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Prendete la vostra Bibbia, se volete, e seguitemi ad Efesini capitolo 5; questa mattina vorremmo considerare i versetti dall'8 al 14 — Efesini 5, versetti dall’8 al 14. Lasciate che legga questo testo così che ne abbiate il contesto, e poi lasceremo che lo Spirito di Dio vi parli nel mentre condivideremo insieme alcuni pensieri tratti da esso.

Efesini 5:8, "perché in passato eravate tenebre, ma ora siete luce nel Signore. Comportatevi come figli di luce – poiché il frutto della luce consiste in tutto ciò che è bontà, giustizia e verità – esaminando che cosa sia gradito al Signore. Non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre; piuttosto denunciatele; perché è vergognoso perfino il parlare delle cose che costoro fanno di nascosto. Ma tutte le cose, quando sono denunciate dalla luce, diventano manifeste; poiché tutto ciò che è manifesto, è luce. Per questo è detto: "Risvegliati, o tu che dormi, e risorgi dai morti, e Cristo ti inonderà di luce'".

Preghiamo. Padre, nel mentre consideriamo questo passo, preghiamo che Tu sia il nostro Maestro. Che non si oda voce umana, né i pensieri della mente umana, ma la vera voce di Dio, il pensiero di Dio, trasmesso dallo Spirito Santo, per la gloria del nostro Signore Gesù Cristo. Nel Cui nome preghiamo, amen.

Ora, come sapete, stiamo studiando il cammino dell’uomo nuovo. Il libro di Efesini ci presenta il modello della vita cristiana. I primi tre capitoli ci dicono chi è il cristiano; gli ultimi tre, come vive, come agisce, come opera. E Paolo qui, nei capitoli 4, 5 e 6, ci offre uno schema chiaro, conciso ed accurato di come dobbiamo comportarci in quanto nuove creature—di come i cristiani devono vivere nel mondo. E se dovessimo riassumere il tutto, probabilmente potremmo farlo con due grandi affermazioni che vengono dichiarate: La prima si trova al capitolo 4 versetto 1, dove dice: "Camminate in modo degno", in altre parole, vi abbiamo detto che la parola “degno” significa metter in equilibrio; ovvero, fate sì che il vostro modo di vivere sia in equilibrio con la vostra identità. Se siete nuove creature in Cristo, allora camminate in modo tale.

E poi, al capitolo 5 versetto 1, dice: "Siate imitatori di Dio", ovvero, "seguite l'esempio di Dio". Ora, qui avete le due chiavi fondamentali della vita cristiana. Camminate in modo degno ed imitate Dio. Questo è, per così dire, il cuore di ciò che sta dicendo. Se volete camminare in modo degno della vostra chiamata, dovrete camminare nel modo in cui Dio camminerebbe. E naturalmente l'esempio lo troviamo al versetto 2 del capitolo 5: "Camminate nell'amore, come anche Cristo ci ha amati". Cristo diventa il nostro modello. Dunque, dobbiamo camminare in modo degno ed imitare Dio, il che significa modellare la nostra vita su Cristo. Egli camminò in modo degno di ciò che era, ed Egli è per noi il modello di Dio. Perciò dobbiamo essere come Cristo. Tutto riconduce a questo.

E questo risale indietro fino a Romani capitolo 8, dove Paolo dice che "lo scopo ultimo del credente è essere conformato all'immagine del Figlio Suo". Risale a 2 Corinzi 3:18: "E noi tutti, contemplando come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella Sua stessa immagine". Risale a 1 Giovanni 2:6: "Chi dice di dimorare in Lui, deve anch'egli camminare come Egli camminò". E conduce fino allo scopo finale di 1 Giovanni 3:2: "Un giorno saremo simili a Lui, perché Lo vedremo così come Egli è". Dunque dobbiamo essere simili a Cristo. Questa è l'essenza del camminare in modo degno. Questa è l'essenza dell'imitare Dio: essere come Gesù Cristo.

Ora, questo ha molte sfaccettature. Se dobbiamo camminare in modo degno ed imitare Dio, se dobbiamo essere come Gesù Cristo, allora è un cammino di umiltà. Lo abbiamo visto al capitolo 4, non è vero? È un cammino di unità. Lo abbiamo visto al capitolo 4. È un cammino diverso. Lo abbiamo visto al capitolo 4. Non camminiamo come cammina il pagano. È un cammino d'amore. Capitolo 5 versetto 2; è stato questo il nostro studio l'ultima volta. E oggi scopriamo che è un cammino di luce — un cammino di luce. La prossima settimana vedremo che è un cammino di sapienza. Ma per ora, è un cammino di luce. Se dobbiamo imitare Dio, modellare la nostra vita su Cristo e camminare in modo degno, allora il versetto 8 dice che dobbiamo "comportarci come figli di luce". Dobbiamo comportarci come figli di luce.

Ora, che cos'è la luce? Di che cosa stiamo parlando? È molto importante, perché se dobbiamo vivere nella luce dobbiamo sapere che cosa sia la luce. Ora, lasciate che ve lo dica molto semplicemente: nella Bibbia la luce è un simbolo, ed è il simbolo di due cose, di due aspetti. Prima di tutto viene usata dal punto di vista intellettuale, e in secondo luogo viene usata dal punto di vista morale. Intellettualmente, la luce si riferisce alla verità. La luce si riferisce alla verità, dal punto di vista intellettuale. Moralmente, la luce si riferisce alla santità. Quindi abbiamo sia ciò che entra sia ciò che esce. Abbiamo la verità e la vita. Vivere nella luce, dunque, significa vivere nella verità e vivere nella santità. Ricevere la verità e vivere una vita santa.

Per contrasto, le tenebre, intellettualmente, si riferiscono all'ignoranza, e moralmente si riferiscono al male. E trovate questo concetto in tutta la Scrittura. In alcuni passi l'autore biblico parla della luce e intende la conoscenza intellettuale, la verità. In altri passi parla della luce e intende il comportamento morale, la santità. A volte la Bibbia parla delle tenebre e intende dire che la mente delle persone è ottenebrata. Ricordate ciò che abbiamo visto nel capitolo 4 di Efesini? Altre volte parla delle tenebre e si riferisce alle opere delle tenebre, al male morale. Così luce e tenebre costituiscono un contrasto sia riguardo alla verità sia riguardo al comportamento. Ora, lasciate che vi dia una breve illustrazione di questo. In Proverbi — e non potremmo mai esaminare ogni passo, perché ce ne sono così tanti che trattano questo argomento — in Proverbi 6:23 vedrete ciò che intendo.

