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Padre nostro, ti ringraziamo davvero per questa mattina e per l’opportunità di un altro giorno da usare per la tua gloria, per portare frutto affinché tu possa essere lodato. Ti ringraziamo per coloro che sono venuti qui questa mattina, desiderosi di conoscere meglio la verità, di comprendere meglio i fondamenti dell’esperienza cristiana.

E ti preghiamo, Padre, di ricompensarli con un tempo gioioso, di renderli felici e benedetti grazie al fatto che sono venuti affinché possano andare e portare frutto. Ti ringraziamo per averci chiamato a far parte del corpo di Cristo per servirci gli uni gli altri, per servirti e per raggiungere il mondo con la novella che ha cambiato le nostre vite. Fa si che il nostro studio di questa mattina ci aiuti ad essere più preparati per farlo meglio, preghiamo nel nome di Cristo. Amen.

Bene, stiamo parlando del come operare nel corpo, questa è la sessione numero tre, se volete prendere il foglietto e seguire da lì, ‘Come operare nel corpo di Cristo’. Ora c’è un versetto molto importante nella Bibbia da cui potremmo partire: 1 Corinzi capitolo 12 versetto 13, “Infatti noi tutti siamo stati battezzati in un unico Spirito per formare un unico corpo” - il momento in cui hai ricevuto Gesù Cristo come Salvatore, sei stato inserito nel corpo di Cristo – “Giudei, Greci, schiavi e liberi; e tutti siamo stati abbeverati di un solo Spirito”.

Quando sei diventato un cristiano, sei stato inserito... e questo è il significato del battesimo dello Spirito Santo. Sei stato battezzato o inserito nel corpo di Cristo. Quel ‘battesimo’ è l’immergere, o l’inserire. Siamo stati immessi nel corpo di Cristo. Siamo diventati membri del corpo di Cristo. Questo è sinonimo con il concetto della chiesa, siamo diventati membti della chiesa di Cristo; è possibile che in quel momento non eravamo ancora membri di una chiesa locale, che non facevamo ancora parte, ufficialmente parlando, di una chiesa locale, ma il momento della nostra salvezza siamo diventati membri della chiesa del corpo di Cristo, e questo è uno dei termini usati per definire la chiesa.

La Bibbia usa diversi termini per indicare la Chiesa. Ci chiama ‘gregge’ dove Cristo è il Pastore; ci chiama i tralci e Lui è la vite; ci chiama sudditi di un regno dove Lui è il Re; ci chiama figli di una famiglia dove Lui è il Padre. Ci sono molte metafore per la Chiesa. Ma una di queste, e forse la più unica di tutte è il concetto del corpo, cioè siamo membri del corpo di Cristo. Ora, quando siamo entrati a far parte della famiglia, siamo entrati a far parte di quel corpo. E 1 Corinzi 12:14 dice, “Infatti il corpo non si compone di un membro solo, ma di molte membra”, quindi facciamo tutti parte del corpo di Cristo.

Ora, questo avviene al momento della nostra salvezza. Quindi il primo punto è quello di capire la nostra salvezza; è molto importante comprendere cosa è avvenuto quando siamo stati salvati. Forse un modo semplice per avvicinarci a questo concetto è quello di andare ad Efesini e di leggere insieme il capitolo 2; capitolo 2 versetto 11 dice: “Perciò, ricordatevi che un tempo voi eravate stranieri di nascita”.

Ora, questo è diretto specificamente a quei cristiani che erano gentili. Il versetto 12 dice: “che in quel tempo eravate senza Cristo, esclusi dalla cittadinanza d’Israele ed estranei ai patti della promessa, senza speranza e senza Dio nel mondo”, ora quella è l’immagine di un non credente: senza Cristo, senza Dio, senza speranza, senza promessa, vuoti.

Ma il versetto 13 dice: “ora, in Cristo Gesú, voi che allora eravate lontani siete stati avvicinati mediante il sangue di Cristo”, un tempo eravate lontani da Dio, senza Dio, senza Cristo, senza speranza, senza promessa. Ma in Cristo siete stati avvicinati, “Lui, infatti, è la nostra pace; lui che dei due popoli ne ha fatto uno solo ed ha abbattuto il muro di separazione tra di noi”.

È come se tu e Dio foste ribelli e Cristo avesse preso la mano di Dio e la tua e le avrebbe unite. E spesso, sapete, qualcuno che è amato reciprocamente da entrame le persone può riuscire a fare una cosa del genere. A volte c’è una madre ed un padre che si sono allontanati, ed il figlio che è amato da entrambi può essere il catalizzatore per farli tornare insieme.

C’è una bella storia che venne dalla Seconda Guerra Mondiale. Dove i francesi ed i tedeschi stavano combattendo. I tedeschi presero il sopravvento di una fattoria ed i francesi la stavano cercando di conquistare, e quindi si sparavano a vicenda, e tutto d’un tratto uno dei soldati gridò: ‘Non sparate!’ perché c’era un bambino che stava gattonando sul campo; un bambino che in qualche modo era uscito dalla fattoria. E, naturalmente, i tedeschi lo videro ed ebbero la stessa reazione. Il risultato interessante della storia fu che tutti gli spari cessarono e un qualche giornalista, quando scrisse un articolo interessante relativo a quell’incidente, disse che un bambino aveva portato la pace.

