Prendete la vostra Bibbia e guardiamo insieme, per l’ultima volta, a Matteo capitolo 7, Matteo capitolo 7. Abbiamo iniziato a considerare la parte conclusiva del sermone e vogliamo finire questa considerazione nel tempo che abbiamo insieme questa sera. E devo ammettere che ho così tanti pensieri in mente riguardo a questa sezione della Scrittura che non posso neppure cominciare a darvi anche solo una piccola dose di ciò che sento dentro di me.
Sento che molte delle cose che ho predicato nel Sermone sul Monte riemergeranno nelle mie parole durante quest’estate, nel mentre sarò via con la mia famiglia, perché sento che così tante parti di questo particolare messaggio hanno bisogno di essere predicate e insegnate e dette nel nostro Paese. E sono piuttosto convinto che molte delle cose che dirò siano cose a cui sto pensando e sulle quali sto, in un certo senso, rimuginando nella mia mente, e forse non le ho mai nemmeno dette qui, nel mentre Dio continua ad insegnarmi mentre continuo a meditare ripetutamente su questo messaggio.
Avere i propri pensieri dominati dal Sermone sul Monte per tutto il tempo in cui li ho avuti io—e io… io non so da quanto tempo lo sto predicando, ma è da più di un anno—ma avere i propri pensieri continuamente dominati da questo significa produrre un esercizio spirituale che non è secondo a nient’altro, e sento veramente che ha plasmato la mia vita in così tanti modi; e ringrazio Dio molto di più per il privilegio che ho avuto di parlarvi di queste cose, di quanto mai voi possiate essere grati per ciò che avete dovuto ascoltare da parte mia.
Ma voglio che guardiamo di nuovo a Matteo capitolo 7, dal versetto 21 al versetto 29. E in modo particolare, poiché abbiamo già discusso i versetti dal 21 al 23, voglio che ci concentriamo sui versetti dal 24 al 27, e poi faremo uno o due commenti sulla conclusione. Cominciando dal versetto 21, il nostro Signore porta il sermone al suo culmine dicendo: “Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli; ma colui che fa la volontà del Padre mio, che è nei cieli.
“Molti mi diranno in quel giorno: ‘Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato nel tuo nome? E nel tuo nome scacciato demoni? E nel tuo nome fatto molte opere potenti?’ E allora dichiarerò loro: ‘Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità’. Perciò, chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, io lo paragonerò a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. E cadde la pioggia, e vennero i torrenti, e soffiarono i venti e si abbatterono contro quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sulla roccia.
“E chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà paragonato a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. E cadde la pioggia, e vennero i torrenti, e soffiarono i venti e si abbatterono contro quella casa, ed essa cadde; e grande fu la sua rovina. E avvenne che, quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle rimasero stupite del suo insegnamento, perché egli insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi”.
Qui, nella California del Sud, siamo continuamente resi consapevoli del bisogno di avere delle buone fondamenta per una casa. Sembra che ogni anno abbiamo o terremoti o inondazioni. I terremoti hanno il modo di spaccare le fondamenta, e le inondazioni hanno il modo di portarsele via del tutto. Lo scorso inverno siamo passati tutti attraverso il periodo delle tempeste che ormai abbiamo imparato a sperimentare periodicamente. E abbiamo visto arrivare piogge tremende, e fiumi gonfi, e inondazioni che hanno causato ogni genere di devastazione.
I pendii delle nostre montagne sono stati portati via dall’acqua e delle case sono precipitate nelle valli sottostanti. E vivere in California può essere un’esperienza, a seconda di dove si vive in tempi come quelli. Ogni volta che ci mettiamo a costruire qualcosa, è molto necessario costruirlo tenendo conto della possibilità di un’inondazione o della possibilità di un terremoto. Si fanno attente analisi del terreno, esami del suolo, compattazione del terreno, per assicurarsi che le fondamenta reggeranno. Quindi, a questo siamo molto abituati.
E, francamente, in Palestina non era molto diverso. Infatti la Palestina ha un clima quasi identico a quello della California del Sud. È asciutta e arida per la maggior parte del tempo, e quando piove la terra può assorbire solo fino a un certo punto. E quando la pioggia arriva in forma di piena, diventa proprio questo: una piena. Le case vengono portate via nello stesso modo in cui lo abbiamo visto qui.
E così, in un progetto edilizio, o in un programma di costruzione, nella terra di Palestina, bisognava avere lo stesso tipo di pianificazione e lo stesso tipo di preparazione che si hanno qui. Ciò che può sembrare un posto meraviglioso dove costruire una casa, un terreno solido in estate, in inverno diventa un torrente furioso che spazza via qualunque edificio vi sia stato collocato.
Ora, Gesù ha questo in mente nei versetti dal 24 al 27. Egli raffigura due uomini che costruiscono una casa, probabilmente nel letto asciutto di un torrente, da qualche parte in una valle. Un uomo pensa poco a ciò che potrebbe arrivare, e lavora febbrilmente alla casa, ma non ha assolutamente alcun pensiero per le fondamenta. Egli viene chiamato un uomo stolto, al versetto 26. L’altro uomo, anche lui mentre costruisce una casa, cerca di assicurarsi che le fondamenta siano costruite sulla roccia solida. Egli viene chiamato un uomo saggio, al versetto 24. E quindi avete una storia semplice: due uomini costruiscono delle case; uno è saggio e uno è stolto.
E ciò che sembra una storia molto semplice è, in realtà, un commento sorprendente, sconvolgente e potente su persone che hanno una conoscenza intellettuale, ma un cuore vuoto. Noterete che Egli dice al versetto 24: “Chiunque ascolta”, e al versetto 26: “Chiunque ascolta”. Queste sono le persone che ascoltano. Ascoltano il messaggio, prestano attenzione, lo comprendono. I saggi fanno qualcosa al riguardo, gli stolti no.
James Denney ha detto, cito: “È la consapevolezza che colui che parla non è niente di meno che il giudice finale di tutti, che rende la parabola dei costruttori sulla roccia e sulla sabbia la più solenne e travolgente”. Fine della citazione.
Ora, ricordate ciò che vi abbiamo detto questa mattina e durante tutto il nostro studio: Gesù sta chiudendo il sermone con un invito, e l’invito si trova nei versetti 13 e 14. E l’invito dice, in sostanza: entrate per la porta stretta, sulla via stretta che conduce alla vita. Ma non sarà facile farlo per due ragioni ultime. Una sono i falsi profeti, e l’altra è la falsa professione. Sarete ingannati dagli altri e vi ingannerete da soli. Ora, tutti noi viviamo sotto alcune illusioni e, di fatto, la maggior parte di noi coltiva quelle illusioni. Fa parte integrante della natura umana coprire i propri difetti e le proprie mancanze.
E così il Signore sta dicendo: dovete entrare per la porta stretta. Ma non sarà facile, perché nei versetti dal 15 al 20 ci saranno falsi profeti che cercheranno di impedirvi di farlo e di mandarvi sulla via larga. E non sarà facile anche perché tenderete ad essere autoingannati. Prima di tutto, Egli dice: “Ci sono quelli che dicono, ma non fanno”, nei versetti dal 21 al 23.
