Torniamo al nostro meraviglioso studio del vangelo di Luca. Aprite la vostra Bibbia, se volete, al capitolo 9 di Luca. Così informiamo la nostra adorazione, in modo che possiamo adorare in spirito e verità. La informiamo con la verità della Parola di Dio. Ogni passo è da Dio ed è ricco e istruttivo. Ma quello che guardiamo questa mattina lo è particolarmente. Voglio leggere i versetti 23 fino al 26, e poi li avrete in mente e cominceremo a parlarne. Luca 9:23, “E diceva a tutti: ‘Se qualcuno vuole venire dietro a Me, rinneghi sé stesso, prenda ogni giorno la sua croce e Mi segua. Perché chi vorrà salvare la sua vita la perderà, ma chi avrà perso la sua vita per causa Mia, costui la salverà. Infatti, che giova a un uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde o rovina sé stesso? Poiché chi si sarà vergognato di Me e delle Mie parole, di lui si vergognerà il Figlio dell’uomo, quando verrà nella Sua gloria, e nella gloria del Padre e dei santi angeli’“.
È breve, non molti versetti, neppure molte parole, ma questo è il cuore dell’insegnamento di Gesù. Questo è oro puro, oro biblico. Forse meglio, questo è un diamante di verità, chiaro e brillante. L’argomento è seguire Gesù, versetto 23, “Se qualcuno vuole venire dietro a Me”. Questo è un testo su come seguire Gesù, come seguire Gesù, come diventare cristiani, come essere salvati, come essere redenti e nati di nuovo. Di questo si tratta. È un insegnamento critico. E una cosa vi colpisce subito, ed è che venire dietro a Gesù implica rinnegare sé stessi. Questo è chiaramente la prima cosa che è detta, “Se qualcuno vuole venire dietro a Me, rinneghi sé stesso”. Il vangelo è un invito all’autonegazione. Non è un invito all’auto-realizzazione.
E questo mette il vero vangelo in opposizione al vangelo evangelico contemporaneo che è un vangelo di auto-realizzazione, di auto-aiuto. Gesù è visto come un genio utilitaristico. Voi strofinate la lampada, Lui salta fuori e dice: “Avete quello che volete”. E voi Gli date la vostra lista, e Lui consegna. Ci sono quelli dentro la cornice dell’evangelicalismo, nel segmento carismatico, che vi dicono che Gesù vi vuole in salute, e se non siete in salute è perché non avete reclamato la vostra guarigione. Gesù vi vuole prosperi e ricchi, e se non lo siete è perché non lo avete reclamato. Gesù vi vuole liberi dai debiti e se mandate abbastanza soldi ai tele-evangelisti, per virtù della vostra fede vi libererete dai debiti, o dal demone del debito, come viene spesso chiamato, perché Gesù non vuole che abbiate alcun problema o alcuna difficoltà. La vostra salvezza è una garanzia di salute, ricchezza, prosperità e felicità. Gli evangelici psicologici, centrati sull’uomo, vi dicono che Gesù vi dà pace, e Gesù vi dà gioia, e Gesù vi rende migliori venditori, e Gesù vi aiuta a fare più fuoricampo. Gesù davvero vuole farvi sentire meglio con voi stessi, e vuole elevare la vostra immagine di voi stessi, e vuole mettere fine al vostro pensiero negativo.
È interessante come questa tendenza sia entrata nella chiesa. L’ho osservata nel corso degli anni, sono stato in giro abbastanza a lungo da averla vista arrivare. È arrivata davvero, penso, in modo più marcato attraverso il ministero di Robert Schuller. Diversi anni fa scrisse un libro intitolato Autostima: La Nuova Riforma. Io recensii quel libro. La recensione che feci fu pubblicata in una rivista nazionale. Perché pensavo fosse un punto di svolta, un tentativo di una nuova riforma. Era un tentativo di sostituire il vangelo – il vangelo biblico – con un nuovo vangelo. E funzionò.
In quel libro, Autostima: La Nuova Riforma, Robert Schuller scrive: “È precisamente a questo punto che la teologia classica ha sbagliato nella sua insistenza che la teologia sia centrata su Dio e non centrata sull’uomo”. Quindi questo è un inizio iconoclasta. La prima cosa che dobbiamo fare è porre fine alla teologia classica. Dobbiamo porre fine alla teologia centrata su Dio e sostituirla con una teologia centrata sull’uomo. È piuttosto palese, ma era esattamente ciò che stava accadendo. Lui scrive ancora: “Questo piano maestro di Dio è progettato attorno ai bisogni più profondi degli esseri umani”. E quali sono quei bisogni? “Dignità personale, rispetto di sé, valore personale, autostima. La perla di gran prezzo è il genuino rispetto di sé e l’autostima”.
Aggiunge ancora: “Se seguiamo il piano di Dio fedelmente quanto possiamo, ci sentiremo bene con noi stessi”. Questo è il vangelo dell’evangelicalismo. È il vangelo del sentirsi bene. Sentirsi bene con sé stessi. Poi prosegue dicendo: “Dio ha bisogno di voi e di me per aiutare a creare una società di persone con autostima”. Perdonatemi se non mi unisco. Non riesco a pensare a un gruppo con cui meno desidererei associarmi.