In un certo senso, è proprio quello che è successo con Gesù Cristo. È venuto nel mondo per portare pace tra coloro che erano nemici, Dio e gli uomini. Ed il motivo che ci ha reso nemici di Dio, è perchè Lui è santo e noi siamo peccatori, e quello ci ha allontanato da Lui; ma Cristo venne ed unì i due gruppi, Egli è la nostra pace. E la metafora qui presente è che Egli distrusse il muro che ci separava, e ovviamente non sta parlando solamente della relazione che esiste tra noi e Dio, ma anche dell’animosità presente tra ebrei e i gentili.

Ora, più avanti, dice al versetto 16 che lo fece “per riconciliarli tutti e due con Dio in un corpo unico mediante la croce”, quindi sia i giudei che i gentili sono stati riuniti fisicamente parlando, e nella chiesa entrambi sono anche riuniti a Dio, e tutto questo fu possibile grazie alla croce. La croce è la cosa, l’atto che ha tolto il peccato ed il peccato era il muro di separazione, era la barriera tra noi e Dio. E quindi grazie alla croce e grazie alla fede in Cristo, la barriera è rimossa, ed in un solo corpo siamo stati portati a Dio.

La chiesa è una sola. Che siamo battisti, presbiteriani, episcopali, o qualsiasi denominazione, se amiamo il Signore Gesù Cristo e siamo nati di nuovo, siamo uno nel corpo di Cristo. In 1 Corinzi 6:17 si legge: “Ma chi si unisce al Signore è uno spirito solo con lui” quindi tutti coloro che sono uniti a Cristo sono uno in Lui.

Ora, nel capitolo 4 di Efesini, il versetto 17 ci racconta un po’ della nostra vita prima di diventare cristiani, dice: “Questo dunque io dico e attesto nel Signore: non camminate più come camminano i pagani”, com’è che camminano i pagani? Come si comportano coloro che non sono salvati? “Nella vanità dei loro pensieri, con l’intelligenza ottenebrata, estranei alla vita di Dio, a motivo dell’ignoranza che è in loro, a motivo dell’indurimento del loro cuore” non sentono più niente; in altre parole, la loro coscienza non li controlla più. La loro coscienza è stata cauterizzata, hanno disobbedito così a lungo che non ha più alcun effetto.

Quindi questa è l’immagine della persona priva di salvezza. Cammina come i pagani nella vanità della sua mente, è guidato dai suoi pensieri; la sua intelligenza è ottenebrata, non può conoscere la verità; è estraneo alla vita di Dio, spiritualmente morto; il suo cuore è cieco; non sente niente nei confronti di Dio, ecc... si abbandona a cose malvagie, ad una vita selvaggia, all’impurità, all’avidità e a tutto il resto... “Ma voi non è così che avete imparato Cristo”, dice.

Quando ricevete Cristo iniziate a vivere una vita completamente nuova. E tutto cessa d’esistere nella novità di vita in Cristo, quindi c’è una trasformazione incredibile. Un altro passo di Efesini che dovremmo considerare si trova al capitolo 2. Efesini 2:1 dice, “Dio ha vivificato anche voi, voi che eravate morti nelle vostre colpe e nei vostri peccati”, prima di diventare cristiani eravamo morti, non fisicamente parlando, ma spiritualmente. E quando parliamo di morte spirituale ci riferiamo all’incapacità di rispondere a Dio.

Mi ricordo che un giorno, ero seduto nel mio ufficio, un ragazzino venne di corsa e mi disse: ‘Per favore, vieni giù, mia madre ha bisogno d’aiuto, la mia sorellina è morta!’ Ed eravamo qui su Roscoe Boulevard, qualcosa come una mezza dozzina di case in fondo alla strada e quindi mi affrettai, andai alla casa ed entrai. Li c’era un bebè, un bebè bellissimo che sembrava avere qualcosa come quattro mesi, ed era lì sdraiato sul letto, blu come non mai, completamente freddo, morto. E la madre era lì che pinageva e singhiozzava e lacrimava, e non c’era alcuna spiegazione, per quanto ne sapesse, sul come fosse morta.

Ma lei era li che la baciava, e la stringeva forte, ma non c’era nulla che potesse fare per farla rivivere, perché la morte fisica è l’incapacità di reagire. E mi è servita come una buona illustrazione perché probabilmente il più forte di tutti gli affetti in termini umani è l’affetto di una madre verso un figlio o una figlia, quello è un po’ l’affetto per eccellenza, il legame più forte che ci sia, quella relazione che una madre ha con quella vita che è uscita dal suo stesso grembo. Ma tutto l’amore che aveva e tutta quell’energia che stava trasmettendo era completamene ignorata, perché la morte è l’incapacità di rispondere, non importa quale sia lo stimolo, non può rispondere.

La morte spirituale è la stessa cosa, è l’incapacità di rispondere a Dio; è il vedere Dio fare cose, il vedere Dio muoversi, ma esserne totalmente indifferenti, completa apatia all’opera di Dio, quella è la morte spirituale, l’incapacità di rispondere a Dio. Ed è proprio questo che Paolo sta dicendo qui. Prima di essere cristiani eravate morti nei vostri peccati e nelle vostre trasgressioni. La vostra vita era caratterizzata dalla carne, dai desideri della carne e dai desideri della mente ottenebrata, come dice il versetto 3.

