Stiamo per intraprendere lo studio di 2 Corinzi capitolo 3; uno studio molto, molto importante. Iniziando dal versetto 6 di questo capitolo e proseguendo fino alla fine del capitolo, studieremo la gloria della nuovo patto, la gloria del nuovo patto.
Ora, voglio dirvi alcune cose questa mattina che voglio che comprendiate come preliminare a questo messaggio e a questa serie che stiamo per iniziare in questo capitolo. Questa è una delle sezioni più difficili, se non la più difficile, in 2 Corinzi - difficile da interpretare, difficile da comprendere - a meno che non vi ci dedichiate con una certa devozione.
Contemporaneamente, come spesso accade, la difficoltà, una volta rimossa, rivelerà la massima profondità di questa epistola. Questa sezione particolare è profonda, è brillantemente argomentata da Paolo ed è ampia e di vasto impatto, e per di più non vige da sola.
Questa porzione specifica della Scrittura ha ramificazioni ampie in tutta la Bibbia, è uno di quei passaggi cruciali che esercita una certa influenza in ogni direzione. Comprendere il cuore di ciò che l’Apostolo Paolo sta dicendo qui è comprendere sia l’Antico che il Nuovo Testamento; è comprendere la legge di Mosè e il vangelo. È una sezione della Scrittura profonda e strategica.
Ora, è anche immensamente pertinente ed altamente applicabile alla scena in cui ci troviamo oggi nella Chiesa Evangelica in America. Oserei dire che probabilmente, a prima lettura, molti di voi, leggendola così a primo acchitto ne sarebbero abbastanza confusi perchè ci vuole un po’ d’attenzione, di discernimento e di studio per districarla.
Ed anche quando forse l’avete fatto, potreste grattarvi la testa e dire: ‘Beh, va tutto bene ma cos’ha a che fare con me oggi e con la chiesa in questa parte del mondo ed in questo momento in particolare?’ E voglio solamente dirvi che si relaziona, come vedrete questa mattina e per il resto di questa serie, si relaziona ad essa in modi molto, molto specifici.
Intendo soffermarmi un po’ di più su questo testo, come mi è capitato di fare occasionalmente nel corso degli anni. Non avrò fretta perché voglio che lo comprendiate, è fondamentale, ed un messaggio si edificherà sull’altro e per necessità non ritornerò indietro ogni settimana per ristabilirne le fondamenta.
Ora, se volete veramente comprendere questo testo, e volete considerare veramente le implicazioni tremende e l’impatto di questo testo, la prima cosa che dovete fare è venire la domenica perché sarà molto difficile capirlo e riprenderlo la settimana successiva se non sarete presenti. Quindi voglio che siate fedeli, voglio che siate riflessivi, e voglio che seguiate attentamente il corso di queste verità - non solo per il bene della comprensione ma per quello che tale comprensione significherà per voi e per la nostra chiesa e per la causa di Cristo.
Andrò avanti lentamente e con quanto più pensiero possibile nello svelare le dinamiche che si trovano all’interno di questo testo. Questo è un passaggio delle Scritture per il quale ho aspettato tutti questi anni per predicarlo, e non avrò fretta di finirlo. Sembrerò più un insegnante che un predicatore, più un professore che un pastore, e questa potrebbe sembrare più un’aula che un servizio ecclesiastico. Ed all’inizio potreste sentirvi più istruiti che motivati, e potreste pensare che sia una questione più teologica che pratica, ma abbiate pazienza perchè questa è una parte molto, molto importante delle Scritture.
Ora, quella era l’introduzione all’introduzione. Ecco qui l’introduzione. La corretta comprensione della chiesa cristiana e del ministro cristiano è stata gravemente offuscata dal sacramentalismo ecclesiastico e dal cerimonialismo della Chiesa Cattolica Romana, della Chiesa Ortodossa Greca e dei gruppi protestanti ritualistici. Il puro, vero, chiaro, vangelo del nuovo patto, la fede cristiana autentica è stata gravemente minacciata dal cattolicesimo romano, dall’ortodossia greca e dal cerimonialismo protestante – il ritualismo della Chiesa Alta.
Infatti, fu proprio quella battaglia che portò alla Riforma - quando il vero evangelicalismo si separò dal cerimonialismo, dal ritualismo, dal sacerdotalismo - o sacramentalismo come spesso viene chiamato, il cristianesimo meccanico, dove la chiesa è vista come un Cristo surrogato al quale sei collegato tramite mezzi cerimoniali esteriori, rituali, sacramenti, e le funzioni sacerdotali. La chiesa diventa un Cristo surrogato che sostituisce il vero Cristo, e le persone hanno una connessione con la chiesa attraverso dei mezzi meccanici piuttosto che una connessione con il Dio vivente tramite di Cristo, e molti di voi lo capiscono.
Oserei dire persino che probabilmente il 50 percento delle persone che fanno parte di Grace Community sono state salvate da un ambiente cattolico o un qualche altro contesto sacramentale. La maggior parte da un contesto cattolico romano. I servizi ecclesiastici sono ritualistici, sono cerimoniali, sono meccanici e sono esteriori. I ministri si vedono come funzionari, come dei sacerdoti, chierici, che stanno facendo certe cose fisiche e stanno compiendo certi movimenti fisici e portando avanti certi rituali fisici.
Questo è abbastanza estraneo alla realtà del Cristianesimo autentico, dove il servizio di culto è vero, spirituale, e dal cuore, e dove i ministri non sono sacerdoti e chierici, ma sono dei profeti, degli araldi, servitori, pastori ed insegnanti. E la distinzione tra i due è tanto grande quanto la distinzione tra il antico patto e quello nuovo, così come presentato nella Scrittura.
