Chiniamo il capo in preghiera. Padre, adesso ci accostiamo allo studio della Parola di Dio e Ti chiediamo che lo Spirito di Dio ci introduca nella verità, affinché possiamo vedere, udire e comprendere, ed affinché possiamo rispondere con cuori ubbidienti, per amore di Cristo. Amen.
Vorrei che prendeste la vostra Bibbia e apriste con me il Vangelo di Giovanni, capitolo 4, il Vangelo di Giovanni capitolo 4. E vorrei leggere i versetti dal 20 al 24 e questo testo sarà il punto di riferimento per il nostro studio sull’adorazione. Di tanto in tanto vi ritorneremo e poi, infine, lo esamineremo in modo approfondito, perché credo che Giovanni 4 dal 20 al 24 sia il passo più significativo del Nuovo Testamento sull’adorazione, e dobbiamo comprenderne le verità, se vogliamo veramente comprendere il nostro argomento. La conversazione si svolge tra la donna di Samaria ed il nostro Signore Gesù Cristo. Ed ella dice: "I nostri padri hanno adorato su questo monte, ma voi dite che a Gerusalemme è il luogo dove bisogna adorare". Gesù le disse: "Donna, credimi; l'ora viene che né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete; noi adoriamo quel che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma l'ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; poiché il Padre cerca tali adoratori. Dio è Spirito; e quelli che l'adorano, bisogna che l'adorino in spirito e verità". Il termine «adorare», nelle sue varie forme, ricorre otto volte in questo passo, ed è essenziale comprendere quello che il nostro Signore sta dicendo qui, e confido che lo comprenderemo una volta terminata la nostra serie.
Ora, quando siete venuti qui questa mattina, siete venuti a quella che noi chiamiamo “La Comunione dell’Adorazione”. E siete entrati in un edificio che noi chiamiamo “Il Centro di Adorazione”. Circa quattro anni fa, quando stavamo costruendo questo edificio e lo avevamo terminato, cercavo di decidere: come potevamo chiamarlo? Furono presentate ogni sorta di possibilità. Potevamo chiamarlo auditorium, ma questo non avrebbe avuto alcun carattere distintivo. Potevamo chiamarlo santuario, ma questo non avrebbe avuto senso, perché Dio non abita qui. Ci furono anche altri suggerimenti su come avremmo potuto chiamarlo, ma preferisco non menzionarli. Tuttavia, ritenni che il nome migliore possibile fosse Centro di Adorazione, perché quando venite qui, venite con lo scopo principale di adorare Dio. E non venite soltanto al Centro di Adorazione, ma venite anche alla Comunione dell’Adorazione. E quando il coro canta, i musicisti suonano e viene predicato il sermone, non è che queste cose siano fini a sé stesse; sono soltanto degli stimoli. E il loro scopo e la loro intenzione sono di spingervi ad adorare Dio. E se nella vostra mente avete qualcosa di meno di questo, non avete compreso il punto.
Temo che la maggior parte delle persone vada in chiesa pensando a quello che può ricevere. Ci sono alcune persone, sapete, che si limitano a controllare la pagina delle chiese per vedere chi suona dove in una determinata domenica, e poi vanno dove pensano che ci sarà qualcosa di loro gradimento o che, tra virgolette, “li benedirà”. Se venite in chiesa per quello che potete ricevere dalla musica, o per quello che potete ricevere dal sermone; se venite in chiesa perché vorreste ricevere una benedizione, non avete compreso il punto. Davvero, non lo avete compreso, sapete. Perché noi siamo qui per adorare Dio, e questo significa dare, non ricevere. Veniamo per offrirGli qualcosa, non per ricevere. Certo, se Gli offriamo la lode dovuta al Suo nome, riceveremo dalla Sua mano. Perché la Bibbia dice, nelle parole del nostro Signore Gesù Cristo: “Vi è più gioia nel”, che cosa? “Dare che nel ricevere”. Dunque, vi è benedizione nel dare, molta più benedizione che nel venire semplicemente per ricevere. Se siete venuti soltanto per analizzare la musica, o soltanto per analizzare il sermone, e se la vostra reazione è: “Be’, ne ho sentiti di migliori”, e sono certo che sia così, almeno nel caso del sermone, allora non avete compreso. Tutto ciò che stiamo facendo è stimolare il vostro cuore ad adorare Dio. E se il vostro cuore è in sintonia con Dio, francamente, dovrebbe bastare pochissimo per stimolarlo, davvero pochissimo.
Quando venite, adorate davvero? Voglio dire, è questo che avete in mente? Preparate il vostro cuore per l’adorazione? Quando vi vestite, salite in macchina e vi mettete in viaggio verso questo luogo la domenica, il vostro cuore è desideroso di adorare Dio? Vi siete mai posti questa domanda? Be’, dovrete porvi questa domanda durante questa serie. E voglio dirvi fin dall’inizio quale sia il mio scopo: voglio davvero mettervi con le spalle al muro e costringervi a prendere una decisione se adorerete Dio oppure no. Ed è proprio a questo che serve un predicatore, sapete: costringere le persone a prendere delle decisioni.
Vi sono ogni sorta di concezioni riguardo al predicatore, e mentre ve le spiego, vi dirò quale di queste corrisponde al modo in cui vedo me stesso. La prima è quella del ritualista. Forse alcuni di voi provengono dall’ambiente di una chiesa più ritualistica, dove il ruolo del predicatore non è altro che altri dieci minuti della liturgia. Egli fa la sua parte, proprio come tutti gli altri. Poi vi è il ruolo del predicatore come caposquadra. Entra e non fa altro che maltrattare verbalmente tutti e intimidire tutti. Poi vi è il ciarlatano, che usa il pulpito per vendere la sua ultima iniziativa o per promuovere la sua ultima causa. E poi vi è il professore, che si limita a rovesciare addosso alle persone informazioni che non hanno alcun rapporto con la vita.
Ma preferisco pensare a me stesso come a uno che cerca di persuadere. E lo scopo di questa serie è farvi riflettere, prima di tutto, su che cosa sia l’adorazione; in secondo luogo, se la state praticando oppure no; e, in terzo luogo, se non la state praticando, se comincerete a farlo. E se non vorrete farlo, allora dovrete negare ciò che dice la Bibbia. Questo è lo scopo della predicazione: mettervi con le spalle al muro, senza lasciarvi altra scelta che fare ciò che Dio dice oppure rifiutarvi di farlo, sapendo chiaramente che cosa avete scelto. Dunque, l’adorazione è un dovere che ci incombe, e credo che vedremo alcune cose che forse non abbiamo mai visto prima con tanta chiarezza.