Camminavate secondo l’andazzo di questo mondo, quello che il mondo diceva facevate. Seguivate il principe della potenza dell’aria, Satana, ed eravate totalmente esclusi da Dio, come se foste fisicamente morti, non potevate ricevere alcuno stimolo fisico, lo stesso era per la morte spirituale, non potevate ricevere alcuno stimolo di alcuna realtà spirituale.

Ma tutto quello è cambiato. Il capitolo 2 di Efesini dice al versetto 4: “Ma Dio, che è ricco in misericordia, per il grande amore con cui ci ha amati”, e naturalmente, il cambiamento intero è iniziato con Dio, è stato grazie al Suo amore e la Sua misericordia, ma dice: “anche quando eravamo morti nei peccati, ci ha – cosa? – vivificati” di che cos’è che un morto ha più bisogno? Della vita! Ed è proprio quello che Dio offre.

E cosa intende dire con ‘vita’? Intende semplicemente dire che ha acceso la nostra sensibilità spirituale e siamo diventati consapevoli di Dio. Abbiamo iniziato a percepire Dio. Abbiamo iniziato a camminare alla Sua presenza. La Scrittura ha iniziato ad avere significato; la preghiera ha iniziato ad aver significato ed una dimensione completamente nuova d’esistenza ci è stata aperta, e tutto questo perché siamo nati spiritualmente, ovvero, siamo stati aperti alla possibilità di percepire Dio.

Quindi la vostra salvezza non è altro che un risveglio al regno della presenza di Dio. Quando siete stati salvati siete tornati in vita. Ora, parte di quella nuova vita include l’incorporazione nel corpo di Cristo, un concetto molto importante. Quindi la nostra salvezza è stata una grande trasformazione. Appartenevamo al mondo, eravamo insensibili a Dio.

E all’improvviso, grazie alla trasformazione della salvezza, siamo stati inseriti nel corpo di Cristo. Siamo stati salvati dalla morte alla vita. Ed abbiamo iniziato a percepire Dio, a sentirlo, a conoscerlo, a camminare nella vita eterna - e, per inciso, la vita eterna non è un periodo di tempo; la vita eterna è un tipo di vita - ovvero quella nuova vita che viene a noi in Cristo. E quindi ora sappiamo cos’è la nostra salvezza e cosa fece.

In secondo luogo, vorrei che guardassimo un po’ all’idea di comprendere la vostra posizione. Ora che fai parte del corpo di Cristo, ora che sei un cristiano, che cosa significa? Ascoltatemi bene. Significa che siamo in Cristo nel vero senso della parola. La vostra posizione per iniziare “(a)” è che siete in Cristo. Ora, lo dico nel senso più realistico possibile del termine. Quando Dio ti guarda, ti vede, per così dire, incorporato in Cristo. Sei un po’ come una sorta d’embrione, come un feto nel grembo, sei come un bambino non ancora nato.

Tutto di te è in Cristo, ed è per questo che Dio può imputare la sua giustizia su di te perché ti vede in Cristo. Ecco perché Dio può perdonare i tuoi peccati perché ti vede in Cristo. Ecco perché Romani 8 dice che siamo coeredi perché tutto ciò che è di Cristo è anche tuo perché sei in Cristo. Quindi, quando sei diventato un cristiano, sei stato ricreato per esser identificato unicamente con la persona di Gesù Cristo, è un concetto straordinario! In 2 Timoteo 1:9 si legge: “Che ci ha salvati - Dio che ci ha salvati – ci ha chiamati e ci ha rivolto una santa chiamata, non a motivo delle nostre opere, ma secondo il suo proposito e la grazia che ci è stata fatta in Cristo Gesú fin dall’eternità, ma che è stata ora manifestata con l’apparizione del Salvatore nostro Cristo Gesù”. Dio ti aveva già in Cristo fin dall’eternità; già allora ti vedeva così, ma fin dall’apparizione di Cristo è stato tutto manifestato.

In Efesini capitolo 1, credo sia il versetto 6, dice questo: “Dio ci ha predestinati - versetto 5 – nel suo amore a essere adottati per mezzo di Gesú Cristo come suoi figli, secondo il disegno benevolo della sua volontà, a lode della gloria della sua grazia – ascoltate qui - che ci ha concessa/tramite la quale ci ha accettato – e come? Com’è che Dio ci ha accettato? Com’è che Dio cel’ha concessa? nel suo amato Figlio”. L’unico modo in cui Dio può accettarti è in Cristo. E quando diventi un cristiano e ricevi Cristo, diventi, letteralmente parlando, in Cristo. Letteralmente parlando ti muovi in Lui, e la sua persona ti protegge in modo che Dio ti veda in Cristo.

Efesini 1:17 è davvero una preghiera che ha lo scopo di farci compnredere tutto questo, dice: “io prego che il Dio del nostro Signore Gesú Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione perché possiate conoscerlo pienamente; egli illumini gli occhi del vostro cuore, affinché sappiate a quale speranza vi ha chiamati, qual è la ricchezza della gloria della sua eredità che vi riserva tra i santi, e qual è verso di noi, che crediamo, l’immensità della sua potenza. Questa potente efficacia della sua forza egli l’ha mostrata in Cristo, quando lo risuscitò dai morti e lo fece sedere alla propria destra nel cielo”.

