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È stato un privilegio per noi, in queste ultime settimane, e lo sarà ancora questa mattina, quello di esaminare il capitolo 3 della Seconda Lettera ai Corinzi, la lettera ricca e sentita di Paolo alla sua amata chiesa di Corinto. E nel mentre siamo al capitolo 3, guardando ai versetti che vanno dal 6 al 18, stiamo considerando l’argomento, “La gloria del nuovo patto”, del nuovo patto. Vi ho ricordato nelle settimane passate che il nuovo patto è il patto del sangue di Cristo, ovvero la promessa della salvezza tramite la morte e la resurrezione di Gesù Cristo. Il nuovo patto è glorioso. Il nuovo patto è completamente sufficiente. Il nuovo patto salva; è il nuovo patto che è il cuore del vangelo cristiano che Gesù è morto, è risorto per fornire il perdono dei peccati, una giustizia che ricopre, e la vita eterna. Noi predichiamo il nuovo patto. Predichiamo il vangelo, così come faceva Paolo.

Sfortunatamente, tuttavia, Paolo ha avuto i suoi passi ostacolati da alcune persone che predicavano l’antico patto, e stavano cercando di confondere la questioni inerenti alla salvezza. Il vangelo di Gesù Cristo è sufficiente a salvare. Diciamo sempre che la salvezza è per sola grazia, mediante fede sola, in Cristo solo. Non ha nessun rituale necessario che può contribuire. Non c’è nessuna cerimonia e non ci sono opere umane. Un peccatore, spezzato e contrito, umiliato per la sua iniquità, rendendosi conto che non c’è via d’uscita dal giudizio e dall’iniquità, si avvicina a Dio, implora grazia, implora misericordia, implora perdono, e Dio, sulla base di quello che Gesù Cristo ha fatto per soddisfare la Sua giustizia e per fornire un espiazione per quel peccatore, perdona, accoglie il peccatore, lo copre nella giustizia di Cristo, e gli dà la promessa della vita eterna. Questo è il vangelo cristiano.

Non c’è nessuna cerimonia che ne fa parte. Non c’è nessun rituale che ne fa parte, ed è per questo che, in una vera chiesa cristiana dove il vangelo è compreso in un ambiente veramente appartenente al nuovo patto, non ci sono cerimonie o simboli ma piuttosto la chiara spiegazione della realtà presente in Gesù Cristo. Non dipendiamo dai simboli per la nostra salvezza. Dipendiamo dalla realtà che si trova in Gesù Cristo. Ma sempre, sempre, sia ai tempi di Paolo che ai nostri giorni, ci sono quelli che si vogliono presentare con quella che chiamiamo ‘religione simbolica’, una sorta di religione sacramentale, sacerdotale, che mette in qualche tipo di comportamento simbolico, un significato spirituale, realtà spirituale, ed una grazia salvifica.

C’erano quelli a Corinto che lo facevano. Venivano e pretendevano che le persone che erano già state redente in Cristo, per convalidare la loro redenzione e per assicurare la loro redenzione, avevano bisogno di mantenere la Legge cerimoniale di Mosè. Questi gentili dovevano essere circoncisi. Dovevano assicurarsi di seguire lavaggi, cerimonie, sacrifici e così via...

Richiedevano un ritorno ai simboli dell’antico patto che a quel momento erano già obsoleti visto il fatto che la realtà di quei simboli era arrivata. Tornare indietro ed esaltare i simboli è inutile. Non solo rifiuta la realtà del vangelo, ma perverte lo scopo ed il significato del simbolo stesso che non era mai stato inteso per ministrare grazia, non era mai stato inteso per impartire vita spirituale, ma erano solamente delle immagini di quello che poteva e che di fatto avrebbe fatto proprio quello.

Quindi, nel trattare questo concetto a Corinto, Paolo scrive in questa sezione, con una preoccupazione che le persone comprendano veramente la differenza tra il nuovo patto e quello antico. O per meglio dire, che le persone capiscano la transizione dalla antico patto al nuovo. Non è che la antico patto ed il nuovo patto siano opposti o che siano contrapposti l’uno all’altro. È che una dà spazio all’altro, l’antico patto, di per sé, non era completo. Non poteva salvare. Non poteva impartire giustizia. Doveva passare ed essere sostituito dal nuovo. L’antico patto, tuttavia, aveva uno scopo, uno scopo molto buono. E quello scopo fu compiuto storicamente parlando, e quando arrivò la sua fine svanì, ed al suo posto venne il nuovo patto.

Mentre ho considerato tutto questo, ho cercato di coprirne il più possibile per aiutarvi a capirlo meglio, mi sono reso più consapevole che ci sono alcune persone nel mondo evangelico allargato che ancora non comprendono la relazione tra il nuovo patto e quello antico, tra legge ed il vangelo, tra legge e grazia. Questo mi è stato fatto notare questa settimana in maniera sorprendente e ne ero molto deluso. Stavo parlando con un certo tizio che mi stava parlando della Sua chiesa, del suo pastore e mi disse che dopo anni di pastorato ed anni in questa chiesa particolare, era andato dal Suo pastore, nel mentre stava studiando la Bibbia personalemente come laico. E gli chiese: “Com’è che le persone dell’Antico Testamento venivano salvate...” Il pastore rispose immediatamente dicendo: “Osservando la legge”. E, ovviamente, non so quanto sia diffusa questa concezione errata; ma quando la si trova con le guide spirituali è davvero un qualcosa di grave. Nessuno è mai stato salvato dalla legge in nessuna epoca, mai. La legge non poteva salvare.

Ora, permettetemi di parlare un po’ della legge. E torniamo un po’ indietro... e ci lavoreremo su piano piano per tornare un po’ dov’eravamo; ma quando parliamo della legge nella Bibbia, stiamo parlando della legge che mettiamo sotto la categoria della Legge Mosaica. Ovvero, quello che Dio rivelò a Mosè. Dio ha rivelato la Sua legge a Mosè. Ora, la legge che Dio ha rivelato a Mosè, che è registrata nell’Antico Testamento, in particolare, ovviamente, “nella legge”, nei primi cinque libri, quella legge ha sostanzialmente tre componenti, tre componenti: la legge civile, la legge morale e la legge cerimoniale.

