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Matteo capitolo 5 versetto 8. Voglio leggervi tutti i versetti delle Beatitudini come cornice per i nostri pensieri e poi pregheremo insieme e guarderemo a questo versetto. A partire dal versetto 1, Matteo riporta: “Gesú, vedendo le folle, salí sul monte e si mise a sedere. I suoi discepoli si accostarono a lui, ed egli, aperta la bocca, insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di loro è il regno dei cieli. Beati quelli che sono afflitti, perché saranno consolati. Beati i mansueti, perché erediteranno la terra. Beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché a loro misericordia sarà fatta. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati quelli che si adoperano per la pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per motivo di giustizia, perché di loro è il regno dei cieli. Beati voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro di voi ogni sorta di male per causa mia. Rallegratevi e giubilate, perché il vostro premio è grande nei cieli; poiché cosí hanno perseguitato i profeti che sono stati prima di voi”, preghiamo insieme.

Padre, stasera ci rivolgiamo a Te con un profondo senso di bisogno nella nostra vita. Basta uno sguardo superficiale a questo versetto per sapere che noi, da soli, non siamo qualificati. Perché, Signore, nella nostra vita ci sono cose che non sono pure. Ci sono sempre cose che non sono giuste. E noi, Signore, siamo coloro che hanno fame e sete di giustizia. Una giustizia che sappiamo essere assolutamente impossibile da raggiungere. Siamo coloro che desiderano essere puri di cuore, Signore, ma la battaglia è così dura; e la purezza che ricerchiamo è così sfuggente; proprio quando pensiamo di averla, la perdiamo. Signore, ti prego di aiutarmi, con la luce della Tua Parola nelle mani dello Spirito Santo, a guardare alla mia vita stasera; e che tu possa aiutare anche ognuna di queste care persone qui riunite a guardare alla propria vita.

Padre, innanzitutto sono così grato che queste persone vengano ad essere esposte alla verità di questa parola. Grazie per il tipo di persone che proveranno la loro vita alla Parola di Dio, che non son qui non per ascoltare un qualche discorso affascinante o un qualche tema estraneo alla vita stessa; che non son qui per sentirsi stuzzicare la fantasia, ma per sentire parole che li spingeranno alla purezza di cuore e che li esorteranno ad esaminare la loro vita sotto l’esame della Parola di Dio. Dio, per questo tipo di spirito sono grato e so che questo è il tipo d’atteggiamento con cui Tu puoi trattare e con il quale puoi operare, quel tipo di vita che puoi perfezionare, conformare e maturare nell’immagine di Gesù Cristo. E quindi, Signore, fà si che ciò che dirò non sarà parola d’uomo, che io non parli con la forza della mia mente e del mio spirito, ma che io non sia altro che un portavoce attraverso il quale lo Spirito di Dio può parlare. Fa si che non ascoltiamo l’intelligenza degli uomini, ma la voce di Dio. Che non mettiamo in pratica queste cose sulla vita di altri, ma sulla nostra vita stessa. Dacci l’onestà necessaria per farlo. Aiutaci a non pensare ad altri, ma solo a noi stessi. E Padre, preghiamo che quando avremo finito, saremo meglio equipaggiati per servirti, più impegnati per la Tua gloria di quanto non lo siamo mai stati prima. Con quest’anticipazione, ti ringraziamo per quello che farai nel nome di Cristo. Amen.

Ci sono cose nella Bibbia che si sente di poter gestire. Ci sono alcune verità nella Bibbia che si sente di poter afferrare e trasmettere. Ma poi ci sono cose che sembrano pozzi senza fondo; pozzi la cui profondità è incommensurabile. Verità la cui ampiezza è impossibile da comprendere. Questa è una di quelle. Tentare di trattare in poco tempo un’affermazione così incredibile come “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio”, è un insulto a Dio e alla potenza, alla profondità e alla perspicacia della sua Parola. Credo che questa sia una delle più grandi dichiarazioni di tutta la Bibbia, e non c’è modo che io possa neanche iniziare a trattarlo, figuriamoci se riuscirò ad esaurire l’argomento. È una di quelle cose onnicomprensive che si estende su tutto il resto della Scrittura.

Il tema della purezza di cuore può essere rintracciato dall’inizio alla fine della Bibbia. Come ha detto un bambino: ‘Dai geni alla rivoluzione’, il tema della purezza del cuore necessaria per vedere Dio è un qualcosa di vasto ed infinito; e richiama quasi tutti i temi biblici. Non riusciremo mai a scoprire tutto quello che c’è da vedere, ma abbiamo chiesto al Signore di aiutarci a concentrarci almeno sul suo significato centrale che sarà ricco e di grande significativo per tutti noi.

Il nostro schema di discussione delle Beatitudini è stato quello di porre alcune domande e di risponderle. Come vi ho detto, non è possibile delineare queste dichiarazioni più di tanto; perchè tutto quello che si può fare è liberarle e lasciarle andare. E trovo che il modo migliore per affrontare queste cose è quella di porci delle domande, che è proprio quello che faccio. Infatti, quello che vi darò in queste settimane è semplicemente quello che ho chiesto io a questi versetti. La prima domanda che mi sono posto è stata questa. Qual è il contesto di queste parole? Qual è il contesto in cui Gesù le ha pronunciate? Prima di tutto, il contesto storico, a cosa si riferiva Gesù e a quale questione stava parlando quando disse queste parole? E poi, non solo quello, ma cronologicamente parlando, perché questa qui si trova qui nell’elenco delle beatitudini? Perchè per me questa sembra così cruciale e così fantasticamente importante e così assolutamente necessaria che non mi sembra giusto, a primo acchitto, vederla qui indiscriminatamente così com’è, mi son chiesto il perchè non sia stata posta in un posto più strategico, magari all’inizio o al centro o alla fine.

Qual è dunque l’ambientazione e qual è il contesto di queste parole? In primo luogo, dal punto di vista storico e poi letterariamente parlando? Prima di tutto quindi, guardiamo all’aspetto storico. Ora non è il caso di dilungarsi troppo su questo punto, perché già siete dei grandi storici man mano che abbiamo visto il contesto in cui il Signore ha iniziato a parlare qui, ma cercherò di rinfrescarvi un po’ la memoria. Ricordate innanzitutto che all’epoca dell’arrivo di Gesù Cristo nel mondo e dell’inizio del suo ministero in Galilea e a Gerusalemme, Israele si trovava in condizioni disperate. Israele si trovava in condizioni disperate da un punto di vista economico, politico e soprattutto spirituale. Ora abbiamo parlato in modo molto dettagliato della situazione politica d’Israele. Abbiamo parlato del fatto che stavano aspettando un Messia che sarebbe venuto ed avrebbe messo in atto una sorta di colpo di stato politico, che avrebbe abbattuto l’oppressione romana ed avrebbe stabilito il regno, ne abbiamo già parlato, ma questa sera vorrei concentrarmi sulla condizione spirituale d’Israele al tempo della Sua venuta, perché è questo il tema prevalente affrontato dal Signore nel Sermone sul monte. Qui sta parlando di cose spirituali, non di situazioni politiche, economiche, ma spirituali. In particolare il versetto 8. Questa beatitudine ha al cuore una realtà spirituale.

Ora lasciatemi parlare un attimino della condizione spirituale d’Israele quando Cristo iniziò il suo ministero. La maggior parte di essi era oppressa da un carattere oppressivo ed autoritario da parte dei farisei. L’influenza dominante e la forza dominante su Israele al tempo del ministero di Cristo erano i farisei. Infatti, in genere, i sistemi legalistici, tendono sempre a dominare la scena; tendono sempre a tracciare parametri così assoluti intorno a ciò che è spiritualmente accettabile che, in virtù del loro carattere definitivo, tendono sempre ad essere oppressivi e dominanti. E quindi in questo periodo particolare della storia d’Israele, i farisei erano la forza dominante nella vita del popolo. Avevano mal-interpretato la legge di Mosè; a causa della loro incapacità di osservarla si erano inventati nuove leggi che potevano osservare, e così facendo potevano pacificare la loro coscienza osservando delle tradizioni anche se non potevano osservare le leggi di Dio. E quindi, dalla loro interpretazione errata della legge mosaica e da una sorta d’impegno nei confronti della legge mosaica e da un’appendice che avevano aggiunto alla legge mosaica, avevano formato un sistema implacabile e rigido di doveri legalistici sul popolo. Che era assolutamente impossibile da osservare e questa era un po’ la frustrazione dell’avvocato che venne da Gesù e disse, come ultimo sforzo per cercare di acconsentire un sistema legalistico che non riusciva a gestire, disse: ‘Signore, qual è la cosa che dobbiamo fare? Dammene solamente una, una cosa che posso fare per piacerti, qual è quella cosa che veramente conta?’ Ed il Signore gli disse: ‘Facile. Ama il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, la tua anima, la tua mente e la tua forza e il tuo prossimo come te stesso, e se lo farai, adempirai a tutta la legge ed i profeti’.