Ora, che cos’è l’adorazione? Permettetemi di darvi una definizione, per cominciare, ora che spero di avere attirato la vostra attenzione. Che cos’è l’adorazione? Una definizione molto semplice; siete pronti? È l’onore reso a un essere superiore. L’onore reso a un essere superiore. Questa è l’adorazione. È una parola molto semplice da definire. Significa rendere omaggio, onore, riverenza, rispetto, adorazione, lode e gloria a un essere superiore. Francamente, nelle Scritture la parola viene usata senza distinzione; viene usata per coloro che rendevano questo genere di omaggio agli idoli. Viene usata per coloro che rendevano questo genere di omaggio alle cose materiali, così come al vero Dio. Dunque, la parola in sé stessa non è, in quanto tale, una parola santa. Descrive semplicemente l’onore reso a un essere superiore. La parola più comune nel Nuovo Testamento—e ve ne sono diverse che contengono implicitamente l’idea dell’adorazione—è proskuneō, che letteralmente significa “rivolgere un bacio verso qualcuno”, e deriva da quell’antica usanza di baciare la mano di un superiore: una persona si prostrava a terra, chinava il capo e gli baciava la mano. La parola viene usata anche per comunicare l’idea di inchinarsi o di prostrarsi. E l’idea è che ci si prostri davanti a un essere superiore con un senso di rispetto, timore, riverenza, onore e omaggio.
E in un contesto cristiano noi applichiamo semplicemente tutto questo a Dio. Ci inchiniamo davanti a Dio. Ci prostriamo davanti a Dio. Baciamo la mano, per così dire, come dice il salmista: “Baciate il Figlio”. Ci inchiniamo davanti a Dio con rispetto e onore, rendendoGli la gloria dovuta alla superiorità del Suo carattere.
Essenzialmente, dunque, l’adorazione consiste nel dare. Consiste nel dare onore e rispetto a Dio, ed è per questo che ci riuniamo qui. Non ci riuniamo qui per rendere onore al predicatore, o persino alle persone che partecipano alla musica, sebbene sia giusto che ci rispettiamo gli uni gli altri. A questo punto della nostra esperienza come cristiani, tutti noi passiamo in secondo piano, e siamo qui per un solo scopo, cioè rendere onore a Dio. E tutto ciò che avviene deve stimolare nei nostri cuori il desiderio di onorare Dio. Quindi, se venite per quello che potete ricevere, o se venite, tra virgolette, “per ricevere una benedizione”, non avete compreso. Siete venuti per dare, non per ricevere. E l’adorazione è un desiderio ardente di dare a Dio. E comincia, prima di tutto, con il dono di noi stessi, poi con gli atteggiamenti del nostro cuore, e infine con i nostri beni.
Vediamo se riesco a illustrarvi questo pensiero con un paio di passi delle Scritture. Il capitolo 30 dell’Esodo ci offre, credo, una vivida illustrazione dell’adorazione. In Esodo capitolo 30, ascoltiamo le istruzioni date da Dio per l’adorazione nel tabernacolo. E Dio aveva dato loro istruzioni chiare riguardo al modo in cui l’adorazione doveva essere svolta nel tabernacolo, e vi erano molte cose, all’interno di quelle istruzioni, che possedevano un grande valore simbolico; erano grandi strumenti d’insegnamento. Erano degli ausili visivi. Uno di questi viene descritto nel capitolo 30, al versetto 34, e credo che ci offra una comprensione meravigliosa, davvero meravigliosa. “Il Signore disse a Mosè: “Prenditi degli aromi, dello storace, dell’onice odorosa e del galbano”. E questi erano elementi disponibili in quella parte del mondo. “Questi aromi, insieme con incenso puro; ciascuno sarà in pari quantità”. Quattro componenti in parti uguali. “E ne farai un profumo, un profumo preparato secondo l’arte del profumiere”. Usate tutta la capacità necessaria per prendere quegli aromi e farne un profumo, “ben mescolato, puro e santo”. Santo nel senso di unico, separato, non contaminato da alcun altro elemento. “Lo ridurrai in polvere finissima e ne porrai una parte davanti alla testimonianza, nella tenda di convegno, dove Io ti incontrerò”.
Ora, Dio dice: preparate tutto questo profumo e mettetelo nel tabernacolo, dove Io vi incontrerò. “Esso sarà per voi cosa santissima”. Ora, qui abbiamo una composizione, un profumo, un incenso dal dolce aroma, perché questo è ciò che è realmente: è incenso. E deve essere santo. Vale a dire che deve essere usato soltanto per questo scopo nel tabernacolo. Guardate il versetto 37: “Quanto al profumo che farete, non ne farete per voi della stessa composizione; esso sarà per voi santo, consacrato al Signore”. Non potete prepararne per il vostro uso personale. Non potete avere un profumo personale preparato secondo questa particolare ricetta. E il versetto 38 dice che, se qualcuno lo prepara per sé stesso, per sentirne personalmente il profumo, “sarà reciso dal suo popolo”.
Ora, sapevate che nella Bibbia vi era una ricetta per un profumo? E sapevate che probabilmente produceva la fragranza più deliziosa che si possa immaginare? E che Dio disse che avrebbe potuto costarvi la vita, se ne aveste preparato una parte per voi stessi? Voi dite: “Be’, quale mai può essere il significato di tutto questo?”. Il significato è questo: vi era una fragranza destinata esclusivamente a Dio, e quando questo incenso saliva alle narici di Dio, era qualcosa di unico e riservato a Lui. Voi dite: “Be’, che cosa raffigura?”. Raffigurava l’adorazione. Quel dono unico, quella fragranza che sale dal cuore verso il Dio vivente e glorioso, è qualcosa che non deve essere offerto a nessun’altra persona. Non deve essere usato per nessun altro scopo. Deve essere un atto unico, separato, santificato e santo, che sale dal cuore della persona fino alle narici stesse di Dio. È un simbolo dell’adorazione. “Quando venite a incontrarMi là, lasciate che da voi salga qualcosa di santo e che appartenga soltanto a Me”.
Ora, credetemi, diletti, vi sono molte cose che accadono e che le persone credono essere adorazione, ma non lo sono. Vi è un certo tipo di musica che ci fa sentire come se stessimo adorando, a motivo della sua vivacità e del suo stile. E ci comunica una sensazione di pace e forse ci fa persino venire un po’ la pelle d’oca. Ma il fatto è che quello stesso stile musicale, quella stessa atmosfera musicale, accompagnata da parole completamente prive di qualsiasi riferimento a Dio, potrebbe suscitare in noi la medesima emozione. Questa non è adorazione. L’adorazione è ciò che è specificamente ed esclusivamente rivolto a Dio e che, pur coinvolgendo le nostre emozioni più profonde, lo fa attraverso la più profonda verità divina. Dobbiamo adorare Dio come un’offerta dal dolce profumo, e questo era ciò che doveva essere espresso simbolicamente nel luogo dell’adorazione, il tabernacolo.