Hanno solamente una professione verbale; hanno solo una professione verbale. Dicono di appartenere al regno, dicono di conoscere Cristo, ma non fanno ciò che Cristo ha detto. E la dicotomia indica che non sono autentici. Dicono. Non fanno. Questo lo abbiamo visto in dettaglio questa mattina.
E poi, nei versetti dal 24 al 27, ci sono quelli che ascoltano, ma non fanno. Hanno una conoscenza intellettuale senza una conoscenza nel cuore. Il primo gruppo ha parole vuote; il secondo gruppo ha cuori vuoti. E le persone possono essere ingannate in entrambi i modi. Una mera professione verbale: continuate a dirlo e a dirlo, finché alla fine vi siete convinti che debba essere vero, anche se non c’è nessuna evidenza. Oppure una conoscenza intellettuale che sembra bastare al posto di una vera relazione del cuore.
Ci sono alcune persone che sono ingannate al punto da pensare di essere cristiane perché sanno così tanto del cristianesimo, proprio come ci sono persone che pensano di essere cristiane perché ne parlano così tanto. Ora, nei versetti dal 24 al 27, il Signore ci ricorda di nuovo che per entrare nel Regno di Dio è richiesto lo standard della giustizia. E se la vostra vita non è costruita su quello standard, non importa che aspetto abbia, e non importa ciò che sapete nella vostra testa, e non importa quanto febbrilmente portiate avanti la vostra attività spirituale, quando arriverà la piena sarete spazzati via, se tutto ciò che avete è una conoscenza intellettuale.
Ora, i Giudei avevano sviluppato un sistema di giustizia per opere, un sistema escogitato umanamente di sforzi carnali autogenerati, che era molto al di sotto del necessario; e Dio venne e offrì loro una vera giustizia. Ma prima di poter ricevere la vera giustizia, dovevano riconoscere la bancarotta del loro sistema, ed è per questo che dovevano venire con la mentalità delle Beatitudini.
Gesù è impegnato, nel Sermone sul Monte, a demolire il loro palazzo di carta pezzo dopo pezzo, finché, quando arriva al capitolo 7, ha completamente distrutto tutta la loro sicurezza religiosa. E poi li costringe a fare una scelta nei versetti 13 e 14, dice loro che non sarà una scelta facile perché i falsi profeti li inganneranno e loro inganneranno se stessi. E dunque il contrasto nei versetti dal 24 al 27 è tra due persone che ascoltano. Alcuni ascoltano e ubbidiscono, alcuni ascoltano e disubbidiscono, e l’illustrazione usata è quella di due costruttori.
Ora, le parole, di nuovo, sono rivolte a coloro che professano di conoscere Dio, che pensano di essere nel regno, che pensano di essere cristiani. Il versetto 24 comincia: “Chiunque ascolta queste mie parole”. Il versetto 26 comincia: “E chiunque ascolta queste mie parole”. In entrambi i casi avete persone che stanno ascoltando il messaggio di Cristo. Stanno ascoltando la Parola di Dio. E noterete anche che, alla fine del versetto 24, dice: “Costui costruì la sua casa”, e alla fine del versetto 26: “Anche costui costruì la sua casa”. Ascoltano e sono coinvolti in una certa attività spirituale.
Entrambi appartengono al corpo visibile dei credenti, entrambi forse leggono la Scrittura, entrambi forse frequentano le riunioni della chiesa, entrambi sono impegnati a strutturare una qualche specie di sistema di valori spirituali, a costruire qualche edificio di attività spirituale. Ma c’è una differenza tremenda. Uno è saggio e uno è stolto, perché uno costruisce sulla roccia e l’altro costruisce sulla sabbia. E, a proposito, se posso aggiungere questo, le fondamenta sono invisibili. Una volta che l’edificio è in piedi, non potete più vedere le fondamenta, e quindi diventa davvero difficile capirlo. E possiamo essere ingannati tanto quanto le persone che ingannano se stesse.
Ora, amati, lasciatemi aggiungere questo semplicemente come una… una verità generale. Ciò che il nostro Signore sta dicendo qui è molto semplice. Tante persone ascoltano l’insegnamento di Cristo, ma soltanto quelli che lo mettono in pratica sono nel regno. Avete capito? Questa è la sostanza. Ci sono molte persone che ascoltano, ma se esaminate la vostra vita ed è tutto un ascoltare e non un fare, non ingannatevi da soli pensando di essere cristiani. Infatti, il Signore dice che soltanto la tempesta manifesterà la verità, e allora scopriremo chi è saggio e chi è stolto.
Ora, ci sono diverse somiglianze qui, e voglio che le notiate. Prima di tutto, entrambi gli individui costruiscono una casa. Entrambi sono coinvolti in attività spirituale; entrambi sono coinvolti in qualcosa che ha a che fare con il regno di Dio. In secondo luogo, è evidente che entrambi costruiscono la loro casa nello stesso luogo, perché la stessa tempesta colpisce entrambe le case.
Costruiscono una casa e la costruiscono nella stessa zona o nello stesso luogo, perché entrambi sono soggetti alla stessa tempesta. I veri credenti e i falsi credenti vivono invariabilmente fianco a fianco. Sono nello stesso isolato, frequentano la stessa chiesa, vanno agli stessi studi biblici e sono così simili nell’edificio che costruiscono da risultare indistinguibili per la maggior parte delle persone.
Potrei anche aggiungere, come terzo pensiero, che apparentemente la costruiscono nello stesso modo, perché il Signore dice che l’unica differenza sono le fondamenta. Egli non implica che la casa in sé sia diversa in alcun modo. Entrambe le persone costruiscono una casa; la costruiscono nello stesso posto e la costruiscono nello stesso modo.
In altre parole, portano una Bibbia e un quaderno e passano attraverso certe preghiere, e fanno certe attività, e forse danno anche del denaro al Signore. E, in realtà, tutto sembra davvero molto simile finché non arrivate al vero punto cruciale della questione. E queste sono le fondamenta che, come ho detto, molto spesso non sono visibili una volta che l’edificio è stato innalzato. E soltanto un esame di coscienza onesto, attento e profondo può rivelare la verità.
Vedete, Gesù sta cercando di far scendere i farisei dalla loro torre alta e orgogliosa, e di farli guardare alla loro propria vita e vedere quanto sono davvero in bancarotta, perché è solo lì che potete capire davvero come stanno le cose. Uno costruisce sulla roccia, alla fine del versetto 24, petra. Questo, in greco, significa un banco di roccia. C’è una parola, petros, che significa una pietra o un masso. Questa è petra. È un banco di roccia. E l’altro costruisce sulla sabbia, versetto 26. La parola è molto semplice in greco: ammon, A-M-M-O-N, per traslitterarla. Sapete che cosa significa? Significa semplicemente sabbia, come la sabbia del litorale.