Ora, quello che sta dicendo è: ‘Prego che comprendiate cosa significa essere in Cristo’, è ereditare tutto ciò che è Suo, ‘delle ricchezze e della gloria’, è di ereditare tutta la sua - versetto 19, ‘la sua potenza, dell’immensità della sua potenza che l’ha risuscitato dai morti”. Ora, ogni possedimento di Cristo ed ogni potenza di Cristo diventa nostra perché siamo in Cristo, è un concetto straordinario! E, naturalmente, questo è il motivo per cui diciamo che un credente, per un motivo, non può perdere la sua salvezza. Perché sarebbe come se Cristo perdesse la sua salvezza; Lui è Dio, voi siete in Cristo ed in questo c’è una certa sicurezza, vedete? La vostra identificazione è in Lui.

In Ecclesiaste c’è un versetto interessante. Di fatto ce ne sono molti, ma uno in particolare su questo argomento, Ecclesiaste 3:14. Vi sto dicendo questo perché voglio che comprendiate quanto siete completi in Cristo: “Io ho riconosciuto che tutto quel che Dio fa è per sempre”, questo è un buon principio. Se Dio fa qualcosa, è per sempre: “niente c’è da aggiungervi, niente da togliervi; e che Dio fa cosí perché gli uomini lo temano”.

Ora quando Dio fa qualcosa, non c’è nulla che si può aggiungere e nulla che si può togliere. E questo vale per qualsiasi cosa, e vale anche per la vostra salvezza. Se Dio ti ha salvato, è tutto lì, è totalmente completa, non siete salvati a metà, o tre quarti, oppure salvati fino a un certo punto e dovete aggiungerci qualcosa qui e li, è tutto lì se siete salvati, Dio l’ha fatto e non possiamo aggiungerci o toglierci nulla. Il momento che hai creduto sei diventato un cristiano completo.

Sapete, quando un bambino viene al mondo non nasce come un girino. Non è che arriva e poi all’improvviso, a tre mesi, ping, gli spunta il braccio destro, e poi dopo un po’ a sei mesi, gli spunta una gamba, e poi ad un certo punto c’è un rospetto, no. I bambini vengono al mondo - fin da quando sono piccolissimi hanno già tutte le parti, giusto? Hanno tutte le parti, devono solamente crescere, tutto lì.

Quando diventi un cristiano non sei un girino spirituale con una codina che poi nel mentre cresci ti spuntano le altre parti, sei un cristiano completo. L’unica questione è il processo di crescita, capite cosa intendo dire? È solamente una questione di sviluppare quello che già siamo, perché siamo completi in Lui. Colossesi 2:10 dice: “Perché in Lui siete completi”; 2 Pietro 1:3 dice che abbiamo tutto ciò che riguarda la vita e la pietà. Non ci manca assolutamente nulla, non ci sono ingredienti che non abbiamo, non ci manca nulla, siamo bambini completamente formati in Cristo.

Ora, dobbiamo crescre e dobbiamo maturare affinchè ogni parte possa operare alla capacità massima, ma non ci manca nulla, siamo totalmente completi. Questo è un concetto molto, molto importante. Ora, visto che siamo in Cristo, Dio ci vede in adempimento di tutti i Suoi requisiti. Cristo è venuto ed ha adempiuto la legge intera, e visto che siamo in Cristo, agli occhi di Dio anche noi abbiamo obbedito alla legge.

Ora, per darvi un’idea di come funziona, c’è un foglio bianco che vi ho dato che si chiama ‘Praticare la vostra posizione’, vorrei mostrarvi qualcosa di molto importante e poi potrete prenderlo e studiarlo. E questo si trova anche nel libro ‘La Chiesa: il Corpo di Cristo’, quindi, se avete il libro, lo potrete trovare anche lì. Noterete che sul lato sinistro della colonna ci sono tutte le cose che siete in Cristo, sono tutte lì.

Spiritualmente vivi a Dio, siete morti al peccato, siete perdonati - quanto perdonati? - Ci ha perdonato tutti i debiti. Siamo giusti, siamo figli di Dio, siamo proprietà di Dio, eredi di Dio, benedetti con tutte le benedizioni spirituali nei cieli; cittadini celesti, siamo servi di Dio.

Abbiamo una nuova vita, siamo liberi dalla legge, crocifissi al mondo, siamo una luce per il mondo, vittoriosi su Satana, purificati, santi, senza colpa, liberi, siamo in Cristo, e siamo sicuri in Cristo, abbiamo pace, siamo uno, siamo nella grazia, in comunione, siamo gioiosi, siamo pervasi e guidati dallo Spirito.

Siamo dotati dallo Spirito, siamo abilitati al servizio ed abbiamo amore. Ora, questo è piuttosto esaltante non è vero? Questa è la realtà di chi siete veramente! Agli occhi di Dio questa è la vostra posizione. Ora, l’altra colonna invece, ci dice come vivere in luce alla nostra posizione, quella è la nostra pratica. Visto che siete spiritualmente vivi per Dio, vivete quel tipo di vita. Visto che siete morti al peccato, non dategli spazio. Vedete? Chi siete, posizionalmente davanti a Dio, il modo in cui Dio vi vede, può essere diverso dal come vi comportate.

