“Beati i mansueti, perché erediteranno la terra”, Matteo 5:5. Penso sempre che il libro che sto studiando è sempre la cosa più bella che abbia mai studiato, ed è certamente vero per quanto riguarda Matteo. Non so quanti messaggi ho dato in Matteo, forse 25 o giù di lì. E sono stati così eccitanti ed emozionanti, ma ora nel mentre guardiamo al capitolo 5, il sermone meraviglioso del nostro Signore Gesù Cristo intitolato ‘il Sermone sul Monte’, mi ritrovo letteralmente sopraffatto dalla verità che vi è contenuta.
Mi sento come se, quando mi presento qui, riesco solo a mostrarvi la punta dell’iceberg, perché non posso nemmeno iniziare a toccare tutte le cose che stanno accadendo nel mio cuore e nella mia mente, giorno dopo giorno, mentre mi espongo alla verità di questo passaggio incredibile. Se sarò ubbidiente a Dio, se risponderò allo Spirito Santo come Lui vuole che risponda a questo studio, sarò una persona diversa e quello mi sarà di sollievo e sono certo che sarà lo stesso anche per voi.
L’affermazione che il Signore dichiara nel versetto 5, “Beati i mansueti perché erediteranno la terra”, è una dichiarazione scioccante per il pubblico che l’ha sentita. Infatti, tutte e tre le Beatitudini, come sono conosciute, sono scioccanti. Le prime due erano scioccanti per il pubblico che si trovava sulla collina il giorno in cui Gesù parlò. Gesù stava richiedendo delle cose che erano assolutamente estranee al loro modo di pensare. Sapevano come essere orgogliosi spiritualmente, sapevano come essere autosufficienti, sapevano come recitare il ruolo del pio, conoscevano la religione; erano molto bravi con la forma esteriore. Pensavano di essere l’elite, pensavano di poter sopravvivere con le proprie forze, la propria saggezza, la propria forza e le loro risorse.
E si aspettavano che, al suo arrivo, il Messia gli avrebbe detto: ‘Sono venuto per lodarvi della vostra grande religiosità. Sono qui per lodarvi per la vostra spiritualità meravigliosa. Sono qui per annunciare che Dio ha guardato giù dal cielo ed è molto soddisfatto di voi. In effetti, potete andare direttamente nel Regno, non è necessario che cambiate molto’, invece, il nostro Signore iniziò il suo ministero e disse questo nel versetto 3: “Beati i poveri in spirito perché di loro è il regno dei cieli”, non quelli che pensano di essere giusti, ma quelli che riconoscono di essere peccatori.
“Beati quelli che son afflitti, perchè saranno consolati”, non quelli che son contenti di sé, ma coloro che sono tristi della loro condizione. “Beati i mansueti perché erediteranno la terra”, non gli orgogliosi, ma gli umili, non lo potevano capire, questo non era proprio quello che si aspettavano. Avevano puntato tutto sulla loro spiritualità, sul loro orgoglio, e Gesù lo miniminizzò tutto la prima volta che parlò; Lui voleva uno spirito abbattuto, un cuore afflitto, voleva l’umiltà. Quello era necessario per entrare nel suo regno.
Nessuna giustizia personale, nessun orgoglio spirituale, e quando Gesù disse: “Beati i mansueti”, certamente – se c’erano ancora delle persone che non erano state scioccate – quello certamente l’avrebbe fatto. “Beati i mansueti”, voglio dire, quello sarebbe scioccante anche per la nostra società, perché non siamo diversi da loro. Pensiamo che la vittoria e il bottino appartengano ai forti, non è vero? Andate e prendetevela, prendete tutto quello che c’è, macho! Che scossa al loro modo di pensare.
Lasciate che v’illustri la scena. Poco più di mezzo secolo prima della nascita di Gesù, nel 63 a.C., Pompeo aveva annesso la Palestina per Roma. E così l’indipendenza ebraica terminò, oh, e tra l’altro, quell’indipendenza fu conquistata in una rivoluzione sanguinosa riconosciuta come ‘la rivolta dei Maccabei’, ed avevano combattuto per liberarsi dalla Grecia. E non conobbero quella libertà a lungo prima che si trovarono sotto la schiavitù del potere imperiale di Roma.
Da allora, a partire dal 63 a.C., la terra fu governata in parte da re erodiani. Gli erodiani erano una famiglia, è una sorta di cognome, erano una famiglia di re nominati da Cesare. Ed oltre ai re erodiani - e diede dei re alla Palestina, perché li volevano, ma oltre a quelli, gli diede anche dei procuratori o dei governatori, il più famoso dei quali, per noi, + Pilato.
E quindi, durante tutto quel periodo di tempo, rimasero sotto la dominazione romana di quei re marionetta, della famiglia d’Erode, di quei procuratori e governatori. Contemporaneamente, praticamente tutte le altre terre menzionate dal Nuovo Testamento rimasero sottomesse a Roma.
E quelli erano giorni opprimenti e tristi per il popolo ebraico. Letteralmente disprezzarono quell’oppressione romana. Anzi, ad essere sinceri, non la riconobbero neanche. Quando Gesù parlò loro in Giovanni 8, parlando ai capi ebrei, fu incredibile, perché gli disse: ‘Conoscerete la verità e la verità vi renderà liberi’, ed essi risposero: ‘Noi siamo la discendenza di Abramo e non siamo mai stati in schiavitù di nessuno’, un’affermazione piuttosto stupida. Non volevano nemmeno ammettere di essere stati schiavi di Roma. ‘Non siamo mai stati in schiavitù di nessuno’, dissero. Non la riconobbero neanche, erano orgogliosi! Disprezzavano il giogo romano.
La storia intera di Gesù, quindi, s’inserisce nel contesto di una nazione in schiavitù a Roma. L’ombra di Cesare oscurava letteralmente tutta la luce che si sparge sul Nuovo Testamento, Cesare è su ogni pagina. E contemporaneamente – ora prestate attenzione - contemporaneamente c’era un movimento nei cuori degli ebrei di credere il fatto che il Messia stesse arrivando, c’erano alcune persone che non avrebbero sperimentato la morte fino alla sua venuta, vi ricordate Simeone ed Anna? C’era la sensazione che qualcosa stava per succedere, che il Messia stava per arrivare, che il regno di Dio sarebbe stato stabilito e l’Antico Testamento era chiaro su questo fatto, e c’era questa sensazione che sarebbe accaduto. E poi quest individuo chiamato Gesù Cristo sarebbe arrivato sulla scena ed aprì la sua bocca in Marco capitolo 1 e guardate un po’ a quello che disse, secondo quello che ci dice Marco.
Marco 1:14. “ Dopo che Giovanni fu messo in prigione, Gesú si recò in Galilea, predicando il vangelo di Dio e dicendo – prestate attenzione – il tempo è compiuto ed il regno di Dio è vicino’, ravvedetevi e credete al vangelo della buona notizia”, e mamma se ne erano entusiasmati, avevano conosciuto la dominazione e l’oppressione romana, ed ora tutto d’un tratto, quest operatore di meraviglie era arrivato, quest operatore di miracoli si presentò, un uomo che parlò come nessun altro prima di lui, un uomo che fece cose come mai nessun altro, e quindi, forse questo era veramente il Messia. E quando sfamò la moltitudine sul fianco della collina, erano tutti pronti a crederci e volevano afferrarlo ed incoronarlo re e permettergli d’iniziare una rivoluzione politico-militare che li avrebbe liberati dal giogo di Roma.
Ne erano entusiasti, stavano cercando un Messia che avesse rovesciato Roma, stavano cercando un grande generale che avesse organizzato una rivoluzione ebraica che avrebbe portato all’indipendenza tramite un’azione militare. Ora prestate attenzione, in primo luogo il rovesciamento militare, il concetto militare del Messia apparteneva ad un gruppo di ebrei conosciuti come ‘Zeloti’. Nel giudaismo esistevano quattro partiti generali: i Farisei, i Sadducei, gli Zeloti e gli Esseni. Gli Esseni erano i mistici che vivevano a Qumran, dove abbiamo trovato i Rotoli del Mar Morto, loro erano quelli che li avevano copiati.