Ora, sono stato in due città nella zona della Giordania; una si chiama Ammon e l’altra si chiama Petra. Sono chiamate proprio con questi termini. Petra è una città letteralmente fatta di roccia. Infatti, quando entrammo in quella città a cavallo, si passa attraverso una stretta gola. Una sola persona potrebbe custodire tutta la città. Si poteva entrare soltanto attraverso una piccola fenditura tra le pareti rocciose. E l’intera città, che esiste ancora oggi, è scolpita nella roccia, Petra. Poi c’è Ammon, non so se siete mai stati ad Ammon, in Giordania. Ma quando andate ad Ammon vedete una sola cosa: sabbia. Dappertutto, sabbia.
Ora, un uomo è saggio se costruisce su un banco di roccia; un uomo è stolto se costruisce sulle sabbie mobili del mare o del deserto. E, a proposito, ci sono alcuni agenti immobiliari che vendono lotti sulla sabbia, e si trovano nei versetti dal 15 al 20. I falsi profeti mettono su un’agenzia immobiliare e vendono lotti di sabbia. Un uomo è stolto se costruisce sulla sabbia, perché quando arriva la tempesta essa scalzerà la sabbia, versetto 27, e la casa cadrà; e non cadrà soltanto rovesciandosi. Quella cosa cadrà davvero. Ma quando è costruita sulla roccia e le fondamenta sono solide, la tempesta può arrivare e non cadrà.
Ricordo quando costruimmo questa chiesa, che rimasi stupito dalle fondazioni che ci sono in questa chiesa. Non so se ve ne rendete conto, ma i pilastri sul retro e i pilastri all’esterno scendono nel terreno così in profondità che è sorprendente. E quelle enormi cavità scavate per questo edificio, riempite di acciaio e cemento, e le straordinarie fondamenta costruite qui.
Infatti ci dissero che se mai fosse venuto un terremoto, questa cosa non sarebbe crollata. Il peggio che potrebbe accadere è che si inclinerebbe semplicemente da una parte e rimarrebbe intatta. E voi sareste tutti ammucchiati nell’angolo laggiù. Una fondazione solida.
E di nuovo vediamo un rimprovero potente alla religione dei farisei. Non avevano alcun riguardo per la spiritualità dell’anima; non avevano alcun riguardo per la purezza del cuore; non avevano alcun riguardo per l’integrità del comportamento; non avevano alcun riguardo per l’ubbidienza a Dio, e stavano costruendo la loro grande struttura spirituale sulla sabbia. Pregavano, certo, e digiunavano, ovviamente, e facevano le loro elemosine, certamente, ma soltanto come spettacolo pubblico per mettere in mostra la loro presunta spiritualità e cercare di accrescere la loro reputazione. Avevano una religione di esteriorità, e questa è sabbia.
Arthur Pink dice: “Portano i loro corpi alla casa di preghiera, ma non le loro anime. Adorano con la bocca, ma non in spirito e verità. Sono puntigliosi riguardo all’immersione o alla comunione del mattino presto, ma non si preoccupano di custodire i loro cuori con ogni diligenza. Si vantano della loro ortodossia, ma trascurano i precetti di Cristo.
“Moltitudini di cristiani professanti si astengono da atti esteriori di violenza, eppure non esitano a privare i loro vicini del buon nome diffondendo maldicenze contro di loro. Contribuiscono regolarmente allo stipendio del pastore, ma non si trattengono dal presentare in modo ingannevole la loro merce e dall’imbrogliare i loro clienti, persuadendosi da soli che gli affari sono affari. Hanno più riguardo per le leggi degli uomini che per quelle di Dio, perché il suo timore non è davanti ai loro occhi”. Sabbia, false fondamenta. Non sono passati per la via stretta.
Volete sapere una cosa? La via larga che conduce alla perdizione è tutta sabbia, tutta sabbia. Ma altri costruiscono sulla roccia, alla fine del versetto 24. Che cos’è una roccia? Quando dite che costruite la vostra vita sulla roccia, che cosa state dicendo? Beh, potremmo sostenere che la roccia è Dio, che la roccia è Dio. State letteralmente costruendo la vostra vita su Dio, e naturalmente questo è vero.
Nel Salmo 18, versetto 2: “Il Signore è la mia roccia”. Potremmo dire che la roccia è Dio, ma lo direbbero anche i farisei. Direbbero così. Oppure potremmo dire che la roccia è Cristo. Pietro dice che Cristo è la pietra angolare principale. Paolo dice che Egli è la roccia. Ma ci sono tante persone che dicono di aver costruito la loro vita su Cristo. Deve essere qualcosa di più di questo.
E, francamente, la maggior parte dei commentatori lo interpreta come Dio o Cristo. Ma io voglio portarlo un passo più avanti. Mentre rimuginavo su questo passo, penso che sia chiaro che cos’è la roccia, “Chiunque ascolta queste mie parole”, costruisce la sua casa sulla roccia. No, “Chiunque ascolta queste mie parole”—e che cosa?—”e le mette in pratica, costruisce la sua casa sulla roccia”.
Che cos’è la roccia? È l’ubbidienza alla Parola di Dio. Questa è la roccia. Sì, Dio è una roccia; sì, Cristo è la pietra angolare principale. Ma io credo che ciò che il nostro Signore sta dicendo qui sia semplicemente questo: queste mie parole diventano il banco di roccia, la fondazione della chiesa, la vera chiesa, la chiesa redenta.
Lasciate che lo illustri facendovi andare più avanti nel libro di Matteo, al capitolo 16, un testo molto familiare, ma uno che credo illustri in modo appropriato il nostro pensiero. In Matteo 16, versetto 13: “Gesù venne nei pressi di Cesarea di Filippo”, che si trova molto a nord del paese d’Israele, “Egli chiese ai suoi discepoli, dicendo: ‘Chi dice la gente che io, il Figlio dell’uomo, sia?’” Chi dicono che io sia? “Essi dissero: ‘Alcuni dicono che tu sia Giovanni il Battista; altri, Elia; altri, Geremia, o uno dei profeti’. Egli disse loro: ‘Ma voi, chi dite che io sia?’”
Ora ascoltate, “E Simon Pietro rispose e disse: ‘Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente’”. Ora, questa non è una parola umana, “Gesù disse: ‘La carne e il sangue non te lo hanno rivelato’”—versetto 17—”‘ma il Padre mio, che è nei cieli’”. Questa è una rivelazione divina, “E io ti dico: ‘Tu sei petros’”—tu sei un ciottolo, Pietro, tu sei un masso—”‘ma su questa petra’”—fondazione di banco roccioso—”‘io edificherò la mia chiesa’”.
E qual era la petra, la fondazione di banco roccioso? Era la Parola di Dio, “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. Su quell’affermazione di verità edificherò la mia chiesa. La petra di Matteo 16 era la Parola di Dio, e sono convinto che anche la petra di Matteo 7 sia la Parola di Dio.
In Atti capitolo 20, Paolo dice: “Io vi raccomando”—ascoltate questo—”alla parola della sua grazia, che è in grado di edificarvi”. È la Parola di Dio che è la nostra fondazione, ed è la Parola di Dio che fornisce anche il materiale per l’edificio. Quindi, che cosa sta dicendo il nostro Signore?
