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È per noi un privilegio e una gioia, questa mattina, iniziare uno studio che ci porterà attraverso l’ottavo e il nono capitolo di 2 Corinzi. Questa meravigliosa sezione dell’epistola tratta il tema del dare cristiano: come dobbiamo dare, come dobbiamo investire le nostre risorse finanziarie per un beneficio eterno. E, lungo tutto il capitolo 8 e il capitolo 9, esamineremo un modello biblico del dare cristiano, mentre Paolo istruisce la chiesa di Corinto riguardo al modo in cui essi stessi devono dare.

Dunque, stiamo per lanciarci in questa meravigliosa avventura nel mondo del dare, un’avventura che avrà effetti profondi su tutti noi mentre impariamo, dal testo ispirato dell’apostolo Paolo, come deve dare la chiesa. Ora, so che, dopo aver detto questo, alcuni di voi stanno già pensando che sarebbe stato meglio andare a trovare zia Alice, o di essersi offerti da tempo per il servizio nido, piuttosto che dover stare qui seduti ad ascoltare il predicatore parlare del dare.

La maggior parte di noi, e credo sia giusto dirlo, la maggior parte di noi prova un certo senso di colpa per quanto dà, o per quanto non dà. E certamente la maggior parte di noi prova un certo senso di colpa per quanto spende. Perciò l’ultima cosa che vogliamo fare è andare apposta ad ascoltare qualcuno che ci faccia sentire ancora peggio. E io non farò questo. Non voglio farvi sentire peggio; voglio farvi sentire meglio. Ma la strada per sentirvi meglio sarà tracciata proprio qui, nella Parola di Dio.

Questa mattina voglio cominciare con un semplice messaggio introduttivo sull’argomento, prima di entrare in questi due capitoli. Ho pensato di scrivere un libro sul dare. In realtà ci penso da molto tempo, ma mi sono convinto che nessuno lo comprerebbe, perché tutti si sentono già male per ciò che non danno e male per ciò che spendono; e non compreranno certo un libro che li farà sentire ancora peggio, né compreranno un libro che mostrerà loro come dare una parte maggiore di quel denaro di cui fanno così fatica a privarsi.

E poi ho pensato: “Be’, no, è solo una questione di titolo. Potrei scrivere il libro e intitolarlo Il piano garantito di Dio per rendervi davvero ricchi [God’s Guaranteed Plan to Make You Really Rich]. E questo garantirebbe delle vendite significative, almeno per la prima tiratura. E non sarebbe neppure falso, perché il dare è il piano garantito di Dio per rendervi davvero ricchi. Gesù disse: “È meglio dare che ricevere”. Meglio sotto ogni aspetto. E, in realtà, dare come Dio ci ha comandato è liberatorio, gratificante, gioioso e profondamente arricchente. Infatti, basta una rapida occhiata ai capitoli 8 e 9 per mostrarci qualcosa di tutto questo.

All’inizio del capitolo 8, Paolo loda le chiese della Macedonia. E le loda perché, al versetto 2, in una grande prova di afflizione, hanno manifestato un’abbondanza di gioia e la loro profonda povertà è traboccata nella ricchezza della loro generosità. Tutto questo per dire che erano afflitti ed erano profondamente poveri, ma erano generosi nel dare. Infatti, il versetto 3 dice: “Hanno dato secondo le loro possibilità e oltre le loro possibilità, e hanno dato di propria volontà”. Hanno dato liberamente, per propria scelta, oltre le loro possibilità. Pur nella loro profonda povertà, hanno traboccato di generosità, e nel mezzo della loro vera afflizione la loro grande generosità ha procurato loro una grande gioia.

Versetto 4, una cosa interessante: “Ci supplicavano con molta insistenza per il favore di partecipare al sostegno dei santi”. In altre parole, imploravano di avere un’opportunità per dare. Avevano scoperto che dare era così gratificante, così benedetto, così gioioso, così arricchente, così benefico, che imploravano di avere un’opportunità per dare. Ora, noi vorremmo portare tutti voi a quel punto, dove sarete voi a chiedere con insistenza dove poter destinare le vostre risorse, perché comprendete quale beneficio, nel tempo e nell’eternità, vi sia in una simile generosità.

Più avanti, nel capitolo 9, vorrei soltanto richiamare la vostra attenzione su un’altra affermazione… e queste cose le esamineremo in futuro. Al versetto 6 Paolo stabilisce un principio: “Chi semina scarsamente mieterà anche scarsamente, e chi semina abbondantemente mieterà anche abbondantemente”. È un principio semplice. Non otterrete un raccolto maggiore del seme che avete seminato. Quindi ciò che seminate determina il vostro raccolto. Tutto qui. Se seminate pochi semi, avrete un piccolo raccolto. Se seminate molti semi, avrete un raccolto più grande. Questo è il principio.

Così il versetto 7 dice: “Dovete decidere nel vostro cuore, senza farlo a malincuore o per costrizione. Decidete semplicemente nel vostro cuore ciò che farete, in base al tipo di rendimento che volete ricevere”. E ricordate questo. Qualunque cosa seminiate, al versetto 8: “Dio è potente da far abbondare su di voi ogni grazia, affinché, avendo sempre in ogni cosa tutto il necessario, abbiate abbondanza per ogni opera buona”.

Ecco… ecco il raccolto della vostra semina. Versetto 7: stabilite ciò che seminerete e lo fate. Versetto 8: Dio può far abbondare ogni grazia, così che avrete sempre tutto il necessario per ogni cosa. In altre parole, Dio vi darà un rendimento senza limiti. La Sua capacità non conosce limiti. Dio, che fornisce il seme al seminatore e il pane per il nutrimento, fornirà e moltiplicherà il seme da seminare e accrescerà il raccolto della vostra giustizia. Sapete che cosa succede quando seminate? Ottenete un raccolto. E da quel raccolto viene seme moltiplicato, che prendete e seminate di nuovo, e la cosa continua ad ampliarsi. Questo è il principio.