Ora vediamo se riesco ad aiutarvi a capire gli scopi di queste. La legge civile era l’istruzione divina per la vita socioeconomica del Suo popolo, Israele. Certamente, alcune delle cose che Dio ha dato nella Sua legge civile per la loro vita avevano un valore più trascendentale; però, principalmente parlando egli diede una sorta d’ordine per la loro vita sociale che li avrebbe isolati dal mondo circostante in modo che non fossero eccessivamente influenzati dal paganesimo, e potessero mantenere una pura testimonianza dell’unico Dio nel mondo. Quindi c’è nella Legge di Mosè una componente civile che era progettata per rendere Israele una nazione unica.

In secondo luogo, c’è un componente morale. C’è una parte della legge rivelata a Mosè che è etica, che è morale. Non ha nulla a che fare con il comportamento sociale in termini del sistema socioeconomico per renderla una nazione distinta. Aveva a che fare con la moralità; aveva a che fare con il comportamento che si ha verso Dio e verso gli uomini in un ambiente sociale, ma comunque un comportamento morale; e quella è la parte morale della legge. Aveva a che fare con il cuore, con le virtù, la giustizia e con il peccato.

La terza componente della legge è la componente cerimoniale. La componente cerimoniale della legge è una serie d’immagini o di simboli che in un modo o nell’altro, erano tutti legati alla redenzione. Erano tutti legati allo scopo salvifico di Dio. Potevano dimostrare la peccaminosità dell’uomo, che ritrae la Sua necessità della salvezza; potevano dimostrare il sacrificio della croce, come per esempio con i sacrifici animali; poteva dimostrare la necessità della purificazione con i lavaggi vari. Possono dimostrare l’obiettivo o il beneficio della salvezza che è il riposo, o il Sabato.

Ma tutti i componenti simbolici della Legge Mosaica sono stabiliti attorno al proposito redentivo di Dio. Così che la legge, con quelle tre parti, era molto comprensiva. Data a un popolo speciale, identificava com’è che dovevano vivere nel mondo per esser un popolo separato. Sapete avevano leggi dietetiche e avevano certe festività e banchetti... e tutto prescriveva le loro routine quotidiane; avevano certe usanze e tradizioni nel modo in cui si vestivano e nel modo in cui preparavano il cibo e tutto il resto, che li isolava; e poi c’erano modi in cui dovevano gestire le cose che possedevano, i loro raccolti, i loro animali e tutto il resto, che li strutturava come un’entità autonoma, isolata, in un certo senso, dal resto del mondo, eppure destinata a raggiungere il resto del mondo con la verità sull’unico vero Dio; ma quelle erano tutte questioni civili.

La legge cerimoniale, come ho detto, era composta d’immagini e di simboli; mai una persona è stata salvata facendo dei sacrifici animali; mai una persona è stata salvata attraverso un lavaggio cerimoniale; mai una persona è stata salvata obbedendo al sabato o l’anno giubilare; le persone non venivano salvate mantenendo la legge cerimoniale; era solamente l’immagine del bisogno della salvezza. Ora quindi dobbiamo guardare più importantemente a quella di mezzo; ora segnatevi questo, quando il nuovo patto si presenta, la legge civile, quella che identifica unicamente la nazione d’Israele come un popolo separato, e messo da parte, perché? Perché il muro di mezzo era caduto, gli ebrei ed i gentili erano uno in Cristo, giusto? Quindi non c’è più un’etica unica... un unico codice comportamentale civile, sociale, per la chiesa.

Ora, ci sono alcune persone che, oggi, credono ancora che ci sia. A volte li chiamiamo ‘ricostruzionisti’ o ‘teonomisti’, potreste aver sentito questi termini, se non li avete sentiti, bene... Se non sapete di cosa sto parlando, meglio così; Ma stanno cercando d’imporre l’intera identificazione civile del modo di vivere d’Israele sulla chiesa, cosa che era inutile perchè era già stata messa tutta da parte. Il Nuovo Testamento rende chiare queste questioni. Ora, la legge cerimoniale, messa da parte, Colossesi 2, “Nessuno dunque vi giudichi quanto al mangiare o al bere, o rispetto a feste”, e ovviamente, il Libro di Ebrei mostra che tutto il sistema sacrificale era stato abolito.

Ma il cuore e l’anima della legge è quindi la legge morale, la legge morale. La legge cerimoniale era temporanea, rappresentava il nuovo patto che doveva venire. Ecco perché vi ho detto nelle ultime settimane, che un tipo di cristianesimo cerimoniale, sacramentale, sacerdotale, simbolico è una perversione. Perché tutto quell’approccio alla cerimonia, nella vera religione del giudaismo, era solamente un’immagine del nuovo patto. Ed una volta che questo è arrivato, quelle cose sono diventate inutili, e tra un minuto vi dirò di più.

Ora, guardiamo la legge morale, prendiamo quella parte centrale chiamata ‘legge morale’, e lasciatemi dire che c’erano tre motivi fondamentali per la legge morale, tre motivi. Il motivo numero uno, era quello di rivelare Dio. Non vedrete mai l’essenza di Dio più chiaramente, ovvero l’essenza della Sua natura morale, la Sua santità, il Suo attributo supremo, di quanto la vedrete nella Sua legge rivelata, dimostra chi è Lui, è Lui, è Dio. L’espressione più vera di Dio emerge nella Sua legge. Dio è rivelato come il Dio santo, santo, santo che gli angeli avevano detto che fosse in Isaia 6, quando guardate alla Sua legge, quindi rivela Dio; in secondo luogo, rivela la volontà di Dio per il comportamento degli uomini; la legge di Dio è lo standard rivelato per il comportamento degli uomini; ora quei due propositi primari della legge, sono la ragione per la quale Paolo dice che la legge è: “santa, giusta e buona”, perchè rivela la verità sul conto di un Dio santo ed il suo standard di santità per il comportamento degli uomini.

E poi c’è un terzo scopo della legge. Il terzo scopo della legge morale è, quindi, rendere l’uomo peccatore. Perché quando l’uomo peccatore si avvicina alla legge e vede il Dio santo e lo standard santo di Dio per lui e guarda alla sua propria vita, si rende conto che ne viene meno, giusto? Quindi la legge espone il suo peccato. Lo scopo della legge, quindi, nell’Antico Testamento, in una categoria sola, era quella d’identificare un popolo unico che avrebbe vissuto separato dal mondo come testimone del vero Dio.

