Seguitemi al capitolo 5 di Matteo. Matteo capitolo 5. Voglio rileggervi i versetti che fanno da sfondo alle nostre riflessioni, dal versetto 1 al versetto 12, Matteo capitolo 5. “Gesú, vedendo le folle, salí sul monte e si mise a sedere. I suoi discepoli si accostarono a lui, 2 ed egli, aperta la bocca, insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di loro è il regno dei cieli. Beati quelli che sono afflitti, perché saranno consolati. Beati i mansueti, perché erediteranno la terra. Beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché a loro misericordia sarà fatta. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati quelli che si adoperano per la pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per motivo di giustizia, perché di loro è il regno dei cieli. Beati voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro di voi ogni sorta di male per causa mia. Rallegratevi e giubilate, perché il vostro premio è grande nei cieli; poiché cosí hanno perseguitato i profeti che sono stati prima di voi”, preghiamo insieme:
‘Padre, ancora una volta, nel mentre questa sera ci avviciniamo alle parole preziose del nostro Signore Gesù Cristo, ci sentiamo inadeguati. Le parole ed i pensieri incerti di una mente umana non potrebbero mai esprimere la profondità della verità che erano presenti nel cuore del nostro caro Signore quando pronunciò queste grandi parole. Ma Padre, in qualche modo, con l’aiuto dello Spirito di Dio, mettici in condizione di comprendere, almeno in parte, ciò che il Signore volle communicare. Oltrepassa l’incapacità di colui che parla e di coloro che ascoltano, affinché possiamo essere in grado di spingerci al di là di noi stessi ed al di fuori di noi stessi per percepire cose che vanno oltre la nostra comprensione, nel mentre lo Spirito c’insegna. Ti preghiamo, Signore, che possiamo comprendere cosa significa adoperarci alla pace, in un mondo che ha un bisogno così disperato della pace. E ti ringraziamo nel nome di Gesù. Amen.
L’idea della pace domina la Bibbia. La Bibbia iniziacon la pace nel giardino; la Bibbia conclude con la pace nell’eternità. In effetti, si potrebbe tracciare il corso della storia in base al tema della pace. Nel giardino c’era pace sulla terra. L’uomo ha peccato e la pace è stata interrotta. Alla croce, la pace è tornata ad essere una realtà, perché Colui che è morto sulla croce è diventato la nostra pace. E visto che il Signore Gesù Cristo ha portato la pace, ci può essere pace nel cuore degli uomini e delle donne che lo conoscono. Un giorno, in futuro, Egli ritornerà ed il Suo titolo sarà, ‘Principe di Pace’ e stabilirà un regno di pace, che finalmente entrerà in un’era eterna di pace.
La pace è quindi un ottimo modo per vedere il tema della Bibbia. La pace nel giardino, la pace interrotta, la pace che ritorna nel cuore degli uomini grazie alla croce. Il Principe della Pace tornerà di nuovo a portare un regno di pace che finalmente porterà tutto ad una pace eterna. Nella Bibbia ci sono 400 riferimenti alla pace. Dio si occupa enormemente della pace, è uno dei Suoi grandi temi. Infatti, Egli stesso si definisce Dio della pace. E voi potreste dire: ‘Ma non c’è pace’, no, non nel mondo, non ora, ma c’è una ragione. Il motivo per cui non c’è pace è dovuto a due cose: l’opposizione di Satana e la disobbedienza degli uomini. La caduta degli angeli e la caduta dell’uomo hanno rubato la pace al mondo. Non è che Dio non vuole la pace, ma che l’uomo e Satana sono in guerra contro Dio. Sapete, si può avere pace con qualcuno solo finché la si vuole, perché è una cosa a doppio senso. E finché non avranno pace, non ce ne sarà.
Ma questa sera arriviamo al settimo gradino della scala che ascende alla benedizione divina. La settima delle Beatitudini: ‘gli operatori di pace’. Sembra quasi che Dio ci abbia portati nel mondo con una vocazione molto speciale. Per ripristinare e sperimentare qualcosa che è andato perduto dalla caduta. Noi dobbiamo, per così dire, restituire la pace a questo mondo, che è si è persa con il peccato. E quindi Dio ha designato un gruppo di persone speciali che chiama ‘operatori di pace’, questi sono i suoi agenti nel mondo che sono qui per portare la pace. E vanno ben oltre coloro che vincono il Premio Nobel per la pace, perché la pace che offrono è eterna. La pace che offrono è divina, è reale. E quindi il nostro Signore Gesù dice che Dio ha promesso di benedire coloro che son suoi agenti di pace e di chiamarli addirittura figli di Dio.
Ora, Dio qui, tramite le parole di nostro Signore Gesù Cristo, si riferisce a un operatore di pace diverso da tutti quelli che conosciamo in questo mondo. Non si riferisce a dei politici. Non si riferisce a degli statisti, per quanto siano bravi a creare una certa, “pace”. Non si riferisce a dei diplomatici; a degli arbitri. Non si riferisce a dei re, presidenti o premi Nobel. Non si riferisce ad organizzazioni come la Società delle Nazioni o le Nazioni Unite. Non si riferisce ad un ordine ecclesiastico. Non si riferisce ad un consiglio di chiese. Non sono i Carter e i Kissinger del mondo, e non sono i Sadat e i Begin del mondo e nessuno di quel tipo son gli operatori di pace di Dio. Gli operatori di pace di Dio sono molto diversi, il che è un bene perché gli operatori di pace di questo mondo hanno un record terribile di fallimenti.
È incredibile come pochi mesi fa abbiamo salutato la pace più grande mai raggiunta quando il Presidente Carter si incontrò incontrato con i leader del Medio Oriente, il che marcò il collasso di quella pace. Non c’è pace politica, non c’è pace economica e non c’è pace sociale. Non c’è pace nazionale e non abbiamo nemmeno pace tra paesi o gruppi politici. Non abbiamo pace nelle organizzazioni. Non c’è pace nelle case. E di fatto non c’è pace in nessun luogo perché non c’è pace nei cuori, quello è il vero problema. Qualcuno ha detto: ‘Washington ha molti monumenti alla pace. Ne costruiscono uno dopo ogni guerra’, nessuno è mai riuscito a portare la pace.
Non dimenticherò mai di una statistica che ho letto. La domanda era: Quanti trattati di pace sono stati infranti? La risposta: Tutti. Vedete, la pace è quel glorioso breve momento della storia in cui tutti si fermano per ricaricare. All’indomani della Seconda Guerra Mondiale, le Nazioni si son unite con l’intento di sviluppare un’agenzia per la pace nel mondo; e così, nel 1945, sono nate le Nazioni Unite e da allora non c’è stato un solo giorno di pace sulla terra, nemmeno uno. Il mondo è pieno di sconvolgimenti senza fine. Il motto delle Nazioni Unite è stato fissato nel 1945, e cito: ‘Liberare le generazioni successive dal flagello della guerra’. Finora non ci sono riusciti nemmeno per un giorno, è un sogno irrealizzabile. Il New York Times ha riportato nel 1968, dieci anni fa, che ci sono state, per quanto conoscibili 14.553 guerre dal 36 a.C. Dal 1945, ci sono state tra le 50 e le 70 guerre, 164 esplosioni di violenza di portata internazionale. Infatti, dal 1958, 82 nazioni sono state coinvolte in un qualche conflitto.
Mi ricordo quando l’ex presidente Nixon disse: ‘Pace, una generazione di pace’, quello era il tema del suo tour elettorale del 1970. E disse questo, cito: ‘Avremo una generazione di pace, qualcosa che non abbiamo mai avuto in questa nazione’, non abbiamo avuto un solo giorno di pace. Nixon disse che avremmo avuto una generazione di pace. È da 33 anni che non vediamo la pace. Alcuni storici dicono che abbiamo avuto due generazioni di pace, dal 1815 al 1846 e dal 1865 al 1898, ma quello è perché non considerano le guerre indiane. Quei due periodi sono stati letteralmente lavati dal sangue degli indiani. Non abbiamo mai conosciuto, nella storia dell’America, una generazione di pace. E a proposito, se pensate che abbiamo problemi sulla scena politica e mondiale, abbiamo ucciso più persone in America con armi private che in tutte le guerre che abbiamo mai combattuto, non c’è pace.
Non abbiamo la capacità di andare d’accordo con gli altri. Ogni cosa ed ogni relazione è fragile. Abbiamo difficoltà a livello personale, non c’è pace. Le persone hanno malattie mentali ed emotive che non siamo mai riusciti a catalogare come oggi. Le famiglie si rompono, nelle scuole ci sono marce, sedute, presidi, raduni, proteste e dimostrazioni all’infinito, ad nauseam e sembra che non ci sia mai alcuna fine. E la ragione di tutto è che l’uomo non ha pace in sè stesso. E quindi il suo mondo, che non è latro che una proiezione di sè stesso, non può che esser, letteralmente ingolfato di caos. E se mai ci sarebbe stato bisogno di un operatore di pace, questo è il momento. Questo mondo ha disperatamente bisogno di operatori della pace e Dio disse, tramite Gesù Cristo in questo versetto meraviglioso, che avrebbe benedetto in modo particolare coloro che si sarebbero adoperati per la pace.