La religione sacramentale è sempre stata vista, nel Cristianesimo ortodosso storico, come un’eresia mortale, ed è un’eresia che ha afflitto inesorabilmente la chiesa fin dal Medioevo – le cerimonie esterne al posto di un’adorazione interiore, un Cristo surrogato al posto del vero Cristo, rituali impersonali al posto di una salvezza personale, cerimonie e sacramenti come mezzi di grazia invece che simboli di grazia. E tutto ciò ha portato alla Riforma Protestante.
I ministri nella fede cristiana autentica non sono visti come uomini di rango ecclesiastico elevato che amministrano delle cerimonie, ma piuttosto i ministri nella vera fede cristiana, sono considerati come uomini che contemplano il volto di Dio, ascoltano la Sua voce e si presentanto, direttamente dalla Sua presenza per parlare al Suo popolo. E, miei cari, ve lo dico, la chiesa di oggi deve opporsi alla corruzione sacramentale del vero Cristianesimo tanto quanto ha sempre fatto; ed è esattamente quello che vedrete Paolo fare in questo capitolo.
Non si sta opponendo contro il sacramentalismo nella forma in cui lo vediamo oggi nella Chiesa Cattolica Romana o la chiesa Ortodossa Greca, o, diciamo, la Chiesa Alta del Protestantesimo Episcopale. Non si sta opponendo a quel tipo di cerimonialismo, ma piuttosto si sta opponendo al cerimonialismo originale che affliggeva la chiesa, ovvero, il Giudaismo; ma è davvero lo stesso tipo di problema. Il passaggio che ci è davanti è una provvidenza meravigliosa e ricca per aiutarci a pensare chiaramente a questo problema di separare la vera fede cristiana dal cerimonialismo, dall’illusione, l’illusione ingannevole e dannosa ed eretica, che dice che in qualche modo si può avere una giusta relazione con Dio tramite certi mezzi esteriori.
Paolo, al momento in cui scriveva questo, era di fronte alla devastante piaga del cerimonialismo, e stava invadendo la fede cristiana sotto forma di Giudaizzanti che sostenevano che le cerimonie mosaiche erano componenti necessari per la salvezza, inclusa la circoncisione fisica. Questi erano chiamati, ‘partito della circoncisione’. Si aggrappavano a cerimonie, sabati, lune nuove, feste, rituali. Propugnavano queste cerimonie come dei mezzi di grazia, degli strumenti di benedizione.
E, infatti, è proprio quello che stiamo affrontando al giorno d’oggi, il che è di grande minaccia alla purezza della chiesa. Un illustrazione ad esempio che forse avete già sentito – o forse no – ma questa settimana passata, mi è arrivato un documento lungo 25 pagine, scritto da una coalizione di studiosi cattolici romani e noti leader evangelici, una dichiarazione di coalizione cattolico-evangelica.
Ora, si sono incontrati per mettere insieme una dichiarazione di cooperazione, armonia ed alleanza tra l’evangelicalismo autentico ed il Cattolicesimo Romano. Il documento è molto inquietante, estremamente inquietante. Dice cose del tipo: ‘Come evangelici, dobbiamo riconoscere che i cattolici romani sono nostri fratelli e sorelle in Cristo’, o come vorrei che fosse così. Ci sono certamente dei cristiani nella Chiesa Cattolica Romana, ma sono l’eccezione.
Ma si spinge ben oltre fino a dire questo: ‘Dobbiamo confessare il nostro peccato di aver tentato di convertirli, riconoscendo che questo è peccato’, dice persino: ‘Abbiamo alcune divergenze, ma non possiamo permettere che queste ci separino perché siamo uno in Cristo’.
Quali divergenze? Divergenze come questa: ‘i cattolici credono che il battesimo sia uno strumento di grazia. Noi lo vediamo come un simbolo di grazia’, c’è una differenza enorme; il documento dice che non possiamo lasciare che quelle differenza separino la nostra unità in Cristo; però se pensi che il battesimoo sia un mezzo di grazia, non sei in Cristo perché quella è salvezza per opere.
Il documento continua così per 25 pagine, celebrando il fatto che siamo uno in Cristo come Cattolici romani e cristiani; il Cristo meccanico, surrogato, e la chiesa cerimoniale rituale si sta amalgamando con la vera chiesa, è una cosa spaventosa, davvero spaventosa. È un anti-Riforma, ed è esattamente quello che Paolo stava affrontando qui.
Infatti, troverete alcuni dei principali esponenti del Cattolicesimo Romano che non fanno altro che implorare quest unificazione perchè vogliono assorbire tutti nel loro sistema, e stanno quindi implorando quest’unificazione sulla base del fatto che il cattolicesimo è l’unico vero cristianesimo perché include, nel suo senso spirituale, il nuovo patto e, nel suo senso formale, il antico patto, ed è vero - antico patto e nuovo patto. E quando lo dicono, tradiscono un mancato comprendere che il antico patto è finito, e non c’è posto per le cerimonie, e non c’è posto per i rituali che sono cessati. Ora, questa è precisamente la sorta di cosa che si trova sullo sfondo di questo testo mentre Paolo scrive.
Ora, lasciate che vi dia un po’ di sfondo così che possiamo iniziare a comprenderlo veramente. 2 Corinzi è la lettera più personale di Paolo. Potremmo dire che in questa lettera è più trasparente. Nel capitolo 6, fondamentalmente lo dice, versetto 11, “La nostra bocca vi ha parlato apertamente, Corinzi; il nostro cuore si è allargato”, onestà assoluta, ‘Non sono stato un ipocrita, non ho trattenuto nulla, ho detto tutto, e vi ho aperto il mio cuore, e sono stato assolutamente trasparente; state vedendo in profondità nella mia anima’.