Così, in questo sforzo di una nuova riforma, la prima cosa che si deve fare è cancellare la teologia classica, storica, centrata su Dio, poi sostituirla con una teologia psicologica, centrata sull’uomo, sull’autostima, e fare in modo che tutto nella Bibbia e nel vangelo lavori per far sentire meglio le persone con sé stesse, per realizzare i loro sogni e realizzare le loro visioni. Inoltre, dice: “L’obiettivo ultimo di Dio è trasformare voi e me in persone sicure di sé”. E poi – questo è abbastanza – un’ultima citazione: “Una volta che una persona crede di essere un peccatore indegno, è dubbio che possa davvero onestamente accettare la grazia salvifica che Dio offre in Cristo”. Così, nel nuovo vangelo, se volete essere salvati, non potete credere di essere peccatori indegni. Quanto è distorto questo? Quanto è contrario alla verità? Ma è proprio quel vangelo centrato sull’uomo, sull’autostima, che fu raccolto dal discepolo numero uno di Robert Schuller, Bill Hybels, e tradotto nel movimento “seeker-friendly” che ha dirottato l’evangelicalismo. È una sorta di narcisismo quasi cristiano, amore di sé che è caratteristico dei falsi maestri, secondo 2 Timoteo 3, dove si dice: “Verranno tempi pericolosi, perché gli uomini saranno amanti di sé stessi”.
E il cristianesimo è diventato un movimento del “prendere ciò che volete”, piuttosto che un movimento del “dare”. L’intenzione divina per il vangelo è stata prostituita. La gloria di Dio è stata sostituita dalla soddisfazione dell’uomo. L’abbandonare la propria vita per l’onore di Cristo è stato sostituito da Cristo che onora voi. È tutto distorto e il vero vangelo non è più di moda.
C’era un santo di molti secoli fa che lo capì bene. Questa è una preghiera che scrisse, “Signore, alto e santo, mite e umile, fammi imparare per paradosso che la via verso il basso è la via verso l’alto, che essere bassi è essere alti, che il cuore spezzato è il cuore guarito, che lo spirito contrito è lo spirito che gioisce, che l’anima pentita è l’anima vittoriosa, che non avere nulla è possedere tutto, che portare la croce è indossare la corona, che dare è ricevere. Fammi trovare la Tua luce nella mia oscurità, la Tua gioia nel mio dolore, la Tua grazia nel mio peccato, le Tue ricchezze nella mia povertà, la Tua gloria nella mia valle, la Tua vita nella mia morte”.
La Tua vita nella mia morte? Questo è il vero vangelo. Non si tratta di esaltare me, si tratta di uccidere me. Gesù disse: “Se volete seguirmi, rinnegate voi stessi, prendete la vostra croce ogni giorno e seguiteMi”. È la morte del sé. Voi vincete perdendo. Voi vivete morendo. E questo è il nucleo, il messaggio centrale del vangelo. Questo è il centro del discepolato.
Questo non è un passo oscuro. Questo non è qualcosa di diverso dall’insegnamento normale di Gesù. Questi sono principi che insegna ripetutamente durante il Suo ministero, più e più volte, in contesti diversi.
Lasciate che ve lo mostri. Tornate per un momento al capitolo 10 di Matteo. Matteo 10:34. Gesù, nei versetti precedenti, ha parlato di confessarLo, ovviamente confessarLo come Signore e Salvatore. Versetto 32: “Chiunque Mi confesserà davanti agli uomini, anch’Io lo confesserò davanti al Padre Mio che è nei cieli”. Quindi sta parlando di confessare Cristo come Signore. E poi al versetto 34 dice questo: “Non pensate che Io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada. Sono venuto a mettere un uomo contro suo padre, una figlia contro sua madre, una nuora contro sua suocera. E i nemici di un uomo saranno quelli della sua casa”.
Prima cosa: venire a Cristo può rendere la vostra famiglia peggiore, non migliore. Può mandare una spaccatura nella vostra famiglia come non avete mai sperimentato prima. Ma è così, perché se date la vostra vita a Gesù Cristo, ci sarà un abisso invalicabile tra voi e le persone della vostra famiglia che non lo fanno. Il versetto 37 lo dice: “Chi ama padre o madre più di Me non è degno di Me; e chi ama figlio o figlia più di Me non è degno di Me”. Se non siete disposti a pagare il prezzo di una spaccatura permanente nella vostra famiglia, a meno che quelle persone vengano a Cristo, se non siete disposti a pagare il prezzo di un trauma maggiore nella vostra famiglia, di un conflitto maggiore nella vostra famiglia, di una sofferenza maggiore nella vostra famiglia, allora non siete nemmeno degni di essere Miei discepoli.
