Ora, in 1 Corinzi 13, siamo tutti consapevoli del fatto che questo è un capitolo sull’amore. Un capitolo sull’amore, e abbiamo imparato molto al riguardo. Noi, qui alla Grace Church, conosciamo qualcosa del vero significato dell’amore, perché ci siamo impegnati a dargli un’importanza centrale. Sappiamo che la Scrittura insegna che l’amore è l’essenza stessa di Dio, perché Dio è amore. Sappiamo che la Scrittura insegna che la più alta espressione dell’amore è il Signore Gesù Cristo. In Giovanni 13:1 ci viene detto che, “Avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla perfezione”, l’esempio perfetto di uno che ama.
Sappiamo che il tipo di amore di cui la Bibbia parla è un amore che—secondo l’apostolo Paolo in Efesini 3—“sorpassa ogni conoscenza”. E soltanto mediante lo Spirito Santo possiamo comprendere la profondità, l’altezza e l’ampiezza dell’amore. Sappiamo che è un tipo di amore che—verità meravigliosa qual è—“è stato sparso nei nostri cuori”, secondo Romani 5:5. E quindi l’amore è una realtà veramente dominante: è la natura di Dio espressa in Cristo, al di là della comprensione umana, eppure riversata attraverso i credenti. Che verità straordinaria è questa.
Abbiamo definito l’amore; abbiamo detto che l’amore non è un sentimento, l’amore non è un’emozione, ma l’amore è uno spirito di sacrificio personale; è la disponibilità a fare ciò di cui un’altra persona ha bisogno, anche se quello significa sacrificare qualcosa di cui io stesso ho bisogno o possiedo. L’amore deve essere una realtà talmente dominante nella vita del cristiano, e deve caratterizzare così profondamente il suo modo di vivere che un cristiano può essere riconosciuto proprio dal Gesù, in sostanza, disse proprio quello: “Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri”.
In 1 Giovanni capitolo 2, insieme ad altri passi nella stessa lettera, dice che: "Colui che dice di essere nella luce e odia suo fratello è nelle tenebre. Chi ama suo fratello dimora nella luce”, e quindi, i cristiani sono persone che amano i loro fratelli. Al capitolo 3 versetto 16: “Da questo abbiamo conosciuto l’amore di Dio: perché Egli ha dato la sua vita per noi; e noi dobbiamo dare la nostra vita per i fratelli”, e poi dice: "Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e in verità”, le nostre vite, dunque, sono caratterizzate dall’amore.
In realtà, l’amore caratterizza il cristiano a tal punto che persino il giudizio finale può essere determinato sulla base dell’amore. Guardate con me per un momento Matteo capitolo 25. In Matteo capitolo 25, al versetto 33, troviamo il giudizio delle pecore e dei capri che avrà luogo alla seconda venuta di Cristo. Lì dice: “E metterà le pecore alla sua destra, ma i capri alla sinistra”. Ora, lì abbiamo la separazione tra le nazioni credenti e quelle non credenti. Ora notate: “Allora il Re dirà a quelli che saranno alla sua destra: ‘Venite, voi, i benedetti del Padre mio; ereditate il regno che vi è stato preparato fin dalla fondazione del mondo’”.
Ora comprendiamo la scena. Cristo sta dando il regno ad alcuni, ad alcuni individui particolari viene concesso il regno. Su quale base viene loro concesso quel regno? Notate il versetto 35: “Perché ebbi fame e mi deste da mangiare; ebbi sete e mi deste da bere; fui straniero e mi accoglieste; fui nudo e mi vestiste; fui ammalato e mi visitaste; fui in prigione e veniste a trovarmi”.
“Allora i giusti gli risponderanno, dicendo: ‘Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare? O assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? O quando mai ti abbiamo visto ammalato o in prigione e siamo venuti a trovarti?’ E il Re risponderà e dirà loro: ‘In verità vi dico che, in quanto lo avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, lo avete fatto a me’”.
Ora, la cosa interessante è questa: Gesù determina chi entra nel regno sulla base delle sue opere d’amore. Si tratta forse di salvezza per opere? No. È semplicemente il principio di cui parla Giacomo: la vera salvezza produce delle opere, e saranno opere d’amore. Potete riconoscere un uomo dal modello della sua vita, perché il modello della sua vita è determinato dalla natura di quell’uomo. E una nuova natura produce amore, e l’amore, uno dei frutti dello Spirito, determina il comportamento. E quindi Gesù giudica effettivamente le persone sulla base delle loro opere d’amore, perché esse sono una manifestazione così evidente della nuova natura. Vedete, dunque, che l’amore è estremamente vitale per il credente.
E questo straordinario capitolo vi travolge con la realtà dell’amore. In effetti, questa settimana pensavo: vorrei poter semplicemente insegnare questo capitolo sull’amore, percorrerlo tutto e celebrare l’amore dall’inizio alla fine. Voi dite: “Perché non lo fai?” Perché rimango bloccato al versetto 8. E il motivo per cui rimango bloccato è che lì c’è una parola, e quella parola è “lingue”, o linguaggi. E sapete una cosa? Oggi questa è una questione, e quindi devo parlarne.
Questa settimana avrei voluto vivere cent’anni fa. Perché, se fossi vissuto cento anni fa, avrei potuto venire qui e predicare semplicemente il capitolo 13. E quando fossi arrivato al versetto 8, avrei detto: “Le lingue, be’, erano qualcosa dell’epoca apostolica e oggi non ci sono più, quindi andiamo avanti”. Ma non posso dirlo, perché oggi è qualcosa che sta accadendo e dobbiamo parlarne. Però pensavo che sarebbe stato piuttosto bello poter parlare semplicemente dell’amore e fermarci lì. Ma credo che sarà meglio affrontare questa questione, perché è una questione reale.
Sapete, è piuttosto triste che il mondo non comprenda l’amore. E penso che noi, che parliamo dell’amore e diciamo che dobbiamo vivere concretamente l’amore, non dobbiamo soltanto viverlo davanti al mondo, ma dobbiamo anche capire che deve esserci uno spirito amorevole persino quando parliamo di una questione come questa. È molto importante. Ora, il mondo non comprende affatto l’amore. Quando il mondo dice: “Ti amo”, ciò che intende è: “Amo me stesso e voglio te”. In realtà, questa è una cosa egoistica.
È come quella storia raccontata da Alan Redpath, di una ragazza che era completamente disperata. Telefonò al suo pastore e gli disse: “Oh, Pastore, che cosa devo fare?” Disse: “C’è un uomo che mi ama così tanto che dice che, se non lo sposo, si sparerà”. E il pastore le disse: “Non fare nulla. Lascia che si spari”. Disse: “Una minaccia del genere non è amore. È puro egoismo”.
Ha ragione. Quell’uomo non sta dicendo: “Ti amo”. Sta dicendo: “Amo me stesso, e io ho bisogno di te”. Ma il mondo non comprende questo. Noi, però, dobbiamo dimostrarlo al mondo. E so che non si tratta semplicemente di amare il mondo; si tratta semplicemente di lasciare che il mondo veda che ci amiamo gli uni gli altri anche quando siamo in disaccordo, capite? Questo deve esserci.
E le persone coinvolte nel movimento carismatico, nel movimento delle lingue e così via, molte di quelle persone sono nostri fratelli e nostre sorelle in Cristo. E, dopotutto, l’amore è la realtà eterna, mentre i doni comunque passeranno, non è vero? E dobbiamo mantenere la giusta prospettiva, ma dobbiamo anche parlare dell’argomento e dobbiamo fare ciò che viene detto in Efesini 4. Dobbiamo “dire la verità con amore”. Quindi procederemo e faremo proprio questo, ma vorrei che non fosse necessario.