Gli Zeloti erano gli attivisti politici che non erano troppo preoccupati con la religione, ma erano molto interessati alla politica. I Farisei erano i conservatori religiosi ed i Sadducei erano i liberali. Ma gli Zeloti volevano davvero che il Messia venisse e credevano che sarebbe stato un grande generale che sarebbe venuto a stabilire una potenza militare che avrebbe rovesciato Roma. E quindi loro desideravano un regno militare.
D’altra parte, i farisei erano ugualmente ansiosi di capovolgere Roma, solo che non stavano aspettando un regno militare, ma una comunità santa. Desideravano la restaurazione della teocrazia dell’Antico Testamento. Stavano cercando un Messia che avrebbe governato in termini religiosi. Quindi la cosa si potrebbe vedere in questo modo: gli Zeloti stavano ricercando un Messia militare ed i Farisei stavano ricercando un Messia miracoloso.
Gli Zeloti probabilmente credevano che il Messia avrebbe compiuto un’azione militare ed i Farisei probabilmente credevano che il Messia avrebbe fatto qualcosa di miracoloso ed avrebbe sbaragliato Roma con un grande miracolo divino soprannaturale. Ed entrambi stavano ricercando un intervento catastrofico di Dio e la venuta del Messia, sapevano quello che Daniele aveva detto nel capitolo 7, versetti 13 e 14. Sapevano che il Messia sarebbe venuto con le nuvole e grande gloria, non sapevano cosa sarebbe successo, ma ognuno aveva le proprie idee.
E anche gli apostoli, i dodici apostoli, se l’aspettavano. In Atti capitolo 1 al versetto 6, dissero: “Signore, è in questo tempo che ristabilirai il regno ad Israele?”, ‘Quand’è che lo farai? Quand’è che vedremo l’esercito o il miracolo?’ Ma quello non era lo scopo di Gesù, ed è per questo che in Giovanni capitolo 18, quando Gesù stava parlando con Pilato e lui stava cercando di capire che tipo di re era, un re che non aveva un regno, che tipo di re fosse senza un trono, che tipo di re fosse senza una corona. E quindi nel mentre parlava con Gesù per cercare di scoprire se fosse un re o meno, gli chiese: ‘sei tu un re?’ ed gli disse: ‘Il mio regno non è di questo mondo’.
‘Non puoi capire che tipo di re sono! Il mio approccio non è militare. E non ho nemmeno intenzione di fare qualcosa di miracoloso per rovesciare Roma, quello non è il mio scopo’, se avesse voluto, disse che avrebbe potuto chiamare legioni di angeli, legioni, migliaia di angeli. E tra l’altro, se un angelo solo può uccidere 185.000 assiri in un colpo solo, una legione di angeli avrebbe potuto affrontare chiunque.
Quindi, vedete, la speranza di una restaurazione politico-religiosa non era altro che una chimera. Israele giaceva nella morsa del potere di Roma e Cesare non gli avrebbe concesso alcuna indipendenza. Eppure, nei loro cuori ardeva questa speranza, ed ardeva, ed ardeva il desiderio dell’arrivo del Messia; gente, francamente, quella speranza ardeva così tanto nei loro cuori che produsse così tanti falsi messia quasi come se fosse un’eruzione cutanea, erano ovunque! Falsi Messia a vagonate.
Gli Zeloti, in previsione di ciò che doveva essere fatto, dicevano: ‘Beh, non possiamo mica aspettarlo qui’ e quindi sineime ai Sicari, che erano degli assassini, colpirono Roma, assassinarono e si diedero ad atti rivoluzionari, e tutto quello non fece altro che provocare le rappresaglie romane. Ed alla fine, nel 70 d.C., i Romani si stancarono così tanto delle reazioni degli Zeloti, si stancarono così tanto di quel genere di cose, che nel 70 d.C. inviarono Tito Vespasiano e l’esercito romano scese e distrusse letteralmente Gerusalemme, distrussero la città, schiacciarono le persone, ed uccisero 1.100.000 persone.
Ma quella non fu la cosa peggiore, tra il 132 ed il 135 d.C., circa 60 anni dopo, arrivò da Roma un uomo di nome Adriano che attraversò l’intera terra d’Israele e massacrò tutto il popolo e distrusse tutte le città, con spazzò via la nazione intera in termini d’esistenza nazionale. Ora, io dico tutto questo per darvi un’idea di ciò che desideravano. Volevano che qualcuno rovesciasse Roma; gli zeloti credevano che fosse possibile con l’azione militare, ed i farisei e gli altri religiosi pensavano che si potesse fare miracolosamente con il Messia, ma si sbagliavano!
Vedete, si sbagliavano! Gesù non si presentò con quell’obbiettivo. Prima che l’indipendenza degli ebrei si potesse verificare, doveva esserci la loro salvezza, e quella doveva venire prima di tutto, e loro dovevano piegarsi, e quindi il piano di Dio era diverso da quello che pensavano. E quando Gesù iniziò a parlare così nel sermone sul Monte, potete immaginare la loro reazione. Si aspettavano che il Messia sarebbe arrivato su di un cavallo bianco; si aspettavano che il Messia si sarebbe presentato a cavallo con un colpo di spada e che all’improvviso avesse spazzato via il nemico. Ma arrivò e disse: “Felici sono i poveri in spirito. Felici coloro che son afflitti. Felici i mansueti”, ‘Che tipo di Messia è questo? Che tipo di folla radunerà mai? Chi vuole un gruppo di sorelle piangenti? Un gruppo di persone miti? Non riusciranno mai a gestire Roma’, e quindi, così facendo fu di delusione per gli attivisti politici,
perché non avrebbe mai provocato alcuna rivoluzione. E deluse anche i religiosi, perché si limitò a guarire le persone, non a distruggere Roma con miracoli catastrofici. Non fu così, ed è per questo che, vedete, quando videro che i Romani lo catturarono, quando finalmente lo videro lassù, e lo videro accanto a Barabba, e lo videro come una persona patetica che Pilato aveva maltrattato, picchiato, malmenato, e flagellato, e gli avevano conficcato una corona di spine sulla testa, e non c’era alcuna bellezza in lui cosìche nessuno lo desiderava, non c’era nulla di attraente in Lui - Leggete Isaia 53. “Non aveva forma nè bellezza da attirare i nostri sguardi, nè aspetto dale da piacerci”, e loro notarono tutto quello e dissero: ‘Ah, potete scordatevelo. Quello non è il Messia che vogliamo’.
E quindi gridarono: ‘Crocifiggilo! Crocifiggilo! Liberaci Barabba. Liberaci Barabba. È più vicino al nostro Messia tipo di questo qui’, e per quello lo odiavano. Sapete, lo odiavano perché li aveva delusi, lo odiavano perché non aveva soddisfatto le loro aspettative, ed una volta morto, avevano chiuso con lui, e quella fu davvero la goccia che fece traboccare il vaso. Quando il resto delle persone si presentò e disse: ‘Beh, era il Messia’, loro dissero: ‘Ascoltate, è morto su una croce, l’Antico Testamento dice: ‘Maledetto chiunque sia appeso ad un albero’, non venite a dirci che il nostro Messia è stato crocifisso ed è stato maledetto. Non venite a dirci che il Messia è arrivato e non ha conquistato Roma. Non venite a dirci che il Messia è venuto, e sen è andato senza cambiare la nostra situazione nel mondo, quello non è il Messia’ e non credettero nemmeno alla Sua risurrezione, sebbene fosse vera, ed anche se 500 persone lo videro, non ci credettero comunque.
Quando gli apostoli predicarono, vedete, dovettero sempre predicare sulla risurrezione e dovevano dire sempre: ‘Vedete, il Messia doveva soffrire, doveva soffrire, doveva morire. Questo è quello che insegnava l’Antico Testamento, le cose dovevano andare così’, e persino Gesù disse loro sulla strada verso Emmaus: ‘Se aveste conosciuto le Scritture, avreste saputo che le cose dovevano andare così’, ma loro erano delusi, erano veramente e miseramente delusi da Gesù.