Il versetto 38 dice: “Chi non prende la sua croce – la croce era associata a una sola cosa, una sola soltanto. Una croce era uno strumento di morte. Era uno strumento di esecuzione. Gesù va persino oltre questo. Se non siete disposti ad avere conflitti nella vostra famiglia, non siete degni di essere Miei discepoli. Se non siete disposti ad avere conflitti con il mondo fino al punto che potrebbe costarvi la vita, allora non siete degni di Me. Il versetto 39: “Chi avrà trovato la sua vita la perderà, chi avrà perso la sua vita per causa Mia la troverà”. Si tratta di perdere la propria vita. Non è una teologia centrata sull’uomo, è una teologia centrata su Cristo che dice: “Io do tutto a Cristo, qualunque sia il prezzo da pagare”. Ora, questo è Matteo 10.
Marco 10 è un’altra illustrazione di questo insegnamento di Gesù. Questo è assolutamente il cuore dell’insegnamento di Gesù, perciò questi pochi versetti ci prenderanno del tempo per essere approfonditi, perché devono essere compresi. Marco 10:21. Qui Gesù parla a quel giovane ricco che vuole la vita eterna. Chiede al versetto 17 della vita eterna. E Gesù, lo ricordate, gli parla, e se mettete insieme tutto il racconto, Gesù lo confronta con il suo peccato. Lui non lo vuole ammettere e non vuole rinunciare alla sua auto-giustizia, che è il peggiore dei peccati. E poi Gesù parla del suo denaro e lui non è disposto a rinunciare al suo denaro. Vuole Gesù, sì. Vuole la vita eterna, ma Gesù gli sbatte in faccia che deve rinunciare alla sua auto-giustizia, cioè deve riconoscersi come un peccatore indegno e miserevole, e deve essere disposto a rinunciare a tutti i suoi beni terreni se Lui lo chiede. E ricordate la storia. Non lo fece. Versetto 21: “Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: ‘Una cosa ti manca: và, vendi tutto quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi’“. Gesù disse: “Il prezzo è essere disposti a rinunciare a tutto. Potrei non chiederlo, ma potrei. Il prezzo è essere disposti”.
“Ma a queste parole si irritò e se ne andò rattristato; perché aveva molti beni”. Preferisco avere i miei soldi. Preferisco avere le mie proprietà piuttosto che Gesù. Allora non sei degno di essere Suo discepolo. Se non siete disposti a essere separati nella vostra famiglia, se non siete disposti a essere separati dal mondo, se non siete disposti ad essere separati dalle cose materiali che possedete, allora Gesù non è così prezioso per voi. È una questione di tutto o niente.
Ora tornate di nuovo al capitolo 9 di Luca, e andate alla fine del capitolo, versetto 57. Questo è così critico per noi da comprendere e così pratico, come vi mostrerò. Mentre andavano per la strada, Gesù con alcune persone che Lo seguivano, alcuni discepoli, aspiranti discepoli. E qualcuno Gli disse: “Ti seguirò dovunque Tu vada”. Davvero? “Gesù gli disse: – Non stiamo andando al Ritz Carlton, spero che questo non ti influenzi negativamente. – Le volpi hanno delle tane, e gli uccelli del cielo dei nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo”. Se Mi seguite, perderete tutto. Questo è il prezzo. Sappiatelo. Gesù non disse: “Oh, meraviglioso, seguimi. Sarai felice. Sarai sano, ricco, prospero, di successo”. Disse: “Sappi questo. Io non ho nessun posto dove posare il capo. Ti costerà tutto”.
“Poi disse a un altro: ‘Seguimi’, ma quello rispose: ‘Oh, devo andare a seppellire mio padre’”. E l’implicazione è che suo padre non era nemmeno morto. Cosa intende dire “andare a seppellire suo padre”, andare al funerale? No, restare in giro finché non prende l’eredità. Aveva appena sentito Gesù dire che non avrebbe avuto nulla se Lo avesse seguito. Gesù non aveva nulla da dargli, quindi lui voleva restare a casa finché non potesse riempirsi la borsa di una fortuna e poi andare dietro a Gesù. Anche lui sparì.
Ma Gesù stabilisce lo standard come rinnegamento totale di sé. Se andate al capitolo 14 di Luca, solo per introdurre questi momenti e luoghi in cui Gesù ha discusso questo, trovate che il messaggio è sempre lo stesso. C’è una grande moltitudine in 14:25 che Lo segue, e Lui si volta e parla loro. “Se qualcuno viene a Me – Tutti voi volete seguirmi, volete essere Miei seguaci. “Se venite a Me e non odiate vostro padre, vostra madre, vostra moglie, i vostri figli, i vostri fratelli e sorelle, e persino la vostra stessa vita, non potete essere Miei discepoli”. Non si tratta di voi. Non si tratta della vostra autostima. Si tratta del vostro peccato, e della vostra disperazione, e del fatto che vedete Cristo come così prezioso, e così di valore come vostro Salvatore dal peccato, dalla morte e dall’inferno, che sareste disposti a rinunciare a tutto. Se vi costa la vostra famiglia, se vi costa il vostro matrimonio e – al versetto 27 – portate la vostra croce. E se non portate la vostra croce – cioè, essere disposti a morire e dare la vostra vita e seguire Me – allora non potete essere Miei discepoli. Non può essere più chiaro di così. Nel capitolo 17 di Luca, Gesù parlando ancora in un’altra occasione, dice questo, versetto 33: “Chi cercherà di salvare la sua vita la perderà, chi invece la perderà la salverà”. È lo stesso principio. Se cercate di tenere stretto voi stessi, i vostri piani, la vostra agenda, il vostro successo, la vostra autostima, perdete. Perdete.