Ora, il capitolo ha quattro parti; 1 Corinzi 13 ha quattro parti. E abbiamo già discusso le prime due; adesso siamo nella terza, che comincia al versetto 8. La volta scorsa abbiamo discusso il versetto 8. Questa volta discuteremo di nuovo il versetto 8. E pensavamo che forse saremmo arrivati ai versetti 9 e 10, ma quello sarà per la prossima volta. Il versetto 8 è carico di cose preziose.
Stiamo parlando della permanenza dell’amore. Abbiamo discusso la preminenza dell’amore. È lì che dice: “Se non ho amore, non sono nulla”. L’amore è preminente in ogni cosa. Abbiamo discusso la perfezione dell’amore. È lì che, nei versetti dal 4 al 7, descrive ogni virtù dell’amore; e ora arriviamo alla permanenza dell’amore. Ora, che cosa sta dicendo riguardo alla permanenza dell’amore? Be’, qui fa un confronto tra i doni spirituali e l’amore, perché i Corinzi avevano innalzato i doni a una posizione di assoluta priorità. Al punto da fare dei doni il centro di tutto.
Avevano deciso che la vera questione nella vita cristiana fosse usare il proprio dono e metterlo veramente in mostra. E, naturalmente, cercavano la preminenza, facevano sfoggio della loro spiritualità e avevano contraffatto i veri doni. Esprimevano i doni in modo carnale. Provavano una gelosia terribile nei confronti delle persone che possedevano determinati doni, e così ne fabbricavano uno falso per poter, in un certo senso, competere. Quando la chiesa di Corinto si riuniva, era il caos assoluto.
E Paolo deve dire, al capitolo 14: “Fareste meglio a fare ogni cosa con decoro e con ordine, invece di gridare e urlare tutti quanti, facendo ciascuno la propria cosa nello stesso momento”. Avevano quindi portato i doni completamente fuori prospettiva, fino a escludere totalmente la realtà della cosa importante, che era l’amore. E così Paolo dice: “Avete dato un’importanza così grande ai doni; permettetemi allora di farvi un piccolo confronto tra i doni e l’amore”.
Il suo confronto è questo: i doni sono soltanto per il tempo presente; l’amore è per sempre. Tanto vale concentrarsi su ciò che è eterno. E lo dice in tre modi: i doni sono temporanei, i doni sono parziali e i doni sono elementari. E in queste tre affermazioni, in realtà, sta dicendo: “I doni sono soltanto una parte di questa scena passeggera. Ma voi dovete fondare la vostra vita su rapporti che durano per sempre, e il loro fondamento sarà l’amore”.
Ora, torniamo al versetto 8. Nel resto del capitolo Paolo sta dicendo fondamentalmente una sola cosa: “L’amore non viene mai meno”. Questo è chiaramente il punto culminante, il culmine di tutto ciò che ha detto. Questa è assolutamente la vetta: l’amore non viene mai meno. E poi scende a spiegare che cosa intende: “Quanto alle profezie, saranno rese inoperanti; quanto alle lingue, cesseranno da sé; quanto alla conoscenza, sarà resa inoperante”. Poi prosegue: “Perché tutte quelle cose sono parziali, tutte quelle cose sono elementari. Appartengono all’infanzia. Ma l’amore è eterno”. Questo è l’intero messaggio del resto del capitolo.
Ora, permettetemi di ricordarvi ciò che abbiamo discusso la volta scorsa, affinché sia molto chiaro nella vostra mente, perché si tratta di un punto fondamentale. “Le profezie verranno abolite”, dice la versione King James. “Saranno rese inoperanti”, dice il verbo greco; oppure saranno abolite, saranno portate al termine. “La conoscenza”, alla fine del versetto, “sarà resa inoperante”. Saranno abolite, lo stesso verbo, il verbo katargeō, per voi che studiate il greco. Il verbo significa semplicemente “essere abolito o essere reso inoperante”. È nella forma passiva. La profezia e la conoscenza saranno rese inoperanti.
Ora notate: entrambe hanno lo stesso verbo. Entrambe sono al passivo, e in un verbo passivo il soggetto riceve che cosa? L’azione. Quindi qualcosa pone fine alla profezia e alla conoscenza. Qualcosa porrà fine alla profezia e qualcosa porrà fine alla conoscenza. Saranno rese inoperanti da qualcos’altro che agisce su di esse; questo è l’uso del passivo. Se voi diceste: “Sono stato colpito”, allora deve esserci qualcosa o qualcuno che vi ha colpito, giusto? E questo, in sostanza, è l’uso del passivo.
Lo stesso vale qui. Queste cose saranno rese inoperanti da qualcosa che agisce su di esse. E abbiamo scoperto che cosa sia. Lo troviamo nei versetti 9 e 10: “Poiché conosciamo in parte”—questa è la conoscenza—“e profetizziamo in parte”—questa è la profezia; e qui compaiono entrambe. “Ma quando sarà venuto ciò che è perfetto, allora ciò che è parziale sarà abolito”, o reso inoperante. È lo stesso verbo, di nuovo katargeō. Quindi la profezia e la conoscenza saranno, per così dire, katargeō. Quando saranno katargeō? Quando verrà ciò che è perfetto.
Ora, vi avevo detto che questa settimana avremmo discusso che cosa sia la cosa perfetta. Ma non lo faremo; dovremo aspettare fino alla prossima settimana. Mi dispiace. Per ragioni di tempo, vogliamo esaminare alcune altre cose prima di arrivare a quello. C’è così tanto in quegli spazi bianchi tra i versetti. Ora, noterete, tornando un po’ indietro, che nel versetto 8 la profezia e la conoscenza vengono rese inoperanti mediante una forma passiva. Ma quando arriviamo alle lingue, troviamo un verbo completamente diverso. Il verbo è pauō, che significa cessare. È nella diatesi media, che in greco è riflessiva, e questo accentua l’azione attiva.
Le lingue cesseranno da sé. Il verbo viene usato quindici volte nella Septuaginta e viene tradotto in quel modo. Significa essere portato a un arresto completo, terminare, cessare, essere completato, finire da sé; il che significa che nulla pone fine alle lingue. Non la cosa perfetta. La cosa perfetta pone fine soltanto alla conoscenza e alla profezia. Guardate il versetto 9. La conoscenza e la profezia vengono menzionate nel versetto 9; le lingue non compaiono mai. Perché? Perché cessano da sé prima che venga la cosa perfetta. Le lingue cesseranno.
Ora, la volta scorsa abbiamo discusso se questo sia già avvenuto, e vi abbiamo suggerito che la risposta è che le lingue sono effettivamente cessate. Si sono fermate. E c’erano due ragioni, e vi abbiamo dato ogni sorta di punti secondari. Ma, fondamentalmente, ci sono due ragioni per cui crediamo che le lingue siano cessate. Numero uno: lo scopo delle lingue è giunto al termine. Ricorderete che il dono delle lingue aveva fondamentalmente un triplice scopo. Riassumendo, prima di tutto, era una fonte di rivelazione divina; Dio comunicava la rivelazione attraverso quel dono. Ora, quando la Bibbia fu completata, c’era ancora bisogno di ulteriore rivelazione? Assolutamente no. Quindi la natura rivelatrice di quel dono è cessata.
In secondo luogo, era un segno miracoloso che autenticava gli apostoli e i profeti nell’epoca apostolica. Poiché non esisteva ancora una Scrittura completa che confermasse ciò che predicavano, Dio accompagnava il loro ministero con segni, prodigi, doni e così via. Era un dono-segno di natura miracolosa, che attestava la potenza divina e soprannaturale degli apostoli e dei profeti.
Oggi non ci sono più apostoli e profeti che autentichino il vangelo. Il messaggio di un uomo viene valutato in base alla sua conformità con ciò che è stato scritto e trasmesso ai santi.Non stiamo più cercando di confermare gli apostoli mediante segni miracolosi, e quindi quel dono è cessato nella sua funzione di segno.
