Per il nostro studio di questa mattina voglio continuare e concludere quello che abbiamo iniziato la volta scorsa, lo studio del tema della spiritualità all’interno dello studio più ampio che stiamo facendo sul conto del movimento carismatico. Se siete di visita, lasciatemi dire che abbiamo fatto una pausa nello studio piuttosto allargato di 1 Corinzi e tra un paio di settimane ricominceremo il 14° capitolo di 1 Corinzi per concludere il libro, ma nel frattempo, visto che molti di voi sono così curiosi ed hanno bisogno di approfondimenti e visto che gli anziani mi hanno diretto a qeusto, abbiamo iniziato uno studio del movimento carismatico così come lo vediamo oggi nella Chiesa e nel mondo di oggi. E questo aspetto particolare del movimento carismatico, il tema della spiritualità, è l’argomento che abbiamo iniziato la settimana scorsa e che continueremo e completeremo questa mattina.
Ora vi ricorderete che la settimana scorsa abbiamo iniziato a studiare la questione della vera spiritualità, perché è un tema molto importante all’interno del movimento carismatico e dintorni. Abbiamo presentato una definizione chiara e biblica della vera spiritualità e l’abbiamo poi confrontata con quella che i carismatici hanno insegnato o insinuato che sia la loro posizione su questo tema. La volta scorsa abbiamo cercato di mostrare che i carismatici dicono o sottintendono, anche se a volte non sono disposti a dirlo, certamente lo insinuano, tramite il loro approccio esperienziale della vita cristiana, che se si ha un certo battesimo o se si parla in lingue o si ha una certa esperienza estatica, che quello ti eleva automaticamente ad un altro livello di spiritualità.
Mia moglie è cresciuta in ambienti carismatici pentecostali e questa settimana mi ha detto che è una sorta di situazione standard che le persone che hanno ricevuto l’esperienza e le persone che hanno le visioni e le persone che parlano in lingue sono considerate come cristiani di secondo livello o spirituali e gli altri sono un po’ lasciati a sè in un’altra categoria, in una base di seconda classe. Ed abbiamo visto che quando si fa dell’esperienza tutto e la ricerca dell’esperienza diventa tutto e poi si raggiunge una certa esperienza estatica o un certo battesimo o quello che sia, allora automaticamente si viene considerati come spirituali e quindi abbiamo mostrato com’è che rispetto alle Scritture, non sia così.
La Bibbia non fa mai alcun collegamento tra i doni spirituali, le visioni o le esperienze e la vera spiritualità. Quel collegamento non è biblico e la scorsa volta abbiamo visto che la vera spiritualità non è il risultato di un’esperienza, di un dono o di qualcosa del genere, ma che è il risultato di un camminare momento dopo momento nello Spirito, e questo è il vero problema. La vera spiritualità si presenta quando camminiamo nello spirito ed abbiamo dimostrato che la posizione carismatica di una spiritualità esperienziale, istantanea e spettacolare non può essere sostenuta biblicamente parlando.
Abbiamo quindi detto che la spiritualità è sinonima con il camminare nello spirito, il che include due cose, vediamo se vi ricordate, è il ricevere la Parola di Dio, ed il metterla in pratica in obbedienza e quando riceviamo la parola e la viviamo con obbedienza, a quel punto camminiamo nello spirito e quello è il vero standard biblico.
Abbiamo visto anche che la vera spiritualità non si traduce necessariamente nell’esperienza. Non si traduce in un’estasi o in una visione o in una rivelazione, o in un qualcosa di soprannaturale, ma la vera spiritualità risulta nelle grazie del cuore, perché in Galati 5:22 ci viene detto che “il frutto dello spirito è”, non doni, lingue, segni e prodigi, ma il frutto dello spirito è cosa? “Amore, gioia, pace, mansuetudine, bontà, fedeltà, umiltà ed autocontrollo”, quello è il vero frutto dello spirito, quello è il vero prodotto della vera spiritualità. I carismatici però sostengono che la vera spiritualità si basa sull’esperienza e che le questioni relative alle esperienze più grandi non sono compatibili con le Scritture e quindi dobbiamo tornare a quello che insegna la Bibbia.
Ora voglio che prendiate la vostra Bibbia mentre iniziamo questa mattina e voglio che veniate con me al Salmo 85, perché il Salmo 85 ci fornisce un testo molto utile per valutare la vera spiritualità o il vero risveglio spirituale. Questo è un test con il quale possiamo giudicare la vera spiritualità. Ora vi ricorderete che in 1 Corinzi capitolo 3, Paolo disse ai Corinzi: “Non ho potuto scrivervi come a spirituali, ma come a carnali”, in altre parole, ho dovuto trattarvi come a carnali, perchè? Perché non potevate ricevere la parola e stavate, o state vivendo in divisioni, lotte, contese e robe del genere.
In altre parole, a Corinto mancavano due cose, non ricevevano e non potevano ricevere la parola e non la stavano vivendo. L’assenza di quelle due cose implica la carnalità. Al contrario, la presenza di quelle due porta alla spiritualità, quindi la spiritualità è il ricevere la parola di Dio ed il viverla in obbedienza il che è un qualcosa di basico, fondamentale.
Questo lo vediamo nel Salmo 85. Fondamentalmente si tratta di una preghiera per il risveglio. È una preghiera affinché la vera spiritualità esista tra il popolo. È una supplica del salmista a Dio affinché Egli porti un vero risveglio spirituale ed il versetto chiave è il 5, che dice: “Sarai adirato con noi per sempre? Prolungherai la tua ira d'età in età? Non tornerai forse a darci la vita, perché il tuo popolo possa gioire in te?” In altre parole: “Dio, abbiamo ricevuto il tuo castigo. Abbiamo vissuto l’esilio, abbiamo subito tutto e, oh Dio, ora vogliamo un risveglio. Vogliamo vedere la tua mano benevola. Vogliamo che la vera spiritualità prenda il posto della disobbedienza che ha portato al castigo” e quindi si tratta di una richiesta per un vero risveglio, una richiesta di santità autentica che attanagli i cuori del popolo di Dio e tale richiesta mette in luce gli elementi fondamentali del risveglio.
I primi sette versetti costituiscono una sorta di preghiera per un vero risveglio e poi dall’8 al 13 ne vediamo gli elementi singoli. Non li studieremo tutti, ma permettetemi di mostrarvi solamente le due cose che costituiscono il vero risveglio, versetto 11: “La verità germoglia dalla terra e la giustizia guarda dal cielo”, ora lì ci sono due frasi: “La verità germoglia dalla terra e la giustizia guarda dal cielo”, ci sono due cose che accompagnano sempre il vero risveglio, la verità e la giustizia, sempre! Questi sono i temi, la verità e la rettitudine. E queste due cose sono il tema di questa parte conclusiva.