Nel capitolo 12 del vangelo di Giovanni, così sapete che Giovanni non ha tralasciato questo insegnamento centrale di Gesù, Giovanni 12:24: “In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; ma se muore, porta molto frutto”. “Se volete portare frutto nel seguirmi”, dice Gesù, “vi costerà la vita. Dovrete morire”. “Chi ama la sua vita – versetto 25, – la perde, chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna. Se uno Mi serve, Mi segua”. E il cammino che Lui stava percorrendo era un cammino verso la persecuzione e la morte.
Dunque, volete seguire Gesù, vero? Volete venir dietro a Gesù, vero? Vi costerà assolutamente tutto. Oh, il Signore potrebbe non togliervi la vita. Potrebbe non togliervi tutto il denaro. Potrebbe non togliervi la famiglia o il coniuge. Potrebbe non togliervi il lavoro, ma dovete essere disposti se questo è ciò che vuole. Dovete essere abbastanza disperati da abbracciare Cristo qualunque sia il prezzo.
Ora torniamo per un momento a Matteo 16, perché non possiamo capire l’intera immagine del passo di Luca senza confrontarlo con Matteo 16, poiché sono paralleli, ma Matteo ha incluso più informazioni. Ora la scena è questa: è tempo di esame con i discepoli, come ricordate dal nostro ultimo messaggio. È tempo di esame.
C’è solo una domanda nell’esame. L’unica domanda nell’esame è Matteo 16:15, “Disse loro: ‘E voi, chi dite che Io sia?’” Dopo un paio d’anni di addestramento, e di rivelazione, e di miracoli, e di segni, e di prodigi che Gesù aveva compiuto, tutto il Suo insegnamento, era arrivato il momento di dare loro l’esame finale nella scuola del discepolato. E così c’era solo una domanda nell’esame: “Chi dite che Io sia?” Loro danno la risposta giusta. “Simon Pietro risponde – a nome di tutti loro – ‘Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente’“. E Gesù risponde: “Esatto. Beato sei tu, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre Mio che è nei cieli”. Voi avete accettato la rivelazione di Dio. Avete visto ciò che Dio ha rivelato attraverso di Me. Avete capito: quella è la risposta giusta. Questo è il punto più alto di tutto l’addestramento da discepoli. Sono arrivati alla conclusione giusta su Gesù Cristo. Questo è assolutamente necessario per la salvezza. Egli è il Cristo di Dio, il Messia di Dio, il Figlio di Dio, il Salvatore di Dio, tutto ciò che l’Antico Testamento aveva promesso e tutto ciò che Gesù aveva affermato è infatti vero. Questa è la grande confessione, la confessione suprema. Ricordate che i vangeli furono scritti affinché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio del Dio vivente, e affinché credendo abbiate vita nel Suo nome. Ebbene, loro credettero e hanno vita nel Suo nome, ed è questo il loro grande momento di confessione. Ci sono arrivati.
In risposta a quell’affermazione viene: “Avete ricevuto il messaggio da Dio. Avete visto ciò che Dio stava dicendo attraverso di Me, e avete compreso. Questo è meraviglioso. E ho qualcos’altro da dirti, Pietro”. Versetto 18: “Tu sei Pietro, e su questa roccia edificherò la Mia chiesa”. C’è un piccolo contrasto qui. “Tu sei Pietro – sei una pietra piccola, – ma su questa roccia – parola diversa – “edificherò la Mia chiesa”. Un piccolo contrasto. Cos’è la roccia? La confessione di chi Egli sia, la realtà di chi è. “Edificherò la Mia chiesa”, dice, “e le porte dell’Ade non la vinceranno”. Questo è meraviglioso. Avete dato la risposta giusta e vi dico questo: edificherò la chiesa e le porte dell’Ade – che cos’è? L’Ade è dove sono i morti, e le porte è il come si diventa morti, ed è morendo. Quindi le “porte dell’Ade” sono semplicemente la morte. Satana ha il potere della morte. Ebrei 2 dice che lui esercita il potere della morte nel mondo. Questo è il suo potere più grande. Ma persino il potere della morte di Satana non fermerà il Signore dal costruire la Sua chiesa.