Questa è la sua lettera più rivelatrice. Si sente la profondità del suo cuore più in questa lettera che in qualsiasi altra lettera che abbia mai scritto delle 13 presenti nel Nuovo Testamento. Non solo Paolo è al suo massimo in termini di franchezza e trasparenza, e non solo è al suo massimo in termini di rivelazione, ma in secondo luogo, questa lettera è stata scritta alla congregazione che ha suscitato di più il suo affetto. Non so perché, ma aveva un amore unico per questa congregazione – un amore molto unico; li chiama, in 1 Corinzi 4:14, “miei cari figli”, da me generati.
In 2 Corinzi capitolo 12, dice, “Voi siete miei figli”, versetto 14, poi nel versetto 15, dice: “E io molto volentieri spenderò – ovvero, darò tutto quello che ho – e sacrificherò me stesso per voi. Se io vi amo tanto, devo esser da voi amato di meno?” e gli sta dicendo, “Vi amo di più; è quindi giusto che mi amiate di meno?”
Visto che questa congregazione suscitò più affetto nel cuore di Paolo rispetto a qualsiasi altra, avevano il potenziale di ferirlo più profondamente, e così fecero. Il suo cuore gli era completamente aperto, era totalmente esposto, totalmente trasparente, e li amava con un affetto che andava oltre ogni altro, e loro lo ferirono al cuore.
A causa del suo forte amore nei loro confronti, era genuinamente addolorato, ed era angosciato per i loro peccati, e per la loro ribellione. C’erano così tante questioni che lo rendevano disperato - minacce e complotti contro la sua vita che avvenivano quotidianamente; molto probabilmente, stava soffrendo anche di una malattia quasi fatale; l’espressione “quasi morto”, in un modo o nell’altro, viene ripetuta in tutta questa lettera.
Nel capitolo 4 al versetto 8, dice: “ma non ridotti all’estremo; perplessi”; versetto 9, “perseguitati, abbattuti”; versetto 10, “portiamo sempre nel nostro corpo la morte di Gesú”; versetto 11; “infatti, noi che viviamo siamo sempre esposti alla morte”; versetto 12, “la morte opera in noi”; capitolo 6 versetto 4, “nelle afflizioni, nelle necessità, nelle angustie, 5 nelle percosse, nelle prigionie, nei tumulti, nelle fatiche, nelle veglie, nei digiuni”; capitolo 7, versetto 5, “combattimenti di fuori, timori di dentro”; capitolo 11, versetto 23, “prigionie, assai piú di loro per le percosse subite. Spesso sono stato in pericolo di morte. Dai Giudei cinque volte ho ricevuto quaranta colpi meno uno; tre volte sono stato battuto con le verghe; una volta sono stato lapidato; tre volte ho fatto naufragio; ho passato un giorno e una notte negli abissi marini”, e tutti i pericoli che ha sopportato - sua vita ha sopportato - in fatiche e in pene; spesse volte in veglie, nella fame e nella sete, spesse volte nei digiuni, nel freddo e nella nudità”.
E oltre a tutto il resto – ovvero, il peggio del peggio? - “le merimna, versetto 28, le merimna, “le preoccupazioni” di dover confrontare cristiani infedeli. Questa chiesa gli aveva rotto il cuore 100 volte al giorno; erano così riccamente dotati di doni spirituali, 1 Corinzi 1:5 lo dice – dal 5 al 7 – che avevano ricevuto tutta la conoscenza, tutta la saggezza, e non erano carenti in nessun dono.
Erano così eminentemente dotati, così strategicamente posizionati, così singolarmente benedetti per aver avuto Paolo come loro pastore per quasi due anni, ed avevano così tanto, eppure erano un disastro. Erano pieni di conflitti e caos e divisioni, fazioni, gelosie, evidenze d’orgoglio, immoralità sessuali, incesto, cause legali tra cristiani, prostituzioni, abusi del matrimonio, mancanza d’amore verso i cristiani più deboli.
Erano coinvolti nel culto degli idoli, abusavano la Tavola del Signore, si presentavano al banchetto d’amore ubriachi; pervertivano i loro doni spirituali; maledissero persino Cristo, i servizi di culto erano un caos totale, c’erano errori per quanto riguarda la risurrezione. Si rifiutavano di dare ai santi più poveri, e tutte queste cose le confrontò in 1 Corinzi.
Ora, c’è un’altra questione, e questa questione è l’eresia distruttiva dei sacramentalisti - il partito della circoncisione, i giudaizzanti, che erano entrati nella chiesa e dicevano: ‘Devi mantenere la vecchia economia; devi praticare i sabati, le leggi, le cerimonie, i lavacri, le purificazioni e tutti i rituali’, e qui c’era Paolo che era nuovamente affranto. Questa confusione devastante d’esteriorismo cerimoniale con un vero cuore per Dio lo addolorava.
Non era abbastanza che fosse malato con una malattia quasi fatale; non era abbastanza che fosse triste ed addolorato verso tutti i peccati che aveva confrontato nella prima lettera; non era abbastanza che fosse solo e solitario e che stesse aspettando l’arrivo di Tito; non era abbastanza che avesse affrontato una rivolta per il suo ministero ad Efeso e che dovette scappare per salvarsi la vita; non era abbastanza il fatto che era arrivato a Troade e fosse così depresso, scoraggiato ed abbattuto a tal punto che anche se c’era una porta spalancata per il ministero e quindi voltò le spalle e lasciò il posto in cui era in disperazione profonda; aveva abbastanza dolore e vita nel suo ministero anche senza di questo, il peggior dolore di tutti, la defezione della sua chiesa amata nel sacramentalismo, cerimonialismo, ritualismo.