Ora, per comprendere ciò che il Signore sta dicendo qui, dobbiamo affrontare cinque verità sulla pace. Cinque realtà sulla pace. Innanzitutto, il significato. Cosa intendiamo dire quando diciamo ‘pace’? Quando parliamo della pace, cosa vogliamo dire veramente? Qual è la definizione di pace di cui vogliamo occuparci? La vediamo come Dio la vede? Qual è la prospettiva divina sulla pace? Alcuni pensano che la pace sia l’assenza di conflitti, che la pace sia l’assenza di lotte. Ebbene, nei cimiteri non ci sono nè conflitti nè lotte, ma non potremmo usarli come degli esempi di pace. No, la pace come la intende Dio è molto più che l’assenza di qualcosa, è la presenza di qualcosa. E mi affretto ad aggiungere che, in senso biblico, la pace non è l’assenza di conflitti, quanto piuttosto la presenza della rettitudine che provoca relazioni rette.
La pace non è solamente il fermare la guerra; la pace è creare la rettitudine necessaria per unire due gruppi nell’amore. Quando un ebreo dice ad un altro ebreo “Shalom”, che è la parola per pace, non intende dire ‘Che tu non abbia guerre, che non abbia alcun conflitto’, no, dice: ‘Desidero che tu abbia tutta la giustizia che Dio può dare, tutta la bontà che Dio offre’. Shalom significa ‘il bene più elevato di Dio per te’ è una forza creatrice di bontà. Quindi, se vogliamo essere operatori di pace, non dobbiamo solamente fermare la guerra ma dobbiamo sostituirla con la giustizia di Dio; con tutta la bontà di Dio. Coloro che si adoperano alla pace non sono solamente coloro che si limitano ad implorare una tregua, ma una vera pace nella quale tutto è dimenticato e ci si accoglie l’un l’altro, è un bene aggressivo. Quello che sto cercando di dire è che la pace non ha l’idea di creare un vuoto. La pace non è creare l’assenza di qualcosa, ma la presenza di qualcosa.
Ora, lasciate che vi mostri la differenza. C’è una differenza tra tregua e pace. Tregua significa semplicemente che si depongono le armi e non si spara per un po’ di tempo. Quella è la definizione del mondo quando tutti si fermano per quel breve momento glorioso in cui si ricaricano le armi, quella è la tregua. La pace è quando la verità è nota, la questione è risolta e le due parti si abbracciano. Ora, alcuni pensano che la pace sia solamente il fermare la guerra e che ciò di cui abbiamo bisogno nel mondo sia solamente il fermare il conflitto. Quello però non fa altro che farlo ribollire, tutto quello che si riceve in quel caso è la guerra fredda. E la guerra fredda è guerra. Ora, qualcuno potrebbe dire: ‘Beh, io voglio solo assicurarmi che non ci siano conflitti. Voglio solo coprire il tutto e fermare i combattimenti’, ed in realtà, approcciando la pace in quel modo, fermando qualsiasi conflitto, si può sviluppare una situazione molto peggiore di quella che si sarebbe presentata lasciando che la cosa continuasse, perché si potrebbe eliminare qualsiasi risoluzione, spingendo il conflitto sottoterra finché non s’infiamma e distrugge entrambe le parti.
Per esempio, se due persone sono in guerra tra loro, la cosa da fare non è separarle in modo che non si vedano più, ma potrarle insieme così che possano risolvere il problema e radunarsi di nuovo nell’amore ed accogliersi di nuovo per sistemare le cose. Quella è la pace, non la tregua.
La pace della Bibbia non elude i problemi. Non elude mai i problemi. La pace della Bibbia non è pace ad ogni costo. Non è un’operazione di facciata. La pace della Bibbia conquista il problema, vedete la differenza? Si prende cura del problema nel mezzo così che entrambe le parti possano riunirsi, stabilisce un ponte tra le due parti. A volte significa difficoltà, a volte significa dolore, a volte significa angoscia, a volte comporta ancora un po’ di lotta, ma alla fine porta alla vera pace.
Voglio che notiate, in Giacomo 3:17 un versetto che dovete tenere bene a mente, e torneremo al versetto 18 più avanti, ma giusto il versetto 17, “Ma la saggezza che viene dall’alto – ora ascoltate – la saggezza che viene dall’alto è anzitutto – cosa? – pura; poi – cosa? – pacifica”. Ora potete fermarvi lì e ci torneremo più avanti. La saggezza che viene da Dio, raggiunge la pace, tramite cosa? La purezza. Innanzitutto è pura, poi pacifica. La pace non prende mai il sopravvento sulle spalle della rettitudine. Non c’è pace tra due persone se non hanno visto e riconosciuto il peccato e quando l’odio sia sbagliato e l’ingiustizia dell’amarezza e dell’odio che si ha e non si è presentato ai piedi di Dio e si sia cercata una soluzione e poi, tramite la purezza c’è la pace. La pace che ignora la purezza non è la pace che interessa a Dio. In Ebrei 12:14 c’è scritto – e questo è un altro versetto che dovreste tenere a mente: ‘Impegnatevi a cercare la pace con tutti e la santificazione”, in altre parole, non si può separare la pace dalla santità. Non si può scindere la pace dalla purezza. Non si può divorziare la pace dalla rettitudine. Il Salmo 85:10 dice: “La giustizia e la pace si sono incontrate”. Dove c’è vera pace, c’è rettitudine. Dove c’è vera pace, c’è santità. Dove c’è vera pace, c’è purezza, perché questa risolve il problema.
Ora, tutti noi vogliamo evitare conflitti inutili, che siano in famiglia al lavoro o ovunque siano, ma se lo facciamo a costo della verità, allora stiamo compromettendo i nostri principi e non si tratta affatto della pace ma di una tregua momentanea che da l’opportunità di ricaricare le armi. In Matteo, capitolo 10, versetto 34, una commento affascinante dal nostro Signore, disse questo: “Non pensate” - Matteo 10:34 - “ Non pensate che io sia venuto a mettere pace sulla terra; non sono venuto a metter pace, ma - cosa? - spada”. Ora, voi potreste dire: ‘Wow, quello è diametralmente opposto alle Beatitudini. È l’antitesi di quello che il Signore disse in Matteo 5. Che cosa intende dire con: ‘Non sono venuto a portare la pace, ma una spada’? Ora, quello che intendeva dire è questo: ‘Gesù non è venuto a portare la pace ad ogni costo. Sapeva che ci doveva essere conflitto prima della pace. Sapeva che il conflitto doveva essere risolto’.
Ascoltate, per il cristiano ci saranno dei conflitti, anche se ci adopereremo alla pace nel mondo non sarà facile esserlo, perchè se lo saremo secondo i parametri di Dio, saremo coloro che porteranno la verità così da accertarci che la pace sia vera e se la verità è presentata ad un mondo che ama la menzogna, allora ci saranno conflitti prima della pace, non è vero? E questo è quello che ho detto a proposito della predicazione del Vangelo, bisogna farli arrabbiare prima di renderli felici. Bisogna farli arrabbiare prima di poterli far sentire meglio; bisogna fargli sentire male prima che si possano sentire bene. E lo stesso vale per coloro che si adoperano alla vera pace nel mondo, prima devono portare la spada e poi da quella c’è la pace. Perchè è la spada della purezza, della giustiza, della santità.
Ed è per questo che nell’epistola meravigliosa di Giuda, al versetto 3, dice: ‘Carissimi, avendo un gran desiderio di scrivervi della nostra comune salvezza, mi sono trovato costretto a farlo per esortarvi a combattere strenuamente per la fede, che è stata trasmessa ai santi una volta per sempre”, in altre parole, dobbiamo essere polemici su alcune cose, adoperarsi alla pace non significa dire: ‘Beh, sai non voglio certo offendere quella cara persona, anche se non crede quello che credo io, non mi azzarderei mai...’, quello non è adoperarsi per la pace, quello è dare tregua che non serve a un bel niente, perché il problema è la giustizia, la santità, e la purezza. E quindi portiamo il Vangelo, che fa arrabbiare e convince, porta contese e dispute, ma quando il conflitto è risolto dalla fede in Gesù Cristo, c’è la vera pace, la vera pace.
E quindi, nell’adoperarsi per la pace, il significato non è quello di abbandonare i principi. Non si tratta di abbandonare la dottrina o la convinzione. Quando Gesù dice: “Adoperatevi per la pace nel mondo”, non significa che non possiamo mai sollevare la verità se offende. Al contrario, è meglio che lo si faccia presente se è vero, e non è male che offenda se quello poi porta all’ottenimento della vera pace. La pace biblica è la vera pace. Nel mondo non ci adoperaimo per la pace nel senso che non creiamo mai conflitti, lo facciamo spesso! Ma ci adoperiamo alla pace in questo senso, nel senso che quando il conflitto termina, c’è la vera pace. La pace biblica è quel tipo di pace. Ora, non accettiamo di risolvere le cose senza affrontare la verità. Ci occuperemo della verità. E se non affronterete la verità, miei cari, sarete divisori. Sarai dei disturbatori, perturberete le cose, non c’è alcun modo di evitarlo.