Potete vedere la menzione della giustizia al versetto 10. Potete vedere la menzione della rettitudine che si presenta davanti a Dio e che ci metterà sulla via dei suoi passi nel versetto 13. Quindi la giustizia è parte integrante della vera spiritualità o del vero risveglio. La santità e la rettitudine, segnatevi questo, ‘accompagnano sempre l’opera dello Spirito’, e questo è molto elementare.
In Ezechiele, per darvi un’illustrazione di questa cosa qui, nel 36° capitolo di Ezechiele, e ci sono molte illustrazioni di questo punto qui, ma questa potrebbe esservi utile, ma in Ezechiele 36:27, ascoltate qui: “Ed metterò il mio spirito dentro di voi”, va bene? Questa è una grande promessa di spiritualità che deve ancora avvenire, “Metterò il mio spirito dentro di voi”, ora guardate cosa succede: “e farò in modo che camminerete secondo le mie leggi, e osserverete e metterete in pratica le mie prescrizioni”, ora ascoltate qui, vedete la vera spiritualità, il risultato della vera opera dello spirito non è un’estasi, non è una certa rivelazione, non si tratta di una qualche visione nè una certa esperienza, ma è l’obbedienza della rettitudine, vedete? È il camminare nella verità di Dio, è il camminare nei suoi statuti ed è l’osservare le sue prescrizioni e metterle in pratica.
Versetto 31 dello stesso capitolo dice: “Allora vi ricorderete delle vostre vie malvagie e delle vostre azioni, che non erano buone, e avrete disgusto di voi stessi a motivo delle vostre iniquità e delle vostre abominazioni”, ora ascoltate, miei cari, la vera spiritualità si traduce sempre in rettitudine o in santità e si tratta di una cosa composta da due parti. Per un lato è la ricerca dei comandamenti di Dio e per l’altro è la ripugnanza, il disprezzo e l’odio verso il peccato. E dove c’è una vera spiritualità ci sarà sempre quella ricerca della rettitudine che porterà con sé un’ansia profonda ed un senso di convinzione nei confronti del peccato.
Ed in molti casi quello è un qualcosa che non vedo in ciò che sta succedendo al giorno d’oggi nel nome della spiritualità nel movimento carismatico. Ci sono molte risate, molto divertimento, molta felicità e molta frivolezza esteriore, ma non so se vedo quello che accompagna la vera spiritualità, ossia un senso profondo di condanna del peccato ed una ricerca della vera santità, nel desiderio di obbedire ai comandi di Dio e di camminare in essi. Questa è la vera spiritualità. Questo è il cuore della questione.
Le persone ricolme di Spirito perseguono la rettitudine con un senso ardente di condanna e di peccato, così che dove lo Spirito è all’opera c’è gioia ma anche profondo dolore. Questo è il cuore della vera spiritualità. Quando lo Spirito di Dio venne a Pentecoste, ci viene detto che “migliaia di persone furono colpite nel cuore e gridarono nella miseria della colpa. Che cosa dovremmo fare?” E non credo che alcun vero cristiano potrebbe mai vivere in questo mondo senza provare un profondo dolore per la propria angoscia, dolore e peccato e quando il fetore dell’immoralità riempie le sue narici, l’uomo ricolmo di spirito non può essere sempre felice, felice, felice.
E sapete cosa? A volte non corrisponde a quello che vedo praticato nel nome dello Spirito Santo. Come disse un autore: “non è lo Spirito divertente è lo Spirito Santo”. E temo che quando guardo, ad esempio, sul Canale 40 o dove sia, e vedo questa frivolezza e questa superficialità e questo essere felici, felici, felici ogni volta e questo continuo sorridere e tutto è così meraviglioso, che non capiscano due cose: una è il senso profondo della condanna del peccato; e due la perdizione del mondo che li circonda o altrimenti non potrebbero essere sempre così felici, felici, felici.
L’apostolo Paolo disse: “Ho una tristezza continua ed afflizione di cuore”, vedete? Quello è l’equilibrio. Certo, c’è gioia, ma la gioia è nel profondo e molto spesso ciò che si trova in superficie è il dolore per la colpa, per il peccato e la preoccupazione e credo che se stessimo assistendo ad un vero risveglio nel nostro Paese. Credo che se stessimo vedendo una vera spiritualità in questo presunto “movimento carismatico” dello spirito; se si trattasse di una vera spiritualità, ci sarebbero pianti come pianse Cristo; ci sarebbe il fluire delle lacrime causato dallo Spirito Santo ed invece di battere le mani, penso che ci staremmo battendo il petto ed i nostri lamenti riempirebbero le strade come riempirono le strade di Ninive nei giorni di Giona quando lo spirito di Dio portò un vero risveglio.
Io non vedo il vero risveglio nel, venir a Gesù e sperimentate un viaggio di piaceri. No, il vero risveglio è quello che porta l’individuo a battersi il petto, percepire profondamente il proprio peccato ed a perseguire la santità. Walter Chantry disse: “Non si può dire che tutti coloro che entrano nei ranghi carismatici lo facciano con il desiderio di conoscere Dio e di avanzare nella purezza della vita. Il “di più da Dio” – e cito – “che molti stanno cercando è la libertà dai problemi terreni. Laddove i doni stessi sono al centro dell’attenzione, si suggerisce che lo spirito curerà tutti i mali ed appianerà tutte le asperità lungo la via della vita ed in nessun luogo questo è così evidente come nell’enfasi popolare sulla guarigione.
L’impressione che il vangelo completo dà al credente medio è che Dio non vuole che il suo popolo soffra in questo mondo. Se solamente i cristiani crederebbero... gli uomini ricolmi di spirito posson guarire da tutto, le sofferenze sono dannose e indesiderabili per il cristiano e qui c’è la vita caramellata che garantisce l’estrazione di tutti i sapori amari e seppur molti parlano di offrire le loro menti a Gesù e di esplodere in esperienze varie dello spirito per trovare la felicità, abbiamo sentito troppo poco interesse sobrio per la santità”, fine citazione, ed ha ragione.
Non siamo solamente un gruppo di persone alla ricerca della felicità, non è vero? Dove c’è il vero risveglio ci sarà anche la ricerca della santità, della rettitudine. Ci sarà una profonda convinzione bruciante del peccato ed un desiderio ardente di obbedire agli statuti di Dio e questa è la parte che vedo mancare. I veri credenti non cercano la vita caramellata. Confessano con Davide nel Salmo 1 19:71, “È bene per me che io sia stato afflitto”, la spiritualità non è composta da esperienze, segni, miracoli e felicità, felicità, ma di fatto è più vicina all’opposto.
Charles Spurgeon disse: “La più grande benedizione terrena che Dio può dare a ciascuno di noi è la salute, con l’eccezione della malattia”, mi piace. “La malattia è stata spesso più utile ai santi di Dio - dice - di quanto lo sia stata la salute. Se alcuni uomini che conosco potessero esser favoriti solamente da un mese di reumatismi, per grazia di Dio li addolcirebbero meravigliosamente. Non augurerei mai a nessuno un lungo periodo di malattia e di dolore, ma un colpo di scena ogni tanto si potrebbe quasi chiedere. Una moglie malata, una tomba appena preparata, la povertà, le calunnie, l’affondamento dello spirito potrebbero insegnare lezioni che non si possono imparare così bene da nessun’altra parte. Le prove ci spingono alle realtà della religione, e le nostre afflizioni ci vengono incontro come benedizioni, anche se si accigliano come maledizioni”, fine citazione, ed ha ragione.