Beh, non era poi così facile, no? Ma era un avvocato frustrato perché non c’era modo di osservare tutte le leggi. Infatti, i capi stessi avevano deciso - se leggete la storia, lo potete imparare – ma le guide avevano deciso che se si osservavano alcune leggi, Dio sarebbe stato felice. Ma non potevano fare nemmeno quello, e quindi dissero che se si potesse trovare una legge ed osservarla, Dio avrebbe capito, e quello è ciò che quell’avvocato voleva davvero capire, qual è quella legge che dobbiamo veramente fare? E quindi ciò che è interessante notare è che guardando agli Israele, era evidente che fossero tutti frustrati da un sistema legale che non potevano rispettare. E quello produsse in loro un enorme senso di colpa, ed una frustrazione ansiosa. E ovviamente così dovrebbe essere verso un popolo veramente dedicato, seppur superficialmente, alla realtà di Dio e al fatto che Dio si rivela con leggi. Quindi, erano qui, con una serie di leggi, un popolo altamente religioso e sapevano che dovevano obbedire alle leggi perchè era quello che la loro società gli diceva, ma sapevano di non poterlo fare e quindi vivevano con un’enorme quantità di frustrazione, ansia e senso di colpa, proprio come chiunque si ritrova sotto un qualsiasi sistema legale, un sistema impossibile. Ora, se ne potrebbe inventarne uno che incorpori le cose che riusciamo a fare veramente, giusto per giustificarci un po’ ma in questo caso erano senza speranza, e quindi l’oppressione del sistema legale aveva portato un enorme senso di colpa.

Ora personalmente, credo che questo sia uno degli elementi che hanno contribuito drammaticamente alla potenza del ministero di Giovanni il Battista. Penso che Giovanni il Battista avesse un pubblico pronto perché la gente stava letteralmente cercando un posto dove andare per alleviare il peso del loro peccato sulla loro cosceinza. Quando Giovanni il Battista stava predicando nel deserto, vi ricordate che le moltitudini accorrevano a Giovanni il Battista, che andavano letteralmente da lui in grandi folle. E dice che persino i Farisei, i sadducei e gli scribi si presentavano. Credo che il motivo per cui dice che tutto Israele, tutta Gerusalemme veniva da Giovanni fosse perché c’era quest oppressione tremenda accompagnata dal senso di colpa dovuto al sistema legale ed i cuori della gente erano letteralmente doloranti per un senso di perdono, un senso di salvezza, un senso di tranquillità per le loro anime turbate. Stavano piangevano per un Salvatore, per un Redentore, per uno che sarebbe venuto e non avesse imposto altre regole. Non un altro rabbino che si sarebbe presentato con un’altra regola, ma uno che sarebbe venuto e gli avrebbe perdonarli per le loro infrazioni; e sapevano che Dio, da tempo, aveva promesso un Redentore. E sapevano la parola d’Isaia abbastanza bene da sapere che uno sarebbe venuto che avrebbe perdonato il loro peccato. Sarebbe venuto uno che avrebbe cancellato la loro iniquità. Sarebbe venuto uno che avrebbe riparato i loro torti. Sarebbe venuto uno che avrebbe trovato il residuo di persone oneste e motivate, quelle persone che volevano veramente adorare Dio, e sarebbe venuto e le avrebbe purificate.

E conoscevano la parola d’Ezechiele secondo la quale un giorno Dio sarebbe venuto e li avrebbe aspersi con acqua e sarebbero stati purificati e Dio gli avrebbe tolto il loro cuore di pietra e l’avrebbe scambiato con un cuore di carne. Dio li avrebbe lavati dalle loro iniquità. Dio li avrebbe purificati dai loro peccati. E sapevano la testimonianza di Davide, che sapeva cosa significava avere quel senso di perdono, che sapeva cosa significava gridare e dire: ‘Oh, Dio, felice l’uomo a cui non sono imputate le sue iniquità’, lo sapevano, ma non l’avevano mai sperimentato. E quindi erano lì, sotto un fardello d’oppressione tremendo, e quando Giovanni il Battista venne ed annunciò che c’era un Messia, c’era un Redentore, c’era un Salvatore, non mi stupisce che siano usciti e quando cominciò a dire: “Ravvedetevi perché il regno è alle porte”, non vedevano l’ora di ravvedersi, e di liberarsi di quel fardello e di appropriarsi del perdono che il Messia avrebbe offerto.

Ora, uno dei motivi per cui credo che questo sia vero è che questo sembra essere il desiderio nel cuore delle persone quando incontrarono Gesù. Per esempio, seguitemi al terzo capitolo di Giovanni, Giovanni capitolo 3. Nel capitolo 3 di Giovanni, al versetto 1, si legge: “C’era un uomo dei farisei di nome Nicodemo, un capo dei Giudei”, ora questo è un fariseo, e Nicodemo era un tipo piuttosto onesto, e se aveva un minimo di onestà - e sono sicuro che era così, perchè quello lo portò a Cristo – ma se aveva un minimo d’integrità, sapeva di trovarsi in guai seri. Qui c’è una struttura enfatica, questo era l’insegnante, il capo d’Israele. Il migliore, in termini di recitazioni di principi divini, era un uomo importante, ma era anche un uomo frustrato. Il suo cuore era pieno d’angoscia e si presentò a Gesù e disse: “«Rabbí, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio; perché nessuno può fare questi miracoli che tu fai, se Dio non è con lui»“, ora, questo è un dettaglio straordinario per quanto riguarda ciò che gli stava passando per la testa. Aveva trovato qualcuno che veniva da Dio, perché? Perché voleva sapere cos’è che Dio diceva su... qualcosa.

Venne di notte da Gesù e gli disse: “Tu sei da Dio. So che sei da Dio per quello che fai. Nessuno potrebbe fare queste cose se non fosse da Dio”, e nel suo cuore c’era una domanda tremenda. E qual era la domanda? La domanda è: “Cosa devo fare per essere giusto? Cosa devo fare per entrare nel tuo regno? Cosa devo fare per essere un figlio di Dio? Cosa devo fare perché Dio mi redima? Questa era la domanda, e Nicodemo, tra l’altro, non la chiese mai, perchè? Perchè non ne ebbe la possibilità. Gesù gli lesse il pensiero. Al versetto 3, Gesù rispose a ciò che non aveva chiesto, Gesù rispose. Non è fantastico? A volte non c’è nemmeno bisogno di fare la domanda. Lui la conosce e risponde. Gesù rispose alla domanda che aveva nel cuore e disse: “«In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo[b] non può vedere il regno di Dio»“, qual era la domanda di Nicodemo? Come posso vedere il regno di Dio? Vedete? Quella era la domanda. E Gesù gli disse: “Nascendo di nuovo”, ora questa è la domanda che stava attanagliando il cuore di quel Giudeo al tempo di Cristo. Nicodemo stava guardando alla sua stessa vita, e stava dicendo: ‘So di essere un fariseo e sto cercando d’osservare la legge, e son un capo del mio paese e son un insegnante della legge e tutte queste cose, ma non sono sicuro che quello basti”, era abbastanza onesto da ammettere la sua peccaminosità e, come uno che cercava di osservare la legge, sapeva di aver fallito miseramente, e quindi dice: ‘Che cosa devo fare per entrare nel regno?”.

Andate al capitolo 6 del vangelo di Giovanni e al versetto 28. Ed ecco di nuovo il popolo. E Gesù, naturalmente, aveva appena fatto questo miracolo meraviglioso di sfamare qualcosa come 25.000 persone, e gli dissero, nel versetto 28 - questo è così chiaro... gli chiesero: “Che dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?” E Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato»“, ora, sapete cosa stavano chiedendo veramente? Lo stesso di Nicodemo. Conosciamo l’intero sistema legale. Conosciamo la routine rituale. Conosciamo tutte le cerimonie. Conosciamo le tradizioni. Cosa dobbiamo fare per conoscere la realtà dell’opera di Dio? Vedete il punto? Come facciamo a passare dalla cerimonia alla realtà? È la stessa domanda, e tradisce l’atteggiamento del cuore del popolo d’Israele di quel momento. Volevano qualcosa di vero, volevano sapere cosa fare veramente per entrare nel regno, perchè se ci si entrava osservando la legge, nessuno ci sarebbe mai entrato, e loro lo sapevano, se erano onesti con sè stessi.

Seguitemi al decimo capitolo di Luca, al versetto 25, e questo è... è molto chiaro e diretto: “Ed ecco che un certo avvocato si alzò e lo interrogò dicendo: “Maestro, che devo fare per ereditare la vita eterna?”, ora, al di là di quello che Gesù gli ha detto, quella è la stessa domanda! È quello che vuole sapere la moltitudine, è quelloc he vuole sapere Nicodemo, qual è la norma? Cioè, com’è che si può entrare a far parte del regno? Come possiamo liberarci dal senso di colpa, dall’ansia e dalla frustrazione che si presenta quando ci si trova di fronte a un sistema legale per piacere a Dio e si sa di non poterlo fare? Questa è sempre stata la domanda del cuore delle persone.