Questa è una nota trionfante. Avete dato la risposta giusta alla domanda. Avete superato l’esame, con lode. E vi dico, ragazzi, è su quella grande e gloriosa realtà che edificherò la Mia chiesa, e il grande potere della morte di Satana non prevarrà contro di essa. Inoltre, non solo edificherò la Mia chiesa, ma vi darò le chiavi del Regno dei cieli. Avrete la possibilità di aprire la porta del Regno e lasciare entrare le persone.
Come? Perché proclameranno il vangelo. Come si entra nel Regno dei cieli? Qual è la chiave che apre la porta? È il vangelo, non è vero? Dunque, sarete i Miei predicatori del vangelo, e tutto ciò che legherete sulla terra sarà stato legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierete sulla terra sarà stato sciolto nei cieli. Legare e sciogliere era un vecchio concetto rabbinico. Il rabbino diceva a una persona che non si pentiva: “Sei legato nel peccato”. Diceva a una persona che si pentiva: “Sei sciolto dal peccato, perché Dio perdona chi si pente”. E così Gesù dice agli apostoli: “Farete lo stesso. Aprirete il Regno con il vangelo e direte ai peccatori che si pentono che sono sciolti dai loro peccati, e ai peccatori che non si pentono, che sono legati nei loro peccati. Sarete i Miei rappresentanti. Sarete i Miei agenti autorevoli nel mondo, e porterete le persone nel Regno”. Si può proprio sentire l’entusiasmo che sale. È questo, ragazzi. Questo è ciò che abbiamo sperato accadesse negli ultimi anni. Egli è il Messia e edificherà la chiesa. Nulla la fermerà. Noi avremo l’autorità di aprire e chiudere il Regno, non la religione stabilita del giudaismo, non gli scribi e i capi sacerdoti e gli anziani. Saremo noi. Noi saremo i costruttori, i principali, i preminenti nel Regno. Questo è ciò che abbiamo aspettato. E poi, in una dichiarazione scioccante, al versetto 20: “Allora ordinò ai Suoi discepoli di non dire a nessuno che Egli era il Cristo”.
Non ha senso perché sono travolti dall’emozione del momento, dall’autorità, dall’invincibilità della chiesa, dall’identità di Gesù, e ora Egli dice: “Non dite a nessuno”. Non è il momento. Ed al versetto 21: “Da allora Gesù Cristo cominciò a spiegare ai Suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme, soffrire molte cose da parte degli anziani, dei capi sacerdoti e degli scribi, ed essere ucciso, e risuscitare il terzo giorno”.
Che abbattimento. Gesù dice: “Non dite a nessuno perché il piano non è che Io prenda ora il Mio Regno. Il piano non è che Io entri ora nella Mia gloria. Il piano è che Io venga ucciso dallo stabilimento giudaico”. Voglio dire, questo è assolutamente devastante. Dopo che erano stati letteralmente esaltati dalle realtà che Egli è il Messia, che edificherà la chiesa, che persino il potere della morte non prevarrà contro di essa, che sono stati delegati con questa autorità, potevano assaporare il Regno. Potevano sentire la gloria che stava arrivando. Si potrebbe dire che potevano percepire il calore della Shekinah.
Salute, ricchezza e prosperità erano dietro l’angolo. E certamente Gesù avrebbe distrutto i capi apostati del giudaismo, ed essi sarebbero stati i nuovi capi d’Israele, e certamente avrebbe distrutto gli oppressori romani, gli occupanti, i pagani, e certamente avrebbe guarito tutte le malattie, e avrebbe provveduto cibo come aveva fatto quando sfamò le moltitudini. Questo era il grande glorioso momento che avevano atteso così a lungo. E poi Gesù dice: “Non dite nulla. Prima devo morire”. Versetto 22: “Pietro lo prese da parte”. Pietro dice: “Signore, dobbiamo parlare in privato. Vieni qui”. “E cominciò a rimproverarLo”. Parliamo di un carattere di tipo A. L’uomo stava rimproverando il Figlio di Dio, il Figlio di Dio che egli stesso aveva appena confessato. Il Figlio del Dio vivente era appena uscito dalla sua bocca e ora dice: “Vieni qui. Devo raddrizzarti”.
E dice: “Dio non voglia, Signore. Questo non Ti accadrà mai”. Non accadrà. Tu non morirai. Questo non è il piano. “Ma Gesù, voltatosi, disse a Pietro: ‘Vattene via da Me, Satana’“. Non credo gli piacesse neppure essere chiamato Simone, figuriamoci Satana. Poi aggiunge: “Tu sei per Me un inciampo”.S Ecco perché: “Tu non hai il senso delle cose di Dio, ma di quelle degli uomini”. Hai un’idea centrata sull’uomo. Sapete, questo potrebbe quasi essere il motto dell’evangelicalismo contemporaneo. Voi non avete il senso delle cose di Dio, ma di quelle degli uomini. È tutto su di voi, non è vero? Ed è tutto su ciò che volete, ed è tutto sul potere e sulla gloria, ed è tutto sulla corona, ed è tutto sulla ricompensa e sull’autorità. Non capite. La via verso l’alto è verso il basso. Non avrete una corona senza una croce.