E tutto iniziò proprio qui, perché la prima volta che lo sentirono parlare, disse: “I mansueti, erediteranno la terra”, che razza di accordo è quello? Il bottino appartiene ai forti, non ai miti. Quello contraddiceva tutta la loro filosofia di vita; ma Egli venne come servo, vedete, non stavano considerando Isaia dal capitolo 40 al 66; quell’intera sezione dal 40 all 66 presenta il Messia come un servo sofferente. Non conoscevano nemmeno l’Antico Testamento. Una sezione enorme! Infatti, quando annunciò chi era veramente, citò Isaia 61. E, sapete, s’identificò con un gruppo piuttosto misero.
Dice - Luca 4:18 – “«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
perciò mi ha unto per evangelizzare i poveri - oh, fratello mio - per guarire quelli dal cuore spezzato, mi ha mandato ad annunziare la liberazione ai prigionieri, e ai ciechi il ricupero della vista; a rimettere in libertà gli oppressi”, ora quello si che è un gruppo piuttosto triste: I ciechi, i malmenati, i poveri e i mutilati, di che razza di gruppo si tratta?
L’apostolo Paolo lo disse in 1 Corinzi: “Non molti nobili, non molti sapienti, non molti potenti”, ha scelto le cose pazze del mondo. Era un servo, non era venuto a capovolgere Roma, è venuto a lavare i piedi di discepoli privi d’amore e la sua vita intera era un’illustrazione dell’umiltà e del servizio. Disse: “Il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti”, non avevano capito il punto intero, non sapevano neanche per cosa fosse venuto; umiltà, rinnegamento di sé.
Ora quello, preparò le basi per quello che disse in questo sermone. E quello che disse qui è questo, disse: ‘Non sono coloro che sono autosufficienti, o che hanno giustizia personale. Non sono gli orgogliosi, i forti, gli arroganti, i sicuri ed i soddisfatti; non sono i religiosi che entreranno a far parte del mio regno. Sono gli affranti, i dolenti, i miti, gli affamati, gli assetati, i misericordiosi, i puri, gli operatori di pace, i perseguitati, i vilipesi ed i calunniati che non si vendicano mai, loro sono i cittadini del mio regno’, e mamma se li colpì per bene.
Non potevano crederci! Non poteva essere il Messia! ‘I veri cittadini del regno – disse – sono questi tipi di persone’, che messaggio rivoluzionario! E noi ce lo dimentichiamo, mamma se ce lo dimentichiamo. Pensiamo che Dio abbia bisogno di superstar; pensiamo che Dio abbia bisogno degli alti e dei potenti, non è mai stato così! Mai. I ricchi ed i famosi, non è mai stato così. Il nostro Signore venne e li colpì proprio lì dove ne avevano bisogno. Disse: “Ascoltate, volete far parte del mio regno? Quelli che ne fanno parte sono coloro che si trovano in bancarotta spirituale, versetto 3; gli afflitti, versetto 4, i mansueti, versetto 5.
Ora parliamone un po’, i mansueti, questo è diverso dall’esser contriti nello spirito, lasciate che vi mostri come. La radice della parola comunica la stessa idea - parola diversa, ma stessa idea. Ma lasciate che vi mostri... Infatti, in alcuni punti della Bibbia queste due parole potrebbero essere usate intercambiabilmente, ma c’è una distinzione bellissima qui, ora prestate attenzione, l’esser rotti nello spirito ha a che fare con la mia peccaminosità, ok? Versetto 3: l’essere afflitti in spirito ha a che fare con la mia peccaminosità. La ‘mansuetudine’ invece ha a che fare con la santità di Dio, sono due facce della stessa cosa. L’esser afflitto nello spirito perché sono un peccatore e mite perché al confronto, Dio è così santo! Due facce della stessa cosa.
Guardatela in un altro modo. L’esser afflitti nello spirito è un qualcosa di negativo che porta al lutto; la mansuetudine invece è una cosa positiva e porta alla ricerca della giustizia, vedete? È solamente il lato opposto della cosa. Questa è la bellezza della sequenza, c’è una progressione. Prima di tutto, c’è questa rottura, questo senso tremendo di peccaminosità ed è negativo nel senso che porta al lutto, all’afflizione; però poi, tutto d’un tratto s’inizia a vedere l’altro lato della medaglia. S’inizia a vedere un Dio santo, e quella è la mansuetudine. E poi s’inizia ad aver fame della sua santità, vedete la sequenza? Il flusso?
“Felicità”, dice Gesù, felicità, beatitudine. Oh, quella è per persone come queste, persone che sono - attenzione - realistiche a riguardo del loro peccato, che si ravvedono del loro peccato, che sono sensibili a Dio. Ed i non beati, gli infelici e coloro che sono esclusi dal regno sono gli arroganti, gli autosufficienti, i moralisti, gli impenitenti, quelli dal collo duro e le persone orgogliose, o mamma se questo era devastante, woh!
Vedete, gli Zeloti dicevano: ‘Vogliamo un Messia militare. Vogliamo un regno militare’, i farisei dicevano: ‘Vogliamo un Messia miracoloso. Vogliamo un regno miracoloso’, oh e tra l’altro, i Sadducei, stavano dicendo: ‘Vogliamo un Messia materialista’, loro erano i materialisti. Suppongo che gli Esseni erano lì nell’angolo e dicevano: ‘Vogliamo un regno monastico’, ma Gesù disse: ‘Ve ne darò uno mite’. Il regno non sarà fondato sul materialismo. Non sarà basato sul monachesimo. Non sarà un qualcosa di militare nè composto da miracoli appariscenti, sarà per i miti.
E, sapete, il nostro mondo ha ancora problemi con quello, il nostro mondo associa la felicità ed il successo con la forza, la fiducia, la sicurezza personale, alla sopravvivenza del più forte, alla conquista e al potere. Quello non era il modo di fare di Gesù; il suo regno è per i mansueti.
In Efesini 4 - ricordate cos’abbiamo studiato lì? Ne parleremo molto in parallelo questa sera. Efesini 4:1, “ Io dunque, il prigioniero del Signore, vi esorto a comportarvi in modo degno della vocazione che vi è stata rivolta”, come devo camminare, Paolo? “Con ogni umiltà e mansuetudine”, tutto lì. Il regno di Dio è per i miti. Tito 3:2, “Non dire male di nessuno, non siate litigiosi, siate miti, mostrando grande gentilezza verso tutti gli uomini”, molto semplice. Siate miti con tutti. Colossesi capitolo 3 verso 12, “ Vestitevi, dunque, come eletti di Dio, santi e amati, di sentimenti di misericordia, di benevolenza, di umiltà, di mansuetudine”.
Vedete, più e più volte nella Bibbia ci viene detto che le persone che appartengono al regno di Dio sono miti. E comunque, gente, non è una novità, lo standard di Dio è sempre stato lo stesso. Si può tornare indietro fino all’Antico Testamento, ed era la stessa cosa, anche lì la mansuetudine era lo standard di Dio.
Credo sia il Salmo 22:26, ascoltate, “I miti mangeranno e saranno saziati. Quelli che cercano il Signore lo loderanno; il loro cuore vivrà in eterno”, vedete, la vita eterna appartiene ai miti. Ai miti, non ai superbi. Salmo 25:9, “Guiderà gli umili nella giustizia – prestate attenzione – ed insegnerà agli umili la sua via”, Dio s’identifica con i miti e alla fine dei Salmi, il Salmo 147 al versetto 6, dice: “Il Signore sosteien i miti”.
Vedete, Dio si è sempre identificato con quello, è una priorità; queste sono il suo genere di persone. Isaia 29:19, “Anche i miti accresceranno la loro gioia nel Signore”, vedete? La salvezza, l’insegnamento, la benedizione e la gioia sono per i mansueti.