A.T. Robertson scrisse: ‘Se Paolo era in grado di vedere il lato positivo della vita del predicatore, conosceva anche il lato negativo; c’erano abbondanza nuvole nella sua vita per contrastare la luce; infatti, quando Paolo fu costretto a vantarsi del suo lavoro in confronto a quello dei giudaizzanti a Corinto, quello che considerava era di fatto il catalogo delle sue prove, che ebbe ‘prigionie’, ‘frustate’, ‘naufragi’, i suoi vari ‘pericoli’, le ‘veglie notturne’, la sua ‘fame e sete’; se devo vantarmi, mi vanterò delle cose che riguardano la mia debolezza”, disse. Ma ora, Paolo non poteva nemmeno vantarsi della sua debolezza. Non poteva vantarsi di nulla’, A.T. Robertson dice ‘era un uomo spezzato, spezzato nello spirito e nel corpo’. Per lo meno così appare nei suoi scritti.
Ora, dovete ricordarvi una cosa; il pastore o il predicatore possono capirlo, perchè è qui che viviamo. Ci sono due cose che afferrano ed addolorano il cuore del pastore: Una, sono i peccati del loro popolo; e due sono le loro deviazioni dottrinali. Ed è esattamente quello che Paolo sta affrontando a Corinto. La lettera numero uno affronta la questione del peccato, e la lettera numero due affronta la questione della dottrina.
A rischio di mettermi in una categoria in cui non appartengo, penso di capire cos’è che Paolo stava provando, perché anch’io son ugualmente gravato e ugualmente stressato nella mia anima ed ugualmente preoccupato ed ugualmente aggressivo nel combattere quelle due stesse questioni. Cos’è che distrugge la chiesa? Il peccato e la deviazione dottrinale.
Le persone mi chiedono: ‘Perché scrivi i libri che scrivi?’ Perché sono spinto come l’Apostolo Paolo o qualsiasi altro uomo fedele alla sua chiamata ad impedire alla chiesa di cadere nel peccato e nell’errore. Combattere per l’autenticità del cristianesimo non è un passatempo, amici miei, è quello che facciamo, non è un lavoro del fine settimana, è la ragione per cui viviamo.
Ora io capisco questo, e capisco anche il carattere trionfale del ministero descritto nel capitolo 2 dal versetto 14 al 17, capisco che c’è gioia, e trionfo nel ministero, e capisco che Dio ci sta usando e ci sta guidando in una parata trionfale in termini di ministero. Ma allo stesso tempo in cui stiamo trionfando in Cristo in questa chiamata meravigliosa d’essere predicatori del vangelo, stiamo sempre combattendo, costantemente combattendo su quei due fronti, con l’intento di mantenere la chiesa pura nel suo stile di vita e pura nella sua teologia.
E Paolo non voleva che nessuno corrompesse la vita del suo popolo, e non voleva che nessuno corrompesse la mente del suo popolo. Ed una cosa che dice a riguardo del ministro adeguato - un servo adeguato inizia tutto questo passaggio - versetto 6, dice: “...Egli ci ha anche resi idonei a essere ministri di un nuovo patto”, dite a quei giudaizzanti che l’antico patto è finito, è storia, con tutti i suoi sacrifici e tutte le sue cerimonie, è finito’. Il giudaismo aveva sacrificio dopo sacrificio dopo sacrificio, giusto? Così come il cattolicesimo romano - Messa dopo Messa dopo Messa dopo Messa dopo Messa, e sapete cos’è la Messa? È una ripetizione del sacrificio di Cristo, è parallelo al giudaizzare della chiesa Neo-Testamentaria.
Ed ora ricordate che nel difendere l’integrità e l’autenticità del suo ministero contro i giudaizzanti, dice: ‘Un vero ministro è riconoscibile perché predica il nuovo patto’, un uomo non è un vero ministro se si vede come un cerimonialista, un ritualista. L’uomo che è un vero ministro è colui che predica il nuovo patto, e fu quello che lo slanciò nel resto del capitolo, ed il resto del capitolo parla quindi della gloria del nuovo patto, della gloria del nuovo patto ed il passaggio dall’antico patto.
Miei cari, lil Cattolicesimo romano, l’ortodossia greca ed il protestantesimo ad alta chiesa sono sostanzialmente religioni in stile antico patto - esteriori, e molti di voi lo sanno bene perchè ne siete usciti fuori, e ne facevate parte, perisno anche per molti anni, però non avete mai conosciuto Dio e non avete mai conosciuto Cristo e non avete mai avuto la certezza della vostra salvezza perché non cel’avevate. Avere un comitato che si riunisce e decide che tutti i Cattolici Romani, i Greci Ortodossi ed i sacramentalisti sono fratelli e sorelle in Gesù Cristo è uno dei copi più violenti che il mondo evangelico ha mai dovuto sostenere nel corso della mia vita.
Cosa diremo quindi – smettete di testimoniare alle persone che appartengono a quei sistemi? Che pensiero orribile! Confessare come peccato il testimoniare a qualcuno che è intrappolato in una di quelle religioni cerimoniali, esteriori e quindi voltare le spalle al loro bisogno spirituale? Il cerimonialismo è un’eresia mortale e deve essere visto come tale.
Ora, Paolo dice che dobbiamo essere servi di un nuovo patto. Ora, so che vi state ponendo una domanda: ‘Cos’è un nuovo patto? Giusto per esser certo che lo capisca per bene’, e vorrei aiutarvi a quel riguardo, quindi questa mattina vi parlerò un po’ del nuovo patto. Ci addentreremo in questo passaggio la prossima volta, ma voglio parlarvi del nuovo patto, e voglio che ascoltiate molto, molto attentamente perché questo è fondamentale.