E già lo sapete, non è vero? Andate al lavoro ed iniziate a vivere per Cristo e a condividere la vostra testimonianza e, all’improvviso, anche se state cercando di adoperarvi per la pace e di aiutare le persone ad appacificarsi con Dio e tra di loro, a ricercare la pace nel loro cuore, ma anche se state facendo del vostro meglio per adoperarvi alla pace, non fanno altro che arrabbiarsi con voi. Perché la premessa intera del vostro messaggio è che devono avere a che fare con il loro peccato, e alle persone non piace sentire queste cose e quindi si arrabbiano. Il nostro Signore lo disse in Luca 12:51: “Voi pensate che io sia venuto a portar pace sulla terra? No, vi dico, ma piuttosto divisione; perché, da ora in avanti, se vi sono cinque persone in una casa, saranno divise tre contro due e due contro tre; saranno divisi il padre contro il figlio e il figlio contro il padre; la madre contro la figlia, la figlia contro la madre; la suocera contro la nuora e la nuora contro la suocera».” In altre parole, Gesù ha detto che all’inizio è ovvio che quando le persone vengono a Gesù Cristo saranno destinate ad affrontare certi conflitti. E sa che la vera pace può solo esistere quando la verità regna, ed è più di una semplice tregua, è vera pace.
E quindi, quando qualcuno si presenta e dice: ‘Beh, sai, hai una prospettiva così ristretta, devi essere più ecumenico; devi mettere un po’ da parte ciò che non condividi e trovare un po’ il punto d’accordo ed approfittarne. Dobbiamo esser tutti uniti e dobbiamo condividere le cose su cui siamo d’accordo”, ebbene, lasciatemi dire una cosa: Cristo non ha mai pronunciato benedizioni sugli apostati, e se mai ha incontrato qualcuno che aveva un punto d’errore, invariabilmente lo affrontò, perchè la vera pace, si presenta solo in risposta alla verità. Se non sono d’accordo con qualcuno su qualcosa nella Parola di Dio, su una qualche grande verità che è importante nella Parola di Dio, non posso evitare la cosa. Non posso evitarlo e chiamarmi ‘operatore di pace’, infatti, anche se posso creare una certa tregua, alla fine se non aiuto l’altra persona a fare pace con Dio, la fine sarà la stessa.
Quindi i pacificatori biblici non sono persone tranquille, accomodanti, che non vogliono creare onde e problemi, che non hanno giustizia, che non hanno alcun senso di rettitudine, che si compromettono, e che sono acquiescenti, no. La gente dice: ‘Oh, è proprio un pacificatore’, e con quello intendono dire che non ha alcuna convinzione, e quello non è il punto. Un vero pacificatore biblico non lascerà mai dormire il can che morde. Non preserverà il suo status quo se c’è bisogno di presentare la verità su una certa questione. Non dice: ‘Beh, sai, so che sta sbagliando, ma preferirei vivere in pace, non voglio dire nulla su ciò che mio figlio, mio marito o i nostri amici stanno facendo – voglio solo vivere in pace’, ma quella è una scappatoia. La vera pace arriva solamente dopo la verità. Quindi il significato della pace? Si riferisce alla vera pace. Non si riferisce alla pace che si ottiene a qualunque costo, non è quella che si predispone a mantenere un certo status quo; non è quella che si ha quando si smette di sparare per ricaricare la pistola, non è semplicemente una tregua, non è la guerra fredda, no! È la soluzione che si ottiene con la verità ed il far valere la giustizia di Dio.
Secondo punto, il significato della pace? La pace reale, così come la vede Dio, e ne abbiamo già parlato; In secondo luogo, la minaccia alla pace. Che cos’è che ostacola la pace? Beh, è ovvio, la minaccia per la pace è il peccato. Se il significato della pace è la rettitudine e la verità, allora la minaccia è il peccato e la falsità, l’errore o la menzogna. E se volete sapere perché non c’è pace nel mondo, è perché tale minaccia, regna, Geremia 17:9 dice: “Il cuore dell’uomo è ingannevole e disperatamente maligno,” ora ricordatevela, Geremia 17:9: “Il cuore dell’uomo è ingannevole e disperatamente maligno”, si inizia con un cuore malvagio. Com’è che tale cuore si manifesta? Isaia dice nel capitolo 48, al versetto 22: “Non c’è pace, dice il Signore, per gli empi”, quindi Geremia dice che l’uomo è malvagio ed Isaia dice che non c’è pace per gli empi. In Isaia 57 al versetto 21, di nuovo Dio dice: “Non c’è pace per gli empi”, anche Geremia ebbe lo stesso pensiero nell’8° capitolo nell’11° versetto: “Essi curano alla leggera la piaga del mio popolo; dicono: «Pace, pace», mentre pace non c’è”, in altre parole, ne parlano, ma non esiste, perché non può esserci alcuna pace per gli empi. Non c’è alcuna pace per coloro che sono empi.
L’uomo è malvagio, e quindi non conosce la pace, quindi la minaccia alla pace è la malvagità degli uomini. In Marco 7, versetto 20, il Signore disse: “«È quello che esce dall’uomo che contamina l’uomo; perché è dal di dentro, dal cuore degli uomini, che escono cattivi pensieri, fornicazioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, frode, lascivia, sguardo maligno, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive escono dal di dentro e contaminano l’uomo».” Quindi, nella società si ha a che fare con un uomo internamente contaminato. Un uomo da cui proviene tutto questo male, e quel tipo di cuore non potrà mai produrre pace, perché la pace è il risultato della santità. La pace è il risultato della rettitudine. La pace è il risultato della purezza, e non si produrrà mai con questo tipo di peccato interiore.
Ora, ecco perché in Giacomo 3:18 - e torniamo allo stesso testo che abbiamo visto pocanzi - dice questo: “Il frutto della giustizia si semina nella pace per coloro che si adoperano per la pace”, ora, considerate questo: Coloro che si adoperano veramente alla pace, seminano frutti di giustizia. La vera pacificazione porta prima di tutto alla rettitudine. Non si può avere la vera pace senza la rettitudine. In altre parole, se due persone stanno litigano, lo fanno perché c’è del peccato, sbarazzati del peccato e il litigio finisce lì. Se però due persone stanno litigando, e noi le separiamo, non risolviamo il problema. Se c’è qualcosa tra te e Dio e sei in guerra contro Dio, tutto quello che devi fare è eliminare quello che c’è in mezzo, ovvero il peccato, e Dio e l’uomo si riuniscono, giusto? Vedete? L’operatore di pace fa sempre la pace seminando la giustizia. Ed questa è la ragione per la quale la saggezza di Dio è prima di tutto pura, poi pacifica. Ascoltate, gente, ve lo dico io: Gli unici pacificatori nel mondo che valgono qualcosa come sono quelli che portano le persone alla rettitudine, alle norme di Dio, ad inchinarsi alla verità di Dio, ed è per questo che tutti i diplomatici, gli statisti, gli ambasciatori, i presidenti ed i re della storia del mondo non hanno mai potuto portare la pace.
A proposito, questo ci riporta all’inizio delle Beatitudini, proprio così. Non puoi essere un operatore di pace a meno che non segui le prime tre beatitudini. A meno che non hai affrontato il peccato della tua vita. Ora tornate al versetto 3: “Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli”, bisogna iniziate con un atteggiamento da mendicante nei confronti del nostro peccato personale. Dobbiamo rannicchiarci in un angolo, al buio da qualche parte protendendo la mano supplicando Dio perchè sappiamo di non poterci guadagnare nulla da soli, “Beati coloro che son afflitti perchè saranno consolati”, e allora piangerete e farete cordoglio ed il vostro cuore brucierà e soffrirà sul vostro peccato. E poi “Beati i miti”, dovete vedervi in relazione ad un Dio assolutamente sovrano e santo, e sapete di non valere nulla, e tale mansuetudine nasce dall’afflizione, che a sua volta nasce dalla codardia, che a sua volta deriva dal riconoscere la propria peccaminosità che ci porta, a quel punto, versetto 6, ad implorare con fame e sete di giustizia e secondo il versetto 7 riceviamo la misericordia di Dio. Ed una volta che la riceviamo, il versetto 8 dice che diventiamo puri di cuore, e solamente una volta puri di cuore possiamo cosa? Adoperarci alla pace, e questo è il punto centrale.
E tra l’altro, quando ci si adopera per la pace, al mondo non andrà giù, e quindi, immediatamente, dice il versetto 10, “Beati quelli che sono - cosa? - perseguitati per... - per cosa? - per amore della giustizia”. Perché? Gli operatori di pace stanno sempre cercando di trovare una soluzione retta. Stanno sempre cercando di portare la giustizia nella situazione. E ogni volta che si cerca d’introdurre al mondo una pace che si basa sulla rettitudine, la reazione sarà sempre negativa. Perché non vogliono affrontare la realtà del peccato. Non vogliono portare il tipo di pace che stiamo offrendo. E quindi portiamo una pace di giustizia a questo mondo. Solamente quando si affronta il peccato si può trovare la vera pace.