E poi, al versetto 24, Gesù introduce il principio, “disse ai Suoi discepoli – agli apostoli e al resto della folla, poiché Marco 8:34 indica che anche la folla stava ascoltando. “Se qualcuno vuole venire dietro a Me, rinneghi se stesso e prenda la sua croce”. Luca aggiunge: “Ogni giorno e Mi segua”. E con questo, torniamo a Luca 9. Torniamo a Luca 9 e riprendiamo da lì. Matteo ci ha colmato di tante informazioni utili. Questa è un’esperienza scioccante per gli apostoli, dopo essere giunti a questa gloriosa confessione, e ora essere stati istruiti a non dire nulla, e poi essere stati informati che Gesù sta per morire. E non solo Gesù sta per morire, ma sta dicendo a tutti loro – torniamo a Luca 9:23 – “Se qualcuno vuole venire dietro a Me, rinneghi se stesso, prenda ogni giorno la sua croce e Mi segua”. E con quella dichiarazione, Gesù apre il paradosso del discepolato. Il paradosso del discepolato. Lo considereremo non solo, naturalmente, questa mattina, ma anche la prossima domenica.
Ora questa sezione, la suddividerò in quattro categorie: Il principio, il paradosso, la Parusia e l’anteprima; che esamineremo man mano. Ma per questa mattina e solo per pochi momenti rimasti, voglio che guardiate al principio nel versetto 23. Il principio. Non è difficile capire il principio. È semplicemente questo. Se volete seguire Cristo, volete essere cristiani, vero? Ecco il messaggio. Rinnegate voi stessi, prendete la vostra croce e seguitelo.
Lo sentite questo nel vangelo contemporaneo? Lo sentite mai? Lo sentite mai in un messaggio dato da un predicatore televisivo o da un evangelista? Sentite mai qualcuno dire questo? Sentite mai qualcuno alzarsi davanti a una folla e dire: “Se volete diventare cristiani, uccidete voi stessi, negate a voi stessi tutte le cose che il vostro io desidera e vuole e spera, siate disposti a morire e a sottomettervi schivamente in obbedienza a Gesù Cristo”? Questo non vende. Non è marketing intelligente. Succede solo che è la verità.
Allora che volete fare? Ottenere qualcuno convertito artificialmente? Questo è il modo popolare. Dare alle persone l’illusione di essere salvate quando non lo sono, così che un giorno, quando affronteranno Cristo, diranno: “Signore, Signore”, e lui dirà: “Allontanatevi da Me, non vi ho mai conosciuti”. Il vangelo deve essere il vangelo. Volete seguire Me allora? Il principio è: è la fine di voi stessi se volete seguire Me. È la fine di voi. Voi non esistete più. Paolo lo disse così: “Per me il vivere è – che cosa? – Cristo e il morire è – Ho imparato a essere nell’umiliazione e nell’abbondanza. Ho imparato ad avere cose e a non avere cose. Non importa. Se vivo, vivo per il Signore. Se muoio, muoio per il Signore. Qual è la differenza? Io sono del Signore”. Questo è l’atteggiamento.
Gli uomini vogliono gloria. Vogliono salute. Vogliono ricchezza. Vogliono felicità. Vogliono che tutti i loro bisogni percepiti siano soddisfatti, tutti i loro piccoli pruriti umani grattati. Vogliono una vita senza dolore. Vogliono la corona senza la croce. Vogliono il guadagno senza il dolore. È così che la gente pensa. Non è l’interesse di Dio. L’autore della nostra salvezza, secondo Ebrei 2:10, fu reso perfetto attraverso la sofferenza, e così anche noi veniamo fatti passare attraverso il crogiolo della sofferenza. E dove soffriamo, prima di tutto, è nella morte di tutte le speranze, tutte le ambizioni, tutti i desideri, tutte le brame, tutti i bisogni che sono umani. Questo è il punto. Quindi volete essere cristiani, non è facile. Pensereste che sia facile. Oggi, se volete essere cristiani, pronunciate queste piccole parole. Recitate questa piccola preghiera, e sarete cristiani. Non è facile essere cristiani. Lasciate che vi mostri alcune cose.
Matteo 7:13. Questo è, di nuovo, l’insegnamento del nostro Signore. Matteo 7:13, Sermone sul Monte, parole familiari, versetto 13: “Entrate per la porta stretta”. Prima di tutto, diventare cristiani, passate attraverso una porta stretta. L’idea di “stretta” qui significa “ristretta”. Voglio dire, è una di quelle cose per cui dovete quasi passarci a forza. È molto, molto angusta. Non potete portarvi niente attraverso. Entrate senza nulla. “C’è una porta larga, ma conduce alla distruzione”.