Ora ascoltate. Egli sta dicendo che la persona che vive una vita in cui ascolta soltanto e non mette mai in pratica, ha sabbia. E che cosa rappresenta la sabbia? La volontà umana, l’opinione umana, gli atteggiamenti umani, le sabbie mobili della filosofia umana. Anche se ascoltate, se non lo mettete in pratica, non siete sulla roccia. D’altra parte, l’uomo saggio, che ascolta la Parola di Dio e costruisce la propria vita sulla Parola di Dio, ha una fondazione di roccia. E questo significa una vita di ubbidienza.
In Giovanni capitolo 8, un testo a cui faccio riferimento così tante volte perché è un testo così significativo, “Allora”—dice al versetto 30—”mentre egli diceva queste parole”—ora ascoltate—”molti credettero in lui”. Ora, questa è… questa è una buona cosa, “Molti credettero in lui”. Udirono, ascoltarono, lo recepirono, lo accettarono, “Ma Gesù disse loro: ‘Se dimorate nella mia parola, allora siete veramente miei discepoli’”.
Non è soltanto l’ascoltare e il credere. È il continuare nell’ubbidienza alla Parola di Dio. Questa è la roccia. Quindi ascoltate. Non illudetevi, gente. Non mi interessa ciò che rivendicate verbalmente, e non interessa neppure a Gesù. Se non lo mettete in pratica, state ingannandovi da soli. E non mi importa ciò che potete ascoltare, udire e recepire. Se non costruite la vostra vita sulla verità biblica, state ingannandovi da soli.
In Giacomo capitolo 1 leggiamo questo, versetto 22: “Ma siate facitori della parola”—ora ascoltate—”siate facitori della parola e non soltanto uditori”—ora ascoltate. Perché?—”ingannandovi da soli”. Questo è ciò che il nostro Signore sta dicendo nel Sermone sul Monte. Se lo ascoltate e non lo mettete in pratica, siete autoingannati, “Se qualcuno è uditore della parola e non facitore, è simile a un uomo che guarda il suo volto naturale in uno specchio; egli guarda se stesso in uno specchio, se ne va, e subito dimentica che tipo di uomo era”. In altre parole, se non lo mettete in pratica, non sta avendo alcun effetto sulla vostra vita o sul vostro destino.
In Colossesi capitolo 1 versetto 21, leggiamo questo: “E voi, che un tempo eravate estranei e nemici nella vostra mente a causa delle opere malvagie, ora egli vi ha riconciliati”. Ora, questo è grande. Vi ha riconciliati. Versetto 23: “Se perseverate nella fede, fondati e saldi”. In altre parole, i veramente salvati sono quelli che continuano in una vita di ubbidienza.
In 1 Giovanni capitolo 2, versetto 3: “E da questo sappiamo che lo conosciamo, se osserviamo i suoi”—che cosa?—”comandamenti”. Ora, non lo sto dicendo io, amati, lo sta dicendo il Signore. Lo stanno dicendo gli apostoli. Non lasciatevi ingannare. Tito 1:16: “Professano di conoscere Dio, ma con le opere lo rinnegano”—ora ascoltate questo. Come?—”essendo abominevoli e disubbidienti”.
Se andate in giro affermando di essere cristiani; dite: “Io lo professo verbalmente, ascolto, ho una conoscenza intellettuale”, ma non c’è ubbidienza, non c’è una salvezza autentica. Quindi, costruire sulla roccia, amati, significa ubbidire. Guardate alla vostra vita, esaminatela. È una vita che desidera, al di là di ogni altro desiderio, ubbidire alla Parola di Dio? Oppure è una vita che disubbidisce e sempre, continuamente, costantemente giustifica quella disubbidienza?
Quindi ubbidienza è la parola chiave qui. E aggiungerò questo pensiero. L’unica conferma che avrete mai della vostra salvezza è una vita di ubbidienza. È l’unica prova possibile che riconoscete davvero la Signoria di Gesù Cristo. Lo dirò di nuovo perché questo è il cuore del messaggio. L’ubbidienza è l’unica conferma della vostra salvezza. È l’unica prova possibile che riconoscete la Signoria di Gesù Cristo. Perché se non c’è ubbidienza, allora il vostro confessare che Gesù è il Signore non è altro che un esercizio verbale.
Quindi Gesù sta presentando il tipo di vita costruita su una roccia. E che tipo di vita è? È il tipo di vita descritto in tutto il sermone. È il tipo di vita che ha una visione biblica di sé, le Beatitudini. È il tipo di vita che ha un atteggiamento biblico verso il mondo. Vede se stessa come qualcosa che deve preservare il mondo e illuminare il mondo, non farne parte.
È l’atteggiamento della Bibbia verso la Parola di Dio. Non cambiarla, non alterarla, ma accettarne ogni iota e ogni apice. Gesù sta presentando il tipo di vita costruita sulla roccia, che ha un atteggiamento biblico verso la moralità, non cercando di farla franca con tutto ciò che si può. Non esterno, ma interno.
Un atteggiamento biblico verso le parole, ciò che dite; verso le azioni, ciò che fate; verso i motivi, la ragione per cui fate ciò che fate; un atteggiamento biblico verso il denaro, verso le cose, un atteggiamento biblico verso le persone, verso tutto ciò che Egli ha toccato nel Sermone sul Monte. E sta dicendo che se la vostra vita è impegnata ad ubbidire a queste cose, siete sulla roccia. Quindi quando sento qualcuno arrivare e dire: “Oh sì, sapete, io sono nato di nuovo, ma ah, continuo semplicemente a vivere nel modo in cui vivo”, io lo metto in dubbio.
Ho visto di recente un articolo in una rivista: “Che cosa faranno i pastori con la nuova ondata, tra i cristiani, di persone che vivono insieme senza essere sposate?” Io mi chiedo se questo possa davvero accadere tra cristiani. Penso che forse faremmo meglio a rivalutare non lo standard del matrimonio, ma chi è davvero cristiano. Se queste verità del Sermone sul Monte non sono la direzione della vostra vita, allora potreste benissimo essere autoingannati. Non è così semplice, come ho continuato a dire per tutto il tempo, prendere semplicemente una decisione, firmare una scheda, alzare la mano.
La salvezza è il riconoscimento di uno standard divino, un conseguente senso schiacciante della propria peccaminosità, un supplicare la misericordia di Dio per ricevere la sua giustizia perché si desidera adempiere la sua Parola. Le persone non dicono: “Beh, io vengo a Cristo, e voglio essere salvato, ma non voglio entrare in tutta quella questione dell’ubbidienza”. Allora non sei cristiano; questo mi addolora il cuore.
Le persone mi dicono: “Beh, sai, il tale. Io so che era salvato a motivo di questo e di quello, ma non viene mai in chiesa, e non è interessato, ed è arrabbiato con la chiesa”. Il fatto è che probabilmente non conosce Cristo ed è autoingannato.
Lasciatemi guardare più a fondo in questa illusione che viene presentata qui. Abbiamo visto le somiglianze. Vediamo le differenze. Ora osservate questo. Uno ha costruito nel modo facile, l’altro ha costruito nel modo difficile; mi seguite in questo? È molto facile costruire sulla sabbia. Non dovete scavare, non dovete fare nulla. Proprio come andare sulla via larga, andate avanti semplicemente con tutta la vostra spazzatura. Ve la spassate alla grande, c’è tanto spazio, fate tutto quello che volete, c’è moltissima tolleranza. E così stanno le cose con lo stolto.