Ora, nel Nuovo Testamento, vorrei che guardaste Giovanni capitolo 12, versetto 1. E voglio mostrarvi un pensiero simile. La fragranza dell’incenso che saliva alle narici di Dio simboleggiava l’adorazione. E qui abbiamo un altro dono fragrante offerto in adorazione. Questa volta al Dio vivente in forma umana, il Signore Gesù Cristo. Giovanni 12, versetto 1: “Gesù, sei giorni prima della Pasqua, venne a Betania, dove si trovava Lazzaro”, che era morto e che Egli aveva risuscitato dai morti. “E qui Gli fecero una cena; Marta serviva, mentre Lazzaro era uno di quelli che erano a tavola con Lui. Maria allora prese circa 330 grammi di olio profumato di nardo puro, di gran valore”. Quanto costoso? Probabilmente il salario di un anno, soltanto per quella quantità. “E unse i piedi di Gesù e Gli asciugò i piedi con i suoi capelli; e la casa fu piena del profumo dell’olio”.
1 Corinzi capitolo 11 dice: “La gloria della donna sono i suoi capelli”. E così ella usa la propria gloria per svolgere il compito più umile che si possa immaginare. Chiunque, in quella parte del mondo, avesse lavato i piedi delle persone sarebbe stato considerato lo schiavo più umile. Ella usa ciò che costituisce la sua gloria per lavare i piedi polverosi e sporchi di Gesù. E non usa soltanto dell’acqua, ma versa la fragranza più costosa. Ora, questa è l’essenza dell’adorazione. L’adorazione implica l’umiliazione di sé, e l’adorazione è prodiga nel dare. E ricorderete che Maria e Marta erano diverse. Marta era sempre occupata a servire, mentre Maria sedeva ai piedi di Gesù, e Gesù disse: “Maria ha scelto”, che cosa? “La parte migliore”. E Giuda disse: “Aspettate un momento, quest’olio vale 300 denari e avremmo potuto darli ai poveri”. In realtà non gli importava nulla dei poveri; teneva la cassa e voleva ricavarne quanto più poteva. Ma Gesù disse: “Lasciatela stare”. Lasciatela stare. È meglio adorare che fare assistenza ai poveri. Proprio così. Ciò che date a Dio è infinitamente più importante di ciò che date all’uomo, a qualunque uomo. Questo non significa che non sia importante dare agli uomini; significa che è ancora più importante dare a Dio. E noi tendiamo a essere così pragmatici. Siamo la generazione delle Marte, non è vero? Voglio dire, abbiamo messo a punto la chiesa come un sistema perfettamente regolato, abbiamo i programmi e tutto quanto. Siamo quelli sempre indaffarati. Non siamo la generazione delle Marie.
E facciamo molta attenzione a non sprecare i nostri beni, e tendiamo a stabilire con grande precisione persino ciò che diamo a Dio, invece di versare ciò che equivale al salario di un anno e chinarci umilmente per asciugarGli i piedi con i nostri capelli. Questa è adorazione. E quella fragranza esprimeva l’essenza di un cuore adorante. È questo che Dio cerca. La vera adorazione è migliore dell’assistenza ai poveri. La vera adorazione è migliore dell’attività religiosa, per quanto essa possa essere buona. E l’assistenza ai poveri è necessaria, e lo è anche l’attività, ma l’adorazione è migliore.
Eppure temo che molti di noi non sappiano nemmeno che cosa sia l’adorazione. Suppongo che potremmo confrontare l’adorazione con il ministero, per rendere un po’ più chiara la distinzione. Siamo molto orientati al ministero, non è vero? Parliamo del ministero. Svolgiamo il ministero. Siamo molto occupati e attivi. Infatti, l’altro giorno parlavamo del perché sembra che, mentre la nostra chiesa è cresciuta e continua a crescere, e ogni mese si aggiungono alla chiesa 60 o 70 nuovi membri e continuano a venire sempre più persone, tuttavia, pur essendo cresciuti numericamente e pur avendo molte più persone di quante ne abbiamo mai avute, non per questo ci siano necessariamente più persone qui la domenica. E la risposta, inevitabilmente, è: “Be’, vedete, sono così attivi, hanno gli studi biblici nelle case, hanno questo e hanno quello”; e così, sì, sapete, abbiamo un mucchio di Marte. Ma dove sono quelli che siedono ai piedi di Gesù? Dove sono gli adoratori?
È così facile dire: “Be’, sono venuto per tre settimane di seguito, sapete, ne ho ricevuto abbastanza e ricaverò quello che mi serve dalla registrazione”. Ah, sì? È per questo che siete qui, per ricevere? Siete qui per ricevere qualcosa da John MacArthur? Allora John MacArthur ha fallito, perché io sono qui per dare gloria a Dio. Questo è il momento di adorare nella Sua assemblea. E questo non potete ottenerlo ascoltando una registrazione. Una registrazione può forse stimolarvi, ma non può sostituire l’assemblea dei credenti riuniti. Siamo così occupati che non adoriamo come dovremmo. E credo che non sia soltanto perché siamo così occupati; è perché siamo così negligenti e indifferenti nei confronti del vero carattere dell’adorazione. E lo vedremo man mano che procederemo nel nostro studio.
Ma confrontiamo il concetto del ministero con l’adorazione. Il ministero è molto importante. Dobbiamo averlo. Ma il ministero può essere considerato in questo modo: il ministero è ciò che dal Padre, attraverso il Figlio e nella potenza dello Spirito, giunge a noi e passa poi da noi agli altri. Dio, attraverso Cristo, per mezzo dello Spirito, ci dà dei doni spirituali affinché serviamo gli uni gli altri. L’adorazione è l’opposto. L’adorazione parte da noi, per mezzo dello Spirito Santo, attraverso il Figlio, e sale al Padre. Ed entrambe le cose sono in perfetto equilibrio. Deve esserci adorazione. Dio cerca un’adorazione accettevole, vera e spirituale. Avete afferrato questa frase? Dio cerca un’adorazione accettevole, vera e spirituale. Ognuna di queste parole è fondamentale, e spero che, una volta terminato il nostro studio, comprenderete pienamente ciascuna di esse. Dio cerca un’adorazione accettevole, vera e spirituale.
In Giovanni 4, il testo che abbiamo letto all’inizio, al versetto 23: “Ma l’ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori”, sottolineate queste parole, “i veri adoratori”; questo è il tema del testo, “adoreranno il Padre in spirito e verità, poiché il Padre cerca tali adoratori”. Poiché il Padre cerca tali adoratori. Dio cerca un’adorazione accettevole, vera e spirituale. Ora, se vogliamo offrirGli questo tipo di adorazione, dobbiamo sapere che cosa sia, e allora ci poniamo la domanda: che cos’è un’adorazione accettevole, vera e spirituale? E voglio che vi poniate questa domanda: adoro Dio? È questa una priorità per me? Vengo fedelmente e regolarmente, con un profondo impegno del cuore, per adorare Dio? Non per ascoltare un sermone—potete comprare una registrazione e restare a casa—ma per adorare Dio. Questo desiderio ardente di adorare Dio mi spinge ad affrettarmi verso l’assemblea del Suo popolo per esprimere la mia adorazione?