Nel 18° capitolo di Luca e nel 18° versetto troviamo un altro uomo. Questa volta non si tratta di un avvocato, ma di un giovane sovrano, e la sua domanda è la stessa, “Uno dei capi lo interrogò, dicendo: «Maestro buono, che devo fare per ereditar la vita eterna?»“ vedete? È sempre la stessa domanda di base, come si arriva alla realtà della cosa? Non è vero? Come si fa ad andare oltre le cerimonie? Come si ottiene il perdono? Come si può entrare a far parte del regno? Non avevano alcun senso di sicurezza, vedete? Di fronte ad un sistema legale che non si può mantenere e non si può obbedire, ci si trova anche di fronte a un terribile senso di insicurezza. E volevano sapere come potevano averla, come potevano sapere di essere cittadini del regno. E credo proprio che questo fosse il momento perfetto per l’arrivo di Gesù, perché aveva la risposta giusta. Vedete, Dio è un Dio santo, e Dio, in quanto Dio santo, è assolutamente giusto. In Lui non c’è peccato, e Dio offre la salvezza all’uomo peccatore. E l’uomo peccatore si chiede: ‘Come può un Dio santo dare la salvezza a un uomo peccatore?’ Ed un Giudeo dice: “Com’è possibile?” Un Giudeo onesto e devoto potrebbe solo dire: ‘Come posso entrare a far parte del regno di Dio se non posso osservare le Sue leggi? Se quella è la condizione, come posso farlo?’

E queste sono le domande che Gesù risponde nelle Beatitudini. La domanda è semplice: Come può una persona ricevere la salvezza? Come si può essere salvati? Come si entra a far parte del Regno? Come si può ereditare la vita eterna? Come si diventa giusti? Come si arriva ad una situazione in cui un Dio santo e senza peccato può accettarti? Come è possibile? E credetemi, questa è la domanda più sentita dalle persone che erano sedute su quella collina galileiana mentre il nostro Signore stava parlando in Matteo capitolo 5.

E vi ricorderete che Egli andava in giro per tutta la Galilea insegnando nelle sinagoghe, predicando il vangelo del regno, guarendo ogni sorta di malattie, e la sua fama si diffondeva ovunque, e quando la folla arrivò, ebbero sentito parlare di Lui, l’avevano visto, avevano sentito il suo insegnamento, i suoi miracoli si erano diffusi ed avevano una domanda centrale, come può una persona entrare a far parte del regno? Di che tipo di giustizia dobbiamo avvalerci per esser accettati dal Messia, per entrare a far parte del regno? Come possiamo entrarci? E credo che, più di ogni altra Beatitudine, questa Beatitudine, al versetto 8, dia la risposta, “Beati i puri di cuore perché essi” - autoi essi e solo essi è un significato enfatico - “solo loro, vedranno Dio”. Se posso parafrasare, volete sapere chi entra nel Regno? I puri di cuore e loro e solo loro vedranno Dio nel suo regno. Questa è la risposta, solo i puri di cuore.

Ora, osservate qui: Non sono coloro che osservano le purificazioni esteriori, non coloro che si sottopongono a cerimonie esteriore, non coloro che, come le chiamo io, non solo coloro che si dedicano ad una religione di realizzazione umana. Non coloro che si dedicano ad un sistema ritualistico, di opere esteriori, di rettitudine. Ma coloro i cuoi cuori son stati purificati, loro vedranno Dio, e solo loro lo vedranno”, che dichiarazione incredibile, non è vero? Questa è la risposta alla domanda proposta dalla popolazione confrontata da Gesù, è un’affermazione potentissima. I puri di cuore e solo loro vedranno Dio. Ora, gli uomini tendono – e voglio che ascoltiate per bene – gli uomini tendono a paragonarsi con altri esseri umani. In altre parole, usano dei criteri umano, un po’ come 2 Corinzi 11, dove si parla dei falsi apostoli che si misuravano con se stessi. E ne abbiamo già parlato, non è vero? I farisei erano molto bravi ad esaminarsi così; in altre parole, ogni volta che si vuole mettere alla prova il proprio carattere o la propria moralità o la propria etica personale o quanto si è bravi o meno, si può sempre trovare qualcuno peggiore di noi, giusto? Pensateci su, certo che è così. Si può sempre trovare uno standard umano inferiore.

Ed è quello che facevano i farisei. I farisei si presentavano e pregavano: ‘Ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, per sè, come questo pubblicano, questo miserabile’, vedete il punto? Il suo standard era più basso di lui stesso, ora, sapete cos’è che significa? Significa che lo standard umano definitivo è caratterizzato dalla persona più marcia in esistenza, perchè se tutti non fanno altro che basare la propria valutazione in confronto con qualcun altro di peggiore, la faccenda intera si abbassa così tanto e così velocemente a spirale fino alla persona più marcia che determina lo standard finale. Ma non è così che Dio l’ha stabilito. Quando Dio ha stabilito uno standard per un carattere accettabile, non ha detto che bisogna essere migliori di un pubblicano, che bisogna essere migliori di un immorale. che bisogna essere migliori di un bugiardo, di un ladro e di un imbroglione. Che bisogna essere migliori di un qualche ingiusto, di uno che picchia i suoi figli. Che bisogna essere meglio di un omicida, disse che se si vuole vedere Dio, si deve essere 100% cosa? Puri. E lo standard è Dio e 1 Pietro 1 lo dice: “Siate santi come io sono santo”, e se lo volete in termini del Sermone sul Monte, lo troverete nel capitolo 5 e nel versetto 48: “Siate dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste”, ora quello è lo standard.

Ora, gli uomini vogliono fissare lo standard sull’uomo peggiore di tutti, mentre Dio lo vuole fissare su se stesso, il Dio assoluto, santo, giusto ed unico dell’universo. Chi entrerà nel regno? Chi andrà in Paradiso? Chi sarà salvato? Chi sarà in grado di presentarsi alla presenza di Dio? Chi avrà mai la visione di Dio? Chi vedrà mai Dio faccia a faccia? Chi entrerà mai nella beatitudine? Chi conoscerà mai la beatitudine? Chi conoscerà mai la vera felicità? Solo coloro che sono puri di cuore. Ora, quando ho cominciato a pensarci su, ho pensato: “Ragazzi, quello si che era tanto da digerire, ai tempi loro, perchè erano così preoccupati dell’esteriorità”, non è vero? O caspita se i farisei erano nervosi se non si lavavano le mani, le pentole, le padelle e se non facevano tutto quello che dovevano fare, e sapete, il Signore disse pure che erano bravissimi “a pagare la decima della menta, dell’aneto e del comino”, ovvero, che davano la decima anche per delle foglie d’erba, però, non l’amore, la verità, la misericordia e la giustizia non gli erano d’interesse. Erano bravissimi a strappare un decimo di una foglia e a donarla, era tutto così superficiale.

Gesù gli disse: “All’esterno siete bianchi e sembrate meravigliosi, ma dentro siete pieni d’ossa di morti e d’ogni immondizia. Siete come un sepolcro imbiancato, ipocriti, ipocriti”; era tutta una questione d’esteriorità ed il nostro Signore prense quel mantello intero d’ipocrisia e lo fece a pezzi con una sola affermazione. Chi è che vedrà Dio? Non coloro che si focalizzano sulle cose esteriori, ma coloro che son puri interiormente, vedete il punto? Solo loro vedranno Dio. Ora, voi potreste dire: se questa è un sunum bonum, se questo è il punto alto, se questa è la beatitudine chiave, perché si trova qui nell’elenco? Ebbene, posso permettermi di dire una cosa in risposta? Ognuna di queste Beatitudini è fondamentale. Non se ne può eliminare neanche una. Voglio dire, ognuna di esse è fondamentale e scorrono tutte in una sequenza magnifica di ordine perfetto secondo la mente di Dio. Non è che la prima o l’ultima o quella centrale sono più importanti, sono tutte ugualmente importanti, fanno tutte parte della stessa cosa, fanno tutte parte di un’unica grande realtà. Non se ne può isolare una rispetto al resto, miei cari, vorrei dirvi questo, una persona del regno è una persona che le realizza tutte, capite? Tutte, non si può scegliere quella che ci fa più piacere, non si può dire: ‘Beh, vediamo...’, ce ne sono così tante... mmm scelgo...’ - no, non funziona così, è tutto un flusso. Una volta che s’inizia e si è poveri in spirito, il resto sgorga in un’opera meravigliosa dello spirito di Dio.