Mi ricordo quando ero un ragazzino, c’era un altro ragazzino del quartiere che mi influenzato negativamente, sapete, mi aveva fatto credere che fumare sigari fosse una cosa bella e quindi ho iniziato a fumare e pensavo, ‘Oh ragazzi, questa è la vera vita!’ Che affare! Poi decise di insegnarmi come rubare dal negozio di alimentari, io ero davvero un bravo ragazzo mi ero solo impantanato in brutte compagnie... Si, certo... Ma comunque, finimmo con il rubare qualcosa da Sears.

E nel mentre stavamo per uscire il detective del negozio ci ha beccati e ci ha portato in prigione, la prigione della città, e chiamarono mio padre che stava giocando a golf con alcuni diaconi della chiesa. E poverino, non sapeva cosa stesse succedendo... Comunque, venne in prigione, e pensò che si trattasse di un errore. Si presentò con i diaconi dicendo: ‘ah, non può essere mio figlio’, venne e mi trovò lì, seduto nella cella... Mi portò via.

E, sapete, mi ricordo quando andammo in chiesa... e mio padre era un predicatore, quindi tutti mi conoscevano e la voce si sparse velocemente a riguardo del fatto che ero in prigione, e quello non fece molto bene all’immagine della mia famiglia. Ma comunque, la gente mi diceva: ‘Oh, come hai potuto? Non sai chi è tuo padre?’ Mia madre diceva: ‘Non ti rendi conto... non ti rendi conto di come hai disonorato la nostra famiglia?’ E la gente diceva: ‘Come hai potuto, figlio di un pastore, fare una cosa del genere?’

Beh, vedete, il punto è che non stavo vivendo all’altezza della mia posizione, giusto? A causa di chi ero, c’era un certo livello richiesto che io non stavo rispettando. E questo è vero da un punto di vista spirituale. Guardate alla colonna di sinistra, quella è la realtà di chi siete, ne state vivendo all’altezza? Beh, è quello che dovreste fare! Ora, le Scritture ci danno entrambe le posizioni. Ci sono molte Scritture sulla nostra posizione e molte sulla nostra esperienza, o sulla nostra pratica, e dobbiamo avere entrambe le cose, è necessario che siamo coerenti.

Ho un amico che... beh, è appena stato venduto ai Washington Redskins. Prima di quello giocava a football per i Miami Dolphins, si chiama Marvin Fleming, tempo fa giocava qui a Los Angeles, alla High School Centennial; e giocò per un cinque/sei anni sotto la guida di Vince Lombardi con i Green Bay Packers. E diceva sempre che la cosa sorprendente degli anni in cui Lombardi era allenatore... è quelli erano gli anni in cui vincerono tutti i campionati... ma era così perchè la gente giocava al di là delle proprie capacità.

C’era un qualcosa che l’indossare un’uniforme dei Packer che ti spingeva a fare di più di quello che potevi. C’era qualcosa di così dignitoso nel far parte dei Green Bay Packer che ti portava a comportarti all’altezza di quel nome che aveva una certa reputazione. Un tempo, era la stessa cosa nelle annate degli Yankees di New York: dove si diceva che il solo fatto d’indossare l’uniforme degli Yankees ti rendeva un giocatore completamente diverso. E credo che, in un certo senso, questa sia la stessa cosa per i cristiani. C’è una certa posizione che abbiamo, come cristiani, che dobbiamo rispettare. E la tragedia è che spesso la nostra pratica non combacia con la nostra posizione.

E lo Spirito Santo ci dice: ‘Cosa stai facendo? Come fai a comportarti così? Non sai chi sei? Non sai chi è tuo Padre?’ Quindi la vostra pratica deve combaciare con la vostra posizione, e la vostra posizione è perfetta. Siete in Cristo e la vostra posizione vi assicura per l’eternità. Ho appena terminato il manoscritto di un libro, “Le chiavi della crescita spirituale”, e nella prima sezione tracciamo una distinzione chiara sul fatto che la tua crescita spirituale non ha nulla a che fare con la tua posizione. La tua posizione è già perfetta. La crescita spirituale avviene nella pratica, in modo che corrisponda alla posizione. Quindi questa è una cosa molto importante.

Bene, allora, capire la vostra posizione. La vostra posizione, innanzitutto, è in Cristo. In secondo luogo, visto che siete in Cristo, fate anche parte del corpo di Cristo, la Chiesa. Avete una posizione molto importante, una posizione molto importante. E vorrei darvi un’illustrazione tramite questa presentazione: naturalmente, al centro della chiesa c’è Cristo, lo Spirito di Cristo. Cristo governa la chiesa tramite gli evangelisti ed i pastori insegnanti.

E questo è a riguardo dell’organizzazione della chiesa. Lo Spirito di Cristo governa tramite gli evangelisti ed i pastori insegnanti, il cui ministero è quello di equipaggiare i santi. I santi sono quindi preparati dalle guide della chiesa per svolgere il ministero, quando i santi servono, il corpo di Cristo è edificato, o stabilito ed il risultato di tutto quello è che gli eletti vengono aggiunti alla chiesa, le persone vengono salvate.

Questa è un semplice sguardo alla struttura della Chiesa. Il cuore o il capo della chiesa è Cristo, lo Spirito di Cristo. Tramite gli evangelisti, i pastori insegnanti o gli anziani della chiesa, i santi sono preparati; una volta che i santi sono equipaggiati, iniziano a svolgere il loro ministero. Una volta che iniziano a servire, il corpo è edificato e, quando il corpo è edificato, altri eletti si aggiungono, le persone vengono salvate. Questa è la struttura della chiesa.