C’è una larga porta religiosa, e le persone vi passano con tutto il loro bagaglio, e tutti i loro bisogni dell’io, e tutta la loro autostima, e tutto il loro desiderio di realizzazione e di autosoddisfazione, e tutto questo. Vi stanno andando, ma non porta al cielo, dice “cielo” ma finisce all’inferno. E molti vanno per quella via. Ma c’è anche, al versetto 14, questa porta molto piccola, stretta, e conduce alla vita eterna, ma notate questo: “Pochi sono quelli che la trovano”. E l’idea è che è difficile da trovare. E concordo che sia difficile da trovare. È particolarmente difficile da trovare oggi. Potete andare chiesa dopo chiesa, dopo chiesa, dopo chiesa, dopo chiesa e non trovarla mai. È una porta molto stretta.
Se andate al capitolo 13 di Luca vedrete altri elementi di questo stesso insegnamento. Luca 13:23. Questo è molto, molto importante. Qualcuno disse a Gesù mentre passava da una città e da un villaggio all’altro lungo la strada verso Gerusalemme: “qualcuno Gli disse: ‘Signore, sono forse pochi quelli che si salvano?’” Questa era l’implicazione dell’insegnamento di Gesù, che questa è una porta stretta, che è difficile da trovare. E così viene la domanda: “Sembra che Tu stia dicendo che sono pochi quelli che si salvano”. Ed Egli disse loro: “Agonizzate, agōnizomai, sforzatevi di entrare per la porta stretta; perché molti, vi dico, cercheranno di entrare e non potranno”.
È difficile da trovare ed è difficile passarci. Perché? Perché è così difficile da trovare e perché è così difficile passarci? Risposta: perché è così difficile negare voi stessi. Così difficile. Questa è la realtà dominante nella caduta umana: che l’uomo è il padrone della propria anima, il capitano del proprio destino, che l’uomo è il monarca del proprio mondo, che l’uomo è re; e dire che deve uccidere se stesso, negare se stesso, è troppo da inghiottire. Voi predicate un vangelo che non lo include e la gente si affollerà per uscire dall’inferno ed entrare in cielo. Cominciate a predicare il vero vangelo che chiama a un rinnegamento totale e assoluto di sé, al riconoscimento che non avete nulla per cui siate degni, nulla per cui possiate essere lodati, nulla in voi che debba essere salvato. Ma piuttosto siete disposti a uccidere tutto ciò che siete, tutte le vostre speranze, sogni, ambizioni per il bene della perla, per il bene di Cristo e venite alle condizioni di Dio. Questo non è facile. È difficile, prima di tutto, trovare quella verità ed è ancora più difficile, una volta che l’avete udita, sottomettervi ad essa perché l’uomo adora se stesso. È il suo proprio dio. Ciò che dobbiamo dire alle persone non è “venite a Cristo e vi sentirete meglio con voi stessi”, non è “Gesù vuole soddisfare qualunque siano i vostri bisogni”. Gesù non vuole soddisfare i vostri bisogni mondani, terreni, umani. Egli vuole che siate disposti a dire: “Abbandonerò tutte le cose che penso di aver bisogno per il bene di Cristo”.
Dunque, un po’ più avanti nel capitolo 14 del vangelo di Luca, scendete al versetto 28. “Chi di voi – dice Gesù – volendo costruire una torre non si mette prima a sedere e calcola la spesa per vedere se ha di che finirla? Altrimenti, quando ha gettato le fondamenta e non può finire, tutti quelli che lo vedono cominciano a deriderlo, dicendo: ‘Quest’uomo ha cominciato a costruire e non è stato capace di finire’”. Ora, se venite a Cristo, dovrete calcolare il costo. Dovrete calcolare il costo prima di fare la pretesa che verrete a Cristo, la pretesa che seguirete Gesù. Avete calcolato il costo? Capite che c’è un prezzo da pagare? Conosciamo qual è il prezzo. Il prezzo è appena stato dato nei versetti 26 e 27, che ho letto prima: odiare vostro padre e vostra madre se necessario, odiare la vostra stessa vita, portare la vostra croce, venire dietro a Me. Questo è il prezzo, che non c’è nulla nel mondo, nel regno umano, che teniate abbastanza caro da rinunciare a Cristo.
“Quale re – versetto 31 – se sta per uscire a combattere una battaglia contro un altro re non si siede prima e prende consiglio se con diecimila uomini è abbastanza forte per affrontare colui che viene contro di lui con ventimila? Oppure, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda una delegazione e chiede condizioni di pace”. O fate la pace con il nemico se non potete sconfiggerlo, oppure vi assicurate di avere le truppe che ci vorranno per vincere la battaglia. In altre parole, Gesù sta dicendo: “Non venite a Me se prima non avete valutato il prezzo”. E il prezzo è l’autonegazione, l’autocrocifissione e l’autosottomissione.
Al versetto 33 Egli dà il punto. Non pensate che sia qualcosa di meno di questo. “Così dunque, ognuno di voi che non rinuncia a tutti i suoi beni, non può essere Mio discepolo”. Gesù disse: “Dovete essere disposti a rinunciare a tutto. Non sarete salvati buttando via tutti i vostri beni terreni, ma dovete essere disposti a rinunciare a tutto. Questo è quanto siete devoti alla causa di Cristo. Negherete a voi stessi tutti i vostri desideri mondani. Negherete il vostro stesso diritto a vivere e darete la vostra vita, se necessario, per la causa di Gesù Cristo, e vi sottometterete alla Sua volontà, seguendolo in qualunque cosa Egli chieda, che dica che dovete perdere queste cose, o che potete tenerle, questo dipende da Lui”.
