Matteo, capitolo 7, e vorrei leggere come testo che studieremo questa mattina i versetti dal 15 al 20, i versetti dal 15 al 20. Matteo 7, versetto 15, il nostro Signore dice: “Guardatevi dai falsi profeti, i quali vengono a voi in vesti da pecore, ma dentro sono lupi rapaci. Voi li riconoscerete dai loro frutti. Si raccolgono forse uve dalle spine, o fichi dai rovi? Così, ogni albero buono fa frutti buoni, ma l’albero cattivo fa frutti cattivi. Un albero buono non può fare frutti cattivi, né un albero cattivo fare frutti buoni. Ogni albero che non fa buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Voi, dunque, li riconoscerete dai loro frutti”.
Ora, mentre giungiamo al culmine del magistrale sermone del nostro Signore, ci troviamo davanti a una scelta definitiva, e la settimana scorsa abbiamo visto in modo particolare come il nostro Signore ci conduca a quella scelta. Guardate per un momento i versetti 13 e 14. Nel portare il sermone al suo culmine, nel mettere a fuoco tutto ciò che ha detto, Gesù dice questo: “Entrate per la porta stretta; perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa. Perché stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano”. Ora, come abbiamo visto l’ultima volta, il Signore presenta una scelta, impone una decisione. In altre parole, la risposta al Sermone sul Monte non consiste nell’ammirarlo, né nell’esaltarne la virtù etica.
L’unica risposta ammissibile al Sermone sul Monte è prendere una decisione: o passare per la porta stretta ed entrare nella via stretta che conduce alla vita, oppure passare per la porta larga ed entrare nella via spaziosa che conduce alla perdizione. Queste sono le uniche due alternative possibili. O avete la religione dell’opera compiuta da Dio, nella quale riconoscete la vostra peccaminosità e accettate ciò che Cristo ha fatto, oppure avete la religione delle opere umane, nella quale credete di essere abbastanza buoni. Attraverso la porta stretta entrate in virtù dei meriti di Cristo. È come passare, come abbiamo visto l’ultima volta, attraverso uno stretto tornello: nessun bagaglio; significa che non potete portarvi dietro il vostro io, il vostro peccato o la vostra giustizia propria: nulla.
Entrate da soli, spogli di tutto e con grande difficoltà, lottando per varcare quella porta mentre vi ravvedete del vostro peccato. D’altra parte, scegliendo la porta larga potete portarvi dietro il vostro peccato, il vostro egoismo, la vostra volontà, la vostra giustizia propria: è una porta larga, è una via spaziosa, facile da imboccare, facile da percorrere. E fate una scelta; tutti fanno una scelta. O scegliete la via di Dio o la via dell’uomo. O credete che le vostre opere umane siano abbastanza buone da procurarvi un posto nel regno di Dio, oppure sapete che non lo sono e, nella disperazione, vi aggrappate a Cristo. Questo è ciò che Gesù cercava di fare: imporre una decisione.
Per tutto il sermone Egli ha descritto la via spaziosa, e invariabilmente la Sua descrizione mostrava che quella via non arrivava alla meta. Avevano una concezione sbagliata di se stessi, una concezione sbagliata del mondo, una concezione sbagliata della Parola di Dio, una concezione sbagliata della moralità, una concezione sbagliata del digiuno, una concezione sbagliata della preghiera, una concezione sbagliata dell’elemosina, una concezione sbagliata del denaro, una concezione sbagliata dei beni e una concezione sbagliata degli altri. Tutte queste cose erano sbagliate, e così Gesù mostrava loro che seguire la via della giustizia propria, la via che dice: “Posso farcela da solo, sono abbastanza buono da solo, sono religioso per conto mio, non ho bisogno di un sacrificio, non devo riconoscere il mio peccato.
“Non devo essere povero in spirito, afflitto per il peccato e affamato di giustizia; posso farcela da solo”. Ma percorrere quella via significa non arrivare alla meta. Dovrete avere una giustizia che superi quella, e questa è la via stretta. Così ci troviamo davanti a una scelta, a una chiamata a decidere. Il messaggio, dunque, non deve essere semplicemente ascoltato e ammirato; esige una risposta. E chiaramente il nostro Signore chiama alla risposta giusta, non è vero, al versetto 13? Che cosa dice? “Entrate per la porta stretta”. Questa è la grande chiamata che viene dal cuore del nostro Signore e, in tutto il Sermone sul Monte, cari, è proprio questo che Egli vuole: quell’unica affermazione. Non continuate per la vostra strada; venite per la via di Dio.
Spogliatevi della vostra giustizia propria, del vostro orgoglio, della vostra autosufficienza, del vostro peccato, della vostra volontà, dei vostri obiettivi, e venite per la via di Dio: la porta stretta; stretta perché vi entrate da soli, stretta perché non potete portarvi nulla, stretta perché vi entrate con grande difficoltà e stretta perché dovete calcolare il costo di ciò che significherà sottomettervi al dominio di Gesù Cristo; molto stretta. La gente dice: “I cristiani hanno una mentalità ristretta”. È vero: molto ristretta, totalmente ristretta. Ed è esattamente ciò che dice la Bibbia. Il Signore giunge dunque all’invito, al culmine del messaggio, e chiama a una decisione, a una scelta.
Questo è del tutto conforme al Suo modo di agire: lo ha fatto altrove nella Scrittura. Il cuore compassionevole, amorevole, premuroso e tenero di Cristo desidera ardentemente che gli uomini entrino nella Sua via giusta; che abbandonino il loro peccato e la loro volontà e, ravveduti della loro peccaminosità, vengano all’unica fonte della vera giustizia. Infatti, in Matteo, capitolo 4, versetto 17, Egli gridò: “Convertitevi”. Significa voltarsi e andare nella direzione opposta. In Matteo 11:28 riconobbe i pesi di cui gli uomini si caricano a causa del peccato e gli impossibili doveri religiosi che cercano di portare tutti da soli, e disse: “Venite a Me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e Io vi darò”—che cosa?—“riposo”. Toglierò tutti quei pesi.
In Giovanni 7 disse: “Se qualcuno ha sete, venga a Me e beva”. Disse: se avete fame, “Io sono il pane della vita”. Se siete perduti, “Io sono il buon pastore”. Disse: “Io sono la via, la verità e la vita”. Disse: “Io sono la risurrezione”. Di continuo, Gesù offriva un invito. Nel libro di Isaia troviamo l’inizio di un simile invito, al capitolo 1, versetto 18; il profeta Isaia, prefigurando proprio il messaggio di Gesù Cristo, disse: “Venite ora e discutiamo insieme, dice il SIGNORE: anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come la neve; anche se fossero rossi come porpora, diventeranno come la lana”. E il versetto seguente dice: “Se siete disposti a ubbidire”.