La seconda componente della legge, quella cerimoniale, era quella di dare a quel popolo delle immagini grafiche, simboliche di una redenzione di cui avevano disperatamente bisogno, che sarebbe poi venuta più avanti nella promessa del nuovo patto; menre la parte centrale, quella morale, era quella di rivelare Dio, rivelare la volontà di Dio verso l’uomo, e far si che gli uomini siano consapevoli del fatto che vengono meno e che son quindi dei peccatori. Dio però non ha mai inteso che la parte cerimoniale della legge continuasse all’infinito, eppure era quello che gli ebrei volevano fare.

Queste persone chiamate “giudaizzanti” o “falsi insegnanti” o “falsi apostoli”, o “il partito della circoncisione” se preferite; non facevano altro che andare avanti a seguire Paolo e, ovviamente, andare ovunque ci fosse una chiesa, e confondevano la scena dicendo, “Dobbiamo mantenere le cerimonie, dobbiamo mantenere le cerimonie, dobbiamo mantenere le cerimonie,” perché erano stati confusi in qualche punto ed erano stati ingannati nel credere che quelle cerimonie giocassero un ruolo nella loro salvezza, ma quello non era mai il caso, mai. Chiedevano un ritorno ai simboli dell’antico patto, che però erano obsoleti da quando era arrivata la realtà.

Perché mai tornare ai simboli? Volevano tornare indietro ed esaltare i simboli, il che è assolutamente inutile. Non solo, come ho detto, perchè rifiutava la realtà del vangelo, ma anche perchè rifiutava il significato dei simboli stessi. Si distaccava dal vangelo della realtà in Cristo e dal vangelo della grazia al sacramentalismo vuoto di simboli, ombre e immagini. Ed è esattamente questo che stava succedendo a Corinto, ed è quello che Paolo doveva affrontare per far capire loro che l’antico patto non era male, ha avuto il suo giorno, la sua gloria, ma ora che il nuovo patto era arrivato, l’antico patto era passato; e questo è sostanzialemente quello che sta dicendo in questo capitolo, come vedremo.

Ora, vi ho detto che c’è un parallelo a tutto questo anche al giorno d’oggi. Oggi, abbiamo una situazione molto simile. Abbiamo persone del cristianesimo evangelico, ortodosso, fondamentalista che vanno in giro come noi, predicando il vangelo di Cristo, la salvezza per sola grazia, mediante la sola fede da, in Cristo solamente, quella grande testimonianza dei “sola”, della riforma. Andiamo in giro a predicare il vangelo; però, giusto per confondere la scena, la Chiesa Cattolica Romana, la Chiesa Ortodossa Greca e certe forme sacramentali, sacerdotali di un protestantesimo liturgico dell’alta chiesa ci seguono, e promuovono simboli ed immagini come se fossero delle realtà.

Questo è esattamente lo stesso tipo di cosa con cui si stava confrontando l’apostolo Paolo; solo che in un certo senso è peggio. Per lo meno i giudaizzanti avevano un insieme di simboli ordinati da Dio ed istituiti da Dio; per lo meno potevano dire: “Beh, sono nella Bibbia. Sono nell’Antico Testamento”. Per lo meno i legalisti ebrei potevano tornare ad un sistema, che sebbene ora era obsoleto, era stato originariamente istituito e prescritto da Dio stesso, nell’Antico Testamento.

Ma il Cattolicesimo romano, d’altra parte, ha sostituito i simboli che non sono mai stati presenti nella Bibbia, e li ha inventati. E sono simboli, credetemi, che sostituiscono la realtà della cosa. Il Cattolicesimo, nel corso degli anni, e certe forme di ortodossia greca e ortodossia orientale, e anche alcune forme del protestantesimo, si son inventati il proprio sistema non-Scritturale di opere e di cerimonie. Per esempio, il sistema romano ha Rosari, preghiere ai santi e a Maria, preghiere formulari, penitenze, venerazione di santi e di angeli, eccetera, eccetera. Niente di tutto ciò è biblico. Niente di tutto ciò apparteiene all’Antico Testamento. Niente di tutto ciò si può trovare nel Nuovo Testamento, se lo sono inventati e basta. Ne è venuto fuori dalle loro riflessioni, tradizioni, concili ed editti.

Questi tipi di pratiche si riscontrano anche, per esempio, nel luteranesimo, dove si crede che la grazia venga somministrata nella presenza reale di Cristo nel servizio della Comunione stessa, dove il rituale simbolico diventa una realtà. Questi sacramentalisti fanno l’affermazione blasfema che Cristo sia effettivamente presente negli elementi, è nel pane ed è nel vino, e quando la messa si svolge e ti viene offerta nella messa, lui viene sacrificato realmente, letteralmente, più e più volte ancora.

E nemmeno la peggior forma di ritualismo ebraico si è mai spinto così in là da inventarsi certe cose selvagge. Quindi non è un qualcosa che non viviamo più al giorno d’oggi. La vera salvezza, semplice e pura così come presentata nel nuovo patto, è sempre stata ingombrata dai ritualisti, lo era allora e lo è ancora oggi. Ora, Paolo vuole che comprendiamo che l’antico patto aveva una gloria, ma era una gloria temporanea, svolse il suo ruolo, ebbe il suo posto, servì il suo scopo, ma ora, era arrivato il nuovo patto, ed il nuovo patto è il patto della salvezza.

Ritorniamo quindi al nostro testo, si potrebbe dire così tanto su questo testo; l’antico patto, considerando la legge morale, fu progettato per produrre una certa consapevolezza del peccato. Era stato progettato per condurre le persone al peccato; ora se eri un ebreo che viveva nell’Antico Testamento, come vi ho detto l’ultima volta, ed eri esposto alla legge di Dio, che di fatto lo erano, e veniva letta ogni... ogni sabato. Erano consapevoli della legge di Dio. La insegnavano ai loro figli, giorno dopo giorno, seduti, in piedi, camminando per strada. E nel mentre erano esposti alla legge di Dio, essa gli rivelava Dio, gli rivelava lo standard santo di Dio per la loro vita. E, di conseguenza, esponeva il loro peccato perché non potevano mai vivere secondo quello standard, mai, mai. E quindi risvegliava la realtà del peccato.