Lo stolto fa le cose nel modo facile per due ragioni. Prima di tutto, gli stolti hanno sempre fretta. La Bibbia dice nel libro dei Proverbi che “gli stolti si affrettano”. Ho imparato qualcosina. Non sono capace con le mani a costruire cose, ma ho imparato una cosa nel corso degli anni. Ed è questa: se la fate bene la prima volta, non dovete rifarla. E l’ho imparato perché io faccio sempre le cose male la prima volta. Non abbastanza accurato. Lo stolto ha sempre fretta. È facile costruire sulla sabbia. Non dovete scavare, non dovete preparare. La tirate semplicemente su.
Lo stolto è sempre… vuole sempre una scorciatoia, risultati rapidi, evangelizzazione rapida. Tenete il ritmo, gente. Saltate sul carro perché non stiamo rallentando. Non c’è tempo perché l’anima sia convinta di peccato, non c’è tempo per costruire un profondo senso di Dio, non c’è tempo per insegnare la dottrina del peccato, non c’è tempo per edificare un senso di convinzione di peccato, non c’è tempo per fare i conti con la vostra anima davanti a Dio.
È solo: “Eccoci qua, siamo in movimento. Se vuoi saltare su, datti da fare, amico, perché non ci fermeremo a lungo”. Scorciatoie, risultati rapidi, evangelizzazione rapida. E questo ce l’abbiamo oggi. Abbiamo l’approccio super confezionato e veloce a ogni cosa. Questo accumula più stolti che uomini saggi. Nessuno costruisce una torre finché non ha calcolato il costo, nessun uomo saggio.
La seconda cosa riguardo allo stolto: costruisce nel modo facile. Non solo perché ha fretta, ma perché è fondamentalmente superficiale. Sapete, quante persone conoscete che proclamano di credere in Cristo, che hanno detto di aver udito il vangelo e di averlo accettato, e nella cui vita non c’è stato assolutamente nulla che ne desse evidenza? Superficiale. E io credo che viviamo nell’epoca della superficialità. Siamo tutti in una grande folle corsa.
Voglio dire, se non ricevete il vostro hamburger in tre minuti da McDonald’s, cominciate ad avere un colpo apoplettico. E siamo così superficiali. Milioni nominano il nome di Gesù. Ma è una sabbia superficiale e instabile, e quando non ricevono più da Gesù la loro carica istantanea, e non ricevono più l’euforia e le emozioni che pensavano di ricevere, la loro casa comincia a crollare e cercano un altro posto sabbioso dove costruire un’altra casa che non starà in piedi comunque.
Il cristianesimo è diventato così superficiale. Mi irrita profondamente sentire alcune delle presentazioni di Cristo che dovrebbero essere legittime. Sermoni che non hanno assolutamente nulla a che fare con il vangelo, e poi fate un invito alla fine e le persone stanno accettando chissà che cosa.
Non c’è un’aratura profonda, non c’è un lavoro di scavo, non ci sono fondamenta, non c’è contrizione del cuore. Arthur Pink dice: “Se non ho mai fatto cordoglio per la mia caparbietà, allora non ho alcun terreno solido per rallegrarmi”. Penso che Spurgeon avesse una buona parola. Disse: “Mancanza di profondità, mancanza di sincerità, mancanza di zelo nella religione, questo è ciò che manca ai nostri tempi. Mancanza di uno sguardo rivolto a Dio nella religione, mancanza di un sincero trattare con la propria anima, trascuratezza nell’usare il bisturi sui nostri cuori, trascuratezza del mandato di perquisizione che Dio emette contro il peccato, noncuranza riguardo al vivere di Cristo, molto leggere su di Lui, molto parlare di Lui, ma troppo poco nutrirsi della sua carne e bere del suo sangue. Queste sono le cause di una professione vacillante e di una speranza senza fondamento”. Fine della citazione.
D’altra parte, mentre l’uomo stolto ha una grande fretta, l’uomo saggio no. Infatti in Luca 6:47 e 48, il passo parallelo, dice “che l’uomo saggio”—amo questo—”scavò profondamente”. Oh, questo è buono, “scavò profondamente fino alle fondamenta”. Andò alla ricerca della roccia della Parola di Dio. Soffiò via la sabbia, la sabbia dell’opinione umana e della volontà propria, e andò alla ricerca della roccia dell’ubbidienza alla Parola di Dio.
Ora, che cosa significa scavare profondamente? Prima di tutto significa che non siete di fretta. Nessuna conversione veloce, nessuna confessione leggera. Un autore disse: “Ci sono alcune persone che dicono di essere salvate prima ancora di avere una qualsiasi percezione di essere perdute”. E io ho detto in passato che alcune persone presentano il vangelo così male che persino i non eletti non ne sanno abbastanza per respingerlo.
Coloro che affermano di appartenere a Cristo sono disposti a scavare profondamente. Hanno riflettuto sulla responsabilità. Non si precipitano in una qualche professione per poi precipitarsi fuori da essa di nuovo, o per esserne gettati fuori nel giudizio finale. Calcolano il costo; considerano ciò che stanno facendo. C’è uno scavare profondamente. Non c’è fretta.
Quando il Signore seminò il seme nella parabola in Matteo 13, Egli dice: “Ma colui che ha ricevuto il seme in luoghi rocciosi è colui che ode la parola e subito la riceve con gioia. Ma non ha radice in sé, così dura per un po’, e quando sorgono tribolazione e persecuzione a causa della parola, subito si scandalizza e fugge via”. Pensateci soltanto, oh, l’ho visto così tante volte, “Oh, io professo Cristo. Sono cristiano”. E appena cominciate a mettere su di loro il peso della Parola di Dio e di ciò che essa richiede, se ne vanno. Non la vogliono.
Beh, non è così con uno che scava profondamente. Egli scava profondamente fino al banco di roccia della Parola di Dio affinché possa ubbidire. In Luca capitolo 9, versetto 58: “Gesù disse loro: ‘Le volpi hanno delle tane, e gli uccelli del cielo hanno dei nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo’. E disse a un altro: ‘Seguimi, seguimi’. Ma quello disse: ‘Signore, permettimi prima di andare a seppellire mio padre’”.
Naturalmente, ciò che è interessante in questo è che suo padre non era nemmeno morto, “Lasciami andare a casa e aspettare l’eredità. Appena ricevo i miei soldi, vengo”, “Ed Egli disse: ‘Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu va’ e predica il regno’”. Lascia che il… che il mondo si prenda cura dei suoi, che gli spiritualmente morti seppelliscano i fisicamente morti. Tu vieni a predicare il regno.
Un altro disse: “‘Signore, io ti seguirò; ma prima voglio andare a salutare tutti quelli che sono a casa’. Gesù disse: ‘Nessuno che ha messo mano all’aratro e poi guarda indietro è adatto al regno di Dio’”. Le persone che arrivano di corsa e poi, all’improvviso, quando cominciate a mettere davanti a loro lo standard del seguire Cristo, vogliono uscirne di nuovo, non sono adatte al regno. Perché? Non sono entrate per la via stretta. Quindi, prima di tutto, coloro che scavano profondamente non hanno fretta. Non è qualcosa di superficiale.