A questo punto, come nuovo cristiano, sei proprio qui, sei un santo. Ed il tuo compito è quello di essere preparato, di sottoporti all’insegnamento - come abbiamo detto ieri, e allo studio della Parola di Dio, di equipaggiarti in modo da poter servire. Perché quando servi, il corpo sarà edificato e altre persone saranno salvate. Questo è un semplice sguardo all’organizzazione della chiesa. Il nostro ruolo è quindi quello di sottometterci all’insegnamento e alla guida.

Ora, permettetemi di fare un passo avanti e di mostrarvi com’è che il corpo di Cristo funziona con un altro piccolo schema che abbiamo qui presente. Ora, lasciamo che questo rappresenti il corpo di Cristo. E ovviamente ognuno nel corpo di Cristo ha un posto, e tutti rappresentano le parti diverse del corpo di Cristo, i diversi individui. Questa è quella che chiamiamo unità. Siamo tutti uno in Cristo. Tutti fanno parte del corpo di Cristo. Facciamo tutti parte del Suo corpo.

Ma all’interno di quel corpo stesso... e adesso arriviamo ad un concetto che voglio farvi osservare un po’ più da vicino. E penso che probabilmente lo abbiate già nella vostra lista; ma mi sto riferendo al concetto dei doni. Anche se siamo tutti uno, ci sono diversità di doni all’interno dello stesso corpo. E come potete vedere dal piccolo diagramma, l’idea è che ognuno di noi ha un certo posto da occupare nel corpo di Cristo per poter servire, vedete le frecce che vanno avanti e indietro? Siamo tutti in grado di servirci a vicenda grazie ai doni spirituali che abbiamo.

Quando alcuni di noi non lo fanno, quando non studiano la Parola di Dio e non riconosciamo le nostre responsabilità nei confronti del resto dei cristiani nel corpo, e cessiamo di servire, il corpo di Cristo si paralizza. E la testimonianza di Cristo nel mondo è di conseguenza ostacolata perché il mondo non ne ha un’immagine reale del corpo di Cristo. Quindi, dove c’è unità nel corpo di Cristo c’è anche diversità, perché ci sono doni diversi e c’è anche, in terzo luogo, mutualità, o la condivisione di quegli stessi doni. Questo vi dà solo un’idea di come funziona il corpo di Cristo.

Lasciatemi parlare di questo per un minuto. Tutti noi abbiamo dei doni spirituali. Quando siete stati salvati, lo Spirito di Dio vi ha depositato alcune capacità. E come avrete notato sul foglio che avete, ci dovrebbe essere un foglio più grande di colore giallo che dovrebbe presentare i principi del funzionamento dei doni spirituali insieme ad un foglietto bianco che li definisce. Quindi teneteli pure con voi perché voglio che prendiate confidenza con il funzionamento dei doni spirituali e le loro caratteristiche, in modo che possiate determinare con più facilità quali siano i vostri.

Ora nessuno è in chiesa solamente per starsene seduto ad assorbire tutto, siamo qui per maturare così che i santi possono continuare a servire. Vi ricordate quella parte piccolina del diagramma? Affinché possiamo ministrare gli uni agli altri. La parola ‘ministrare’ significa servire. Ci serviamo a vicenda adoperando i nostri doni, ora, i doni sono molteplici, basta scorrere l’elenco.

C’è il dono della profezia, dell’insegnamento, della fede, della saggezza, della conoscenza, del discernimento degli spiriti, della misericordia, dell’esortazione, della donazione, del governo, del servizio, dei miracoli, delle guarigioni, delle lingue, e della loro interpretazione; gli ultimi quattro erano dei segni temporanei, doni impartiti alla Chiesa primitiva – e al giorno d’oggi se ne parla ancora, e anche quei doni furono dati per il ministero reciproco dei santi, ed è molto importante accettare il ministero che ci è stato dato da Dio.

Ora, noi crediamo che ogni credente abbia certi doni. 1 Corinzi capitolo 12 descrive questo concetto, dice questo: “Ora vi è diversità di doni, ma vi è un medesimo Spirito. Vi è diversità di ministeri, ma non v’è che un medesimo Signore.  Vi è varietà di operazioni, ma non vi è che un medesimo Dio, il quale opera tutte le cose in tutti”.

Ora quello che sta dicendo prima di tutto è che ci sono doni diversi. Ora, io potrei avere il dono dell’insegnamento, il dono della predicazione, e voi potreste avere il dono del dare, il dono della fede, il dono di misericordia, il dono di assistenza, o potete anche avere il dono d’insegnamento, quindi ci sono vari doni, e sicuramente quello è il nostro caso.

Ora, un dono è un... ascoltate bene... è un canale dato da Dio tramite il quale lo Spirito Santo può operare. Non è un’abilità umana. Non possiamo dire: ‘il mio dono è suonare il pianoforte’, no, quello non è un dono spirituale, quello è un talento. Oppure: ‘Il mio dono è scrivere, so scrivere’. No, quello non è il tuo dono, è un’abilità, un talento, ma non è un canale spirituale attraverso il quale lo Spirito Santo opera.