Versetto 11: “Sarete arricchiti in ogni cosa”. Il principio del dare, dunque, è semplicemente questo. Voi seminate e mietete, e qualunque cosa seminiate Dio la moltiplica e ve la restituisce. La domanda è: quanto ne volete? Quanto volete seminare con Dio? Quanta benedizione volete? Quanto volete investire nel più grande investimento che esista, cioè investire con il Dio vivente, che ottiene sempre un rendimento pieno da ogni investimento? Questo è il cuore di questo studio: arrivare al punto in cui fate la fila implorando un’opportunità per dare, perché comprendete che questo produrrà un raccolto nel tempo e nell’eternità che vi renderà ricchi spiritualmente e perfino materialmente.

Voi dite: “Perfino materialmente?” Certo. Dio provvederà il pane per il vostro nutrimento, oltre al frutto spirituale della giustizia. Dio riverserà su di voi benedizioni. Ora, io non voglio privarvi di quelle ricchezze. Non voglio privarvi di quelle benedizioni. E quindi, per assolvere la mia responsabilità davanti a Dio e assicurarmi di non derubarvi, vi accompagnerò lungo questa serie.

Ora, la maggior parte di noi è consapevole, mentre iniziamo questa serie, che oggi c’è una… c’è una specie di difficoltà nel nostro dare. E in realtà si presenta su due fronti. Prima di tutto, il mondo assorbe una parte così grande del nostro denaro che non ci resta quanto dovremmo poter dare. È la prima volta nella storia che abbiamo la pubblicità. E la pubblicità è un sistema escogitato per separarvi dal vostro denaro. Pensate che la televisione esista per i programmi? La televisione non è per i programmi; è per gli spot pubblicitari.

I programmi servono semplicemente a portarvi lì perché guardiate lo spot. Gli spot non sono lì per farvi guardare il programma. Questo, certamente, potete capirlo. I programmi sono lì, e sono dimenticabili, perché voi guardiate gli spot, che invece non sono dimenticabili, come: “Ti voglio bene, amico”. Non andrò oltre con questo. Ma capite che il mondo… il mondo vi sta dando la caccia. E vi dà la caccia per separarvi dal vostro denaro; vi dà la caccia per spingervi a concedervi ogni genere di sfizio immaginabile. E questo mette le persone in una posizione molto difficile.

Il mondo non si limita a usare l’enorme potere dei mezzi di comunicazione e della pubblicità per catturarvi, ma poi vi offre anche il credito, così potete comprare cose quando non avete neppure il denaro e farvi sprofondare sempre di più nei debiti, il che vi mette anche in una posizione che limita il vostro dare. Infatti, per le persone nel mondo diventa così difficile perfino far quadrare una sorta di normale bilancio, a causa di quanto hanno speso oltre le proprie possibilità, che qualcuno ha detto: “Potete calcolare facilmente il costo del vostro tenore di vita prendendo tutto il vostro reddito e aggiungendo il venti per cento”. È così che vive la maggior parte delle persone.

I problemi finanziari sono una delle principali cause di divorzio nell’80 per cento delle coppie che divorziano prima dei 30 anni. Prima ancora che riescano davvero a cominciare a costruire una vita insieme, questa viene distrutta dai problemi finanziari. Ora, noi abbiamo molto più denaro di quanto ne avessero i nostri padri, molto più denaro di quanto ne avessero i nostri nonni, i quali, naturalmente, non erano vittime di questo bombardamento pubblicitario e del massiccio materialismo del nostro tempo. Un padre espresse la sua profonda preoccupazione al riguardo quando disse: “Guardate, non mi dispiace che mio figlio guadagni più di quanto guadagnavo io al mio primo lavoro. Quello che mi preoccupa è che ha sei anni e quella è la sua paghetta”.

Per il cinquanta per cento del tempo in cui siete svegli, pensate al denaro. Come ottenerlo, come spenderlo, come risparmiarlo, come guadagnarlo, come investirlo, come prenderlo in prestito, come trovarlo. Per il cinquanta per cento del tempo in cui siete svegli pensate al denaro. Viviamo in una cultura indulgente e materialista, e questo penalizza la nostra capacità di dare. Ma non è soltanto la cultura esterna a dirci di spendere il nostro denaro in modo stupido e insensato; perfino nel mondo cristiano siamo bombardati da altre persone che vogliono separarci dal nostro denaro per costruire i loro imperi.

La settimana scorsa ho avuto l’opportunità di trovarmi a Charlotte, nella Carolina del Nord, e qualcuno ha voluto portarmi a visitare Heritage USA, quel luogo costruito da Jim e Tammy Bakker nel periodo del loro massimo successo. È davvero una cosa sorprendente da vedere, credetemi. Abbiamo camminato per tutta quella struttura, per tutti quei terreni, quegli enormi alberghi a molti piani che lui aveva venduto tre volte a persone diverse. Ed è questo, naturalmente, che lo ha portato in prigione. Questo enorme, gigantesco albergo con centro commerciale.

E continua, continua ancora: villaggi e case; e immagino che una cifra tra i 200 e i 300 milioni di dollari sarebbe una stima prudente soltanto per quella struttura, per non parlare dei milioni e milioni di dollari che continuavano ad affluire per tenere tutta la cosa in televisione, per tenere in piedi tutto l’impero fino a quando finalmente crollò in una fiammata di iniquità. Ma camminando lì dentro e cercando di concepire quanto denaro di persone cristiane fosse stato riversato in quella cosa, che, tra parentesi, ora è gestita dalla Radisson Hotel Corporation ed è di proprietà di alcuni malesi. Stanno cercando di trasformarla in un centro congressi.

Quante risorse del Regno sono state riversate lì dentro, risorse che avrebbero potuto essere… che avrebbero potuto essere riversate in qualche ministero con rendimenti eterni, invece di alimentare un mostro fatto di costruzione di imperi e di iniquità? Spero che ormai, dopo aver visto alcuni degli scandali che hanno colpito l’evangelicalismo, siamo tutti molto sensibilizzati e molto attenti a dove spendiamo il nostro denaro, senza mandarlo, sapete, a comprare guardaroba per qualcuno e scenografie elaborate per programmi televisivi e ad aiutare persone a costruire imperi.