Dio ha sempre voluto purificare gli uomini dai loro peccati, ma gli uomini hanno sempre dovuto riconoscere il bisogno prima di cercare la soluzione. E finché una persona non riconosce il proprio peccato, non può essere purificata e resa bianca come la neve o la lana. L’invito viene ripetuto più avanti in Isaia, al capitolo 55, in quel testo meraviglioso e ben noto nel quale Isaia grida: “O voi”, chiamando, “tutti voi che siete assetati”; in altre parole, quando riconoscete di avere un bisogno e avete sete, o quando vedete che i vostri peccati sono scarlatti, color porpora, quando sapete di avere un bisogno: “Venite alle acque, e voi che non avete denaro”—in altre parole, non avete risorse vostre, non avete i mezzi per acquistarlo, non avete nulla di buono in voi stessi.
“Venite, comprate e mangiate; venite, comprate vino e latte senza denaro e senza pagare”. In altre parole, non avete nulla da portare, non avete nulla da offrire a Dio; venite unicamente e soltanto in virtù dei meriti del Suo dono buono e misericordioso in Cristo. Così lo trovate nell’Antico Testamento, lo trovate nel Nuovo, e trovate perfino che la conclusione della Bibbia culmina in un grande invito finale nel libro dell’Apocalisse, capitolo 22, versetto 17: “Lo Spirito e la sposa dicono: Vieni. E chi ode dica: Vieni. E chi ha sete venga”. E poi questa splendida affermazione: “Chi vuole prenda l’acqua della vita”—conoscete l’ultima parola?—“gratuitamente, gratuitamente”. Dall’inizio alla fine, c’è questo invito.
Entrate per la porta stretta, convertitevi, venite a Me; se qualcuno ha sete, venga; venite senza denaro e comprate; se i vostri peccati sono come scarlatto o porpora, diventeranno bianchi come la neve o come la lana; lo Spirito e la sposa dicono: “Vieni”. Il cuore amorevole di Dio batte costantemente con compassione verso gli uomini, verso la loro salvezza, la loro trasformazione. Infatti, nell’Antico Testamento, in Geremia, trovate Dio che piange; le lacrime di Dio vengono versate perché gli uomini Gli voltano le spalle. È dunque la compassione che dal cuore di Dio chiama l’uomo. Ma permettetemi di aggiungere subito che questa compassione sa anche mostrare i denti. Dio non è soltanto amore e nient’altro. Il fatto è che, se non ascoltate la chiamata e non venite nel modo in cui Dio dice di venire, il versetto 13 dice che imboccherete una strada che vi condurrà alla dannazione.
È dunque una compassione che sa anche mostrare i denti; è amore mescolato al giudizio. Lì è in vista il giudizio finale degli empi. Il Signore sta quindi dicendo: “Guardate, l’amore chiama e il giudizio tarda, ma verrà il tempo in cui l’offerta del Suo amore cesserà e il giudizio sarà imminente”. Dobbiamo dunque venire per la via stretta. Ogni uomo, ogni donna, ogni giovane si trova a un bivio. A destra c’è la porta stretta, la via stretta che conduce alla vita; a sinistra c’è la via spaziosa, la strada larga che conduce alla dannazione. Su entrambe c’è scritto “cielo”. Una è vera e l’altra è una menzogna. Questa è la religione dell’opera divina, compiuta da Dio; quella è la religione delle opere umane, compiute dall’uomo; e voi fate una scelta.
E sapete che non è facile entrare da quella porta stretta? “Pochi sono quelli che riescono a trovarla”. E una volta trovata, dovete lottare per entrarvi. Credo che vi sia una ragione, fra diverse, per cui è difficile, ed è questa: davanti a quelle due porte, mentre vi trovate a quel bivio, ci sono falsi profeti che fanno tutto ciò che è in loro potere per spingervi nella direzione sbagliata. Sono lì, nascondono la porta stretta e fanno cenno alla gente di proseguire, come una sorta di vigile spirituale, verso la strada larga che conduce alla dannazione. Così Gesù dice: “Dopo avervi rivolto l’invito, devo anche mettervi in guardia”, ed è qui che arriviamo al versetto 15. Egli deve avvertirci dei falsi profeti, e infatti dice: “Guardatevi dai falsi profeti”.
Si trovano al centro del bivio, facendo del loro meglio per nascondere la via stretta e spingere gli uomini sulla via spaziosa, e ci riescono, lo sapevate? Oh sì, ci riescono; hanno un enorme successo. Nel caso non lo crediate, venite con me fino alla fine della via spaziosa, quando tutto giunge finalmente alla conclusione, e lo trovate al versetto 22. “Molti”—ed è lo stesso “molti” del versetto 13, “i molti che percorrono la via spaziosa”—i molti che vi sono entrati arrivano ora alla fine, pensano di essere giunti in cielo e dicono: “Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato nel Tuo nome? E nel Tuo nome non abbiamo scacciato demoni? E nel Tuo nome non abbiamo compiuto molte opere potenti?”. Noi siamo i religiosi. “E allora dichiarerò loro: Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da Me, voi che operate l’iniquità”.
È la strada sbagliata, cari, ma molti la percorrono, molti. Molti, molti. Perché ci sono falsi profeti che li spingono in quella direzione. Gesù, dunque, in sostanza sta dicendo questo: mentre vi sforzate di entrare per la porta stretta, guardatevi da coloro che vorrebbero sviarvi. Ora, per capire ciò che Egli sta realmente dicendo e spiegare questo brano, voglio che notiate due parole nel nostro schema: la prima è avvertimento e la seconda è vigilanza. Questa mattina esamineremo l’avvertimento; nella prossima sessione, la vigilanza. E mi dispiace davvero di non essere riuscito a completare tutto nella prima ora, perciò non finirò neppure in questa, perché la seconda parte è assolutamente, assolutamente essenziale, e andando avanti vedrete perché lo dico.
Ma guardiamo anzitutto la parola chiave: avvertimento. Versetto 15: “Guardatevi dai falsi profeti, i quali vengono a voi in vesti da pecore, ma dentro sono lupi rapaci, voraci, famelici”. Ora, qui il Signore è chiarissimo. Non lascia alcun dubbio nella nostra mente su chi stia parlando. Sappiamo che parla dei falsi profeti. Ora, questo non è affatto un tema raro nella Bibbia. Per esempio, potete risalire fino al Pentateuco, scritto da Mosè sotto l’ispirazione dello Spirito Santo, e Mosè ci presenta, per esempio in Deuteronomio 13, le istruzioni di Dio riguardo ai falsi profeti nei primi tempi della Sua storia redentrice. Ascoltate ciò che dice Deuteronomio 13.
“Se sorge in mezzo a te un profeta o un sognatore che ti propone un segno o un prodigio, e quel segno o prodigio di cui ti ha parlato si compie”—anche se ciò che dice si compie—“ed egli dice: Andiamo dietro ad altri dèi, che tu non hai conosciuto, e serviamoli, tu non darai ascolto alle parole di quel profeta o di quel sognatore; perché il SIGNORE, il vostro Dio, vi mette alla prova per sapere se amate il SIGNORE, il vostro Dio, con tutto il vostro cuore e con tutta la vostra anima. Seguirete il SIGNORE, il vostro Dio, Lo temerete, osserverete i Suoi comandamenti, ubbidirete alla Sua voce, Lo servirete e vi terrete stretti a Lui.