"Poiché il comandamento è una lampada e la legge è luce". Ora qui sta parlando della verità; non sta parlando di opere, ma della verità. La verità di Dio, la Parola di Dio, è luce: verità intellettuale, conoscenza. Nel Salmo 119:105 leggiamo: "La tua parola è una lampada al mio piede e una luce sul mio sentiero". Ed è la stessa idea. Qui vedete la luce come verità, la luce dal punto di vista intellettuale. Ora, lo vedete anche in 2 Corinzi capitolo 4, dove ancora una volta l'apostolo Paolo parla della luce e delle tenebre. Dice che sta parlando dei perduti al versetto 3, e poi, avendo i perduti come riferimento, passa al versetto 4: "Nei quali" — cioè nei perduti — "il dio di questo secolo ha accecato le menti affinché non risplenda loro la luce del glorioso vangelo".

Quindi la luce è conoscenza, mentre le tenebre sono l'essere accecati rispetto alla conoscenza, accecati rispetto al vangelo. Il versetto 6 dice la stessa cosa: "Dio che comandò alla luce di risplendere dalle tenebre, è quello che ha brillato nei nostri cuori per far risplendere la conoscenza della gloria di Dio nel volto di Gesù Cristo". La luce è conoscenza. E le tenebre significano ignoranza, mancanza di conoscenza, assenza di conoscenza. Abbiamo visto in Efesini 4 che Paolo dice che la mente del pagano, la mente non rigenerata, non salvata, è ottenebrata, accecata. In Romani 1 si dice la stessa cosa: "Il loro cuore stolto è stato ottenebrato". Quindi la luce, intellettualmente, significa conoscenza; e le tenebre, intellettualmente, significano ignoranza, mancanza di conoscenza.

Dal punto di vista morale, invece, abbiamo il comportamento. A volte luce e tenebre parlano di santità e mancanza di santità. Per esempio, in Isaia capitolo 5, per darvi un'illustrazione, al versetto 20, troviamo un'immagine molto forte: "Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene". Ragazzi, questo sì che è un sermone per i nostri giorni, “Guai a quelli che chiamano bene il male e male il bene, che mutano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che mutano l'amaro in dolce e il dolce in amaro". E il punto è che egli mette in parallelo il bene e il male con la luce e le tenebre, e sta parlando di comportamento. Quindi, a volte il concetto di tenebre ha a che fare con il comportamento. In Romani capitolo 13 troviamo un esempio nel Nuovo Testamento. Dice: "La notte è avanzata, il giorno è vicino; gettiamo dunque via" — osservate questa espressione — "le opere delle tenebre".

Dove c'è oscurità intellettuale, vi saranno anche le opere di quell'oscurità. Il versetto seguente dice: "Orge, ubriachezze, immoralità, dissolutezze, contese ed invidie". Così, da una parte abbiamo l'aspetto intellettuale delle tenebre: non conoscere Dio né la Sua verità, e questo produce una tenebra morale, cioè il compiere le opere di quelle tenebre. Dall'altra parte, la luce consiste nel conoscere la verità, e il risultato è viverla concretamente. Ora, come cristiani, fratelli, noi camminiamo nella luce. E lasciate che lo dica chiaramente. Se siete cristiani, camminate nella luce. Lasciate che vi dica perché. Guardate 1 Giovanni capitolo 1 versetto 5, dove dice: "Questo è il messaggio che abbiamo udito da Lui e che vi annunciamo" — ed ecco il punto — "Dio è luce e in Lui non vi sono tenebre alcune".

Ora, Dio è luce e in Lui non vi sono tenebre. Se siete figli di Dio, siete figli della luce; e se siete figli della luce, non vi è in voi alcuna tenebra. In altre parole, quando siete stati redenti, siete stati completamente redenti. Non rimane alcun residuo di tenebre. Io non credo che i cristiani camminino nelle tenebre. Il versetto 7 di 1 Giovanni lo dice chiaramente: "Ma se camminiamo nella luce, come Egli è nella luce, abbiamo comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù Cristo, Suo Figlio, ci purifica da ogni peccato". Leggete il versetto al contrario. Se siamo quelli che il sangue di Cristo purifica da ogni peccato, allora siamo quelli che hanno comunione gli uni con gli altri; e allora siamo quelli che camminano nella luce.

In altre parole, coloro che vengono perdonati sono coloro che si trovano nella luce. Ed è proprio questo il punto. Finché siamo figli di Dio, Dio è luce; la luce genera luce; i figli di Dio sono luce; e Matteo 5:14 lo dice: "Voi siete la luce del mondo". Nel Nuovo Testamento siamo chiamati ripetutamente figli della luce. In 1 Tessalonicesi capitolo 5 versetto 4: "Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre"; e al versetto 5: "Voi tutti siete figli della luce". Se Dio è luce, e ci genera, allora noi diventiamo luce; e poi, dice Gesù, siamo la luce del mondo. Noi camminiamo nella luce, siamo quelli che hanno comunione, siamo quelli che vengono purificati. Il punto è questo: questa è la definizione di un cristiano. Un cristiano è qualcuno che è nella luce. Noi non camminiamo nelle tenebre.

Siamo stati trasferiti, come dice Colossesi 1, dal regno delle tenebre al regno del Suo amato Figlio, che è un regno di luce, perché Egli ha detto: "Io sono la luce del mondo; chi Mi segue non camminerà nelle" — che cosa? — "tenebre". Io non credo che esista una via di mezzo. Credo che quando siete stati salvati siete stati portati fuori dalle tenebre nella luce. Direte: "Beh, e quando pecchiamo?" Bene, quando peccate, compite le opere delle tenebre, ma le compite nella luce. E sono manifeste. Non è vero? Sono manifeste. E vedremo di più su questo mentre proseguiremo. Noi dobbiamo camminare, Efesini 5:8, dobbiamo comportarci come figli di luce. Ascoltate, fratelli: se siamo figli di luce, se siamo figli della luce, se siamo figli del giorno, se Dio è nostro Padre ed Egli è luce, e se noi siamo la luce del mondo, allora dobbiamo vivere in questo modo.

Vedete ciò che sta dicendo? Che cosa meravigliosa. Che verità straordinaria. Noi siamo la luce del mondo. Io non credo che un cristiano possa camminare nelle tenebre. Non lo credo. Credo che possa compiere le opere delle tenebre, ma le compirà in piena luce, e Dio lo saprà, e ogni cosa verrà esposta. Luce e tenebre sono opposti assoluti, proprio come la conversione è un cambiamento assoluto; il contrasto supremo: luce e tenebre. E noi viviamo in un mondo così oscuro, e così disperatamente bisognoso della luce che noi possiamo offrire, e perciò Paolo dice: "Comportatevi come figli di luce".