Bene, vi ho sottolineato il fatto che Gesù è venuto ed ha predicato che il suo regno sarebbe stato occupato da persone caratterizzate dalla mansuetudine. Ora, voglio porre cinque domande questa sera e vedere se possiamo risponderle a sufficienza per aiutarci a capire cosa significa tutto questo. Domanda numero uno: Che cos’è la mansuetudine? Che cosa significa essere miti? Che cos’è la mansuetudine? E dobbiamo rispondere a questa domanda. Se le uniche persone felici sono i mansueti, e noi vogliamo esser felici, allora dobbiamo sapere cos’è la mansuetudine, che cos’è?
Ebbene, notate al versetto 5 che segue due cose, la povertà di Spirito e l’afflizione. Quindi, qualsiasi cosa sia, deve seguire quelle due cose. La mansuetudine proviene da cuori che sono rotti in spirito e son afflitti. Il dizionario ha una nota interessante: ho cercato ‘mansuetudine’ nel dizionario ed ho trovato questo: “carente di coraggio”, beati i codardi? Non proprio, quella non è la deffinizione biblica di mansuetudine. La mansuetudine non è quello.
Guardate oltre, ‘mansuetudine’, deriva da una parola greca, la cui radice è praus e significa, fondamentalmente, dalla radice: ‘medio, gentile e morbido’, ‘medio, gentile e morbido’, quindi l’idea è quella di una persona delicata, e dolce, dal cuore tenero, una persona paziente. Qualcuno che ha un atteggiamento di sottomissione e cose del genere. Ora, quello è il concetto della radice: ‘neutro, gentile, tenero, paziente, gentile, tranquillo, disponibile, sottomesso’.
Permettetemi d’illustrare questo concetto con alcuni dei suoi usi comuni. Spesso veniva usata come parola per descrivere una medicina calmante. Altre volte per descrivere una brezza leggera, mentre altre volte, fu usata per descrivere un puledro che era stato domato ed addomesticato e che poteva essere usato per buoni scopi. Quindi, si trattava di un qualcosa di simile ad un calmante, o di qualcosa di gentile, o di qualcosa di confortante. Inoltre, fu detto che fosse una delle caratteristiche di Gesù. 2 Corinzi 10:1 parla della mansuetudine di Cristo, la mansuetudine di Cristo. In Matteo capitolo 21 versetto 5 parla della mansuetudine di Cristo, e dice: “Ecco il re viene manso, seduto su un’asina e su un puledro d’asina”.
Quando Gesù entrò nella città, vedete, non entrò su di un cavallo bianco pronto a conquistare e saccheggiare, no arrivò a cavallo di un asino, di un puledro, di un somaro. Cioè, quello era veramente un mezzo di trasporto di bassa classe, era manso. Per di più, lasciatemi dire qualcos altro su questo. Si tratta di una gentilezza, e di una mansuetudine, e di un carattere sottomesso ma – prestate attenzione – non si tratta di debolezza, ma di potenza sotto controllo, segnatevi quella definizione. L’ho già condivisa nello studio di Efesini, è potenza sotto controllo, ok? Potenza sotto controllo.
È un sottoprodotto dello svuotamento di sé, dell’umiliazione personale, è una rottura al cospetto di Dio, è l’addomesticamento del leone. Vi ricordate quando vi ho detto che non è l’uccisione del leone? È potenza sotto controllo. È Efesini 4:26, va bene arrabbiarsi, ma senza peccare. In altre parole, fate si che sia un’ira retta, un adirarsi controllato secondo gli scopi di Dio; non un adirarsi a causa di un’offesa personale, ma perchè Dio è stato offeso. È ira per la ragione giusta al momento giusto.
Mansuetudine non significa impotenza, ma potenza sotto controllo. E se doveste esaminare Proverbi capitolo 25 versetto 28, vedreste che dice: “Chi non ha dominio sul proprio spirito è come una città diroccata e senza mura”, quella è potenza fuori controllo, c’è potenza ma nulla che la contenga, ed è come una città distrutta. D’altra parte, Proverbi capitolo 16 versetto 32 dice: “Chi è lento all’ira è migliore del potente, e chi governa il suo spirito è migliore di colui che conquista una città”, in altre parole, governare il proprio spirito è mansuetudine, l’esser fuori controllo invece è la mancanza di mansuetudine, è potere sotto controllo.
Guardiamola dal punto di vista dell’uso che ne facevano i Greci. Vi ho detto che veniva usato in referenza ad una medicina calmante. La medicina sotto controllo è utile; fuori controllo, uccide. La usavano per parlare di un animale che era stato rotto e quindi era utile; un puledro non domato, un cavallo non domato distrugge; mentre un cavallo rotto è utile. La usavano in refernza ad una brezza leggera, ed essa può rinfrescare e calmare lo spirito; mentre un uragano uccide, fuori controllo. La potenza sotto controllo è mansuetudine.
Un autore lo disse meravigliosamente, disse questo: ‘La mansuetudine è il frutto dello spirito – ed è elencato in Galati 5 – ma disse: ‘La mansuetudine è un frutto dello spirito che si trova sul terreno della povertà spirituale, della contrizione e del lutto. È un fiore nobile che cresce dalle ceneri di un amor personale, sulla tomba dell’orgoglio. Da un lato, l’uomo vede la sua rovina totale, la sua indegnità e la sua miseria; dall’altro, contempla la bontà e la benignità di Dio e di Cristo Gesù. La caratteristica interiore è la disposizione del cuore che, grazie alla percezione acuta della propria miseria e della misericordia abbondante di Dio, è diventata così docile, dolce, mite, flessibile e mansueta, che non lascia nemmeno traccia dell’asprezza originaria, della sua natura selvaggia e violenta’, fine della citazione.
È il contrario della violenza e della vendetta. L’uomo mite ha imparato, quello che dice Ebrei 10:34, ha imparato “ad accogliere con gioia la ruberia dei suoi beni, sapendo di possederne una migliore, una ricchezza duratura con Dio”, la persona mite è morta a sè, ora tutto questo prenderà forma in un minuto, la persona mite è morta a sè e non si preoccupa mai delle proprie fertie, non ha alcun rancore; vi ricordate quello che vi ho detto che John Bunyan disse? ‘Colui che è già a terra non può cadere’, non c’è niente da perdere. Una persona mite non si difende mai perché sa di non meritarsi nulla. Non si arrabbia mai per quello che riceve perchè sa di non meritare nulla.
Mansuetudine, quello è quello che Cristo ha detto esser caratteristica fondamentale di coloro che appartengono al suo regno, non son lì a difendersi da soli, non vanno in giro cercando ciò che gli spetta. Sanno di non avere nulla, sono già rotti nello spirito per il loro peccato. Son già afflitti e stanno già piangendo per le conseguenze che ne derivano, ed in umiltà si presentano di fronte ad un Dio santo e non hanno alcuna ragione di lodarsi.
Potere sotto controllo. Hanno fiducia in Dio. Si dilettano in lui. E Dio promette di dargli loro la terra stessa, non si tratta di codardia; non si tratta di fiacchezza, o di una mancanza di convinzioni superficiale, non è solamente buonismo umano. La mansuetudine dice: ‘In me stesso, nulla è possibile. Ma in Dio, tutto è possibile’, la mansuetudine dice: ‘Per me, non ho alcuna difesa. Per Dio, son pronto a dare la mia vita. Per Dio son pronto a morire’, non è un’accettazione passiva del peccato, ma è ira rabbia sotto controllo, è un indignazione santa.
Illustrazione: “Perché anche a questo siete stati chiamati, che anche Cristo ha sofferto per noi, lasciandoci un esempio affinché seguiate i suoi passi’, ora questa è la vera mansuetudine, non commise alcun peccato, nè alcuna malizia fu trovata nella sua bocca. Ora, iniziate proprio da lì, non fece mai nulla di male. Quindi, qualsiasi accusa fu elevata contro di Lui, era falsa. Quindi, qualsiasi punizione gli fu inflitta era sbagliata. Ogni volta che fu maltrattato era tutto errato; ogni volta che fu calunniato si sbagliavano; ogni qual volta che fu deriso, era tutto per menzogna perchè non fece mai nulla di sbagliato. Non peccò mai, ingannò mai nessuno, non fece mai nulla di male.