E poi Gesù raccontò quelle due parabole in Matteo 13:44-46. Disse che c’era un uomo che trovò un tesoro nascosto in un campo e vide il valore del tesoro e vendette tutto per il tesoro. Poi disse che c’era una perla di gran prezzo, che l’uomo trovò la perla di gran prezzo, vendette tutto per avere la perla. È il vendere tutto che è l’essenza della salvezza. È rinuncio a tutto, nego me stesso, offro la mia vita sia in termini di morte, se necessario, sia in termini di obbedienza nella vita. Questo è il messaggio del vangelo. Quindi quando andate a predicare il vangelo, questo è ciò che dovete dire.
Ora, voi dite: “Ma la gente non lo accetterà”. Beh, aspettate un momento, la gente non lo accetterà, naturalmente no, a meno che lo Spirito di Dio non stia operando nei loro cuori, giusto? A meno che lo Spirito di Dio non stia facendo l’opera di convinzione, e lo Spirito di Dio non stia risvegliando il cuore morto, e lo Spirito di Dio non stia generando fede, ed è allora che l’unico vero messaggio, connesso con l’opera dello Spirito, produrrà la vera salvezza. Non reinventate il vangelo per adattarlo a voi. È quello che viene fatto oggi.
Se qualcuno, chiunque desideri venire dietro a Me, invito aperto, qualcuno di voi desidera venire, qualcuno qui vuole venire? Bene, dovete credere in Gesù. Dovete confessarLo come il Cristo, il Figlio del Dio vivente, e Signore e Salvatore. Poi dovete essere disposti ad avere una spaccatura nella vostra famiglia, una spaccatura nel vostro matrimonio, una spaccatura con il mondo che potrebbe costarvi la vita, e una spaccatura con le vostre ambizioni personali, e sottomettere tutta la vostra vita a seguirLo e a fare qualunque cosa Egli chieda. Non è colui che dice: “Signore, Signore”, disse Gesù, “ma è colui che fa la volontà del Padre Mio. E questa è la volontà del Padre Mio, che vi sottomettiate al Figlio”.
Questo è il vangelo. È un vangelo di autonegazione. È un vangelo di autosacrificio e di autosottomissione. Negate voi stessi, prendete la vostra croce ogni giorno, mettete la vostra vita in gioco per la causa di Cristo, e seguitelo nel senso che fate qualunque cosa Egli chieda. Se date qualcosa di meno di questo come condizioni del vangelo, allora qualcuno potrebbe essere ingannato, giusto? Voi dite: “Ma se non rispondono?” Non è questo il problema. Questo è nella potenza di Dio da determinare. Ciò di cui siete responsabili è la purezza del vangelo.
Ebbene, la prossima volta entreremo in questi elementi del principio al versetto 23: l’autonegazione, il prendere la croce e il seguirLo. Vorrei poter dare tutto questo in un solo messaggio, ma non posso, e non posso abbreviare il materiale perché è troppo critico e troppo pertinente all’essenza del vangelo. Ma penso che ormai possiate capire quanto sia criticamente importante questo, quanto sia pieno nell’insegnamento di Gesù, e quando entreremo in questi elementi la prossima volta e passeremo dal principio al paradosso, vedrete chiaramente quale sia la vostra responsabilità in termini di seguire Gesù e in termini di proclamare quel messaggio agli altri. Inchiniamoci in preghiera.
Signore nostro, siamo ancora una volta ricordati che questa non è un’opera umana, né potremmo compierla con le nostre forze. Ma è la Tua potente opera romperci da noi stessi, è la Tua opera renderci con un cuore spezzato e contrito, renderci capaci di rinunciare a tutto, di lasciare andare tutto, di perdere ogni desiderio di sé, volontà propria, di mettere da parte tutti i nostri sogni e ambizioni, obiettivi, piani, speranze, bisogni presunti. E nella disperazione, contemplando il nostro peccato, abbracciare la salvezza che Gesù dà e le meravigliose ricchezze spirituali che vengono con essa nel tempo e nell’eternità come la perla di gran prezzo per la quale venderemmo volentieri tutto.
Fà che siamo fedeli, o Dio, con la Tua forza, e con la Tua verità, e con il Tuo Santo Spirito, a proclamare questo messaggio ai peccatori, che non è minimalista, che non è superficiale o leggero, ma che chiama a ciò che il vero discepolato realmente richiede, e cioè la morte di me stesso affinché io possa vivere in Cristo. Che questo glorioso vangelo diventi parte di noi, sia nel nostro credere che nella nostra testimonianza. Preghiamo nel nome del Salvatore. Amen.
FINE
This article is also available and sold as a booklet.