Il terzo uso era quello di un segno di giudizio per Israele incredulo, in adempimento di Isaia 28:11. Era un segno di giudizio per Israele incredulo, che annunciava il giudizio imminente. Quel giudizio venne nel 70 d.C. La nazione fu distrutta, e quella profezia si adempì. Pertanto, oggi non vi è alcuna ragione per cui le lingue debbano servire da segno all’Israele incredulo. Quindi non hanno più alcuna funzione come fonte di rivelazione; non hanno alcuna funzione come segno miracoloso che confermi gli apostoli e i profeti; e non hanno alcuna funzione come segno per Israele riguardo al suo giudizio. Pertanto, la loro ragion d’essere non esiste più. E così diciamo che cessano perché il loro scopo è venuto meno.
In secondo luogo, la seconda ragione per cui crediamo nella cessazione delle lingue è il fatto che la storia dice che sono cessate, e lo stesso dice 1 Corinzi 13:8. Dice che le lingue cesseranno da sé. Guardiamo alla storia, e vediamo che cessarono. In effetti, dalla nascita della chiesa fino all’anno 500, dopo la conclusione dell’epoca apostolica, non esiste alcuna testimonianza che la chiesa abbia mai parlato in lingue, o che qualcuno nella chiesa lo abbia fatto, fatta eccezione per due persone: Montano e il suo discepolo e seguace Tertulliano, dei quali abbiamo già parlato.
E Montano era…nel secondo secolo, Montano credeva di essere lo Spirito Santo. Era un eretico. Aveva con sé alcune donne che parlavano in estasi e profetizzavano. Credeva che il regno di Dio stesse per venire in Frigia e che sarebbe stato stabilito nel suo villaggio. Era un eretico, e anche il suo seguace, Tertulliano, fu bollato come eretico. Furono sostanzialmente ignorati dalla chiesa. Nella corrente principale della chiesa non troviamo alcun fenomeno del genere, e vi ho letto molte citazioni dei padri della chiesa nelle quali affermavano di non essere a conoscenza che una simile realtà esistesse nella chiesa.
E poi abbiamo visto che, per tutto il resto della storia della chiesa fino al ventesimo secolo, non esiste alcuna testimonianza delle lingue, fatta eccezione per episodi isolati tra gruppi eretici. Non fecero mai parte della corrente principale della chiesa; non fecero mai parte neppure della dottrina della Riforma; non appartennero mai alla chiesa. E non cominciarono a manifestarsi in modo diffuso nel cristianesimo fino al 1901. Quindi, la cosa interessante è che abbiamo milleottocento anni durante i quali le lingue erano cessate.
Voi dite: “Ma aspettate un momento. Esistevano in quei gruppi”. Sì, ma quelli erano tutti gruppi eretici. La questione è semplicemente questa: molto probabilmente quei gruppi non erano nemmeno cristiani. Ma nel cristianesimo storico, entro i confini della chiesa di Gesù Cristo, questo fenomeno non è esistito fino al 1901, quando comparve nel Kansas e si diffuse fino alla California. E ora, sapete dove siamo arrivati.
Ora, la cosa interessante è che i nostri fratelli e le nostre sorelle carismatici devono affrontare questo fatto in uno dei due modi. Numero uno, dicono: “Be’, noi…”—e lo dicono davvero…lo…lo dicono davvero—“noi rivendichiamo Montano, e rivendichiamo Madre Ann Lee”, e rivendichiamo alcune di queste strane persone che parlarono in lingue a intervalli di trecento o quattrocento anni nel corso della storia della chiesa. Ma facendo così, vedete, si collocano all’interno di una tradizione eretica. Stanno dicendo: “Il nostro movimento ha fatto parte dell’eresia della chiesa per molti anni”. E non sono sicuro che sia davvero questo ciò che vogliono dire.
C’è soltanto un’altra alternativa per i carismatici. Ed è questa la posizione che, credo, assume la maggior parte di loro, almeno quelli che riflettono seriamente sulla questione. Dicono: “È vero, cessò, ma adesso sta ricominciando”. E diranno questo: “Perché noi abbiamo…noi siamo ora negli ultimi giorni, e Dio ci sta dando l’effusione del suo Spirito promessa per gli ultimi giorni”. Questa è la posizione più ragionevole che presenteranno.
Vi dirò qualcosa di interessante riguardo a questa posizione. È la stessa posizione che sosteneva Montano. Perché gli chiesero: “Dov’è stato questo dono, se è comparso improvvisamente con te? Dov’è stato negli ultimi centocinquant’anni?” Ed egli disse: “Oh, è stato restaurato adesso, perché questi sono gli ultimi giorni e il regno di Dio sta per venire immediatamente. E verrà in Frigia, e la sede centrale sarà nel mio villaggio”. Vedete, disse la stessa cosa.
E così, oggi chiediamo loro dove sia stato questo dono negli ultimi milleottocento anni, e loro dicono: “Be’, è stato restaurato”. E allora: “Be’, quale passo della Scrittura usate?” E invariabilmente…e voglio che apriate quel passo insieme a me…vanno a Gioele capitolo 2. E Gioele capitolo 2 è il passo della Scrittura che usano per sostenere che le lingue siano state restaurate negli ultimi giorni.
E voglio che guardiate attentamente con me Gioele 2, e vedrò se posso aiutarvi a comprendere ciò che sta dicendo. E il versetto che usano è riportato anche in Atti 2:17, e lo esamineremo tra pochi minuti. Ora, notate Gioele 2:28. Ecco il passo, ed è citato da Pietro a Pentecoste, ed è per questo che stabiliscono questo collegamento: “E avverrà, dopo questo, che io spanderò il mio Spirito sopra ogni carne; e i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno, i vostri vecchi sogneranno sogni, i vostri giovani vedranno visioni; e anche sui servi e sulle serve, in quei giorni, spanderò il mio Spirito”.
Ora notate, essi dicono che negli ultimi giorni: “Dio spanderà il suo Spirito sopra ogni carne. Figli e figlie profetizzeranno, ci saranno sogni e visioni, e così via. Ed Egli spanderà il suo Spirito”.
Ora essi dicono: “Noi stiamo sperimentando l’effusione dello Spirito Santo promessa per gli ultimi giorni”. Ora, ci sono diversi problemi con questa interpretazione, e voglio mostrarvi quali sono; e torneremo indietro fino al versetto 20.
Ora, se considerate questo passo in chiave profetica—e credo sia necessario farlo, perché il versetto 31 colloca tutto questo prima del “grande e terribile giorno del Signore”, cioè della seconda venuta, e parla di segni nei cieli—risulta chiaro che si tr questo avviene prima del “grande e terribile giorno del Signore”, e noi sappiamo che il grande e terribile giorno del Signore è la seconda venuta, e lì sta parlando di segni nei cieli—quindi sono convinto che qui stiamo trattando una profezia riguardante gli ultimi tempi.
Ora, guardate il versetto 20: “Allontanerò da voi l’esercito del nord e lo caccerò in una terra arida e desolata”. Ora, quando è che Israele si trova ad affrontare un esercito proveniente dal nord? In quale periodo? Durante la tribolazione. Nel corso della grande tribolazione, Israele si trova sotto l’assedio di un grande esercito del nord, di una grande potenza settentrionale. Potete leggere tutto questo nel libro di Daniele. E saranno assediati da questo grande esercito del nord, ma l’esercito del nord sarà sconfitto.
Quando viene sconfitto quel grande esercito? In quale grande vittoria? Quando Cristo viene nella grande vittoria di Armaghedon, giusto? Che cosa avviene immediatamente dopo Armaghedon? Per quanto ne sappiamo, viene stabilito il regno. Cristo ritorna ad Armaghedon, ottiene la vittoria, giudica le nazioni e stabilisce il suo regno. Ora, questa stessa sequenza si trova proprio qui. L’esercito del nord viene sconfitto al versetto 20. Subito dopo arriviamo al versetto 21, e facciamo un passo dentro il regno.