E portava quella persona dell’Antico Testamento, quell’ebreo dell’Antico Testamento, ad un punto di disperazione o a un punto di rottura o contrizione... anche quel termine fu usato... e lo portava a tal punto in cui diceva: “Non posso vivere secondo la legge di Dio. Sono maledetto.” “Maledetto è chiunque non obbedisce a tutte le cose scritte nel libro della legge,” dice Deuteronomio. Quindi sapeva che se avesse infranto la legge in qualsiasi modo sarebbe stato dannato. Quindi qui c’è la rivelazione dello scopo perfetto di Dio, della mente perfetta di Dio, della natura perfetta di Dio, e della volontà perfetta di Dio per l’uomo. Non è all’altezza, è un peccatore miserabile. Non ha speranza. Non può salvarsi. Cosa potremme mai fare?

Beh, la menzogna era: “fai tutti i sacrifici. E se li fai tutti e ti presenti al tempio al momento giusto ed osservi il sabato e fai i lavaggi e mangi una dieta kosher e ti prendi cura di tutta la legge del sabato, se fai tutta quella roba la, quello ti salverà, ti salverà”, e quello è quel tipo di giudaismo falso che è cresciuto ed ha ingannato l’intera nazione, così che al momento dell’arrivo di Gesù tutta la leadership dell’intera nazione d’Israele credeva che il modo per affrontare il problema del peccato fosse mantenendo certe cerimonie.

Ed erano le loro genuflessioni quotidiane allo scopo di... allo scopo della preghiera nell’ora esatta, o il compiere tutte le miriadi di cose che fanno cerimonialmente parlando che li avrebbe liberati dalle conseguenze della loro peccaminosità. Quindi, invece di vedere la parte cerimoniale della legge come un’immagine della redenzione, la vedevano come un mezzo di redenzione, proprio come il Cattolicesimo di oggi. Si potrebbe guardare ai simboli del cattolicesimo e dire, “Beh, certamente sono simbolici della realtà più profonda”, se solo potessero vedere la realtà, ma i simboli oscurano la realtà e l’inganno è che, occupandosi dei simboli, ci si salva, il che è lo stesso inganno.

Quindi la legge che sospinge gli uomini al peccato non era mai intesa a fornire loro una soluzione al loro peccato in mantenendo le cerimonie, eppure quella era la perversione del giudaismo e, per i nostri giorni, la perversione di qualsiasi tipo di religione sacramentale, e sacerdotale. Non è una relazione, non è la realtà della cosa non erano altro che un mucchio di simboli. Ma l’inganno è letale, perché l’inganno, si pensa, è la soluzione al problema, ma non lo è. E quindi ci sono tutte queste persone che pensano d’esser religiose, molto religiose; potreste andare in Israele e voglio dire vedreste molte persone giudee molto religiose, cioè, molto religiose. E son lì che osservano tutte le cerimonie, e le compiono tutte. Cioè sono devote, sono ortodosse e le stanno facendo tutte.

Sono entrato nel tempio... o meglio, nella sinagoga, nei terreni del vecchio tempio. Ci son andato, e ci ho passato ore, ed ho visto tutti questi uomini che studiavano la legge, la lettera della legge, le minuzie della legge. Li ho osservati in relazione ai più piccoli che erano lì ai loro piedi e gl’insegnavano la cosa intera, e facevano tutto per ore su ore su ore, giorno dopo giorno, dopo giorno, dopo giorno. E la loro conclusione è che non possono vivere all’altezza della legge, e per accomodare quell’incapacità, mantengono certe cerimonie e certi rituali e fanno certe opere a parte, e quelle diventano un po’ il mezzo salvifico.

E non saranno mai portati al punto in cui, nella disperazione totale e nell’orrore assoluto per la loro incapacità, e vedendo l’inutilità della religione cerimoniale, si rivolgono a Dio, implorandogli e battendosi il petto dicendo: “Signore, abbi pietà di me, peccatore, e salvami per grazia”. Non arrivano mai a quel punto. Sostituiscono la cerimonia con la salvezza che Dio fornisce nel Figlio Suo. E, di nuovo, vel’ho detto c’è la stessa situazione qui da noi, ci sono i Cattolici Romani che sono contenti di andare alla cerimonia settimana dopo settimana, dopo settimana, dopo settimana e credono nel loro cuore che quello si prenderà cura del loro peccato, giusto? Ma non è così.

Non sto dicendo questo perchè non mi piacciono i cattolici. Lo sto dicendo perché li amo. Quale folle li lascerebbe nel loro inganno? Quindi l’apostolo Paolo vuole riportarci indietro e dice: “Guardate, dovete capire lo scopo della legge in tutte le sue componenti; la sua componente morale per spingerci alla disperazione; la sua porzione cerimoniale per mostrarci quanto disperatamente abbiamo bisogno di un Salvatore. Non dobbiamo vederla come la nostra salvezza nella sua forma cerimoniale...” Circoncidere le persone non le salverà mia. Farle passare tramite certe cerimonie mosaiche, non le salverà più di quanto potrebbe salvarle un qualche sforzo personale di mantenere la legge morale. Non può perché non appena se ne infrange una sola, siamo condannati. Ecco perché Paolo dice nel versetto 6 che “Qualsiasi vero predicatore, qualsiasi vero ministro, qualsiasi vero servitore di Dio è un servitore del nuovo patto, del nuovo patto.”

Vedete, tutto quello che la legge doveva fare era renderci il nostro peccato visibile, e dirò di più su questo tra un momento. Ora, descrivendo il nuovo patto migliore, che di fatto presenta nel versetto 6, Paolo presenta otto punti, la volta scorsa ne aveva presentati solo sette però ne ho trovato un altro. Quindi questa settimana ne farà otto, ma in realtà non ne farà nessuno perché non ci arriveremo, ma ho trovato almeno otto modi in cui dimostra la superiorità del nuovo patto qui, otto modi.