Ora, si comincia con la realtà di essere poveri in spirito. E quando ci si vede come dei mendicante rannicchiato in un qualche angolo, protendendo la mano, che non può far altro che ricevere, che non ha la forza guadagnarsi nulla. E come un mendicante rannicchiato, che si vergogna di mostrare persino il proprio volto, si tende la mano con un senso tremendo d’inadeguatezza, ci si rivolge a Dio, ed è da lì che inizia tutto, e poi nel tendere la mano come un mendicante, la risposta successiva è quella d’esser afflitti verso quel peccato che ci ha portato in quella situazione. E da quel senso totale di peccaminosità, si cade in mansuetudine di fronte al Dio assolutamente santo e non si può fare nulla che esser umili, e poi in quell’umiltà tutto ciò che si può fare è implorare per la fame e la sete di un giustizia che non si può guadagnare ma che è assolutamente necessaria, e si implora che Dio la garantisca, e poi cosa succede? Lui offre misericordia e quella è la Beatitudine successiva e così facendo si diventa misericordiosi; ed una volta che questa è concessa, e con tale misericordia, Dio ci ha purificato il cuore perché eravamo affamati della Sua giustizia, allora e solo allora si diventa puri di cuore e solo quando si è puri di cuore ci si può anche adoperare alla pace.

Vedete, c’è un flusso che non può essere isolato, ed una volta che ci si adopera alla pace nel mondo, si scopre velocemente che esso è pronto a perseguitare e mentire sul conto nostro, ed odiarci e disprezzarci, ma non importa perchè il versetto 12 dice che possiamo comunque rallegrarci, perchè Dio ci ricompenserà. Quindi, uno dei motivi per cui questo è qui presente è perchè segue il flusso naturale. La purezza del cuore si presenta dopo che si è affamati ed assetati di giustizia e dopo che Dio ha dispensato la sua misericordia. Ed è la sua misericordia che purifica il nostro cuore, è la sua misericordia che purifica il nostro cuore malvagio. Non è qualcosa che si può guadagnare, è qualcosa che Lui offre per misericordia e nel cuore purificato la sua misericordia ci permette di vedere Dio. Ma c’è anche un’altra bella riflessione sul perché questa si trovi qui. Le prime sette beatitudini si incastrano tutte in un modo bellissimo. Le prime tre conducono alla quarta e le tre successive la seguono. La quarta, che sembra essere un po’ l’apice, è l’essere affamati ed assetati di giustizia.

S’inizia con uno spirito mendicante e da quello proviene una certa afflizione per il peccato e quando ci si vede come dei peccatori completi, si è umili e miti davanti a Dio. Ed a quel punto, si grida per la giustizia di Dio, e così si trova la sua misericordia, si trova la purezza del cuore e si trova il dono della pacificazione, così che tutte scaturiscono dalla quarta. Le prime tre portano ad essa, le ultime tre ne scaturiscono. Ma avete notato qualcosa che è ancora più complesso? La prima e - vediamo se riesco a dirla bene: la prima e la quinta, la seconda, la sesta, la terza e la settima sembrano compararsi. Per esempio, sono i poveri in spirito che si rendono conto di non essere altro che mendicanti che necessitano protendersi verso il prossimo, giusto? Perché come mendicante, si è consapevoli che tutto ciò che si ha è per misericordia e quindi si tende ad esserlo di conseguenza. In secondo luogo, coloro che piangono sul proprio peccato conosceranno la purezza del cuore, perché se non si è afflitti sul proprio peccato, non c’è alcuna purificazione. Il vero ravvedimento comporta l’afflizione, e quindi quella sembra esser collegata a sua volta con la purezza del cuore. Infine, i miti sono anche coloro che si adoperano per la pace. Vi dirò una cosa che ho imparato molto tempo fa quando stavo studiando Filippesi capitolo 2. Nessuno, ed intendo dire, nessuno si adopera alla pace, senza umiltà.

Quindi, vedete, sono i mendicanti che saranno misericordiosi verso il prossimo, sono gli afflitti che sono puri di cuore e sono i miti che si adoperano per la pace, e quindi c’è un intreccio bellissimo di queste Beatitudini e così facendo dimostrano com’è che la mente di Dio funziona. Quindi s’inserisce al posto giusto da un punto di vista storico, e s’inserisce al posto giusto cronologicamente parlando. Ora, vi ricordate che tra la folla, quel giorno c’erano dei legalisti farisaici; e comunque, questi sono presenti in ogni folla religiosa, il mondo ne è pieno. Coloro che credono di andare in Paradiso grazie al loro successo personale, ‘Beh, io sono a posto. Io... beh, il Signore non mi potrà mai mandare all’inferno. Non prendo a calci i gatti. O, quando il mio vicino ha un problema, son pronto a prestargli i miei attrezzi, io... io, non andrò mai all’inferno, non ho mai ucciso nessuno, non ho mai abbandonato mia moglie, sono un buon padre, provvedo bene per i miei figli, non vanno in giro senza vestiti e abbiamo fatto del nostro meglio in questa vita’, questa è la religione del successo umano; poi però ci son quelli che, sai che vanno qui al tempio buddista, e arrivano, bruciano la cosettina, preparano la cena e poi si fanno strada verso qualsiasi cosa ci sia lassù, verso il Nirvana, considerandosi nel nulla più assoluto, e son dappertutto.

Ci sono solamente due tipi di religione al mondo, ok? Solo due. La gente dice sempre: ‘Oh, ci sono così tante religioni!’ No, ce ne sono solamente due, solamente due religioni in tutto il mondo. La religione di realizzazione umana, che si presenta sotto gli stampini più inimmaginabili, ma son sempre la stessa cosa, devi guadagnarti il tuo posto, e poi c’è la religione di relizzazione divina, che dice che non puoi farcela, che Dio l’ha fatto in Cristo, e ce n’è solo una che dice quello, il cristianesimo. Ci son solamente due religioni nel mondo, quella di realizzazione umana e qualla di realizzazione divina, scegliete pure. Quella di realizzazione umana si presenta sotto un sacco d’etichette, ma in fin dei conti è sempre la stessa cosa, è la menzogna di Satana. E quindi, in ogni folla, ci sono persone che vogliono farcela da sole, che vogliono guadagnarsi la loro strada verso il Paradiso, che son pronti e vogliono arrivarci con i loro sforzi, la loro energia e le loro risorse.

Ed erano anche lì in quella folla quel giorno ed il Signore Gesù Cristo li spogliò dall’inizio del suo discorso. Si accontentavano del cerimonialismo esteriore; si accontentavano di opere superficiali, di una giustizia e di sistemi che riguardavano solamente l’aspetto esteriore, e Gesù gli disse: ‘Mi dispiace, gente, non avete i requisiti per vedere Dio. Non sarete mai nel mio regno, perché io ricerco i puri di cuore, io sto parlando dell’interiore’, sapete quelle persone non avevano scuse. Salmo 51:6 - e certamente conoscevano i Salmi. Il Salmo 51:6 dice: “Ecco, tu desideri la verità nell’interiore”. Il salmista insegnò la stessa cosa nel Salmo 24, la stessa realtà nel Salmo 24, i primi cinque versetti: “ Al Signore appartiene la terra e tutto quel che è in essa, il mondo e i suoi abitanti. Poich’egli l’ha fondata sui mari, e l’ha stabilita sui fiumi”, è tutto di Dio, ed Egli era lì e presentava il regno di Dio nella sua definizione più ampia possibile. E poi dice: “Chi salirà al monte del Signore?” Chi può entrar a far parte del regno? Chi può entrarci? “Chi potrà stare nel Suo luogo santo?” Chi vedrà mai Dio? E la risposta si presenta nel versetto 4: “L’uomo innocente di mani e – cosa? – e puro di cuore che non eleva l’animo a vanità e non giura con il proposito di ingannare. Egli riceverà benedizione dal Signore, giustizia dal Dio della sua salvezza”,

chi entrerà a far parte del Regno? Chi sarà salvato? Chi è giusto? Chi vedrà Dio? Gesù condensa il Salmo 24 in questa Beatitudine. Coloro che hanno le mani pulite e il cuore puro sono quelli che ricevono la salvezza. Se avessero ricordato le parole dell’amato profeta che ammiravano così meravigliosamente, il profeta Isaia, l’avrebbero saputo. In Isaia 59:1 si legge: “Ecco la mano del Signore non è troppo corta per salvare”, se non sei stato salvato e non hai la salvezza, non è perché il braccio di Dio non può raggiungerti, non è perché il suo braccio è troppo corto e sei troppo lontano, no! “ma le vostre iniquità vi hanno separato dal vostro Dio; i vostri peccati gli hanno fatto nascondere la faccia da voi, per non darvi piú ascolto. Le vostre mani infatti sono contaminate dal sangue, le vostre dita dall’iniquità; le vostre labbra proferiscono menzogna, la vostra lingua sussurra perversità. Nessuno muove causa con giustizia, e nessuno la discute con verità; si appoggiano su ciò che non è, dicono menzogne, concepiscono il male, partoriscono l’iniquità. Covano uova di serpente, tessono tele di ragno”, e così via.