Vedete, dove c’è vera spiritualità, dove c’è vero risveglio, la rettitudine guarda dal cielo e Dio conduce il suo popolo lungo i passi della rettitudine, non la simpatia, l’allegria, o la frivolezza, ma la rettitudine, la santità, la vera spiritualità.
Il secondo elemento della vera spiritualità nel Salmo 85, di cui vi ho anche parlato la settimana scorsa, si trova nel versetto 11, “La verità germoglia dalla terra”, il secondo elemento di un vero risveglio è che la verità che viene e si presenta improvvisamente da per tutto! Tutto d’un tratto c’è un impegno grande e profondo verso la verità. Il secondo principio per misurare l’opera dello Spirito è la verità. Dopotutto, nella Bibbia Egli viene chiamato lo Spirito di che cosa? Della verità.
E dove c’è un vero risveglio c’è la ricezione della verità e c’è il viverla in un comportamento di rettitudine, e questo è quanto gente, e non ha nulla a che fare con i doni, i segni, le estasi, le meraviglie, le visioni e le rivelazioni varie. Quando ci fu il risveglio ai tempi di Neemia, Neemia capitolo 8 versetto 1 inizia dicendo “portate il libro” ed una volta che portarono il libro, iniziò il risveglio”, e non inizierà mai in nessun altro modo in nessun’altra epoca e non ci possono essere persone con una falsa dottrina sullo Spirito Santo che producono il giusto tipo di risposte nei suoi confronti.
Non si può avere una vera spiritualità con una teologia errata. Ci deve esser la verità qui sulla terra prima di tutto e poi la giustizia discenderà dal cielo. Questo è quello che il Salmo 85 ci sta dicendo. E la vera spiritualità sarà caratterizzata da un profondo senso di devozione verso la Parola di Dio, e da una convinzione profonda del peccato e dal desiderio di vivere in santità.
L’esposizione biblica, l’istruzione biblica sono l’opera dello Spirito. In Efesini 5:18 “siate sempre ricolmi di spirito”, Colossesi 3:16: “Che la parola di Cristo dimori abbondantemente in voi” e quelli sono due passi paralleli se li studiaste lo sapreste. L’esser ricolmi di Spirito è la stessa cosa del far si che la Parola dimori in voi riccamente, vedete? Si riceve la Parola, la si vive e quello porta alla vera spiritualità il che non ha nulla a che vedere con l’esperienza carismatica.
Quindi cos’abbiamo imparato? Permettetemi di riassumere il tutto: La settimana scorsa abbiamo detto che tutti i credenti sono spirituali dal punto di vista posizionale; abbiamo detto che non tutti i credenti ne vivono all’altezza da un punto di vista pratico, ma che Dio vuole che viviamo uno stile di vita spirituale, che è uno stile di vita che consiste nel ricevere la Parola di Dio e nell’obbedirle e che l’ultimo fine della spiritualità è l’essere come Gesù Cristo e non ha nulla a che fare con un dono o un’esperienza o un battesimo o un sentimento.
Il risultato è l’obbedienza, è il non soddisfare la concupiscenza della carne. E questo rende il cristiano umile e mite piuttosto che orgoglioso. Gli dà un senso profondo d’inadeguatezza e di miseria verso il peccato. Produce un impegno nei confronti della Parola di Dio. Equilibra la sua gioia con la convinzione del peccato e quella è la vera spiritualità, quello è quello che Dio desidera.
Sapete, ci sono così tanti “risvegli” in America, che però non si manifestano con queste caratteristiche. Ora voglio aggiungere una nota molto importante per concludere il nostro tema sulla vera spiritualità e questo è molto importante e voglio che mi ascoltiate bene perchè ho aspettato molto tempo per dirlo, molto tempo. In virtù del fatto che i carismatici hanno una posizione sbagliata sulla spiritualità, son caduti nel problema di innalzare le persone sbagliate, capite il punto?
In altre parole, quando si fanno e si sperimentano i criteri, più fantastica o eccitante è l’esperienza, più possibilità si hanno di diventare i super santi, vedete? E le persone veramente spirituali, alcune delle quali son certo facciano parte del movimento carismatico, ma le persone veramente spirituali che stanno ricevendo la parola nel modo migliore in cui viene data e nel modo migliore in cui la possono capire e che stanno cercando di vivere in obbedienza nel modo migliore possibile e le persone veramente spirituali nel resto della chiesa che ricevono la parola e la vivono, vedete loro vengono messe in secondo piano perché non hanno nulla da dire. Perché in un mondo esperienziale in cui l’esperienza è tutto, le persone che salgono in cima sono quelle che hanno la storia più bella da raccontare, non è vero? E quindi le persone sbagliate vengono innalzate.
E se hai una grande storia da raccontare, ci arriverai, sarai invitato in televisione, scriverai un libro e riceverai tutto, particolarmente se sei pure famoso in un certo senso. Se riesci ad aggiungere alla tua esperienza una certa dose di fama, sei davvero a posto e questo è davvero triste. Abbiamo creato un mucchio di celebrità cristiane. Io li chiamo “santi super star”, loro sono i modelli, i portavoce e le autorità del cristianesimo, e così è iniziato il culto delle celebrità.
Sapete, pensavo che avessimo imparato la lezione, mamma la chiesa, 15 anni fa fece la stessa cosa con i personaggi di Hollywood; prendeva tutti i personaggi di Hollywood che si dichiaravano salvi e li si presentava come ‘i grandi’, i grandi propagatori della fede cristiana e gli si dava l’opportunità di testimoniare e di cantare qui o di apparire lì e quella era la grande cosa il che era veramente tragico.
Nella nostra chiesa c’era un uomo che faceva parte di quel gruppo, che era stato pubblicizzato, che era diventato un oratore, un cristiano famoso, che aveva viaggiato dappertutto, che aveva detto di tutto e di più, aveva un sacco di credenziali e così via. La sua vita andò a rotoli, e venne qui a Grace, aveva qualcosa come 42 anni, portò con sé la sua famiglia, finì nell’oscurità, dietro le quinte, nel senso che venne qui ad imparare la Parola di Dio. Rimase con noi solamente un anno e poi morì di cancro terminale ed io ero lì in ospedale accanto a lui e mentre stava tossendo sul ciglio della morte mi disse: “John”, mi disse, “È terribile quello che mi è successo, è terribile, è una cosa tragica, hanno rovinato la mia vita sfruttando la mia testimonianza perché ero conosciuto”, vedete è una cosa tragica.