Matteo 26:28 - non cercatelo; ascoltate - Gesù disse, ai Suoi discepoli, nella stanza superiore durante l’Ultima Cena con una coppa in mano, disse: “questo è il mio sangue, il sangue del patto”, eccolo qui, “il quale è sparso per molti per – che cosa? – per il perdono dei peccati...”.
Quella è la distintività del nuovo patto, è un patto che fornisce, tramite la morte di Cristo, il perdono per i peccati. Ora, ho molto da dire su questo, e quando quello che ho detto stamattina, che avreste avuto altre domande facevo sul serio, però nelle settimane a venire, saranno risposte.
Certamente, i Corinzi conoscevano questo concetto, conoscevano il nuovo patto. Dopo tutto, avevano celebrato la Cena del Signore. Avevano Paolo come pastore ed Egli gli aveva insegnato già tutto, erano stati salvati credendo nel nuovo patto! Avevano celebrato il nuovo patto ogni volta che avevano la Comunione! Conoscevano il nuovo patto. Capivano che era il patto del sangue di Cristo tramite il quale il peccato poteva essere perdonato permanentemente e per sempre, ecco perché quel sacrificio non ha mai bisogno d’essere cosa? Ripetuto.
E voi direste: ‘Come potevano... Se lo sapevano, se sapevano che il nuovo patto perdonava il peccato ed era la provvista completa, come hanno potuto ricaderci? Come hanno mai potuto credere in quella menzogna ingannevole? Come hanno fatto a credere a quel rituale sacramentale, cerimoniale, esteriore è in qualche modo uno strumento della grazia?’
Volete sapere una cosa, l’antico patto, per quanto meraviglioso fosse e per quanto glorioso fosse, non faceva altro che puntare al Salvatore, non erano altro che simboli; tutti i sacrifici, tutti i lavaggi, tutte le cerimonie, la circoncisione, tutto quello non era altro che simbolico, non era reale, e tutto puntava alla realtà, e non si può rendere l’ombra e l’immagine uguali alla realtà, o non si farebbe altro che confondere la realtà stessa. Se si rende il simbolo il mezzo della salvezza, si confonde irrimediabilmente la salvezza stessa. E Paolo lo sapeva bene, ed è per questo che è così preoccupato d’affrontare questo argomento.
E sapete potremmo dire: ‘Beh, sicuramente, i Corinzi lo sapevano’, sì, non è incredibile? Che lo sapessero? Che gliel’aveva insegnato e nonostante tutto erano scesi a compromessi con questa eresia mortale? E se pensate che sia incredibile, è proprio così, dopo esser stati curati pastoralmente parlando da Paolo stesso, si penserebbe che dovrebbero sapere meglio...
Ascoltate, se una chiesa che aveva Paolo come pastore cadde in quella situazione, io non ho alcuna illusione che è possibile anche qui perchè voi non avete altro che me; è per questo che voglio essere un po’ una sentinella, quindi dobbiamo comprendere il nuovo patto.
Ora, voglio portarvi ad un passaggio, Ebrei 8, Ebrei 8. Ebrei capitolo 8. Voglio che capiate il nuovo patto, ok? Ed il miglior modo per capirlo si trova proprio qui in Ebrei 8, ora, non possiamo coprire tutto nel dettaglio, ma credo che faremo abbastanza per afferrare la cosa; versetto 6, parlando di Cristo che è un Sommo Sacerdote migliore di Aronne o dei sacerdoti levitici, dice, “Egli ha ottenuto un ministero tanto superiore”, ovvero Cristo, “in quanto Egli è anche il Mediatore di un..”. Cosa? ...di un patto migliore, che è stato stabilito su promesse migliori”.
Il nuovo patto è un cosa? È un patto migliore. E potremmo chiedere: ‘Perché è un patto migliore?’ Prima di tutto perchè ha un mediatore migliore. Il nuovo patto è il patto del sangue di Cristo, e quello lo rende un patto migliore, ha un mediatore migliore.
Mediatore - cos’è? Beh, non è altro che un individuo che si pone tra due parti e le appacifica, un intermediario in una disputa o in un conflitto, e per essere un buon mediatore, deve rappresentare equamente entrambe le parti, giusto?
Lo sapevate che nell’Antico Testamento c’erano alcuni mediatori nell’antico patto? Secondo Galati 3:19, Esodo 20:19 e Deuteronomio 5:5, Mosè era un mediatore; era un mediatore nell’antico patto, si preentò tra l’uomo e Dio, ed i profeti erano mediatori di un certo tipo perché portavano la Parola da Dio agli uomini; così come i sacerdoti perché portavano le necessità delle persone a Dio; Mosè era un mediatore, i profeti erano dei mediatori, ed i sacerdoti erano dei mediatori.
E sapete una cosa, erano - diciamo che erano dei veri mediatori, ma avevano un grosso problema. Non rappresentavano equamente entrambe le parti. Mosè era un uomo, ma non era Dio, giusto? I profeti erano uomini, non erano Dio. I sacerdoti erano uomini, ma non erano Dio. Il mediatore perfetto avrebbe dovuto essere sia uomo che Dio, e quindi l’Apostolo Paolo dice, scrivendo a Timoteo, “Abbiamo un solo Mediatore tra Dio e gli uomini, l’Uomo Cristo Gesù”.