E al versetto 12: “Poiché le nostre trasgressioni si sono moltiplicate davanti a te e i nostri peccati testimoniano contro di noi – dice il profeta – sí, i nostri peccati ci stanno davanti e le nostre iniquità le conosciamo”. Al versetto 16, “ha visto che non c’era piú un uomo e si è stupito che nessuno intervenisse; allora il suo braccio gli è venuto in aiuto, la sua giustizia lo ha sorretto; egli si è rivestito di giustizia come di una corazza, si è messo in capo l’elmo della salvezza, ha indossato gli abiti della vendetta, si è avvolto di gelosia come in un mantello”, e questa è un illustrazione di Cristo. Cristo si guardò intorno e vide che tutti erano perduti nel peccato, e proprio come i Giudei del suo tempo, tutti implorarono: ‘Non c’è nessuno? Non c’è alcun intercessore? E Cristo si presentò ed indossò le vesti della salvezza e iniziò a muoversi, e nel versetto 20 dice: ‘Ed il Redentore verrà a Sion”, capite il punto?

Se avessero conosciuto Isaia 59, avrebbero conosciuto la risposta alla loro stessa domanda. Se avessero conosciuto Ezechiele 36, avrebbero saputo che il Messia sarebbe venuto a purificare l’interno del suo popolo. Sono sempre stati i puri di cuore, miei cari, sempre!

Ci sono solamente tre approcci alla religione. C’è la religione della testa, che confida in un credo e in un sistema. C’è la religione della mano, che confida nelle buone opere, ma Dio dice: ‘Quello che m’interessa è la religione del cuore’ che si basa su una purezza impartita da Dio stesso. 1 Samuele 16:7: “L’uomo guarda l’aspetto esteriore, ma Dio guarda” - dove? - “al cuore”. A molti è sfuggito questo aspetto. Lasciate che ve lo ripeta in questo modo gente: Non vedrete mai Dio, non vedrete mai nel regno di Dio, non entrerete mai alla Sua presenza, non avrete mai il Suo perdono, non conoscerete mai il Redentore di Sion, non saprete mai cosa significa venire a bere al pozzo della salvezza, morirete frustrati nei vostri peccati - se il vostro cuore non è pur, a meno che il vostro cuore non sia purificato.

Ma sapete, la meraviglia di tutto? È che quello è esattamente quello che Gesù Cristo è venuto a fare, a purificare il vostro cuore. Perché quando è morto sulla croce, vedete? Ha preso su di sè il peccato che era stato imputato su di voi ed ha pagato tutta la sua penalità. E per quello, la Bibbia insegna che Egli può accreditare la Sua giustizia sul vostro conto, in uno scambio fantastico. Egli prende il vostro peccato, e vi dà la sua giustizia, così che quando metti la tua fede in Gesù Cristo e Dio ti guarda, ti vede puro, e non c’è altra condizione che lo porterà a vederti tale.

Catesby Paget lo disse così: “Caro, tanto caro per Dio son che più caro non potrei, perché nel Figlio Suo, son tanto caro quanto Lui; Vicin, così vicin a Dio che più vicino non potrei; perchè nel Figlio Suo, son tanto vicino quanto Lui”, ed è per il fatto che Cristo ha preso il nostro posto ed ha portato i nostri peccati sul suo corpo sull’albero, che la sua giustizia ci può esser offerta, e quindi Dio ci purifica per fede, questo era il Suo messaggio e questo era il Suo contesto.

Ora esaminiamo nello specifico una seconda domanda – e comunque non credo che questa sera vedremo tutte le domande, credo che lasceremo da parte le ultime due che erano comunque dei pensieri extra. Seconda domanda: Cosa significa essere puri di cuore? Che cosa significa veramente? E questa è la domanda chiave. Cosa significa essere puri di cuore? Prima di tutto, vorrei ricordarvi che la parola ‘cuore’ è kardia, da cui deriviamo parole come ‘cardiaco’ ecc ecc, dalla parola greca ‘cuore’, ma il cuore, come abbiamo notato, è l’interiore, nella Bibbia il cuore è sempre presentato come la parte interiore dell’uomo, la sede della sua personalità, il suo aspetto interiore. Prevalentemente - e voglio che lo notiate bene, ma prevalentemente, si riferisce al processo del pensiero. Il cuore non si riferisce, nello specifico, alle emozioni.

Abbiamo già detto che quando la Bibbia parla delle emozioni, parla delle viscere della compassione, della sensazione che si sente nello stomaco, nella parte centrale, è un qualcosa di molto diverso, tanto che spesso parla addirittura del fegato, come all’organo delle emozioni, pensateci un po’. E la ragione del perchè il fegato è l’organo delle emozioni, è che un giudeo avrebbe espresso i suoi sentimenti in termini di ciò che sentiva nello stomaco. Quando amava davvero, lo sentiva nello stomaco. Quando odiava davvero, lo sentiva nello stomaco. Quando provava una qualche emozione forte la sentiva nello stomaco. Ed è così anche per noi, le nostre emozioni influenzano i nostri organi interiori, ma la mente ed il cuore erano la stessa cosa, “Come un uomo pensa nel suo - cosa? - cuore”, quindi prevalentemente parlando il cuore era un po’ l’equivalente del processo di pensiero. Ma notate bene: A volte la parola ‘cuore’ si riferisce alla volontà e all’emozione che si staccano dall’intelletto, che si staccano dall’intelletto.

Per esempio, la mia mente fa qualcosa e se la mia mente è davvero dedicata a quel qualcosa, allora influenzerà la mia volontà, che a sua volta influenzerà le mie emozioni. È come se la mente generasse la volontà che a sua volta genera le emozioni. La volontà è un po’ come un volano. La mente la mette in moto ed una volta che il volano è in moto, fa girare le emozioni. Quindi, quello che il nostro Signore sta dicendo qui, quando dice: “i puri di cuore”, si riferisce all’aspetto interiore, e prima di tutto, sta pensando alla mente che controlla la volontà che a sua volta controlla le risposte emotive.

E mamma se questo era un colpo per i farisei ed i legalisti che dicevano a tutti che tutto ciò che bisognava fare era curarsi dell’esterno e che solamente quello era il problema. Se ci si limita a curare l’aspetto esteriore e a svolgere l’attività religiosa esterna, si starà bene, ma questa non è la risposta. Il capitolo 7 di Marco ne è di buon illustrazione, se volete seguirlo. Il cuore si riferisce all’aspetto interiore, è lì dove succede tutto, secondo il pensiero ebraico.

Ad esempio, un buon versetto per orientarsi in questo senso è Proverbi 4:23, quello è un po’ il fulcro di tutto. Ascoltate che ve lo cito, è molto breve: “Custodisci il tuo cuore piú di ogni altra cosa, poiché da esso provengono le sorgenti della vita”, in altre parole, qualsiasi cosa sia il cuore, è la sorgente della vita, la sorgente delle questioni del pensiero, dei sentimenti, delle azioni, tutto nasce dal cuore. Efesini 6 parla di fare ‘la volontà di Dio dal cuore’, di fare la volontà di Dio dal cuore, è il punto da cui tutto si genera. Geremia 17:9 dice: “Il cuore è ingannevole piú di ogni altra cosa, e insanabilmente maligno; chi potrà conoscerlo?” In Genesi 6:5, quando Dio stava osservando la civiltà precedente al diluvio, disse che “il loro cuore concepiva soltanto – cosa? – disegni malvagi in ogni tempo”. Il cuore è il pensiero, la sede del comportamento e da esso provengono tutte le realtà della vita.

In Matteo capitolo 15 versetto 19, credo che sia, dice: “Poiché dal cuore vengono pensieri malvagi, omicidi, adultèri, fornicazioni, furti, false testimonianze, diffamazioni. Queste sono le cose che contaminano l’uomo; ma il mangiare con le mani non lavate non contamina l’uomo»“, vedete? Non era affatto il problema, e quindi si rivolse direttamente ai farisei, ‘Voi fate un gran parlare del lavaggio cerimoniale, mentre ciò che interessa a Dio è il cuore’, “Ma ciò che - dice il versetto 18 – esce dalla bocca viene dal cuore, ed è quello che contamina l’uomo”. In Giacomo capitolo 4, al versetto 8, “ Avvicinatevi a Dio, ed egli si avvicinerà a voi. Pulite le vostre mani, o peccatori – quello è l’aspetto esteriore – e purificate i vostri cuori”, e questo è quello interiore. Beh, ci sono così tanti testi che non ci soffermeremo a guardarle tutte. Dio vuole un cambio di cuore, quello è il nocciolo della questione. Vi ricordate di Davide? Il Salmo 51? Che cosa disse? “Crea in me un” - cosa? - “cuore puro, o Dio”, “Crea in me un cuore puro”, la fonte stessa della sua persona, della sua personalità, “In verità – dice il Salmo 73:1 – Dio è buono con Israele” - ah, ma quale Israele? - “quelli che hanno un cuore puro”, vedete? Dio ha sempre cercato la realtà interiore.