Dà vita, produce giustizia, è permanente, porta speranza, è chiaro, centrato su Cristo, liberante e trasformativo. Non preoccupatevi di quello perchè ci arriveremo. Otto elementi superiori del nuovo patto, che ci porterebbero a mettere l’antico patto al suo posto, che è stato sostituito. Delle distinzioni, meravigliose, meravigliose, entusiasmanti. Ora, lasciate che vi ricordi della prima, l’abbiamo menzionata la volta scorsa, ma il nuovo patto dà vita, versetto 6, guardatelo lì, “un nuovo patto, non di lettera, ma di Spirito; perché la lettera uccide, ma lo Spirito vivifica”, ricordate che abbiamo discusso questo punto, che il nuovo patto dà vita perché è spirituale, è potenziato dallo Spirito Santo, è interno, non è esteriore, e la parola “lettera”, qui, non si riferisce più di tanto alla legge stessa, ma alla sua mal rappresentazione in formalità o cerimonie.

Lettera significa letteralmente la mancata comprensione della legge, descritto, tra l’altro, in Romani 2:27-29 dove parla di coloro che sono fisicamente circoncisi e di coloro che non lo sono e dice, per esempio, nel versetto 27, “Così colui che è per natura incirconciso, se adempie la legge, giudicherà te, che con la lettera e la circoncisione sei un trasgressore della legge”, e qui egli distingue la lettera dalla legge stessa, “la lettera della legge”, e di nuovo, giù nel versetto 29, dice, “Non dalla lettera, e la sua lode non viene dagli uomini ma da Dio”, quindi la lettera è distinta dalla legge lì. E l’ho già menzionato la settimana scorsa quindi non mi addentrerò nel dettaglio.

La lettera è la mala comprensione della legge. La lettera è quello che vi ho detto, è guardare alla legge morale e poi dire: “Oh, la cura, la soluzione è quella di mantenere la cerimonia!” E quindi, così facendo si crea un mezzo esteriore, meccanico di osservanza fisica di questi codici e di queste cerimonie, e quindi così si crea un sistema presunto di salvezza, quella è la lettera, e questo è particolarmente dannoso perchè la legge è sufficiente per ucciderci. La legge vi ucciderà in senso positivo perché vi porterà alla disperazione e, nella speranza vi porterà a Cristo. La lettera invece vi ucciderà in modo negativo. La lettera vi ucciderà per bene perché la lettera sembra essere la risposta al vostro dilemma ma non lo è, è l’inganno di una religione falsa, sacramentale.

Quindi la lettera è di fatto il killer. Ed è per questo che Paolo sta dicendo: “Guardate, quando avete queste persone che arrivano, e v’impongono questo tipo di cose esteriori, questo abuso, questi malintesi, queste incomprensioni della legge, quello vi ucciderà... solamente lo Spirito può dar vita. Noi però stiamo predicando Cristo ed il potere dello Spirito nel vangelo del nuovo patto”, il sistema sacramentale porta le persone a cercare la salvezza per lettera, rituali religiosi, che non sono altro che distorsioni dannosa del vero cristianesimo.

Ora, guardiamo al secondo punto e questo mi sa che è l’unico che copriremo oggi; e di nuovo, vel’ho detto che non ci affretteremo qui perchè voglio davvero che lo comprendiate per bene; ma il secondo punto è che il nuovo patto produce giustizia. Il nuovo patto produce giustizia. Diamo un’occhiata al versetto 7, e questo probabilmente lo inizieremo e basta, ma dice: “Or se”... traduciamolo diversamente, “siccome / oppure, visto che il ministero della morte, scolpito in lettere su pietre, fu glorioso...” Fermatevi lì. Ora, certamente, Paolo era stato accusato di svalutare l’importanza della legge di Dio. Era stato accusato di essere contro la legge di Dio. Infatti, per quello fu arrestato a Gerusalemme e dissero: “Egli parla contro la legge”.

Gli ebrei lo accusarono d’esser un antinomista, qualcuno che è contro la legge, nomos è la parola greca per ‘legge’, era sempre stato bombardato dall’accusa di essere contrario alla legge ed alle usanze e le cerimonie del giudaismo. Quindi qui vuole farci sapere che non lo è. Vede l’antico patto e la legge nella sua prospettiva corretta. Ma la sua prospettiva corretta è quella di vederla, nel versetto 7, come un ministero della morte, “visto che il ministero della morte”, dice, “Il ministero della morte”.

La legge è un assassino. Siete pronti per questo? La legge è il più grande killer di massa nella storia del mondo, esattamente. La legge è l’assassino più pericoloso di tutti. Ha un ministero di morte. La legge di Dio ha un ministero di morte. Semplicemente uccide chiunque si trovi di fronte a lei. Lasciate che v’illustri questo punto portandovi a Romani capitolo 7, Romani capitolo 7. Seguite questo pensiero da parte di Paolo, iniziamo al versetto 7: “Che diremo dunque? La legge è peccato?” Ebbene, la risposta: “No di certo!” mē genoito, “no, no, no, no, no, in nessun modo, mai, non può essere”,

la legge non è peccato, non c’è niente di sbagliato con la legge, è completamente giusta e buona. La legge non è peccato. “Anzi”, al contrario, guardate al versetto 7, questo è così potente: “io non avrei conosciuto il peccato se non per mezzo della legge”, ora come avrei mai potuto sapere di peccare se non ci fosse stata una legge che avrebbe definito il mio peccato? Ed offre un’illustrazione: “poiché non avrei conosciuto la concupiscenza, se la legge non avesse detto: «Non concupire»“, non l’avrei mai saputo!” Ora, se non ci fosse stata la legge, allora non ci sarebbe stato alcun modo di definire il peccato. Quindi Paolo dice: “La legge venne per definire il epccato perchè senza quella legge non avrei mai saputo d’essere un peccatore. Se non m’avresti detto che concupere è peccato, non avrei saputo di averlo commesso”, quindi la legge venne... ora pensateci su, la legge venne per definire il peccato, per definirlo. E dove c’è la legge, si sa che c’è anche il peccato.