Pensavo che l’avessimo imparato, ma non è così. Sta succedendo ancora, abbiamo le persone sbagliate che vengono innalzate e messe su piedistalli per essere i portavoce del cristianesimo invece delle persone veramente spirituali. Gli speciali televisivi realizzati da personalità cristiane presentano un flusso costante di super star cristiane. Quando uno di loro viene salvato, mamma parte la fila per prenotarlo per il grande evento.
Stavo ascoltando ad un programma televisivo una sera ed il pastore disse: “vogliamo iniziare una nuova chiesa” e disse questo, cito: “Sarà una chiesa fondamentale, conquistatrice di anime, ferma sulla Bibbia e ci incontreremo a Costa Mesa e questa domenica il nostro ospite speciale sarà la star...” e lo nominò. Ed io ho pensato: “Che cos’è sta roba? Il vostro ospite d’onore la star...?” Un’altra chiesa aveva una star cristiana che si faceva pagare 5.000 dollari a sera per venire in chiesa. Ci sono molti che ricevono 5.000 dollari, e quindi visto che lo volevano, iniziarono a vendere i biglietti per il loro culto della domenica sera.
Lo sapevate che ci sono diverse agenzie pubblicitarie, che mensilmente mi contattato e ci mandano la l’elenco delle persone disponibili ed il prezzo che varia da 500 dollari a 5.000 dollari a notte per aver un cristiano famoso. L’unica cosa che mi viene in mente è 1 Timoteo 5:17, che se vuoi dare via un sacco di soldi lo sai a chi dovresti darli? Dice “Agli anziani che governano bene sono quelli degni di doppio onore. Soprattutto quelli che lavorano nella parola e nella dottrina”, vedete? Chi è che innalza Dio? È diverso da chi innalziamo noi no?
Una chiesa battista del Centr-ovest che conosco ha una hall of fame cristiana ed in quella “Hall of Fame”, nell’atrio della chiesa, ci sono le foto dei dieci cristiani migliori attuali. Quelli sono le loro Super-Star, ed è vero! E le riviste cristiane presentano star del cinema, cantanti, atleti e politici convertiti e li trasformano in celebrità a cui viene dato un pulpito in tutto il paese, ed è tutto nella norma. L’anno scorso ad una riunione di preghiera si è diffuso un elenco delle 48 star cristiane per le quali si doveva pregare.
Ma vedete, la cosa triste qui, gente è che tutta questa storia ha sostituito la fama con la spiritualità e le persone che guidano la Chiesa non dovrebbero essere quelle più famose, ma quello che camminano nello spirito ed alle quali Dio diede la responsabilità di guida. E questo è evidente, soprattutto nella musica, ci sono più persone che diventano famose, nei circoli cristiani, con la musica più che in qualsiasi altro modo e la chiesa sta spendendo una fortuna per riempire le casse di quelle persone.
Dalla mentalità da super star e di super santi sono venuti dei risultati veramente tragici, che si manifestano nei circoli carismatici ed altrove, posso veramente dirvi cinque persone o giù di lì che entrarono a far parte di questa roba qui ed uscirono direttamente dalla porta sul retro della loro fede nel disastro più occulto. Le celebrità di questo tipo finiscono per raccontare la loro esperienza, la loro conversione fantastica o il loro battesimo o fantastico, o la loro visione o quello che sia e vengono quindi propagate e spinte a promuovere questo e a promuovere quest’altro e poi presto vengono incoraggiate a scrivere libri ed avere interviste ed a presentarsi in TV, alla radio, e vengono acclamati come grandi autorità spirituali e sapete cosa dice la Bibbia in 1 Timoteo? Dice che “Se qualcuno è un novizio, non permettergli nemmeno di servire ai tavoli della chiesa”, proprio così!
Vedete, non gli stiamo facendo un favorone, è tutto sballato. Leggete 1 Timoteo 3:6 e 10 e 1 Timoteo 5:22, è tutto lì. Roger Heidelberg scrisse un articolo nell’ultimo numero di Moody Monthly di questo mese, di maggio, e se non l’avesse scritto lui l’avrei fatto io ma fu intitolato “Smettiamo di guadagnare sui convertiti”, ed ecco quello che dice. “Supponiamo che Saulo di Tarso si sia convertito nel 1977 sulla US-60 in tragitto verso Denver. La sua esperienza di conversione avrebbe potuto svilupparsi fino a diventare il più potente esponente della dottrina cristiana che la Chiesa abbia mai conosciuto?”.
“Vediamo. Non appena la notizia di una conversione così drammatica avrebbe raggiunto i fili e l’associazione dei giornalisti, dello staff della rivista ‘People’, i cameraman dei giornali teatrali e televisivi, gli autori di servizi, i produttori radiofonici sarebbero scesi a Denver in massa. Quando il fratello Saul avrebbe riacquistato la vista avrebbe visto una stanza affollata da queste persone. L’uomo della rivista “Christian Star” che avrebbe conteso per un servizio esclusivo contro il redattore associato del Times; il direttore del programma televisivo “Luce celeste” che avrebbe cercato senza ombra di dubbio di superare l’agente di “incontra la stampa” (Meet the Press).
“Nell’angolo Anania, sarebbe stato lì come agente di Saul pronto a ricevere i contratti. Prima del primo tramonto della nuova vita di Saul, egli sarebbe stato prenotato per apparire su ogni rete televisiva e radiofonica cristiana che fosse riuscita a raggiungere ed in breve tempo si sarebbe trovato prenotato con mesi o anni in anticipo come attrazione prinipale dei raduni evangelistici in tutto il cristianesimo e le crociate evangelistiche, movimenti di giovani, persino le conferenze bibliche. Gli striscioni recitano: “Il capo dei Rabbini ci racconta come si è convertito a Cristo”, ascoltate un ebreo di fama mondiale predicare Gesù”, Saulo di Tarso, fariseo convertito, predica il suo primo sermone famoso: dal Sinedrio al Salvatore”.
Lasciamo che il nostro giornale del mattino riporti la notizia del fatto che Gloria Riccioli d’Oro, star principale, televisiva e radiofonica è diventata religiosa, così come lo dissero loro, e dissero che entro una settimana lo stesso giornale annuncerà la sua quarta apparizione nell’ora del risveglio nazionale della via delle perle e la sua affiliazione Pearly Gates o la sua affiliazione con l’epoca atomica del Gospel Team, non temiamo le persone. Calciatori serie A, bande di ballerini, contrabbandieri, re del crimine, quello che sia va bene, basta che il nome sia abbastanza grande da attirare l’attenzione e, naturalmente, che la conversione sembri reale.