E anche se non si meritò alcuna critica, quando queste si presentarono – al versetto 23 – e quando fu oltraggiato, non si rivendicò, e quando soffrì, non minacciò alcun ritorno, si affidò completamente a colui che giudica rettamente.
Fermatevi lì, questa è mansuetudine. Gesù non si è mai difeso, mai! Ma quando profanarono il tempio di suo Padre, prese una frusta e li scacciò, non è vero? La mansuetudine dice: ‘Non mi difenderò mai, ma son pronto a morire per difendere Dio’, quella si che è mansuetudine, ‘non mi difenderò mai, ma son pronto a morire pur di difendere Dio’.
Gesù purificò il tempio due volte, cacciò gli ipocriti, condannò le false guide d’Israele, pronunciò, senza timore, giudizio divino sulle persone, eppure la Bibbia dice che era mite! La mansuetudine non è impotenza. La mansuetudine è potere usato solo per difendere Dio, mai per difendere me stesso.
Non si difese mai, avrebbe potuto chiamare legioni di angeli, ma non lo fece perché non fece mai nulla per difendersi. Avrebbe potuto avere 12 legioni di angeli, cosa significa esser miti? Cosa significa questo concetto? Significa aver potere sotto controllo. Ti guardi e riconosci d’esser rotto nello spirito eprchè vedi il tuo peccato, e non fai altro che piangere ed esser afflitto del tuo peccato, e sai di non meritarti nulla e che non c’è nulla da difendere, ma vedi la santità di Dio e, vedendo la santità di Dio, sei pronto a morire per difendere il suo nome santo, non è vero?
Oh mamma, questo era uno shock per quegli ebrei. Loro passavano tutto il tempo cercando di difendere la loro santità ed erano ipocriti. Non entrarono mai nel suo regno, perché non conoscevano il significato della mansuetudine. Il loro potere era fuori controllo, si scatenavano e si scagliavano contro chiunque li offendesse, e quella non è mansuetudine.
Seconda domanda: Come si manifesta la mansuetudine? Possiamo capirla meglio se la vediamo in azione, quindi lasciate che vi dia alcune illustrazioni. Alcune le abbiamo condivise nella serie su Efesini, e credo che ne riproporrò alcune, ma ascoltate: Com’è che funziona la mansuetudine? Così che possiamo avere un po’ un’idea di dove ci troviamo.
Prima di tutto, v’invito a guardare a Genesi 13, indietro fino a Genesi. Una storia favolosa, favolosa. Questo è Abramo, amo questa storia. Abramo stava vivendo a Ur dei Caldei. Ur era una città secolare e Dio gli disse: “Abramo, tu sei il mio uomo. Abramo, alzati, esci da questa città, vai in una terra che ti mostrerò”,
e nel capitolo 12, Dio fece con Abramo questo patto favoloso. Dio disse: ‘Sto per stabilire un patto incredibile, avrai una discendenza tanto vasta come le stelle del cielo e come la sabbia del mare. Abramo, ti darò una terra. Abramo, stabiliremo un patto unico per natura; ho scelto te, Abramo. Dai tuoi lombi nascerà una nazione’, il favoloso patto Abramitico. Abramo era l’uomo scelto da Dio.
Abramo aveva un nipote, il cui nome era Lot. Guardate al versetto 7: “Scoppiò una lite fra i pastori del bestiame d’Araamo ed i pastori del bestiamo di Lot”, fermatevi lì, ‘ci fu una grande discussione su chi avrebbe ricevuto quale pascolo, va bene? E, sapete, normalmente, se ci avessimo pensato su, avremmo pensato che Abramo avrebbe potuto dire, ‘Senti, Buster, chi ha ricevuto il patto, tu o io?’, ‘Beh, tu, zio Abramo’, e ‘quindi figliolo, non dimenticartelo mai, io ho ricevuto il patto’. Vedete, avrebbe potuto fare la differenza, non è vero? Facilmente. Abramo ne aveva il diritto. Era l’uomo di Dio. Abramo aveva la possibilità di scegliere. Gli era stato dato il patto, Lot non era altro che un parente che era lì di passaggio, e: ‘Quindi com’è che rispose?’
Guardate al versetto 8, “Allora Abramo disse a Lot: «Ti prego, non ci sia discordia tra me e te, né tra i miei pastori e i tuoi pastori, perché siamo fratelli! Tutto il paese non sta forse davanti a te? Ti prego, sepàrati da me! Se tu vai a sinistra, io andrò a destra; se tu vai a destra, io andrò a sinistra»“
Wow! Disse: ‘Lot, non voglio avere questo bisticcio, prendi quello che vuoi ed io prenderò gli avanzi’, Abramo, sei un folle! Perderai la terra migliore; ma è la mansuetudine. Aveva forse il potere di prendersi la terra che voleva? Abramo aveva il potere di sbarazzarsi di Lot. Aveva il potere, ma non decise di usarlo per difendersi, invece, manifestò questa bellissima sottomissione a Dio.
In cuor suo sapeva che Dio aveva il controllo e che se Lot avesse preso il lato sinistro, Dio avrebbe risolto il problema. Se Lot avesse preso il lato destro, Dio avrebbe fatto lo stesso, mansuetudine. Aveva il diritto ed il potere, ma non lo usò mai a proprio vantaggio. Amati, dobbiamo imparare questa lezione. Questa è la mansuetudine. Dopo tutto, quando siete in grado di vedere che non siete altro che peccatori, ed imparate il significato di Romani 12:10, “nell’onore preferendovi gli uni gli altri”, proprio come fece Abramo.
Poi c’era Giuseppe. Giuseppe, sapete, fu venduto, vero? I suoi fratelli lo vendettero come schiavo, vi ricordate? E fu portato in Egitto. E loro credevano: ‘Ah, ce ne siamo sbarazzati’, era il preferito del padre e non lo sopportavano proprio. Il figlio preferito. Il padre lo adorava, così tanto che glielo portarono via. E poi poco dopo ci fu una carestia, e loro erano disperati e dovettero andare in Egitto per procurarsi del grano, ed indovinate un po’ chi era il pezzo grosso in Egitto? Giuseppe. Aveva scalato i ranghi tanto da esser diventato il primo ministro d’Egitto alla pari con il faraone.
E qui si presentarono i suoi fratelli che lo implorano per del grano. Avrebbe potuto dire: ‘Lasciate che vi racconti una storiella prima di dire di no’, ma non lo fece, aveva il potere, ma era sotto controllo. Sapete cosa fece? Non c’era un osso vendicativo nel suo corpo. Non c’era alcun antagonismo e amarezza o rancore. Li vide e li amò, e gli diede tutto quello di cui avevano bisogno. Infatti, notò pure che Beniamino non era con loro e desiderava vederlo, mansuetudine. Giuseppe non era un codardo. Giuseppe era un uomo potente, ma la mansuetudine, gente, non è codardia, è potenza sotto controllo. Non farò mai qualcosa per difendermi, ma son disposto a tutto pur di difendere Dio.
Poi c’è Davide. In 1 Samuele capitolo 24, Davide trovò Saul, vi ricordate che Saul lo stava inseguendo, lo voleva uccidere gli lanciò delle lance, gli stava dando la caccia perchè sapeva che Davide sarebbe stato il prossimo re e che Dio l’aveva unto, ma lo odiava e lo disprezzava, e ciò che era ancora peggio, era che suo figlio, Gionatan, amò Davide profondamente.
