Matteo capitolo 4, è uno dei testi più belli della Parola di Dio, perchè qui ci troviamo quella grande affermazione del nostro Signore: “Venite dietro a me e vi farò pescatori di uomini”.
Alcuni anni fa, lessi questa parabola nel Presbyterian Journal, ed ho pensato che sarebbe stato un buon modo per introdurre le nostre riflessioni di questa sera su Matteo 4, e questo è quello che diceva: «Su una costa marina pericolosa, dove si verificano spesso dei naufragi, si trovava una piccola stazione di salvataggio. La costruzione era una capanna, con una sola barca, ma i pochi membri erano uomini devoti che sorvegliavano costantemente il mare e, senza badare a se stessi, uscivano giorno e notte instancabilmente alla ricerca dei dispersi. Per mezzo di questa piccola meravigliosa stazione di salvataggio, furono salvate molte vite, e così divenne famosa.
Alcuni di quelli che furono salvati, e diversi altri della zona circostante, vollero unirsi alla stazione e dare il loro tempo, il loro denaro e il loro impegno per sostenere questo lavoro. Furono acquistate nuove barche, e addestrate nuove squadre di salvataggio, così la piccola stazione di salvataggio crebbe. Alcuni dei suoi membri, erano scontenti per il fatto che l’edificio fosse grezzo e male attrezzato. Pensavano che, come primo ricovero per i naufraghi salvati, doveva esserci un posto più confortevole. E così sostituirono brandine e letti di emergenza, misero mobili migliori e allargarono l’edificio. A quel punto, la stazione di salvataggio, per i suoi membri, divenne un punto d’incontro familiare. La decorarono magnificamente e l’arredarono finemente, per loro era diventata una sorta di club.
In seguito, pochi dei membri furono interessati ad andare in mare per svolgere le missioni di salvataggio, così, a tale scopo assunsero equipaggi con scialuppe di salvataggio. Questa iniziativa prevalse ancora rispetto alle dichiarazioni del club, nella stanza dove il club aveva i suoi reclutamenti, c’era una scialuppa di salvataggio celebrativa. In quel periodo, sulla costa naufragò una grossa nave, gli equipaggi reclutati riportarono diverse persone congelate, bagnate e semi annegate. Erano sporche e ammalate, e diversi di loro avevano la pelle nera ed altri la pelle gialla, erano stranieri.
Tutto d’un tratto quel nuovo e bellissimo club era sotto sopra. E dunque, il consiglio di amministrazione mise immediatamente a disposizione delle docce fuori dal club, dove i naufraghi potevano pulirsi prima di entrare. All’incontro successivo, ci fu una divisione fra i membri del club. La maggior parte di loro voleva fermare l’attività di salvataggio, in quanto costituiva un fastidio ed un ostacolo alla normale vita sociale del club. Altri membri insistettero nel proseguire perché era quello il loro scopo primario, facendo notare che, tutto sommato, si chiamava ancora “stazione di salvataggio”. Ma, alla fine, furono posti in minoranza, e fu detto loro che, se volevano salvare i vari naufraghi in quelle acque, avrebbero dovuto costruirsi la loro stazione di salvataggio un po’ più giù lungo la costa, e ciò fu quanto fecero.
Col passare degli anni, la nuova stazione sperimentò gli stessi cambiamenti vissuti dalla vecchia. Si trasformò in un club ed un’altra stazione di salvataggio fu fondata. La storia continuò a ripetersi e, se visitaste quella costa, vi ci troverete diversi club esclusivi lungo la costa. In quelle acque i naufragi continuano ad essere frequenti, ma la maggior parte delle persone annega».
Che illustrazione semplice e allo stesso tempo sorprendete della storia della chiesa. Ciononostante, l’opera di salvataggio, e l’opera dell’evangelizzazione rimane comunque l’opera più vera, più pura, più nobile e la più essenziale che la chiesa possa mai svolgere. L’opera dell’evangelizzazione, o per così dire, il lavoro della pesca di uomini dal mare del peccato. L’opera di riscattare le persone dalle ondate dell’Inferno è la più grande che la chiesa possa mai fare. È il più grande interesse di Dio. 1 Giovanni 4 ci dice che l’amiamo solo perchè Egli ci ha amati per primo. Giovanni 3:16 dice: “Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato”, l’opera più significativa, l’opera che sta più a cuore alla mente di Dio, è l’evangelizzazione: vincere i perduti è l’interesse più grande di Dio, ed è anche il più grande interesse di Cristo.
Luca 19:10 dice: “Perché il Figlio dell’uomo è venuto per cercare e salvare ciò che era perduto”. Dio e Cristo sono interessati alla conquista delle anime, e questo è anche il più grande interesse dello Spirito Santo, il quale, come dice Giovanni 16, viene per convincere gli uomini in quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio. È lo Spirito a scendere sulla chiesa così una volta ricevuto, i credenti possano esser “miei testimoni,” come Gesù disse, “in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra”. Il più grande interesse di Dio è l’evangelizzazione; il più grande interesse di Cristo è l’evangelizzazione; il più grande interesse dello Spirito Santo è l’evangelizzazione, la salvezza dei perduti.
Arrivando al Nuovo Testamento, si scopre che il medesimo interesse fu condiviso dagli apostoli. Lo era certamente per Paolo. In Romani capitolo 1 Paolo riecheggia quello che è il sentimento divino: “Io sono debitore verso i Greci come verso i barbari, verso i sapienti come verso gli ignoranti; così, per quanto dipende da me, sono pronto ad annunciare il vangelo... Infatti non mi vergogno del vangelo di Cristo; perché esso è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede, del Giudeo prima e poi del Greco”, e poi più avanti, in quella stessa epistola meravigliosa ai Romani, Paolo condivide il suo cuore e dice così al nono capitolo: “Dico la verità in Cristo, non mento - poiché la mia coscienza me lo conferma per mezzo dello Spirito Santo – che ho una grande tristezza e una sofferenza continua nel mio cuore; perché io stesso vorrei essere anatema, separato da Cristo, per amore dei miei fratelli, miei parenti secondo la carne”, era questo il suo grande interesse.
Al capitolo 10 versetto 1 dice: “Il desiderio del mio cuore e la mia preghiera a Dio per Israele è che siano salvati”. In 1 Corinzi capitolo 9 dal versetto 20 al 22 afferma: “Mi sono fatto ogni cosa a tutti, per salvarne ad ogni modo alcuni”, ascoltatemi, il più grande interesse di Dio è quello di conquistare le persone per se stesso; il più grande interesse di Cristo, ed il più grande interesse dello Spirito è quello di vincere persone, e lo era anche degli apostoli e della chiesa primitiva. Quando furono dispersi, in Atti capitolo 8 andarono ovunque a predicare Gesù Cristo, cercando di vincere le persone per Lui.
Fu così anche nell’Antico Testamento, non era diverso. Nell’Antico Testamento il cuore di Dio era un cuore sconcertato, e lo era per i perduti. Infatti, in Proverbi 11:30 abbiamo questa grande affermazione: “Colui che vince anime, è – che cosa? – è saggio”, e se sapete qualcosa della saggezza nel libro dei Proverbi, sapete che essa descrive la persona che vive rettamente. La persona veramente retta, quella persona che vive veramente con il discernimento, quella persona che non sà semplicemente, ma che vive e pratica ciò che conosce, questa è quella che vince le anime, questa è veramente saggia.
Alla fine del libro di Daniele nel dodicesimo capitolo, al quarto versetto dice... o per meglio dire al terzo versetto: “I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento e quelli che avranno insegnato a molti la giustizia risplenderanno come le stelle in eterno”. Le persone che conducono altri alla giustizia sono sagge, e risplenderanno come le stelle in eterno. E penso che questo sia alla base del nome “Starlighter” “stella luccicante,” una delle classi nella nostra chiesa.
La Parola di Dio è chiara. Ed il nostro testo risuona lo stesso sentimento, guardatelo, Matteo capitolo 4, la grande parola del nostro Signore Gesù Cristo, nel versetto 19, “E gli disse: ‘Venite dietro a me e vi farò pescatori di uomini’”, che promessa! Non si limita a dire: “Voglio che lo facciate,” ma dice: «Farò in modo che lo diventiate».