Sapete, è così triste: c'è una luce per un mondo tenebroso, e questo è davvero un mondo tenebroso. Veramente, questo è un mondo tenebroso. Efesini 4:18 riassume quanto sia realmente oscuro; e lo abbiamo studiato, non è vero? L'apostolo Paolo dice che "la loro intelligenza è ottenebrata, estranea alla vita di Dio a motivo dell'ignoranza che è in loro e dell'indurimento del loro cuore". È un mondo oscuro: una strana perversione della giustizia, una costante spinta a fare il male, l'amarezza della separazione e della morte, l'oscurità del futuro, la penombra che nasconde la verità, la realtà inevitabile che non si riesce a trovare la realtà stessa; è un mondo tenebroso. E noi veniamo nel mondo, e Gesù venne nel mondo offrendo la luce, ma Gesù stesso disse: "Gli uomini hanno amato" — che cosa? — "le tenebre anziché la luce, perché" — che cosa? — "le loro opere erano malvagie".

E ciò che accade è che sprofondano sempre di più nelle tenebre. È la storia di un uomo malato e morente che si affeziona alla propria malattia. È la storia di un cieco che respinge la cura. E Dio ci ha chiamati nel mondo per essere luce, per mostrare la luce in un mondo oscuro. E l'unico modo in cui possiamo essere efficaci in questo è comportarci come figli di luce, non giocherellare con le opere delle tenebre. Noi non abbiamo nulla a che fare con esse. Seconda Corinzi 6 dice: "Quale comunione c'è tra la luce e" — che cosa? — "le tenebre? Quale accordo tra Cristo e Belial? Quale armonia tra Dio e gli idoli?" Vedete? Noi non abbiamo niente a che fare con tutto questo. Noi siamo luce; comportiamoci come figli di luce. È per questo che, nello stesso passo, continua dicendo: "Purifichiamoci da ogni contaminazione della carne e dello spirito, compiendo la nostra santificazione nel timore di Dio". In altre parole, siamo luce: viviamo come luce.

Sapete, è incredibile: quando un cristiano pecca, è una ricaduta, e sta compiendo le opere delle tenebre. Quanto è stolto, quanto è stolto tutto questo. Immaginatelo in questo modo. Immaginate che ci sia un uomo — immaginate voi stessi perduti in una caverna. Continuate a cercare una via d'uscita, ma vi addentrate sempre più in profondità, e la caverna è un labirinto, una rete di gallerie e così via. E ben presto vi trovate da qualche parte nelle viscere della terra, senza la minima idea di dove siate. Avete paura, il cuore vi batte all'impazzata, gli occhi sono spalancati, ma tutto ciò che riuscite a vedere è un'oscurità opprimente che sembra quasi liquida. E in mezzo a quelle tenebre brancolate per giorni; i giorni diventano una settimana, e una settimana comincia a trasformarsi in un'altra.

E infine sentite sotto le mani le fredde pareti di terra, il panico cresce, la paura aumenta sempre di più, e poi, molto lontano, da qualche parte, appare un piccolo punto di luce. E vi muovete verso quella luce, tastando il terreno per non precipitare in una fossa ancora più profonda. E alla fine quella luce comincia ad aprirsi, diventa un'uscita, e vi slanciate fuori con le forze che vi restano, e vi trovate alla luce del giorno, con il sole che splende su di voi, e sperimentate una libertà come non avreste mai creduto possibile in una condizione così terribile. E poi, non molto tempo dopo, decidete che nella caverna c'erano diverse cose che vi piacevano, e così vi fate strada per tornarvi — stolto, stolto. Ma è essenzialmente ciò che fa un cristiano quando desidera compiere le opere delle tenebre: non ha alcun senso.

Ora, Paolo ci dirà cinque cose che dobbiamo sapere se vogliamo comportarci come figli di luce. Cinque cose che dobbiamo sapere; cose molto pratiche. Numero uno: il contrasto, il contrasto dei figli di luce. Ed è un contrasto molto semplice e molto bello. Versetto 8: "Perché un tempo eravate tenebre, ma ora siete luce nel Signore. Comportatevi come figli di luce". Non c'è nulla di straordinario in questo. Non restiamo sorpresi dal fatto che ci chieda di comportarci come figli di luce, quando ha appena detto che questo è ciò che siamo. Sta semplicemente dicendo: "Siate ciò che siete". E vi ho già detto in passato che la vita cristiana consiste semplicemente nel diventare ciò che si è. È questo che significa. Vivere all'altezza della propria identità; essere ciò che si è. Così dice: "Ecco il contrasto: eravate quello, ora siete questo. Vivete come ciò che siete, non come ciò che eravate".

Non è molto diverso da Romani 6:16: se vi offrite come servi per obbedire a qualcuno, allora obbeditegli. Questa è la vostra identità; allora vivetela. Questo è ciò che siete; allora comportatevi di conseguenza. Ora, osservate per un momento il versetto 8: "Un tempo eravate tenebre". Questo è tempo passato, fratelli. Questo appartiene al passato. Ora, tornate a Efesini capitolo 2, ve lo ricordate? Egli dice: "Eravate morti nelle vostre trasgressioni e nei vostri peccati", versetto 1. E al versetto 2: "Nei quali un tempo camminaste secondo l'andazzo di questo mondo, secondo il principe della potestà dell'aria, dello spirito che opera nei figli della disubbidienza", “Un tempo", versetto 3, "avete vissuto nelle concupiscenze della vostra carne, adempiendo i desideri della carne e della mente, ed eravate per natura figli d'ira". Tutte queste sono cose del passato.

Nel capitolo 2, versetto 12, dice: "Eravate senza Cristo, esclusi dalla cittadinanza d'Israele, estranei ai patti della promessa, senza speranza e senza Dio nel mondo", “Ma ora", versetto 13, "in Cristo Gesù..”. Vedete? In Efesini troviamo continuamente questo schema: "Eravate... ma ora siete". E, tra l'altro, cari, questo attraversa tutto il Nuovo Testamento. Eravate, ora siete; dunque vivete ciò che siete. In effetti, si potrebbe affermare che questa è la tesi delle epistole del Nuovo Testamento: eravate, ora siete; vivete ciò che siete. È tutto ciò che sta dicendo. Ora voglio che notiate qualcosa di molto interessante in Efesini 5:8, “Un tempo eravate tenebre". Avete notato che non dice che eravate nelle tenebre? Dice che eravate tenebre.