Gente, lasciate che vi dica una cosa: non m’interessa se andate in chiesa ogni giorno della settimana. Non m’interessa se portate in giro una Bibbia e se potete recitare dei versetti. Se il vostro cuore non è puro, non avete soddisfatto lo standard di Dio. Non importa quanto siate religiosi esteriormente parlando, permettetemi d’illustrare questa cosa con Davide e Saul. Quando Dio chiamò Saul, Saul era un po’ un disastro, alto e bello ma nient’altro. E quindi dice in 1 Samuele 10:9, che Dio diede un altro cuore a Saul, non è fantastico? Perché Dio doveva cambiarlo dall’interno, e quindi in 1 Samuele 10:9 dice che Dio gli diede un altro cuore. Ma sapete cos’è che cominciò a fare? Cominciò a disobbedire a Dio, e arrivò al punto in cui si comportò persino da sacerdote, e Samuele si presentò e gli disse: ‘Saul, il Signore ha detto che sei finito. Che non avrai alcuna discendenza regale’, perché? Perché Dio ha trovato un uomo secondo il Suo cuore’, vedete il punto?

Perché? Perché a Dio interessa quello? E la risposta si trova in 1 Samuele 16:7: “Perché l’uomo guarda all’aspetto esteriore, ma Dio guarda al cuore”, chi era l’uomo secondo il cuore di Dio? Ebbene, era Davide. E Dio lo scelse perché il suo cuore era giusto. Davide disse questo nel Salmo 9:1, “Ti loderò, Signore, con tutto il mio cuore”, nel Salmo 19:14, Davide disse: “Che le parole della mia bocca e la meditazione del mio cuore siano gradite al tuo cospetto, o Signore, mia forza e mio redentore”, nel Salmo 26 versetto 2, Davide gridò: “Scrutami, o Signore, e mettimi alla prova; purifica il mio cuore”, nel Salmo 27 versetto 8, “Il mio cuore mi dice da parte tua: «Cercate il mio volto!» Io cerco il tuo volto, o Signore”, vVedete, si trattava di un uomo che era governato dal suo cuore, dalla realtà interiore.

Il Salmo 28, versetto 7 - e mi sto solamente occupando della prima parte dei Salmi - dice: “Il Signore è la mia forza e il mio scudo; il mio cuore confida in Lui”. Era un uomo secondo il cuore di Dio. Davide, nel suo intimo, cercava Dio. E sapete qual è il risultato di tutto? Lo amo, Salmo 57:7 - non dimenticatelo mai - Davide gridò queste parole: “Il mio cuore è fisso, ben disposto, o Dio, il mio cuore è ben disposto”, non è perfetto? Sono bloccato, fermo su di Te dal mio cuore. Questo è il tipo d’adorazione che Dio desidera, quello è un uomo che vide Dio, oh si fallì esteriormente parlando, ma il suo cuore era rivolto a Dio. Queste persone invece, potrebbero anche non aver fallito esteriormente, potrebbero anche aver seguito tutti i rituali, ma il loro cuore non era per Dio, va bene? Il secondo termine è ‘puri’, che cosa significa?

Katharos, katharos, ora, nel nostro mondo non si diventerebbe troppo popolari se si parlerebbe di purezza. La gente dice che la purezza è una sorta di bene piatto, insipido, asciutto, una realtà piuttosto vaga e poco attraente che appartiene a persone strane che si vestono con vesti lunghe e vivono nei monasteri. Cosa significa essere puri? La parola katharos è un sostantivo formato da katharizō, che significa pulire dalla sporcizia e da iniquità, significa purificare dalla sporcizia, cioè questa è la definizione più semplice che ci sia. Moralmente parlando, significa esser liberati dal peccato. È affine alla parola latina castus e la parola latina castus è la radice della parola italiana ‘casto’, quindi anche lì c’è un collegamento.

A proposito, se alcuni di voi hanno a che fare con la medicina sanno di per certo cos’è un catartico. Un catartico è un agente usato in medicina per pulire ferite o delle zone specifiche per sterilizzarle e renderle pure. Quando si va dallo psicologo o da un consulente, spesso si ha una catarsi – un altro termine che si riferisce ad una purificazione dell’anima. Il termine, significa semplicemente, essere puliti. Ma è interessante, perchè ci sono due tipi di sfumature di significato e voglio darvele velocemente, due sfumature: alcuni suggeriscono che comunichi l’idea di un qualcosa che non è stato mescolato, un qualcosa di puro è un qualcosa che non è una lega, o un qualcosa che non è stato adulterato o mescolato o vagliato un qualcosa di ripulito dalla pula, se usato in contesto agricolo, oppure un qualcosa di vagliato; in altre parole, essere puri significa non avere alcuna aggiunta di elementi estranei; non è una lega, è un qualcosa di vergine, non mescolato, e quindi quello che il nostro Signore sta veramente dicendo qui è: ‘Io son alla ricerca di un cuore che non è mescolato nella sua devozione; che non è mescolato nelle sue motivazioni, un qualcosa che abbia motivazioni pure, un cuore puro’, e quindi potrebbe essere l’idea d’integrità spirituale.

Ha a che fare con gli atteggiamenti, ha a che fare con l’integrità e l’unicità di cuore, in contrapposizione alla doppiezza e al doppio senso. Vi ricordate che in Geremia 32:29 la Parola dice: “E darò loro un solo cuore ed una sola via perché mi temano per sempre”, in altre parole, Dio dice: ‘Gli darò un solo cuore e non saranno più divis’, ci sarà una devozione unica, un cuore unico, in altre parole, una ragione, una ragione, un movente puro. E credo che questo sia molto importante. Penso che il nostro Signore lo sottolinei davvero, come vedremo più avanti nel Sermone sul Monte, quando inizierà il capitolo 6 dal versetto 19 al 23 dice: “«Non fatevi tesori sulla terra, dove la tignola e la ruggine consumano, e dove i ladri scassinano e rubano; ma fatevi tesori in cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove i ladri non scassinano né rubano. Perché dov’è il tuo tesoro, lí sarà anche il tuo cuore”. In altre parole, Egli vide la realtà di com’è che si guardano le cose, e di com’è che si considerano le cose, se le vostre motivazioni sono pure, allora lo sarà anche la vostra vita, se invece i vostri atteggiamenti sono corrotti allora lo sarà anche la vostra vita, e

quindi è necessario avere un’unicità di cuore, un’unicità di devozione, una motivazione unica, e riassume il tutto nel versetto 24: “Nessuno può servire - cosa? - due padroni”, è alla ricerca di singolarità; anche Giacomo, ne parlò non è vero? Nel quarto capitolo, ne parla un paio di volte, al versetto 4, “O gente adultera, non sapete che l’amicizia del mondo è inimicizia verso Dio? Chi dunque vuol essere amico del mondo si rende nemico di Dio”, non si possono avere entrambe le cose. E quindi nel versetto 8 dice: “Pulite le vostre mani, o peccatori; e purificate i vostri cuori, o doppi d’animo!”, quindi, miei cari, c’è un senso in cui Dio vuole motivazioni pure, e volete sapere una cosa? Io credo che come cristiano, sia normale avere quel tipo di motivazione. Ragazzi, vedo l’apostolo Paolo in Romani capitolo 7, e cos’è che voleva fare? Voleva fare ciò che era giusto? Disse: “Le cose che voglio fare non le posso fare. E le cose che non voglio fare, le faccio. Oh, me miserabile, chi mi libererà dal corpo di questa morte?” Sta dicendo: ‘Perché la volontà è giusta. Desidero fare la legge di Dio. Amo la legge di Dio. Desidero la legge di Dio, ma il peccato che è in me mi corrompe”, in altre parole, sta dicendo: ‘Ho motivazioni pure, ma non riesco a vincere la mia carne peccaminosa’,

quindi Dio cerca quei motivi, e credo che se sei veramente un cristiano, quel desiderio di purezza sia veramente lì presente, e se non avete questa purezza di cuore, mi chiedo se conoscete veramente Dio, perchè le uniche persone che vedranno Dio veramente, le uniche persone che lo potranno veramente conoscere, sono coloro che hanno un cuore puro, nel senso delle motivazioni rivolte verso Dio. Ogni volta che Davide peccava, era perchè corrompeva le sue motivazioni, le sue motivazioni erano tutte confuse; ma ritornava sempre alla stessa cosa. Sapete quando gridò: “Il mio cuore è ben disposto, o Dio, il mio cuore è ben disposto”, sapete dove si trovava? Si stava nascondendo nella grotta di Adullam. Sapete perché si stava nascondendo lì? Perchè si era comportato come un idiota quando si trovava a Gat, ed a Gat si trovava nel paese dei Filistei e pensava: ‘Oh, questi di Gat, questi Filistei, mi uccideranno. Oh, ho paura!’ e così facendo la sua fiducia in Dio venne meno e quindi pregò come un pazzo e si sbausciò tutta barba ed iniziò a graffiare i muri ed era diventato un pazzo, e si comportò da pazzo, e quindi dissero: ‘Non abbiamo bisogno di altri matti qui attorno, mandatelo via’,

E così si trovò nella grotta di Adullam e quindi si disse tra sè e sè: ‘Oh, Davide, volevi proteggerti da solo, volevi salvarti la pelle invece di glorificare Dio, hai fatto l’idiota, e questo fu scritto nelle Scritture, così che tutti per sempre sapranno che razza di stolto sei stato. Hai disonorato Dio, non gli hai dato gloria’, e poi si fermò e disse: “Da ora in poi Dio, il mio cuore è fisso, O Signore, il mio cuore è fisso’, non son più doppio di cuore. E tu? Hai quel desiderio nel cuore? Sei motivato da ragioni pure?