Saul lo inseguiva dappertutto ed il vecchio Gionatan scagliava frecce per avvisarlo dell’arrivo del padre. Ed infine Davide, all’improvviso, trovò Saul sdraiato e profondamente addormentato, questa era la sua opportunità, poteva prendere un coltello e farla finita lì. Con un solo colpo di lama, avrebbe potuto porre fine alla rivoluzione tra lui e Saul, avrebbe potuto prendere il suo trono. E sapete cos’è che gli dissero i suoi uomini? ‘Fallo, Davide, fallo, prendilo! Voglio dire, è qui! Fallo! È il tuo momento, woo hoo, no? Fallo! Non scherzare, Davide. Non lasciarlo andare, prendilo!’
Quindi sapete cosa fece? Prese il suo coltello, andò lì, e gli tagliò un angolo della sua veste e lo prese, in modo che Saul sapesse che era lì, ma non lo uccise. Vedete, Davide non voleva usare il suo potere, cel’aveva, ne aveva anche il diritto, era il re consacrato, ma non lo fece. Non si sarebbe mai difeso, ma era pronto a difendere Dio.
In 2 Samuele 16, Davide e suo figlio Absalom ebbero un conflitto. Ed Absalom stava per iniziare una rivoluzione, un colpo di stato, e voleva cacciare Davide dalla città e Davide era nel deserto, e uno degli uomini di Saul si presentarono, un tizio di nome Shimei – ed iniziò a prendersi gioco di Davide, ‘Davide, guardati un po’, Davide, ah ah, sei qui fuori e tuo figlio ti ha fatto fuori, Davide, ah, sei proprio un pezzo grosso, non è vero? Un pezzo grosso, oh, il grandissimo re d’Israele, Davide, qui fuori nascosto sotto un cespuglio’,
Abiscai, nipote di Davide, gli disse: ‘lasciami andare e gli taglierò la testa. Chi si crede di essere? Maledire il re?’ 1 Samuele 16:9, dice: “Lasciami andare a tagliargli la testa”, Davide lo guardò e gli disse: ‘No, lascialo stare, lascialo stare’... Davide non volle difendersi, aveva un bellissimo atteggiamento di fiducia e di sottomissione totale alla volontà di Dio.
Vedete, Dio può fare qualsiasi cosa nel mondo se ha a disposizione persone che gli sono sottomesse; ma non può operare con persone che fanno di testa loro. Il suo regno deve essere occupato da persone sottomesse, questo è quello che sta dicendo, gli Ebrei non erano pronti, pensate a Mosè.
Numeri capitolo 12 versetto 3, ascoltate a quest affermazione, “L’uomo Mosè – ascoltate per bene – l’uomo Mosè era molto mite, più di tutti gli uomini che si trovavano sulla faccia della terra”, fine della citazione. Numeri 12:3 dice che Mosè era l’uomo più mite sulla faccia della terra, diremmo, mite? Era mite? Oh, ma era piuttosto forte, voglio dire, si presentò da quell’egiziano che stava malmenando quell’israelita, l’uccise e lo seppelli, cioè, era piuttosto forte.
E poi si presentò e disse: ‘Faraone, lascia andare il mio popolo! Oh Faraone’, ed il Faraone chiamò i suoi maghi che fecero un paio di trucchi e Mosè fece dei trucchi migliori, e gli disse: ‘Mi ripeto, Faraone, lascia andare il mio popolo’, non mi sembra troppo mite, no? Discese dal Monte Sinai, vide Aronne, suo fratello, che guidava il popolo nell’adorazione del vitello d’oro e nella grande orgia, e s’infuriò a tal punto da spaccare le tavole e volle spazzarli via tutt, non mi sembra molto mite, no?
Sì, ma vedete, se pensate quello, allora non sapete veramente cosa sia la mansuetudine. C’è anche in Esodo 32 nei versetti 19 e 20 e, ragazzi, se è furioso, Mosè è furioso. 32:19, “Quando fu vicino all’accampamento, vide il vitello e le danze; e l’ira di Mosè s’infiammò ed egli gettò dalle mani le tavole e le spezzò ai piedi del monte. Poi prese il vitello che quelli avevano fatto, lo bruciò col fuoco, lo ridusse in polvere, sparse la polvere sull’acqua e la fece bere ai figli d’Israele”, mamma se era arrabbiato! ‘Perché sei così arrabbiato, Mosè?’ ‘Sono adirato per quello che hai fatto a Dio, son arrabbiato perchè avete violato quello che Dio mi ha appena detto, quando ero lassù, ‘Non avrai altri dèi al di fuori di me. Non ti farai alcuna immagine scolpita’, non si stava difedendo, stava difendendo Dio.
Infatti, quando Dio disse a Mosè in Esodo 3: “Mosè sei il mio uomo”, lui gli disse: ‘Ah, Dio non credo che vuoi me, son inutile, non son adeguato, non so parlare, stai scherzando, vuoi che io vada a guidare il popolo intero d’Israele lì da solo? Ascolta, ho ucciso un egiziano e mi è costato 40 anni nel deserto. Come potrò mai liberare due milioni d’ebrei da quel Paese senza problemi? Non posso farcela, sono inadeguato’,
Vedete, non aveva alcuna fiducia in se stesso. Non poteva difendersi davanti a Dio, ma era disposto a difendere Dio davanti a chiunque, questa si che è mansuetudine.
Paolo aveva la stessa cosa. Paolo dice in Filippesi 3:3: ‘Non posso fidarmi della carne’, Filippesi 4:13, ‘posso fare ogni cosa per mezzo di Cristo che mi fortifica’, lasciate che vi mostri un contrasto. 2 Cronache capitolo 26, 2 Cronache capitolo 26, questa è una storia fantastica! Il re Uzzia, vi ricordate che Isaia disse: ‘Nell’anno in cui il re Uzzia morì, io vidi il Signore’, oh Isaia, era in lutto alla morte del re Uzzia perché era una fine triste.
Uzzia aveva davvero - ragazzo era davvero un generale speciale. Versetto 6 di 2 Cronache 26 dice: “Egli uscí e mosse guerra ai Filistei” – si riferisce ad Uzzia. Guidò le truppe contro i Filistei, “Ed abbatté le mura di Gat”, ora queste sono città filistee, “le mura di Iabne e le mura di Asdod e costruí delle città nel territorio di Asdod, e in quello dei Filistei”, aveva letteralmente devastato la nazione intera, spazzò via tutte le città e ricostruì le sue città nel loro paese.
Infatti, “Filistei” è il nome antico della Palestina, li, contro gli Arabi che abitavano a Gur-Baal, e contro i Maoniti, e gli Ammoniti e così via”... Continuò meravigliosamente e fu in grado di sopraggiungere tutto. Aveva un esercito incredibile! E giù al versetto 12 dice che: “Il numero totale dei capi delle case patriarcali, degli uomini forti e valorosi, era di duemilaseicento. 13 Essi avevano al loro comando un esercito di trecentosettemilacinquecento combattenti”. trecentosettemilacinquecento soldati nel suo esercito, quasi un terzo di un milione di soldati, un esercito incredibile!
E combatterono con gran potenza. Il versetto 14 dice: “Avevano scudi, lance, elmi, corazze, archi e fionde da scagliar sassi”, grandi macchine da guerra. Nel versetto 15 dice che fece dei motori a Gerusalemme, dei motori da guerra inventati da uomini abili, aveva degli ingegneri, aveva letteralmente delle macchine militari fantastiche. E la sua fama raggiunse paesi lontani, perché egli fu meravigliosamente soccorso, finché divenne potente, e tutto dun tratto, nel mentre Dio lo stava facendo vincere... cosa accadde? Versetto 16: “ Ma quando fu divenuto potente, il suo cuore, insuperbitosi, si pervertí, ed egli commise un’infedeltà contro il Signore, il suo Dio, entrando nel tempio del Signore per bruciare dell’incenso sull’altare dei profumi”,
Ascoltate, c’era solamente un gruppo di persone a cui era permesso di bruciare l’incenso sull’altare, chi? I sacerdoti. Ma Uzzia pensò che era così grande, così invincibile, così superiore che era persino più elevato dei sacerdoti, e disse: ‘Che me ne faccio io del sacerdote? Guardatemi, ho conquistato il mio mondo’, e si catapultò lì dentro ed iniziò a fare le sue pratiche religiose ed era così impegnato a esaltarsi che insultò Dio, e sapete cosa è successo? Ve lo dico io cos è successo. Al versetto 21 ci viene detto: “Il re Uzzia fu lebbroso fino al giorno della sua morte e rimase nell’infermeria come lebbroso”.