Non siete semplicemente vittime del sistema di Satana; ne siete anche dei contributori, vedete? Eravate tenebre, ora siete luce. In altre parole, qualunque sia il dominio nel quale ci troviamo, noi apparteniamo ad esso. Vedete? Ne facciamo parte. Noi siamo quel sistema. Non esiste un sistema di male nel mondo separato dalle tenebre degli individui che costituiscono quel sistema, siano essi demoni o uomini. E non esiste un sistema di luce nel mondo separato da coloro che sono la luce del mondo, sia esso Cristo o siano coloro che appartengono a Cristo. Dunque non siamo semplicemente vittime; siamo anche partecipi, “E se eravamo tenebre ma ora siamo luce nel Signore" — e la luce si trova soltanto lì — "allora dobbiamo comportarci come figli di luce". Dobbiamo comportarci come figli di luce. Stiamo già camminando nella luce; tanto vale agire come figli di luce.

Ora, ancora una volta, permettetemi di ricordarvi che le tenebre qui sono sia intellettuali sia morali, e così pure la luce. Non riguarda soltanto ciò che sappiamo; riguarda ciò che siamo. Così come le tenebre consistono in ciò che non conosciamo e in ciò che non facciamo, la luce consiste in ciò che conosciamo e in ciò che facciamo. Ora lasciate che vi mostri qualcosa, mettendo a confronto queste due realtà e illustrandone il contrasto. Quattro caratteristiche delle persone che sono tenebre possono essere osservate. Siete pronti? Passeranno molto rapidamente, “Eravate tenebre" — quali erano le caratteristiche di quella vita? Guardate al vostro passato: che cosa eravate un tempo? Quali sono quattro caratteristiche delle tenebre del vostro passato?

La prima: facevate le opere di Satana. È vero per coloro che sono nelle tenebre che compiono le opere delle tenebre. Voi facevate le opere di Satana. Il versetto 11 parla delle infruttuose opere delle tenebre. Una persona che è nelle tenebre, una persona che è tenebre, compie opere che appartengono alle tenebre. Vale a dire, è ignorante ed è empia. Non manifesta alcuna conoscenza di Dio e non manifesta alcuna vita di Dio nel cuore e nell'anima. Dunque, prima di tutto, compie le opere di Satana. E, tra l'altro, se leggete Giovanni 8:44, è esattamente questo che Gesù dice: fate ciò che fate perché vostro padre è chi è; voi siete dal padre vostro, il diavolo. Quindi, se siete nelle tenebre, compite le opere di colui che Luca 22:53 chiama "la potestà delle tenebre".

Satana è chiamato la potestà delle tenebre. Così, quando operate nelle tenebre, siete mossi da Satana, compite le sue opere. Sapete, è difficile per la gente vedere questo. È difficile per il bravo e rispettabile uomo della porta accanto rendersi conto che è influenzato e spinto da Satana. La gente dice: "Beh, non schiuma dalla bocca, non cade a terra, non ha sette demoni che gli girano intorno e tutte queste cose". No, vedete, è soltanto una questione di grado. È sempre lo stesso Satana che controlla il sistema; semplicemente agisce in modi diversi con persone diverse. È lo stesso problema; cambia soltanto il grado.

Lo stesso inferno sarà occupato da persone energizzate da Satana in abiti grigi di flanella, così come da stregoni provenienti dalla terra di Bula-Bula. Vedete, è soltanto una questione di espressione. E così compiono le opere di Satana. E le persone che sono tenebre operano nelle opere delle tenebre, nelle infruttuose opere delle tenebre, nelle opere di Satana.

In secondo luogo, e questo in un certo senso si costruisce su quello, sono governati da Satana — sono governati dal principe delle tenebre, sono letteralmente dominati da lui. Non è solo che compiono le sue opere, essendo suoi figli — e, tra l’altro, questo è proprio il punto nel testo qui: se siete figli di Satana, compirete le opere di Satana; se siete figli di Dio, compirete le opere di Dio. Non solo fanno ciò che egli vuole, ma sono letteralmente governati e dominati da Satana. È difficile per le persone rendersene conto. Ma ricordate che in Colossesi 1 si dice che siete stati tratti fuori dal regno delle tenebre? È un regno. Ha una gerarchia, ha un sovrano, ed è Satana. Ed è lui che detta le regole.

La gente dice: "Oh, io non voglio diventare cristiano; perderei la mia libertà" — la libertà di correre qua e là in una caverna nel buio pesto cercando di trovare una via d’uscita. Quella è l’unica libertà, e non è affatto libertà. Non è affatto libertà. Non rinunciate alla libertà per diventare cristiani. Eravate vittime del dominio di Satana. Senza Gesù Cristo, Satana detta le regole nella vostra vita. Il regno delle tenebre è governato dal re delle tenebre, ed egli governa la vita di coloro che sono tenebre. Ora, guardiamola dal punto di vista di Dio per le ultime due cose. Compite le opere di Satana sotto il dominio di Satana; in terzo luogo, questo significa che venite a trovarvi sotto la condanna di Dio.

La condanna dell’ira — questa è una terza caratteristica di chi è tenebre: la condanna dell’ira di Dio viene sopra di loro. In Romani capitolo 1: "L’ira di Dio è rivelata dal cielo contro ogni empietà ed ingiustizia". In altre parole, l’ira di Dio verrà sul peccato. E il testo parla, al versetto 21, delle persone sulle quali cadrà: sono coloro il cui cuore stolto fu ottenebrato. Coloro che sono stolti, vedete. Coloro che scambiarono la verità con la menzogna; coloro che non si curarono di ritenere Dio nella loro conoscenza e passarono all’ignoranza, e che fecero ogni sorta di cose malvagie. Sono questi.

In Giovanni capitolo 12, versetto 35, il nostro Signore aveva appena presentato Se stesso come la luce, e disse: "Fareste bene a rispondere alla luce mentre avete la luce, perché ancora per poco non avrete la luce, e le tenebre verranno sopra di voi, e non saprete dove andare. Mentre avete la luce", dice al versetto 36 di Giovanni 12, "credete nella luce, affinché diventiate figli di luce". Egli diede loro un messaggio. Ma essi non credettero. Il versetto successivo dice che "non credettero". E allora Egli disse: "Bene, allora questo è ciò che dice Isaia: ‘Egli ha accecato i loro occhi, ha indurito il loro cuore, affinché non vedano con gli occhi, né intendano con il cuore, e si convertano, ed Io li guarisca’". In altre parole, quando dite: "Io non crederò", Dio allora dice giudizialmente: "Tu non puoi credere". Venite a trovarvi sotto il giudizio divino.