Molti anni fa Voltaire criticò il protestantesimo. Era un ateo francese e criticò il protestantesimo dicendo: “Il protestantesimo si è semplicemente sviluppato per offrire alla gente un’alternativa meno costosa al cattolicesimo”, perché la Chiesa cattolica stava succhiando enormi somme di denaro ai suoi fedeli, e lui riteneva che il protestantesimo fosse soltanto una scorciatoia a buon mercato. Non credo che, se vivesse oggi, direbbe questo. A me sembra che oggi il protestantesimo sia molto più costoso del cattolicesimo. E la maggior parte dei cristiani, probabilmente la maggior parte di voi, viene letteralmente assillata da ogni parte da tutte le cause alle quali dovrebbe contribuire.

Lo sfruttamento entra perfino nelle chiese locali. Non è soltanto fuori dalla chiesa o nelle organizzazioni parachiesa; entra anche nelle chiese locali. Fiumi di materiale arrivano nelle chiese per dirci come possiamo ingaggiare professionisti della raccolta fondi e rivolgerci a varie organizzazioni. Arrivano persone molto abili in questo, vengono da voi, vi fanno pressione in tutti i modi e raccolgono fondi facendo leva su di voi, così che possiamo sostenere le cose che vogliamo fare.

Altri arrivano e dicono: “Be’, il vero trucco, in tutta questa faccenda, è convincere tutti ad aderire alla decima. Se riusciamo semplicemente a far dare a tutti il dieci per cento, possiamo appellarci alla decima dell’Antico Testamento. Se tutti danno il dieci per cento, ne avremo in abbondanza”. E la verità è che probabilmente è esatto. Qualcuno ha calcolato che, se nella chiesa degli Stati Uniti, se tutti quelli che fanno parte delle chiese d’America avessero tutti un reddito ridotto al livello del sussidio sociale e dessero il dieci per cento, la chiesa vedrebbe un aumento del trecento per cento nelle offerte.

Le persone non danno ciò che dovrebbero dare. Molte volte non danno ciò che dovrebbero perché non amano abbastanza il Regno del Signore; a volte perché sono troppo profondamente indebitate, oppure spendono tutto per sé, o non capiscono neppure che cosa devono dare. Abbiamo bisogno di conoscere alcune verità fondamentali della Scrittura su come dobbiamo dare. È la decima? Che cos’è?

E poi anche la chiesa si confonde, perché a volte, sapete, la chiesa tende un po’ a fare la corte ai ricchi. Quando entra l’uomo con l’anello d’oro al dito, gli dicono: “Siediti qui. Siediti qui, su questo bel posto comodo”. E quando entra il povero, gli dicono: “Mettiti sotto il mio sgabello, non hai un buon odore”. E Giacomo dice che Dio non tollera questo. Sappiamo che Dio non fa favoritismi. E noi non possiamo mostrare parzialità verso i ricchi. Sapete, non potete lasciare che i ricchi dettino la vostra teologia. Non potete lasciare che i ricchi dettino la vostra linea d’azione.

Certamente, nella mia vita ci sono state persone che hanno cercato di farlo, persone che, sapete, hanno promesso certi aiuti finanziari se io avessi modificato la mia teologia. Io non modifico la mia teologia per denaro, né per qualsiasi altra cosa, se è per questo. Ma a volte questo succede nella chiesa; e poi, molto spesso, nella chiesa ci sono persone che si lasciano prendere la mano e vogliono prendere in prestito enormi somme, milioni e milioni di dollari, e seppellire la chiesa sotto un debito quasi impossibile da ripagare per gli anni a venire, cosa che paralizza la capacità della chiesa di svolgere il ministero.

L’intera questione di come trattare il denaro è problematica, sia nella cultura sia nella chiesa. E poi potete aggiungere un’altra faccenda, ed è tutta l’idea della pensione. Non voglio pestarvi troppo i piedi oggi, almeno finché non avremo quei banchi imbottiti, ma solo per un momento, solo per un momento, questa intera idea della pensione, se posso commentarla: il desiderio di mettere presto da parte una grossa somma di denaro così da poter non fare nulla di produttivo con la propria vita il più a lungo possibile, in realtà, è la mentalità del mondo. Questa è la filosofia del mondo: lo scopo della vita sarebbe arrivare al punto in cui non si fa nulla, se non ciò che si vuole fare. E sappiamo tutti che l’ozio è terreno fertile per il diavolo, giusto?

Non sto dicendo che dobbiate fare per tutta la vita il lavoro che fate adesso. Ma sto dicendo che dovete lavorare per tutta la vita a qualcosa. Se Dio vi libera dalla necessità di un lavoro retribuito e vi dà il tempo, allora dovreste trascorrere il resto della vostra vita lavorando per il Regno più duramente di quanto abbiate mai lavorato per il mondo. Ma vegetare non ha alcuna virtù.

Diventare dei pantofolai, o fare sempre ciò che si vuole quando si vuole, non sembra certo servire a scopi santi. Ma quel tipo di filosofia mondana, secondo cui la pensione è lo scopo della vita invece del compimento di qualcosa, si è infiltrato nella chiesa, e così le persone accumulano sempre di più, sempre di più, sempre di più. E ci sono abbastanza persone che dicono loro che devono accumulare di più, perché più accumulate, più altri si arricchiscono grazie a ciò che avete accumulato. La gente guadagna su tutto ciò che mettete da parte. E così vi vendono questa idea, e voi dovete stare attenti a non accumulare semplicemente ciò che invece dovreste investire nell’eternità.

Ora, tutti questi sono fattori che incidono sul nostro dare. C’è un posto per il risparmio. C’è un posto per una pianificazione saggia. C’è un posto per provvedere ai propri bisogni. C’è un posto per rispondere alla cultura che ci circonda, e una certa misura di comodità rientra nei propositi di Dio. Ma dobbiamo capire come dobbiamo dare, a che cosa dobbiamo dare, dove dobbiamo dare, quanto dobbiamo dare, con quali motivazioni dobbiamo dare, e che cosa ci accadrà se lo facciamo e che cosa ci accadrà se non lo facciamo. E queste sono le domande a cui daremo risposta man mano che studieremo i capitoli 8 e 9 di 2 Corinzi.