Per favore, non fraintendete la cosa, ogni volta che una qualsiasi celebrità del mondo dello spettacolo, della politica o dell’omicidio invoca il Signore per la salvezza con sincerità ci sentiamo come se stessimo superando gli angeli stessi. Il problema è la nostra abitudine di spingere quelle celebrità convertite nei ranghi più importanti del cristianesimo evangelistico molto prima che si sia dimostrato che siano qualificati spiritualmente. Perché il gruppo “Gloria” è stato selezionato per l’ora delle Porte Perlate in TV? Perché volevano il messaggio che era in grado di portare? O per il valore di Gloria Riccioli d’Oro, ex star, come titolo di giornale? Esposizione delle Scritture o sfruttamento della celebrità?
Poco si può dire in difesa di coloro che stanno sfruttando questi convertiti nominati per servire i propri scopi essenzialmente egoistici. Ma che dire di coloro che vengono usati? Quale sarà il risultato di tutto questo nelle loro vite? Nella frenesia del correre da un raduno evangelico all’altro, poco tempo è disponibile per permettere alla loro esperienza di conversione di mettere radici e maturare in una testimonianza arricchente e traboccante? Di conseguenza, è probabile che questi convertiti facciano del loro meglio, raccogliendo alcune frasi pie in voga, mettendole insieme in una testimonianza scorrevole, inserendoci nel mezzo la storia della loro conversione e tutto è pronto per lo spettacolo. Continuano a ripetere le loro battute fino a quando, col tempo, tutto il bagliore della conversione scompare. Senza che nulla di nuovo possa sostituirlo, e quindi diventano attori impotenti che pronunciano le parole giuste, che si posano affascinatamente e del tutto inefficacemente su coscienze poco convinte”, fine della citazione.
È triste che abbiamo iniziato ad esaltare le persone sbagliate. Sapete che se dite: “Stasera faremo uno studio biblico ed il pastore lo porterà”, non succede nulla... “Stasera avremo la super star tal dei tali...”, ed il locale si riempie di gente, non è vero? Abbiamo tutti gli standard errati. La priorità intera è mescolata e sapete che oggi siamo persino arrivati al punto in cui nel cristianesimo autentichiamo la nostra fede sulla base delle personalità che ci credono piuttosto che sull’apologetica biblica, non lo sapevate?
Difendiamo pubblicamente il cristianesimo sulla base della testimonianza di qualcuno che ci crede. Scrivono libri, danno le testimonianze, raccontano le loro esperienze ed appaiono in televisione. Quando è stata l’ultima volta che avete visto uno speciale televisivo che diceva: “Ed ora avremo il reverendo Tal dei Tali, pastore di tal chiesa che verrà a mostrarvi il perchè il cristianesimo è vero dalla Parola di Dio”, l’avete mai sentita una cosa del genere? Mai! “Ed ora ecco..”., e poi i fuochi d’artificio e le testimonianze, non è vero?
Ma vedete, non è che son contrario alla loro testimonianza. O al fatto che si siano convertiti, lodo a Dio per quello, ma il punto è che il cristianesimo non è vero perché loro ci credono. Il cristianesimo è vero perché lo dice la Bibbia e qualcuno deve insegnarlo! Non possiamo continuare ad autenticare la verità sulla base delle personalità.
Avete notato che le sette hanno iniziato a fare la stessa cosa? Ed ora anche loro hanno le loro super star che difendono il loro punto di vista negli spot pubblicitari. Si fanno pubblicità... ed è così che si vende il caffè, è così che si vende il succo d’arancia, o le automobili o qualsiasi cosa vendibile, ed è così che stiamo vendono il cristianesimo stesso. Le celebrità lo stanno vendendo.
Questo perpetua un cristianesimo incentrato sull’esperienza, “Io l’ho sperimentato. È stato davvero soddisfacente, è fantastico! Perché non lo sperimenti anche tu?” e così crei un approccio alla fede completamente esperienziale, invece di dire: ‘È vero, quindi è giusto che lo si accetti’.
L’apostolo Paolo uscì e ragionò con loro a partire dalle Scritture e dimostrò loro perché Gesù doveva soffrire e morire. E quando Gesù camminò, in Luca 24, sulla strada per Emmaus non disse loro: “Ora voglio che voi crediate a tutto questo, quindi vi darò alcune testimonianze meravigliose di alcune persone molto famose che ci hanno creduto”, cominciò da Mosè ed i profeti e gli insegnò le cose riportate nelle Scritture. Quanto è tragico quando lasciamo che sia l’esperienza a difenderci.
Recentemente ho detto ad un editore, il vicepresidente di una casa editrice qui in America, gli dissi: “Quando smetterete di difendere il cristianesimo sulla base delle testimonianze delle celebrità ed inizierete a pubblicare libri che lo difendano sulla base dell’autorità biblica?” Vedete, si continua a portare avanti quest esperienza carismatica spirituale e ci sono tutte queste persone che si ergono come se fossero i leader spirituali della chiesa, e così facendo diventano i prominenti, coloro che attirano le folle, ma il fatto è che in molti casi potrebbero anche non essere veramente spirituali.
Dobbiamo basarci sulla Parola e difendere la nostra fede con la Parola e dobbiamo ascoltare dagli insegnanti dotati, i teologi e le persone pie, perchè son loro che dovrebbero parlare. Ascoltate, la chiesa del Nuovo Testamento non aveva alcune super star, non aveva alcune celebrità, non aveva i media. Non aveva espedienti da Madison Avenue, non aveva la radio, né la televisione, ed impattarono il loro mondo strettamente sulla base di persone pie che vivevano in una società empia. E sapete cosa disse Paolo ai Corinzi? Disse: “Non molti nobili e non molti potenti”, erano persone semplici. Ma tutto il cristianesimo è entrato nel mercato e noi abbiamo comprato la borsa del mondo e vendiamo il cristianesimo proprio come si vendono le sigarette, come si vende il caffè, come si vendono i fagioli, come si vende qualsiasi cosa.
“Siamo diventati dei venditori ambulanti”, dice Paolo in 1 Corinzi. Larry King ha scritto un articolo sulla rivista New Times il 3 settembre del 1976 ed egli è un cinico non cristiano e voglio farvi sentire la sua valutazione del “cristianesimo” attuale: “Non sono un grande appassionato del movimento di Gesù, una peculiarità che apparentemente mi pone fuori dal mainstream culturale di questi tempi. Il business di Gesù non è più confinato ai boschi dei barattoli di frutta e whisky. Non si può passeggiare per Washington Square Park nel Greenwich Village senza che profeti tremanti e con gli occhi acuti ti propinino un sacco di retorica saccente su Gesù. La maggior parte di loro non ha la più pallida idea di quello che stanno dicendo. Io sono un vecchio studente biblico, cresciuto tra i battisti lavatori di piedi, e sono semplicemente sconcertato da quanto pochi dei gesuiti che mi hanno sollecitato conoscano le Sacre Scritture. Né sono informati sulla storia delle religioni, cristiane e non. Se si parla di guerre sante o si chiedono informazioni su come la versione di King James della Bibbia abbia avuto la meglio sui suoi rivali, e tutto quello che si ottiene è uno sguardo vuoto e l’assicurazione generica che Gesù ti ama. No, la mia lamentela non è contro Gesù, ma contro coloro che abusano il suo nome.