Il che conduce infine al fatto che le persone che compiono le opere di Satana, sotto il dominio di Satana, vengono a trovarsi sotto l’ira di Dio, il che — quarto ed ultimo punto — conduce ad un luogo eterno di tenebre. Questa è la quarta caratteristica di queste persone. La fine ultima è tenebre. Matteo 8:12 dice: "Saranno gettati nelle tenebre di fuori, dove vi sarà pianto e stridor di denti". Bene, questa è la storia delle tenebre. Compiono le opere delle tenebre sotto il dominio del principe delle tenebre; ciò porta a venire sotto il giudizio di Dio sulle tenebre, che è un inferno eterno, che è le tenebre di fuori. Volete le tenebre? Potete averle per sempre.

E noi un tempo eravamo questo. Un tempo eravamo questo. Ma guardate il versetto 8: "Ora siamo luce", vedete. Questo è il punto. Egli sta facendo questo contrasto straordinario. E, tra l’altro, questo è pertinente a tutto il suo pensiero qui. Sta cercando di mostrarvi il contrasto assoluto. È per questo che sceglie luce e tenebre; sono gli opposti assoluti. Eravamo quello — ma ora siamo luce. E c’è una grande differenza. Non compiamo le opere di Satana; compiamo le opere di Dio, giusto? "Noi siamo opera Sua, creati in Cristo Gesù per le buone opere". Non siamo sotto il dominio di Satana; siamo sotto la signoria di Gesù Cristo. Non siamo sotto l’ira di Dio; siamo sotto la promessa di essere partecipi del regno della luce. Non andremo in un luogo di tenebre, andremo in un luogo di luce, e la Bibbia dice che lì non vi è lampada, perché l’Agnello ne è la luce, vedete. La storia è esattamente l’opposto.

Coloro che sono tenebre compiono le opere di Satana sotto la potenza di Satana, cadono sotto il giudizio di Dio e finiscono nelle tenebre eterne. Coloro che sono luce compiono le opere della luce sotto il Principe della luce, il Signore Gesù Cristo. E diventano eredi del regno della luce e, infine, di un cielo eterno di luce. Vedete la differenza? Egli vi sta mostrando quanto queste due realtà siano opposte. E sta dicendo: "Guardate, se siete cristiani, cari, e siete qui nel regno della luce, allora vivete come figli di luce". Vedete il punto? Che cosa avreste mai a che fare con tutto quel dominio laggiù? Quel regno è passato, appartiene al passato, è finito. Dunque, vivete come figli di luce. Non come figli d’ira, non come figli di disubbidienza, non come figli del diavolo.

Egli fa un passo ulteriore, punto numero due. Ci ha dato il contrasto dei figli di luce, ora ci dà le caratteristiche. Potreste dire: "Va bene, Paolo, ti seguo. Accidenti, se non sono in quel regno, non dovrei immischiarmi con esso. Ma quali sono le caratteristiche dei figli di luce?" Oh, è facile, dice al versetto 9: "Poiché il frutto della luce" — i manoscritti migliori dicono luce, non Spirito — "poiché il frutto della luce", è di questo che sta parlando, "consiste in tutto ciò che è bontà, giustizia e verità". È piuttosto semplice, non è vero? Non avete bisogno di qualche grande insegnante biblico per sciogliere questo mistero. Bontà, giustizia, verità — questi sono i segni di coloro che camminano nella luce.

Potreste dire: "Beh, sono cristiano, che cosa dovrebbe caratterizzare la mia vita?" Bontà, giustizia, verità. Hmm — è magnifico. Sapete, c’erano molte persone, e ci sono ancora, che affermano di essere nella luce, “Oh sì, siamo nella luce, abbiamo preso una decisione per Cristo, siamo nati di nuovo. Oh, vado in chiesa da anni. Sono molto religioso, molto religioso. Ho dato molto denaro alla chiesa. Sono stato in una certa denominazione da quando sono stato battezzato, cresimato, confermato, o chissà che cosa. Oh sì, ricordo quando ricevetti un premio per aver imparato la Bibbia". Sapete, le persone hanno tutte queste cose: "Sono membro di chiesa". Ma sapete qual è la vera prova? Vedete, i figli di luce sono resi manifesti dal frutto della luce. I figli di luce sono resi manifesti dal frutto della luce. Deve esserci del frutto. È questo che sta dicendo qui.

E dice che il frutto è questo — guardatelo. Prima di tutto, bontà. Sapete che cosa penso? Penso che questa sia semplicemente una bellissima immagine di come vi relazionate con le altre persone. C’è una parola in greco, kalos, che significa buono, viene tradotta buono, e significa privo di difetti e bello. Come: quello è un buon dipinto, oppure quello è un buon vaso che hai fatto, quello è un buon arazzo; è privo di difetti, buono. Poi c’è la parola chrēstos, che significa utile. Quello va bene per scavare una buca; ecco, quello va bene per tenere insieme quella cosa, è utile. Ma poi c’è agathos. Agathos è una parola bellissima; forse la vostra prozia si chiamava Agata: ecco da dove viene.

Agathos — sapete che cosa significa? Significa eccellenza morale complessiva, e un lessico dice specialmente attiva a favore degli altri. Non è soltanto priva di difetti, non è soltanto utile per certe cose; è semplicemente buona, e tocca tutti allo stesso modo, con un effetto molto positivo, morale, eccellente. Ed è questa la parola che egli usa qui. Questo è ciò che Paolo intendeva in 1 Tessalonicesi 5:15, quando disse: "Fate sempre il bene verso tutti". E credo che questo sia il primo elemento del frutto della luce, cioè che esso tocca le altre persone con bontà. Guardate voi stessi. Se siete figli di luce, camminerete nella luce, e camminerete come figli di luce; allora la prima cosa dovrebbe essere la bontà nei confronti degli altri.

La seconda cosa, credo, punta maggiormente verso Dio — giustizia. Questo ha a che fare con la vostra relazione con Dio, senza mai deviare dal Suo puro sentiero di santità. E il terzo termine è verità. E nel mentre consultavo i lessici su questo termine, ho trovato una cosa interessante. Uno diceva che significa integrità, uno diceva che significa onestà, uno diceva che significa affidabilità, uno diceva che significa degno di fiducia. E questo ha a che fare con me stesso. Prima, la bontà nel rapportarmi agli altri; in secondo luogo, la giustizia nel rapportarmi a Dio; e in terzo luogo, l’integrità nel modo in cui considero me stesso, nel mentre sono ciò che dico di essere — onestà, affidabilità, in contrasto con la finzione, la falsità e l’ipocrisia della vecchia vita. Questo è il desiderio di Dio per noi.