Risponderemo a queste domande nel nostro studio, che chiameremo: “Il modello biblico del dare dei credenti [The Biblical Model for Believers’ Giving], Il modello biblico del dare dei credenti”. È questo che studieremo in questi due capitoli. E voglio che sappiate che io non cerco il vostro denaro; cerco la vostra gioia. Non cerco le vostre ricchezze; cerco la vostra benedizione. E Dio ha molto da dire su questo argomento.

Ora, prima di guardare il nostro testo, voglio darvi del materiale introduttivo. Lo faremo questa mattina e domenica prossima mattina. E voglio parlare di diverse cose. Prima di tutto voglio parlare della moralità del denaro, la moralità del denaro. E poi più avanti, tra qualche minuto, dell’amore per il denaro. E la prossima settimana parleremo dell’acquisizione del denaro e dell’uso del denaro. E questo ci darà una sorta di fondamento sul quale possiamo costruire il nostro modello biblico del dare del credente.

Parliamo della moralità del denaro. Il denaro, in sé, non è né buono né cattivo. Non è giusto né malvagio. È neutro. Ma il denaro è una misura della moralità. Lo è certamente. Quando parliamo di denaro, parliamo della vita. È proprio così. Il denaro è così centrale nella nostra vita quotidiana. Come mezzo di scambio, definisce il modo in cui viviamo. Posso prendere il vostro libretto degli assegni, se usate ancora gli assegni, e passare in rassegna il registro dei vostri assegni per un certo periodo di tempo, e posso discernere le vostre priorità. Posso vedere dove va il vostro denaro. E dove va il vostro denaro, lì è il vostro cuore. È evidente.

Ora, per quelli di voi che non usano assegni ma usano una carta di credito, posso guardare l’estratto conto mensile della vostra carta di credito e posso discernere abbastanza bene dove si trova il vostro cuore. Dove mettete il vostro denaro dimostra la vostra moralità. Il denaro in sé è amorale, ma il denaro è anche un barometro; è una misura che mi permette di capire quali sono le priorità della vostra vita.

Alcuni dicono che il denaro corrompe. Be’, ci sono persone corrotte e, certamente, il denaro è un mezzo attraverso il quale manifestano la loro corruzione. Ma ci sono anche persone che hanno denaro e non sono corrotte, e il denaro è un mezzo attraverso il quale manifestano la loro giustizia. E ci sono persone corrotte che non hanno denaro, e ci sono persone che non hanno denaro e sono persone pie. Il denaro non corrompe necessariamente; rende soltanto più visibile la corruzione del cuore di chi lo possiede. Prendete una persona corrotta, datele molto denaro e sarà in grado di diffondere ancora più lontano la propria corruzione. Il problema non è il denaro. Il problema è il cuore, ma il denaro lo misura.

Alcuni hanno detto: “Sapete, il denaro è talmente il problema che dovete semplicemente sbarazzarvi di tutto il vostro denaro. È sbagliato che un cristiano abbia più denaro di quanto serva per le necessità fondamentali”, dicono. E potrebbero sostenere che dovreste fare voto di povertà, oppure che un gruppo di cristiani dovrebbe mettere tutto il proprio denaro in un fondo comune, dividerlo in parti uguali, e così avremmo il comunismo cristiano.

Be’, questo genere di cose non si trova nella Scrittura. Non è ciò che accadde, per esempio, in Atti 2. In Atti 2 c’erano persone che avevano denaro, terreni e proprietà, e persone che non ne avevano. E quando chi non aveva nulla si trovava nel bisogno, a volte gli altri vendevano ciò che possedevano per dare denaro a chi era nel bisogno. Non misero mai tutto in comune per poi dividerlo in parti uguali. Ci saranno sempre quelli che hanno, quelli che non hanno e quelli che stanno nel mezzo.

La Bibbia non ci proibisce di possedere denaro. Lasciate che vi dica che cosa dice la Bibbia al riguardo. Prima di tutto, in Aggeo, il profeta disse, al capitolo 2, versetto 8: “L’argento è Mio e l’oro è Mio, dichiara il Signore degli eserciti”. In altre parole, Dio dice: è comunque tutto Mio. “La terra è Mia, e tutto ciò che è in essa è Mio. L’oro viene dalla Mia terra, e così anche l’argento”. E così anche gli alberi da cui si ricava la carta con cui si fanno le banconote, e così ogni altro metallo, che sia nichel o alluminio o qualunque cosa usino per fare le monete. “È tutto Mio. Viene tutto dalla Mia terra e dalla Mia creazione. Io possiedo tutto”. E Dio, tra parentesi, in Aggeo 2 stava parlando di tutte le nazioni del mondo. Non stava parlando soltanto d’Israele. In Deuteronomio 8:18 si dice: “Ma ricordati del Signore, tuo Dio, perché è Lui che ti dà la forza per acquistare ricchezze”.

Ora ricordate: tutto ciò che è sulla terra appartiene a Dio, tutto. Ogni componente naturale del mondo materiale appartiene al Creatore che lo ha fatto e lo possiede. Egli lo ha portato all’esistenza, ed Egli è Colui che lo toglierà dall’esistenza quando disfarà l’universo. Nel frattempo, è Suo. Ora, Egli sa che questo costituisce un enorme tesoro che l’uomo può usare. E fa un passo in più in Deuteronomio 8:18 e dice: “Io darò alle persone la capacità di acquistare ricchezze”. Quindi Dio non ha soltanto creato la ricchezza nella Sua creazione, ma è Colui che, in virtù di come ha creato voi e me, ci ha dato la capacità di ottenere ricchezza.

Ha dato ad alcuni di noi capacità intellettuali, ad altri capacità fisiche, ad altri ancora capacità relazionali, a livelli diversi, così che possiamo conseguire ricchezza. Ha reso le persone ricche capaci di conseguire ricchezza. È Lui che ha dato loro la capacità mentale. È Lui che crea le circostanze della vita. Siete nati in una certa famiglia e quella famiglia è povera, e questo crea per voi una certa eredità. Siete nati in una certa famiglia ed è ricca, e questo crea un’eredità diversa. Ma tutto rientra nella provvidenza di Dio: dove nascete, in quale famiglia e in quale ambiente.