Ne ho abbastanza di allenatori di football delle scuole superiori che pregano nel suo nome per ottenere la vittoria, del club dei Lions che lo sollecitano a benedire la loro vendita annuale di scope, o di gente come John Bircher che lo supplica a tenere d’occhio i nordcoreani ed di criminali dal colletto bianco che rivendicano la loro conversione quando le porte della prigione sembrano incombere sul loro futuro. Il mio suggerimento più modesto è che forse un Gesù lavoratore, oltre che un papà supervisore, potrebbe essere meglio occupato a risolvere ingiustizie più grandi e non ha davvero bisogno delle ciance di preghiere egoistiche. Non pretendo di sapere se Gesù avrebbe voluto questo, ma personalmente penso che abbia più classe di molti dei suoi agenti”.
Sapete, quando ho letto quell’articolo la cosa mi ha fatto molto male; mi ha fatto davvero male. Che tipo di cristianesimo sta testimoniando questo ragazzo? Dov’è la santità in tutto questo? Dov’è la rettitudine? Dove sono le persone pie in queste situazioni? Tutto ciò che si vede è il cristianesimo di Madison Avenue. Tutto ciò che vide furono le nuove trovate. Vide solo la parte più bassa della cosa e non è riuscito a coglierne il punto, dov’è finito?
Vedete, abbiamo sbagliato tutto, abbiamo messo le cose sbagliate al posto sbagliato. Diciamo: “Beh, funziona”, e lo sento spesso e questo è quello che mi viene detto, sapete a volte parlo così anche con altre persone. E loro rispondono: “Ma funziona! Guarda i risultati! I risultati. La gente viene, la folla si presenta e noi predichiamo e la gente viene salvata! Non c’è niente di male qui, guarda i risultati”.
Volete sapere una cosa? I risultati non significano nulla per me in quel senso. “Cosa vuoi dire?” Ascoltatemi ok? Numeri 20:11, ora non cercatelo perché voglio parlarvi per un pochino, va bene? Numeri 20:11 dice che a Mosè fu detto da Dio di fare cosa? Di parlare alla roccia. Ve lo ricordate? Ma invece di parlare alla roccia, cosa fece? Mosè prese un bastone e la colpì. E voi potreste chiedere: “Mosè hai disobbedito!” Giusto? Assolutamente sì. E sapete cos’è successo quando colpì la roccia? Ottenne i risultati. L’acqua uscì.
Però, i risultati hanno forse giustificato la sua azione? Non da convincere Dio perché Dio non gli permise mai di entrare nella Terra Promessa; perse quell’occasione perchè disobbedì Dio, ricevette i risultati nella disobbedienza, però quello non è mai il criterio da seguire, mai. Quello che Dio vuole sono i risultati in base all’obbedienza. I risultati potrebbero anche arrivare nella disobbedienza, ma quello non cambia il fatto che la disobbedienza è pur sempre disobbedienza. Quindi diciamo: “Beh, ci sono i risultati”, ma quello non prova nulla! Cosa succederebbe se l’avessimo fatto nel modo stabilito da Dio? Non lo sappiamo perchè non lo stiamo facendo.
Ma chi sono i veri leader del cristianesimo? Chi è che ha veramente il diritto di stabilire l’andazzo della Chiesa? Vedete se prendessimo l’esperienza come standard della spiritualità, allora chiunque abbia un po’ d’esperienza sarebbe messo in primo piano, soprattutto se sarebbe famoso, e così facendo si avrebbe un cristianesimo di marca Madison Avenue. E mamma, più la tua esperienza è incredibile, più velocemente gli editori ti correranno dietro per metterla in stampa, e nel mentre, le persone fedeli e devote siedono in disparte e si accontentano di quello che possono mentre il resto si arricchiscono sulle spalle delle loro esperienze. Ora forse potrei sembrare un po’ amareggiato ma non è mia intenzione esserlo. Sto solamente parlando allo spirito del nostro tempo: Chi sono i leader? Sono i neofiti ex-quello-che-sia, le celebrità, le personalità varie o le persone pie veramente spirituali? Ora voglio che... devo dirvelo, ok? Questa è la cosa più importante che vi voglio dire, dimenticatevi di tutto quello che ho detto, ma ricordatevi di questo, ok? Andate a 2 Corinzi capitolo 10; e ve lo devo dire perchè è da tanto che volevo dirvelo e voglio che mi sentiate, va bene? Gli ultimi quattro capitoli di 2 Corinzi, 10, 11, 12 e 13, sono un’indicazione chiara dell’idea che si può diventare spirituali grazie ad una certa esperienza o che si è qualificati come leader spirituali perchè si ha ricevuto una certa esperienza. E questi capitoli affrontano veramente la cosa, ora lasciate che vi illustri la scena, ok? Questa è una sezione affascinante della Scrittura, ascoltate qui:
La città di Corinto, ovviamente Paolo fondò la chiesa e gli scrisse diverse lettere e li servì nel corso degli anni; però, nel frattempo arrivarono in città dei nuovi super apostoli. E nel capitolo 11 al versetto 5 Paolo li chiama “super apostoli”, “super apostoli”, arrivarono in città e dissero: “Ehi, ragazzi. Noi siamo la nuova razza”, capite? “Dio sta facendo una nuova opera. Sta facendo nascere un nuovo risveglio. La roba vecchia deve sparire. Questa è la nuova era”, vedete? Si presentarono con la sbobba intera e... questo era il movimento carismatico di 2 Corinzi 10.
Questi ragazzi arrivarono in città. Erano i nuovi super apostoli. Si lodavano da soli, al capitolo 10 versetto 12, Paolo dice: “Si raccomandano da soli”, capitolo 10 versetto 18, si riferisce al loro lodarsi. Arrivarono e si diedero da soli una pacca sulla spalla e dissero: “Noi siamo i nuovi profeti. Noi siamo i nuovi apostoli. Siamo i nuovi strumenti di Dio e siamo arrivati in città”, ed avevano esperienze, avevano visioni, avevano estasi varie, avevano carisma, avevano fascino, ed avevano tutte quelle cose e così arrivarono e travolsero la chiesa di Corinto, la fecero cadere e loro dissero: “Oh, ci siamo, ragazzi! Questi sono super apostoli”.
E misero in dubbio la spiritualità di Paolo. Naturalmente, se volevano prendere il sopravvento, dovevano minare il vero leader, Paolo e quindi i Corinzi volevano sapere perché Paolo pensava di essere ancora il loro leader, perché Paolo pensava che dovessero ancora ascoltarlo. Guardate al capitolo 13, versetto 3. Ecco la chiave dell’intera sezione. Al 13:3 dice: “dal momento che cercate una prova che Cristo parla in me”, ora possiamo fermarci qui, ma sta dicendo: “Voi state cercando di ottenere una certa prova che io ho il diritto di parlarvi, che sono ancora la voce di Dio, che sono ancora l’apostolo di Dio, che sono ancora il messaggero. Volete che ve lo dimostri”.