E, cari, egli dice: "Guardate, se state camminando come figli di luce, deve esserci il frutto della luce" — verso gli altri, verso Dio, perfino dentro voi stessi. Dovreste essere in grado di esaminare la vostra vita per vedere se siete davvero nella luce. Ora, ci sono persone, come ho detto, che affermano di essere nella luce, ma c’è un buon modo per capirlo. In Matteo capitolo 7, versetto 15, Gesù disse: "Guardatevi dai falsi profeti, i quali vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci. Li riconoscerete" — osservate questo — "dai loro" — che cosa? — "frutti. Si raccolgono forse uve dalle spine, o fichi dai rovi?" In altre parole, se sono spine e rovi, su di loro non crescerà nulla, “Così, ogni albero buono produce buon frutto".

Ora ascoltatemi, fratelli: tutti i cristiani portano frutto. Avete afferrato questo? Non esiste un cristiano senza frutto. Ci sono molti piccoli frutti, magari non hanno altro che qualche uvetta raggrinzita appesa lì, ma non esiste un cristiano senza frutto. Se c’è vita, ci sarà prodotto, “Ogni albero buono produce buon frutto. Ma l’albero cattivo produce frutto cattivo. Un albero buono non può produrre frutto cattivo, né un albero cattivo può produrre frutto buono. Ogni albero che non produce buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco; dunque, li riconoscerete dai loro frutti". Il punto è questo: se siete figli di luce, ci sarà il frutto della luce, vedete?

Così, quando qualcuno arriva e dice: "Beh, noi abbiamo fatto questo e abbiamo fatto quest’altro" — alla fine, sapete, nel testo successivo di Matteo 7, Egli dice: "Potete dire: ‘Signore, Signore’, quanto volete; potete dire che avete scacciato demoni, avete fatto questo, avete fatto questo, avete fatto questo, ma Io non vi ho mai conosciuti". Nessun frutto, nessuna vita. E così alcuni affermano di camminare come figli di luce, ma non c’è frutto, e mentono. Ora, di tanto in tanto, sapete, noi che siamo cristiani pecchiamo, e quando pecchiamo il nostro prodotto diminuisce. E forse dovranno cercare a lungo nella vostra vita per trovare qualche frutto, perché la vostra vita non è ciò che dovrebbe essere. L’espressione della vostra vita, a questo punto, è peccaminosa in alcuni modi. Il cristiano che cammina come figlio di luce produrrà frutto, e nel mentre peccate, anche come cristiani, il frutto diminuisce.

Ma ciò che egli sta dicendo qui è questo: se state davvero camminando come figli di luce, ci sarà del frutto. Ci saranno bontà, giustizia e verità. E questo verificherà la vostra vita.

Guardate il versetto 10 — davvero meraviglioso: "esaminando", o verificando, "che cosa sia gradito al Signore". Che cosa sta dicendo qui? Non dovreste soltanto insegnare ciò che è gradito a Dio; dovreste viverlo. Dovreste verificarlo nella vostra vita. Questa è la gioia del cristiano: essere un esempio vivente della verità di Dio, essere una verifica vivente di ciò che è gradito a Dio. La gente dice: "Beh, come faccio a sapere se sono cristiano? O come faccio a sapere se questa persona è cristiana?" È verificato nel frutto. È verificato nel frutto.

Se dovete sedervi con voi stessi e dire: "Non so se sono cristiano. Beh, vediamo, sì, immagino di esserlo. Voglio dire, sono religioso, sono andato in chiesa per molto tempo, e ricordo quando presi una decisione". Se dovete fare congetture e filosofeggiare, non lo state facendo nel modo in cui lo dice la Bibbia. Potete provare ciò che è gradito al Signore; dovreste essere in grado di verificarlo guardando alla vostra vita. Dovrebbe essere lì. Se compite le opere della luce, la luce è in voi, vedete. Un figlio di Dio assomiglierà in qualche modo a Suo Padre. Sapete, in Oriente, una volta ero a Damasco, e lì hanno queste stradine minuscole.

E le strade sono buie, non perché il sole non splenda, ma perché sopra ogni piccolo negozio — non ci sono finestre o cose simili, soltanto un negozio aperto — appendono tutto questo materiale, così non si vede niente, lì dentro è buio. E lo fanno in stradine strette, così c’è una piccolissima striscia di luce che scende al centro della strada, fra tutte queste cose. E quando entrate lì, ricordo che entrammo in questo posto per comprare del lino per mia moglie, e per capire se la stoffa fosse buona, bisognava portarla fuori e trovare un po’ di luce, tenerla sollevata e vedere se vi fossero dei difetti. E suppongo, forse, che questa sia l’idea. Sapete, comprerei soltanto qualcosa che superi la prova della luce.

E suppongo forse che questo sia l’unico modo per valutare davvero la nostra vita. Non possiamo stabilire di essere cristiani sulla base di qualche cosa passata. L’unico modo per farlo è esporla alla luce e vedere se regge alla prova, vedete; esporre ogni azione, esporre ogni decisione, esporre ogni motivo alla luce di Cristo e vedere se è genuino. Sapete, quando entro in aeroporto e devo mettere la mia valigia dentro quella macchina a raggi X? Io non mi preoccupo mai. Entro semplicemente lì, proprio così — so che non ho pistole là dentro, non ho bombe, niente granate, non sto contrabbandando diamanti, niente. Non me ne preoccupo. Non mi dà fastidio che la mia valigia venga passata ai raggi X.

E sapete, così dovrebbe essere per i cristiani. Non ci dà fastidio che la luce riveli ciò che siamo, perché scopriamo che essa non farà altro che verificare la verità della nostra identità, giusto? Dovremmo essere disposti a portare noi stessi alla luce, per provare con il nostro modo di vivere, per verificare nella nostra vita, che siamo luce. Dunque egli dice: "Guardate, il contrasto è chiaro: non siete più quello, siete luce; ora vivetelo. E se lo state vivendo davvero, ecco le caratteristiche: bontà, giustizia e verità, e queste diventeranno per voi e per tutti coloro che vi stanno intorno la verifica che state camminando come figli di Dio”.

Ma oltre a questo, c’è anche un comando. Guardatelo al versetto 11. C’è un comando. Il contrasto e le caratteristiche conducono ad un comando. Nel caso abbiate bisogno di qualcosa di negativo, egli dice al versetto 11: "E non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre". E potete fermarvi proprio lì. Nel caso non vi sia ancora chiaro ciò che sto dicendo. Sulla base del contrasto, vedete, siete così diversi, siete così lontani, siete qui da questa parte cercando di verificare la vita di Dio in voi, siete qui da questa parte coinvolti con bontà, giustizia e verità; eravate quello. Ora, il punto è: non abbiate assolutamente alcuna comunione con quello. Ed egli usa la parola sugkoinōneō. Koinōneō significa comunione; aggiungete una preposizione davanti e la intensifica.