“E quel profeta o quel sognatore sarà messo a morte, perché ha parlato per farvi allontanare dal SIGNORE, il vostro Dio, che vi ha fatti uscire dal paese d’Egitto e vi ha redenti”. In altre parole, Mosè disse al popolo: “Quando trovate un falso profeta, uccidetelo”. La questione è estremamente seria, perché sono terribilmente pericolosi. In Isaia, capitolo 30, versetto 10—anzi, cominciando dal versetto 9—si legge: “Questo è un popolo ribelle, sono figli bugiardi, figli che non vogliono ascoltare la legge del SIGNORE. Essi dicono ai veggenti: Non abbiate visioni; e ai profeti: Non profetizzateci cose vere, diteci cose piacevoli, profetizzateci illusioni”—straordinario. Isaia dice che ci saranno persone disposte a profetizzare queste cose e altre desiderose di sentirsele dire.
C’è sempre un mercato per i falsi profeti, perché la gente non vuole udire la verità; proprio non la vuole, e così c’è sempre chi dà ascolto ai falsi profeti. Geremia, ripetutamente, ancora e ancora, a partire dal capitolo 5 e proseguendo fino al capitolo 23, denuncia i falsi profeti: avvertimento dopo avvertimento dopo avvertimento dopo avvertimento. Poi arrivate al Nuovo Testamento e, nel Nuovo Testamento, per esempio in Matteo capitolo 24, versetto 11: “Sorgeranno molti falsi profeti e ne sedurranno molti”. Ecco di nuovo quel “molti”. Ci sono molti falsi profeti che ingannano molte persone; molti percorrono quella strada e molti finiscono per dire: “Signore, Signore”, ed Egli dice: “Non conosco nessuno di voi, per quanto siate numerosi. Non conosco nessuno di voi”.
“Ma abbiamo profetizzato nel Tuo nome”. E vedete che i falsi profeti giungono alla stessa fine dei loro ingannati seguaci; avanzano la loro pretesa, ma la loro pretesa non regge. Sorgeranno molti falsi profeti e ne sedurranno molti. Matteo 24, versetto 24: “Sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno grandi segni e prodigi da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti”. Falso Cristo, pseudochristos: cercano di presentarsi come se fossero Cristo; sono impostori, falsi e bugiardi. Romani 16:17: “Ora vi esorto, fratelli, a tenere d’occhio quelli che provocano divisioni e scandali contro l’insegnamento che avete ricevuto, e ad allontanarvi da loro.
Costoro, infatti, non servono il nostro Signore Gesù Cristo, ma il proprio ventre; e con parole dolci e lusinghiere seducono il cuore dei semplici”. E Paolo dice a Timoteo: “Insegnano dottrine di demoni”. E a Pietro lo Spirito di Dio disse: “Introducono eresie di perdizione”. E Giovanni dice: “È meglio che mettiate alla prova gli spiriti”—1 Giovanni 4:1. Così la Bibbia ci mette in guardia ancora e ancora e ancora dai falsi profeti. Ci saranno; ci sono sempre stati. Ci sono stati molti falsi profeti e ce ne saranno ancora; finché vivremo su questa terra, fino al ritorno di Gesù, saranno qui. Ora, voglio che riflettiate insieme a me, perciò desidero darvi quattro parole che spiegheranno l’avvertimento del versetto 15.
La prima è definizione, definizione. Con questo voglio semplicemente definirvi il termine falso profeta. Che cos’è un falso profeta? Con chi abbiamo realmente a che fare in questo versetto? Permettetemi di fare un passo indietro. Fin dalla caduta dell’uomo, è evidente che l’uomo è irrimediabilmente perduto. L’uomo volta le spalle a Dio, fugge da Dio. Nessuno cerca Dio, Romani 3. Gli uomini fuggono da Dio e corrono verso l’inferno il più velocemente possibile. E non c’è nessuno fra loro che possa farli tornare indietro, perché l’uomo non possiede in sé una simile risorsa. Così Dio deve scegliere alcune persone, redimerle e mandarle fra gli uomini per ricondurre il cuore dell’uomo a Dio. Questi sono i Suoi profeti. E nell’Antico e nel Nuovo Testamento trovate che un vero profeta era riconoscibile da due cose: aveva un mandato divino e aveva un messaggio divino.
Era chiamato da Dio e riceveva da Dio il contenuto del suo messaggio. Trasmetteva il messaggio di Dio ed era l’uomo di Dio. Dio scelse degli uomini per questa funzione così strategica. Un vero profeta era la voce di Dio. Tornate, per esempio, a Esodo capitolo 4, e troverete che il Signore dice a Mosè: “Mosè, non preoccuparti di ciò che dirai”. Mosè discuteva con Dio a proposito delle sue difficoltà nel parlare, e Dio disse: “Mosè, Io metterò le Mie parole nella tua bocca”. Prima di questo, Dio aveva effettivamente chiamato Mosè dal pruno ardente al suo ufficio profetico. C’era dunque il mandato di Dio e c’era il contenuto dato da Dio, e questi due elementi definivano il ruolo del profeta. Era l’uomo di Dio che pronunciava il messaggio di Dio.
Non appena Dio ebbe i Suoi veri profeti per proclamare il vero messaggio, per essere i veri pastori che riconducevano a Dio le pecore smarrite, Satana cominciò a produrre contraffazioni. E studiando l’Antico Testamento, trovate ancora e ancora e ancora e ancora il problema dei falsi profeti. Sono dappertutto. Sono in tutto l’Antico Testamento, proprio come oggi sono dappertutto. In Geremia, per esempio, potremmo trascorrere giorni interi studiando soltanto ciò che Geremia dice dei falsi profeti, perché ne parla più di chiunque altro. Ma in Geremia 14, versetto 14, si legge: “Allora il SIGNORE mi disse: Quei profeti profetizzano menzogne”—ed ecco la sottigliezza—“nel Mio nome”. Ora, ascoltatemi: i falsi profeti profetizzano menzogne nel Mio nome.
Si presentano come uomini di Dio. Dicono di rappresentare Dio e di proclamare la Sua Parola, ma ciò che dicono è menzogna, perché Egli dice: “Io non li ho mandati, non ho dato loro alcun ordine e non ho parlato loro”. Non ho affidato loro alcun mandato e non ho dato loro il messaggio. Falsi profeti; ed erano lì per ingannare il popolo, e accidenti se ci riuscivano. Geremia 5:31, Geremia dice: “I profeti profetizzano falsamente, e il Mio popolo ama che sia così”. La gente se ne nutre avidamente, perché i falsi profeti solleticano loro le orecchie. Proprio come in futuro gli uomini si accumuleranno maestri che solletichino loro le orecchie. Così era anche nell’Antico Testamento: dicono ciò che la gente vuole sentire, belle frasi fatte che piacciono a tutti, vi fanno sentire bene, e sono menzogne.