Sapete come funzionano gli esseri umani, sapete come funzioniamo? Lasciate che vi dia un esempio contemporaneo, ok? Togliete la legge di Dio dalla società, okay? Toglietela dalla società. Ora, come facciamo a decidere ciò che è giusto e ciò che è sbagliato? Non possiamo, giusto? Quindi la donna che è a capo di un qualche dipartimento della UCLA si è presentata alla radio ieri ed ha detto: “Siamo stati molto fraintesi all’UCLA. Qualcuno ci ha accusato di discriminare gli omosessuali e le lesbiche perché abbiamo un programma ROTC e perché l’esercito e l’ROTC hanno, secondo il loro giudizio, delle politice discriminatorie omosessuali, e visto che l’UCLA ha il ROTC; quindi, è stato detto che l’UCLA discrimina gli omosessuali”, e poi entra in un discorsone sul fatto che non avrebbero mai pensato di fare una cosa del genere, che non vogliono esser visti così, che l’UCLA ha una politica specifica che afferma che son disposti ad accettare tutti, indipendentemente dalle preferenze sessuali,” eccetera, eccetera.

Ed ecco quì una delle istituzioni educative più grandi del Sud della California, che presumibilmente sta educando ed istruendo la prossima generazione di persone che guideranno il mondo. E non hanno assolutamente alcuna idea di cosa sia giusto o di cosa sia sbagliato, non ne hanno la più pallida idea; e vogliono correre il più rapidamente possibile verso lo studio televisivo più vicino a loro per accertarsi che tutti sappiano che non hanno uno standard tanto antiquato quanto quello biblico. Quindi non c’è modo di definire cosa sia giusto o cosa sia sbagliato. Ora, quale messaggio hanno inviato al loro corpo studentesco? Sostanzialmente, “Fate quello che volete, giusto? Qualunque cosa vogliate fare, fatela...” quindi quello che stanno facendo è semplice, stanno dicendo: “Vivete così la vostra umanità”, come disse Hugh Hefner negli anni ‘60.

Non me lo dimenticherò mai quando ero studente al seminario. Lessi un articolo su Christianity Today, che includeva un’intervista che gli fecero e lì disse: “Cosa c’è di sbagliato... cosa c’è di sbagliato con il sesso esplicito?” Stava iniziando la rivista Playboy e tutta quella robaccia la quella mentalità e disse: “Dopotutto, beh, cosa c’è di sbagliato in questo? È un impulso naturale, non è vero? Abbiamo un impulso naturale a mangiare. Abbiamo un impulso naturale verso il bere ed il dormire ed abbiamo un impulso naturale a fare questo o quest altro, il che significa che è il centro di cosa significa esser umani; e di fatto è un impulso che abbiamo piuttosto frequentemente proprio come il mangiare; e quindi cosa c’è di sbagliato? Non è altro che un comportamento umano”, e sapete una cosa? La mente depravata e caduta dice semplicemente, “Sì, sì”, e quindi va e lo fa e pensate forse che le persone lì fuori siano li a dire: “Oh, colpevole, colpevole, colpevole?” No! Ma non conoscono le regole.

Ecco perché ho scritto il libro, “La coscienza evanescente”, perché non c’è alcun sistema che informi il sistema d’allarme. Quindi, perché mai dovrebbero sentire alcuna costrizione al riguardo? È solo quando si presenta una qualche legge autorevole che dice: “Aspetta un minuto, è sbagliato fare questo? E intendi dire che se lo facessi sarei considerato un peccatore? Ed intendi forse che i peccatori vanno all’inferno?” Se togli la legge, non potrai più aver alcun messaggio oggettivo... Paolo disse: “Ah, io stavo bene finché non mi sono imbattuto nella legge. E quando mi sono imbattuto nella legge, ho detto: ‘Concupiscenza? Concupiscenza? Non si può fare? Pensavo fosse mero comportamento umano normale, concupire, concupire, concupire, concupire.... Desideravo tutto quello che vedeveo, quasi...” Quindi definisce il peccato.

E lasciate che vi dia un secondo pensiero. Non solo definisce il peccato... ma guardate al versetto 8, “Ma il peccato, còlta l’occasione, per mezzo del comandamento, produsse in me ogni concupiscenza”, amo quello, è come dire a qualcuno: “Non pensare ad un elefante rosa. Non ti permettere di pensare ad un elefante rosa”, non appena dici a qualcuno di non concupire, cosa fanno? Lo fanno... Quando si continua a martellare la legge sulla persona, essa non fa altro che risvegliare un qualcosa che era già presente dentro di loro. Ed è il senso di dire... “Oh, questo è sbagliato?” e “Oh, io posso...” E, all’improvviso, s’inizia a vedere una manifestazione ferma della concupiscenza in ogni aspetto della vita, non è vero? È dappertutto, ed è in ogni luogo.

Era sempre lì, non era mai stata definita, ma era lì, e poi quando però è arrivata la legge, il tuo stato decaduto disse: “Non mi piace quella legge”, e qualcosa in te iniziò a spingerti a commetterne ancora di più. Ed è come quel bambino che stava camminando nel negozio e trovò il cartello sul bancone che diceva: “Non toccare”, e non appena la mamma guarda dall’altra parte, lui va: “Um”. “Non andare sul letto di fiori,” e lui si guarda intorno e gli mette il piede dentro giusto per dire d’averlo fatto.

È così che funziona la legge, e quando si confronta con la caducità dell’uomo, definisce il suo peccato e lo esaspera. Vi ricordate del Pellegrinaggio del Cristiano? Quando la legge entra nella stanza ed è come un servo, ed inizia a spolverare facendo sollevare fuliggine e pulire... e non si sa mai quanto è sporco finché non tocchi... finché non inizi a spolverare e vedi la luce del sole entrare dalla finestra. E dici: ‘Wow, questo è...’ ed è così che la legge... solleva la polvere ovunque si trova è quello che fa!

Non può produrre giustizia! Non è altro che un omicida! È un assassino di massa, ha il ministero della morte. Nel versetto 9... beh, alla fine del versetto 8, dice: “perché senza la legge il peccato è morto. Un tempo io vivevo senza legge; ma, venuto il comandamento, il peccato prese vita e io morii”, cosa vuol dire? Beh è morto di una morte spirituale. Si è reso conto che la sua condizione era di morte spirituale. Si è reso conto di essere stato tagliato fuori dalla vita di Dio, che era un peccatore era condannato. “il comandamento che avrebbe dovuto darmi vita, risultò che mi condannava a morte”, mi condannava a morte. E nel versetto 11, “Mi uccise! Cosí la legge è santa, e il comandamento è santo, giusto e buono”, il problema non è con la legge, il problema è con cosa? Con me stesso, con me stesso. Versetto 14, La legge è spirituale, io però sono carnale, io sono venduto schiavo al peccato”, la legge, la legge morale è stata data da Dio per ucciderti. Ed ecco perché dobbiamo predicarla. Ecco perché dobbiamo tenere la legge morale, dobbiamo tenerla alta e dobbiamo mantenere lo standard ben elevato affinchè uccida le persone.