Non abbiate alcuna comunione davvero intima. In altre parole, non coinvolgetevi affatto nel peccato, nell’attività infruttuosa delle tenebre. Non coinvolgetevi nell’ignoranza del mondo verso Dio. Non coinvolgetevi nell’immoralità del mondo. Lo stiamo dicendo in tanti modi, fratelli: non c’è posto per questo. Non c’è posto. Non abbiamo parte alcuna. Potreste dire: "Beh, questo significa che non ci si avvicina mai a nessuno?" No, perché dobbiamo raggiungere le persone del mondo; dobbiamo soltanto lasciare stare il loro peccato. La gente dice: "Beh, se dobbiamo testimoniare, non dobbiamo coinvolgerci un po’?" No. L’unico modo per testimoniare è non coinvolgersi. Distruggereste la vostra testimonianza.

Sapete, in 1 Corinzi 5 si dice che non dobbiamo avere comunione con fornicatori, avari, idolatri e tutto il resto, e poi dice quelli nella chiesa — non quelli nel mondo. Quelli nel mondo hanno bisogno di noi; semplicemente non fate ciò che fanno loro. Protendetevi verso di loro ed amateli, ma non fate ciò che fanno loro, vedete. Dobbiamo essere non partecipanti alle vivande del mondo. Bene, non so come questo si applichi alla vostra vita, ma sono cose molto pratiche. Non partecipate insieme alle opere infruttuose delle tenebre. Il sistema è sterile, vedete. Non porta nulla. Non avete parte in esso. È un sistema infruttuoso e tenebroso. Non sprecate il vostro tempo.

Potreste dire: "Beh, vuol dire che me ne sto rintanato nel mio piccolo buco e non sbircio mai fuori?" No, non partecipate; ma dovete sbirciare, perché la cosa successiva è l’incarico. Guardate questo. Il contrasto conduce alle caratteristiche, le quali conducono al comando di Paolo, e siccome non dobbiamo avere assolutamente alcuna comunione, potremmo tutti ritirarci, e così egli aggiunge questo: "Ma piuttosto denunciatele", e la parola denunciare significa esporre. Ascoltate: non fate ciò che fanno loro; esponete ciò che fanno loro. Noi siamo la CIA spirituale, gente. E il nostro compito non è essere coinvolti, ma esporre i crimini delle tenebre. Ognuno di noi è chiamato da Dio a fare questo. E l’agente o lo strumento che fa questo è la Bibbia.

La Parola di Dio, ogni parola, è "ispirata da Dio ed è utile per insegnare, per correggere, per riprendere". Abbiamo bisogno di riprendere. Questo significa esporre il male. Sapete, non potete limitarvi a dire: "Beh, non mi piace dire niente riguardo a ciò che stanno facendo". Fareste meglio a dire qualcosa — questo è il vostro incarico — con la vostra vita e con le vostre parole. Sapete, a volte anche solo il modo in cui vivete può smascherare le persone. Siete mai entrati in una conversazione davvero volgare, e loro sanno che siete cristiani, e all’improvviso diventa tutta bella e pulita, e: "Come va in chiesa? So che vai molto in chiesa. Come va la chiesa?" Sì. Voglio dire, ricordo di aver giocato a golf con delle persone, e verso la quinta buca scoprivano che ero un ministro, e questo cambiava tutto il loro gioco. Non potevano imprecare, non potevano colpire, sapete. È incredibile.

Sapete, so di conoscere certe persone che hanno vissuto una vita di pietà in un ambiente empio, e sono un tale rimprovero per il sistema che esso non riesce a tollerarle, e verranno licenziate. Ma c’è di più — non è soltanto ciò che vivete, è ciò che dite. Dovete essere onesti. Siete stati incaricati dal Dio santo di esporre il male del mondo; di diagnosticarlo, di affrontarlo e di offrire la soluzione. È questo che dice. Denunciatelo, esponetelo, apritelo alla luce. È un cancro da rimuovere; non state aiutando nessuno nascondendolo. Non possiamo andare in giro per il mondo danzando con tutto questo sentimentalismo sdolcinato, senza mai riconoscere il peccato. Sapete, alcuni dicono: "Beh, noi vogliamo soltanto amare tutti, sempre". Bene, questo non è evangelismo.

Vi ho già detto in passato: dovete prima far sentire le persone marce; poi farle sentire bene. Devono sentirsi male, e allora sapranno di aver bisogno di sentirsi bene. Non solo non dobbiamo avere comunione, dobbiamo esporre. Ora ascoltate, fratelli: sapete qual è il problema con noi nella maggior parte dei casi? Come cristiani, sapete, non vediamo questo contrasto in modo così drammatico come lo vede Dio, semplicemente luce e tenebre. Voglio dire, noi siamo completamente fuori da quel sistema. Ma eccoci qui, a trastullarci, a giocherellare con le opere delle tenebre, lontanissimi dall’essere una CIA spirituale, dal dare davvero la caccia al male e scoprirlo. Sapete, dovremmo essere così maturi, e così avanti, da poter esporre il male, da poterlo cercare, esporlo, e offrire la diagnosi e la cura.

Ma invece, la maggior parte dei cristiani riesce a malapena a restare aggrappata al bordo per la propria vita, figurarsi cercare di occuparsi di qualcun altro. La gente dice: "Beh, certamente non posso aiutare qualcun altro ad uscire da questa cosa finché non avrò superato alcuni dei miei problemi". Sapete, questo è molto indietro, fratelli. Dovete occuparvi di quella parte, e poi dovremmo essere là fuori ad esporre davvero il male. Vi dirò qualcos’altro: se siete occupati ad esporre il male, questo avrà un impatto sulla vostra stessa vita, giusto? Certamente. Dobbiamo parlare ai peccatori. Dobbiamo dire loro che è male. Perché? Guardate il versetto 12: "Perché è vergognoso perfino parlare delle cose che costoro fanno di nascosto". Voglio dire, le cose che fanno sono così marce, così miserabili e così vili che non dovrebbero neppure essere nominate, figuriamoci compiute.

Hanno disperatamente bisogno di essere riprese. Vedete, non potete semplicemente lasciare che tutto continui. È male, è vile, le cose che fanno sono indicibilmente malvagie, ed è il cuore di Dio che parla qui. Ed eccoci qui nel nostro mondo, dove stiamo affogando in un mare di materiale mediatico che ci inculca che non esiste una cosa come il male, e diciamo: "Beh, non è poi così grave". È male. Non dovrebbe neppure essere discusso. Non dovrebbe neppure essere intrattenuto in una conversazione. È così miserabile, e deve essere affrontato ed esposto. Eppure, a volte, sapete, semplicemente accendendo la televisione in casa vostra, esponete vostro figlio ad una tolleranza proprio di quella cosa di cui non dovreste neppure parlare; la cosa che dovreste esporre come male.