Ora osservate: “Non temere, o terra”. Voglio dire, lo so che sei stata sottoposta a un terribile assedio, alla guerra e allo spargimento di sangue. In effetti, sappiamo che durante la tribolazione il sangue arriverà fino all’altezza delle briglie dei cavalli per una distanza di circa 320 chilometri, giusto? Lo dice nell’Apocalisse. Quindi la terra è stata nuovamente devastata. “Non temere, o terra, nel regno. Rallegrati e gioisci, perché il Signore farà cose grandi. Non temete, o animali dei campi, perché i pascoli del deserto rinverdiscono”.
Forse per un po’ di tempo non avrete nulla da mangiare, ma qualcosa accadrà in modo straordinario. “I pascoli del deserto rinverdiranno, gli alberi porteranno il loro frutto, e il fico e la vite daranno tutta la loro forza”. Ciò che accadrà nel regno è che vi sarà una proliferazione di raccolti e di vegetazione, e ogni cosa esploderà di vita. Leggete Isaia, dove dice che il deserto fiorirà come una rosa, che le cose germoglieranno, che vi saranno ruscelli nel deserto e tutte queste realtà meravigliose nel regno; ed Egli ristabilirà la terra.
Versetto 23: “E voi, figli di Sion, rallegratevi e gioite nel Signore, vostro Dio, perché Egli vi ha dato la prima pioggia nella giusta misura, e farà scendere per voi la pioggia, la prima pioggia e l’ultima pioggia nel primo mese”. Ora, ascoltate. Questo è straordinario. Sapete, le persone danno una grandissima importanza alla prima pioggia e all’ultima pioggia. Sapete che cosa significa la prima pioggia? È la pioggia che cade in autunno. E l’ultima pioggia è quella che cade in primavera.
In Israele avete la prima pioggia in autunno e l’ultima pioggia in primavera, ed erano quelle piogge a garantire i raccolti. Ma qui dice: “Quando entrerete nel regno, riceverete la prima pioggia e l’ultima pioggia nel primo mese. Quando il regno avrà inizio, riceverete così tanta pioggia che ogni cosa crescerà in modo incredibile. Ciò che normalmente dovreste aspettare per tutta la stagione delle piogge, Dio lo riverserà tutto insieme e farà crescere ogni cosa”.
“E le aie saranno piene di grano, e i tini traboccheranno di vino e d’olio. E vi restituirò gli anni che hanno divorato la locusta, il bruco, la cavalletta e l’insetto divoratore, il mio grande esercito che avevo mandato contro di voi”. Non vi saranno più quelle calamità. E tutti i raccolti che allora erano andati perduti si moltiplicheranno qui, nella restaurazione. “E mangerete in abbondanza e sarete saziati, e loderete il nome del Signore, vostro Dio, che avrà operato meravigliosamente per voi; e il mio popolo non sarà mai più coperto di vergogna”.
Mai più vergogna. Perché? Questo deve necessariamente riferirsi al regno. Loderanno Dio, loderanno il Signore. Sapete chi sta lodando Israele attualmente? Sta lodando il dio della forza, capite? È davanti a quello che si sta inchinando attualmente. Il risveglio non è ancora avvenuto. E al versetto 27: “E voi conoscerete che io sono in mezzo a Israele”. Quando sarà il Signore in mezzo a Israele? Quando Cristo siederà sul suo trono nella città di Davide, giusto? E regnerà. “E conoscerete che io sono il Signore, vostro Dio, e non ve n’è alcun altro; e il mio popolo non sarà mai più coperto di vergogna”.
Vedete, questo è il grande regno: il popolo sarà nella propria terra, i raccolti cominceranno a crescere, scorreranno ruscelli nel deserto, il deserto fiorirà come una rosa e nel primo mese cadrà tanta pioggia quanta ne cadrebbe normalmente in un anno inta ne cadrebbe normalmente in un anno intero, e ogni cosa crescerà. E tutto traboccherà, e non vi saranno né calamità né piaghe, e tutti adoreranno Dio e tutti loderanno Dio. Questo non è mai accaduto nella storia d’Israele; queste sono realtà proprie del regno.
Ora osservate. Il versetto 28 segue in modo così chiaro: “E avverrà”—qual è la parola successiva?—“dopo”. Dopo che cosa? Dopo che il regno sarà già cominciato. “Allora spanderò il mio Spirito”. Ora, ascoltatemi, cari. Quella profezia non può adempiersi se non dopo che il regno sarà stato stabilito; è una profezia relativa al regno. “Allora spanderò il mio Spirito sopra ogni carne; i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno, i vostri vecchi sogneranno sogni, i vostri giovani vedranno visioni; e anche sui servi e sulle serve, in quei giorni, spanderò il mio Spirito”.
E, affinché sappiate di quale giorno si tratti, prosegue spiegando come quel giorno verrà. Dice: “Vi saranno prodigi nei cieli, sangue, fuoco e colonne di fumo. Il sole sarà mutato in tenebre e la luna in sangue, prima che venga il grande e terribile giorno del Signore”. In altre parole, egli dice che tutto questo seguirà quel grande giudizio, e poi il regno sarà stabilito. Vedete, questo è ciò che sta dicendo, e dovete soltanto guardare il testo. Un semplice studente della Bibbia, leggendo una Bibbia in inglese, potrebbe comprenderlo.
Io l’ho compreso, e non sono uno studioso, e non conosco molto l’ebraico. Ma ho semplicemente letto il testo e controllato alcune parole ebraiche. Tutto ciò che volevo sapere era: “Dopo” significa davvero dopo? E “dopo” significa dopo. È dopo che il regno sarà cominciato, dopo il giorno del Signore con tutti i segni e i prodigi. Oh, questo non è ancora accaduto. Dopo che l’esercito del nord sarà già sceso e sarà stato sconfitto, dopo che il regno sarà stato stabilito, dopo il giorno del Signore: “Allora spanderò il mio Spirito”.
Ascoltate. La stessa cosa si trova in Ezechiele 36. Egli dice: “Nel regno radunerò Israele da tutto il mondo e vi ricondurrò nella vostra terra. E allora spargerò su di voi acqua pura, e allora sarete purificati. E allora toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne, e allora metterò il mio Spirito dentro di voi”. Dopo che sarete nella terra, dopo che sarete stati nuovamente radunati nel regno. Leggetelo; è Ezechiele 36.
Oh, vedete, cari, non potete prendere quel versetto, strapparlo dal suo contesto e fargli dire qualunque cosa si adatti a ciò che volete. Ora, per quanto mi riguarda, il caso è chiuso. Non esiste semplicemente alcun fondamento per credere che Gioele abbia qualcosa a che fare con la situazione attuale. E poi alcuni dicono persino che la prima pioggia fu la Pentecoste e che l’ultima pioggia è quella di oggi; Dio diede la prima pioggia e ora sta dando l’ultima pioggia. Cari, prima di tutto, quella è semplicemente H₂O; non sono lingue. Quella è soltanto…fondamentalmente sta parlando di acqua, di semplice e comune acqua.
Ora, alcuni dicono: “Be’, lì c’è una metafora”. Be’, ammesso che vi sia una metafora, sarebbe che la prima pioggia rappresentava il regno davidico e l’ultima pioggia rappresenta il regno del Messia. Quella sarebbe l’unica immagine che potrebbe voler comunicare quando dice: “Avete ricevuto la prima pioggia nella giusta misura”. In altre parole: “Il regno di Davide era bello, ma aveva i suoi problemi. Nell’ultima pioggia, invece, riceverete tutte le cose buone”. Quindi, se volete vedere una metafora, potrebbe essere un confronto tra il regno di Davide e quello del Messia, ma certamente non ha nulla a che fare con la Pentecoste e con il 1901. Vedete, dunque, che è abbastanza chiaro che tutto questo deve ancora avvenire nel futuro.