Guardate a Galati capitolo 3. Penso che mi prenderò un minuto con questo e poi concluderemo, Galati 3. La legge quindi è stat progettata per portare i peccatori alla conoscenza del loro peccato, non per salvarli. Non può produrre giustizia. Produce solamente la morte, la legge è inferiore, non può salvare; Il suo scopo è quello di rivelare il peccato, portare il peccatore ravveduto alla fede in Dio, supplicando il perdono della grazia di Dio reso possibile grazie al sacrificio di Cristo.

Guardate al versetto 21 qui, “La legge è dunque contraria alle promesse di Dio?” Me geneito, di nuovo, no, no, no, no, no.’ “perché se fosse stata data una legge capace di produrre la vita, allora sí, la giustizia sarebbe venuta dalla legge”, la legge non è contraria alle promesse di Dio, ovvero le promesse di Dio per la vita eterna e la salvezza; la legge non le è contraria ma non può produrle, non può farlo; se potesse, allora la giustizia sarebbe si sarebbe ottenuta per mezzo della legge, ma non può, la legge non può produrre la giustizia, l’antico patto non può produrre giustizia.

Ora, ascoltatemi, nessuno poteva mantenere la legge morale, quindi mantenere la legge non poteva salvare; e l’obbedienza alle cerimonie, i simboli e le immagini non poteva salvare perchè nemmeno quello poteva salvare. E l’essere semplicemente un ebreo partecipante alla comunità civile identificata non ti poteva salvare. Niente di tutto ciò poteva salvare; non c’è nulla nella legge che possa salvare di per sé. Infatti, nel versetto 10 dice: “Infatti tutti quelli che si basano sulle opere della legge sono sotto maledizione”, se mai infrangere un qualsiasi aspetto della legge, sarete maledetti dalla legge stessa. Quindi la legge non poteva salvare.

Nel versetto 19, disse che la legge fu aggiunta a causa delle trasgressioni. In altre parole, la legge venne... storicamente, Dio portò la legge per definire il peccato, per esasperare il peccato e per spingere il peccatore alla disperazione. Ed il versetto 22 dice “la Scrittura”, che è un sinonimo per la legge, “ha rinchiuso ogni cosa sotto peccato, affinché i beni promessi sulla base della fede in Gesú Cristo fossero dati ai credenti”, l’intera idea della legge era quella di rinchiudere il peccatore sotto peccato e farlo volgere verso il Salvatore. Poi nel versetto 23, “Ma prima che venisse la fede eravamo tenuti rinchiusi sotto la custodia della legge, in attesa della fede che doveva essere rivelata. Cosí la legge è stata come il nostro “paidagōgos”, il nostro tutore, per condurci a Cristo”

e questo non è il tutore che si siede in un aula e tiene lezione. Questo era un guardiano morale, era solitamente un uomo che era un servo, che non era tanto interessato al dispensare informazioni, quanto a seguire il ragazzo per disciplinarlo e conformare il suo comportamento ad uno standard più elevato. La legge è il nostro tutore per condurci a Cristo affinché possiamo essere giustificati per fede. Questo è l’unico modo in cui si può essere giustificati. Abraamo fu giustificato così, ed egli esistette persino prima della legge, ed è così che tutti sono mai stati giustificati, tutti. E tutti coloro che credono, seguendo la fede di Abramo, sono figli di Abraamo perché sono della fede.

La fede è sempre stato l’unico modo per ottenere la salvezza, in uqalsiasi periodo di tempo, sempre. La legge serve solo a spingerci verso Dio. E poi dice questo, versetto 25, “Ma ora che la fede è venuta, non siamo piú sotto precettore”, possiamo metterla da parte, il suo scopo è stato compiuto. Mettetela da parte. Ci ha portato a Cristo. Ed ora la legge è scritta nei nostri cuori, ed ora possiamo adempierla... Romani 8... per il potere dello Spirito Santo che dimora in noi. Tutto quello che la legge fa è uccidere. Ed ecco perchè in Romani 3 c’è scritto che “Nessuna carne sarà giustificata per mezzo delle opere della legge”, la legge porta solo alla conoscenza del peccato. E non può fare altro, è un ministro di morte.

Tornate a 2 Corinzi 3, per un ultimo commento lì. Dice: “Se il ministero della morte...” e sappiamo che sta parlando della legge a causa della dichiarazione successiva... “scolpito in lettere su pietre”, di cosa sta parlando? Dei Dieci Comandamenti, giusto? Esodo 32 versetti 15 e 16. Vi ricordate che Mosè era sul monte e Dio gli stava dando la legge, gli stava dando i Dieci Comandamenti scritti su una roccia. E dice in quei versetti, 32:15 e 16, “Mosè si voltò e discese dal monte con le due tavole della testimonianza nelle sue mani, tavole scritte su entrambi i lati. Erano scritte da un lato e dall’altro. E le tavole erano opera di Dio e la scrittura era scrittura di Dio incisa sulle tavole”, questo è quello che Paolo ha in mente e senza dubbio, quella stessa scrittura, “incisa sulle tavole” quando scrive sulla legge incisa sulla pietra.

Ora, cosa erano i Dieci Comandamenti? Ascoltate attentamente. Erano semplicemente il riassunto della legge morale. Erano il riassunto della legge morale ridotta a Dieci Comandamenti. Ma, in realtà, tutta la legge è stata racchiusa in quei dieci come tutti e dieci sono stati racchiusi in due principali, “Ama il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, anima, mente e forza, ed il tuo prossimo come te stesso”. Quindi Dio scrisse la Sua legge morale sulla pietra e lo scopo di tutto ciò era di distruggere.