Questo è il nostro compito. Lo sapevate che il termine Greco “evangelizzare”, è usato non meno di 53 volte nel Nuovo Testamento? Si può dire che è tutto riassunto nel grande mandato di Matteo 28, quando il Signore disse: «Andate dunque per tutto il mondo e vincete le persone a Cristo e battezzatele, insegnando loro a osservare tutte le cose che vi ho comandate».
Qualcuno ha detto che: «L’evangelizzazione è il singhiozzo di Dio. L’evangelizzazione è il pianto angosciato di Gesù su una città condannata. L’evangelizzazione è il pianto di Paolo quando disse: “Perché io stesso vorrei essere anatema, separato da Cristo, per amore dei miei fratelli, miei parenti secondo la carne”. L’evangelizzazione è l’appello che conquista il cuore di Mosè che disse: “Ahimè, questo popolo ha commesso un grande peccato... nondimeno, perdona ora il loro peccato! Se no, ti prego, cancellami dal tuo libro che hai scritto!”
L’evangelizzazione fu la supplica di John Knox che disse: «Dammi la Scozia o muoio» e la supplica di John Wesley che disse: «La mia parrocchia è il mondo». L’evangelizzazione sono le lacrime versate da genitori durante la notte, piangendo per un figlio perduto.
Questo è il compito più grande, e noi dobbiamo occuparcene. Allo stesso tempo, l’evangelizzazione è un grande paradosso. Portare le persone a Gesù Cristo è paradossale in questo senso; Gesù disse: “Perché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi avrà perduto la propria vita per amor mio, la salverà”. In altre parole, per salvare gli altri perdiamo noi stessi, o perdendo noi stessi in quest’impegno, vinceremo gli altri. In effetti, mettiamola in questo modo, colui che vuole vincere il mondo, dev’essere disposto a essere rigettato dal mondo. Non si possono avere entrambe.
In Giovanni capitolo 15 Gesù disse questo, versetto 25, “Ma questo è avvenuto affinché sia adempiuta la parola scritta nella loro legge: “Mi hanno odiato senza motivo”. Ma quando sarà venuto il Consolatore che io vi manderò da parte del Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli testimonierà di me, e porterà la mia testimonianza”, in altre parole, Gesù sta dicendo: «Voi sarete miei testimoni, andrete nel mondo e renderete testimonianza». Che cosa succederà? Versetto 2 del capitolo 16, “Vi espelleranno dalle sinagoghe; anzi, l’ora viene che chiunque vi ucciderà, crederà di rendere un culto a Dio”. Colui che intende raggiungere il mondo, dev’essere rigettato dal mondo stesso. Colui che vuole salvare la propria vita deve perderla, chi invece la perde, la userà per la salvezza del prossimo. Questa è la via di Gesù. Il nostro Signore, per salvarci dalla morte, vincendo la morte stessa, dovette cedere alla morte e morire egli stesso.
E quindi, in un certo senso, l’evangelizzazione è il sacrificio del più grande, nei confronti del più piccolo, di colui che è degno, nei confronti di colui che non è degno, è del forte, che muore, affinchè il debole viva, non è la fredda teoria della sopravvivenza del più forte, ma del sacrificio del più forte affinché il più debole possa camminare. La Bibbia è chiara sul fatto che dobbiamo impegnarci in questo senso, che dobbiamo essere pronti ad affrontare il mondo fatto di persone senza Gesù Cristo, fino a perdere noi stessi per poterli conquistare.
La settimana scorsa, stavo sfogliando un vecchio libro, e mi piace farlo, perché spesso penso che le cose che pensiamo e consideriamo così nuove e meravigliose appena scoperte dalla nostra generazione di credenti, sono sempre in realtà sepolte in qualche tesoro del passato. E lo Spirito Santo di Dio, ha sempre rivelato queste grandi verità ai suoi nel corso degli anni. E quindi stavo sfogliando questo vecchio libro del 1877, e vi ho trovato questa piccola nota ed ho pensato che fosse interessante. Lo scrittore stava cercando d’incitare le persone ad evangelizzare. Quest’antico uomo di Dio, chiunque egli fosse (la nota era anonima, ma senza dubbio è stata scritta da un predicatore), stava cercando con una supplica passionevole di convincere le persone a muoversi per portare altri a Cristo. Probabilmente stava proprio dicendo alla chiesa: «Siate una squadra di salvataggio, non un club», e queste erano le sue parole che ho pensato fossero davvero interessanti.
Disse: «Supponendo che l’attuale popolazione del nostro globo sia di 1.6 miliardi di persone – nel 1877 – che probabilmente era una sovrastima, e che rispetto a quella cifra enorme, ci fosse solamente un vero credente il quale, nelle mani dello Spirito Santo benedetto, nel corso dell’anno successivo sarebbe stato strumento della conversione a Cristo di due altre persone, e che entrambe a loro volta sarebbero state usate dallo Spirito per portarne altre due, durante il loro primo anno di vita spirituale. E se l’opera avesse continuato con ogni altro credente, di portare due persone a Cristo durante il corso del loro primo anno di vita di conversione, quanto ci metterebbero a portare l’intera popolazione a Cristo, incominciando con uno solo? Senza dubbio, la risposta stupirà molti dei nostri lettori, ma se potessimo fare affidamento a numeri, tutto il mondo si convertirebbe in meno di trent’anni e mezzo, in meno di una sola generazione!
Una tale opera è forse troppo imponente per essere compiuta dallo Spirito di Dio, o per la chiesa nel suo tentativo di realizzarla? Ma cerchiamo di variare un po’ le condizioni. Invece di supporre, come all’inizio, che ci fosse un solo vero credente in tutto il mondo, con un’approssimazione più vicina alla verità, supponiamo che il numero sia almeno di venti milioni. Probabilmente, una tale cifra rimane molto al di sotto della verità. Se ognuno di questi venti milioni di credenti, portasse a Cristo una sola persona entro il prossimo anno, prima della fine di quest’anno, l’intero numero raddoppierebbe prima della fine del 1877. Se simili risultati benedetti continuassero con preghiera e sforzo per la fine del 1878, e poi anno dopo anno, dove ogni vero credente, diventasse strumentale nella salvezza di un’anima all’anno pregando e sforzandosi personalmente di raggiungere una sola persona all’anno, la fine si raggiungerebbe molto prima del 1883. Ed il grande coro si udirebbe in cielo, i regni di questo mondo diventeranno i regni del nostro Signore e del suo Cristo».
Volete sapere una cosa? Non l’hanno fatto! Ve ne siete resi conto? Giusto, non l’hanno fatto? Ma volete sapere qualcosa d’interessante? Se una persona di questa chiesa, Grace Community church, formasse altre due su come presentare Gesù Cristo, e ciascuno di loro portasse una persona a Cristo, e questo processo continuasse ogni sei mesi, fra sei anni e mezzo l’intera San Fernando Valley sarebbe convertita a Cristo, ed il resto di Los Angeles nei successivi sei mesi. Ora, il motivo per cui dico questo, non è per iniziare una discussione sul cercare di capire se Dio vuole salvare la città di Los Angeles oppure no, ma è solo per mostrarvi che non è impossibile. La commissione non è cambiata, il mandato non è cambiato deve iniziare da qualche parte, gente, potrebbe iniziare da noi.
E sapete, deve iniziare proprio li da dove sei, non da questo pulpito. Sapete, una sirena antinebbia fissa ha la sua importanza... ma nessuno è mai stato salvato dal mare per mezzo di essa. Io posso venire qui Domenica dopo Domenica a suonare la sirena e fischiare il fischietto, ma ci vogliono squadre di salvataggio ben preparate, che sono là fuori a raccogliere le persone dal mare, non è vero? Ci servono pescatori di uomini.