In Geremia 23, versetto 14, il profeta dice: “Anche nei profeti di Gerusalemme ho visto una cosa orribile: commettono adulterio, camminano nella menzogna e rafforzano le mani dei malfattori, così che nessuno si converta dalla sua malvagità; sono tutti per Me come Sodoma, e i suoi abitanti come Gomorra. Perciò così parla il SIGNORE degli eserciti riguardo ai profeti: Ecco, Io li nutrirò di assenzio e farò loro bere acqua avvelenata; perché dai profeti di Gerusalemme l’empietà si è sparsa per tutto il paese. Così parla il SIGNORE degli eserciti: Non ascoltate le parole dei profeti che vi profetizzano. Vi riempiono di vanità; proclamano una visione del proprio cuore, e non ciò che viene dalla bocca del SIGNORE”.
Vi rendono orgogliosi, fanno appello al vostro ego; sono malvagi, carnali, adulteri, rafforzano le mani dei malfattori, sono malvagi, ma dicono ciò che volete sentire. Più avanti, sempre nel capitolo 23, parla ancora di loro, al versetto 21. Dice: “Io non ho mandato quei profeti, eppure essi sono corsi; non ho parlato loro, eppure hanno profetizzato”. Poi, al versetto 28, riassume in un certo senso dicendo: “Il profeta che ha avuto un sogno racconti il sogno; chi ha la Mia Parola riferisca fedelmente la Mia Parola”. Dice: “Non voglio far tacere i veri profeti e i veri veggenti, soltanto gli impostori”. E così l’Antico Testamento deve continuamente avvertire che ci saranno profeti falsi.
In Zaccaria 11 c’è un’immagine di un falso pastore così vivida che devo leggervela. Ascoltate: “Io susciterò nel paese un pastore che non si curerà delle pecore che periscono”. Riuscite a immaginare un pastore che non si preoccupa di andare a cercare l’agnello smarrito? Riuscite a immaginare che razza di pastore sarebbe? In secondo luogo: “Non cercherà quella che si disperde”. Non presta alcun aiuto a quel piccolo agnello che si è allontanato; non cerca di fare ciò che occorre per prendersene cura. “Non guarirà quella ferita”. Non fa nulla per la pecora ferita e spezzata. “Non nutrirà quella che sta in piedi, ma mangerà la carne di quelle grasse e strapperà loro perfino gli zoccoli”. Ma che razza di pastore è mai questo?
Un pastore che mangia il grasso delle pecore, che è il loro nemico? E l’idea di strapparne gli zoccoli significa che spacca letteralmente gli zoccoli per strappare fino all’ultimo brandello di carne dalla carcassa. Che razza di pastore è questo? E Dio dice: “Guai al pastore inutile”. Giudizio. “La spada colpirà il suo braccio e il suo occhio destro; il suo braccio si seccherà completamente e il suo occhio destro si spegnerà del tutto”. In altre parole, Dio giudicherà. Ora, questa è un’immagine futura dell’Anticristo, il prototipo di tutti i falsi profeti. Non gli importa nulla delle pecore. Si maschera come se fosse Cristo e rappresentasse Cristo, ma in realtà sbrana, lacera e fa a pezzi il gregge.
Gli scribi e i farisei ne erano esempi classici. Francamente, non c’è da meravigliarsi che abbiano crocifisso Gesù; voglio dire, Egli li smascherò letteralmente senza alcuna pietà. Erano loro a mettersi in mostra come se fossero pii, come se fossero giusti, mentre erano rapaci, egoisti e interessati soltanto al proprio tornaconto, e usavano il popolo per raggiungere i propri fini. Così i falsi profeti erano presenti al tempo di Cristo, al tempo dell’Antico Testamento, lo saranno nel futuro e lo sono nel presente. Il Nuovo Testamento li chiama in molti modi: falsi profeti, falsi fratelli, 2 Corinzi 11:26; falsi apostoli, 2 Corinzi 11:13; falsi dottori, 2 Pietro 2:1; bugiardi ipocriti, 1 Timoteo 4:2; falsi cristi, Matteo 24:24.
Falso: pseudo significa falso, finto, contraffatto. Ma c’è sempre un pubblico, sempre, sempre, sempre un pubblico. Gesù disse, per esempio, in Giovanni 8:45: “Poiché dico la verità, voi non Mi credete”. Non riuscite ad ascoltare la verità; ascoltate le menzogne, “perché siete figli del diavolo, che è il padre”—di che cosa?—“della menzogna”. Ascoltate le menzogne, siete aperti alle menzogne, e Geremia 5:31 dice: “Il Mio popolo ama che sia così”. Perché? Perché hanno per padre il diavolo, che è il padre della menzogna, e ascoltano bene le sue menzogne. Si accumulano maestri che mentono. Ascoltate, c’è dappertutto un pubblico per i falsi profeti, ed essi sono proprio questo: falsi profeti. Se qualcuno ha bisogno di capirlo, siamo noi.
In Efesini 5:6 Paolo dice: “Nessuno vi seduca con vani ragionamenti”. Non lasciate che qualcuno vi inganni con discorsi vuoti. In Colossesi, capitolo 2, versetto 8: “Guardate che nessuno faccia di voi sua preda con la filosofia”—la sapienza degli uomini—“e con vani inganni”. Dunque l’avvertimento comincia con una definizione: un falso profeta è uno che non ha ricevuto un mandato da Dio e non ha ricevuto un messaggio da Dio. Passiamo a una seconda parola: pericolo. Il versetto 15 ci indica non soltanto chi siano, ma anche perché dobbiamo guardarci da loro: perché sono molto pericolosi. Sono molto pericolosi. Ora, voglio che mi ascoltiate, cari, perché tutti possiamo diventare facili prede di queste persone. Sono persone pericolose.
Perciò dice: “Guardatevi”—ebbene, quella parola da sola dovrebbe farvi capire che sono pericolosi. “Guardatevi”. Ogni volta che vedo un cartello con scritto “Attenzione”, mi fermo. Temo di incontrare qualche gorilla, qualche cane enorme, di cadere da qualcosa o di restare fulminato. Attenzione, e io mi fermo. Non voglio andare oltre. È una parola forte. Letteralmente, in greco significa: tenete la mente lontana da loro. Non esponete mai la vostra mente all’influenza di un falso profeta. Non prestategli attenzione, non dategli ascolto, non seguitelo, non interessatevene, non dedicatevi a lui; non lasciate che la vostra mente si esponga nemmeno alla sua influenza. Sono pericolosi, pervertono la mente, avvelenano l’anima. Vedete, in 2 Pietro osserviamo i risultati del loro operato: “Molti seguiranno le loro vie perniciose”.