In secondo luogo, coloro che scavano profondamente mostrano il desiderio di dare il massimo sforzo. Gli uomini sono sempre attratti dal sentiero facile, dalla via facile. E penso che a volte rendiamo il vangelo così facile che non è più vangelo affatto e non è più conversione affatto. Sapete, abbiamo sempre detto: “Oh, quanto è difficile seguire i nuovi convertiti, quanto è difficile seguire quelli che…” Sapete, ne abbiamo avuti così tanti che dicono… una… una grande chiesa in America… questa era una chiesa molto grande… in un anno ebbe 28.000 conversioni sulla carta, battezzò 9.600 persone, e ne ebbero 123 aggiunte alla chiesa.
E l’uomo che faceva parte dello staff di quella chiesa disse: “Seppi proprio allora che qualcosa non andava. Ed è allora che me ne andai e dissi: Dio, mostrami come farlo nel modo giusto”. Non c’erano 28.000 persone salvate, se soltanto 123 furono aggiunte alla chiesa. Il problema non è la difficoltà dell’accompagnamento successivo. Il problema è la difficoltà della conversione, questo è il problema.
E noi stiamo cercando di seguire persone che non sono mai state redente, tanto per cominciare. Le persone dicono: “Oh, sapete, se non le inseriamo nel percorso di accompagnamento, dovremo semplicemente lasciarle allo Spirito Santo, e di solito questo non funziona”. Sapete, se sono davvero convertite, Dio farà la sua opera. È solo che cercare di seguire dei non convertiti è un po’ difficile.
Ascoltate. La persona che scava profondamente desidera sforzarsi di entrare. Accetta le cose difficili; non si lascia scoraggiare dalla fatica; non si tira indietro davanti al travaglio dell’anima pur di costruire sulla roccia. Certo, è molto più facile andare per la via della carne. Certo, è difficile rinunciare a se stessi e andare per la via di Dio.
Ma i suoi comandamenti, amati, non sono gravosi, vero? Sono benedetti, e noi li adempiamo non per legge, ma per amore. Un’altra cosa riguardo all’uomo che scava profondamente: vuole farlo nel modo giusto ed è ammaestrabile. I farisei non erano ammaestrabili. Non potevate dirgli nulla. Non volevano nemmeno ascoltare.
Ci sono così tante persone così. Professano Cristo, ma non vogliono sentire ciò che questo richiede; non vogliono sentire ciò che questo esige; non vogliono calcolare il costo. Non vogliono imparare il modo giusto di costruire la loro vita. Vogliono andare avanti con le loro proprie idee e i loro propri obiettivi, e la loro propria volontà, e i loro propri disegni, e i loro propri propositi, e seguire il proprio piccolo percorso. E quando andate da loro e cercate di insegnare loro ciò che è giusto fare, non vogliono sentirlo. Non è perché sono cristiani non ammaestrabili, è perché sono cristiani falsi. Questo è ciò che il nostro Signore sta dicendo.
Scavate profondamente; colui che scava profondamente svuota se stesso della propria giustizia, svuota se stesso della propria autosufficienza, sa di non avere nulla, sa di non avere alcun merito, è sopraffatto dal proprio peccato. Fa il massimo sforzo per sforzarsi di entrare. Fa il massimo sforzo per mettere la Parola di Dio nel proprio cuore, affinché non pecchi.
È interessato a una genuina relazione d’amore con Gesù Cristo, non a una routine di attività spirituale. Non costruisce su visioni. Non costruisce su esperienze. Non costruisce su presunti miracoli. Costruisce sulla Parola di Dio, e costruisce per la gloria di Dio, non per la propria.
Ascoltate. Molte persone vogliono potere spirituale; guardate Simone in Atti 8. Voleva comprare il potere dello Spirito di Dio. E Pietro dice: “Il tuo denaro perisca con te”, falso che sei. Molte persone vogliono il potere. Semplicemente non sono interessate a vivere secondo gli standard di Dio. Sono una finzione; stanno costruendo sulla sabbia. Vogliono sapere che cosa Gesù può fare per loro. Vogliono le cose buone, inseguono segni e prodigi, ma non sono affatto impegnate verso Cristo.
E alla fine che cosa succede? Beh, secondo il versetto 25 e il versetto 27, il giorno della resa dei conti verrà. Ora, questo riassume semplicemente l’intero giudizio; non penso che possiate dire: “Beh, la pioggia era questo e quello, e la piena si riferisce a questo e quello, e il vento si riferisce a questo e quello, e l’abbattersi sulla casa è tale e tal’altra cosa”. Si può andare troppo oltre con queste cose.
Ciò che sta semplicemente dicendo è che un giorno venne una tempesta e fu evidente quale casa fosse sulla roccia e quale casa fosse sulla sabbia; e un giorno verrà un rendiconto divino. Questo è ciò che sta dicendo. Dio soffierà il vento del giudizio, farà piovere la pioggia del giudizio e manderà la piena del giudizio. E quando lo farà, alcuni staranno in piedi e alcuni cadranno.
Che la vostra religione sia vera o falsa, sarà provata; e se siete pula o grano, verrà scoperto. Un giorno il grande vagliatore verrà e separerà la pula dal grano. Soffierà il vento del giudizio, e coloro che hanno costruito la loro vita sulla roccia staranno in piedi. Oh, che promessa meravigliosa è questa.
Penso sempre a 1 Tessalonicesi 1, dove dice che “Gesù ci ha liberati dall’ira a venire”. Perché? Perché la nostra fede è genuina. Questo è ciò che disse ai Tessalonicesi. La vostra fede è genuina, quindi sarete liberati dall’ira a venire. Verrà un tempo di giudizio.
Ci viene detto in Apocalisse capitolo 20 specificamente come questo avverrà, “E vidi un gran trono bianco, e colui che vi sedeva sopra, dalla cui presenza fuggirono la terra e il cielo, e non fu trovato posto per loro. E vidi i morti, piccoli e grandi, stare davanti a Dio, e i libri furono aperti; e un altro libro fu aperto, che è il libro della vita.
“E i morti furono giudicati in base alle cose scritte nei libri, secondo le loro opere. E il mare restituì i morti che erano in esso, e la morte e l’Ades restituirono i morti che erano in loro; e furono giudicati, ciascuno secondo le sue opere. E la morte e l’Ades furono gettati nello stagno di fuoco. Questa è la seconda morte. E chiunque non fu trovato scritto nel libro della vita fu gettato nello stagno di fuoco”.
Quello è il giudizio finale del gran trono bianco, e io credo che quello sarà un giorno in cui, attraverso i corridoi di quella sala del giudizio, risuonerà: “Signore, Signore”, e risuonerà di rimando l’eco della sua risposta: “Allontanatevi da me, io non vi ho mai conosciuti”. Le persone sono illuse. Ascoltate, Satana è un bugiardo, vero? Satana è un ingannatore, e il suo inganno supremo, al di là di ogni inganno, è far credere a qualcuno di essere cristiano quando non lo è. Perché se non sapete di avere il problema, non cercate più la risposta. Il giorno del giudizio sta arrivando, fareste meglio a guardare alla vostra vita.