Ora, dunque, non potete dire che l’attuale movimento carismatico adempia Gioele 2:28. E quando non potete affermare questo, non avete nessun altro passo della Scrittura che sostenga l’attuale…l’attuale movimento, nessuno. Non esiste alcun passo della Scrittura che confermi che Dio avrebbe fatto oggi ciò che fece nell’epoca apostolica in riferimento al dono delle lingue; non ce n’è nessuno. E queste persone che vogliono sostenere che questa sia l’epoca dell’effusione dello Spirito si sbagliano. Questa non è l’epoca dell’effusione dello Spirito. Tutto ciò che l’intera Bibbia dice riguardo a quell’epoca si riferisce a Israele. Non lo vedono? E lo Spirito di Dio non è stato ancora sparso su Israele. Oggi c’è soltanto un residuo, non è vero? Soltanto un residuo.
Dobbiamo aspettare che la Tribolazione sia terminata, che la Seconda Venuta sia avvenuta, che Gesù stabilisca il suo regno e regni a Gerusalemme. E allora il suo Spirito sarà sparso sopra ogni carne. E sapete che cosa mi interessa? Che persino allora non dice che qualcuno parlerà in lingue, vero? Ed è molto chiaro riguardo a ciò che invece dice: profezie, sogni, visioni. Lingue? No. Perché? Perché quando le lingue cessarono, cessarono. Non dice che cesseranno fino a un certo momento…nota a piè di pagina…quando torneranno di nuovo. No, non lo dice, e non le vedete ricomparire in nessun altro passo.
Andiamo ad Atti 2, perché tutti chiederanno: “Be’, se ciò che dici riguardo al testo di Gioele è vero, John, allora perché Pietro lo cita nel giorno di Pentecoste?” Ed è qui che, credo, i nostri cari amici si confondono, e forse hanno semplicemente bisogno di essere istruiti. E io, sapete, voglio concedere loro il beneficio del dubbio, e presumere che semplicemente non siano stati istruiti correttamente su questo punto. Ma in Atti 2, Pietro si alza dopo ciò che è avvenuto a Pentecoste e dopo il parlare in lingue, e dice: “Questo è ciò che fu detto per mezzo del profeta Gioele: ‘E avverrà negli ultimi giorni che io spanderò del mio Spirito sopra ogni carne; e i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno’”.
Ebbene, vedete, loro dicono: “Guardate proprio lì. Pietro dice che ciò che avvenne a Pentecoste è l’effusione dello Spirito”. Ora, dovete tornare un po’ indietro e comprendere qualcosa. Nel giorno di Pentecoste, ciò che è descritto al versetto 19 avvenne forse? Vi furono prodigi nei cieli e segni sulla terra? Vi furono sangue, fuoco e vapore di fumo? Il sole si mutò in tenebre e la luna in sangue? E venne forse il grande e terribile giorno del Signore? Certamente no. È futuro, futuro. Ora, ascoltate. Sta parlando della venuta del regno, dell’instaurazione del regno. Sta citando Gioele.
Voi dite: “Be’, allora che cosa ha a che fare tutto questo con il giorno di Pentecoste?” Semplicemente questo. Ora, ascoltate. Pietro dice loro che ciò che accadde a Pentecoste fu un’anticipazione preliminare del tipo di potenza che lo Spirito sprigionerà sopra ogni carne nel regno. Fu una cosa piccolissima, circoscritta, in una piccolissima città chiamata Gerusalemme, in un piccolo paese chiamato Israele, per un gruppetto di appena centoventi persone.
E doveva essere, per loro e per le persone che li circondavano, un segno di ciò che un giorno lo Spirito di Dio avrebbe fatto in tutto il mondo, capite? Fu un’anticipazione del regno, ed è esattamente ciò che viene espresso in Ebrei 6:5, quando lo scrittore di Ebrei dice alle persone che erano lì: “Avete gustato le potenze dell’età futura”. Avete ricevuto un piccolo assaggio del tipo di potenza che sarà sprigionata nel regno, quando Cristo verrà nel grande e terribile giorno del Signore. Comprendete? Fu soltanto un’anticipazione, soltanto un assaggio.
Uno dei grandi studiosi biblici del diciannovesimo secolo fu George N. H. Peters, ed egli espresse il concetto in questo modo, cito: “Il battesimo di Pentecoste è una garanzia dell’adempimento futuro, e dimostra ciò che lo Spirito Santo compirà ancora nell’età futura”. Fine della citazione. Aveva ragione. Un teologo contemporaneo, Helmut Thielicke, un brillantissimo teologo tedesco, sostiene la stessa posizione, e ha fatto un’affermazione molto bella. Dice: “I miracoli del primo secolo, realtà come le lingue”—questa mi piace molto—“sono i lampi all’orizzonte del regno di Dio”. Ha ragione. “Sono i lampi all’orizzonte del regno di Dio”. Egli dice: “Quei miracoli sono i lampi che attirano la nostra attenzione sul fatto che, al di là di quell’orizzonte, vi è un regno che sta per venire”.
Ed è esattamente ciò che accadde a Pentecoste. Ma, cari, quello non fu l’adempimento della profezia di Gioele, che deve ancora adempiersi nel regno. Ora, voi dite: “Perché stai dedicando così tanto tempo a questo?” Perché questo è l’unico passo al quale si aggrappano per sostenere che l’effusione dello Spirito debba avvenire, e vogliono identificarla con il tempo presente. Ma non può essere identificata con il tempo presente. Non esiste, dunque, alcuna prova scritturale che sostenga la continuazione delle lingue.
Prima di tutto, non vi è alcuna ragione perché continuino. Vi abbiamo mostrato quali fossero i loro scopi, e quegli scopi non esistono più. La storia dimostra che sono cessate. In terzo luogo, non vi è nulla nella Bibbia che sostenga che ritorneranno durante l’epoca della chiesa. Il versetto dice che cesseranno; quella forma viene usata quindici volte nella Septuaginta e, quando viene usata, significa che qualcosa cesserà. Non vi è alcuna ragione per credere che ricomincerà.
Non potete usare Gioele 2:28 per dire che le lingue ricompariranno perché questa sarebbe l’effusione dello Spirito, e questo per due ragioni. Prima ragione: Gioele non disse mai che, quando sarebbe venuta l’effusione, le lingue sarebbero tornate. E seconda ragione: questa non è quell’effusione. E il punto dell’intera argomentazione è che le lingue cesseranno. Questo è ciò che Paolo sta dicendo, e potete rigirare la questione in ogni modo possibile percorrendo tutta la Bibbia, ma non troverete mai che ricomincino.
Le persone dicono: “Be’, che dire di Luca 11, dove dice che Egli darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono, e che, se chiedete del pane, non vi darà una pietra? Noi chiediamo lo Spirito, chiediamo le lingue e le riceviamo”. Sì, ma se state chiedendo qualcosa che Dio non sta dando in un determinato periodo, allora potreste ricevere qualcosa che non viene da Lui. Questo è molto chiaro. Le persone dicono: “Be’, io l’ho chiesto al Signore”. Sì, ma forse il Signore non lo sta dando. E se non lo sta dando, e se Satana sa che lo desiderate abbastanza intensamente, e chiedete senza alcun discernimento, potrebbe darvi un sostituto di origine satanica.
E sapete a che cosa dovete fare attenzione, cari? Questa è una cosa molto pericolosa. Non permettete che l’esperienza cambi ciò che insegna la Scrittura. Non lasciate che qualcuno venga e dica: “Non m’importa di Gioele 2:28, di Atti 2. Non m’importa di 1 Corinzi 13. Tutto ciò che so è che è successo a me”. Sapete, è questo che dicono, poveretti: “È successo a me; non puoi negare la mia esperienza”. Be’, sì, ma allora a che cosa ci serve la Scrittura? Confrontate la vostra esperienza con essa. Le persone fanno esperienze dappertutto.