E so che venite. So che i vostri corpi sono qui. Li vedo, e sono davvero un bel gruppo di corpi. E non voglio sminuire questo. I vostri corpi sono qui, ma mi domando se le vostre anime siano qui in vera adorazione.
Questo mi ricorda una storia che stavo leggendo riguardo a un missionario che si trovava nella parte alta della giungla amazzonica. E questo particolare missionario era semplicemente consumato dal desiderio di raggiungere un’altra tribù in un’altra zona. Così radunò un gruppo di indigeni perché trasportassero tutti i suoi beni e i suoi materiali fino a quella nuova zona. E nel suo zelo li spingeva oltre i limiti delle loro forze. Per due giorni li fece avanzare attraverso quella parte della giungla amazzonica, con grande frenesia. Dormirono per poche ore, poi si svegliarono la terza mattina, e non un solo indigeno si mosse. Ed egli disse: “Dobbiamo andare, dobbiamo muoverci. Alzatevi, dobbiamo metterci in cammino”. Ma essi non si mossero affatto. Allora andò dal capo e gli disse: “Capo, devi fare qualcosa. Dobbiamo farli muovere”. Il capo, nella sua semplicità, disse al missionario: “Amico mio, stanno semplicemente aspettando che le loro anime raggiungano i loro corpi”. E forse Dio sta aspettando da molto tempo che la vostra anima raggiunga il vostro corpo. Il vostro corpo è qui. La vostra anima è qui? State adorando in spirito?
Nel Salmo 45, versetto 1, vi è un’affermazione molto interessante. Non avete bisogno di cercarla; è una semplice affermazione che posso citarvi. Dice: “Il mio cuore trabocca di un buon tema”. E quello è un salmo di lode; se scendete fino ai versetti 10 e 11 di quel salmo, trovate una grande espressione di lode. E il salmista dice: “Il mio cuore trabocca”, e l’ebraico esprime l’idea di qualcosa che bolle fino a traboccare. Ed è proprio questo, credo, che descrive in modo meraviglioso il concetto dell’adorazione. Ascoltate, l’adorazione è un cuore talmente riscaldato dalla verità di Dio che alla fine trabocca di lode. Vedete? È un cuore talmente riscaldato dalla verità riguardo a Dio che trabocca di lode. Questa è la vera sostanza dell’adorazione. Be’, spero che questa sia una definizione che possiate comprendere. E vedrete che sarà ulteriormente definita man mano che procederemo.
Ora, voglio arrivare a un punto principale, e nel corso di questa serie vi darò diversi punti principali. Questo è il primo: l’importanza dell’adorazione. L’importanza dell’adorazione. Parleremo dell’oggetto dell’adorazione, della natura dell’adorazione, dell’effetto dell’adorazione e così via. Ma, per cominciare, l’importanza dell’adorazione. E voglio parlarvene questa mattina e poi di nuovo questa sera. Voglio che comprendiate quanto sia importante, e voglio porre questa verità con tale peso sulla vostra coscienza che non possiate rimanere indifferenti senza trovarvi in aperta ribellione contro Dio.
Ora, l’adorazione è importante per quattro ragioni, quattro ragioni. Ragione numero uno: la Scrittura la esige; la Scrittura ne ribadisce l’importanza in un numero enorme di passi. Potreste persino usare questa espressione: la Scrittura ne è piena. L’adorazione è importante perché la Scrittura ne è piena. In secondo luogo, tutta la vita ne è influenzata. Tutta la vita ne è influenzata. In terzo luogo, essa è il tema principale della storia della redenzione. È il tema principale della storia della redenzione. E in quarto luogo, essa è comandata. È comandata. E questo è un modo più esplicito di esprimere il primo punto.
Consideriamo il primo punto, e questa sera esamineremo gli altri. La prima ragione per cui diciamo che l’adorazione è importante è che la Scrittura ne parla così frequentemente. La Parola di Dio sottolinea letteralmente, centinaia e centinaia di volte, l’importanza dell’adorazione. E possiamo scegliere alcuni passi particolari, ma si tratta semplicemente di una selezione tratta da un’enorme quantità di materiale biblico. Ora, l’intero libro dei Salmi sarebbe un buon punto di partenza.
Ma torniamo al capitolo 20 dell’Esodo, e vediamo che cosa accadde quando Dio cominciò a stabilire alcune norme, alcuni principi e alcune direttive, alcuni comandamenti, statuti, ordinamenti, leggi e precetti. Che cosa era più importante per Lui? Dio dà i Dieci Comandamenti, il Decalogo, che esprimono la priorità del Suo desiderio riguardo all’ubbidienza dell’uomo; ed ecco da dove comincia. Dio disse, Esodo 20, versetto 2: “Io sono il Signore, il tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla casa di schiavitù. Non avere altri dèi davanti a Me. Non farti scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù nei cieli, o quaggiù sulla terra, o nelle acque sotto la terra. Non prostrarti davanti a loro e non servirli, perché Io, il Signore, il tuo Dio, sono un Dio geloso, che punisce l’iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che Mi odiano, e usa misericordia verso migliaia di quelli che Mi amano e osservano i Miei comandamenti”.
Ora, il primo comandamento è adorare Dio e Dio soltanto. Questo è tutto. Nel capitolo 34 dell’Esodo, al versetto 14, questo viene affermato in modo ancora più esplicito. E qui dice: “Poiché non adorerai altro dio, perché il Signore, il cui nome è Geloso, è un Dio geloso”. L’adorazione, dunque, è il primo comandamento. E questo diventa, quindi, la nostra priorità. In Matteo 22:37, quando il giovane venne da Gesù e disse: “Qual è il primo e grande comandamento?”, il Signore rispose così: “Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Questo è il primo comandamento. Qual è il primo comandamento? Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. Questo è semplicemente il lato positivo di ciò che viene espresso negativamente in Esodo 20. In Esodo 20, il comandamento negativo dice: “Non avere altri dèi”. In Matteo 22, quello positivo dice: “Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Questa è la priorità dell’esistenza dell’uomo. L’uomo è stato creato per adorare Dio.