Se foste nati, per esempio, in India, potreste essere nati nella casta superiore dei bramini; potreste essere nati nella ricchezza. Ma con ogni probabilità non sarebbe così. Sareste nati nella categoria conosciuta come quella degli intoccabili, dalla quale non potete mai salire, dalla quale non potete mai uscire a causa del karma che è intrecciato nel tessuto del culto indiano, e rimarreste bloccati lì per tutta la vita. Be’, Dio ha il controllo di tutte quelle circostanze. Dio è ancora al comando. E Dio ha stabilito che i poveri li avrete sempre con voi, ma ci sarà una distribuzione della ricchezza, delle grandi risorse che Dio ha posto nella terra. Egli sapeva che sarebbero finite da qualche parte, a qualcuno; questo ne fa parte.

Io credo che Dio abbia creato l’essere umano in modo unico, così che possa fare cose meravigliose. Alcuni possono fare musica e, mediante essa, possono acquistare ricchezza. Alcuni possono dipingere grandi quadri e, mediante questo, acquistano ricchezza. Alcuni hanno una mente portata per la matematica, così da poter inventare, o per la scienza, così da poter fare scoperte e accumulare ricchezza. Alcuni sono straordinari nel mobilitare gruppi di persone, così possono costruire grandi aziende e imperi. Sono tutte cose che rientrano nel quadro del proposito creativo di Dio, mentre Egli prende ciò che è Suo e lo distribuisce fra l’umanità secondo le diverse e varie capacità delle persone, in virtù della Sua creazione e della Sua provvidenza. Ma è tutto Suo.

In 1 Corinzi 4:7 viene posta la domanda: “E che cosa hai che tu non abbia ricevuto?” E la risposta è: niente. È tutto di Dio. Dio lo distribuisce, e Dio lo distribuisce a chi vuole, come vuole. E quella distribuzione rientra nel quadro del Suo proposito creativo e della Sua provvidenza. E questo, in poche parole, se vogliamo, è il motivo per cui non accetto un approccio comunista o fortemente socialista alla vita dell’umanità, perché non credo che Dio abbia mai voluto che tutti fossero uguali e possedessero le stesse cose.

Io credo che Dio abbia progettato le persone in modo davvero unico. Ognuno è un individuo, e nella provvidenza e nei propositi di Dio la ricchezza è distribuita fra gli uomini secondo il modo unico in cui Dio ha creato ciascuno di loro, proprio come Dio non ha voluto un mondo tutto marrone in cui tutti i fiori avessero lo stesso colore.

Dunque Dio ha dato questa capacità di acquistare ricchezza, e tutto ciò che ne deriva è in realtà Suo. Tutto è Suo. Tutto è Suo. È tutto Suo, ed Egli lo ha distribuito… e ascoltate questo… lo ha affidato alla nostra amministrazione. A quel punto diventa una prova della moralità di una persona. Di per sé è moralmente neutro, ma ciò che ne fate ne determina il valore morale. Ho in mano qualche dollaro; è tutto quello che ho oggi. La settimana scorsa mia moglie mi ha dato 5 dollari e si è chiesta dove li avessi sperperati. Così questa settimana me ne ha dati 4, e se non sto attento la prossima settimana saranno 3. Dunque ho questi dollari. In un senso molto reale, questi dollari sono moralmente neutri. Ma ciò che faccio con essi potrebbe avere implicazioni morali significative, giusto? Ciò che compro con essi, ciò che ne faccio.

È così che stanno le cose. Tutto ciò che possediamo ci è dato da Dio e funge da barometro della nostra vita morale, della nostra vita spirituale. Ora, purtroppo, i doni di Dio sono destinati al bene dell’uomo. Dio vuole che l’uomo li usi in modi buoni, nobili, benefici per l’umanità, non nel senso che si debba sempre dare tutto ai missionari e tutto alla predicazione del vangelo. Il Signore sa che c’è bisogno di cibo e vestiti e delle gioie della vita, di cose che possiamo apprezzare e godere nella Sua bellissima, bellissima creazione.

Dio vuole che siano usati per il bene e per la Sua gloria. Ma l’uomo prende ciò che ha e generalmente lo perverte trasformandolo in male. In generale, la stragrande maggioranza del denaro finisce per essere usata per il male. Certamente questo è vero da parte dei non credenti: il denaro che rimane a disposizione, oltre a ciò che spendono per mangiare e per le semplici necessità di vestiario e abitazione, viene dirottato verso cose che non hanno alcun valore eterno. Ed è triste. È uno spreco terribile delle risorse di Dio.

Nel mondo ci aspettiamo una certa quantità di questo. Ciò che non ci aspettiamo è di trovarlo nella chiesa, fra il popolo di Dio che dovrebbe saperne di più. Ci aspettiamo, per esempio, che il mondo prenda i benefici di ciò che Dio ha creato nella natura e con essi inventi bombe e armi. In un certo senso ce lo aspettiamo. Oppure prenderà il meraviglioso dono del cibo che Dio ci ha dato e ne farà qualcosa che diventa gola, e allora dovremo avere un’intera cultura costruita intorno ai programmi dietetici per affrontarla.

L’uomo tende a torcere, distorcere e pervertire. Riceverà del denaro che Dio voleva che avesse per goderne, e potrebbe usarlo per godersi un viaggio meraviglioso e un tempo meraviglioso vedendo parte della bellezza della creazione di Dio, ma alcune persone lo spenderanno in materiale pornografico. Voglio dire, le perversioni sono tutt’intorno a noi. È solo che nella chiesa ci aspetteremmo che questo non accadesse. L’uomo tende a distorcere tutto ciò che è buono… tutti i buoni doni di Dio.

Ora lasciate che vi ricordi un principio in 1 Timoteo 6:17. Il passo parla della ricchezza materiale, parla del denaro, e dice questo: “Dio ci dà abbondantemente ogni cosa perché ne godiamo”. Trovo che sia estremamente pratico. Dio ci dà abbondantemente ogni cosa perché ne godiamo. Dio vuole che voi semplicemente ne godiate. Non è sbagliato quando comprate un nuovo divano. Non è sbagliato quando comprate una nuova automobile.