Insomma, chi pratica l’AT, l’analisi transazionale, o la MT, la meditazione trascendentale, e chi segue le tante altre strane correnti del nostro mondo o le religioni di ogni parte del globo, vive delle esperienze. Gli ubriachi fanno delle esperienze, ma poi dormono e gli passano. Non erano mai reali, sapete. Stavano combattendo contro il delirium tremens o qualunque altra cosa, sapete. Ma quando si tratta di giudicare la realtà, sapete qual è il giudice peggiore? L’esperienza umana.
Be’, voi dite: “Allora, va bene, John, se dobbiamo attenerci alla Parola, dobbiamo dire che il dono è cessato. Sì, d’accordo. Be’, allora, se ciò che accade oggi non è scritturale, che cos’è? Che cosa sta succedendo, visto che tutte queste persone fanno questo?” Be’, permettetemi di darvi alcune possibili risposte.
Numero uno: è molto probabile che una parte di tutto questo sia satanica e demoniaca, satanica e demoniaca. Ora, permettetemi di illustrare che cosa intendo. Ogni falsa religione del mondo ha avuto origine dallo stesso individuo. Chi? Satana. L’Antico Testamento dice: “Tutti gli dèi delle nazioni sono demoni”. Ricordate? Dietro ogni falso sistema vi è un demonio.
Satana opera nelle false religioni, quindi potete credere che, ovunque le lingue si manifestino in una falsa religione, la loro fonte fondamentale sia Satana o i demoni. Per esempio, i mormoni affermano di essere in grado di parlare in lingue. L’Enciclopedia Britannica…potete verificarlo…cita molti esempi di persone pagane che parlavano in lingue durante i loro riti di adorazione.
Dillow dice nel suo libro, che è un libro utile…Joseph Dillow ha scritto su questo argomento. Dice: “D. C. Graham racconta di una ragazza nella provincia cinese del Sichuan che era posseduta dai demoni e ‘cominciò a pronunciare parole incoerenti’. Edward Langston afferma che nell’Africa orientale molte persone possedute dai demoni parlano correntemente in swahili o in inglese, sebbene in circostanze normali non comprendano nessuna delle due lingue.
“Junod riferisce che, tra il popolo Thonga dell’Africa, quando un demonio viene esorcizzato, la persona canta un canto di guarigione che compone personalmente. Di solito i canti sono in lingua zulu. Anche se la persona non conosce quella lingua, si afferma che sarà in grado di usarla, cito, ‘per una sorta di miracolo delle lingue’. Già ai tempi di Virgilio, che visse dal 70 al 19 a.C., troviamo riferimenti al parlare in lingue delle sacerdotesse sibilline sull’isola di Delo. Questo fenomeno viene descritto nell’Eneide di Virgilio.
“Oggi il linguaggio estatico si trova tra i musulmani e gli eschimesi della Groenlandia. Si riferisce che alcuni alchimisti non cristiani del Medioevo parlassero in lingue. Questo faceva sì che fossero comunemente temuti come uomini esperti nella stregoneria. È stato osservato che il culto Bwiti, tra il popolo Fang della Repubblica del Gabon”—e ancora non so dove si trovi—“pratica il parlare in lingue.
“Il laboratorio di parapsicologia della Facoltà di Medicina dell’Università della Virginia riferisce episodi di parlare in lingue di natura occulta. Un’attrice turca afferma di aver imparato la lingua di Giocasta da un uomo nero che vede nei suoi sogni. Joseph Smith, il fondatore della setta non cristiana del mormonismo, insegnava ai suoi seguaci a parlare in lingue nel modo seguente”. Questa è una citazione di Joseph Smith. Cito: “‘Alzatevi in piedi, parlate o emettete qualche suono, continuate a produrre suoni di qualche genere, e il Signore ne farà una lingua o un linguaggio’”. Fine della citazione.
Sembra che sia stato citato direttamente dal manuale dei carismatici. È esattamente lo stesso metodo. Ora, qui avete ogni genere di possibilità che Satana e i demoni introducano questo fenomeno. Quindi dire semplicemente che esiste e che questo ne dimostra la validità è sciocco. È altrettanto sciocco quanto dire che, se esiste una religione, allora deve provenire da Dio. Vi sono molte religioni che non provengono da Dio. E i Corinzi avevano fatto la stessa cosa; l’avevano contraffatto. Usavano l’estasi pagana e la chiamavano dono delle lingue.
Una seconda spiegazione del movimento delle lingue è che si tratti semplicemente di un comportamento appreso. È un comportamento appreso. In un certo senso, è una sorta di finzione. Non si tratta realmente di un’esperienza soprannaturale; non è un miracolo; si impara semplicemente a farlo. E personalmente credo che questa sia di gran lunga la spiegazione più comune. Le persone che parlano in lingue, fondamentalmente e nella maggior parte dei casi, imparano semplicemente a farlo. E la ragione per cui lo dico…vi sono molte ragioni, ma una è che, viaggiando in tutto il Paese e ascoltando molte persone parlare in lingue, ho notato una sorprendente somiglianza nei termini che usano; parlano tutti più o meno nello stesso modo, usando più o meno le stesse cose. E l’ho sentito così tante volte che potrei ripetervi quelle parole. Non lo farò, ma potrei.
John Kildahl, nel suo libro intitolato The Psychology of Speaking in Tongues, pubblicato da Harper and Row, dice: “Le lingue sono certamente un comportamento appreso”. E, per inciso, egli fu incaricato dalla Chiesa Luterana Americana e dall’Istituto di Salute Mentale di condurre, insieme a Paul Qualben, uno studio molto lungo e approfondito. E la loro conclusione fu che, nella stragrande maggioranza dei casi, questo movimento consisteva semplicemente in un comportamento appreso. Le persone avevano semplicemente imparato a parlare in lingue perché era stato detto loro che era la cosa giusta da fare. Volevano farlo; desideravano farlo abbastanza intensamente; e imparavano a farlo.
E domenica scorsa un uomo della nostra chiesa è venuto da me e mi ha detto: “Questa è stata la mia situazione. Ho imparato a farlo. Adesso te lo mostro”. E cominciò immediatamente a farlo. Disse: “Vedi, posso farlo ogni volta che voglio”. E le cose che disse, stranamente…non ricordo se glielo dissi in quel momento…erano esattamente gli stessi termini che avevo già sentito da altre persone, le quali affermavano che si trattasse di una lingua celeste, di un linguaggio privato e personale.
Le lingue vengono anche indotte deliberatamente. Ricordo che una sera mi trovavo a una riunione dei Children of God. Ero andato lì per vedere che cosa stesse accadendo. Stavamo cercando…credo che stessimo cercando di far uscire da lì un uomo, per quanto ricordo, che era stato attirato dai Children of God. E stavamo seduti nell’atrio, e c’era un uomo che, a quanto pareva, era venuto a Cristo, e quest’altro individuo stava cercando di farlo parlare in lingue.
Ed era…era…lo stava inducendo a farlo nel modo più faticoso possibile. Quel pover’uomo, be’, non sapeva davvero che cosa fare. E non riusciva a capire quale fosse il passo successivo, e l’altro gli stava dando tutte queste procedure per farlo entrare in questa esperienza. Be’, sapete che cosa accade? Quando si tratta di un comportamento appreso, e quando viene indotto con tanta forza mediante la pressione esercitata da qualcun altro, ò facilmente prodursi una profonda disillusione. Una volta vissuta l’esperienza ed entrate nel movimento, le persone si rendono conto che si tratta semplicemente di un comportamento appreso.
Non è qualcosa di soprannaturale, non è realmente efficace. Hanno gli stessi problemi nella loro vita, gli stessi blocchi, la stessa situazione, sia che lo facciano sia che non lo facciano; e quindi rimangono profondamente deluse. “E spesso”, affermano Kildahl e Qualben, “quanto più sincera è la persona quando entra nel movimento, tanto più disillusa sarà quando ne uscirà”. Quindi dovete fare molta attenzione a questo.