Il grande John Bunyan, che scrisse il capolavoro Il Pellegrinaggio del Cristiano e La Guerra Santa così come tante altre cose, una volta gli fu detto quanto fosse grande come predicatore e che senza dubbio quel giorno aveva predicato un capolavoro, al che rispose tristemente, e cito: “Grazie, ma il diavolo me l’aveva già detto mentre scendevo i gradini del pulpito”, motivi puri; ma lasciatemi aggiungere qualcos altro gente, ok? Quello non è sufficiente, una motivazione pura non è sufficiente il termine, ‘katharos’ va ben oltre, ascoltatemi, ci son un sacco di persone che hanno motivazioni pure senza però venire mai a Dio, lo sapevate? Ci sono persone che camminano su chiodi. Er nella Città del Messico una volta, ed ho visto persone al Santuario di Guadalupe strisciare in ginocchio per 150, 200, 300 metri fino a quando le loro ginocchia sanguinavano e poi dovevano cambiarsi, perchè il sangue li ricopriva completamente, e li ho visti farlo anche con dei bambini sulla schiena, erano molto sinceri. Mamma se stavano veramente cercando di farcela, ma erano sinceramente sbagliavi. Senza ombra di dubbio gli adoratori di Baal avevano una certa sincerità ai tempi di Elia quando si presentarono con i coltelli e cominciavano a farsi a pezzi, direi certamente che quella è sincerità, se ti tagli tutti certamente stai facendo sul serio!Ma nel termine ‘katharos’, c’è più di quello. Non si tratta solo di un motivo puro, ma anche di atti di santità, capite? E devono essere entrambi presenti, è una purezza che scaturisce da motivazioni pure. Thomas Watson disse: ‘La moralità può affogare un uomo tanto velocemente quanto i vizi – disse – una nave può affondare sia con l’oro che con lo sterco’, puoi, puoi anche pensare che le tue motivazioni siano pure, e potresti dire: ‘Io sono una persona molto religiosa e voglio piacere a Dio’, ma se le tue azioni non combaciano la Sua Parola e rivelano una purezza vera, non importa mica, quindi stiamo parlando di movente, sì, ma di motivazioni più qualcos altro...

Ora lasciatemi concludere con un’ultima riflessione, ok? Ci sono cinque tipi di purezza. Ora ascoltatemi, perché questo vi aiuterà a capire completamente quello che sto dicendo. Ci sono cinque tipi di purezza. Siete pronti? Cinque tipi. Il numero uno è quello che chiamo purezza primitiva. Voi potreste chiedere: ‘Che cos’è la purezza primitiva?’ È quel tipo di purezza che esiste solamente in Dio. È tanto essenziale in Dio come la luce lo è per il sole, o il bagnato per l’acqua, è la Sua purezza primitiva.

In secondo luogo, c’è quello che la Bibbia chiama - beh, in realtà non lo chiama così, ma ciò che la Bibbia presenta come quello che si potrebbe identificare come la purezza creata, è la creazione di esseri puri, prima della caduta. Dio ha creato gli angeli in purezza, ha creato l’uomo in purezza e poi entrambi caddero, ma è una purezza creata. Quindi c’è la purezza primitiva, ovvero, quella che ha solamente Dio. Poi c’è la purezza creata, ovvero, quella che concede, dalla sua stessa purezza, ad esseri creati da Lui, e terziariamente c’è la

purezza finale.

La purezza finale è la categoria della glorificazione. In altre parole, alla fine dei conti, tutti i santi di Dio saranno completamente puri, giusto? Un giorno tutti i nostri peccati saranno lavati via, saremo purificati, totalmente puri, e dimoreremo con Dio nel suo cielo eterno per sempre, ed a quel punto, sperimenteremo una purezza finale. 1 Giovanni 3:2 ci dice come saranno le cose, “Saremo come Lui perchè lo vedremo com’Egli è”.

La quarta purezza è quella posizionale, la purezza posizionale. E questa è una realtà straordinaria. La purezza posizionale è la purezza che ci è stata data in questo momento tramite l’imputazione della giustizia di Cristo. Quando credete in Gesù Cristo, Dio v’imputa una purezza di tipo posizionale. In altre parole, la vostra posizione è in Cristo e questa vi conferisce una certa purezza. Quando Dio guarda a John MacArthur, che ci crediate o no, dice: ‘John MacArthur, giusto, assolutamente puro in Cristo’. La giustizia di Cristo gli è stata applicata perché ha creduto in Gesù Cristo’. Romani 3 ci dice che la giustizia di Cristo ci è stata imputata. Romani 5 ci dice che siamo stati giustificati a causa di quello che Cristo ha fatto. Galati 2:16 ci dice la stessa cosa. 2 Corinzi 5:21, la stessa cosa. Efesini 5 dice che i mariti devono amare le loro mogli come Cristo ha amato la SUa chiesa e come ha purificato e lavato la Sua chiesa. Ed in 2 Corinzi capitolo 11, l’apostolo Paolo dice che la Chiesa è come una vergine casta, c’è una purezza posizionale.

Quinto. Quinto. Abbiamo visto la purezza primitiva, la purezza creata, la purezza finale, la purezza posizionale ed infine la purezza pratica. Ora, questa è la parte difficile, gente, solamente Dio conosce la purezza primitiva. Solo Lui può donare quella creata. Ed un giorno Dio darà ad ogni santo una purezza finale. In questo momento ogni credente ha una purezza posizionale. Ma gente se abbiamo tanti problemi con la purezza pratica, non è vero? Il cercare di vivere in luce alla nostra posizione. Ed è per questo che l’apostolo Paolo esclama in 2 Corinzi 7 al versetto 1, una dichiarazione tremenda inidirizzata a tutti i credenti, e dobbiamo sentirla bene, ascoltate a quello che dice: “carissimi, purifichiamoci da ogni contaminazione di carne e di spirito, compiendo la nostra santificazione nel timore di Dio”, non sta parlando della purezza primitiva, nè di quella creata, nè di quella definitiva o posizionale, no, quelle sono il compito di Dio, quello che sta richiedendo è una purezza pratica di vita quotidiana. Che nel migliore dei casi, sarà oro mescolato con un po’ di ferro. Nel migliore dei casi, sarà un mantello bianco con qualche filo nero. Ma Dio vuole che siamo il più puri possibile, praticamente, davanti a Lui.

Ascoltate, gente: Solamente coloro che sono posizionalmente puri di fronte a Gesù Cristo vedranno Dio, solo loro faranno parte del Suo regno. E quel tipo di persone lo manifesteranno in una purezza di vita, in motivazioni pure e in una vita pura. Se questo non è vero nella tua vita, allora non sei un cristiano o sei un cristiano che sta vivendo nella disobbedienza, falliamo, certo che falliamo. Ma la Bibbia ci dice come affrontare il fallimento. Saremo tentati di essere impuri. Saremo tentati di avere pensieri impuri, di dire parole impure, di fare cose impure. Saremo tentati di avere motivazioni incorrette che si tradurranno in parole ed azioni che non sono corrette. Ma la Bibbia ci dice come affrontare la tentazione, leggete Efesini 6, indossate la vostra armatura. E voi potreste dire: ‘Ma se fallisco? Cosa succede se fallisco?’ La Bibbia ti dice anche come affrontar il fallimento, “Se confessiamo i nostri peccati, Egli è fedele e giusto nel continuare a perdonarci e purificarci da ogni iniquità”, ci dice come affrontare sia la tentazione che il fallimento, ed ogni volta che lo si affronta, ci si ravvede e si affrontano le conseguenze, Dio ci purifica e da lì ci muoviamo ad un livello maggiore di purezza.

