamo che non potremo mai dare più di quanto Tu dai a noi. Ma se diamo, Tu ci restituirai una misura pigiata, scossa e traboccante. E sappiamo, Signore, che hai promesso di onorare chi Ti onora.

Preghiamo, Signore, che possiamo vivere e comportarci con le risorse che ci hai dato in modo tale da conoscere la pienezza della gioia e della benedizione e tutta la bontà che Tu riversi su coloro che Ti sono fedeli. Benedici ogni persona, Signore. Opera nella vita di ciascuno. Perdonaci per i nostri sprechi. Perdonaci per i peccati passati in quest’ambito. Aiutaci ora a fare scelte sagge: se siamo indebitati, a uscire dai debiti, a muovere i passi necessari per disciplinare la nostra vita, a cominciare a dare più generosamente.

Qualunque cosa dobbiamo fare, Signore, alla luce di questo esame della Scrittura, preghiamo di poterla fare. Ti consegniamo ogni cosa. Viviamo per far avanzare il Tuo regno. Vogliamo metterci in una posizione in cui possiamo dare generosamente e conoscere la gioia che ne deriva, e vogliamo accumulare un tesoro eterno in cielo. Per questo Ti chiediamo la Tua grazia. Compi quest’opera nelle nostre vite, nel nome di Cristo e per la Sua lode. Amen.

FINE

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