Molte persone, trascinate con l’inganno lungo la strada spaziosa, convinte di essere religiose, seguono questo pifferaio magico che le conduce alla dannazione. E Pietro li descrive con questi termini, termini che mostrano quanto siano pericolosi. Li chiama animali irragionevoli, nati per essere presi e distrutti; li chiama macchie e vergogne; li chiama seduttori di anime instabili; dice che adescano mediante le passioni della carne. E Giuda li chiama animali senza ragione, macchie, cicatrici o croste nelle vostre agapi, e dice che sono adulatori che lusingano le persone per trarne un vantaggio personale. Sono pericolosi, sono astuti. Sarebbe meglio abbracciare un cobra. Sarebbe meglio infilarsi a letto con un leone affamato. Sarebbe meglio bere una bottiglia di veleno che avvicinarsi a un falso profeta.
Quelle cose toccano il corpo; i falsi profeti violano e pervertono la mente. Ora, perché sono tanto pericolosi? La fine del versetto 15. Perché “dentro”—cioè nella realtà, nella verità, interiormente; non ciò che appare, ma ciò che sono—“sono lupi rapaci e famelici”. In Ezechiele 22, versetti 27 e 28, Ezechiele usa lo stesso termine, e così lo vediamo non soltanto nel Nuovo Testamento, ma anche nell’Antico. Lasciate che ne parli per un momento. Il nemico numero uno delle pecore in Palestina era il lupo, un nemico naturale che vagava per le colline, avvistava un gregge e, al momento esatto, dopo averlo seguito, usciva dal nascondiglio, afferrava una pecora e la faceva a pezzi; e una pecora è assolutamente, totalmente indifesa contro un lupo, indifesa.
Ora, secondo Giovanni 10, dove Gesù ci delinea il modello e il principio secondo cui opera un buon pastore, un buon pastore è sempre all’erta per il lupo. Un buon pastore ha cura delle sue pecore, perciò vigila, è sveglio, è attento. Ora, in Giovanni 10, in relazione al gregge, avete tre tipi di persone. Avete il buon pastore: ha cura delle sue pecore, dà la vita per le sue pecore, fa tutto ciò che deve fare per proteggerle dal lupo. Poi avete il lavoratore salariato, il mercenario; appena vede il lupo, che cosa fa? Fugge. “Amico, per me questo è soltanto un lavoro. Io me ne vado”. Appena la situazione si fa difficile, sparisce.
Questo è il professionista cristiano stipendiato, che non vuole affrontare difficoltà e cerca soltanto il prestigio; incassa lo stipendio, e abbiamo anche persone di questo genere. I salariati sono cattivi, ma c’è qualcosa di peggio, e sono i lupi. I salariati si limitano a fuggire; i lupi mangiano le pecore. I lupi sono i nemici peggiori. Il buon pastore protegge il gregge. Il salariato, che potreste chiamare il professionista opportunista, abbandona semplicemente il gregge. Ma il falso profeta lacera, fa a pezzi e distrugge il gregge. Perché sono i peggiori? Perché sono rapaci, e quella parola significa esattamente ciò che dice. La parola greca, letteralmente nella sua forma verbale, significa afferrare o ghermire, e potete vedere l’immagine: il lupo affonda i denti nella pecora e scompare.
Il termine è usato anche per un estorsore avido, nel Vangelo di Luca e anche in 1 Corinzi 5, qualcuno che afferra, che ghermisce. Sono feroci, cari, sono spietati, divorano, e dunque sono estremamente pericolosi. È questo che Egli sta dicendo. Ora, seguitemi. I falsi profeti sono così pericolosi che dobbiamo essere quanto mai scaltri e cauti perfino quando ci avviciniamo alla loro presenza. Tanto per cominciare, anche se non esercitassero alcuna influenza su di noi, coinvolgendoci con loro qualcuno potrebbe pensare che li approviamo, e qualcuno con meno discernimento di noi verrebbe divorato. Sono molto, molto pericolosi. Lasciate che vi mostri perché lo dico. In Giuda, quel meraviglioso breve libro sull’apostasia, verso la fine c’è una sezione che voglio leggervi dalla NAS.
Credo che illustri davvero il punto. Il versetto 21 di Giuda dice: “Conservatevi nell’amore di Dio, aspettando con ansia la misericordia del Signore nostro Gesù Cristo per la vita eterna”. Ora, egli dice ai cristiani: “Mettete in ordine la vostra vita; rimanete nell’ambito della benedizione di Dio, là dove il Suo amore si manifesta. Siate benedetti, mettete in ordine la vostra vita. Poi, una volta che vi sarete occupati di voi stessi, protendetevi verso gli altri”. E i versetti 22 e 23 parlano di condurre le persone a Cristo; così vengono presentate tre categorie di persone che cercheremo di raggiungere. Prima: “Abbiate pietà di quelli che sono nel dubbio”. Questo è ciò che dice il testo corretto. Ora, quando trovate qualcuno che dubita, accompagnatelo, mettetegli le braccia attorno, amatelo e mostrategli misericordia.
Oh, dicono: “Credo di credere, e penso che sia davvero vero, ma non lo so e voglio soltanto esserne certo”; abbiate misericordia di loro. C’è un secondo gruppo: non soltanto quelli che dubitano, ma quelli che potremmo chiamare increduli in pericolo. Versetto 23: “Salvatene altri, strappandoli dal fuoco”. Questi sono quelli che non credono, sono diretti verso l’inferno, e dovete semplicemente afferrarli e tirarli fuori. Sono gli increduli, gli indifferenti, quelli che sono completamente al di fuori. Poi c’è una terza categoria. Io li chiamo gli aderenti convinti alle false religioni, e quando andate da queste persone, il versetto 23 dice: “Abbiate misericordia con timore, odiando perfino la veste contaminata dalla carne”.
Quando cercate di conquistare qualcuno a Cristo ed egli è avvolto dall’influenza di un falso profeta, fareste bene ad andare nel timore di Dio, affinché la vostra stessa veste non venga macchiata semplicemente esponendovi all’influenza del falso profeta. Vedete, ciò che Giuda sta dicendo è questo: “La cosa è talmente seria che, nel tentativo di salvare qualcuno che si trova sotto la loro influenza, potreste essere contaminati dalla loro influenza”. Sono bestie spregevoli, pericolose e brutali: falsi profeti. È una cosa piuttosto importante, cari. È una lebbra. Non volete avvicinarvi, a causa della sua terribile influenza. E perfino quando cercate di salvare qualcuno dalla loro influenza, vi troverete sul punto di essere contaminati dalla carne malvagia e spregevole.
Permettetemi dunque di dirvi questo. Non pensate che i falsi profeti siano brave persone, animate da buone intenzioni, ma sviate. Sono lupi pericolosi e voraci, che cercano di spingere la gente sulla strada larga che conduce all’inferno. A volte sanno che cosa stanno facendo, e a volte sono ingannati proprio come le persone che li seguono. Questo mi porta alla terza parola, e questa è la chiave. Definizione, pericolo e inganno; ed è per questo che sono tanto pericolosi: perché non vedete la realtà. Dentro sono lupi rapaci, ma vengono a voi in che cosa? In veste di pecore. Ora, nell’Antico Testamento e perfino nel Nuovo, nel caso di Giovanni Battista, un profeta era riconoscibile da ciò che indossava.