Ora, quando Dio chiamò fuori il Suo popolo, stabilì in mezzo alla loro vita un luogo di adorazione, affinché l’adorazione fosse al centro della loro attenzione. Guardate per un momento il capitolo 25 dell’Esodo. E Dio diede loro tutte quelle istruzioni, sapete, per costruire quel luogo. Avete mai studiato le istruzioni riguardanti il tabernacolo? Sono davvero straordinarie. Quando uscirono dall’Egitto e cominciarono a vagare nel deserto, Dio li chiamava all’adorazione. E così Dio pose nel mezzo dell’accampamento questo tabernacolo, questa tenda. Nella Bibbia occorrono sette capitoli, 243 versetti, perché Dio dia tutte le norme, tutte le misure e tutti gli arredi che dovevano far parte di quel luogo. 243 versetti. È piuttosto interessante, quando pensate che Dio descrive l’intera creazione dell’universo in soli 31 versetti. Dio è davvero interessato all’adorazione.
E nel dare tutta quella prescrizione per l’adorazione, l’intero intento era che essi concentrassero la loro attenzione su Dio. Il tabernacolo in sé era brutto. Era brutto. Voglio dire, non era bello da vedere. Ma all’interno del tabernacolo vi era un luogo santo, e all’interno del luogo santo vi era il luogo santissimo, che era un cubo perfetto. E dentro il luogo santissimo vi era l’Arca del Patto. E sopra l’Arca del Patto vi era quello che veniva chiamato il propiziatorio, sul quale il sommo sacerdote, una volta all’anno, aspergeva il sangue come espiazione per i peccati del popolo. E sul propiziatorio dimorava la gloria Shekinah di Dio. E così, in realtà, il tabernacolo veniva chiamato in questo modo perché era il luogo in cui dimorava la gloria di Dio: il tabernacolo. E l’accampamento d’Israele si trovava tutt’intorno ad esso, e tutta la loro vita era rivolta verso quel tabernacolo e concentrata su di esso. Infatti, quando il tabernacolo fu completato, la gloria di Dio discese dal cielo e venne proprio lì a dimorare, affinché il popolo sapesse che la gloria di Dio era presente in quel luogo.
Ora, in Esodo 25:22 leggiamo questo: “E là Io ti incontrerò e parlerò con te da sopra il propiziatorio, fra i due cherubini che sono sull’Arca della testimonianza, riguardo a tutte le cose che ti darò come comandamento per i figli d’Israele”. Dio diede loro un luogo di adorazione. Sapevate che nel tabernacolo non vi erano posti a sedere? Non vi si andava per assistere a una funzione. Non vi si andava per assistere a un concerto. Non vi si andava per fare nient’altro se non adorare Dio. Se dovevate tenere una riunione, la tenevate da qualche altra parte. Quello era un luogo di adorazione. Ed era più importante avere un luogo di adorazione come punto centrale che avere un luogo di riunione. E al centro di quel luogo di adorazione vi era Dio, rivelato nella Sua presenza, nella gloria Shekinah sul propiziatorio, fra le ali dei cherubini; e Dio dice: “Io vi incontrerò là”. L’adorazione era la priorità. Dio incontrava là il Suo popolo.
E se leggete il libro dei Numeri, alla fine del primo capitolo e all’inizio del secondo, e leggete come Dio dispose il popolo intorno al tabernacolo, è davvero affascinante. La Bibbia ci dice, credo in Numeri 1, intorno al versetto 52 o 53, che immediatamente fuori dal tabernacolo, più vicini al tabernacolo, si trovavano i sacerdoti. Questo era l’accampamento, il modo in cui Israele rimase accampato durante tutti i quarant’anni del suo peregrinare: i sacerdoti erano i più vicini, e subito oltre i sacerdoti vi erano i Leviti. Ora, di che cosa erano responsabili i sacerdoti? Dell’adorazione; mentre il resto dei Leviti era responsabile del servizio, della cura del tabernacolo. E così, accanto ad esso vi erano i sacerdoti, poi i Leviti e, nell’anello più esterno, tutte le dodici tribù d’Israele. L’intero centro della loro esistenza riguardava la questione dell’adorazione. Quella era la più grande proclamazione che Dio aveva posto in mezzo a loro: Io devo essere adorato.
Persino l’età dei sacerdoti lo dimostrava. Secondo Numeri capitolo 1, versetto 3, un soldato doveva avere vent’anni. Quando un giovane raggiungeva i vent’anni, poteva servire come soldato. In Numeri 8:24 ci viene detto che un Levita poteva cominciare a servire nel tabernacolo e nel tempio quando raggiungeva i venticinque anni. Ma in Numeri 4, versetto 3, si dice che un sacerdote doveva avere trent’anni. Un soldato a vent’anni, uno che serviva a venticinque, un sacerdote a trenta. Perché? Molto semplice: perché l’adorazione era la priorità e richiedeva il più alto livello di maturità spirituale, perché costituiva la responsabilità più grande. Molte persone erano coinvolte nelle attività, molte persone erano là fuori a combattere la battaglia. Un altro livello era richiesto per quelli che servivano; il livello più alto, invece, era richiesto per quelli che conducevano il popolo ad adorare Dio.
Credo che vi sia un’altra cosa che conferma l’importanza dell’adorazione nelle Scritture, e sono le offerte. Ricordate come, nel Levitico, Dio stabilì fin dall’inizio del libro le diverse offerte che il popolo doveva portarGli? E la prima fra tutte le offerte era l’olocausto, l’olocausto. Infatti, l’altare stesso, l’altare di bronzo, divenne noto come l’altare degli olocausti, secondo Esodo 30, versetto 28. Fu dunque quell’offerta a dargli il nome. Vi erano offerte di ogni genere: il sacrificio per il peccato, il sacrificio di riparazione, le oblazioni di cereali e così via. Ma la prima offerta menzionata è l’olocausto. E ciò che vi è di meraviglioso in questo è semplicemente questo: quando un Giudeo portava la propria offerta a Dio, nelle altre offerte una parte veniva posta sull’altare e una parte veniva mangiata. Ma nell’olocausto ogni singola parte veniva completamente bruciata, perché era interamente destinata al Signore. Il sacerdote non ne riceveva alcuna parte, e neppure il peccatore o il penitente ne riceveva una parte. E credo che la ragione per cui l’olocausto viene posto per primo sia che l’attività prioritaria è sempre l’adorazione, nella quale tutto viene offerto a Dio. Questa è l’essenza dell’adorazione: essa è consacrata unicamente ed esclusivamente a Dio. E quando fu costruito il tempio, il tempio permanente a Gerusalemme, tutto questo modello di adorazione fu ripreso integralmente nel tempio. E ancora una volta, il punto centrale doveva essere l’adorazione.