Quando un uomo è orgoglioso, inevitabilmente viola Dio nel tentativo di difendersi da solo; quando un uomo è mite, però, è pronto a difendere Dio perchè non ha alcun bisogno di difendersi, mansuetudine. Chi è stato il più grande esempio di tutti? Gesù Cristo. Torniamo a Matteo 5:5. Terza domanda, e ci affretteremo alla conclusione. Qual è il risultato? Qual è il risultato della mansuetudine?
Prima di tutto, dice: “Beati i mansueti”, volete essere felici?” è quello che significa, ora non mi riferisco alla felicità del mondo, quel tipo di felicità superficiale basata su circostanze, no, mi riferisco alla beatitudine, alla felicità in termini di Dio, mi riferisco ad una gioia vera e duratura, e quello che sta dicendo è semplice: “felici i miti”, felici.
La seconda cosa che ne risulterà – e questa è grandiosa: Essi erediteranno la terra, e sapete, potremmo parlare un sacco, potremmo parlare per ore e cercare di spiegare il significato di quella frase, “erediteranno la terra”, vedete, in origine Dio aveva promesso una terra ad Israele, ma ancora prima di quello, Dio promise all’uomo, la terra, giusto? Non è vero che gli aveva dato il dominio sulla terra, sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo e sugli animali? Vedete, Dio ha dato all’uomo il dominio su tutta la terra, e quello che sta dicendo è che quando diventiamo credenti e siamo mansueti, entriamo a far parte del regno e quindi ci appropriamo di quell’eredità originale, è la riconquista del Paradiso. E, amati, non è vero che alla fine vinceremo la terra? Non è vero che alla fine non regneremo sulla terra con il Signore Gesù Cristo nel grande regno a venire? Sì.
E quello che sta dicendo qui è semplice, il popolo del regno erediterà la terra e gli unici che entreranno a far parte del mio regno sono i miti, non i superbi; coloro che son affranti per il loro peccato, non coloro che pensano di esser senza peccato. Quelli che son afflitti per il fatto di essere perduti, non quelli che ridono per il fatto di essere a posto presumibilmente.
Vedete, già in Isaia, e prima ancora di Genesi, Dio promise loro la terra. E non l’hanno mai ricevuta completamente, non l’hanno mai ricevuta; è sempre stato un possesso parziale. E anche oggi è parziale, non hanno mica tutta la terra. Perché? Vi rendete conto che la promessa originale della terra che Abraamo avrebbe dovuto ricevere doveva estendersi fino al fiume Eufrate? Non sono neanche vicino, non riescono a malapena ad attraversare la riva orientale del Giordano, non ce l’hanno. In un certo senso si tratta di una promessa non mantenuta completamente.
Isaia capitolo 57 ed Isaia capitolo 60 dicono che verrà un giorno in cui il Messia verrà e gli darà tutta quella terra e con essa anche tutto il mondo. Ma sapete cosa pensavano quegli ebrei? Oh ragazzi, il regno millenario appartiene ai forti, ai superbi, agli sfidanti, a coloro che non sopportano l’oppressione. Gesù disse: ‘No. No, vedete, la terra appartiene ai miti’, e voi potremmo chiedere: ‘ma com’è che potranno mai i mansueti ereditare la terra? Come faranno a conquistarla?’ Beh, il punto è che i miti entrano a far parte del regno di Cristo e poi lui la conquista.
Vorrei anche aggiungere questo. Il pronome enfatico è anche qui, così com’è negli altri, ma è molto utile, nel greco dice: “Beati coloro... no, “Beati i mansueti”, ora prestate attenzione, “perché solo loro erediteranno la terra”. Le persone orgogliose non la erediteranno. Vedete quello che sta dicendo? ‘Se un uomo non diventerà come un piccolo – cosa? – bambino, non potrà entrare nel regno”, a meno che non vi umiliate e diventate come un bambino, non entrerete mai a far parte del regno, gli orgogliosi non faranno parte del Regno.
Se sei orgoglioso, è molto probabile che non fai parte del regno, se quello domina la tua vita. La parola ‘ereditare’, è un termine bellissimo, ‘klēronomeō’, significa ‘ricevere una parte pre-assegnata’, Dio l’ha promesso, Dio l’aveva già stabilita. E per di più, nel Salmo 37, questa beatitudine è quasi una citazione diretta del Salmo 37:11. E nel Salmo 37 c’era una promessa molto precisa della terra ed i giusti tra gli ebrei si chiedevano: ‘Ma perché tutti i malvagi prosperano? E perchè tutte queste persone prosperano? E a noi tocca la parte peggiore di tutte?’ E vi ricordate com’è che rispose il Salmo? ‘Non preoccupatevi di loro, affidate il vostro cammino nel Signore, confidate in Lui, dilettatevi nel Signore ed egli vi darà i desideri del cuore. Riposate in lui’... vi ricordate quel grande passo? Il Salmo 37? Aggiustate la vostra prospettiva verso il Signore, non preoccupatevi di quello che sta succedendo attorno a voi, non preoccupatevi che i malvagi stanno prosperando, per apparenza, confidate, impegnatevi, deliziatevi e riposate nel Signore, ed il giorno verrà quando il Signore vi darà il regno, resistete e basta.
‘E verrà il giorno’, dice il Salmo 37, ‘in cui Dio giudicherà i malvagi, per cui non cercate di determinare quelle cose da soli’ – il Signore “ride,” dice il Salmo 37:13, “perché vede avvicinarsi il giorno”, e può anche sembrare che le cose siano proprio l’opposto ai nostri giorni, ma dice che la maggior parte dei malvagi saranno tagliati come l’erba ed appassiranno come l’erba verde, ma confidate nel Signore, deliziatevi nel Signore, ed affidate il vostro cammino e riposatevi nel Signore’, e poi amo questo, “Perché gli empi saranno eliminati, ma coloro che aspettano il Signore erediteranno la terra”.
Non preoccupatevi, oggi, questo mondo può anche appartenere agli empi ed ai malvagi, ma un giorno apparterrà a noi, un giorno apparterrà a noi. Voi potreste dire: ‘John, è tutto questo un qualcosa di futuro?’ Beh, in un certo senso, è una realtà futura, il verbo è al futuro. E penso che per Israele, quando questo fu comunicato originariamente, nel Salmo 37, stava parlando di una terra futura. E penso che per noi, come cristiani, faremo parte del regno, non è vero? Saremo lì. Oh, sì. Faremo parte di quel regno. Regneremo con Gesù Cristo.
In 1 Corinzi 3:21 leggiamo: “nessuno dunque si vanti degli uomini, perché tutto vi appartiene”, amo questa... “Paolo, Apollo, *Cefa, il mondo, la vita, la morte, le cose presenti, le cose future, tutto è vostro! E voi siete di Cristo; e Cristo è di Dio”, è tutto vostro, il regno è vostro, il futuro ed il presente. Nel capitolo 6 dice: “Voi giudicherete il mondo”, nel regno, voi, letteralmente, giudicherete il mondo, giudicherete gli angeli.
Sta per arrivare un giorno in cui il cristiano parteciperà con Israele al regno, e quello è futuro, ma c’è anche una realtà presente qui, anche adesso, è tutto nostro. Sapete è un po’ come se il regno fosse già nostro, come deposito. Non lo possediamo ancora nel vero senso della Parola, ma è nostro. E stiamo solo aspettando il giorno in cui diventerà completamente nostro. Il Salmo 149 dice: “Il Signore si compiace del suo popolo. Abbellirà i miti con la salvezza”, che cosa significa? Un giorno Egli giudicherà le nazioni. Legherà i loro re con catene ed i loro nobili con catenacci, che cosa significa? Uno di questi giorni radunerà i malvagi, toglierà loro tutto e lo darà a noi. I nuovi cieli e la nuova terra, ma posso aggiungere un commento?