Non è sbagliato quando andate in vacanza e quando andate a trovare amici che amate sulla costa orientale, o andate a passare un po’ di tempo a vedere le foglie cambiare colore nelle Caroline, oppure salite in montagna a sciare e a godervi i vostri figli nella bellezza della meravigliosa creazione di Dio. Perché pensate che Egli abbia creato un mondo così? Voleva che ne godessimo. Non è sbagliato quando vi godete i bei colori dei vestiti nuovi che comprate. In sé non è sbagliato.

Dio ci ha dato ricchezza perché possiamo godere delle cose che ha messo nel Suo mondo. Non è un guastafeste cosmico; non sta cercando di rovinarvi la festa. Non è un orco che vi maltratta e vuole procurarvi soltanto dolore e miseria. Vi ha dato tutta questa capacità di produrre ricchezza. Vi ha dato tutte le circostanze grazie alle quali avete queste cose. Ed Egli sa che nel Suo mondo c’è un’enorme, enorme opportunità di godere di ciò che ha fatto. E si aspetta che voi ne godiate. E si aspetta che, mentre ne godete, Lo ringraziate.

Io posso farlo, non è vero? E voi? Posso ringraziare Dio per le meraviglie e la bellezza che vedo. Posso ringraziare Dio per una sedia comoda e per un luogo comodo in cui studiare e svolgere il mio lavoro. Posso ringraziare Dio per la meraviglia della Sua creazione, per una nipotina con un bel vestitino. Posso ringraziare Dio per qualunque di queste cose. Posso ringraziare Dio perché… perché ho potuto risparmiare del denaro per provvedere all’istruzione dei miei figli, per come ha provveduto anche a questo. Non devo fare voto di povertà. Posso godere riccamente di tutte le cose che Egli mi ha dato.

Ricordo che Dio decise di dare a Giobbe moltissimo. E poi Giobbe diventò davvero spirituale e Dio gli diede ancora di più. E Dio diede molto ad Abraamo, e a Isacco e a Giacobbe. In effetti, Dio diede ricchezze a Israele. In Isaia 2, al versetto 7, si dice di Israele: “Il loro paese è pieno d’argento e d’oro, e non c’è fine ai loro tesori”. Perché Dio fece questo? Perché questa è la natura di Dio. Dio è un Dio di generosità. Dio è un Dio che dà. Dio non è egoista. Ed Egli vuole che usiate il denaro per godere di ciò che ha fatto e godere di ciò che ha provveduto, purché Gli diate la gloria e purché non diventiate indulgenti verso voi stessi ed egocentrici.

Voglio dire, se un dirigente d’azienda gestisse i fondi dell’azienda come alcuni di voi gestiscono i fondi di Dio, finirebbe in prigione per appropriazione indebita. Noi siamo responsabili. Voglio dire, se il vostro datore di lavoro viene da voi e dice: “Ecco 1.000 dollari, voglio che li usiate saggiamente a beneficio dell’azienda”, penso che, se qualcuno nella vostra azienda facesse questo con voi, probabilmente stareste molto attenti a come spendete quei 1.000 dollari, perché sapete quali conseguenze potrebbe avere. Se ne faceste un uso stupido, potrebbe costarvi il posto di lavoro. Se ne faceste un uso saggio, potrebbe portarvi a una promozione. Staremmo molto attenti quando si tratta dei soldi di un datore di lavoro terreno, ma come trattiamo Dio?

Vedete, è così che voi… è così che considerate la moralità di tutta questa faccenda. Come la considero io? Alcuni dicono: “Be’, se soltanto avessi di più, darei di più”. No, l’ho sentito dire. Li sentite sempre dire: “Se avessi un milione di dollari, ne darei qui e ne darei… se solo potessi vincere alla lotteria. Ah, se solo potessi vincere alla lotteria”. La domanda non è che cosa fareste con un milione di dollari. La domanda è: che cosa state facendo con questi 4 dollari che avete in tasca? Che cosa state facendo con i 10 dollari? Che cosa state facendo con i 20 o i 60 dollari? Questa è la questione, perché Ecclesiaste 5:10-11 dice: “Chi ama il denaro non sarà saziato dal denaro. Quando aumentano i beni, aumentano anche quelli che li consumano”.

Un altro modo per dirlo è che l’unico vantaggio del denaro è guardarlo scivolare via tra le vostre dita. Più ne ricevete, più ne va via. Quindi non è una questione del tipo: se aveste di più, dareste di più. No, non è questo il punto. Gesù lo disse in questo modo: “Chi è fedele in una cosa molto piccola è fedele anche nel molto, e chi è ingiusto in una cosa molto piccola è ingiusto anche nel molto”. La questione è semplicemente questa. Se non siete fedeli con poco, non sareste fedeli con di più. Se siete fedeli con poco, allora Dio vi darà di più perché sa che siete in grado di gestirlo e che sareste fedeli anche con quello. Non è una questione di avere di più; è una questione di che cosa state facendo con ciò che avete.

Ora mi rendo conto che alcuni di voi sono sommersi dai debiti e che ci vorrà tempo perché ne escano. E questa è una tragedia a sé. Ma dovete riconoscerla come un grave problema spirituale e cominciare ad affrontarla. Le ricchezze possono ostacolare in modo significativo la spiritualità e certamente dimostrano dove vi trovate nella vostra vita spirituale. Quindi la moralità del denaro è qualcosa da considerare. È un barometro della vostra vita morale, della vostra vita spirituale.