Deuteronomio capitolo 12, versetto 5. Che cosa dice Dio? “Cercherete il luogo che il Signore, il vostro Dio, avrà scelto fra tutte le vostre tribù per porvi il Suo nome e farne la Sua dimora; e là andrete”. Venite al luogo di adorazione. Questo è ciò che Egli dice. Venite nel luogo in cui Dio ha posto il Suo nome, e quello, naturalmente, è Gerusalemme e, ancora più specificamente, quel luogo santissimo. E poi, al versetto 6: “Là porterete i vostri olocausti”. Questi vengono per primi, poi gli altri sacrifici, le decime, le offerte delle vostre mani, i vostri voti, le vostre offerte volontarie e i primogeniti delle vostre mandrie e delle vostre greggi. E là mangerete davanti al Signore, il vostro Dio, e vi rallegrerete, voi e le vostre famiglie, di tutto ciò a cui avrete messo mano e con cui il Signore, il vostro Dio, vi avrà benedetti. Venite al tempio, Egli dice. Venite adempiendo tutte queste prescrizioni cerimoniali, ma cominciate ogni cosa con l’olocausto.
Ricordate Isaia capitolo 6, dove Isaia dice: “Nell’anno della morte del re Uzzia, vidi il Signore assiso sopra un trono alto ed elevato, e i lembi della Sua veste riempivano il tempio”, e così via? E ricordate che sopra il trono di Dio egli vide i cherubini? Gli angeli? I serafini. E li vide là, e viene detto che avevano sei ali: “Con due si coprivano il volto, con due si coprivano i piedi e con due volavano”. Quanto è interessante il fatto che avessero quattro ali relative all’adorazione e due relative al servizio.
L’adorazione è la priorità. Si coprivano i piedi perché si trovavano in una presenza santa. Si coprivano il volto perché non potevano contemplare la Sua santa gloria. Con soltanto due ali si occupavano delle attività. L’adorazione è la priorità. Non sorprende che il salmista dica nel Salmo 95: “Venite, adoriamo e inchiniamoci; inginocchiamoci davanti al Signore, che ci ha fatti, poiché Egli è il nostro Dio”. E questo fa subito correre il vostro pensiero da un salmo all’altro, e poi a un altro ancora.
Voi dite: “Ma John, tutto questo appartiene all’Antico Testamento”. Va bene, andiamo al Nuovo Testamento. Romani capitolo 12, e vediamo che cosa nelle Scritture del Nuovo Testamento presenta l’adorazione come una priorità. Romani 12:1-2 è un passo delle Scritture molto conosciuto. Paolo ha esposto per undici capitoli il meraviglioso Vangelo del Signore Gesù Cristo, il Suo proposito e il Suo piano di redenzione per il mondo, la misericordia che Egli ha avuto verso gli uomini peccatori. E poi, nel versetto 1 del capitolo 12, dice: “Vi esorto dunque, fratelli, in considerazione di queste misericordie di Dio, vi supplico”. Ecco ciò che voglio che facciate, sulla base di tutta la verità contenuta nei primi undici capitoli. Che cosa chiederà Dio? “Presentate i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, accettevole a Dio, che è il vostro”, ascoltate questo, “culto spirituale”—logikēn latreian—culto spirituale. Potete scriverlo proprio a margine della vostra Bibbia.
Ora, ascoltatemi con molta attenzione: undici capitoli di dottrina. Paolo ha descritto chi è il cristiano e tutti i benefici che ha ricevuto. E ora dice: come risposta, che cosa vuole Dio? Che cosa vuole Dio da voi? Questo è ciò che Egli ha fatto; che cosa vuole da noi? Ciò che vuole è un culto spirituale. Lo vedete lì? È questo che Gli è accettevole. E la parola accettevole è una parola molto importante. È una parola legata al sacrificio. È una parola legata all’adorazione. Chiunque adori un dio cerca di offrirgli ciò che gli sia accettevole. Essa appartiene al linguaggio dell’adorazione. E la parola compare di nuovo alla fine del versetto 2: “La buona, accettevole e perfetta volontà di Dio”. Che cosa vuole Dio da un credente? Vuole un’adorazione accettevole e spirituale. E questa comincia con la presentazione del corpo come sacrificio vivente. Comincia con la presentazione del corpo—e credo che nel corpo sia implicata la persona intera—come sacrificio vivente, perché se si trattasse soltanto, come alcuni dicono, del corpo fisico, non potrebbe essere così, perché offrire il corpo fisico non è un atto di culto spirituale. Il corpo, qui, rappresenta tutto ciò che siamo; è quel corpo che contiene il nostro vero essere.
Dunque, a motivo della grande misericordia che Dio ha avuto verso di noi, Dio ci chiama a presentare noi stessi in un atto di adorazione, accostandoci a un altare e deponendoci su di esso in un atto di culto spirituale. Ora, permettetemi di dirlo in modo semplice: la ragione per cui Dio ha salvato voi e me è affinché potessimo adorarLo in modo vero e accettevole. Questo è il punto. Ora, andiamo a un altro passo, 1 Pietro 2:5. E qui abbiamo una situazione simile. Nel capitolo 1 troviamo le meraviglie della grazia redentrice. Al versetto 19 troviamo la grande affermazione riguardo al prezioso sangue di Cristo, come quello di un agnello senza difetto e senza macchia. Il versetto 18 parla della nostra redenzione. Il versetto 23 parla della nostra nuova nascita, dell’essere nati di nuovo. Il versetto 2 del capitolo 2 parla di bambini appena nati che hanno gustato la bontà del Signore. Ora, ciò che egli sta dicendo è che siamo stati salvati e, come persone salvate, il versetto 5 dice: “Siamo diventati pietre viventi che formano una casa spirituale”. Siamo diventati la casa vivente nella quale Dio dimora. Dio non abita in una casa fatta da mani d’uomo. Dio non abita in un edificio fatto di mattoni e malta. Egli abita nelle pietre viventi del Suo popolo. Dunque, siamo diventati la casa di Dio, un sacerdozio santo. E qual è la nostra chiamata? Noi, come sacerdoti santi, dobbiamo offrire—eccolo qui—sacrifici spirituali. Questo è un atto di adorazione accettevole a Dio. E ancora una volta, il termine accettevole contiene in sé il concetto di un’offerta; la vera adorazione spirituale, gradita a Dio, viene offerta sulla base dell’opera trasformatrice di Dio in Cristo.
Dunque, potete vedere—e questo è soltanto un breve sguardo—che l’adorazione è importante. Numero uno, perché la Scrittura ne parla così spesso. Numero due, e mi limiterò soltanto a introdurre questo secondo punto. La seconda ragione per cui è importante adorare è che tutta la vita, sia ora sia per l’eternità, dipende da questo. L’adorazione non è un’aggiunta alla vita; l’adorazione è al centro della vita. Vedete, le persone che adorano Dio in modo accettevole entrano nella vita eterna. Le persone che non adorano Dio in modo accettevole entrano nella morte eterna. L’adorazione, dunque, diventa il punto decisivo. L’adorazione, dunque, diventa il centro. Il tempo e l’eternità sono determinati dalla natura dell’adorazione di una persona. Il modo in cui adorate riflette e determina il vostro destino. Ora, in realtà, vi sono soltanto due tipi di adorazione che potete offrire. Potete offrire un’adorazione accettevole oppure, che cosa? Un’adorazione inaccettabile. E la maggior parte del mondo offre un’adorazione inaccettabile. Dio non la accetterà. La Bibbia è esplicita al riguardo. E oggi vi sono persone che vogliono dirci che, alla fine, tutti saranno salvati. Alla fine, tutti saranno accettevoli a Dio. Questo non è vero. Questo non è vero. La Bibbia non dice questo. La Bibbia dice che vi è un’adorazione accettevole e vi è un’adorazione inaccettabile.