Non tutti, torniamo al versetto 21, non tutti quelli che pensano di essere dentro sono dentro. Guardate le fondamenta. Possono essere rispettosi verso Cristo, possono essere ortodossi. Potete essere ferventi, potete essere attivi nella devozione privata, potete essere attivi nella proclamazione pubblica, potete essere occupati in attività spirituali, potete stare costruendo una vita religiosa proprio nella stessa comunità dei veri credenti.
E la vostra piccola casa può sembrare esattamente come la loro casa, ma quando arriverà il giudizio sarà devastata perché è sulla sabbia, è sulla sabbia della vostra propria volontà e dei vostri propri capricci, e dei vostri propri desideri, e della vostra propria via, invece che sulla roccia dell’ubbidienza alla sua Parola. Amati, posso soltanto dirvi, dal cuore d’amore che ho, che dovreste tornare indietro e controllare le fondamenta.
Lo scrittore dell’inno lo dice, “L’anima che su Gesù si appoggia per riposo, io non la lascerò, non la lascerò ai suoi nemici. Quell’anima, anche se tutto l’inferno cercasse di scuoterla, io mai, no mai, no mai abbandonerò”. E qual è quell’anima? L’anima che si appoggia su Gesù per il riposo, “La mia”—se posso parafrasare l’altro inno—”la mia casa non è costruita su nulla di meno del sangue di Gesù e”—che cosa?—”della giustizia. Non oso confidare nella struttura più forte, ma costruisco interamente sul nome di Gesù. Su Cristo, la roccia solida, io sto; ogni altro terreno è sabbia che sprofonda”.
Così il capolavoro oratorio di Gesù, ineguagliato e senza pari, finisce con un avvertimento devastante, e finisce con il giudizio. L’ultima parola del sermone si trova alla fine del versetto 27: “e grande fu la sua rovina”. Ascoltate, se volete sapere come presentare il vangelo, il vangelo, ogni singola volta, deve finire con un avvertimento di rovina per colui che lo rifiuta. Deve finire così.
Non è: “Beh, se non venite a Cristo, certamente vi state perdendo molte cose belle”. Richiede una decisione. E vi chiedo questa sera: qual è la vostra decisione? Qual è? Dite: “Beh, io scelgo Cristo, scelgo la via giusta”. Ne siete sicuri? Siete sicuri di aver scelto la via giusta?
Vedete, in Proverbi 30, versetto 12, dice: “C’è una generazione che è pura ai propri occhi, ma non è lavata dalla propria sporcizia”. Pensano soltanto di esserlo. Dite: “Come faccio a saperlo?” Guardate su che cosa è costruita la vostra vita, vedete se vi trovate in una di queste liste, “Perché questo sappiamo: che nessun fornicatore, né impuro, né avaro”—che è un idolatra—”ha alcuna eredità nel regno di Cristo e di Dio”. Ora ascoltate, “E nessuno vi inganni con parole vuote; perché a causa di queste cose viene l’ira di Dio sui figli della disubbidienza”.
Potete dire tutto ciò che volete e potete affermare di aver ascoltato tutto, e non saranno altro che parole vuote e cuori vuoti. Perché se siete un fornicatore o una persona impura o un uomo avaro, non avete alcuna eredità nel regno, e non lasciate che nessuno vi dica il contrario.
Ora ci sono volte in cui tutti noi possiamo inciampare in un peccato, ma se queste sono le caratteristiche abituali della vostra vita, non siete nel suo regno. Non lasciatevi ingannare. Vedete se siete in questa lista, 1 Corinzi 6:9, “Non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non lasciatevi ingannare”. Di nuovo lo dice.
Il punto è che questo è sempre un inganno. Le persone dicono: “Oh, beh, io credo e ho fatto una dichiarazione e ho fatto una professione”. Non lasciatevi ingannare, “Se siete un fornicatore”—uno che commette peccato sessuale—”un idolatra, un adultero, se siete effeminati”—se siete omosessuali—”se siete ladri, se siete avari, ubriachi, oltraggiatori, estorsori, non erediterete il regno di Dio”. Guardate alla vostra vita. Vedete, lo abbiamo reso fin troppo facile, non è vero?
Forse non siete in quelle liste. Vedete se siete in questa lista, Galati 5:19, “Ora le opere della carne sono manifeste”—quali sono?—”fornicazione, impurità, dissolutezza”—questo significa senza freno sul piano sessuale—”idolatria, stregoneria, odio, contese, gelosia, ira, fazioni egoistiche e sedizioni, eresie, invidie, omicidi, ubriachezze, feste sfrenate e cose simili; riguardo alle quali vi ho già detto in passato che coloro che fanno tali cose non erediteranno il regno di Dio”. Non lasciatevi ingannare, non lasciatevi ingannare.
In Apocalisse 21, versetto 8, ci viene detto questo: “Ma i codardi e gli increduli, e gli abominevoli e gli omicidi, e gli idolatri e tutti i bugiardi avranno la loro parte nello stagno che arde con fuoco e zolfo, che è la morte seconda”. Vi vedete in qualcuna di quelle liste?
Ora ascoltate, tutti noi pecchiamo. Non stiamo parlando di questo. Ma se quelle sono le caratteristiche abituali della vostra vita, se quelle sono le cose che caratterizzano il vostro modo di vivere, voi non siete nel regno. Non mi interessa che cosa pensiate. Questa è la parola della Parola di Dio. Allora dite: “Chi… chi? Chi dunque è salvato? Chi è salvato?” E siete riportati proprio alla fine del versetto 14. Che cosa dice? “Pochi sono quelli che la trovano”.
Charles Haddon Spurgeon invitava gli uomini a venire a Cristo, disse: “Io invito gli uomini a Cristo, non a un altare”. Ascoltate ciò che disse. Questo è alla conclusione di uno dei suoi sermoni. Disse: “Prima di lasciare questo luogo, innalzate a Dio una preghiera fervente, dicendo: ‘O Dio, abbi misericordia di me peccatore. Signore, ho bisogno di essere salvato. Salvami. Io invoco il tuo nome. Signore, sono colpevole. Merito la tua ira. Signore, non posso salvare me stesso. Signore, vorrei avere un cuore nuovo e uno spirito retto, ma che cosa posso fare?
“Signore, io non posso fare nulla; vieni e opera in me il volere e l’operare secondo il tuo beneplacito. Tu solo hai il potere, io lo so, di salvare un miserabile come me; da chi, o dove dovrei andare, se fuggissi lontano da te? Ma ora, dal profondo della mia anima, invoco il tuo nome. Tremando, e tuttavia credendo, mi getto interamente su di te, o Signore. Confido nel sangue e nella giustizia del tuo caro Figlio. Signore, salvami questa sera, per amore di Gesù’”.
E poi conoscete la legittimità di quel tipo di preghiera, quando la passione del vostro cuore è quella di vivere una vita giusta. E se quella non è la passione, allora siete ingannati. Ora, miei cari, quando date la vostra vita al Signore a quel punto, io credo che è allora che Egli prende il controllo. È allora che tutto comincia a dispiegarsi, e da lì in poi Egli comincia a prendere il controllo, e a darvi potenza, e a cambiarvi.