Lasciate che parli per qualche minuto dell’amore per il denaro, il secondo punto. Lo introdurrò soltanto e lo concluderemo la prossima volta. L’amore per il denaro. Questo riguarda il modo in cui consideriamo il denaro. E quando dico amore per il denaro, non intendo che tirate fuori del denaro e dite: “Oh, denaro, denaro, ti amo”, sapete. Non è una cosa emotiva, non è una… non è una cosa emotiva. Voi… voi… voi… l’amore per il denaro significa semplicemente un attaccamento smodato ad esso. Significa semplicemente che siete spinti a ottenerlo. 1 Timoteo 6:10: “L’amore per il denaro è la radice di ogni sorta di male”. L’amore per il denaro è la radice di ogni sorta di male. Sapete, avete sempre il denaro intorno, quindi è facile amarlo. Voglio dire, è sempre lì. È una parte potente e costante della nostra vita. Abbiamo continuamente a che fare con questioni di denaro. Ed è così facile restarne completamente affascinati.

Che cosa voglio dire? Be’, consideriamolo alla luce delle parole di 1 Timoteo 6:17. “Ordina a quelli che sono ricchi in questo mondo presente”. Va bene essere ricchi, “ma ordina loro di non essere presuntuosi”. Cioè, orgogliosi della loro posizione nella vita, orgogliosi di ciò che possiedono. “E di non riporre la loro speranza nell’incertezza delle ricchezze, ma in Dio”. Sapete di amare il denaro quando inseguite il denaro, non Dio. Quando non potete dire, come diceva questa mattina il Salmo 42: “Come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima mia anela a Te, o Dio”. Ma, con tutta sincerità, dovreste dire: “Come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima mia anela al denaro”. È questo che vi spinge? È davvero questo che spinge le persone nel mondo. È proprio così.

Uno dei miei amici ha fatto parte della nostra chiesa per diversi anni, prima di trasferirsi sulla costa orientale come direttore generale di una delle squadre della Major League Baseball. È il general manager di quella squadra da diversi anni. E recentemente raccontava di aver avuto una conversazione piuttosto interessante con il suo prima base; erano quattro giorni che non batteva una valida ed era evidente che non stava mettendo il massimo impegno.

Così andò da questo giovane e gli disse: “Senti”, disse. “Che cosa c’è che non va? Da quattro giorni non batti una valida. Non ti stai impegnando”. E il giovane rispose: “Be’, che cosa ti aspetti? Guadagno soltanto 600.000 dollari l’anno”. Il mio amico gli rispose: “Hai un problema, amico. Hai bisogno di Gesù; vieni con me”. Lo portò in ufficio, lo fece sedere, aprì la Bibbia e gli spiegò alcune cose.

Ora, che genere di atleta può diventare un giovane che ha in testa soltanto i soldi? Non diventerà mai ciò che potrebbe diventare. È sbagliato essere motivati dal denaro; essere motivati dal denaro è controproducente. Dovreste essere motivati dal desiderio di dare il meglio di voi stessi, e quando il denaro arriva, arriva. Questo è il punto. Perfino in ambito secolare dovrebbe esserci un amore… se siete giocatori di baseball, dovrebbe esserci un amore per il gioco. Dovrebbe esserci qualcosa dentro di voi che dice: “Non userò questa capacità che ho accontentandomi di meno del massimo che posso esprimere”.

E se lavoro in un ufficio, non mi preoccuperò di quale sia il mio stipendio. Mi preoccuperò di quanto mi sto impegnando. Non mi preoccuperò di quanto mi pagano; mi preoccuperò di lavorare con efficacia, efficienza, cura ed eccellenza. Ma alcune persone inseguono semplicemente il denaro e ripongono la loro speranza in quello. Potrebbe succedere perfino ai cristiani. Se traete il vostro senso di sicurezza dal denaro, questa è idolatria.

Se inseguite il denaro invece di ricercare l’eccellenza davanti a Dio, non state lavorando come insegnano Colossesi ed Efesini: non soltanto quando siete osservati, ma come per il Signore. Se fate qualunque cosa che non sia lavorare per onorare il Signore, se lavorate soltanto per i soldi, questa è idolatria. Questo è amore per il denaro. E potete amarlo e averne molto, e potete amarlo e non averne affatto. Ma quando traete il vostro senso di sicurezza dal vostro denaro anziché dal vostro Dio, questa è idolatria.

Quando traete il vostro senso di soddisfazione dal denaro invece che da Dio, questa è idolatria. Quando traete la vostra gioia personale dai vostri beni invece che dalla vostra relazione con Dio, questa è idolatria. Ed è una strada che non volete imboccare. La pietà è caratterizzata dalla ricerca di Dio, non del denaro, e dall’essere contenti di ciò che si ha. Paolo disse ancora a Timoteo: “Non avete portato nulla nel mondo, certamente non potete portarne fuori nulla”. Non avete mai visto un carro funebre che traini un rimorchio U-Haul. Non vi portate via nulla. Avete quello che avete e lasciate tutto qui, e l’unica cosa che sarà là ad accogliervi è ciò che avete seminato in cielo.

Se amate il denaro, troverete ogni genere di problema. 1 Timoteo 6:9 dice: “Quelli che vogliono arricchire”, voi inseguite il denaro, inseguite il denaro, inseguite il denaro, “cadono nella tentazione e in un laccio, e in molti desideri insensati e nocivi che sommergono gli uomini nella rovina e nella perdizione, o nella perdita”. Questo è un linguaggio molto serio. Voglio dire, un linguaggio serio: tentazione, laccio, desideri insensati e nocivi che vi sommergono nella rovina e nella perdita. Gesù disse: “Non potete servire Dio e il denaro”. D’altra parte, Gesù disse: “Cercate prima il Regno di Dio e la Sua giustizia, e tutte le altre cose vi saranno aggiunte”.

Riversate semplicemente la vostra vita nelle cose che onorano Dio, lavorate per la gloria di Cristo qualunque cosa facciate, e lasciate che il denaro venga da Dio nella misura in cui Egli decide di darvelo. Lasciate che sia Lui a decidere se dobbiate avere un milione di dollari oppure no. Questo spetta a Lui. Voi fate semplicemente del vostro meglio. Abbiate a cuore di glorificare Dio, e se Egli vi rende ricchi, questa è una Sua scelta. E la maggior parte delle persone davvero ricche vi direbbe che è molto più difficile che essere poveri. Non ponete il vostro cuore nel denaro.