Dunque, dice: "Le cose che costoro fanno di nascosto sono vergognose perfino da nominare". Non dovrebbero neppure essere nominate. Sapete, questa settimana ho letto un libro sul problema omosessuale scritto da un cristiano, che parlava del problema dell’omosessualità in termini così crudi che sembrava pornografia. Ora, questo non è giusto. Non c’è bisogno di fare questo. Potete dare la soluzione di Dio senza dipingere ogni cosa malvagia che potrebbe eventualmente avvenire in quel rapporto. Non è necessario. Queste sono cose miserabili che il mondo fa. E devono essere riprese. Sono cose troppo vergognose perfino da nominare, figuriamoci da tollerare. E così egli dice: "Guardate, siete stati incaricati in questo mondo. Dovreste essere oltre la lotta personale. Crescete, così da poter non soltanto superare quel blocco, ma da poter essere uno che riprende gli altri, uno che espone il male".

Quarto — versetto 13 — osservate questo: "Ma tutte le cose che sono riprese" — ora guardate questo, è straordinario — "sono rese manifeste dalla luce". In altre parole, ascoltate, se la luce non si accende, non saranno mai rese manifeste. Vedete ciò che sta dicendo? Qualsiasi cosa venga manifestata, sarà manifestata dalla luce, perché tutto ciò che manifesta è luce; e se voi siete la luce e non la rendete manifesta, allora non sarà resa manifesta. Vedete? Questo è il vostro incarico, fratelli. Andate là fuori, riprendete il peccato, esponete il peccato, perché voi siete la luce, e se non lo fate voi, non sarà mai esposto, perché è la luce che manifesta. La luce è ciò che manifesta. E tutto ciò che manifesta è luce.

Fratelli, dobbiamo renderci conto di questo — siamo di nuovo alle basi. Nessuno viene salvato se non viene a Dio ravvedendosi del peccato. Nessuno sa che cosa sia il peccato se qualcuno non lo espone, giusto? Non è evangelismo tollerare le persone, semplicemente amarle e non parlare mai del loro male. È evangelismo farle affrontare il fatto del peccato. Perché tutto ciò che manifesta è luce; l’unica speranza che hanno è che la luce risplenda e renda manifesto. E quindi dobbiamo farlo, fratelli. È per questo che siamo le luci del mondo. Così egli dice: il contrasto è chiaro — tenebre e luce. Le caratteristiche, se volete camminare come figli di luce: bontà, giustizia, verità. Il comando: non abbiate nulla a che fare con le cose che fanno. L’incarico: esponete ciò che fanno, perché sono cose vergognose, e voi siete l’unica luce che esista per esporle.

E poi infine, egli chiude, e chiude con un invito. Suppongo che l’apostolo Paolo sentisse che ci sarebbero state alcune persone che avrebbero letto Efesini senza conoscere Cristo, e volle inserirvi un invito. E così dice al versetto 14: "Per questo è detto" — e credo che questo "è detto" qui sia un riferimento ad Isaia capitolo 60, versetto 1. Isaia capitolo 60, versetto 1, quando viene trattato a partire dal testo ebraico, trasmette lo stesso identico pensiero, benché questo particolare versetto ne dia il compimento. Isaia 60 dice: "Alzati, risplendi, poiché la tua luce è venuta, e la gloria del Signore è sorta sopra di te". Naturalmente, quello guardava avanti al Messia, e questa interpretazione guarda indietro a ciò che Cristo ha fatto.

E così egli dice: "Il profeta dice: ‘Risvégliati, o tu che dormi, e risorgi dai morti, e Cristo ti inonderà di luce’". Inserisce Cristo nelle parole di Isaia, perché Cristo ne è il compimento. Posso aggiungere questo? La maggior parte dei commentatori biblici ritiene che questa sia una strofa tratta da un inno pasquale cantato dalla chiesa primitiva — una strofa da un inno pasquale. È un invito. Qualcuno potrebbe essere seduto nella nostra congregazione proprio ora e dire: "Beh, immagino di essere nelle tenebre. Guardo la mia vita e non vedo bontà, giustizia e verità. Non vedo Gesù Cristo vivo nella mia vita. Non ho mai conosciuto Dio. Sono al buio intellettualmente, e vedo il male morale da ogni parte".

E così l’invito giunge a voi, come è giunto attraverso tutta la storia: "Risvégliati, o tu che dormi, e risorgi dai morti, e Cristo ti inonderà di luce". E in quel piccolissimo versetto avete un intero quadro del vangelo, una piccola Bibbia intera. Prima il peccatore viene descritto come uno che dorme, poi viene offerto l’appello a svegliarsi e a risorgere, e viene presentato il Salvatore — "Cristo ti inonderà di luce". Mostra il dilemma della peccaminosità, dà l’invito al peccatore e mostra chi è il Salvatore. Come Rip Van Winkle, gli uomini dormiranno attraverso un’epoca; soltanto che non sarà un’epoca della storia, sarà un’epoca della grazia. E si sveglieranno e sarà troppo tardi; e così egli dice: "Risvégliati, o tu che dormi, e risorgi dai morti, e Cristo ti inonderà di luce".

Luce — non più tenebre morali, non più tenebre intellettuali. John Holland, nei suoi ultimi istanti, passò la mano sulla Bibbia che giaceva sul suo petto, e disse a sua moglie: "Tesoro, hai acceso le candele?" "Oh no", rispose lei, "non le ho accese", “Oh", disse lui, "allora deve essere la luce del volto di Gesù Cristo che vedo". Vivere nella luce; e c’è un solo raggio di luce, ed è Gesù Cristo, che disse: "Io sono la luce del mondo; chi Mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita". Horatio Bonar lo espresse magnificamente con queste parole: "Udii la voce di Gesù dir: Io son luce al mondo oscuro; guarda a Me, sorgerà il tuo mattino, e il tuo giorno sarà puro. Venni a Gesù, e in Lui trovai la mia stella, il mio sole. E in quella luce di vita camminerò, finché il viaggio terreno vuole".

Preghiamo. Padre, Ti ringraziamo per la verità di Proverbi 4:18: il sentiero dei giusti è come la luce dell’alba, che risplende sempre più fino al giorno perfetto. Ti ringraziamo, Padre, perché Tu sei un Dio di luce, che ha mandato la luce nel mondo affinché potessimo diventare figli di luce, affinché le nostre luci potessero risplendere così da illuminare le tenebre, e gli uomini venissero alla luce. Parla ad ognuno di noi, Signore, in un modo speciale, questa mattina. Siamo così grati per il Tuo ministero nei nostri cuori attraverso questo testo, nel nome di Cristo.

FINE

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