Elia, per esempio, indossava un abito molto ruvido, peloso, rozzo, simile a un sacco e scomodo, e quella veste esprimeva un messaggio; comunicava alla società che egli rinunciava alle comodità materiali per la causa di Dio, chiamando il Suo popolo all’ubbidienza. Giovanni Battista venne come uno che viveva nel deserto; indossava un mantello di peli di cammello e mangiava locuste e miele selvatico. Ancora una volta, portava la veste di un profeta. Il pelo grezzo e ruvido del cammello non assomiglia affatto a ciò a cui pensate oggi quando sentite parlare di tessuti di pelo di cammello: era molto ruvido, molto scomodo, ma ancora una volta esprimeva il suo distacco dalla società e dalle comodità materiali. La veste ruvida identificava il profeta, e quando il profeta veniva, non veniva con beni mondani, non veniva con un guardaroba mondano.
Veniva in modo ruvido e austero, come se fosse uscito dal deserto dopo aver avuto comunione con Dio. Perciò, quando qualcuno voleva recitare la parte del profeta, andava a procurarsi un costume da profeta. Si procurava una veste ruvida, rozza, simile a un sacco, e recitava la parte. Infatti, in Zaccaria 13:4, dei falsi profeti si dice: “Indossano una veste ruvida per ingannare”. Indossano una veste ruvida per ingannare. Questo era tutto il loro metodo. Ora, ascoltatemi. Nel caso della veste di pecore, non avete qui un tizio che entra nel gregge carponi con una testa di pecora calata sulla propria. Per lo più i pastori portavano mantelli fatti con la lana delle pecore, capite?
La lana delle pecore, una volta tosata, veniva tessuta per farne indumenti; il segno distintivo di un pastore era il mantello di lana. Israele è molto simile alla California: le sere sono molto fredde; perfino d’estate la temperatura scende, e avevano bisogno di quel mantello. L’idea non è che egli venga vestito da pecora; l’idea è che venga vestito da che cosa? Da pastore, portando l’indumento ricavato dalle pecore. “Veste di pecore” è semplicemente un altro modo per dire lana. E così, come il falso profeta indossava la veste del profeta, il falso pastore indossa la veste del pastore. Non abbiamo a che fare con una pecora che si è infiltrata; abbiamo a che fare con un pastore che si è infiltrato.
E scopriamo che, anche se sembra un pastore, è un lupo, ed è molto insidioso. Nella Bibbia vedo tre tipi di falsi profeti, tre tipi, e questa definizione potrebbe aiutarvi a capire. Tre tipi. Il primo è l’eretico. È qualcuno che arriva e dice: “Questo non è vero, è una menzogna, io non credo nella Bibbia”, e insegna l’eresia. Oppure dice perfino: “Io credo nella Bibbia”, ma insegna una dottrina eretica distorcendola; qualcuno la cui dottrina è chiaramente, apertamente eretica. Il secondo è l’apostata, che rinnega la fede e il cristianesimo e se ne allontana. I primi due non sono difficili da individuare; è facile riconoscere la falsa dottrina, non è vero? Basta prendere la Bibbia e verificarla.
È facile riconoscere l’apostasia, perché la stanno apertamente rinnegando. E, cari, permettetemi di affrettarmi ad aggiungere che entrambi questi tipi vengono trattati al versetto 6 del capitolo 7. Sono i porci e i cani. Dice: “Non gettate le vostre perle davanti ai porci e non date ai cani ciò che è santo”. È facile vedere i porci e i cani; stanno nel vomito e nel fango. Vedete, i primi due tipi di falsi profeti, gli eretici e gli apostati, sono manifesti. È il terzo tipo di falso profeta, quello che io chiamo l’ingannatore, colui al quale Gesù si riferisce qui. Questo è quello che non vedete. Questo è quello che viene con il mantello del pastore. Non è il seguace di una setta, non è il mormone né il Testimone di Geova.
Non è neppure un seguace della Scienza Cristiana, che insegna apertamente e sfacciatamente una falsa dottrina; quelli sono apostati o eretici. Questo è colui che parla di Gesù, parla della croce, parla di Dio, parla della Bibbia, parla della chiesa e dello Spirito Santo; frequenta persone che sono veri cristiani e si muove negli ambienti evangelici. È alla radio, è in televisione, è sul pulpito, sale sui palchi, scrive libri e ha sempre l’aspetto di un cristiano. È a questo che Gesù si riferisce. Non agli eretici; gli eretici sono evidenti. Anche gli apostati sono evidenti, perché hanno rinnegato la fede. Ma questi sono subdoli.
Il Signore non ci mette in guardia dagli eretici. Non ci mette in guardia dagli apostati. Ci mette in guardia da persone che sembrano insegnare il vangelo, che sembrano cristiane, che usano il linguaggio della Bibbia, il linguaggio del vangelo, ma è soltanto una maschera. Si esprimono con terminologia ortodossa. Ora, questo non dovrebbe sorprenderci, perché in 2 Corinzi 11 si legge—ascoltate—“Satana si traveste da angelo”—di che cosa?—“di luce”. Si presenta sotto mentite spoglie, in mezzo a noi. E non meravigliatevi, dice al versetto 15, se i suoi ministri si travestono da ministri di giustizia. Non stiamo parlando degli altri due tipi; stiamo parlando del sottile ingannatore che è in mezzo a noi. Giuda 4 dice: “Si sono insinuati di nascosto”.
Sono dappertutto, cari. Non so quanto siate capaci di riconoscerli, ma sono ovunque. E vi dirò questo: quando, per quanto mi è possibile mediante il discernimento della Parola di Dio e dello Spirito di Dio, li riconosco e li segnalo ad altri cristiani, di solito gli altri cristiani si turbano molto. Dicono: “Lui? Ma no”. Eppure tutti i criteri devono essere esaminati. Lasciate che vi dica che aspetto hanno. Prima di tutto, sono piacevoli e gentili. Sorridono molto. Sembrano positivi, incoraggianti, cristiani. Frequentano i cristiani. Sembrano cristiani fino in fondo, parlano il linguaggio cristiano, sembrano dire le cose giuste. E sapete che cosa ho imparato? Non è ciò che dicono; è ciò che non dicono mai.
Parlano di Gesù, della croce, del cielo e del cristianesimo, non del peccato, dell’inferno, dell’afflizione, della mansuetudine, dell’umiltà e del cuore spezzato. Parlano di come essere felici, di come essere guariti, di come essere questo e di come essere quello. Sono piacevoli, sono gentili, sembrano cristiani fino in fondo, dicono le cose giuste, e perfino la loro vita sembra irreprensibile.