Non m’interessa se si tratta di pace, se ci sono problemi, agitazione, ansia personale, e si deve andare dal consulente, bisogna prendere delle pillole o delle pastiglie ed abbiamo un sacco di problemi nella vita, vi dirò di cosa si tratta: Quando avrete rettitudine, purezza, santità, avrete anche pace. E se avete problemi matrimoniali ed avete conflitti matrimoniali, familiari o di casa, vi dirò una cosa: se ricercherete rettitudine, santità e purezza nel vostro matrimonio e nella vostra casa, avrete anche la pace. Perché è sempre così che funziona. Una volta che c’è la rettitudine, c’è anche pace con Dio, pace con gli uomini, e pace con noi stessi.
E quindi per essere operatori di pace, bisogna sperimentare tutte le Beatitudini. Bisogna arrivare al punto in cui si vede la propria peccaminosità, in cui ci si vede come un’anima miserabile, disperata, meritevole di nulla, senza alcun diritto o privilegio, bisogna odiare il proprio Ego naturale, e bisogna implorare al Dio santo di offire una giustizia che non possiamo ricavare da soli, della quale però ne abbiamo una necessità incredibile; e Dio, nel Suo grande, grandissimo amore, ve la offrirà, vi purificherà il vostro cuore, e allora e solo allora sarete degli operatori di pace.
Vi dirò un altra cosa, gente, è così meraviglioso vivere in questo mondo e vedere come Dio su usa di persone semplici ed umili come operatori di pace. Le persone che non vincono mai i premi, che non finiscono mai sui titoli dei giornali e di cui nessuno sa mai nulla, ma loro sono i veri operatori di pace di questo mondo. Sono quelli che vanno in giro a portare rettitudine nelle vite individuali, così che ogni cuore conosca la pace per la prima volta. Sono quelli che vanno in giro a portare la giustizia nelle relazioni, così che la prima volta che succede qualcosa, quelle persone conosceranno la pace. Vanno in giro a predicare il Vangelo, in modo che per la prima volta gli uomini potranno conoscere la pace con Dio; quelli sono gli operatori di pace, non fanno notizia, ma sono gli unici che lo stanno veramente facendo. E sapete una cosa? C’è un prezzo da pagare perché quando si cerca di farlo, il mondo reagisce negativamente.
Vedete, la verità della vera pacificazione non è che vogliamo evitare il conflitto, non lo vogliamo evitare affatto! Non è che ci allontaniamo dal conflitto, è che per potrare la vera pace, siamo pronti ad affrontare anche il conflitto più caldo di tutti e siamo pronti a subire qualsiasi perdita necessaria. Io vedo Gesù, Gesù, il più grande operatore di pace di tutti, ha forse evitato il conflitto? Mai! È stato inchiodato ad una croce, l’attacco più eccelso, l’uccisero, ma lui lo fece comunque perché sapeva che alla fine, avrebbe trovato la pace. L’uomo potrebbe cercare in tutto il mondo, da un angolo all’altro, potrebbe andare da consigliere a consigliere, può andare di vetta in vetta, può scrivere trattati, su trattati, può passare da una religione all’altra senza mai trovare la pace, perchè? Perché la pace non si trova nelle circostanze. Il problema si trova nella nostra peccaminosità innata. Sono i nostri desideri incontrollati a privarci della pace; se abbiamo la febbre, non è per la temperatura esterna, ma per lo stato del nostro sangue bollente.
Sapete, è quasi strano nel nostro mondo, celebriamo le persone che infrangono la pace. Oh, è bello quando abbiamo un pacificatore che evita la guerra o che ci aiuta a tenere basso il prezzo del petrolio o quello che è, ma quando si tratta della vita quotidiana, innalziamo davvero le persone che combattono, l’avete mai notato? Cioè siam pronti a pagare una fortuna per andare a vedere due uomini sul ring che si picchiano a sangue. I regni del mondo, tra l’altro, hanno sempre dato il massimo onore ai guerrieri, ci avete mai pensato? Son sempre i guerrieri, i soldati, i combattenti. Oggi c’inchiniamo al grande dio ‘macho’, il virile, vedete? Quello che non prende niente da nessuno, il duro, il resistente, il selvaggio, l’autosufficiente. Questi sono gli eroi, e le eroine sono le donne che guidano il corteo per i diritti e le rivendicazioni e che fomentano le lotte, le contese e che combattono contro le tradizioni ed i sistemi vari.
Siamo un’intera società di persone che lottano per i propri diritti e si esaltano a vicenda. Gli psicologi, gli psichiatri ed i comportamentisti ci dicono: ‘Prendetevi tutto quello che potete e non permettete che nessuno vi porti via nulla’, e quindi c’imbattiamo in sempre più lotte. La nostra società l’adora. Non c’è da stupirsi se quando veniamo nella società e cerchiamo di portare la pace del Vangelo porta, ci combattono. Non c’è da stupirsi che a loro non piacesse Gesù Cristo. Volevano un combattente. I Giudei dicevano: ‘Vogliamo qualcuno che venga e ponga il pugno di ferro contro il governo romano. Vogliamo qualcuno che metta il bastone tra le ruote a Cesare. Vogliamo qualcuno che riesca a mettere fuori gioco il governo romano. Vogliamo un grande guerriero’, e quando il nostro Signore Gesù arrivò e disse: ‘Beati sono gli operatori di pace’, son sicuro che le persone che lo ascoltarono dissero: ‘Oh... chi è che vuole quello?’
E quando noi veniamo nel mondo offrendo la pace del Signore Gesù Cristo e la gente ci guarda dall’alto in basso, pensando che siamo una sorta di codardi deboli, e se trovassimo il coraggio da predicare Gesù Cristo, ci attaccherebbero. Ma sapete, non mi sento così in colpa, sono felice di avere dei nemici, purché siano i nemici giusti. Gesù Cristo era il Principe della Pace, proprio così! Isaia 9:6: “Sarà chiamato Principe della pace”, era il Principe della pace, eppure ovunque andasse creava conflitti. L’avete notato? Ovunque andasse, portava conflitti. Infatti, in Luca 23:5, dice che ‘egli sobillava il popolo’, sobillava il popolo. Ovunque andava creava conflitti, conflitti, conflitti vari. Paolo, l’apostolo, il meraviglioso ambasciatore di pace, colui che disse: ‘Oh, dobbiamo predicare il messaggio della riconciliazione, affinché gli uomini siano riconciliati con Dio”, lo chiamò il vangelo della pace.
Colui che predicò il vangelo della pace, dovunque andava, portava la sommossa. E di lui dissero in Atti 24:5, “ Abbiamo dunque trovato che quest’uomo è una peste”, 2 Timoteo 3:12 dice: “Tutti quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesú saranno perseguitati”, e quindi qui siamo noi, che ci presentiamo al mondo con un messaggio di pace, con l’intento di portare la pace al mondo nel modo giusto, la pace che deve si ottiene tramite la rettitudine, la santità e la purezza, e cosa succede? Più guerre e lotte perché non vogliono ascoltare, ma gente dobbiamo esser disposti ad affrontare il conflitto, a ricevere i colpi come Cristo, a prendere la nostra croce, a rinnegarci, a pagare il prezzo, ad essere coraggiosi e ad andare fino in fondo con ciò che sappiamo essere giusto. Se ci tiriamo indietro, allora sappiamo di non esser pacificatori. Un operatore di pace è disposto a dire quello che deve essere detto per portare la giustizia nella situazione. Se sei un vero operatore di pace, sarai anche colui che porterà la giustizia.
Bene, abbiamo quindi visto il significato della pace, che cos’è? La pienezza della benedizione retta; il nemico della pace o la sua minaccia? Il peccato, dev’essere affrontato, e sapete, non è facile. Io voglio adoperarmi alla pace, ma a volte è davvero difficile. Vedo una persona che vive nel peccato e, se fossi davvero un operatore di pace come Gesù vorrebbe che fossi, andrei da quella persona e le direi: ‘Sai? Stai offendendo il Dio santo. Con la tua stessa vita sei in guerra con Dio. Io voglio portare reconciliazione tra te e Dio e quindi dovrei confrontare quel peccato ed offrire il vangelo di Gesù Cristo’, quello sarebbe coraggioso, oppure se dovessi vedere due cristiani in un qualche conflitto o litigio, e non sarebbe da pacificatori quello di mettere la questione da parte ed ignorarla per non irritare nessuno, un vero pacificatore andrebbe e direbbe: ‘Dovete risolvere la questione’, adoperarsi alla pace non è facile, non è l’evitare i problemi, volete sapere una cosa? È immergersi nel mezzo ed affrontrarli, è quello.