In effetti, ricordo di aver sentito una persona dare una testimonianza. Credo che fosse in uno di quei programmi televisivi nei quali fanno continuamente questo genere di cose, e diceva che qualcuno…be’, questa persona aveva dei problemi spirituali. Allora qualcuno le disse: “Hai esercitato ogni giorno il dono delle lingue? Hai parlato ogni giorno nella tua lingua personale?” “Be’, no, non l’ho fatto”. “Be’, allora questo è il problema. Devi farlo. Devi dedicarti a questo ogni giorno, ogni giorno. E non importa come cominci. Puoi semplicemente cominciare tu; poi, una volta iniziato, lo Spirito Santo lo porterà avanti”.
È incredibile. Se lo Spirito Santo desiderava così tanto che cominciasse, perché non lo ha fatto cominciare Lui stesso? Sono certo che ne sarebbe perfettamente capace. Ma, vedete, non ha senso. Ma capite quanto sia intimidatorio dire a qualcuno: “I tuoi problemi spirituali dipendono dal fatto che hai smesso di farlo”? Ora, non so se lo dicano tutti, ma vi è stato almeno un caso in cui qualcuno lo ha detto. Ma la pressione del gruppo è molto forte; c’è il desiderio di appartenere, di farne parte.
Gli altri studi che sono stati…che sono stati condotti—e ce ne sono molti, troppi persino per poterli citare—hanno scoperto un’altra cosa interessante. E cioè che vi è sempre un attaccamento a un leader o a un gruppo, un forte senso di identificazione con un gruppo o con un leader. E quando le persone perdono fiducia nel gruppo o nel leader, smettono di parlare in lingue. Questo è ciò di cui parlano Kildahl e Qualben nel loro libro. Quindi, potrebbe essere qualcosa di satanico o demoniaco, oppure potrebbe essere semplicemente un comportamento appreso.
In terzo luogo, potrebbe essere un fenomeno psicologico. E penso che alcuni dei casi più strani possano essere effettivamente di natura psicologica, casi in cui le persone semplicemente perdono il controllo. Sapete, io…avete mai osservato delle ragazzine delle scuole medie a un concerto rock? Le vedete al telegiornale: “Uuh! Aah!”, sapete, mentre urlano per qualche strano personaggio sul palco. Ciò che accade è che si sommano il calore, l’emozione, il furore e il rumore assordante. E, letteralmente, rinunciano al controllo volontario delle corde vocali, al controllo volontario dei muscoli, fino a cominciare a cadere a terra. Cominciano ad agitarsi e a contorcersi.
Non occorre essere un medico, e neppure un profano che abbia letto qualcosa di medicina, per comprenderlo. Il cervello può far fare qualsiasi cosa al corpo, che si tratti del controllo della parola o di qualunque altra cosa. E quindi, dal punto di vista psicologico, le lingue possono essere spiegate come automatismo motorio, che clinicamente potrebbe essere descritto come un “radicale distacco interiore dall’ambiente coscientemente percepito”. È una dissociazione di quasi tutti i muscoli volontari dal controllo cosciente. Semplicemente, in un certo senso, perdete il contatto con la realtà.
Alcuni lo chiamano estasi. E l’estasi viene descritta come “uno stato piacevole di intensa emozione, collegato a uno stato alterato di coscienza”. L’emozione, il fervore, l’intensità vi turbinano intorno. E ben presto…sapete, tutti noi abbiamo vissuto momenti nei quali ci sentivamo un po’ distaccati, un po’ storditi e forse sul punto di svenire. Ebbene, quel genere di emozione martellante e incalzante produce proprio questo. Ed è interessante anche il fatto che gran parte della musica ritmica spesso associata alle lingue va nella stessa direzione, tendendo ad allontanarvi dal senso di controllo.
E poi vi è anche l’ambito dell’ipnosi: che si tratti di ipnosi di gruppo, di ipnosi individuale o di autoipnosi. John Kildahl e Qualben affermano che…e questa è una citazione: “L’ipnotizzabilità costituisce la condizione indispensabile dell’esperienza della glossolalia”. La conclusione alla quale giunsero è che tutte le persone da loro studiate che cominciavano a parlare in lingue erano persone ipnotizzabili. E non tutti lo sono.
Forse è per questo che io non l’ho mai fatto, perché non sono ipnotizzabile. Non so perché; semplicemente non lo sono. Alcune persone hanno cercato di ipnotizzarmi, ma per qualche ragione non funziona. Non so perché, ma semplicemente non funziona. Forse sono troppo orientato ai fatti, troppo autonomo nel mio modo di pensare e non cedo facilmente il controllo a nessuno. Non so che cosa sia. Ma, in un certo senso, Kildahl dice: “Le persone sottomesse, suggestionabili e dipendenti da un leader sono quelle che cominciano a parlare in lingue”.
E posso comprenderlo. Perché desiderano veramente appartenere al gruppo, sentono il potere della suggestione, si sottomettono a tutto ciò che viene detto. Cadono sotto l’influenza di questa cosa, l’emozione diventa abbastanza intensa, la pressione diventa abbastanza forte. E ben presto, è accaduto. E vi sono molte altre spiegazioni psicologiche. Ora, non posso stabilire caso per caso: “La signora tal dei tali ha fatto questo; che cos’è? Un fenomeno psicologico? Un automatismo?”
Non lo so. Vi sto semplicemente dicendo che vi sono altre spiegazioni, giusto? Ve ne sono altre. Vi sono molte spiegazioni psicologiche, oltre all’idea che si tratti dello Spirito Santo. Il dono è cessato. Lo sappiamo perché lo abbiamo studiato nella Bibbia. Ora, ciò che abbiamo oggi potrebbe essere spiegato in molti modi.
Ascoltate questo. Il dottor E. Mansell Pattison, membro della Christian Association for Psychological Studies, egli stesso credente e attualmente docente presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Washington, ha affermato recentemente: “Il risultato della nostra analisi consiste nella dimostrazione dei meccanismi del tutto naturali che producono la glossolalia. Come fenomeno psicologico, la glossolalia è facile da produrre e facilmente comprensibile.
“Posso aggiungere le mie osservazioni personali, tratte dall’esperienza clinica con pazienti neurologici e psichiatrici”. Ora, ascoltate. Questo è estremamente interessante. “In alcuni tipi di disturbi cerebrali provocati da ictus, tumori al cervello e così via, il paziente rimane con delle alterazioni nei suoi schemi automatici dei circuiti fisici del linguaggio. Se studiamo questi pazienti, possiamo osservare la stessa disgregazione del linguaggio che si verifica nella glossolalia.
“Una disgregazione simile del linguaggio si verifica nei modelli di pensiero e di linguaggio schizofrenici, che strutturalmente sono identici alla glossolalia. Questi dati possono essere interpretati come una dimostrazione del fatto che si produrranno gli stessi modelli stereotipati del linguaggio ogni volta che il controllo cosciente e volontario della parola viene ostacolato, sia a causa di una lesione cerebrale, sia a causa di una psicosi, sia mediante la rinuncia passiva al controllo volontario”.
Quest’ultima frase è essenzialmente ciò che dicono alle persone quando vogliono che parlino in lingue: “Lasciatevi andare”. Rinunciate al controllo della vostra voce. Pronunciate semplicemente delle parole; lasciatele fluire. Non pensate a ciò che state dicendo. Potete parlare in quel modo a causa di un danno cerebrale, di una psicosi, della schizofrenia, oppure rinunciando volontariamente al controllo. È sorprendente. “Questo conferma la nostra precedente valutazione, secondo la quale la glossolalia è un modello stereotipato di comportamento vocale controllato inconsciamente, che si manifesta in particolari condizioni emotive”.