Il grande predicatore Henry Ward Beecher disse questo: “Più vado avanti negli anni, maggiore è la mia fiducia nella predicazione, dove si riscontra l’intesa fra il ministro e la congregazione, e dove non c’è alcun dubbio su cosa intende dire il predicatore quando dice: ‘Tu sei quell’uomo’”, fine della citazione. L’evangelizzazione è la presa di coscienza dell’eterno proposito redentivo di Dio nel tempo. L’evangelizzazione personale è portare le persone a Gesù Cristo. E cari miei, tutto ha avuto inizio con Matteo 4:18-22, guardiamolo insieme.
“Mentre camminava lungo il mare della Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone detto Pietro, e Andrea suo fratello, i quali gettavano la rete in mare, perché erano pescatori. E disse loro: ‘Venite dietro a me e vi farò pescatori di uomini’. Ed essi, lasciate subito le reti, lo seguirono. Passato oltre, vide altri due fratelli, Giacomo di Zebedeo e Giovanni, suo fratello, i quali nella barca con Zebedeo, loro padre, rassettavano le reti; e li chiamò. Essi, lasciando subito la barca e il padre loro, lo seguirono”.
Questa fu la prima squadra di salvataggio che venne costituita nel Nuovo Testamento, il primo gruppo ad essere addestrato per l’evangelizzazione e che iniziò il processo per l’adempimento del grande mandato. Tutto ebbe inizio qui. Consideriamo di nuovo al contesto. Matteo ci sta presentando il Re, il Re Gesù. Questo è il suo tema in tutti i 28 capitoli del suo vangelo, ed ovunque nel suo vangelo incontreremo la regalità di Gesù Cristo. Lo vedremo come Re. E come vi ho già detto, in Matteo 4 dal 12 al 25, in quest’intersa sezione, che è di fatto un’unità. In Matteo 4 dal 12 al 25 si concentra sul ministero ufficiale del Re. Qui vediamo l’inizio ufficiale del ministero regale di Cristo, e lo chiamiamo: “l’alba del nuovo giorno”, finalmente il Re è arrivato. Dopo tutti questi anni di preparazione, dopo il ministero di Giovanni Battista, dopo il battesimo, dopo la tentazione, finalmente Gesù intraprende il suo ministero ufficiale. In Galilea spunta il giorno, ogni cosa è in ordine perfetto, tutto è pronto.
E così come inizia il ministero di Gesù, e vi ricorderete il nostro schema, se non ve lo ricordate lo potete trovare nella brochure, ma incomincia il suo ministero proprio qui dal versetto 12 al 25 e vi abbiamo dato un numero di punti da considerare. Prima di tutto, nel versetto 12 abbiamo visto che iniziò il suo ministero al momento giusto, al punto giusto. Secondo, nei versetti da 13 a 16, al posto giusto, in Galilea. Terzo, con la giusta proclamazione. Ve lo ricordate nel verso 17?: “Da quel tempo Gesù cominciò a predicare e a dire: “Ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicino”.
Ascoltate, Gesù era sincronizzato con l’orologio divino, secondo il calendario divino e operava in risposta al piano di Dio. Egli iniziò il suo ministero al momento giusto, quando Giovanni fu messo in prigione; al posto giusto nella Galilea dei gentili dove, avrebbe avuto il pubblico più grande, li dove c’era maggiore apertura, maggiore potenziale, e il bisogno più grande. Ed incominciò con la giusta proclamazione! Un regno è in arrivo, ma per parteciparvi, dovete convertirvi!
Gesù disse che Dio aveva un regno, e se volete farne parte dovete ravvedervi e convertirvi. E quindi, iniziò al momento giusto, al posto giusto, con la giusta predicazione ed ora arriviamo al verso 18, con i giusti collaboratori, con i giusti collaboratori. Gesù non intese mai di farlo da solo, non lo fece mai da solo. Avrebbe potuto? Certamente, aveva il potere, aveva il diritto, ma non faceva parte del piano. Non pensò mai di farlo da solo. Segnatevi questo, inoltre, non pensò mai di farlo solo con la predicazione. C’era bisogno di pescare uomini.
Molti anni fa, il dottore Duryea ha affermato: «L’anima malata ha bisogno molto più che una lezione di medicina, ha bisogno di una cura personale». Gesù aveva bisogno di alcune persone che andassero oltre la lezione di medicina che avrebbe loro impartito, e che avessero portato la cura personale alle anime, alle persone che avrebbero incontrato. Non sappiamo in che modo furono chiamati tutti e dodici i discepoli, per dare vita a quella prima squadra di salvataggio, ma sappiamo che tutti furono chiamati personalmente da Gesù Cristo. Conosciamo le circostanze che riguardano sette di loro. Degli altri cinque, non conosciamo i dettagli, ma sappiamo che fu Gesù stesso a chiamarli. Egli scelse la sua squadra. Selezionò gli individui che voleva che andassero e che facessero parte di questa opportunità meravigliosa, d’esser pescatori di uomini. Ascoltate: Dio sceglie sempre con cura i suoi collaboratori.
Date uno sguardo retrospettivo fino all’Antico Testamento e potrete leggere con grande stupore, il modo in cui Dio scelse Israele come suo collaboratore per evangelizzare il mondo. Dovevano essere il suo portavoce. In Isaia 49, egli dice: “Tu sei il mio servo, Israele, per mezzo di te io manifesterò la mia gloria”. Nell’Antico Testamento, Dio scelse il popolo Ebreo per essere il suo collaboratore. E poi fra di loro, scelse alcune persone speciali come Geremia, Isaia, Ezechiele e molti, molti altri. Quando arriviamo al Nuovo Testamento, Gesù scelse i suoi collaboratori con la stessa attenzione. In Giovanni 15:16 Gesù guardò in faccia a quei dodici, e disse: “Non siete voi che avete scelto me, ma – che cosa? – sono io che ho scelto voi, e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto”. Non siete stati voi a scegliermi... Io vi ho scelti! Gesù scelse i suoi collaboratori con molta attenzione.
In Giovanni 6 versetto 70, “Non ho io scelto voi dodici?” disse. Giovanni 13 versetto 18, “Io conosco quelli che ho scelti”. Luca capitolo 6 versetto 13, vediamo la stessa verità: “Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici”. Quando Gesù sceglie i suoi collaboratori, li sceglie con molta attenzione. E tu potresti dire: «Mamma mia... pensi che mi abbia scelto per essere un pescatore di uomini?», Certamente! Tutti coloro che sono in Cristo hanno questo mandato. Dobbiamo essere tutti testimoni, dobbiamo tutti predicare Cristo, dobbiamo tutti parlare di Cristo, dobbiamo tutti lavorare nei campi che sono pronti da mietere, tutti noi. Ciò è evidente in tutto lo sviluppo del libro degli Atti, il modo in cui la chiesa si espande e cresce e diventano tutti parte della squadra di salvataggio.
Così, ai profeti dell’Antico Testamento e agli apostoli e discepoli del Nuovo, si sono aggiunti tutti coloro che sono venuti a Gesù Cristo. Questo è il nostro compito. In Luca 24:46, “E disse loro: ‘Così è scritto, che il Cristo avrebbe sofferto e sarebbe risorto dai morti il terzo giorno – ora guardate qui – e che nel suo nome si sarebbe predicato il ravvedimento per il perdono dei peccati a tutte le genti, cominciando da Gerusalemme. Voi siete testimoni di queste cose’”.
Avete notato che il ravvedimento e la remissione dei peccati, dovevano essere predicati nel suo nome fra tutte le nazioni? E che Gerusalemme sarebbe stato solamente l’inizio? Bisognava andare ben oltre, e tutti noi facciamo parte di quella prosecuzione. Ed ecco perché in Atti 1:8 riscontriamo un ulteriore progresso: “Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria”. Ecco perché in 2 Corinzi 5:20 Paolo dice: “Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro; vi supplichiamo nel nome di Cristo”. Pietro gli fa eco con lo stesso motivo in 1 Pietro capitolo 2 versetto 9, “Ma voi siete una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una gente santa, un popolo che Dio si è acquistato, perché proclamiate le virtù di colui che vi ha chiamati”, è tutto iniziato con i dodici, si è esteso alla chiesa primitiva di Gerusalemme, poi alla Giudea, poi in Samaria, poi al mondo e infine anche a noi. Questo è il nostro compito, anche noi dobbiamo seguire Gesù ed essere pescatori di uomini.