Terzo, il creatore della pace; il creatore di pace, e questa la sapete, chi è il creatore stesso della pace? Chi è la sorgente della pace? Paolo lo disse direttamente in 1 Corinzi 14:33, questa è la sua stessa dichiarazione: “Dio non è autore di confusione, ma di pace”, Dio è l’autore della pace, Dio è il creatore della pace. Dio è la sorgente della pace. Al di fuori di Lui non c’è alcuna pace. Il Nuovo Testamento è letteralmente pieno di dichiarazioni sul fatto che Dio è il Dio della pace. Paolo disse in Romani 15:33, “ora il Dio della pace sia con tutti voi, amen”. In 2 Tessalonicesi parlò di Cristo come al Signore della pace. L’autore degli Ebrei parla del Dio della pace. L’Antico Testamento è pieno di affermazioni sul fatto che Dio è la fonte della pace.
La pace appartiene a Dio. Non appartiene affatto agli esseri umani. Anzi, volete sapere una cosa? Dalla caduta dell’uomo, in Genesi 3, l’uomo non ha mai conosciuto la pace se non come dono da parte di Dio, perché gli uomini non cel’hanno. Dio è in pace perfetta, infatti, Dio è in pace perfetta con se stesso. Dio è caratterizzato da un’unità perfetta. La Trinità ha un’unità perfetta, è assolutamente tranquilla, è in armonia assoluta, è perfettamente unita, nella Trinità non c’è mai alcun conflitto, c’è solamente pace, e quella irradia da Dio. L’unico modo per conoscere la pace è se Dio ce la offre. E mi piace l’affermazione di Efesini 2:14 che ci dice che è esattamente quello che fece, dice: ‘Perché Egli, ovvero Cristo, è la nostra pace”. Quando Cristo è venuto nel mondo, era la pace di Dio che venne a prendere la mano di Dio e la mano dell’uomo e con il sacrificio di sè stesso fu in grado di rendere l’uomo giusto ed unire la sua mano a quella di Dio.
Mi ricordo una storia che lessi di una coppia in un’udienza di divorzio che non riusciva a risolvere il conflitto e continuava a discutere avanti e indietro, e avevano un bambino che aveva qualcosa come quattro anni che era molto angosciato e aveva gli occhi pieni di lacrime perché stava assistendo al conflitto e, secondo questo articolo, si è avvicinato ed ha preso la mano di suo padre e poi si è avvicinato a sua madre e prese la sua mano e con gli occhi pieni di lacrime continuò a tirare finché fu in grado di unirle, e così divenne la pace. Ed in un certo senso è quello che fece Cristo. Fornì la giustizia che permise all’uomo di prendere la mano di Dio. Dio è l’unica fonte di pace e un uomo non conoscerà mai la pace finché non conoscerà la pace che solamente Dio può offrire, perché non ce n’è un’altra.
Colossesi 1:20 dice che Gesù Cristo, avendo fatto la pace mediante il sangue della sua croce, ha potuto riconciliare a sé tutte le cose. Vedete, è stata la croce a portare la pace. E voi potreste chiedere: ‘Com’è che una croce portò la pace? Non c’era alcuna pace alla croce. La folla caotica che urlava e sputava addosso a Cristo. Il capo dei sacerdote, i governanti che non facevano altro che deridere e maledire il Suo nome. I discepoli che fuggirono, i tuoni, i lampi, le spaccadure delle croci che susseguivano. La terribile oscurità del mezzogiorno, il Salvatore sanguinante, i criminali che imprecavano e bestemmiavano ai lati di Gesù. Cosa significa che la croce è la pace? Sapete perché è pace? Perché la croce fornì quell’unica giustizia che può portare alla vera pace. Ci sarà sempre il conflitto quando alla fine ci sarà la vera pace.
Sapete questa settimana ho riletto Il bambino della pace di Don Richardson. Se non l’avete letto, prendetelo e leggetelo. Una storia missionaria straordinaria. Stava lavorando con le tribù dei Sawi in Irian Jaya e non riusciva a trovare alcun modo per spiegartli il significato della morte di Cristo. Non riusciva a capire come comunicare alla gente del posto il significato di Cristo e della sua morte. I Sawi stavano vivendo in lotte terribili e costanti con un’altra tribù e non c’era modo di trovare alcuna pace. E c’era un’usanza tra le tribù secondo la quale, se mai si fosse raggiunta della pace, questa sarebbe arrivata quando una persona di una tribù avesse preso il proprio bambino e l’avesse regalato all’altra tribù, lasciandolo lì ed andandosene. Regalandolo come dono permanente, e secondo la loro usanza, finché il bambino viveva dovevano onorare la pace tra le tribù.
Il problema era che si odiavano così tanto da non volersi dare un bambino, una vita preziosa. Finché una persona, un uomo, prese in braccio l’unico figlio che aveva, un piccolo bambino, lo prese in braccio e anche se la moglie lo stava inseguendo, era troppo tardi, andò via dal suo villaggio fino al villaggio dei nemici e glielo presentò, e lo chiamarono il bambino della pace, e finchè il bambino visse, ci fu pace. E Don Richardson disse: ‘Ho trovato così la mia analogia’, Gesù è il bambino della pace e, finché vive, ci sarà pace. E quant è che vive Gesù? Per sempre. Cristo è il figlio della pace. Tutte le loro sofferenze, certamente c’era una certa angoscia sul cuore del Padre quando gaurdò Suo Figlio morire e potete immaginare l’angoscia nel cuore di quel padre mentre consegnava l’unico bambino mai nato dai suoi lombi ad una tribù nemica, per non vederlo mai più, ma il prezzo valeva la pena per la pace, giusto? La guerra era finita.
Gesù è il figlio della pace. Quindi Dio è la fonte della pace, Gesù è la manifestazione della pace e la sorgente della pace è lo Spirito Santo. Vedete, Dio è un Dio di pace che ha fatto di Cristo la manifestazione della pace e ci ha dato lo Spirito Santo che è la sorgente della pace. E Galati 5:22 dice: “Il frutto dello spirito è amore, gioia – cosa altro? - pace”. E quindi, quando si diventa cristiani, Dio viene a dimorare nella nostra vita, il Dio della pace. Cristo viene a vivere nella nostra vita, il Principe della pace. Lo Spirito Santo viene a vivere nella nostra vita, lo spirito della pace. Non c’è da stupirsi che la Trinità intera sia chiamata Signore della Pace, Iavè-Shalom. E questa è la volontà di Dio, miei amati. Dio, che è la fonte della pace, vuole la pace, ed ha creato un mondo con la pace e alla fine porterà il mondo ad un destino di pace, e nel frattempo seppur tanti disordini si son presentati, Cristo portò la pace, e tornerà per portare pace e stabilirà un’eternità di pace, ed è proprio quello che Dio vuole. Dio ha sempre voluto la pace. Dio non vuole i conflitti. La gente dice: ‘Che razza di Dio abbiamo? Guarda le guerre!’ Dio non vuole le guerre, non le vuole affatto, qualcuno ha detto: ‘Perché quindi non le ferma?’ E la risposta è: non le ha iniziate, non sono sue.
In Geremia 29:11, il profeta disse: ‘Perché io conosco i pensieri che ho verso di voi, disse il Signore, pensieri di pace’... vedete? I pensieri di Dio verso gli uomini sono di pace. E Gesù disse: ‘Queste cose vi ho detto - Giovanni 16:33 - affinché in me abbiate - cosa? - pace. Nel mondo avrete tribolazioni, ma io ho vinto il mondo – perchè? – per darvi pace”. E quindi, miei cari, se mai vogliamo esser operatori di pace, dobbiamo attingerla da Dio stesso ed una persona che non conosce Dio, che non conosce Cristo, che non ha lo Spirito Santo, non potrà mai essere un operatore di pace, mai. Sì potrà creare una certa tregua, ma mai la pace, non potrà mai portare la pace al cuore. Esser uno psichiatra, un consulente senza però conoscere Dio è come non avere la fonte per poter offrire la pace a coloro che si vuole aiutare. Cercare di aiutare ad appacificare una famiglia senza Dio è farlo senza la sorgente della pace. Cercare di mettere insieme una nazione senza Dio è come cercare di farlo senza la sorgente stessa della pace. La pace nei nostri cuori è la serenità tranquilla che si presenta perché Dio ha operato la sua giustizia e la guerra è finita. E una volta che si ha la pace di Dio, il mondo può andare avanti con i suoi problemi e si ha comunque un senso di pace, non è vero? È incredibile! A noi cristiani basta dimorare nel Signore per aver pace.
Stavo leggendo di una cosa chiamata il ‘cuscino del mare’ sotto la superficie. Il mare in superficie è agitato e l’agitazione diminuisce man mano che si scende, sempre più in profondità. Ma sul fondo, in profondità, sotto la superficie, c’è una zona chiamata ‘il cuscino del mare’, e come indicato da una verifica è una parte di mare che è assolutamente immobile e indisturbata. Alcune indagini hanno scoperto che quando il fondo viene dragato in grandi profondità, si vedono i resti di vita animale e vegetale ed, esaminandoli, si scopre che dimostrano di non essere stati disturbati per migliaia di anni, ‘il cuscino del mare’. E credo che ci sia qualcosa di simile che appartiene al cristiano. Non importa quanto tumulto ci sia nel mondo, non importa quanta ansia ci sia intorno, c’è un cuscino di pace nell’anima della persona che conosce il Principe della Pace, che ha in sé lo spirito di pace dato come dono dal Dio della pace. Quindi il significato della pace? La rettitudine; la minaccia alla pace è il peccato; il creatore della pace è Dio.