‘I miti erediteranno la terra’ è un concetto futuro, ma credo che abbia implicazioni presenti. Non so voi, ma il fatto di sapere che un giorno possiederò la terra mi dà un senso di possedimento anche adesso, non è vero? Vi ricordate l’inno meraviglioso? ‘Il ciel lì sopra d’azzurro tenero, la terra che lo circonda di un verde dolce; qualcosa vive nelle tonalità che occhi senza Cristo non vedrà; gli uccelli con canti lieti scorron, e fiori con bellezza inaudita risplendon, poiché so come ora so di essere suo e – cosa? - lui è mio’, il mondo come lo conosco ora, il mondo come lo vedo è vivo di significato perché è mio in deposito, in attesa del regno.
George McDonald ha scritto dei pensieri bellissimi, disse questo: ‘Non possiamo vedere il mondo come Dio intende che sia nel futuro a meno che le nostre anime siano caratterizzate dalla mansuetudine. Solo nella mansuetudine siamo ereditari; solamente la mansuetudine rende la retina spirituale pura per ricevere le cose di Dio così come sono, non mescolandovi né imperfezione né impurità’, è bellissimo. Vedete, è il fatto di appartenere al Suo regno che ci aiuta a vederlo in modo diverso. E senza Cristo, non potremmo mai vederlo diversamente dal mondo. Quindi la terra è nostra, ora e per sempre.
Infine, voi potreste chiedere: “John perché è così necessaria? Perché la mansuetudine è necessaria?” Devo dirvelo, è necessaria perché solamente i miti possono essere salvati, questo è per prima ragione. Solamente i mansueti possono esser salvati. Salmo 149:4, “I miti abbellirà con la salvezza”, se non c’è mansuetudine, non c’è salvezza. Ascoltatemi, gente, se non venite a Dio con uno spirito spezzato, afflitti sul vostro peccato ed umili di fronte alla sua santità, non sarete mai salvati, ecco perché è importante.
Inoltre, è comandata, Dio dice: “Cercate la mansuetudine”, “cercate la mansuetudine”, volete sapere qualcos altro? Volete sapere il perchè un cristiano deve esser mite? Non si può nemmeno ricevere la parola di Dio se non si è miti. Giacomo 1:21 dice: “Accogliete la parola con - cosa? - con mansuetudine”, senza mansuetudine, senza umiltà non possiamo nemmeno ascoltare alla parola di Dio, non possiamo riceverla.
Vedete, abbiamo bisogno della mansuetudine perché senza di essa non possiamo esser salvati, perchè è un comando divino, perchè senza di essa non possiamo ricevere la parola di Dio. E vi darò un’altra ragione. Avete bisogno della mansuetudine perché senza di essa non potete testimoniare, ‘in che senso?’ Non potremo mai testimoniare efficacemente se siamo orgogliosi. Ecco perché Pietro dice: “Rispondete ad ogni uomo con mansuetudine della ragione della speranza che è in voi”, 1 Pietro capitolo 3 verso 15. Vi dirò un’altra cosa: non solo dovete essere miti perché è comandato da Dio, perchè è necessario per la salvezza, perchè è necessario per ricevere la parola di Dio e per darla ad altri. Ma gente dovete essere miti perchè solamente la mansuetudine dà gloria a Dio.
Pietro, scrivendo in 1 Pietro capitolo 3 versetto 4, disse: “Se volete glorificare Dio, non prendetevi cura dell’esteriore, ma adornate l’interiore con la mansuetudine,” o, adornate il vostro interiore con la mansuetudine”. Che cosa significa? Potenza sotto controllo. Come si manifesta? In tutte le vicissitudini della vita, non cercate mai di difendervi da soli ma solo di difendere Dio. Quali sono i suoi risultati? La beatitudine e l’eredità del regno. Perché è necessaria? Perchè è l’unico modo per essere salvati, è comandata da Dio, è necessaria per ricevere la sua parola, è necessaria per dare la sua parola ed è la ragione stessa della nostra esistenza, quella di glorificare Dio.
Infine, diciamo: ‘John, come faccio a sapere di esser mite? Voglio esser mite. C’è modo di esaminare il mio cuore?’ Permettetemi di concludere con questo, ascoltatemi bene, vi porrò delle domande, volete sapere se siete miti? Rispondete a queste domande: Numero uno, ho controllo di me stesso? Mi arrabbio? Reagisco? Mi vendico solamente quando Dio viene disonorato?
Secondo, rispondo sempre con umiltà ed obbedienza alla Parola? Perché se sarei mite, lo farei. Ricevo la parola con mansuetudine, chiedetevelo: ho il controllo di me stesso? Mi arrabbio solo quando Dio è disonorato? In secondo luogo, rispondo con umiltà ed obbedienza alla parola? In terzo luogo: cerco sempre di fare la pace? cerco sempre di fare la pace? Mi adopero alla pace? Perché, vedete, quella è la mansuetudine. La mansuetudine perdona, ristabilisce e fa pace. Ecco perché Efesini 4 dice che dobbiamo “essere caratterizzati da ogni umiltà e mansuetudine, cercando di mantenere l’unità dello spirito nel vincolo della pace”, solamente le persone miti fanno l’unità; solo le persone miti si adoperano alla pace, oppure sono il tipo di persona che fa scoppiare tutto?
Un altro punto, numero quattro, ricevo bene le critiche ed amo le persone che mi criticano? La mansuetudine porta a quello. Ricevo bene le critiche ed amo le persone che mi criticano? 2 Timoteo 2:25 dice: “Con mansuetudine, istruendo coloro che si oppongono”, ed io aggiungerei questo: do istruzioni con mansuetudine o con orgoglio? Come? Ricevi le critiche con mansuetudine ed ami coloro criticano? E sei pronto a criticare con mansuetudine? Ponetevi queste domande, vedete se conoscete la vera mansuetudine. Riassumo il tutto con questo commento: La mansuetudine significa che ho finito veramente di preoccuparmi di me stesso. Preghiamo.
Padre, sappiamo che se non ci vediamo in questo modo, è possibile una delle due cose. In primo luogo, se guardo la mia vita e non supero il test e non vedo la mansuetudine, c’è la possibilità che io non sia affatto un cristiano, indipendentemente da ciò che può essere accaduto in passato.
In secondo luogo, c’è la possibilità che io sia un cristiano, ma che in questo momento stia agendo in disobbedienza. Signore, aiuta tutti i presenti a vedere questo. Dove non c’è mansuetudine, può esserci un’anima sulla via dell’inferno. Oppure può esserci un credente sulla via del castigo. In entrambi i casi, Signore, sappiamo che Tu non vuoi che sia così.
Mentre le vostre teste sono chinate, lasciate che vi suggerisca questo. Voi dite: “John, voglio imparare a essere mite, cosa devo fare?”. Beh, lasciate che vi dica due cose. Vuoi davvero essere mite? Vuoi davvero fare questa esperienza nella tua vita? La prima cosa è questa: Gesù ha detto: “Venite a me, voi tutti che siete affaticati, e io vi darò riposo. Prendete il mio giogo su di voi e imparate da me, perché io sono mite e umile di cuore”. Se volete essere miti, la prima cosa che vi suggerisco di fare è imparare da Gesù. Studiate i Vangeli, studiate ogni giorno la sua vita, la bellezza del suo carattere, imparate la mansuetudine da Gesù.
In secondo luogo, Galati 5 dice che “il frutto dello Spirito è la mansuetudine”. Lasciate che lo Spirito di Dio controlli la vostra vita. Se imparerete da Cristo e vi arrenderete allo Spirito, conoscerete la mansuetudine. Padre, ti preghiamo di fare in modo che ognuno di noi affronti questo problema nel modo in cui lo Spirito. Nel nome di Cristo. Amen.
FINE
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