Ora, parliamo dell’adorazione inaccettabile. Ve ne sono quattro tipi. Questa mattina parlerò soltanto del primo, e questa sera vi darò gli altri. Primo, il primo tipo di adorazione inaccettabile è l’adorazione di falsi dèi, l’adorazione di falsi dèi. Questo è inaccettabile. Le persone dicono: “Be’, tutte quelle povere persone laggiù che adorano i loro dèi. Alla fine andrà tutto bene per loro, perché erano sincere”. No, non sarà così. Dio non accetta l’adorazione rivolta a una falsa divinità, perché non vi è alcun altro Dio, e Dio è un Dio geloso. Ed Egli non tollererà che si adori un altro dio. Egli dice: “Io non darò la Mia gloria a un altro”. Eppure, il mondo adora falsi dèi.
Guardate Romani 1 e ricordate ciò che abbiamo imparato nel nostro studio di Romani. Versetto 21: “Pur avendo conosciuto Dio”, parlando della razza umana, “pur avendo conosciuto Dio, non Lo hanno glorificato come Dio e non Gli hanno reso grazie”. Ora, francamente, questo significa semplicemente che non vollero adorarLo. Non vollero darGli gloria. Non vollero darGli lode. Non vollero renderGli grazie. Non vollero renderGli omaggio e adorazione. Rifiutarono di adorare Dio. E Dio disse: “Questo è inaccettabile”. Così, al versetto 24: “Dio li ha abbandonati alla loro impurità, alla loro bassezza e alla loro peccaminosità”. Era inaccettabile. Infatti, che cosa accadde? “Quando rifiutarono di adorare Dio”, dice il versetto 23, “cominciarono a fare immagini simili all’uomo corruttibile, agli uccelli, ai quadrupedi e ai rettili”. Si volsero agli idoli. Ora ascoltate, tutti adorano qualcuno. In un modo o nell’altro, tutti adorano. Persino un ateo adora. Chi adora un ateo? Sé stesso. Egli è la realtà suprema. Tutti adorano.
E quando gli uomini rigettano Dio, molto spesso adorano falsi dèi. Si fabbricano degli dèi. E naturalmente, questo è proprio ciò che Dio proibì nel primo comandamento, cioè che vi fossero altri dèi; ma gli uomini lo fanno. E fondamentalmente ve ne sono due tipi. Il primo è quello che potreste chiamare dèi materiali, o dèi terreni. Non vengono considerati specificamente delle divinità; gli uomini adorano semplicemente il mondo materiale. Credo che questo sia illustrato in modo meraviglioso nel libro di Giobbe, al capitolo 31, versetto 24. E dice questo: “Se ho fatto dell’oro la mia speranza, o ho detto all’oro fino: “Tu sei la mia fiducia”“. Ora, ecco un uomo che adora l’oro. Adora il denaro. Adora la sua ricchezza materiale. “Se mi sono rallegrato perché la mia ricchezza era grande e perché la mia mano aveva accumulato molto; se, vedendo il sole risplendere o la luna avanzare luminosa, il mio cuore si è lasciato segretamente sedurre e la mia bocca ha baciato la mia mano, anche questa sarebbe stata un’iniquità da punire da parte dei giudici, perché avrei rinnegato il Dio che è lassù”. Se adoro ciò che possiedo, se adoro il mio piccolo mondo, se me ne vado in giro baciandomi continuamente la mano, ho rinnegato Dio. Ma gli uomini fanno proprio questo. Adorano gli dèi da loro stessi fabbricati, gli dèi del mondo materiale. In Abacuc, sapete, si parla dei malvagi Caldei e viene detto—questo è interessante—in Abacuc 1:16: “Perciò sacrificano alla loro rete e bruciano incenso alla loro rete da pesca”. Che cosa mai significa? Be’, poco prima egli dice che rendono gli uomini simili ai pesci del mare, e che avanzano con i loro eserciti, catturano gli uomini nella loro rete, li prendono con la loro rete da pesca e li trascinano via, e poi adorano la loro rete. In altre parole, adorano il dio della potenza militare. Adorano il dio del potere. Dunque, gli uomini possono fare del potere un dio. Possono fare dell’oro o della ricchezza un dio. Possono fare di sé stessi un dio e andarsene semplicemente in giro baciandosi continuamente la mano, rendendo omaggio a sé stessi. Questi sono gli dèi della terra, gli dèi materiali. Ma quando gli uomini rigettano il vero Dio, adoreranno un altro dio.
E poi alcuni di loro si inventano dèi soprannaturali, divinità che ritengono reali. E Dio ha detto: “Questo è inaccettabile”. In Deuteronomio 4:14: “In quel tempo il Signore mi comandò di insegnarvi statuti e decreti”, dice Mosè, “affinché li mettiate in pratica nel paese nel quale state per entrare per prenderne possesso”. Dio mi disse che cosa dovevo dirvi. “Vegliate dunque attentamente su voi stessi”. Egli dice: ora, voglio mettervi in guardia riguardo a una cosa. Ascoltate questo, è molto interessante. “Poiché non vedeste alcuna forma il giorno in cui il Signore vi parlò in Oreb, dal mezzo del fuoco”. Ora, ricordate il giorno in cui Dio parlò dal mezzo del fuoco sul monte Oreb? Non vedeste alcuna forma. In altre parole, non vedeste alcuna forma di Dio. Non vedeste alcuna rappresentazione di Dio. Non vedeste alcuna immagine di Dio, assolutamente nessuna. Perché? Perché Dio non vuole mai essere ridotto a un’immagine, mai. Ed egli dice che, quando Dio apparve, non apparve sotto alcuna forma, perché non voleva che Lo concepiste in quel modo.
Ora, se nella vostra mente pensate a Dio come a un uomo anziano con la barba, seduto su una sedia, questo è sbagliato. Qualcuno ha detto: “L’idolatria non comincia con un martello, comincia nella mente”. E quando cominciate a concepire Dio in termini impropri, finirete per rappresentare Dio in modo improprio. E l’idolatra che prende il martello e lo scalpello e forma un dio dal legno, dà forma al dio che, prima di tutto, esiste già nella sua mente. Quando penso a Dio, non penso a Lui sotto forma di alcuna immagine; non ho alcuna immagine mentale di Dio. Le persone me lo hanno chiesto. Quando pensate a Dio, che cosa visualizzate? Assolutamente nulla. Non ho alcuna immagine mentale di Dio. Non possiedo alcuna concezione visiva di ciò che Dio è. E attribuisco alla grazia di Dio il fatto di non ridurLo a un’immagine.