Vedete, stavano dicendo: “Oh abbiamo dei nuovi tizi che... wow, Paolo, hanno visioni, hanno delle esperienze estatiche. Hanno certe rivelazioni. Hanno fascino e carisma. Sono ligi, e sono i nuovi apostoli e loro hanno le carte in regola per quest’epoca e quindi Paolo, ci chiediamo se forse, sai, forse maiari sei un po’ fuori moda”.
E lui dice: “Quindi cercate prova che Cristo parla ancora in me? Mi volete paragonare a loro?”, e qual era il loro criterio? Guardate al capitolo 12 versetto 1, “Non è una cosa buona; tuttavia verrò alle visioni e alle rivelazioni del Signore”, sta dicendo: “Ascoltate, so cosa volete, il vostro criterio sono le visioni e le rivelazioni. Va bene, se volete ne posso parlare anch’io! Quello vi interessa? Persone super-spirituali, rivelazioni, e visioni, va bene, possiamo parlarne”.
Erano arrivati in città e raccontarono loro le loro rivelazioni, ma sapete cos’è che disse Paolo di loro nell’11:13? Disse: “Perché tali sono..”. Cosa? Non sono super apostoli. Cosa sono? Falsi apostoli, operatori d’iniquità che si tramutano in apostoli di Cristo”. Non sono quelli veri. Non stupitevi se Satana stesso si è trasformato in un angelo di luce, quindi se i suoi ministri si trasformano in ministri di giustizia non è una gran cosa.
Questi non sono veri apostoli. Sono apostoli di Satana. Si raccomandano a vicenda, si offerono, e quindi Paolo, all’11 dice, dice: all’11:5, “Stimo infatti di non essere stato in nulla inferiore a quei sommi apostoli”, non sta parlando di Giacomo, Pietro e Giovanni. Sta parlando di questi super apostoli che avevano visioni, rivelazioni ed esperienze mistiche e sta dicendo: “Guardate. Non gli sto dietro, non mi metterò in secondo piano rispetto a loro, sono dei falsi apostoli.
Come fai a saperlo? Versetto 4 “Infatti, se uno viene a predicarvi un altro Gesú,” c’è qualcosa che non va con loro! La loro dottrina non è corretta. Ora sapete cosa stavano dicendo? Stavano dicendo: “Ehi, Paolo non può - non può essere alla nostra altezza”, no, no. Guardate al 10:10. Dissero: “«Le sue lettere sono severe e forti”... o certamente scrive bene, sì, sì, roba pesante. “ma la sua presenza fisica è debole e la sua parola è cosa da nulla»”, il ragazzo è scialbo e parla male. Voglio dire scrive roba pesante, ma personalmente ha un aspetto strano e non parla chiaramente. Non è all’altezza del nostro carisma e del nostro potere espositivo, la classe, il dono em”, dicevano...
Povero vecchio Paolo. Dovrà difendersi da tutti questi supertiri, no? E sapete, oggi vedo un po’ un parallelo qui perchè ci sono così tante persone che di fatto son veramente pie che però non son riconosciute eppure c’è un mucchio di nullità li fuori che però prendono le posizioni, le grandi super star, ti stupiscono veramente.
E così Paolo dice: “Ehi, mi piacerebbe confrontarmi con questi, con queste visioni e rivelazioni, con la bellezza, il fascino ed il carisma, mi piacerebbe tanto... potrei... potrei forse parlarvi un po’ di me? Vorrei darvi le mie credenziali”. Ed eccole qui che arrivano, siete pronti? Capitolo 11, versetto 23. “Sono loro i servitori di Cristo? (parlo come uno fuori di sé), ovviamente, sarcastico qui... Ecco le mie credenziali: “lo sono piú di loro; piú di loro per le fatiche, piú di loro per le prigionie, assai piú di loro per le percosse subite. Spesso sono stato in pericolo di morte. Dai Giudei cinque volte ho ricevuto quaranta colpi meno uno; tre volte sono stato battuto con le verghe; una volta sono stato lapidato; tre volte ho fatto naufragio; ho passato un giorno e una notte negli abissi marini. Spesso in viaggio, in pericolo sui fiumi, in pericolo per i briganti, in pericolo da parte dei miei connazionali, in pericolo da parte degli stranieri, in pericolo nelle città, in pericolo nei deserti, in pericolo sul mare, in pericolo tra falsi fratelli; in fatiche e in pene; spesse volte in veglie, nella fame e nella sete, spesse volte nei digiuni, nel freddo e nella nudità. Oltre a tutto il resto, sono assillato ogni giorno dalle preoccupazioni che mi vengono da tutte le chiese”, queste sono le mie credenziali. E se volete conoscere una delle mie più grandi esperienze d’esaltazione, lasciate che ve la racconti. Il versetto 32 dice: “Fui messo in prigione da Aretas, re di Damasco, e dovettero farmi uscire dalla finestra in una cesta e così scappai”.
Quindi lasciate che vi dia una delle mie credenziali più solide. Ero un pover uomo umiliato, rannicchiato in una piccola cesta, fui calato dalla finestra, e sappai per salvarmi la vita. Roba grossa, no? Vedete, questo è proprio un tiro al bersaglio, non è vero? Paolo sta dicendo: “Avete sbagliato tutto. Avete sbagliato tutto! Il vostr’orgoglio stolto è prova sufficiente che non siete gli apostoli di Cristo. Avete sentito parlare delle gesta trionfali dei superapostoli? Lasciate che vi dica di me, son stato calato giù da una cesta quando ero in prigione e scappai correndo per salvarmi. Che razza di testimonianza sciocca è quella?
Vedete, il punto di Paolo è che non si sarebbe gloriato della sua forza, ma della sua cosa? Nella sua debolezza. Si può sempre riconoscere così un vero apostolo di Cristo perché è proprio lì che si trova. E quando qualcuno si presenta e si gloria delle sue visioni e delle sue esperienze, e delle sue rivelazioni e di tutta quella roba lì, secondo quello che dice Paolo, lo si può cancellare via. Quindi potremmo dire: “Beh, ma, l’ha detto lui!”