Negli anni della mia vita nel ministero, ho raccolto molti cimeli affascinanti. Ho viaggiato in tutto il mondo, come sapete, in molti posti, e sono tornato a casa con un sacco di cose che mi sono state date da varie persone che fanno parte della mia vita come una sorta di miriade di ricordi che mi circondano nei miei vari uffici e studi. Un tesoro molto prezioso mi è stato dato molti anni fa da un amico, è un qualcosa di abbastanza piccola ed oscura. Ma non la guardo mai senza lacrimare nel cuore se non negli occhi.

È un’incisione a matita, incorniciata, di qualcuno che dovrebbe essere Mosè. E sopra la sua testa ha le tavole di pietra. Ed ha questo sguardo feroce sul volto, ed è pronto a farle cadere sulla testa di questa persona fragile, piuttosto malridotta, disperata, debole, dall’aspetto sminuto, ed è lì pronto, letteralmente, a schiacciare la loro vita con la legge. Solo che intorno a questa povera anima malridotta e fragile c’è Cristo, ed ha le sue braccia avvolte attorno al suo petto e le sue spalle sopra la sua testa, ed è completamente avvolto nell’abbraccio di Cristo in modo che non potesse mai essere colpito. La legge colpirebbe solamente Cristo e, naturalmente, si frantumerebbe in mille pezzi.

E guardo a quello, e penso che rappresenta magnificamente quello che la legge intende fare e quello che solo Cristo può impedire. “Perché Cristo,” dice Galati 3, “ha sopportato la maledizione”, la legge è scesa, ma che vita si portò via? La sua. Ha frantumato la sua vita, ed avendo frantumato la sua vita perse la sua capacità d’uccidere coloro che protegge, straordinario.

Le lettere incise sulla pietra sono un assassino. Oh ragazzi, chiunque va in giro pensando di poter entrare in paradiso osservando la legge morale, essendo una buona persona morale, potete dimenticarvelo; vi schiaccierà e ridurrà in polvere a meno che non sarete protetti da Cristo. E quando lo colpirà, non vi colpirà mai. Infatti, Egli morirà al posto vostro, una verità straordinaria. Paolo disse: “Questa legge, non fraintendetemi, è arrivata con gloria, è venuta con gloria.” C’era gloria sul monte. La nuvola era lì, i fulmini, i tuoni erano lì. Gli angeli erano lì, perché la legge era stata mediata dagli angeli. Dio era lì che scriveva con il dito di fuoco su tavole di pietra. C’era gloria ovunque, non pensate che la legge sia deprezzata.

Non pensate che Mosè... Mosè abbia elevato ciò che Paolo disprezzava. No, Paolo non disprezzava la legge di Dio come suggerirono alcuni dei suoi nemici. Dice: “È venuta con gloria.” Aveva il suo posto. Era santa, gloriosa, giusta e buona. Quello che Paolo disprezza non è la legge ma l’uso improprio della legge, la rappresentazione errata della legge. La legge è venuta con gloria ma... ma alla fine del versetto 7, dice che la gloria della legge era di che tipo di gloria? Di una gloria che svanisce, giusto? Di una gloria che svanisce.

Aveva una gloria, ma una gloria che è passata ed è stata sostituita dalla gloria del nuovo patto. Il nuovo patto dà vita. Il nuovo patto produce giustizia. La legge non poteva dare vita. Uccideva e basta, non poteva produrre giustizia. Tutto ciò che faceva era eccitare il peccato, produceva morte e peccato. Il nuovo patto, vita e giustizia. Ora, questa è la base del resto del passaggio. Il resto è solamente un’illustrazione.

E sapete come lo illustra? Lo illustra in un modo notevole e sorprendente riportandoci alla vicenda di Mosè sul monte quando entrò per ricevere la legge di Dio, vide Dio faccia a faccia e uscì con la gloria di Dio su tutto il suo volto. Paolo sceglie quell’evento meraviglioso, incredibile nella storia redentiva come sua illustrazione della gloria che svanisce dell’antico patto per essere sostituita dalla gloria permanente del nuovo. Quindi la prossima settimana, torneremo ad Esodo. Vivremo con Mosè in quella vicenda che poi diventerà la base per il resto del passaggio. Preghiamo insieme.

Siamo così benedetti, Signore nostro, di avere una comprensione seppur semplice, della tua grande, verità profonda della tua provvidenza per noi in Cristo. Siamo così grati che ci hai aperto una corretta comprensione della legge e del vangelo, dell’antica alleanza, della nuova. Padre, sappiamo che la salvezza è sempre stata per la tua grazia tramite la fede semplice del peccatore pentito operata nel suo cuore dallo Spirito Santo. Signore, preghiamo per chiunque sia qui questa mattina e che vive sotto l’orribile, terrificante inganno che in qualche modo possano osservare abbastanza leggi morali ed essere abbastanza buoni da meritare il paradiso. Oh, Signore, salvagli da quell’inganno dannoso.

E Signore, salva quella persona che pensa che se possono fare abbastanza cerimonie e andare abbastanza in chiesa e accendere abbastanza candele e recitare abbastanza rosari e pregare abbastanza preghiere e passare attraverso un battesimo appropriato o celebrare una messa adeguata o partecipare a un servizio di Comunione, che in qualche modo quello li salverà. Liberarli da quell’inganno altrettanto dannoso. E chiudi ogni peccatore al suo peccato. Possa lui realizzare il suo peccato. Possa il suo peccato essere eccitato in ogni dimensione della sua vita e... così può vedere la pienezza di esso. E possa lui o lei poi venire supplicando e pentendosi a Cristo, che prenderà il colpo per il cuore pentito. Ti ringraziamo che il nuovo patto in Cristo dà vita, vita abbondante, vita eterna, e produce giustizia, la stessa giustizia di Cristo attribuita a coprirci. Padre, ti ringraziamo per questo.

Liberaci da ogni ritorno ai trappolamenti, alle cose esterne, quando la realtà è Gesù Cristo. E possiamo, con Paolo, dare testimonianza del fatto che facevamo tutto ciò finché non abbiamo visto il valore supremo di conoscere Cristo e tutto il resto è diventato spazzatura. Possiamo, con Paolo, cercare di conoscere Cristo, la potenza della Sua resurrezione, la comunione delle Sue sofferenze e essere resi conformi alla Sua morte. Donaci vite centrate su Cristo che saranno a Sua lode e gloria, poiché chiediamo nel Suo nome. Amen.

FINE

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