E così egli dice: non permettete a voi stessi di pensare a Dio in questi termini. Versetto 16: “Affinché non vi corrompiate e non vi facciate un’immagine scolpita”. Ed è esattamente ciò che fecero. Un’immagine che rappresentasse un uomo o una donna, oppure un animale, un uccello alato, un rettile o un pesce. E sapete che tutte le nazioni circostanti avevano dèi di questo genere. Sapevate che i Filistei avevano un dio che era metà uomo e metà pesce? Era una sirena al contrario. Molto caratteristico. Non fatelo, affinché, alzando gli occhi al cielo e vedendo il sole, la luna, le stelle e tutto l’esercito celeste, non siate spinti ad adorarli. Ed essi lo fecero. Adorarono il sole, le stelle e gli angeli; ed egli dice: non fatelo.
Dunque, non vi era alcun posto per tutto questo. Nel Nuovo Testamento, in Prima Corinzi 10, si dice che i Gentili offrono i loro sacrifici ai demoni. Se vi fabbricate dèi di questo genere, finirete per adorare i demoni che impersonano quegli dèi che credete esistano.
Dunque, vi è un’adorazione che è inaccettabile a Dio. E il primo tipo di adorazione inaccettabile è l’adorazione di falsi dèi. E in tutto l’Antico Testamento questa viene condannata. Vorrei soltanto condurre i nostri pensieri alla conclusione chiedendovi di andare a Isaia capitolo 2, versetto 6. E qui abbiamo il commento di Isaia su ciò che stava accadendo in mezzo al suo popolo. Essi avevano abbandonato il popolo, la casa di Giacobbe. Erano diventati, Isaia 2, versetto 6, “Pieni di usanze provenienti dall’oriente”. Avevano permesso che penetrassero le false filosofie e le false religioni dell’oriente. “E praticavano la divinazione”, come i Filistei, consultando medium e spiriti familiari, e tutte quelle cose, “e si compiacevano dei figli degli stranieri”. Invece di rimanere separati e puri, avevano permesso a tutti quegli stranieri, con tutti i loro dèi stranieri, di invadere il loro modo di pensare e la loro adorazione. “Il loro paese è pieno d’argento e d’oro, e non vi è fine ai loro tesori. Il loro paese è pieno di cavalli, e non vi è fine ai loro carri”. Non era perché non fossero stati benedetti da Dio; non era perché non fossero prosperi. “Il loro paese è anche pieno di idoli, ed essi adorano l’opera delle loro mani, ciò che le loro stesse dita hanno fatto. L’uomo comune si prostra e il grande si umilia; perciò non perdonare loro”. Poi li avverte: fareste meglio a rifugiarvi fra le rocce e a nascondervi nella polvere, per il terrore del Signore e per la gloria della Sua maestà.
Erano idolatri. Ezechiele 8 dice che adoravano il sole. Questo era il popolo di Dio. I pagani, invece, adoravano qualunque cosa potessero immaginare. Gli dèi proliferavano dappertutto. Ed è vero ancora oggi. Ogni singola religione che non comprende rettamente chi sia Dio adora falsi dèi. E ogni materialista, ogni ateo irreligioso, ogni agnostico che non varcherebbe mai la soglia di alcuna religione, adora qualche dio materiale di propria invenzione, anche se quel dio è sé stesso. È inaccettabile a Dio. Danna l’anima.
Nel libro degli Atti leggete quella meravigliosa affermazione di Paolo, al capitolo 17, versetto 29. Egli dice: come potete mai pensare che Dio sia fatto d’argento, di pietra e di legno, quando voi provenite da Dio? Voi non siete argento, pietra e legno, non è vero? Come potreste pensare che Colui dal quale avete avuto origine sia fatto in quel modo? Non sapete che il simile produce il simile? Sembra un principio elementare della filosofia. E poi, al capitolo 19, versetto 27, egli dice: “Il mondo intero adorava Diana”, quella brutta e ripugnante bestia nera, simile a una mucca, che essi adoravano. Si supponeva che fosse caduta dal cielo e che ai suoi seni pendenti il mondo intero dovesse attingere la vita. E potete leggere in Apocalisse capitolo 13 come adoreranno la bestia e il falso profeta, e più avanti adoreranno la grande prostituta che cavalca la bestia. E più avanti ancora adoreranno il falso sistema economico chiamato Babilonia. Adoreranno la loro economia, il loro denaro e la loro politica, e tutto crollerà rovinosamente.
Dunque, il modo in cui adorate influisce sulla vostra eternità. E il primo tipo inaccettabile di adorazione è l’adorazione di falsi dèi. Il secondo tipo di adorazione inaccettabile è l’adorazione del vero Dio nel modo sbagliato, l’adorazione del vero Dio nel modo sbagliato. E questa sera vedremo questo e molte altre cose. E spero che sarete qui, perché credo che Dio ci stia parlando in modo particolare attraverso queste verità. Preghiamo.
Padre nostro, sappiamo che dobbiamo adorarTi e che l’adorazione deve essere la priorità della nostra vita. Questa non è un’opzione. Non è qualcosa che possiamo scegliere o rifiutare a nostro piacimento. Tu ci hai chiamati ad adorarTi. E Signore, Ti chiediamo perdono per tutte quelle volte in cui siamo venuti qui e non Ti abbiamo adorato, o in cui non siamo venuti affatto, per tutte quelle volte in cui siamo stati così indifferenti. Per quelle volte in cui abbiamo cercato soltanto ciò che poteva benedirci, nutrirci e riempirci, e non abbiamo cercato ciò che Ti avrebbe glorificato. Quando abbiamo cercato la nostra gioia e non la Tua gloria. Quando abbiamo cercato il nostro piacere e non la Tua maestà. Quando, nel nostro piccolo modo cristiano, abbiamo adorato noi stessi anziché Te. Aiutaci a comprendere l’importanza della vera adorazione spirituale e accettevole che Tu cerchi, e preghiamo che, mentre guardiamo ai messaggi che seguiranno, essi possano trasformare la nostra vita. E se vi sono qui, Signore, alcuni che non hanno conosciuto Cristo e non hanno alcuna capacità di adorarTi, quelli che hanno adorato falsi dèi, o che hanno adorato il vero Dio nel modo sbagliato, o che hanno praticato qualunque altra forma di adorazione inaccettabile, preghiamo che oggi vengano a Gesù Cristo, siano lavati e purificati, e diventino i veri adoratori che il Padre cerca. Per amore di Cristo. Amen.
FINE
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