Ora voi dite: “Ebbene, se sono davvero falsi profeti, la loro vita non può essere veramente pulita”. Bene, prima di tutto, è possibile che sia soltanto una frode; che sotto la superficie e dietro le quinte, se li conosceste, sapreste che sono corrotti. D’altra parte, alcuni di loro conducono davvero una vita esteriormente pulita, e sapete perché?
Sono d’accordo con Broadus, il grande commentatore, quando dice: “Molti falsi profeti provengono da una formazione religiosa tradizionale e, poiché i valori morali cristiani sono stati inculcati in loro fin dall’infanzia, faticano a liberarsi apertamente dei freni mentali imposti da quella formazione”. Così tendono, per così dire, a comportarsi nel modo giusto senza conoscere la realtà. Ora, che facciano questo mentre dentro sono sempre spregevoli e in fermento, che reprimano semplicemente la loro depravazione per salvaguardare la reputazione, oppure che dietro le quinte siano corrotti come ci aspetteremmo, dal momento che sono falsi profeti, nondimeno la maggior parte delle persone pensa che vadano benissimo.
E perfino quando commettono un grave peccato, perfino—l’ho visto—quando accade qualcosa in pubblico ed è evidente che sono profondamente peccaminosi e il peccato viene manifestato, le persone nella chiesa dicono semplicemente: “Oh, be’, tutti devono perdonare”, e prima di quanto potreste credere tornano subito in sella, come se nulla fosse; ma sono falsi profeti. Proprio qui sta l’inganno. Nell’anno 100, l’anno del Signore 100 d.C., abbiamo il più antico scritto cristiano di cui siamo a conoscenza, chiamato Didachē. E nell’anno 100 la chiesa si era formata e cominciava a cercare di proteggersi dai falsi profeti; così nella Didachē c’è una sezione in cui la chiesa dava a se stessa istruzioni su come trattare i falsi profeti.
Usa un termine per descriverli, e credo che il termine sia interessante: Christemporos; quella parola greca significa mercanti di Cristo, mercanti di Cristo. Usano Cristo, fanno commercio di Cristo, vendono Cristo per guadagno personale, si riempiono le tasche, costruiscono i loro imperi. Sono i guaritori dello Spirito Santo dal sorriso facile, sono i pensatori positivi, sono persone che salgono sul carro dei profitti e arraffano tutto ciò che possono: i mercanti di Cristo. E vi dico che oggi nel mondo, perfino nel nostro paese, ci sono così tante persone che usano Gesù Cristo come un prodotto per riempirsi le tasche, che è incredibile, incredibile. In ogni campo, dai libri alla musica, dalla predicazione nelle chiese alla televisione e alla radio, si va avanti e avanti, ad infinitum, ad nauseam.
Ma sapete, la chiesa primitiva era così preoccupata di questo problema che nella Didachē aveva alcune semplici regole per orientarsi. Ora, non sono state scritte da Dio; furono scritte da alcune persone di quel tempo che volevano disporre di criteri per giudicare un vero profeta. Così dissero: “Un vero profeta deve essere tenuto nel massimo onore; deve essere accolto; la sua parola non deve mai essere ignorata e la sua libertà non deve mai essere limitata. Ma rimanga in casa vostra un giorno e, se necessario, anche un altro giorno; se però rimane tre giorni, è un falso profeta”. Benjamin Franklin, nel suo libro L’Almanacco del povero Riccardo (Poor Richard’s Almanac), disse: “Il pesce e gli ospiti dopo tre giorni puzzano”.
Ora, non stiamo negando l’ospitalità e non stiamo dicendo che non dovreste ospitare qualcuno; ma quando arrivava un uomo affermando di essere un profeta di Dio, essi presumevano che, se era un profeta, fosse in missione. E se era davvero in missione per Dio, sarebbe stato impegnato a proseguire la sua missione, non a restare lì approfittando di tutto ciò che poteva ricevere gratuitamente in casa vostra. Ora dice: “Non deve mai chiedere nulla se non del pane. Se chiede denaro, è un falso profeta”. Oh, oh, che ve ne pare? Se chiede denaro, è un falso profeta. Accidenti, con una categoria del genere potreste farci entrare davvero un gran numero di persone. “I falsi profeti affermano di parlare nello Spirito, ma c’è una prova decisiva: è dal carattere che si distingue il vero profeta dal falso.
Ogni profeta che insegna la verità, se non mette in pratica ciò che insegna, è un falso profeta”. Se desidera una vita comoda, restando in casa vostra, se vuole denaro o se non vive all’altezza del proprio insegnamento. “Se afferma di parlare nello Spirito, ma si siede e ordina che gli venga apparecchiata una tavola e servito un pasto, è un falso profeta. Chiunque dica nello Spirito: Datemi denaro o altre cose, non ascoltatelo; ma se vi dice di dare per altri che sono nel bisogno, allora è un vero profeta. Se un viandante viene in una congregazione e vuole stabilirvisi, se ha un mestiere, lavori e mangi. Se non ha un mestiere, provvedete con saggezza affinché non viva oziosamente tra voi con il pretesto di essere cristiano; e se non vuole farlo, è un trafficante di Cristo. Guardatevi da lui”.
Ebbene, un falso profeta agisce sempre per se stesso: per riempirsi le tasche, soddisfare la propria avidità, ottenere prestigio, potere, importanza, denaro, tutto quanto. State attenti, perché sono là fuori. E ascoltate, cari, lo dirò di nuovo: non sono gli apostati e gli eretici. Sono quelli che la maggior parte delle persone considera cristiani. C’è una quarta parola, ed è la parola dannazione, dannazione. I falsi profeti hanno una fine, sapete. Voi dite: “Qual è la loro fine?”. Al versetto 22 diranno: “Non abbiamo noi profetizzato nel Tuo nome?”. Siamo stati i Tuoi predicatori; e, a proposito, qui la parola profeta non viene usata nel senso rivelatorio, come se ricevessero una rivelazione da Dio. Quando incontrate la parola profeta nella Bibbia, c’erano profeti dell’Antico Testamento: quello era un dono rivelatorio, Dio parlava direttamente.
C’erano profeti del Nuovo Testamento: quello era un dono rivelatorio, Dio parlava direttamente. Ma la parola profeta ha anche un significato più ampio; significa semplicemente parlare davanti a qualcuno. È per questo che credo che, in questo senso, il dono di profezia esista ancora. Certo, aveva un aspetto rivelatorio, ma oggi ha anche un aspetto non rivelatorio e, in un certo senso, io ho il dono di profezia. Sto davanti a voi e vi proclamo la Parola. In questo senso sono un profeta con la p minuscola. Ci saranno sempre falsi profeti e ci saranno sempre profeti veri; è un fatto fondamentale. Ma quando si arriverà alla fine, tutti i falsi profeti si raduneranno e diranno: “Abbiamo predicato nel Tuo nome”; non significa che abbiano ricevuto rivelazioni, significa semplicemente che hanno proclamato nel Tuo nome.