Quattro, i messaggeri della pace. I messaggeri della pace. Chi sono? Oh, siamo noi, gente. Ora siamo alla Beatitudine “Beati gli operatori di pace”, noi siamo i messaggeri. 1 Corinzi 7:15 dice: “Dio ci ha chiamati alla pace”, Dio ci ha chiamati alla pace. In 2 Corinzi capitolo 5, c’è una grande dichiarazione al versetto 18 e seguire: “Tutto viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé per mezzo di Gesù Cristo e ci ha affidato il ministero della riconciliazione” - e, a proposito, quello è l’adoperarsi alla pace - “Infatti Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo, non imputando agli uomini le loro colpe, e ha messo in noi la parola della riconciliazione. Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro; vi supplichiamo nel nome di Cristo: siate riconciliati con Dio”, ‘Riconciliati’ è un’altra parola che significa ‘operatori di pace’. Si potrebbe leggere così: “Tutto viene da Dio, che ha fatto la pace. Egli ci ha dato il ministero di operarci alla pace. Dio era in Cristo, offrendo la pace con il mondo e ci ha affidato la parola per la pace. Siamo ambasciatori e vi preghiamo di esser in pace con Dio”. Noi siamo gli operatori di pace, siamo i Corpi di Pace di Dio nel senso più vero del termine. Questa è la nostra chiamata da parte dello Spirito di Dio.
Ci sono molte altre Scritture che parlano di questo. In Colossesi 3 c’è scritto: “Che la pace di Cristo regni nei vostri cuori”, e Filippesi 4 dice: “Che la pace di Dio domini la vostra vita”, perché? Visto che avete fatto pace con Dio, potete godere della pace di Dio. Quindi noi siamo gli operatori di pace e voi potreste chiedervi: ‘Beh, John, come operatori di pace, cosa dobbiamo fare?’ Tre cose, questa è la parte pratica. Numero uno: un operatore di pace è colui che ha fatto pace con Dio stesso. Per adoperarci alla pace dobbiamo fare la pace con Dio stesso. Ciò significa che abbiamo accettato il Vangelo della pace, amo questa frase, viene usata in diversi punti del Nuovo Testamento. Forse uno dei più familiari sarebbe Efesini, capitolo 6 versetto 15, “mettete come calzature ai vostri piedi lo zelo dato dal vangelo della pace” il Vangelo è a riguardo della pace. Vedete, c’è stato un giorno in cui avete combattuto contro Dio. C’è stato un giorno in cui avete lottato contro Dio, ma quando la giustizia di Gesù Cristo vi è stata imputata per fede, avete fatto pace con Dio. Il Vangelo era il Vangelo della pace, la battaglia è finita. Nessuno sarà mai un pacificatore, senza esser in pace con Dio stesso perchè solo allora Dio sarà la sorgente di quella pace. Quindi la prima cosa che caratterizza un operatore di pace è che ha fatto pace con Dio. Posso allungare la cosa un po’? Penso che per essere efficaci come operatori di pace, bisogna mantenere questa pace. Ed ogni volta che c’è del peccato nella vostra vita, questa è interrotta, non è vero?
Quando c’è del peccato nella tua vita, non puoi comunicare con Dio apertamente, vero? Quando c’è il peccato nella tua vita, Dio non può benedirti apertamente, vero? Vi allontanate dal luogo della benedizione. Non puoi portare la pace con altri se non c’è pace tra te e Dio. Se c’è un rapporto incrinato, se hai peccato contro Dio, se stai vivendo in disobbedienza alla sua volontà, se stai vivendo abbandonandoti al peccato, non sei un operatore di pace. Per essere un operatore di pace, tu stesso devi aver pace con Dio. Quindi un operatore di pace, prima di tutto, si concentra sulla propria pace con Dio. E gente, questo è solo l’inizio, nient altro potrà realizzarsi, non vi adopererete mai alla pace per qualcun altro, a meno che non ci sia pace tra voi e Dio. Dovreste alzarvi al mattino e dire: ‘Signore, voglio essere in pace con te’, e dovete confessare tutto ciò che non va nella vostra vita e iniziare la giornata in pace, perché solamente così potrete adoperarvi alla pace.
C’è una seconda cosa: un pacifista è uno che ha pace con Dio e, in secondo luogo, è colui che aiuta il prossimo ad esser in pace con Dio. Uno che porta altri ad aver pace con Dio. Io penso che quello che Gesù avesse in mente quì è l’evangelizzazione. Credo che questa sia la cosa più bella dell’adoperarsi alla pace, che si può andare da qualcuno che è in guerra contro Dio e reconciliari con Dio, non è vero? E vi dirò un’altra cosa, chiunque non è salvato è anche in conflitto con voi, perchè si trova fuori dalla famiglia, è maledetto da Dio, escluso dal regno. E nel momento in cui si avvicina a Gesù Cristo, ha pace con Dio e con voi, diventano figli di Dio e vostri fratelli, giusto? L’evangelizzazione è pacificazione, che pensiero favoloso. Il modo migliore per adoperarsi alla pace è predicare il Vangelo della pace. Impartire il Vangelo agli uomini in modo da porre fine alla loro alienazione da Dio. In modo che la loro alienazione dalla Chiesa, dal corpo di Cristo, dalla vostra comunione, possa finire. E loro possano essere in pace. Non c’è da stupirsi che in Romani 10:15 dice: “Quanto sono belli i piedi di quelli che predicano il vangelo della - cosa? - della pace”.
Vedete, è una cosa bellissima portare le persone ad aver pace con Dio. Volete davvero adoperarvi alla pace? Parlate di Gesù Cristo. Quello va infinitamente al di là di qualsiasi cosa che chiunque politico o statista mortale abbia mai realizzato politicamente parlando, quella è la pace definitiva, eterna e reale.
Noi siamo gli operatori della pace, oh, che grande accusa era questa per i farisei. I farisei, che erano così presuntuosi, pieni di sè che pensavano di avere ogni diritto di combattere contro Roma. Pensavano di avere il diritto di difendere la loro teologia, che calpestavano tutti e non erano interessati a nessuno; non erano interessati a nulla se non a spingersi sempre più in alto. Creavano conflitti ovunque andassero. Creavano contese ovunque andassero. Guardavano le persone dall’alto in basso. Dividevano la società in cricche e gruppetti, e Gesù gli disse: ‘State sbagliando tutto, quello che Dio vuole non è un’élite spirituale che pensa di sapere tutto, ma dei poveri peccatori mendicanti che son consapevoli di non aver nulla da offrire e che desiderano la pace’.
Atti 10:36 presenta una dichiarazione bellissima, dice che la chiesa primitiva era caratterizzata dalla predicazione e della pace di Gesù Cristo. La pace è di Cristo. Quando si predica Cristo, si predica la pace. Volete adoperarvi alla pace? Predicate Gesù Cristo. G. Campbell Morgan disse: ‘Questo è il carattere propagativo dell’uomo che, essendo tutto il resto delle Beatitudini, porta la pace ovunque vada’, che grande affermazione. Quindi coloro che si adoperano alla pace sono tali perchè hanno pace con Dio ed aiutano il prossimo ad aver pace con Dio.
E poi, in terzo luogo, coloro che si adoperano alla pace son coloro che portano altri ad aver pace con altri uomini. Adoperarsi alla pace significa anche esser in grado di portare unità tra uomini, e sapete, quello non è sempre facile, ma gli appacificatori possono farlo. Coloro che si adoperano alla pace son in grado di costruire ponti tra le persone. Spero che ne siate consapevoli. Sapete la Bibbia ne parla in molti modi e non abbiamo il tempo di trattarli tutti, ma in Matteo capitolo 5, vi mostrerò un paio d’illustrazioni, Matteo 5:21: “«Voi avete udito che fu detto agli antichi: “Non uccidere: chiunque avrà ucciso sarà sottoposto al tribunale”, - non uccidere, e lo sapevate, lo disse la legge – “ma io vi dico: chiunque si adira contro suo fratello sarà sottoposto al tribunale; e chi avrà detto a suo fratello: ‘Raca’ sarà sottoposto al sinedrio”, in altre parole, questo termine ‘Raca’ significa ‘vuoto’, è come dire a qualcuno,
‘Testa vuota, testa di legno, stolto, e continua dicendo: “sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli avrà detto: ‘Pazzo!’ – che è più seria come cosa – sarà condannato alla geenna del fuoco” - in altre parole, quando stai per adorare Dio e ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te - non è interessante? Non è che tu hai qualcosa contro tuo fratello, ma che tuo fratello ha qualcosa contro di te – lascia lì la tua offerta davanti all’altare, e va’ prima a riconciliarti con tuo fratello; poi vieni a offrire la tua offerta.” Dio non vuole che tu vada in chiesa ad adorarlo se sei consapevole che qualcuno ha qualcosa contro di te, vai a casa, sistema le cose e poi torna, quello è l’adoperarsi alla pace. Perché vedete, il fatto che non vi vediate – non ha niente a che fare con la cosa! Il fatto è che la vera pace nasce dalla vera rettitudine, e la rettitudine significa sbarazzarsi del peccato di mezzo, vedete? Quindi dovete fare la pace, fare pace l’uno con l’altro. Volete essere d’accordo, volete mettere le cose a posto.