E sapete, penso proprio che questa sia una parola pesante per noi qui alla Grace, perché credo che questo sia un momento della vita della Chiesa della Grace in cui abbiamo davvero bisogno d’enfatizzare questo aspetto. L’altro giorno qualcuno mi ha chiesto: «Perché sembra che stai enfatizzando l’evangelismo in questo momento? E perchè stai enfatizzando una sorta di nuova profondità e dimensione della vita spirituale?» E gli risposi: «Beh, sai, in realtà, il fatto è che io sono preso nel flusso di ciò che Cristo sta compiendo». Non calcolo tutte queste cose. Non mi siedo e dico: «Bene, aspetta vediamo, dovrei fare questo, e dovrei fare quest’altro. Devo enfatizzare questo o quest’altro», cioè in un certo senso lo faccio anche, ma trovo che questa sia la chiesa di Cristo. Lui la sta edificando ed io sono coinvolto nel flusso. E alle volte non so nemmeno cosa stia succedendo finché qualcuno non lo valuta al posto mio e mi chiede: «Hai notato che ultimamente stai parlando parecchio sull’evangelizzazione?»... «Oh, credo di sì», questa è un po’ l’avventura di far parte di ciò che lo Spirito di Dio sta compiendo.
Non sono io a guidarLo in una direzione particolare, io lo sto solo assecondando, confidando nel fatto che Dio stia guidando. Credo che questo sia il momento per la Chiesa di Grace di affrontare il tema dell’evangelizzazione. Abbiamo avuto una grande comunione. Abbiamo imparato le grandi verità. Potremmo essere così assorbiti dalle meravigliose ricchezze da dimenticarci delle persone perdute. Sapete, potremmo essere così occupati a cantare la nostra musica, da dimenticarci che anche loro hanno bisogno di sentire la canzone. Potremmo essere così soddisfatti che ci dimentichiamo di là fuori.
Una volta c’era un uomo di nome Luigi Tarisio, una mattina, Luigi Tarisio fu trovato morto a casa sua, un’abitazione, molto semplice e priva di qualunque conforto. Tuttavia, si scoprì che - fate attenzione - a casa di Luigi, c’erano 246 violini pregevoli che aveva raccolto e collezionato nel corso di tutta la sua vita e che teneva stipati in soffitta. Il migliore tra tutti si trovava nell’ultimo cassetto di un vecchio scrittoio instabile. Luigi, nella sua grande venerazione per il violino, aveva derubato il mondo della sua musica. Li erano preziosi, ma il mondo non sentì mai la loro melodia. Altri prima di lui hanno fatto lo stesso. Lo sapevate che il più grande violino Stradivari mai realizzato, venne fatto suonare per la prima volta quando aveva 147 anni, perché qualcuno l’aveva tenuto nascosto?
Mi chiedo, quanti Cristiani sono come il vecchio Luigi Tarisio? Così tanto assorbiti dall’amore per la chiesa, così tanto assorbiti dai tesori della Parola di Dio, che il mondo non ne ascolta mai il suono nè vede la sua bellezza, tragico.
Qualcuno mi ha riferito di una statistica, alla quale mi rifiuto di credere, il 95% dei Cristiani non ha mai portato nessuno a Gesù Cristo. Il 95% di tutti i più grandi violini spirituali del mondo, non hanno mai suonato. Tu puoi rimanere attaccato alle cose che ami nella chiesa, ma devi anche farle conoscere.
Moody raccontò una storia che mi è sempre piaciuta. Disse che, stava visitando una galleria d’arte a Chicago, e si fermò davanti a un dipinto intitolato quello che Rufus ha suonato per noi questa sera: “Rocca delle epoche”. Il quadro mostrava una persona con entrambe le mani aggrappate ad una croce che era incassata in una roccia, nel mentre un mare in tempesta si infrangeva contro la rocca, quella persona rimase appesa alla croce. Moody disse: «Credo che sia stato il più bel quadro che io abbia mai visto! Anni dopo – disse – vidi un quadro simile, questo mostrava una persona in una tempesta con una mano aggrappata a una croce, mentre allungava l’altra verso una persona che stava annegando. Quello era ancora più bello». Noi, qui alla Grace Church, siamo ricchi. E spero che non ci dimentichiamo mai di coloro che hanno un disperato bisogno di ciò che già possediamo.
In uno dei suoi libri, S. D. Gordon immagina Gabriele coinvolto in un dialogo con Cristo poco dopo l’ascensione, e l’angelo pone a Cristo delle domane sui programmi per l’evangelizzazione, e Gesù rispose: «Ho chiesto a Pietro a Giacomo a Giovanni ad Andrea e altri, di farne il compito della loro vita, di raccontare alle persone! E poi, questi altri ne parleranno ad altri e alla fine tutto il mondo ascolterà la storia e ne conoscerà la potenza». E nella favola, Gabriele dice: «Ma, supponendo che non ne parlino ad altri, che succederà?” E Gesù rispose a voce bassa, dicendo: «Non ho altri piani. Conto su di loro, non ho altri piani».
Cosa significa essere un pescatore di uomini? Scopriamolo, versetto 18: “Mentre Gesù camminava lungo il mare della Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone detto Pietro, e Andrea suo fratello, i quali gettavano la rete in mare, perché erano pescatori” – “camminava lungo il mare della Galilea”, Jerry ha menzionato il fatto che sia un posto pittoresco, io ho mangiato, quello che oggi chiamano “il pesce di San Pietro”, sarebbe quel pesce che si trova solo nel mar di Galilea, non è molto bello, ma ha un buon sapore, ed alcuni di voi ci sono stati e sapete di cosa sto parlando. Un posto bellissimo, uno dei posti più belli di tutta la terra, in realtà è un piccolo lago. A proposito, Luca, che era un grande viaggiatore, non l’ha mai chiamato ‘mare’, l’ha sempre chiamato ‘lago’ dalla sua prospettiva. Il punto più largo è di circa quattordici chilometri, quello più lungo è di circa venticinque chilometri. Quindi, non è più grande di, quattordici per venticinque chilometri, non è molto grande. È un ovale, più largo in alto che in basso, di circa centonovanta metri sotto il livello del mare e si trova nella zona più alta di quella valle che arriva giù fino al Mar Morto, che si trova a circa seicento metri sotto il livello del mare. È una delle zone produttive più fertili del mondo.
Magari potrebbe interessarvi sapere che, al tempo di Gesù, al tempo in cui questo testo fu scritto, sulla sua riva del mare c’erano nove città popolose. E nel 1930 c’era sono un piccolo villaggio, Tiberiade. Oggi è rimasto solo un paese, Tiberiade. Ai tempi di Gesù, era letteralmente intasato di barche da pesca. Infatti, Giuseppe Flavio scrive di una flotta da pesca di 240 barche. Un sacco di barche per un lago di quattordici per venticinque chilometri. E fu lì che Gesù, stava camminando, e trovò due fratelli. Chi erano? Ci dice che erano Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello.
Questa fu la loro chiamata, ma voglio che notiate qualcosa. Questa è la seconda fase della loro chiamata. Voglio darvi un piccolo dettaglio tecnico, che vi aiuterà nello studio dei vangeli. Nel vangelo abbiamo numerose e diverse chiamate dei discepoli. Ogni autore, per i suoi propri scopi, ne sceglie una o l’altra, ma c’è una sequenza d’avvenimenti. In altre parole, ci sono stati almeno cinque momenti diversi nei quali Gesù lì chiamò, in qualche maniera, ed ogni volta li portò ad un livello diverso, un po’ come voi. Una volta siete stati chiamati alla salvezza, giusto? E poi forse, c’è stato un momento nella vostra vita quando siete stati chiamati ad un nuovo impegno. E poi forse c’è stato un altro momento nella tua vita, come nella mia, quando siete stati chiamati a servire Gesù Cristo in un modo molto specifico, e poi c’è stato un momento nella vostra vita dove siete stati chiamati ad un luogo specifico, tipo a Grace church o ad un altro ministero più specifico. In altre parole, il modo in cui Dio ci guida può avere delle fasi, e fu così nel caso dei discepoli.