Guardate al versetto 1 del capitolo 12, certo che lo fece, ma amo questo, voglio che vediate questo fatto qui, dice: “Ora però lasciatemi andare alle visioni ed alle rivelazioni. Voglio dire almeno una parola su questo” e mi piace questo, dice: “Conosco un uomo in Cristo, che quattordici anni fa (se fu con il corpo non so, se fu senza il corpo non so, Dio lo sa)”, questo è incredibile, avete colto il punto? Sta dicendo: “Oh sì, tornando alle mie visioni ed alle mie rivelazioni, vediamo un po’, l’ultima che ho avuto è stata circa 14 anni fa”, 14 anni fa, Paolo? Non sei proprio un buon carismatico. Devi essere colpito dallo spirito ogni settimana, amico mio. 14 anni fa? Paolo? “Oh sì. E non mi ricordo neanche se ero nel corpo o fuori dal corpo. Non riesco a ricordarmi bene la cosa. In effetti non so neanche cosa stesse succedendo so solo che è successo”
Paolo, nessun editore lo accetterebbe mai. Devi metterla giù chiaramente, Paolo! Se sei andato in cielo e sei tornato sai come funziona no? “Credo di essere stato rapito nel terzo cielo in quel fatto lì, non so se era vero o no, può esser che stavo sognando, è passato così tanto tempo che sai, 14 anni...” ma dice: “Comunque, vorrei lasciarvi con questa cosa che probabilmente non è nenache interessante più di tanto”, ma il versetto 5 dice: “Di quel tale mi vanterò; ma di me stesso non mi vanterò se non delle mie – cosa? – delle mie debolezze” Amo questo no? Non è fantastico? Non è quello il problema. Preferirei gloriarmi delle mie infermità.
Lasciate che vi parli delle vere credenziali di un apostolo, per evitare che mi esalti oltre misura grazie all’abbondanza delle rivelazioni. “E perché io non avessi a insuperbire per l'eccellenza delle rivelazioni, mi è stata messa una spina[a] nella carne, un angelo di Satana, per schiaffeggiarmi affinché io non insuperbisca. Tre volte ho pregato il Signore perché l'allontanasse da me; ed egli mi ha detto: «La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza». Perciò molto volentieri mi vanterò piuttosto delle mie debolezze, affinché la potenza di Cristo riposi su di me. Per questo mi compiaccio in debolezze, in ingiurie, in necessità, in persecuzioni, in angustie per amor di Cristo; perché, quando sono debole – cosa? – allora sono forte”, vedete il punto?
Sapete cosa vuole Dio oggi? Sapete chi sono le vere star? Sapete chi sono le persone veramente spirituali? Le persone che lo manifestano con umiltà, capite? Lo sapevate che Zaccaria ebbe una visione per iniziare quella notte in cui ebbe quelle visioni e passarono due anni prima che la voce di Dio gli parlasse di nuovo?
E lo sapevate che ci sono molti profeti nell’Antico Testamento che sentirono la voce di Dio una sola volta in tutta la loro vita e quello fu solo quando ricevettero le loro profezie e mai più. Questo non è mai stato lo standard di vita di Dio. Paolo dice: “La mia vita è debole, miserabile, disperata ed umile e sono stato in miseria dal momento in cui sono venuto a Cristo fino a quando mi è stata tagliata la testa. Ero nella miseria e nell’infelicità, nell’umiltà e nella mitezza, ed è in quello che Dio si è innalzato”. Ora quella è la vera spiritualità, e noi l’abbiamo rovinata.
In Luca, capitolo 5, il nostro Signore sta parlando a Pietro e nel versetto 8 dice che Simon Pietro lo vide, cadde a terra davanti a lui e disse: “Allontanati da me, perché sono un peccatore, oh Signore”. Ed il versetto 11 dice: “Abbandonarono tutto e – cosa? – lo seguirono”. Sapete che tipo di persone vuole il Signore? Persone che dicano: “Allontanati da me perché sono un peccatore”, non è vero?
Allora lì, il Signore dice: “Ehi tu. Questo è il tipo di persona che posso usare”, venne da Isaia, chiamò Isaia ed Isaia disse: “Oh sono un uomo dalle labbra impure. Non vuoi me, fidati!”, ed è sempre stato così con i servitori scelti da Dio. Non ebbero mai una visione elevata del loro status. Non si diedero mai un prezzo, si vedevano bassamente, come impotenti, peccatori, deboli ed umili. Walter Chantry disse: “Nel nostro desiderio biblico di risveglio dobbiamo rifiutare di cercare qualsiasi esperienza che proponga d’eliminare la nostra debolezza naturale. Dio non ha bisogno dei vostri talenti, della vostra saggezza, della vostra santità e della vostra forza, ma piuttosto di voi, nella vostra debolezza, che avete disperatamente bisogno della potenza del suo spirito nelle vostre fatiche. Non è necessario che siate meravigliosamente trasformati da una seconda opera di grazia per essere degli strumenti adeguati per lo Spirito di Dio. Il Signore si diletta ad innalzare la sua potenza di grazia usando strumenti deboli”. La vera spiritualità, il ricevere la Parola, vivere in santità, manifestare umiltà, ascoltatemi, nella chiesa cristiana facciamo un po’ di chiarezza, ok?
La gente dirà: “Oh, da quando ho ricevuto quest’esperienza son felice e felicissimo... Sono arrivato spiritualmente parlando”, lasciate che vi mostri una cosa e concluderò con questo. Matteo capitolo 5, per darvi la parola direttamente dalla bocca di Gesù, Matteo 5. “E vedendo le folle”, versetto 1, “salí sul monte[a] e si mise a sedere. I suoi discepoli si accostarono a lui, 2 ed egli, aperta la bocca, insegnava loro dicendo”, la vedete la parola “beati” qui? Queste sono le famose “Beatitudini”, conoscete un’altra parola sinonimo di beato? Felice.
Volete vedere chi sono i felici? Felici sono i – cosa? – poveri in spirito. Versetto 4 “felici sono quelli che son afflitti”, versetto 5 “felici sono i mansueti, felici son coloro che son affamati ed assetati di giustizia, felici sono i misericordiosi, felici sono i puri di cuore, felici sono coloro che si adoperano per la pace, felici sono coloro che sono – cosa? – perseguitati per motivo di giustizia. Felici voi sarete quando gli uomini vi insulteranno e vi perseguiteranno e mentendo, diranno contro div oi ogni sorta di male per causa mia. Rallegratevi e giubilate, perché il vostro premio è grande nei cieli; poiché cosí hanno perseguitato i profeti che sono stati prima di voi”.
Chi sono le persone veramente felici? Ve lo dico io chi sono. Sono le persone umili. Chi sono le persone umili? Sono le persone sante. Chi sono le persone sante? Sono quelle che ascoltano ed obbediscono alla Parola di Dio ed, in sintesi, sono le persone spirituali. E sia detto, miei cari, che c’è uno standard di vera spiritualità e sono così addolorato nel mio cuore che quando accettiamo uno standard contraffatto diventiamo poveri perché perdiamo quello vero.
Miei cari non ricercate una qualche esperienza. Non cercate visioni o rivelazioni o cose del genere, perseguite la santità e quella sarà sufficiente; perseguite la santità, l’umiltà e Dio vi innalzerà al di là della vostra immaginazione.
Preghiamo. Padre nostro, ti ringraziamo per la comunione di questa mattina, per averci parlato precisamente e direttamente e ti preghiamo Padre ciò che era dall’uomo e che ricorderemo nei nostri cuori ciò che era da Te e quindi ti chiediamo di benedire la Parola nei nostri cuori. Nel nome di Gesù. Amen.
FINE
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