C.S. Lewis ha una meravigliosa illustrazione di questo. Scrive: “Quando ero bambino avevo spesso mal di denti, e sapevo che se fossi andato da mia madre lei mi avrebbe dato qualcosa che avrebbe calmato il dolore per quella notte e mi avrebbe lasciato dormire. Ma non andavo da mia madre, almeno non finché il dolore non diventava molto forte. E la ragione per cui non ci andavo era questa. Non dubitavo che mi avrebbe dato l’aspirina, ma sapevo che avrebbe fatto anche qualcos’altro. Sapevo che il giorno dopo mi avrebbe portato dal dentista.
“Non potevo ottenere da lei ciò che volevo senza ottenere qualcosa in più che non volevo. Volevo un sollievo immediato dal dolore, ma non potevo ottenerlo senza far mettere a posto in modo permanente i miei denti. E io conoscevo quei dentisti. Sapevo che cominciavano a trafficare con ogni sorta di altri denti quando ancora non avevano nemmeno iniziato a far male. Non lasciano mai le cose come stanno”.
Ora, se posso dirlo in questo modo, il nostro Signore è come un dentista. Se gli date un dito, si prenderà tutto. Ecco perché avvertì le persone di calcolare il costo prima di diventare cristiane, “Non vi sbagliate”, dice, “io vi renderò perfetti. Nel momento in cui vi mettete nelle mie mani, questo è ciò che vi aspetta: niente di meno e niente di diverso da questo. Comprendete che porterò a termine questo lavoro. Non mi riposerò mai né lascerò riposare voi finché non sarete letteralmente perfetti, finché il Padre mio potrà dire senza riserve che si compiace di voi, come disse che si compiaceva di me”.
Paolo lo mise in questo modo: “Colui che ha cominciato in voi un’opera buona la”—che cosa?—”porterà a compimento fino al giorno di Gesù Cristo”. Così il nostro Signore affronta le parole vuote e i cuori vuoti di coloro che professavano di essere nel regno, ma non lo erano. Quale fu il risultato del sermone? Dopo un sermone come quello di questa mattina, la nostra sala di preghiera era così piena che non riuscivamo nemmeno a occuparci delle persone in entrambi i culti.
Quale fu la risposta quel giorno? Un grande risveglio, conversioni tremende? No. Versetto 28: “E avvenne che, quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle furono”—convertite. No? No, non furono convertite. Furono “stupite; perché egli insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi”. Tutto ciò che fecero fu analizzarlo.
Erano stupite. Potremmo usare molte parole per questo. Significa che erano colpite da timore, erano meravigliate, erano sbalordite, erano confuse. Ma l’ho cercato nel testo greco, e letteralmente significa che furono colpite fuori da se stesse, o colpite fuori dai loro sensi. Nel linguaggio comune, li lasciò sbalorditi.
Li lasciò completamente sconvolti il fatto che qualcuno potesse stare lì in piedi e dire tutte quelle cose con una tale potenza, exousia, autorità, una tale potenza, una tale dinamicità, e non farlo come gli scribi. E come lo facevano gli scribi? Citavano semplicemente altre persone. Erano fallibili e ammucchiavano tante altre persone fallibili come loro fonte. Gesù invece lo disse semplicemente in modo diretto, e questo li lasciò senza parole.
Non avevano mai udito una tale sapienza, non avevano mai visto una tale profondità, non avevano mai compreso una tale ampiezza. Ogni dimensione della vita umana veniva toccata con un’economia di parole che toglieva il fiato. Non avevano mai udito una tale profonda comprensione della legge di Dio o del peccato dell’uomo. Non avevano mai udito avvertimenti così terribili riguardo all’inferno, al fuoco dell’inferno e al giudizio.
Non avevano mai udito nessuno che affrontasse così i capi religiosi del tempo. Erano totalmente scioccati dal fatto che Egli non usasse nessun altro come autorità, ma sembrasse fondarsi sulla propria autorità. E così finisce. Erano scioccati. Riprenderò da lì tra tre mesi. Ma non è così che dovrebbe finire per voi. Dovreste essere più che scioccati, più che meravigliati. Dovreste essere convertiti. Questo è ciò a cui Gesù mira. Non avevano mai udito nessuno parlare della verità come parlava Lui. Non avevano mai udito nessuno parlare delle cose divine con una tale chiarezza. Non avevano mai udito nessuno parlare con un tale amore. Non avevano mai udito nessuno parlare con una potenza e un’autorità così assolute, complete e totali.
Ma non risposero nel modo giusto. Voglio dire, non riuscivano a credere che un Uomo dicesse di essere il compimento della legge, che un Uomo dicesse di essere colui che definiva la giustizia, che un Uomo dicesse di essere colui che correggeva gli scribi e i farisei. Non riuscivano a credere che un Uomo pretendesse di essere la via della vita, che un Uomo pretendesse di essere Dio Iavè, che un Uomo pretendesse di essere il giudice di tutti, colui che poteva venire e pronunciare giudizio su tutti. Non riuscivano a credere che un Uomo così potesse dire di essere il Re. E tutto ciò che ottennero fu stupore.
Qual è la vostra risposta? Il vostro destino eterno dipende da questo. E lo scrittore dell’inno dice: “In ogni alto e tempestoso vento, la mia ancora tiene dentro il velo. Quando tutto intorno alla mia anima cede, Egli allora è tutta la mia speranza e il mio sostegno. Su Cristo, la roccia solida, io sto; ogni altro terreno è sabbia che sprofonda”. La vostra vita è costruita o sulla roccia o sulla sabbia, o sulla disubbidienza o sull’ubbidienza. E proprio lì si trova l’unico criterio disponibile per verificare la legittimità della vostra fede. Prego Dio che la vostra fede sia in Cristo. Chiniamo il capo in preghiera.
Mentre i vostri capi sono chini e chiudiamo questa sera, io non posso aggiungere nulla alle parole del nostro Signore. Posso solo diminuirle, nel mio modo umano. Non posso essere il canale più puro, come Cristo lo fu per la Parola di Dio, ma confido che, attraverso tutte quelle debolezze, abbiate comunque udito il messaggio, che stiate scrutando il vostro cuore e la vostra anima. Confido che lo Spirito di Dio stia rispondendo e che voi stiate rispondendo a vostra volta all’opera di convincimento che sta avvenendo. Proprio dove siete seduti, confido che stiate affrontando davanti a Dio la realtà della vostra propria vita.
Abbiamo preso un po’ più di tempo questa sera perché dovevamo finire. Vi ringrazio moltissimo per la vostra pazienza. Ma tutto questo non significa nulla se non rispondete nel modo giusto. La cosa più triste che potrebbe mai accadermi sarebbe avere persone che conosco e amo e servo nel ministero, che mancano il regno perché sono illuse da Satana. Non lasciate che lui faccia questo. Scrutate il vostro cuore.
Padre, prego per tutti coloro che sono qui, affinché possano vedere la verità come Tu la vedi e rispondere nel modo giusto. Nel nome di Cristo, amen.
FINE
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