La prima chiamata si trova in Giovanni capitolo 1. E potete studiarla per conto vostro, non ci prenderemo il tempo. Questa fu la loro chiamata a salvezza. Furono chiamati a salvezza Andrea, Giovanni, Simone, Filippo, Natanaele e Giacomo. Furono chiamati alla salvezza, questa fu la chiamata iniziale, e vi ricordate cosa avvenne quando Giovanni il Battista disse: «Non seguite più me, seguite lui» ed andarono dietro a Gesù Cristo, e quella era la chiamata alla salvezza.
Ora questa in Matteo 4:18 è la fase numero due. Questa è la chiamata per essere pescatori di uomini. Ora avrebbero seguito Gesù, ma questo era un fatto momentaneo, non è la partenza finale da tutto. Per adesso, lo seguirono. Per questo momento, per questo giorno, per questo periodo, furono chiamati a vincere anime, furono chiamati a pescare uomini, furono chiamati a seguirlo.
E c’è una terza chiamata che Luca riporta nel capitolo 5. Questa avvenne dopo quella di Matteo, ed è diversa. Ci sono alcune somiglianze, ma anche differenze specifiche. Le noterete guardando a Luca capitolo 5. E vi mostrerò il livello della chiamata. In Luca 5, quando Gesù arriva, la situazione è leggermente diversa. Stavano pescando, il che indica il fatto che nella seconda fase non avevano lasciato permanentemente la loro professione, l’avevano seguito per il momento, però ora sarà un po’ più fermo. Non dirà: «Voglio che siate pescatori di uomini in generale», dirà: «Voglio che siate unicamente pescatori di uomini». Questo è il passo successivo, e questa volta stava in piedi sulla riva del lago di Gennesaret, che è un altro nome per il Mare di Galilea. Naturalmente, come ho detto, Luca lo chiama lago perché ha viaggiato e visto realtà più grandi che non hanno paragone con questo.
Gesù vide due barche ferme a riva, i pescatori erano usciti al largo e così via. Montò su una di quelle barche, che era di Simone, e qui abbiamo una differenza. Tutto d’un tratto, siamo in una barca. Una situazione diversa da quella di Matteo. E disse: “Gettate le reti per pescare”, e qui vediamo la scena della pesca miracolosa. Questo è un resoconto del tutto diverso. In altre parole, era arrivato per loro il momento di affrontare un vero impegno, e Gesù lo ribadisce nel versetto 10: “così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano soci di Simone. Allora Gesù disse a Simone: “Non temere...”. Non importa che non riuscirà più a pescare... vi ricordate la storia? Non potevano più pescare da soli, non senza il Signore, era lui che controllava i pesci.
Gli disse: «Volete del pesce? Gettate le reti dove vi dico, e lo prenderete. Senza di me non prenderete nulla. Non preoccupatevi se sarete in grado di prenderli senza di me... perchè da ora in poi, sarete – che cosa? - pescatori di uomini». “e tratte le barche a terra, lasciarono – che cosa? – ogni cosa e lo seguirono”, vedete, questo è un altro livello d’impegno.
Immagino che questa sia l’esperienza della nostra vita, non è vero? Ad un certo momento sei arrivato a Cristo, e non molto tempo dopo qualcuno ti ha detto: «Devi pescare uomini». Ma, forse, per qualcuno è già passato molto tempo da quando hanno lasciato tutto per testimoniare, mentre per altri, ciò non è mai avvenuto. Che rinneghiate tutto, per pescare uomini.
In Marco 3 c’è un’altra chiamata. Non furono chiamati solamente a pescare uomini, ma divennero ufficialmente degli Apostoli. Marco 3 versetto 14 “Ne costituì dodici – Marco 3:14 – per tenerli con sé e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demoni”. Mamma... da quel momento avevano poteri miracolosi, e ricevettero anche il potere di guarire malattie. Quindi, sono passati dalla salvezza ad una chiamata generale, a un impegno totale e specifico, fino anche a ricevere un potere miracoloso,
E poi infine, la quinta fase è riportata nel decimo capitolo di Matteo, nel primo versetto 1: “Poi, chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro il potere di scacciare gli spiriti immondi e di guarire qualunque malattia e qualunque infermità”, e disse “Andate”, nel versetto 7, e disse a tutti di andare, e li mandò, versetto 16, “Come pecore in mezzo ai lupi”, ed andarono a predicare.
Avete notato la progressione? Miei cari, dev’esser lo stesso per noi. Ebbe tutto inizio, ad un certo punto, quando abbiamo incontrato Gesù Cristo e l’abbiamo accettato come Salvatore. E poi, poco dopo, la sollecitazione dello Spirito di Dio vi ha spinto a diventare pescatori di uomini, e poi, si spera, che più avanti la vostra vita intera sia dedicata a quello. E poi arriva il momento quando, nel bel mezzo di tutto, si avverte la potenza di Dio, e si va avanti, mandati ufficialmente a compiere la sua opera.
Ora questa è solo la fase due, ma è un inizio. Ed incontrò questi due: Simone e Andrea, cosa stavano facendo? Dice che, “stavano gettando la rete in mare, perché erano pescatori”, ora a quel tempo, c’erano tre metodi di pesca. Il primo era con la lenza, la si legava per bene ad un bastone, e la si usava come canna ed una corda. Potevano pescare con una lenza.
Il secondo, è quella che viene chiamata la pesca a strascico. La rete di trascinamento veniva usata da una barca, o ancora meglio, da due barche. Veniva gettata in mare con delle funi ai quattro angoli, ed aveva dei pesi alla sua base in modo che sprofondasse in acqua. Naturalmente, quando la barca era in movimento avrebbe raccolto il pesce, i pescatori avrebbero tirato le funi e le avrebbe strette in cima, e la rete si sarebbe riempita di pesci. In Matteo capitolo 13, la Bibbia fa riferimento alla rete da strascico. E quindi, mentre le barche erano legate, diventava come un grande cono nel mare con peso verso la fine che raccoglieva i pesci per poi venire ristretto per bene alla fine per concludere la pesca,
e poi c’era quella che veniva chiamata la rete da lancio, ed è quella che viene usata qui. La stavano gettando, non era una sagene, ovvero la rete da strascico. La lanciavano. Questa era una rete circolare di circa tre metri di diametro, erano molto abili e sapevano come lanciarla dalla riva, o dal bordo del lago, non dovevano immergersi più delle ginocchia, ma potevano lanciare la rete, che aveva delle sfere appesantite o delle pietre o quello che c’era a disposizione e la lanciavano così s’immergeva attorno ai pesci, e quindi la ritiravano su e con essa anche i pesci.
E voi vi starete chiedendo: «perchè mi stai dicendo tutta questa roba qui?», «perchè penso sia interessante». Del resto, la parola è amphiblstron, dalla quale deriviamo il termine “anfibio”, l’idea è quella di stare sulla riva e gettare qualcosa in acqua includendo le due cose. Ma quello che m’interessa per davvero è questo, Gesù disse: «Prenderete degli uomini», e giocò con quella metafora. Ed il modo in cui lo fecero, era gettandola per prendere quello che c’era, e mi piace quel concetto. Sono contento che non stavano pescando mirando ad un pesce solo, mi piace il fatto che Gesù disse: «Ce ne saranno tanti».