È una straordinario sapere che Dio ci rende puri. C’è solamente un’altra domanda che dobbiamo conoscere, questa: ‘Come può il mio cuore essere puro? Come può il mio cuore essere reso puro?’ Alcuni dicono: ‘Beh, per essere veramente puro, devi secluderti in un qualche monastero su una collina e devi allontanarti da tutto e tutti. Non devi esporti al male, sentir parlare del male nè parlare di alcun male’, il monachesimo, altri invece dicono: ‘No, in realtà si tratta di una seconda opera di grazia. Dopo essere stati salvati per molto tempo, si deve ricevere una seconda opera di grazia’ - e a proposito, ci sono molti che insegnano questa roba qui – ‘e lì si ottiene quello che spesso è conosciuto come consacrazione’, dove Dio, con un atto divino, sradica la tua natura peccaminosa e ti porta a vivere una vita pura, priva di peccato finchè vivrai. Una volta ho confrontato un tizio che diceva di aver ricevuto quell’atto di consacrazione di sradicamento, quella seconda opera di grazia, e insinuava di non aver più peccato, e gli chiesi se avesse mai commesso degli errori e lui mi rispose: ‘Sì, ma quello è diverso’,

Non credo che il monachesimo sia sufficiente, nè il perfezionismo. Come posso render puro il mio cuore? Vi darò tre punti: segnateveli. Numero uno: sappiate che non potete farcela da soli. Se volete un cuore puro, sappiate che non potete farcela da soli, non c’è modo, non è possibile. Proverbi 20, al versetto 9, dice: “Chi può dire: ‘Ho reso puro il mio cuore? Sono puro dal mio peccato’£? Chi può dirlo? La risposta è: nessuno, nessuno può. “Può forse un leopardo cancellare le sue – cosa? – le sue macchie”, può un etiope cambiare la sua pelle? Chi può dire: “Sono puro”? Nessuno.

In secondo luogo, Atti 15:9 dice: “Potete purificare i vostri cuori mediante la fede”, non potete farcela tramite le opere, non potete adoperarvi, ma potete farlo per fede, credendo. Atti 15:9 dice: “Purificando i loro cuori mediante la fede”, fede in che cosa? Credere in cosa? In 1 Giovanni 1:7 - e questo è un po’ il culmine del pensiero, perché lì dice: “Ma se camminiamo nella luce, com’egli è nella luce, abbiamo comunione l’uno con l’altro, e il sangue di Gesú, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato”, ora capite? Non si può fare tramite le opere. Si può fare solo tramite la fede, fede in cosa? Fede nel sangue di Gesù Cristo, che ci purifica dal peccato. Volete essere puri di cuore? Accettate il sacrificio di Cristo sulla croce, accettate ciò che ha già compiuto.

Zaccaria 13:1 dice: “È una fonte aperta per il peccato e l’impurità”, e voi potreste dire: ‘John, l’ho già fatto. Ho già dato il mio cuore a Gesù Cristo, e so che sono puro dal punto di vista posizionale e so che sarò puro alla fine di tutto, ma oh, mi è tanto difficile nella pratica, come possono esser praticamente puro?’ Sapete come? Restate qui, gente, qui in questo libro. Ascoltate alle parole di Gesù, Giovanni 15:3: “Ora siete puri per mezzo della - cosa? - Parola”. “Ora siete puri per mezzo della Parola”, e la seconda cosa, se sei un cristiano, resta nella Parola e prega. Prega ed ascolta alle parole di Giobbe, che disse: “Chi può far uscire una cosa pura da una impura?” e ci fu una sola risposta che riecheggiò nell’eternità, Dio. Quindi, se vi state chiedendo: ‘Come posso essere puro?’, sappiate che non potete tramite le vostre opere. Potete conoscere la purezza per fede, fede in che cosa? Nel sangue di Gesù Cristo riversato su di voi. E se l’avete fatto e siete cristiani e vi state ancora affaticando per l’impurità nella vostra vita, rivolgetevi alla Parola e alla preghiera.

C’è un’altra domanda che non posso fare a meno di menzionare. Qual è la promessa legata a questa purezza? Cosa succederebbe se dovessimo esser puri? Ah, questo è così bello. Alla fine del versetto, “Loro - cosa? - vedranno Dio”. Questo è un futuro indicativo in greco, un futuro continuo. Lasciate che vi legga come dovrebbe esser tradotto: ‘Loro vedranno continuamente Dio per sè stessi’, è una voce media riflessiva, ‘loro vedranno continuamente Dio per se stessi’, sapete cosa succede quando il vostro cuore è purificato dalla salvezza? Vivete alla presenza di Dio. Non lo vedete fisicamente ma spiritualmente, lo comprendete, sapete che è lì, lo vedete, e come Mosè, che gridò: “Signore, mostrami la Tua gloria”, colui il cui cuore è stato purificato da Gesù Cristo vede continuamente la gloria di Dio. Ehi, ascoltate, lo sapevate che vedere Dio era la cosa più bella che una persona nell’Antico Testamento potesse sognare? Mosè disse: “Mostrami la tua gloria”, che pensiero! Filippo quel giorno disse a Gesù: “Mostraci il Padre e sarà sufficiente”, e miei cari, quando sarete purificati nel vostro cuore da Gesù Cristo, vedrete Dio. Egli sarà vivo per voi e continuerete a vederlo. E man mano che maturerete, e più diventerete puri, più grande sarà la visione beatifica.

Più il cuore è puro, più si vede Dio, che grande realtà. Giobbe disse: “Oh - capitolo 42 - Ho sentito parlare di te con l’udito del mio orecchio. Ma ora ti ho visto con i miei occhi”, e sapete dove lo vide? Nei problemi. Ed il Salmista lo vide nella creazione. Ed altri lo videro nelle circostanze. Alcuni lo videro nel cuore di altre persone, ma è vivo nel Suo mondo. E voi non lo sarete finchè non sarete purificati nel vostro cuore. La purezza del cuore purifica gli occhi dell’anima in modo che Dio diventi visibile, che bel pensiero. Volete vedere Dio? Volete che Dio sia vivo nel vostro mondo? Per ora e per sempre? Allora purificate il vostro cuore. E c’è un ultimo senso, perché un giorno vedrete Dio con gli occhi. 1 Giovanni 3:2: “Saremo simili a Lui, perché Lo vedremo come Egli è”, nella forma di Gesù Cristo, Oh, che giorno sarà. Vedere Cristo faccia a faccia. F. F. Bullard scrisse: “Quando nella giustizia vedrò finalmente il tuo volto glorioso. Quando tutta la notte stanca sarà passata e mi sveglierò con te, per vedere le glorie che dimorano, allora e solo allora sarò soddisfatto”. Preghiamo.

Padre, anche questa sera i nostri cuori son stati arricchiti mentre abbiamo condiviso la tua Parola. Confermala nel più profondo dei nostri cuori affinché si traduca in atti di volontà che ti piacciono. Rendici puri, o Dio, per amore di Gesù.

Se siete qui stasera senza Cristo, sapete che il vostro cuore è impuro. Sapete che la vostra trasgressione vi separa da Dio. Ma qualcosa dentro di voi dice: “Voglio conoscere Dio. Voglio la purezza di cuore che mi permetterà di vedere il Dio vivente. Voglio il pentimento e il perdono che mi liberano dalla schiavitù della colpa. Voglio sapere cosa significa essere puri. Voglio sapere cosa significa essere perdonati. Voglio sapere cosa vuol dire liberarsi dal peso di tutto il dolore, dell’angoscia e della frustrazione che il mio peccato e la mia colpa mi hanno procurato”. Se questo è il tuo desiderio in questo momento nel tuo cuore, perché non dici semplicemente: “Signore Gesù, credo che il tuo sangue è stato versato per me e può purificare il mio peccato. Credo che sei risorto dai morti per me. Ti do la mia vita, perché tu sia il mio Signore e il mio Salvatore”. Riuscite a recitare questa preghiera? Spero di sì. Spero che darete la vostra vita a Cristo, per conoscere la purezza che solo Lui può dare. Se siete cristiani e sapete che ci sono state cose impure nella vostra vita - e sapete cosa succede quando siete impuri? All’improvviso, non riesci più a vedere Dio. In un certo senso svanisce. Diventa confuso e nebbioso. La gioia non c’è più, la visione di Dio non c’è più. Il vuoto prende il posto della pienezza. Il dolore prende il posto della gioia. Il non senso sostituisce lo scopo e si diventa infelici. Purificate il vostro cuore questa sera con la confessione e il pentimento.

Signore Gesù, vieni incontro a noi proprio dove siamo, e ti ringrazieremo per aver fatto in noi quell’opera che ci purifica non solo per la tua gloria, ma grazie a te, Dio grazioso, perché possiamo continuare a vedere Dio per noi stessi. Che favolosa e meravigliosa ricompensa per la purezza. Nel nome di Gesù, amen.

FINE

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