Erano dei mediatori d’ombra che cercavano di rappresentare quello che il vero Mediatore sarebbe stato. Non erano dei mediatori falsi, erano veri; ci sono alcune false religioni che hanno mediatori completamente falsi, ma nel giudaismo, erano dei veri mediatori. Erano solamente inefficaci, inadeguati, ombrosi, perché non rappresentavano pienamente Dio.
Ma nel nuovo patto, non abbiamo bisogno di sacerdoti, giusto? Non abbiamo bisogno di persone che fungano da mediatori tra noi e Dio. Non abbiamo bisogno di santi. Abbiamo il Mediatore - Cristo, e non dobbiamo andare a cercarlo, è in noi stessi. E non dobbiamo chiedere a Maria se per favore lo addolcisce così che ci da quello che vogliamo.
Il nuovo patto è un patto migliore perché ha un mediatore migliore. Ed in secondo luogo, è un patto migliore perché ha delle promesse migliori, delle promesse migliori. Tutti i patti sono basati su promesse, quella è la definizione di patto, e l’antico patto faceva anch’esso alcune promesse.
Però il nuovo patto fa una promessa migliore, e sapete qual è? Con l’unico sacrificio di Gesù Cristo, Egli, una volta per tutte, cancellerà per sempre i nostri peccati. Questa è una promessa migliore, il perdono completo dei peccati, una volta per tutte grazie al sangue dell’unico sacrificio, il Signore Gesù Cristo. Il punto è che tutto ciò di cui abbiamo bisogno si trova nel nuovo patto, giusto?
Vedete, quando guardate al Cattolicesimo romano, vedete la ripetizione costante dei sacrifici nella Messa; ci sono tutte le persone con il colletto che si presentano come dei sacerdoti, o papi o cardinali o quello che è... e non stanno facendo altro che provando a riportare l’antico patto sotto un formato diverso. Ed il mescolare quello con il nuovo patto confonde la purezza della fede cristiana autentica.
Aprire le braccia aperte ed accogliere certe pratiche sarebbe come quello che disse l’Apostolo Paolo ai Corinzi, in 2 Corinzi: ‘Questa è una breve lettera, sono così entusiasta che avete accogli i giudaizzanti, firmato Paolo’, certamente...
Guardate al versetto 7, Ebrei 8: “Perché se quel primo patto fosse stato senza difetto, non vi sarebbe stato bisogno di sostituirlo con un secondo”, se il primo patto sarebbe stato abbastanza, allora non ci sarebbe stato un secondo patto, ma non era senza difetti; infatti, il versetto 8 dice “biasimando il popolo, egli dice:”... e poi il resto passaggio, fino al versetto 12, c’è una citazione diretta dal Profeta Geremia in Geremia 31, e Geremia aveva promesso il nuovo patto, e questo testo è tratto direttamente da quella promessa.
L’antico patto aveva dei difetti, aveva dei difetti veri e propri, e quindi doveva esserci un nuovo patto, e qui ci sono sette fattori descrittivi che mostrano il carattere del nuovo patto. Prima di tutto, dice, “Ecco i giorni vengono, dice il Signore, in cui stabilirò un nuovo patto”, la prima cosa dell nuovo patto, è che è da Dio, è da Dio. “Io concluderò un nuovo patto”, quello è quello che dice il nostro Signore, si basa tutto sulla sovranità di Dio; è il Suo scopo ed il Suo piano ed è stato così da prima della fondazione del mondo.
In secondo luogo, è diverso. Dice, versetto 9, “Non come il patto che feci con i loro padri nel giorni in cui li presi per mano per farli uscire dalla terra d’Egitto”, non sarà come quello, è diverso, non è un miglioramento, è nuovo! La sua natura di base è diversa, è un nuovo patto, “nuovo” nel senso di diverso.
Terzo – e questo è davvero importante – è con Israele. Questo patto fu fatto con Israele, come il l’antico patto. Così come l’antico patto, anche questo nuovo patto fu fatto con Israele. Guardate quello che dice nel versetto 8: “con la casa di Israele, con la casa di Giuda”, e giù nel versetto 10: “Questo è il patto che farò con la casa di Israele”.
Ora, siete pronti per questo? Pensate con me. Dio non ha mai fatto un patto con i Gentili, mai! È per questo che Gesù ha detto in Giovanni 4:22, “La salvezza viene dai Giudei”.
Ora, potremmo chiederci: ‘Ora è forse quindi vero che i Gentili ne sono esclusi?’ No, no, no, molto, molto prima, nel patto abramitico, che precede il patto mosaico, molto indietro nel patto abramitico, Dio disse: ‘Porterò un popolo tramite i lombi d’Abramo, ed in quel popolo, tutte le nazioni della Terra saranno benedette’.
Egli fece il patto con quel popolo, ma questo non era esclusivamente per loro, loro erano solamente il popolo che l’avrebbe rappresentato al resto del mondo a nome di quel patto. I Gentili, per fede, possono condividere i benefici del nuovo patto proprio come i Gentili condividevano i benefici dell’antico patto. I Gentili potevano condividere il patto mosaico. E sarebbero stati dei Gentili timorati di Dio, giusto? – che s’iscrivevano per obbedire alle regolazioni del patto mosaico e compiere tutti i sacrifici.
Lo stesso vale per il nuovo patto. I Gentili possono entrare a far parte del nuovo patto per fede, arrivò tramite Israele; la linea messianica arrivò tramite Israele. Il Messia è venuto tramite Israele. Il piano intero venne tramite Israele; il messaggio dei profeti venne tramite Israele. Il sacerdozio era un sacerdozio levitico, che fuoriuscì dai lombi d’Abraamo, ma qualsiasi Gentile che crede diventa un vero figlio d’Abramo, non è vero?