Più avanti, nel capitolo 5, parla di come dovete amare persino i vostri nemici e benedire quelli che vi maledicono e fare del bene a quelli che vi odiano e pregare per quelli che vi maltrattano e vi perseguitano e fare tutte quelle cose, perché? Perché così sarete figli di vostro padre. In altre parole, dimostrerete di essere figli di Dio se vi adopererete alla pace anche con i vostri nemici. Tornando alla beatitudine: “Beati quelli che si adoperano per la pace, perché saranno chiamati – cosa? – figli di Dio” È caratteristico di un figlio di Dio adoperarsi alla pace, ecco perché poi più avanti, nel capitolo 5 dirà quello che dirà.
In Matteo capitolo 18, dice che se tuo fratello ha peccato, cosa devi fare? Dice immediatamente che devi andare da lui, giusto? Gli devi parlare del suo peccato e gli devi chiedere di ravvedersi e dice che se non si ravvede cosa devi fare? Devi prendere due o tre - cosa? Testimoni, e devi tornare e devi cercare di farlo ravvedere, e se non si ravvede, devi dirlo alla chiesa, perchè? Si potrebbe dire: ‘Oh, diventerebbe tutta una grande controversia. Mamma, perchè non lo lasci perdere? Lascialo stare...’ La gente lo dice spesso: ‘perchè mai vuoi andare in giro a far sapere a tutti tutto questo?’ No, perchè quella sarebbe solamente una guerra fredda, tregua, non pace. La pace dice che si deve incrementare la rettitudine, che la cosa si deve risolvere in giustizia e poi si che c’è la vera pace. Dobbiamo adoperarci alla pace, non è facile, ma ci è comandato dalla Parola di Dio.
In una famiglia: tra marito e moglie, si parla del fatto che in 1 Pietro 3:7, ‘marito e moglie devono vivere insieme secondo conoscenza’. Dobbiamo comprenderci l’un l’altro affinchè le nostre preghiere non siano ostacolate’. Ascoltate, se avete dei problemi d’adorazione, forse è il caso di tornare a casa e sistemare le cose con vostra moglie. Le vostre preghiere saranno ostacolate, perché? Perché a meno che non ci sia la vera pace, non solamente una sorta di tregua, non solamente un ‘Va bene dai, Ethel, non ne parleremo più, specialmente mentre andiamo in chiesa, questa mattina adoreremo il Signore’, beh, quella è una guerra fredda, non è pace. Bisogna risolvere il problema, e come ho detto, a volte c’è anche un gran prezzo da pagare.
Quindi, miei cari, credo che il messaggio sia chiaro, Gesù disse in Marco 9:50, “Abbiate pace gli uni con gli altri”. Se qualcosa non va, bisogna creare un ponte, non è vero? Avete mai visto la costruzione di un ponte? Avete mai visto qualcuno costruire un ponte? Si costruise una base solida da una parte, una base solida dall’altra, e poi da una parte all’altra gettano una sorta di corda, tendono una specie di cavo, iniziano così. Ed una volta che il cavo va da una parte, ritorna dall’altra e poi dall’altra ancora e ben presto, sapete cosa? C’è il ponte, c’è il ponte. Perchè quando il cavo diventa abbastanza pesante viene estratto come l’acciaio. E quando l’acciaio è sufficiente, ci si può buttare sopra del cemento. E ben presto, andando avanti e indietro, si costruisce il ponte. Ma molte volte, il problema nel fare la pace è che nessuno è disposto a iniziare dalla propria parte con il primo cavo, giusto per iniziare il tutto. Vedete? Adoperatevi alla pace, e forse la cosa vi costerà un pochino e ci vorrà una certa sofferenza, ma è quello che uno che si adopera alla pace è disposto a fare, quello è quello che Gesù fece e Lui è il nostro esempio. Beh, il significato della pace è la giustizia. La minaccia alla pace, il peccato. Il creatore della pace, Dio. I messaggeri della, i credenti. Siamo noi, gente; siamo noi. Spero che vi stiate adoperando alla pace.
Sapete, io ne sono consapevole, ci provo, anche in situazioni dove – e qui potrei aggiungere un quarto punto, una quarta area, nella quale abbiamo parlato di fare la pace con Dio, con noi stessi e con gli altri nell’evangelizzazione, così come aver pace con Dio, ed abbiamo parlato dell’importanza di riunire fratelli in conflitto; ma anche in una situazione nella quale non c’è necessariamente un conflitto, dove non c’è una grande guerra, sapete cosa farebbe un pacificatore? Troverebbe sempre un punto d’accordo. Ci sono alcune persone, per esempio, nella mia vita e nel mio mondo, perché m’incontro con così tante, tantissime persone diverse nel mondo della teologia e nel lavoro ecclesiale e cose del genere, ma persone con le quali non condivido gli stessi punti di vista teologici; non c’è nulla tra noi. Non c’è alcuna amarezza, c’è amore, ma non siamo d’accordo in alcuni aspetti teologici. Ebbene, ogni volta che ci troviamo insieme, non dico mica: ‘Ora, voglio tornare su quell’argomento su cui non siamo d’accordo... Ho altre cose da dirti’, non porto con me un carico di cassette sul mio punto di vista sull’argomento che so di esser in disaccordo e gli dico: ‘Ora, voglio che ascolti a questa registrazione, fratello. Il Signore mi ha detto di dirti di ascoltare questo’, no! Sapete cosa cerco sempre di trovare? Cerco sempre di trovare il punto di relazione, il punto dove ci può esser pace, perchè una volta che la pace è stabilita, su quella si può costruire. Non ha senso iniziare da qualche altra parte.
Se qualcuno dovesse venire a dirmi: ‘Ho un problema qui...’ ed inizia a parlarmi di una certa situazione, io cerco sempre di trovare il punto di pace, sempre, cerco sempre di trovare il punto di comunione, ‘Beh, sai, è meraviglioso che tu ti senta così. Oh, sono d’accordo. Siamo decisamente d’accordo su questo argomento; ora, naturalmente, in questo settore però non siamo d’accordo, ma non è incredibile che siamo sulla stessa pagina in questo punto?’ Ecco, trovate quel punto di pace. Questo sarebbe un quarto modo per potersi adoperare alla pace.
Infine, il merito della pace, il merito della pace. Voi potreste dire: ‘John, se mi adopero alla pace, cosa significa? Cosa succede? Beh, il merito, la promessa del nostro Signore Gesù è bellissima, “Perché saranno chiamati figli di Dio”. Ve lo dice gente, non potrei pensare ad un titolo migliore, e voi? Sono felice di essere un MacArthur, è una grande famiglia scozzese e ne sono felice, ci sono state delle brave persone. C’è stato un buon generale con quel nome, e c’è anche stato un miliionario di nome John MacArthur e la cosa non mi ha aiutato per niente, è un bel nome. Sono felice di essere il figlio di mio padre. Sono felice di essere il nipote del mio nonno meraviglioso, che era un grande uomo di Dio. Sono felice di tutto questo, ma niente, e dico niente, è paragonabile all’essere un figlio di Dio. Quello è il merito che spetta agli operatori di pace. Questo sottolinea l’onore di colui che si adopera alla pace.
A proposito, dice figli di Dio, huios, non tekna, bambini. Tekna è il termine usato per parlare di affetti tenero. Huios è la parola usata per parlare di dignità, onore e posizione, e qui non sta parlando solamente degli affetti che ci appartengono, ma della dignità e dell’onore di esser Figli di Dio, che gran concetto. La parola è usata per designare il carattere, per designare la qualità. La nostra è la distinzione di essere figli di Dio. Sapete come si può riconosce un figlio di Dio, secondo questa affermazione di Gesù? Sarebbe un cosa? Un pacificatore, proprio così, si adopererà alla pace, il marchio di un vero ccristiano, così come tutte le altre beatitudini, miei cari. E se guardate alla vostra vita e non vedete qualcuno che si adopera alla pace, allora una delle cose sarà vera, come abbiamo detto da tempo, o quella sarebbe prova del fatto che non siete veramente cristiani, oppure siete dei pacifisti che stanno vivendo nel peccato. Ed è meglio che ti esamini per vedere se sei davvero nella fede o no.
Se la tua vita è caratterizzata da discordia e disordine e il desiderio della parte più profonda del tuo cuore non è quello di adoperarti alla pace, mi chiedo persino se tu sia un cristiano, operai della pace – ed amo questo – saremo chiamati figli di Dio. Probabilmente l’antecedente o il soggetto del verbo è Dio, perché è solo Dio che può designare i suoi figli, giusto? Solamente Dio può dire chi sono i suoi figli. E Dio ci chiama suoi figli quando ci adoperiamo alla pace. Tra l’altro, è un verbo futuro, il che è straordinario! Saremo chiamati figli di Dio, ed in un certo senso guarda avanti. Solo che è un futuro continuo, da qui in avanti, per tutta l’eternità, continueremo ad essere chiamati figli di Dio. Che grande promessa grandiosa. Ed è quindi nell’adoperarci alla pace che siamo riconoscibili come figli di Dio.