Quando pensava all’evangelizzazione, il Signore aveva in mente tante persone. E quindi chiamò questi, Simone e Andrea, ma anche, guardate al versettoo 21, “Passato oltre, vide altri due fratelli, Giacomo di Zebedeo e Giovanni, suo fratello, i quali nella barca con Zebedeo, loro padre, rassettavano le reti; e li chiamò”. E con loro, ne aveva quattro, e per loro aveva un piano, questi sono gioielli grezzi... voglio che sappiate che erano gioielli grezzi. Erano uomini di strada, difficili e scontrosi. Senza dubbio avevano una certa rozzezza. E lo sappiamo di per certo nel caso di Pietro ma, in una certa misura, era vero anche per gli altri. Avevano un sacco di problemi, avevano una mancanza di sensibilità spirituale. Quello che Gesù disse nel corso dei primi mesi del suo ministero non aveva importanza, non lo capivano.
Il suo parlare, era percepito come quello che gli Ebrei chiamano un “Mashal” un parlare velato: «Di cosa stai parlando? Non lo capiamo». Avevano una comprensione molto limitata della dimensione spirituale. Le parabole di Matteo 13 erano troppo in alto per loro, non afferrarono il messaggio. E Gesù continuò a parlargli in termini che non potevano capire. E vivacchiarono per lungo tempo, cercando di capirle, e Gesù doveva rispiegare tutto. Avevano tanto da imparare... avevano anche una certa indifferenza, non avevano empatia, era un gruppo senza compassione.
Se leggete, credo sia, Matteo 14... 15, “Facendosi sera, i suoi discepoli si avvicinarono a lui e gli dissero: ‘Il luogo è deserto e l’ora è già passata; lascia dunque andare la folla nei villaggi a comprarsi da mangiare’”, stavano dicendo: «sbarazzati di questa folla, o inizieranno ad aver fame e poi dovremmo dargli noi da mangiare». Non è certamente un bell’esempio di ospitalità. Erano insensibili ed avevano una grave mancanza di umiltà.
Erano un gruppo davvero orgoglioso e, posso solo immaginare, che andare in giro con Gesù li faceva sentire meglio di chiunque altro. In Matteo 18, quando arrivò quel bambino dissero: «Mandalo via. Non possiamo disturbarci con dei bambini...», non erano nemmeno pronti a perdonare. «Pietro si avvicinò e gli disse: “Signore, quante volte perdonerò mio fratello se pecca contro di me? E Gesù gli disse: ‘Quattrocentonovanta volte”, ah...
All’incontro di preghiera, erano terribili, continuavano ad addormentarsi. Non erano molto coraggiosi, quando il Pastore fu colpito, le pecore si dispersero, giusto? Una bella banda! Nessuna percezione spirituale, nessuna sensibilità, mancanza di umiltà e di disponibilità al perdono, incapaci di perseverare nella preghiera, erano un branco di codardi, “Venite dietro a me e vi farò pescatori di uomini”, o questo dovrebbe dirvi tanto di quello che il Signore può fare con voi, e con me, è formidabile con il materiale grezzo, che mostra poco o nessun potenziale. Questa è anche una buona lezione.
Oh, però io so qualcosa... Gesù vide qualcosa, non è vero? Vide qualcosa in loro. Sapeva cosa stava facendo, ha individuato un potenziale, lo vide. E mentre stavo studiando questo ci stavo riflettendo su, ed ho pensato che il fatto che scelse dei pescatori è una sorta di rimprovero contro l’intero sistema giudaico, non è vero? In altre parole, perché mai nella non ha scelto rabbini per far parte della sua squadra? Quei grandi Rabbini, brillanti, astuti e competenti, oppure le grandi guide d’Israele? Pescatori? Cosa ne sanno loro? Non sono mai andati a scuola, forse non sapevano nemmeno leggere. Si è appoggiato su un qualcosa di meglio della saggezza mondana, non è vero? Qualcosa di meglio dell’influenza umana, qualcosa di meglio della religione formale, qualcosa di meglio dell’istruzione, qualcosa di meglio della ritualità. “Non molti nobili, né molti potenti... – disse Paolo – ha scelto le cose ignobili del mondo, le cose disprezzate del mondo».
Matthew Broadus, il grande commentatore che ha fatto un lavoro meraviglioso su Matteo, dice: «Forse erano meno predisposti alle follie della tradizione farisaica, e dunque meglio preparati a ricevere e trasmettere la nuova dottrina; inoltre, erano essenzialmente uomini del popolo. Ed è probabile che tutti e dodici, siano stati uomini di condizione piuttosto umile, privi della formazione offerta dalle scuole rabbiniche». Ed in Atti 4:13 è detto che le persone si meravigliavano, dicendo: “chi sono queste persone? E cosa ne sanno loro?” Galilei.
Guardate al versetto 19, “ma fu a loro che egli disse, venite dietro a me e vi farò pescatori di uomini”. Carissimi, guardate, così tante volte manchiamo il bersaglio, così spesso diciamo: «Oh, se solo quel tal dei tali, persona famosa si convertisse, pensa quanti ne vincerebbero», lo sapevate che fin dall’inizio il Signore non ha mai scelto quelle persone? «Se tal dei tali, se mai si convertisse, oh, che influenza avrebbe!» non ha mai scelto loro. Non è venuto per scegliere la squadra olimpica... non c’è nulla di sbagliato con loro... ma non venne a scegliere i grandi geni, scelse gli umili pescatori. Erano le persone del popolo, e Dio s’identifica sempre con il popolo, con i poveri, così come con i poveri in spirito.
Ora notate il versetto 19, amo questo, “E disse loro: ‘Venite dietro a me e vi farò pescatori di uomini’”, non è una promessa grandiosa? “Vi farò pescatori di uomini”, non vi sto chiedendo di fare qualcosa che io non ho alcun interesse a fare. Come abbiamo visto in Giovanni capitolo 1, erano già credenti, ed ora vediamo la seconda fase, «Io vi affido un compito: “Dovete essere pescatori di uomini”». O certamente, avevano compreso il messaggio, era una cosa molto viva, sapevano esattamente di cosa stava parlando.
Avete mai pensato a cosa potreste imparare dalla pesca? Confesso di non sapere nulla della pesca, specialmente della pesca con la rete. Ma, avete mai pensato come potreste mettere in pratica l’abilità della pesca, alla pesca di uomini? I bravi pescatori avevano delle certe qualità: numero uno, pazienza. Quando qualcuno mi dice: “Non sopporto la pesca”, riconosco fin da subito che è una persona impaziente, già dall’inzio! I pescatori imparano ad aspettare, e questo vale anche per noi, come pescatori di uomini, dobbiamo esser pazienti. Secondo, i pescatori hanno la qualità della perseveranza. È incredibile, continuano e lo fanno di nuovo, e di nuovo, e di nuovo, e di nuovo, sempre la stessa cosa, poi se ne vanno: «oh, non abbiamo preso nulla, e fa niente lo rifaremo di nuovo», e lo fanno di nuovo, e di nuovo, e di nuovo, e di nuovo, perseveranza!
La terza cosa che i pescatori hanno è il coraggio. Dice un verso poetico: «La mia barca è così piccola, ed il mare così grande», affrontano il mare per il pesce.
Sembra anche che i pescatori abbiano un certo intuito per il momento giusto. Se parlate con un pescatore che sa il fatto suo, vi dirà quando e dove. Ed è lo stesso per il buon conquistatore di anime, sceglie con cura il suo momento ed il suo posto. Avete mai fatto caso che i bravi pescatori, dicono sempre di rimanere fuori vista? Mi ricordo quando ero un ragazzino, ed andavo a pescare all’est con mio zio Charlie, e mi affacciavo fuori dalla barca, e lui mi diceva sempre: «Non ti affacciare fuori dalla barca». Volevo sporgermi, e lui era preoccupato che il pesce – mah, forse era preoccupato che vedendomi si sarebbero spaventati, o qualcosa del genere... diceva: «Non sporgerti fuori dalla barca, non devono vederti. Se vuoi pescare devi far in modo che non ti vedano», non so se è vero, oppure no, ma c’è una buona analogia.
Un abile conquistatore d’anima, non si mette in evidenza. Nasconde la sua presenza, anche la sua stessa ombra, fa in modo che lo sguardo sia fisso su Gesù Cristo.