Galati capitolo 3, “Perciò”, scrive Paolo, “Riconoscete dunque che quanti hanno fede sono figli d’Abraamo. La Scrittura, prevedendo che Dio avrebbe giustificato gli stranieri per fede, preannunziò ad Abraamo questa buona notizia: «In te saranno benedette tutte le nazioni»“, poi, il versetto 29 dice, “Se siete di Cristo, siete dunque discendenza d’Abraamo”. Ma il patto fu fatto con Israele, ed i Gentili vi parteciparono. In questo momento, infatti, ci sono più Gentili nel nuovo patto che Ebrei, giusto? Perché gli Ebrei l’hanno rifiutato, ma Romani ci dice che verrà un giorno in cui “tutto Israele sarà salvato”.
Quindi il nuovo patto è stato progettato da Dio, è diverso dall’antico, e fu fatto con Israele. È un patto nuovo, il che significa che quello antico è stato accantonato. In quarto luogo, non è legalista. Versetto 9, “non come il patto che feci con i loro padri nel giorno in cui li presi per mano per farli uscire dal paese d’Egitto; perché essi non hanno perseverato nel mio patto, e io, a mia volta, non mi sono curato di loro, dice il Signore”.
Nel nuovo patto, Egli continua a purificarci da ogni peccato. Non dobbiamo tornare indietro, rifare altri sacrifici, rifare tutto da capo come nell’antico patto, con l’intento di cercare di rientrare nella Sua grazia.
Quinto, guardate al versetto 10. Questo patto non fu solo scritto da Dio, è diverso dall’antico, fu fatto con Israele, non è legalista, ma è interno piuttosto che esterno. Versetto 10: “Questo è il patto che farò con la casa d’Israele dopo quei giorni, dice il Signore – eccolo qui – io metterò le mie leggi nelle loro menti, le scriverò sui loro cuori; e sarò il loro Dio, ed essi saranno il mio popolo”, boom - relazione permanente, stabilita, interiore, menti, cuori - non di pietra, non sulla pergamena, non esteriore ma interiore. Ezechiele disse che Egli avrebbe impiantato il Suo Spirito in loro, questa è una realtà interiore non è esteriore.
Sesto, è personale! Versetto 11: “Nessuno istruirà piú il proprio concittadino e nessuno il proprio fratello, dicendo: “Conosci il Signore!”, in altre parole, non dovrete più andare in giro a dire a tutti quelli di fuori: ‘Conosci il Signore. Conosci il Signore. Conosci il Signore!” Perché? “Perché tutti mi conosceranno” sarà una cosa interiore, “dal più piccolo al più grande di loro”, la Sua legge sarà in noi, il Suo Spirito sarà in noi, quello è il nuovo patto. Ed infine, porta il perdono completo. Guardate al versetto 12: “Perché avrò misericordia delle loro iniquità e non mi ricorderò piú dei loro peccati»“, quella è la pietra angolare del nuovo patto. Questo è quello di cui gli uomini hanno più bisogno di qualsiasi altra cosa: hanno bisogno di un perdono finale, completo e totale dai peccati.
E poi, l’autore conclude, nel versetto 13, con una delle affermazioni più potenti del Nuovo Testamento in questo senso. Ascoltate a quello che dice: “Dicendo”, ovvero, quando Dio disse, parlando tramite Geremia, al capitolo 31 di Geremia, “Dicendo: «Un nuovo patto»“ e letteralmente la parola “patto” è stata aggiunta, “Dicendo: «Un nuovo», egli ha dichiarato il primo – cosa? – obsoleto”, tutto lì.
Prese il cerimonialismo, il ritualismo e la religione simbolica e la rese, obsoleta, ed è per questo che non vi presentate qui e non ci vedete con un sacco di robe appese, pendente o cose fiorite, e non vedete alcuna ferramenta sacra sulle pareti e non c’è alcun incenso che brucia, non c’è alcun fumo, non c’è alcun altare o robe del genere perchè quelle cose sono obsolete.
E quando le reintroduci, stai, di fatto, giudaizzando, non si possono aprire le braccia per far entrare tutta quella roba lì nell’evangelicalismo autentico. È per questo che c’è stata una Riforma. Non si può dire semplicemente: ‘Beh, per alcuni di noi cristiani, il battesimo è uno strumento di grazia, mentre per altri, è un simbolo della grazia’, o è come dire a migliaia di anabattisti, che hanno dato la loro vita al martirio, che son morti per una banalità perché sono morti proprio per quella questione; è tutto obsoleto, e non possiamo permettergli d’entrare.
La fine del versetto 13, “Ora, quel che diventa antico/obsoleto ed invecchia è prossimo a scomparire”, ora, questa era una parola forte per gli Ebrei. Se non mi credete, provateci, la prossima volta che andate in Israele provate a dirlo in una sinagoga locale Hasidica e vedete un po’ se riuscirete ad uscirne vivi, quando gli dite che l’antico patto è obsoleto, ma è così.
E questo fu un vero ostacolo per molti ebrei, ed era difficile che gli ebrei realizzassero il fatto che l’antico patto, con tutte le sue leggi ed i rituali e le cerimonie, non erano altro che un simbolo, mentre ora la realtà era presente ed i simboli erano scomparsi; ma Dio lo rese chiaro, non è vero? - quando strappò il velo nel tempio dall’alto in basso alla morte di Gesù Cristo?
E poi, meno di cinque anni dopo che questa parte d’Ebrei fu scritta, Gerusalemme non esisteva più, il tempio era scomparso, il culto era finito, ed era tutto terminato grazie alla devastazione portata dal generale romano Tito che terminò tutto il sistema sacrificale, e tutto era scomparso, ed è ancora così al giorno d’oggi. Perchè? Perchè non serve più, ed averne concepito una nuova forma nel sacramentalismo che si chiama “cristianesimo” è come resuscitare ciò che è morto ed obsoleto e ciò confonde e complica la semplicità della verità cristiana autentica. L’antico patto è stato completamente sostituito dal nuovo.