Come si fa a riconoscere un cristiano? Vi ricordate quello che abbiamo detto qualche settimana fa? Se si dovesse chiedere a qualcuno: ‘Sei cristiano?’ ‘Oh, sì’, e ‘com’è che fai a saperlo?’ ‘Oh, mi ricordo quando presi la decisione! Mi ricordo quando ho camminato al pulpito, quando alzai la mano, firmai la schedina ed il consigliere si presentò, andai alla sala di preghiera’. No! ‘Come fai a sapere di essere un cristiano?’ ‘Oh, sono povero in spirito. Son afflitto sul mio peccato. Sono mite davanti al Dio santo. Ho fame e sete della Sua giustizia. Ho visto la Sua misericordia toccare la mia vita e desidero offrirla ad altri. Ho sperimentato la purezza del cuore. So cosa significa adoperarmi alla pace’, vedete, quella è la risposta giusta. Quelle sono le condizioni che offrì Gesù per definire il significato di esser figli del Suo regno. E così qui, il nostro Signore dice: “Coloro che si adoperano alla pace, sono veramente figli miei’.
Avete mai pensato a cosa significa essere un figlio di Dio? Avete mai pensato a com’è che Dio vi vede? Che pensiero tremendo. Sapete, come padre, posso dirvi che amo i miei figli più di quanto ami la mia casa. E vi dirò un altra cosa: Dio ha una casa molto bella, una casa davvero fantastica. La sua casa è l’universo e Lui mi ama più di quanto ami quello. Amo mio figlio più di quanto ami il mio patrimonio; non ho un patrimonio, per cui quello mi viene facile; Dio ti ama più di quanto ami il suo patrimonio. Giacobbe apprezzò Beniamino più di tutto ciò che possedeva. Genesi 44:30 ci dice che la vita di Giacobbe era tutta legata a Beniamino, e lo stesso è per Dio. Il suo grande amore è delineato a noi, siamo Figli suoi. Mi piace quando dice che siamo la pupilla dei suoi occhi, oh che gran bell’affermazione. La pupilla degli occhi suoi, e ci viene in mente una cosettina piccola tutta luccicante, no!
Sapete cosa intendevano gli ebrei per “pupilla o pomo dell’occhio”? Il centro dell’occhio, proprio questo, avete mai notato che quella è la parte più vulnerabile esposta del vostro corpo? Proprio così, è la parte più tenera, la più sensibile del corpo umano. E voi la proteggete sempre, quando qualcosa vi si avvicina all’occhio, la proteggete. Nessuno può toccarvi la pupilla ed è esattamente così che la pensa Dio. Se toccate uno dei figli di Dio, è come se gli stesse mettendo un dito nell’occhio e la cosa lo irrita. Noi siamo la pupilla degli occhi suoi. In Malachia dice che siamo i suoi gioielli e che faremo parte della corona che creerà quando ci prenderà infine e ci renderà suoi completamente. Lo sapevate che nel Salmo 56:8 dice che Egli raccoglie le nostre lacrime nell’otre sua? Non è favoloso? Siamo suoi figli. Egli ci ha creato un nome eterno; conserva le nostre lacrime in un otre di ricordi; e quella era un’antica usanza ebraica – quando si piangeva, a volte si conservavano le lacrime in una bottiglia così che le persone potessero sapere quanto si era afflitti. Dio conserva le nostre lacrime nella sua otre e conosce il dolore che stiamo affrontando. E quando moriremo, sarà la cosa più bella di tutte. Il Salmo 116 dice: ‘Preziosa agli occhi del Signore è la morte dei suoi santi’.
Vedete, siamo davvero importanti per Dio, siamo figli suoi. Ci rende suoi figli, principi, re, sacerdoti, coeredi; nel Salmo 16:3 ci chiama ‘la gente onorata della terra’ In 2 Timoteo 2:21, “vasi d’onore”, semplicemente straordinario. Ed amo quando dice in Apocalisse che ci sedermo con Lui sul Suo trono, come bambini che saltellano sulle ginocchia del padre. Avete mai pensato a cosa significa esser un figlio di Dio? Dio ha un amore personale ed eterno per te. Dio ti sosteiene nella tua debolezza e peccato; Dio accetta il tuo servizio imperfetto. Dio provvede ad ogni tua necessità. Dio ti protegge da ogni pericolo. Dio ti rivela la Sua verità eterna, ti perdona e continua a perdonarti da ogni peccato. Dio ti rende erede di tutto ciò che possiede. Dio opera tutto per il tuo bene. E Dio t’impedisce di perire per sempre. E ti dà il Cielo stesso. Non lo so, ma se essere un figlio di Dio è così meraviglioso, penso di volerlo essere, e Gesù disse: “Beati quelli che si adoperano per la pace, perché saranno chiamati figli di Dio”, preghiamo. Padre, non posso fare a meno di pensare al numero della completezza, sette Beatitudini fino a questo punto, sette cose che una persona veramente salvata è e fa, sette caratteristiche. Padre, prego che coloro che sono qui stasera guardino alla loro vita e si esaminino per vedere se sono veramente coloro che si adoperano alla pace. Gesù ha detto che coloro che lo sono sono figli di Dio. Padre, prego anche che se qualcuno dovesse dire: ‘Io non sono uno di quelli e non so cosa significa esser puri di cuore, non so cosa significa ricevere la misericordia di Dio, non sono affamato ed assetato di giustizia, non ho quella mansuetudine, quell’afflizione, quella povertà di spirito’, oh, Padre, fa si che possano rendersi conto che non fanno parte del Tuo regno e che non lo erediteranno, che non saranno soddisfatti; non saranno chiamati figli tuoi e non riceveranno la Tua misericordia finché non verranno da Te secondo le Tue condizioni, afflitti e contriti, affamati di una giustizia di cui hanno disperatamente bisogno, che però non potranno mai guadagnarsi, ma che possono ricevere in dono.
Padre, mi viene in mente l’apostolo Paolo, che cambiamento. Era Saulo, presuntuoso, sentiva di avere tutto il necessario e che non gli mancava nulla, orgoglioso, che non aveva bisogno di misericordia perché era giusto nelle sue opere. Il cui cuore era pieno di peccato ed ovunque andasse creava scompiglio, minacciava e massacrava; ed in un attimo lo hai trasformato in uno dei più grandi pacifisti di tutto il tuo regno. L’hai trasformato in uno che fu afflitto per il suo peccato, in uno che gridò: ‘Oh, sono il primo dei peccatori!’ Uno che era mite al punto da affermare il fatto che si gloriava solamente nella croce, uno che aveva fame e sete di giustizia al punto da gridare: ‘Oh, che io possa conoscerlo!’ Uno che poteva dire: ‘Ma ho ottenuto misericordia’, uno che poteva dire: ‘Ma Dio, in Cristo, ha purificato il mio misero cuore’, uno che non si adoperò p iù alla guerra ma alla pace, Padre, fa si che quella sia la nostra testimonianza di questa sera; che possiamo adoperarci alla pace e che possiamo dimostrare di esser figli Tuoi.
E nel mentre le vostre teste sono chinate, vorreste rimanere in preghiera per un momento? Questo è stato un periodo tremendo, incredibile, l’affrontare queste verità... e vorrei che in quest ultimo momento rifletteste sulla vostra vita. Conosci Gesù Cristo? L’hai invitato ad entrare nella tua vita? Sei venuto a Dio? Gli hai presentato il Tuo peccato e gli hai chiesto d’imputarti la giustizia di Cristo? Hai accolto la morte e la risurrezione di Cristo in tuo favore? Sei veramente suo figlio? Oppure ti guardi ancora e dici: ‘Io non mi adopero alla pace, non sono un Figlio di Dio...’ E se quello è vero, perchè non sussurri nel silenzio del Tuo cuore, una preghiera al Signore e gli dici: ‘Signore, voglio essere tuo figlio. Voglio essere tuo figlio. Voglio adoperarmi alla pace, voglio essere destinatario di misericordia, purezza e giustizia. Voglio Cristo nella mia vita’, saresti pronto a dire queste parole al Signore?
E se invece sei un cristiano e forse non sei mai stato così convinto come in questo momento di alcune cose presenti nella tua vita, e stai pensando: ‘Sai, non ho fatto pace, ho causato conflitti a casa, al lavoro. Mi sembra di essere quello che ha sempre problemi’ o ‘mi sembra di essere quella donna che sembra sempre trovarsi nell’acqua calda - Signore Gesù, rendimi un operatore di pace. Fa si che ogni passo che faccio porti con sé la fragranza della pace divina. Che io sia conosciuta in tutto il mondo come colei che si adopera alla pace. Che io possa sempre trovare il punto di contatto dove l’amore può crescere’, Padre, ti prego che mentre stiamo pregando adesso silenziosamente nel nostro cuore tu ci possa parlare, facci prendere gli impegni che dobbiamo prendere. Nel nome di Gesù. Amen.
FINE
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