Quindi, la conclusione del dottor Pattison è che la glossolalia, o le lingue, può verificarsi ogni volta che il controllo cosciente e volontario esercitato dal cervello viene ostacolato, e questo può avvenire per cause psicologiche o fisiologiche. Voi dite: “Ma perché lo fanno, John? Perché sta accadendo?” Be’, penso che vi siano molte spiegazioni del perché stia accadendo. Qualcuno ha cominciato, ed è sembrato qualcosa di emozionante. Poi qualcun altro lo ha ricevuto, e da lì si è diffuso. Ma, fondamentalmente, penso che derivi da una fame spirituale.
Alle persone viene detto che questo è il modo per avere una grande esperienza spirituale. E, insomma, se non l’avete avuta, non siete ancora arrivati, e così lo fanno. E non sono state istruite correttamente. Oppure le persone cercano una forma di espressione spirituale, un modo per esprimersi. Sapete, sono venute in chiesa e per anni si sono limitate a sedersi passivamente. E non vi è stato alcun coinvolgimento, e desiderano una forma di espressione. Oppure vi è il desiderio di essere considerate sante, e le persone che fanno questo vengono considerate sante, e quindi vogliono essere considerate sante.
E vi è una reazione contro una società secolarizzata, meccanizzata, accademica, fredda e indifferente. E questo è qualcosa di soprannaturale. È qualcosa che non è accademico; non può essere spiegato in termini razionali. E vi è il bisogno di appartenere, il bisogno di essere accettati e il bisogno di sicurezza. E tutte queste cose spingono le persone dentro questi gruppi, nei quali loro sono il gruppo degli “iniziati”, sono quelli che possiedono questa esperienza, mentre gli altri non ce l’hanno. È molto appagante. È autorealizzazione: “Io sono un carismatico”. Finalmente sentite di essere qualcuno. Appartenete a un gruppo che possiede qualcosa che gli altri non hanno.
Ma le Scritture dicono che le lingue cesseranno, e sono cessate. Ma l’amore è eterno. Sapete che cosa non voglio che facciate? Io semplicemente…non voglio che dimentichiate che questo intero capitolo parla dell’amore, giusto? E tutto ciò che vi ho detto è stato soltanto per cercare di insegnarvi la Parola di Dio. Non ho alcun interesse personale da difendere. Alcuni dei miei amici fanno parte del movimento carismatico, e non voglio parlare continuamente di questo argomento con loro.
Volete sapere una cosa? Ringrazio Dio per i pentecostali e i carismatici che credono nell’autorità della Parola di Dio. Forse penso che dovrebbero studiarla un po’ di più, ma ringrazio Dio perché ci credono e la riconoscono come autorevole. E ringrazio Dio per loro, perché credono nella divinità di Gesù Cristo, credono nella sua morte sacrificale e nella sua risurrezione fisica per noi. E ringrazio Dio per questo.
E credono nella salvezza per fede, senza opere. Credono nel vangelo e credono nello Spirito Santo. E credono che si debba vivere la vita cristiana e credono nell’ubbidienza. E credono che si debba proclamare la propria fede. E ringrazio Dio per tutte queste cose. Mi dispiace che non possiamo essere d’accordo su questo punto, ma sono miei fratelli e mie sorelle in Cristo e io li amerò, perché l’amore è eterno. Questo lo so. E i doni sono soltanto per…soltanto per un breve periodo. E il loro, semplicemente, sembra essere ancora presente quando non dovrebbe esserlo. Ma comunque tutto passerà.
E sapete una cosa? Ho paura che tutti correranno a dire: “Accidenti, ho otto amici carismatici, quindi hanno bisogno di questo”, e andremo in giro a ficcare queste registrazioni giù per la gola dei carismatici. “Ascolta questo. Questo ti rimetterà a posto”. Sapete, questa sarebbe l’ultima cosa che vorrei faceste. Sapete, se conoscete qualcuno che crede nelle lingue o che ha avuto questa esperienza, sapete qual è la cosa migliore da fare? Amatelo con tutto il cuore, senza riserve. E allora comincerà a separare l’amore dalle lingue. Capite?
Le persone dicono: “Oh, da quando ho avuto questa esperienza non ho mai amato così. Non mi sono mai sentito così bene. Non ho mai provato una gioia simile”. Siate semplicemente gioiosi, amorevoli, positivi e sereni. E allora diranno: “Ehi, forse tutto questo non è collegato alle lingue”. E poi, quando verrà il giorno in cui, a motivo della vita che avete vissuto e dell’amore che avete dimostrato, verranno da voi e vi diranno: “Potreste aiutarmi a comprendere questa cosa?”, potrete dire: “Sì, certo”, e allora potrete dare loro una registrazione. Ma amateli e guadagnatevi il diritto di parlare, così che possano ascoltarvi.
Non c’è alcuna ragione di…ascoltate, sono addolorato per il fatto che vi sia una frattura nella chiesa. Questa frattura mi addolora profondamente. E non penso che serva a qualcosa riempire quella spaccatura con un mucchio delle mie registrazioni, rendendo soltanto le cose più difficili. Ciò che penso dobbiamo fare è amare quelle persone con tutto il cuore ed essere disponibili quando verrà il momento in cui ci chiederanno quale sia la verità, oppure quando si presenterà il momento giusto e potremo condividerla con amore. Perché è davvero molto importante che amiamo. Questo è l’intero messaggio del capitolo.
Ora, la settimana scorsa sono stato accusato di non essere amorevole. Ma, vedete, tutto dipende da come definite l’amore. È amorevole dire la verità? È amorevole insegnare la Parola di Dio? Vi dirò subito una cosa: amo Dio più di qualunque altra cosa e, subito dopo di Lui, amo la sua Parola. E se amo Lui e la sua Parola, allora proclamerò la sua Parola con franchezza. E dopo quello, amerò le persone. Ma la Bibbia dice di dire la verità con amore, e questa è la verità.
Ora, io non ho sempre ragione. Non siete sconvolti, vero? Non ho sempre ragione. Ma sapete una cosa? Non sono il solo a insegnarvi ciò che vi ho insegnato questa mattina. Sono fermamente convinto che questo sia ciò che insegna la Parola di Dio. Vi sono alcune cose delle quali non sono sicuro. Di questa sono sicuro. E vi sono moltissimi uomini, studiosi di gran lunga migliori di me, che sostengono la stessa posizione. Questa è la verità. E credo che la cosa più amorevole che possiamo fare sia dire la verità, perché così mettiamo le persone nella condizione di essere benedette quando vivono secondo la verità, non è vero?.
Le persone dicono…un uomo mi ha detto: “Be’, non dovresti entrare in quell’argomento. Quando c’è una questione controversa, dovresti semplicemente passarci sopra, non affrontarla”. Questa è la risposta peggiore. Come…che cosa dovremmo fare, ignorare la Parola di Dio? Pensate davvero di fare un favore a qualcuno non dicendogli la verità? Se sono nell’errore, ascoltate, prego Dio che qualcuno venga da me e mi dica: “MacArthur, ti sbagli completamente. Lascia che ti mostri perché”.
E io sarò il primo a dire: “Grazie, grazie”. Questa è la Parola di Dio, e voglio trattarla come tale. Quindi questa è la verità. Spero che sia stata detta con amore, e voglio che, uscendo da qui, la comunichiate ovunque con amore. Siate disponibili ad aiutare, ma non create ansia e amarezza là dove potete costruire un ponte d’amore. Preghiamo.
Padre, Ti ringraziamo per la nostra comunione questa mattina. Ti ringraziamo per il chiaro ministero dello Spirito di Dio, mentre prende la Parola, ce la rende comprensibile e la apre davanti a noi. Riempici d’amore, del tuo amore sparso nei nostri cuori, affinché possiamo intenerire persino il cuore del nostro nemico più ostinato, perché amiamo così profondamente. Fa’ che il nostro amore si manifesti nei fatti e non nelle parole, affinché possiamo essere veramente tuoi figli nel mondo e nella chiesa. Te lo chiediamo nel nome di Colui che ci ha amati e ha dato sé stesso. Amen.
FINE
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