Potresti usare la tua capacità di scrivere per esprimere il tuo dono. Potresti, per esempio, avere il dono di assistenza e potresti usare la tua capacità di scrivere per scrivere delle lettere d’incoraggiamento, lettere gentili che aiutino le persone nei momenti di difficoltà; o forse il tuo dono è quello dell’esortazione e quindi potresti scrivere delle lettere a quel fine. O forse hai il dono dell’insegnamento e potresti scrivere libri. Ma non possiamo confondere le capacità fisiche o mentali, i talenti, con i doni, sono cose diverse. È chiaro? Se non lo è, potete fare domande tra poco.

Ma tutti abbiamo dei doni spirituali. Ora, non si tratta solamente di doni diversi, così come li ha ogni credente, secondo quello che dice il versetto 11, “ma tutte queste cose le opera quell’unico e medesimo Spirito, distribuendo i doni a ciascuno in particolare come vuole”, lo Spirito determina chi li riceve, non si possono cercare, non si possono guadagnare o non si possono desiderare e ricevere di conseguenza, Dio li impartisce nel suo piano. E li mette a disposizione nel modo in cui desidera per l’edificazione della Sua chiesa. Ma non si tratta solamente di doni diversi; il versetto 5 dice che ci sono anche diversità di ministeri. Ci sono modi diversi di amministrare i doni.

Per esempio, nella nostra chiesa abbiamo molte persone con il dono dell’insegnamento, molti. Ma non tutti insegnano da questo pulpito, perché ci sono modi diversi in cui lo stesso dono può essere amministrato. Usando Brad come esempio, Brad sembra avere il dono dell’insegnamento. Credo che sia lui che noi siamo convinti che cel abbia, ma il modo in cui amministra il suo dono è con una piccola classe di persone. Anche io ho il dono dell’insegnamento, ma il modo in cui lo Spirito ha scelto di amministrare il mio dono è con un gruppo più grande di persone, quindi è possibile avere lo stesso dono ma usarlo in modi diversi.

Quindi non dovete pensare che, se avete il dono che ha qualcun altro, allora dovete per forza di cose servire nella stessa capacità, no! Ci sono tante amministrazioni quanti doni, e probabilmente anche di più. Ci sono anche diversità di operazioni. Ma tutti nel corpo di Cristo hanno un dono, ed io sarei persino convinto nel mio cuore, dal mio studio delle Scritture, che ogni membro del corpo di Cristo, probabilmente, ha più di un dono, anche se non posso essere dogmatico perché è possibile che ci sia qualcuno, da qualche parte che ne abbia uno solo.

Ma mi sembra che la norma sia di fatto la pluralità di doni. Ed il dono che viene usato in modo dominante è quello che è più necessario in una situazione determinata. Ma abbiamo tutti dei doni spirituali, che sono capacità tramite le quali lo Spirito Santo può servire il suo corpo. Il mio dono non è per me, è per voi. Il mio dono d’insegnare non serve me stesso, serve a voi; e di conseguenza i vostri doni servono me; vedete? È uno scambio, quindi questo è molto importanti.

Ora, oltre ai doni spirituali e al riconoscimento della nostra posizione nella quale dobbiamo operare nel corpo di Cristo... dobbiamo conoscere il nostro dono e dobbiamo usarlo... inoltre a quello, c’è anche l’area della comunione fraterna. È molto importante capire che dobbiamo essere in comunione. Ora, quando parliamo di comunione non sempre tutti pensano alla stessa cosa, quindi permettetemi di dire un po’ cosa intendo dire. Non dobbiamo solamente servirci a vicenda con i doni spirituali, non solo dobbiamo condividere i nostri doni, ma tramite la comunione fraterna, dobbiamo interessarci e prenderci cura l’un l’altro.

Per esempio, il Nuovo Testamento dice: ‘Confessate le vostre colpe gli uni agli altri’, potreste anche leggere il Nuovo Testamento intero per trovare tutti i “gli uni agli altri”, edificatevi gli uni gli altri; rimproverate chi pecca; esortatevi gli uni gli altri; ripristinatevi gli uni gli altri. Amatevi gli uni gli altri. Pregare gli uni per gli altri. Edificatevi gli uni gli altri. Tutti ‘gli uni gli altri’ si riferiscono alle responsabilità di ogni cristiano nei confronti dei fratelli e delle sorelle in Cristo. Quindi non solo dobbiamo usare i nostri doni, ma dobbiamo anche esprimere una comunione reciproca... molto importante.

Quindi, quando siete diventati cristiani, siete entrati a far parte del corpo di Cristo. Siete in Cristo, posizionalmente parlando, siete perfetti e tutto è sicuro, ma la vostra vita pratica deve essere in armonia con quella realtà. Quando siete diventati cristiani, non siete solamente entrati in Cristo, ma siete anche venuti a far parte del corpo di Cristo. E come membri di un corpo dovete operare insieme. Un corpo che non collabora è spastico ed è un corpo disonorato, lo guardiamo e ne proviamo compassione.

Un corpo che collabora invece è una cosa bellissima. Quando vediamo un atleta, tutto coordinato, abile... diciamo: ‘Non è una cosa straordinaria vedere il modo in cui il suo corpo opera?’ E siamo entusiasti di vedere qualcuno così coordinato. Ebbene, quello vale anche nel regno spirituale. La nostra testimonianza nel mondo dipende dal tipo di presentazione che abbiamo del corpo di Cristo.