Potranno affermare di aver ricevuto rivelazioni; sono certo che alcuni lo faranno. “Abbiamo proclamato nel Tuo nome, predicato nel Tuo nome e fatto tutte queste cose”. “E allora dichiarerò loro: Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi”. Allontanatevi; e più avanti ritrovate la stessa parola, quando vengono mandati nel fuoco eterno, la perdizione, la dannazione. La grande tragedia è che non vi vanno da soli, cari; non vi vanno da soli. È tragico che vi vadano. È infinitamente più tragico che, secondo il versetto 13, “molti sono quelli che vanno con loro”. Molti seguono le loro vie perniciose. Molti credono alla menzogna. E dove finisce tutto questo? Finisce nella perdizione e nella dannazione. I falsi profeti saranno giudicati.
In 2 Pietro 2—credo che sarebbe un luogo adatto per concludere—si legge: “Ci furono falsi profeti fra il popolo, come ci saranno anche fra voi falsi dottori che introdurranno di nascosto eresie di perdizione, rinnegando perfino il Signore che li ha riscattati”; questo non significa necessariamente che lo facciano apertamente e in modo esplicito, anche se alcuni lo faranno. Alcuni saranno falsi dottori apostati ed eretici, ma gli altri Lo rinnegheranno nei fatti, pur senza farlo esplicitamente a parole; e quando lo faranno, “attireranno su se stessi una rapida rovina”. E non saranno soli, perché “molti”—ecco di nuovo quel “molti”: molti sulla via spaziosa, molti diranno e “molti li seguiranno”—molti saranno ingannati e molti li seguiranno verso la stessa terribile perdizione. Poi, al versetto 4, presenta un’illustrazione.
Dice: “Se Dio non risparmiò gli angeli che avevano peccato, ma li precipitò nell’inferno; se Dio non risparmiò il mondo antico, il mondo di Noè, ma lo sommerse; e se Dio non risparmiò Sodoma e Gomorra”, che cosa vi fa pensare che Dio risparmierà falsi profeti di questo genere? Non li risparmierà affatto, ed è per questo che il versetto 9 dice: “Sono custoditi per essere puniti nel giorno del giudizio”. E il versetto 12 dice: “Periranno interamente nella loro corruzione”. E il versetto 14, alla fine, dice: “Sono figli maledetti”, o figli di maledizione, destinati alla perdizione. E alla fine del versetto 17 si legge: “A loro è riservata per sempre la caligine delle tenebre”.
E se guardate alla fine del libro dell’Apocalisse, vedrete che il principale falso profeta, il falso profeta dell’Anticristo negli ultimi tempi, viene preso insieme all’Anticristo e gettato nello stagno di fuoco, che arde nei secoli dei secoli. Siamo dunque avvertiti, cari. Questa è la prima parola di Matteo 7:15: avvertimento, “Guardatevi”. Se comprendete la definizione, il pericolo, l’inganno e la dannazione, allora dovreste stare in guardia da queste persone. Vengono e sono pericolose, e sono doppiamente pericolose perché sono ingannevoli, e il loro inganno conduce alla dannazione. Ora, come li riconoscete, come sapete chi sono?
Questo si trova nei versetti dal 16 al 20, e sarà per la prossima volta. Ed è molto chiaro; e, in un certo senso, mi dispiace davvero di non potervelo dare ora, perché voglio che sappiate chi sono da qui alla settimana prossima, ma aspetterò. E vi prometto che, la prossima settimana avrete direttamente dalla bocca del Signore stesso i criteri per riconoscere chi è un vero profeta e chi è un falso profeta. E se c’è mai stata una cosa di cui oggi abbiamo bisogno nella chiesa di Gesù Cristo, è la capacità di distinguere il vero dal falso. Non ho mai visto, nella mia vita, un tempo in cui i cristiani fossero così vaghi dal punto di vista dottrinale, così incredibilmente creduli verso chiunque si presenti parlando di Gesù.
Abbiamo una miriade di questi pifferai magici, e dobbiamo capire come determinare chi viene da Dio e chi no; lo faremo domenica prossima. Preghiamo. Ogni volta che pensiamo, Padre nostro, che Gesù ha acquistato la chiesa con il Proprio sangue, ogni volta che pensiamo che è andato alla croce per morire per i peccati degli uomini, ci ricordiamo di quanto siano preziose le anime umane. Quando udiamo che Dio non prova piacere nella morte dell’empio, o che Dio non vuole che qualcuno perisca, o che Dio ha tanto amato il mondo da dare, comprendiamo quanto debba spezzarTi il cuore sapere che i falsi profeti spingono le persone sulla strada larga che conduce alla perdizione, la strada delle opere umane, della giustizia propria.
Padre, rendici capaci di discernere; fa’ che agiamo come truppe in prima linea, custodendo e proteggendo la chiesa. Fa’ che diciamo la verità nell’amore. Aiutaci a smascherare ciò che è falso, aiutaci a proteggere la Tua chiesa. Pensiamo alle parole dell’apostolo Paolo, che disse: “Io so che dopo la mia partenza entreranno fra voi lupi rapaci”—Atti 20:29—“i quali non risparmieranno il gregge”. Padre, so che se dovessi lasciare questo luogo, quello sarebbe il mio messaggio. L’ho visto accadere ancora e ancora e ancora. Paolo disse: “Dopo la mia partenza entreranno fra voi lupi rapaci, i quali non risparmieranno il gregge”. Signore, sappiamo che aspettano dietro le quinte e, come egli disse: “Perfino in mezzo a voi sorgeranno uomini che insegneranno cose perverse per trascinarsi dietro i discepoli”.
Sappiamo che i falsi profeti aspettano dietro le quinte e vogliono le anime degli uomini. Immagino che non sappiano neppure perché, ma sono mossi dal nemico, Satana. Fa’ che, come Paolo, possiamo dire: “Per tre anni, notte e giorno, non ho cessato di ammonire ciascuno con lacrime”. Fa’ che siamo vigilanti, fedeli, sempre all’erta per proteggere il gregge. E poi, come disse Paolo: “Vi affido alla Parola della Sua grazia, che può edificarvi”. Sappiamo che l’unica salvaguardia e l’unica protezione è la Parola di Dio, e mediante essa mettiamo alla prova gli spiriti. Donaci dunque discernimento, Padre. Fa’ che non abbiamo paura di discernere; fa’ che non siamo come bambini sballottati e portati qua e là da ogni vento di dottrina, dall’inganno degli uomini e dall’astuzia di coloro che tendono insidie per sedurci.
Fa’ che non siamo ingannati, ma puri di mente, sottoponendo ogni cosa alla prova della Scrittura e smascherando ciò che è falso, affinché la Tua chiesa sia protetta. Ti ringraziamo per averci parlato questa mattina. Attendiamo i principi che ci aiuteranno a farlo la prossima volta, e li aspetteremo con gioiosa attesa. Nel nome di Cristo, amen.
FINE
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