Dunque, Gesù disse: «Voi conoscete la pazienza, voi conoscete la perseveranza, voi conoscete il coraggio, voi sapete riconoscere il momento giusto, e sapete come uscire di scena per raggiungere il vostro scopo, vi ho scelti per pescare uomini». E poi disse loro: “Vi farò pescatori di uomini”. Sapete quello era un’impegno da parte di Gesù d’intruirli, d’insegnargli.
In realtà, c’è un solo modo per insegnare qualcuno a conquistare le persone, ed è quello di portarli fuori, e farlo con loro. Ecco perchè qui, il nostro impegno verso il ministero dell’evangelizzazione è esploso, perchè abbiamo persone che rendono altre persone dei pescatori di uomini. Non ci si può semplicemente alzare e dire: «Bene, tutti fuori e siate pescatori di uomini», dovete insegnarglielo, dovete insegnarglielo. Alcuni non sanno come preparare l’amo, altri non sanno come riavvolgerlo, ed altri come gettare la rete, ma Gesù disse: “Vi farò pescatori di uomini”, e lo fece.
Sapete quanto tempo spese per addestrare questi uomini? Quanto tempo? Tre anni, tre anni... Non è incredibile? Prima di tutto, quello che fece fu questo; passò un po’ di tempo con loro, li mise in ordine, e poi li lasciò andare due a due, Matteo 10. Li faceva andare e poi li faceva tornare, e poi andavano ancora e poi ritornavano. Sempre pronti a portare un rapporto, due a due andavano e poi tornavano. E poi alla fine, in Matteo 28, disse loro: «Me ne sto per andare, siete da soli, siete qualificati». Il metodo d’addestramento di Gesù? Li chiamò a sé, li fece consocere il mandato e li addestrò: «andate fuori e tornate a rilasciare un resoconto», e loro tornavano e gli dicevano: «È successo questo e quest’altro, e sai cosa è successo qui, e cosa è successo là?», e poi li rimandava di nuovo, e tornavano di nuovo, ed alla fine, erano pronti, se ne andò.
Come lo fece? Avete mai esaminato il modo in cui Gesù preparò conquistatori d’anime? Abbiamo poco tempo, lasciate che vi dia alcuni brevi spunti. Primo, ascoltate qui – nel mentre considererete il Nuovo Testamento, com’è che Gesù addestrò i suoi? L’osservavano, non gli diede mica 45 lezioni, lo fece e basta, e loro lo gaurdavano e gaurdando, ed imparavano.
Prima di tutto, in breve, ecco i metodi che Gesù ha usato. Numero uno, era disponibile. Studiando la vita di Cristo, ho notato che egli era sempre con il gruppo. L’avete notato? Era sempre dove c’era la folla. Era sempre in mezzo ai peccatori. Infatti, di lui dissero: «Costui è sempre con i peccatori», era lì, ed essi compresero il messaggio, era lì che dovevano essere.
Secondo, non aveva favoriti. Non andava in giro con gente stravagante, non andava in giro con la gente ricca, non andava in giro con la gente famosa, non andava in giro con la gente religiosa. Non gl’importava quale fosse la loro posizione sociale. O si, raggiunge il ricco Iairo, ma passò anche del tempo con la prostituta. Non aveva preferiti, era disponibile, e non aveva favoriti.
La terza cosa che vedo in Gesù e nel suo approccio per la conquista delle persone è che era sensibile. Ragazzi, se era in grado d’individuare velocemente un cuore ricettivo. E te? Hai imparato a riconoscere un cuore aperto? Vi ricordate Gesù nel mezzo della folla in Marco 5, quando tutti lo stavano spingendo, a tal punto che dice che “non poteva neanche muoversi a causa della pressa, la pressa della folla, si muoveva a malapena, era tutto schiacciato e la Bibbia dice che si voltò e disse: “Chi mi ha toccato?”... e voi avreste detto: «Stai scherzando? Chi ti ha toccato?», «Si, chi mi ha toccato?» E c’era una donna che aveva perdite di sangue, che aveva allungato la mano per toccare una delle quattro nappe che comunemente pendevano dalla veste dei rabbini e la toccò. E Gesù riconobbe che aveva un cuore sensibile e la chiamò fuori dalla folla. La guarì dal suo flusso di sangue, e suscitò nel suo cuore una confessione di fede.
Era sensibile. La riconobbe con il cuore aperto nel bel mezzo della folla. Riconobbe che era sensibile all’opera dello Spirito. E sapete che potete farlo anche voi? Se camminate secondo lo Spirito, lo Spirito di Dio vi guiderà verso quella persona.
Era disponibile, non aveva favoriti, era sensibile. Quarto, vi ho già fatto cenno: richiedeva una confessione pubblica, non permetteva che le persone se ne andavano. Pensate a quella donna di Marco 5. Ha fatto si che confessasse, non poteva andarsene dopo aver toccato la sua veste, fu guarita, ma non era abbastanza. Per inciso, Marco dice che aveva patito molto, aveva sofferto molto per mano di molti medici. Marco lo dice, Luca non lo dice, per ovvie ragioni.
“I suoi discepoli gli dissero: “Tu vedi come la folla ti si stringe attorno e dici: ‘Chi mi ha toccato?’” Ma Gesù trasse quella donna dalla folla, e disse: “Figliola, la tua fede ti ha salvata; va’ in pace e sii guarita dal tuo male’”. Fece in modo che confessò, e dovete farlo anche voi, non è vero? Per essere efficaci con le persone, dovete portarle al punto in cui confessano pubblicamente con la loro bocca.
In Gesù vediamo anche un’altra cosa, mostrò amore e tenerezza. E ci rifletto in così tanti modi, gaurdate un po’ a cosa fece in Giovanni capitolo 8 con la peccatrice, quella donna che era stata abusata da un sacco di uomini, che era una delle peggiori prostitute. E che ne facciamo di Maria Maddalena? Che ce ne facciamo di tutte queste volte in Matteo? Per esempio, lo sapevate che in Matteo 8, Gesù stese la mano e toccò un lebbroso? Era tenero verso i peccatori.
E poi, un’altra cosa: prese sempre del tempo, prese sempre del tempo, oh se il Signore mi parla spesso di questo, sono sempre di fretta, devo sempre andare, ho sempre grandi progetti, ho sempre una riunione a cui devo partecipare. Ho così tanto tempo per il ministero, ma non ho tempo per le persone. Gesù, invece aveva tempo... nel mezzo della folla enorme di persone in Marco 5, vediamo che Iairo arriva ed Egli aveva tempo! E Iairo gli raccontò quella lunga storia su sua figlia, e c’erano un sacco di persone, ma Egli gli concesse il suo tempo.
Sapete, per tre anni, Gesù ha insegnato ai suoi come essere disponibili, come non avere favoriti, come essere sensibili, come ottenere una confessione pubblica, come mostrare amore e tenerezza, e come avere tempo disponibile e mettere in pratica tutto quello che hanno sempre saputo come pescatori: pazienza, perseveranza, coraggio, un occhio per il momento giusto, e fare tutto questo, senza però mettersi in mostra. E penso che chiunque l’abbia detto aveva ragione: «L’evangelizzazione non si può insegnare, si apprende così come ogni altra cosa nella vita Cristiana», e quindi impararono ed Egli l’insegnò, e questo è il nostro desiderio, gente!
Sapete, molti anni fa, abbiamo assunto... credo che tutti voi lo conoscano, Jim George. Avremmo potuto assumere qualcuno per fare le visite, per andare fuori ed evangelizzare, ma sapete cosa abbiamo fatto? Abbiamo deciso di sostenere un uomo che addestrasse altri ad evangelizzare. Se ne avessimo solamente assunto qualcuno che potesse andare a evangelizzare, sapete cos’avremmo al giorno d’oggi? Cinque anni dopo? Avremmo avuto un evangelista, invece, adesso, abbiamo tra le 200 e le 300 persone ben preparate a testimoniare. Questo è quello che fece Gesù.
E quale fu la loro risposta? Questa è la conclusione, “Essi, lasciarono le loro reti lo seguirono”. Il versetto 22 dice sul conto degli altri, Giacomo e Giovanni, “Ed essi, lasciando subito la barca e il padre loro, lo seguirono”, amo questo! Obbedienza immediata. Jerry ha detto che quello ci parla dell’autorità.