Per denaro, Acan portò la sconfitta sull’esercito d’Israele e la morte su se stesso e sulla sua famiglia. Per denaro, Balaam peccò e cercò di maledire il popolo stesso di Dio. Per denaro, Dalila tradì Sansone e causò la strage di migliaia di persone. Per denaro, Anania e Saffira divennero i primi ipocriti nella chiesa e Dio li colpì a morte sul posto. E per denaro, Giuda vendette Gesù. Non è una gran bella compagnia, vero? Quelli che amano il denaro non sono proprio una bella compagnia. E quando cominciate a inseguire il denaro, finirete per dimenticare Dio.

Salomone fu l’autore della maggior parte dei Proverbi. Chiuderò con questo. Ma il capitolo 30 fu scritto da un’altra persona. Fu scritto da Agur, AGUR, e Agur lo scrisse mentre osservava Salomone. Proverbi 30 è molto interessante. Salomone era davvero, davvero ricco. Voglio dire, ricco oltre ogni descrizione, ricco oltre ogni immaginazione. Ma rimase intrappolato nelle sue ricchezze e voleva di più e voleva di più e voleva di più, e continuava a sposare mogli straniere. Vi siete mai chiesti perché? Voi dite: “Sapete, è ridicolo, novecento donne? Voglio dire, davvero, la maggior parte di noi ha una moglie e già basta per riuscire a cavarsela. Be’, voglio dire, e perfino se un uomo avesse un grave problema di concupiscenza, trenta o quaranta potrebbero bastare. Ma che cosa…? Centinaia e centinaia e centinaia…”

Guardate, vi è sfuggito completamente il punto. Non aveva nulla a che fare con qualche desiderio fisico. Le sposava perché portavano con sé una parte dei tesori nazionali dei loro paesi. Era il denaro, non la ragazza. Scommetto che arrivò al punto in cui non si preoccupava neppure di vedere che aspetto avesse. Quando si arriva a contarle a centinaia, a chi importa? Lei sta portando una parte del tesoro del paese.

Stava costruendo un impero politico. E ciò che voleva non erano le donne; voleva sempre più ricchezze. E quando guardate a centinaia e centinaia e centinaia e centinaia di mogli, vi fate una piccola idea di quanto fosse avido quell’uomo. E così, nella sua avidità, introdusse tutte queste mogli con tutti i loro tesori, e loro portarono qualcos’altro oltre al loro denaro. Che cos’altro portarono? Portarono i loro dèi, e condussero Israele nell’idolatria; e Salomone rovinò la propria vita e divise il Regno.

Ora Agur stava osservando tutto questo accadere. E mentre lo osservava, pregò con le parole di Proverbi 30:8. Questa era la sua preghiera. Vide ciò che le ricchezze avevano fatto a Salomone, e così disse: “Non darmi né povertà né ricchezze; nutrimi del cibo che mi è necessario”. Dio, non voglio avere più di quanto Tu vuoi darmi. Determinalo Tu e dammi ciò che Tu vuoi che io abbia. Non voglio amare il denaro; non voglio diventare avido. Perché? Dice Agur: “Perché io, una volta sazio, non Ti rinneghi e dica: Chi è il Signore? Oppure, trovandomi nel bisogno, non rubi e profani il nome del mio Dio”.

Se ho troppo, non avrò bisogno di Te. Se non ho abbastanza, ruberò. Quindi, Dio, dammi Tu la mia parte. Non darmene troppo, così che io non adori la mia ricchezza invece di Te e diventi autosufficiente. E non darmene troppo poco, così che io non rubi e disonori il Tuo nome. In entrambi i casi, l’amore per il denaro può mettere Dio da parte. Quindi quello che vogliamo fare è questo: “Darò la mia vita a Cristo, servirò Dio con tutto il mio cuore. Lavorerò più duramente che posso. E lascerò che Dio mi dia ciò che sceglie di darmi. E se mi dà più di quanto mi serve, allora dovrò amministrare responsabilmente ciò che eccede i miei bisogni”.

Ricordo che alcuni anni fa dissi agli anziani che non volevo un aumento di stipendio, e per diversi anni non me lo diedero. E poi finalmente, una volta, avemmo una riunione e dissi: “Per favore, non voglio… vi prendete già cura di me, non datemi altro denaro perché non ne ho bisogno”. E un anziano molto saggio disse: “È proprio per questo che vogliamo dartelo, perché vogliamo vedere che cosa fai con il denaro di cui non hai bisogno”. È giusto. È una prova, non è vero?

Quindi, qualunque cosa Dio scelga di darvi, voi ne diventate amministratori. Ma non l’amate. In ogni caso, amate Dio, servite Dio, onorate Dio, glorificate Dio e lasciate che Egli vi dia ciò che sceglie di darvi, e usate ciò che vi dà per esprimere il vostro amore per Lui. Be’, questo è un inizio. E la prossima volta concluderemo questo messaggio introduttivo. Preghiamo.

Padre, Ti ringraziamo per il fatto che la Parola di Dio, che ci rivela la Tua stessa mente e ciò che Tu richiedi a noi, sia così chiara su queste questioni. E tutto comincia nel cuore; comincia dall’atteggiamento. Dobbiamo renderci conto che il denaro manifesta la nostra condizione morale e c’è un amore per il denaro che ci porta a dimenticare Te. Signore, aiutaci ad affrontare l’atteggiamento del cuore mentre cominciamo a costruire un fondamento per il dare cristiano. Ti ringraziamo, Signore, perché il Tuo Spirito ci conduce e ci guida in questo per mezzo della Parola.

E mentre studiamo questa straordinaria sezione e tutte le verità che vi sono contenute, Ti preghiamo di renderci liberi, così da diventare come i Macedoni e implorare opportunità per dare, perché comprendiamo la benedizione eterna e la gioia presente che ne derivano. Ti ringraziamo, Signore, per averci mostrato la via verso le vere ricchezze mediante il nostro dare. E desideriamo tanto camminare su quella via, mentre Tu ci istruisci nei giorni a venire, affinché il nostro Salvatore sia glorificato, Colui del quale portiamo il nome, che serviamo e nel cui nome preghiamo. Amen.

FINE

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