Ora, voglio concludere portandovi al capitolo 9 per un paio di minuti, al versetto 11, questo vi darà un po’ un riassunto di questo nuovo patto, “Ma venuto Cristo, sommo sacerdote dei beni futuri”, e questo è il nuovo patto, “Egli attraverso un tabernacolo piú grande e piú perfetto”, un patto migliore tramite un sommo sacerdote migliore con delle promesse migliori ed un tabernacolo migliore, “non fatto da mano d’uomo, cioè, non di questa creazione”, un tabernacolo celeste, ora notate questo: tutto quello che Cristo fece, non lo fece tramite il “con sangue di capri e di vitelli, ma con il proprio sangue”, ed Egli entrò nel luogo santissimo, una volta per sempre”, quante volte dovevano entrarci i sommi sacerdoti? Un sacco di volte, e nel Luogo Santissimo, almeno una volta all’anno.
Gesù, però ci entrò una volta ed ottenne una redenzione temporanea... fino alla prossima Messa – no... - una redenzione eterna, “Infatti, se il sangue di capri, di tori e la cenere di una giovenca sparsa su quelli che sono contaminati, li santificano, in modo da procurar la purezza della carne, quanto piú il sangue di Cristo, che mediante lo Spirito eterno offrí sé stesso puro di ogni colpa a Dio, purificherà la nostra coscienza dalle opere morte per servire il Dio vivente!” se i sacrifici antichi avevano una purificazione temporanea della carne, quanto più quindi Cristo ha compiuto una purificazione eterna?
Ed il versetto 15: “Per questo egli è mediatore di un – cosa? – di un nuovo patto. La sua morte è avvenuta per redimere dalle trasgressioni commesse sotto il primo patto”, la morte di Cristo ha lavato via i peccati anche delle persone del primo patto, perchè non c’era nulla in quel patto che potesse farlo. Il nuovo patto spazza indietro nella storia e salva anche le persone che appartenevano all’antico patto.
E potremmo chiederci: ‘Ma com’è possibile?’ Perché loro stavano guardavano l’antico patto correttamente, e lo stavano vedendo come un simbolo del Mediatore a venire; vi ricordate quello che disse su Mosè? Che guardò in futuro e vide Cristo? Lo videro per quello che era: simbolico.
Ma gli ebrei ai tempi di Gesù e quelli che confrontarono Paolo avevano preso i simboli, ed invece di vederli come coloro che dovevano puntare al Messia, gli stabilirono una religione intera attorno,c omposta da simboli e così facendo ebbero una religione meccanica come la sorta di cristianesimo surrogato che abbiamo al giorno d’oggi. Se le cose passate non erano altro che dei buoni simboli, quanto meglio è la cosa reale che simboleggiano? Se l’esteriore, il fisico ed il temporaneo serviva ai propositi di Dio... allora quanto meglio il patto interiore, spirituale ed eterno servirà i suoi scopi santi ed eterni? Abbiamo un Sommo Sacerdote migliore con un santuario migliore che ha compiuto ed offerto un sacrificio migliore, con promesse migliori, non per una redenzione temporanea, ma una eterna, e, una volta per tutte, il perdono dei peccati.
Isaac Watts scrisse: ‘Nessun sangue di bestie sugli altari giudei versato, potrebbe mai placare un cuor in colpa, o i torti del passato; Cristo, l’Agnello celeste, cancella e redime ogni peccato; un sacrificio più nobile in nome e di sangue più ircco e pregiato”. Questo è il nuovo patto, ed un ministro genuino ed una chiesa genuina appartengono al nuovo patto.
Padre, stiamo a mala pena iniziando a comprendere queste verità, e Ti benediciamo e Ti lodiamo per la chiarezza con la quale questa verità giunge ai nostri cuori; Ti ringraziamo che il sangue di Cristo, che, tramite lo Spirito Eterno, si è offerto senza macchia a Dio, ed ha purificato la nostra coscienza dalle opere morte, da questi vecchi rituali, per portarci a servire il Dio vivente.
Ti ringraziamo che Gesù ha fatto tutto quello che ha fatto sulla Terra in obbedienza a Te tramite lo Spirito, e specialmente per quanto riguarda il Suo sacrificio supremo, e, così facendo, ha fornito la purificazione delle nostre coscienze. Le ha liberate dalla colpa in modo che potessimo avvicinarci a te con cuori purificati da una coscienza empia ed i corpi purificati con acqua pura. Padre, i sacerdoti di un tempo purificavano solamente l’esteriore, simbolicamente, imperfettamente e temporaneamente, però Cristo purifica l’interiore. Padre, non permetterci mai di cadere preda a ciò che è esteriore; aiutaci ad essere fedeli a ciò che è del cuore. Fa si che possiamo essere una chiesa del nuovo patto genuina; dei cristiani del nuovo patto e ministri del nuovo patto.
Ti ringraziamo, Padre, per tale privilegio di vivere in questo tempo, un tempo che i profeti di un tempo aspettavano e ricercavano, un tempo in cui le cose sono già state completate, quanto siamo privilegiati. Rendici fedeli a quel nuovo patto. Proteggi la Tua chiesa dall’incursione dalle menzogne secolari, dalle eresie mortali, dal cerimonialismo. E preghiamo per ogni persona qui presente, Signore, affinchè la Tua grazia speciale possa soddisfare ogni bisogno spirituale, nel nome di Cristo, amen.
FINE
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