Quando stai camminando lungo la riva, e dici a delle persone: “Seguitemi”, e loro lo fanno, quello rivela qualcosa sul tuo conto. E quando vedo un’immagine di Gesù come un personaggio emaciato, gracile, piccolo, rinsecchito, che sembra che non possa neanche spaventare una pulce, quello non è il Cristo descritto qui. Approcciò quei ragazzi tutti tarchiati e gli disse: “Seguitemi”, e loro lasciarono tutto, si allontanarono dal padre loro e lo seguirono allora è certo che c’è qualcosa di grosso in lui. Lo seguirono... obbedienza. Vi chiedete: «Bè, ma avevano una grande passione per le anime?», dubito... dubito seriamente, anzi, son piuttosto convinto che non avevano nessuna passione, proprio per niente. E quindi, com’è che l’hanno seguito? Ascoltate, volete sapere come nutrire in voi una passione per le anime? Per cominciare, provate ad obbedire. È da lì che inizia tutto, siate obbedienti. Io la metto giù così, l’obbedienza è la scintilla che accende il fuoco della passione. Il modo per avere una passione per le anime, il modo per infiammarvi il cuore per conto dei perduti, è di obbedire a Dio ed andare via, lasciare che Dio prenda la fiamma dell’obbedienza e l’alimenti a tal punto da incendiare di una foresta intera.
David Brainerd, quel grande missionario fra gli Indiani d’America che morì così giovane nei vent’anni, disse: «Oh, se fossi una fiamma di fuoco per la causa del mio Signore». Henry Martyn disse: «Oh lasciatemi brucaire per Dio». Alexander MacLaren, quel grande predicatore, disse: «Dimmi quanto è profonda la compassione di un credente, e vi dirò la misura della sua efficacia». Da dove inizia tutto? Da dove si riceve tale passione? Da dove si prende tale desiderio di bruciare per Dio? Da dove viene tutto? Viene proprio dalla fiamma pilota dell’obbedienza.
Nel suo libro “How do we know? (Come Sappiamo?)” Il dottor Cortland Meyers scrive sul conto di Robert Murray M’Cheyne, uno dei più grandi predicatori della Scozia che morì all’età di ventinove. E questo è quello che disse Meyers sul suo conto: «Ovunque mettesse piede, la Scozia tremava. Ogni volta che apriva la sua bocca, una forza spirituale si diffondeva in ogni direzione. Migliaia lo seguirono ai piedi di Cristo.
Un viaggiatore, desideroso di vedere dove aveva predicato M’Cheyne, andò nella città Scozzese e trovò la vecchia chiesa. E l’anziano custode dai capelli grigi accettò di accompagnarlo per la chiesa. E gli fece strada nello studio di M’Cheyne. «Siediti su quella sedia», gli ordinò il custode. Il viaggiatore esitò un momento, poi si sedette sulla sedia. Sul tavolo davanti a lui c’era una Bibbia aperta, e gli disse: «Riposa il tuo capo sul quel libro e piangi! Questo è quello che faceva il nostro ministro prima di predicare», disse il vecchio uomo. Poi lo condusse sul pulpito davanti alla Bibbia aperta, e disse: «Vai, metti la tua testa fra le tue mani, e lascia che le lacrime scorrano. È così che faceva sempre il nostro ministro prima di predicare».
Cortland Meyers affermò: «Con una tale passione per le anime perse e bisognose, c’è forse da stupirsi che lo Spirito Santo diede a M’Cheyne una personalità così carismatica, che attirò così tanti al Salvatore?»
Ma da dov’è che inizia tutto? Potreste dire: «Mi sembra una cosa così distante»... dov’è che inizia tutto? Inizia tutto dalla fiamma pilota dell’obbedienza, quella è la scintilla che accende il fuoco. Quindi, il Signore ha bisogno di persone speciali che lo aiutino. Ha bisogno di una squadra di salvataggio ben preparata qui a Grace Community Church, non ha bisogno di un club confortevole, non ne ha bisogno. La chiesa ne ha abbastanza di quella roba li, ha bisogno di una squadra di salvataggio ben preparata. Ha bisogno di pescatori di uomini. E voi vi chiedereste: «Posso farlo?», «Si», e vi chiederete: «Come?», beh, prima di tutto dovete esser credenti. Non puoi far parte della squadra se non lo sei.
Secondo, devi renderti disponibile. Impara come portare le persone a Cristo. Se ciò significa coinvolgerti nel servizio dell’evangelizzazione, allora incomincia. Se quello significa leggere il Nuovo Testamento, e sottolineare tutto quello che riguarda l’evangelizzazione, catalogarlo ed impararlo, allora fallo. Sii un credente e sii disponibile.
Terzo, devi essere interessato. Devi esser interessato. Forse, significa leggere qualche libro. Di sicuro significa incontrare persone non credenti. E tutto inizia con l’obbedienza, quindi sii obbediente, vai a farlo, anche se non c’è passione al momento, fallo! Rivolgiti a quel vicino, digli quelle cose che hai sempre voluto dire che però non hai mai detto. E renditi conto che Gesù è il tuo modello. Studia come lo fece, e poi trova qualun’altro che puoi seguire, e fa si che diventino il tuo modello.
Devi essere un credente, disponibile, interessato, obbediente, segui Gesù, ed impara da un esempio. Dunque, Gesù iniziò al momento giusto, al posto giusto, con il giusto messaggio, e con i giusti collaboratori. Cari, la luce è spuntata e noi dobbiamo portarla al resto del mondo.
Terminerò con questo. Quando ero al college, io, Dave Hocking, e Bruce Peterson che è un diacono della nostra chiesa, (Dave Hocking è pastore della chiesa Grace Brethren situata in Long Beach), insieme con Ed Byrd, pastore associato della Calvary Baptist Church a Los Gatos, Lenny Seidel, che credo vi ricordiate, serve come pastore all’est degli Stati Uniti, iniziammo tutti come un quartetto, ed avevamo un motivetto il cui titolo era, son certo che alcuni di voi l’hanno già sentita, “Brucino le piccole fiammelle”, vi ricordate? Lo cantavamo sempre. Infatti, conosco così bene la parte del baritono, che non penso di conoscere la melodia. Quello era il nostro inno.
In effetti, non sapevo neanche cosa significasse. Cantavamo sempre: “Brucino le piccole fiammelle”, e poi mi ricordo che qualcuno si avvicinò subito dopo e ci chiese: «Cosa sono le piccole fiammelle?» E noi ridemmo e dicemmo: «È una bella melodia», ma cosa sono le piccole fiammelle? Lo sapevate che quell’inno antico proviene da una storia raccontata da D. L. Moody? Che fa così:
Moody raccontò di una nave in arrivo nel porto di Cleveland in una notte tempestosa. E per individuare la posizione della nave, nel porto c’erano due serie di luci, una su un promontorio molto alto, e l’altra sul litorale. Così che anche nell’oscurità c’era sempre prospettiva e loro riuscivano a vedere dov’erano, grazie ad entrambe le luci. Ma, quella notte il pilota vide solamente le luci poste sull’alto promontorio, non quelle basse, e quindi, il pilota chiese al capitano se fosse stato meglio ritornare al largo nel lago, per evitare di andare a sbattere contro le rocce. Ma il capitano aveva così tanta paura della tempesta nel lago, che pensò sarebbe stato meglio provare a raggiungere il porto. Fu quello che fecero, disse Moody, ma naufragarono e molti annegarono, e tutto perchè le luci in basso furono spente dalla tempesta. Moody proseguì dicendo, ascoltate: «Le luci alte, li in cielo stanno bruciando più intensamente che mai. Ma che ne è delle luci qui in basso?»
Padre, ti ringraziamo, ti ringraziamo per averci chiamati a svolgere quest’opera per te. Ti lodiamo e ti chiediamo che tu faccia di noi quel genere di persone che sono dei pescatori di uomini, per amore di Cristo. Amen.
FINE
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