Un corpo funzionante che coopera, in cui il piede e la mano fanno le cose che dovrebbero fare e non stanno lì a dire: ‘Ah vorrei essere il naso’, e così via... quello è il problema di 1 Corinzi 12. Quindi, dove c’è cooperazione, ci sarà una testimonianza ed un ministero efficace.

E poi, oltre ai doni che ci permettono di operare nel corpo, siamo responsabili gli uni degli altri di assicurarci di vivere il tipo di vita che dovremmo vivere. Vogliamo edificarci l’un l’altro, pregare l’uno per l’altro, consigliarci l’un l’altro, rimproverarci l’un l’altro se necessario, confessare le nostre colpe l’uno all’altro, eccetera, eccetera, eccetera. Queste sono le responsabilità del credente nel corpo.

Ora, la chiave, l’ultima cosetta sul foglio che vi ho dato, la chiave di tutto, credo sia l’amore. Dove c’è amore nel corpo di Cristo, tutti questi ministeri funzionano, ed aggiungerei che l’amore esiste solamente dove c’è l’umiltà. L’amore esiste solamente dove c’è una vera umiltà; ed abbiamo davvero bisogno di avere un senso di umiltà, che è presente, credo, solamente quando conosciamo Dio, quando conosciamo Cristo. E quando vediamo quanto sono gloriosi, solo allora capiremo quanto siamo bassi e quello è l’inizio della vera umiltà. E quando siamo umili siamo in grado di servirci l’uno con l’altro...

Ora, so che abbiamo cercato di coprire un argomento molto, molto ampio l’idea del come dovremmo funzionare nel corpo è un qualcosa di molto difficile da coprire completamente. Ma spero che questo vi sia stato d’aiuto. Permettetemi di fare un passo avanti e di condividere questa riflessione. Nella vita della Chiesa è importante che tutti abbiamo un ministero, che tutti noi utilizziamo i nostri doni ed accogliamo le responsabilità della comunione fraterna. A volte quel ministero si svolgerà all’interno dell’organizzazione della chiesa locale, altre volte sarà al di fuori.

In altre parole, alcuni di voi possono insegnare uno studio biblico che è uno studio biblico indipendente, dove un gruppo di persone si riuniscono a casa una sera e lì avete lo studio. Altri invece possono insegnare una classe della chiesa; in ogni caso, se questo è il vostro dono, dovete svolgerlo. Alcuni di voi potrebbero aiutare in qualche ministero ufficiale della chiesa, come servire con i convalescenti e aiutare in quel ministero. Oppure potreste semplicemente aiutare alcuni cristiani che conoscete, in altri ministeri senza una grande struttura. In ogni caso, quello che voglio dire è che il vostro servizio può svolgersi all’interno della struttura della chiesa o al di fuori, in base alla guida dello Spirito di Dio.

Ma è importante riconoscere che la chiesa ha dei bisogni e che lo Spirito di Dio la porta a sviluppare certi ministeri e certi modelli di servizio, ed abbiamo bisogno dell’aiuto delle persone che compongono quell’assemblea. E quindi dovete esser disponibili, forse qui e li sentirete di un corso di formazione per coloro che vogliono servire con i bambini, o un corso di formazione per coloro che vorrebbero lavorare con i giovani, o un corso di formazione per qualcuno che vorrebbero servire con gli ammalati, se hai il dono di misericordia o il dono di servizio; o se vuoi aiutare con l’amministrazione di qualcosa e fare qualche progetto se ha il dono dell’amministrazione, o quello che sia.

Qui e lì sentirete parlare di opportunità e se lo Spirito di Dio vi parla al cuore e vi sfida ad impegnarvi, è importante che lo facciate. Ma può essere all’interno della struttura della chiesa o all’esterno. Penso che sia anche buono che vi offriate all’assemblea locale, qualunque essa sia, potreste dire: ‘Sai, penso di avere questo dono e se riconosci una qualche maniera che lo Spirito mi possa usare in questo ministero o in qualche altro, voglio che tu sappia che io sono a disposizione’, ci sono un sacco di persone che lo fanno di continuo. Vengono e ci dicono: ‘Ho certi doni e certi talenti, potete usarmi? E se potete, sarei più che felice di servire’.

Gran parte del ministero della Chiesa di Grace si svolge tramite i laici. Anzi, la maggior parte di esso si svolge con laici. L’altro giorno stavamo parlando di un ministero di visita, e stavamo parlando di un certo approccio dove una chiesa ha assunto un gruppo intero di persone per andare a fare le visite. Avendo persino fino a 25 persone a tempo pieno solo per andare in giro a visitare le persone. Ovviamente non ci dovrebbe essere il bisogno di farlo se accettassimo il fatto che il visitare fa solo parte della pura religione, come dice Giacomo, e quindi dovremmo andare e condividere la nostra vita con le persone di cui ci prendiamo cura e che amiamo.

Preferiamo che siano i laici a svolgere i ministeri che Dio gli ha dato, piuttosto che assumere un sacco di professionisti per farlo, ed è per questo che non lo facciamo, ma è importante esser sempre a disposizione della chiesa locale, per svolgere il ministero e servire all’interno della chiesa nel modo migliore possibile, ok? Questa è una breve introduzione sul come operare nel corpo di Cristo. Potrei aggiungere un’altra nota a piè di pagina dicendo: assicuratevi di pregare per le vostre guide. Molto, molto importante.

FINE

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