Nel servizio della mattina stiamo continuando una serie intitolata: “Dio: È Lui? Chi è? E com’è?” Questa è solo una piccola pausa dal nostro studio di 1 Corinzi, e poi durante la Domenica sera lo stiamo confrontando con una serie su “Satana: È lui? Chi è? E com’è?” Questa mattina, ovviamente, riprenderemo il tema “Dio: È lui? Chi è? E com’è?”. Tenete la vostra Bibbia a portata di mano, perché man mano che proseguiamo guarderemo ad alcuni passi nella Scrittura. Un libro molto utile sulla natura di Dio è quello di A. W. Tozer, intitolato “La conoscenza del Santo,” e tra le tante cose che dice in quel libro, una che credo abbia molto significato è questa, cito: “La storia dell’umanità mostrerà probabilmente che nessun popolo si è mai elevato al di sopra della sua religione, e la storia spirituale dell’uomo dimostrerà positivamente che nessuna religione è mai stata più grande della sua idea di Dio. L’adorazione è pura o bassa in relazione alla misura della comprensione di Dio da parte dell’adoratore. Per questo motivo, la questione più grave che la Chiesa deve affrontare è sempre a riguardo di Dio, e il fatto più significativo di ogni uomo non è quello che egli possa dire o fare in un qualsiasi momento, ma la sua concezione di Dio nel profondo del suo cuore”, fine della citazione. Sta dicendo che la cosa più importante che una persona possa avere, è la sua comprensione di Dio, ed il messaggio più importante che la Chiesa ha da offrire è la conoscenza di Dio, ed io credo che abbia ragione.
Il motivo per cui vogliamo diffondere una giusta comprensione di Dio è duplice. Primo, perché ci sono persone che non credono in Dio. Sono atei filosofici o pratici. O credono che Dio non esista o si comportano come tale. Per questo motivo desideriamo propagare la verità del vero Dio, affinché tutti sappiano che c’è un Dio e che sappiano chi sia. In secondo luogo, predichiamo Dio e dichiariamo Dio non solo perché ci sono persone che non credono in Dio, ma perchè ci sono persone che credono erroneamente, hanno idee sbagliate sul suo conto, e questo è anche vero nel cristianesimo. Sono sconcertato da ciò che alcuni cristiani pensano che Dio sia. Potremmo dire che credere a delle cose sbagliate sul conto di Dio è idolatria. Quando pensiamo all’idolatria, pensiamo a qualcuno in una capanna di fango con una piccola statuetta alla quale inchinarsi su di un tavolo, o qualcosa di simile. Oppure potremmo pensare ad un tempio pagano, un qualcosa di molto elaborato e decorato, con persone che bruciano incenso. Ma l’idolatria è molto più ampia. L’idolatria è semplicemente il pensare qualcosa a riguardo di Dio che non è vero. È postulare qualcosa sul conto di Dio che non è corretto. Nella sua fase più completa, è la creazione stessa di un dio. Al livello secondario è il tramutare il Dio vero in un qualcosa che non è veramente, e nel terzo livello, di cui anche i Cristiani ne sono colpevoli, è il pensare a Dio con pensieri incorretti.
Il Salmo 50:21 dice: “e tu hai pensato che io fossi come te”. Dio sta dicendo: «tu pensavi che fossi come te!», ed è proprio questo che gli uomini hanno fatto, per la maggior parte, nell’idolatria, hanno trasformato Dio a loro immagine e somiglianza, o secondo l’immaginazione della loro mente. L’essenza dell’idolatria consiste nell’avere pensieri su Dio che non sono degni di Dio, e può presentarsi in molte forme. Quindi, noi dichiariamo Dio, non solo perché ci sono persone che non ci credono, sia nella filosofia che nella pratica, ma ci sono anche persone che hanno un concetto errato di Dio e quindi dobbiamo proclamare le cose giuste, è molto importante. Ora, il primo punto che abbiamo visto la volta scorsa era la prima domanda: “Esiste? Dio esiste?” Abbiamo affermato che la ragione, la rivelazione e l’esperienza confermano l’esistenza di Dio.
In secondo luogo, abbiamo chiesto: “Chi è?” Abbiamo scoperto che Dio è uno spirito, è una persona, ha una personalità nel senso che non è una cellula energetica fluttuante, è una persona. È un unico Dio, con tre persone in quell’unico Dio. Quindi, è uno spirito, una persona, ed è tre in uno. Poi siamo arrivati, all’introduzione del terzo punto: “Com’è?” Questa persona esistente, spirituale, che è tre in uno, a che cosa assomiglia? Beh, l’unico modo per sapere a che assomiglia, è scoprire come si è rivelato, tramite questo libro, e cataloghiamo la rivelazione di Dio in cose che chiamiamo attributi. Gli attributi di Dio sono le definizioni del Suo carattere che Egli stesso ci ha rivelato nelle Scritture. Ora, permettetemi di fare una premessa sullo studio dei suoi attributi - ne abbiamo introdotto uno la volta scorsa Stamattina e oggi ne tratteremo un altro paio, e ci focalizzeremo solamente su quelli base. Prima di tutto per iniziare, lasciatemi dire questo, Dio è incomprensibile, quindi sappiamo che qualsiasi cosa cerchiamo di conoscere sul conto di Dio, la conosciamo solamente limitatamente. Stiamo solo guardando alla punta dell’iceberg, e c’è così tanto di più su Dio che non è neanche possibile parlarne. Non possiamo arrivarci, è ben al di là di noi stessi. A titolo di esempio, basti pensare a questo: Dio è infinito. Non c’è fine a Dio, e quindi una semplice discussione di mezz’ora su una qualsiasi cosa non può rendere giustizia all’essenza della persona di Dio.
Dio è incomprensibile. E penso che questo sia il motivo per cui poniamo la domanda “Com’è Dio?” piuttosto che “Che cos’è Dio?” Perché dire: “Che cos’è Dio?” significa proporre una domanda che è molto difficile da rispondere, ma se diciamo: “Com’è? O a che assomiglia,” sappiamo che visto che ci sono alcune cose che già conosciamo, possiamo riconoscere che lui è come alcune di queste cose. Il problema però è che quando cerchiamo di rendere Dio troppo simile a noi si sono problemi. Consideriamo l’amore umano e quando l’amore di Dio non si comporta come quello umano, diciamo che Dio non ama. Ma questo tipo di ragionamento fa dell’amore umano il progetto assoluto ed infinito dell’amore, e tutto d’un tratto, Dio non è all’altezza, e non funziona così. Dio assomiglia ad alcune cose. Ed è per questo che la Bibbia parla della sua somiglianza o del suo aspetto, quando Ezechiele dice: “Era - per così dire - in aspetto o somiglianza di un uomo,” in altre parole, ‘è più o meno così.’
E visto che Dio è incomprensibile, possiamo parlare di Dio solamente in termini negativi. E con questo non intendo dire che siamo negativi nei confronti di Dio, intendo semplicemente dire che per definire Dio dobbiamo dire a che cosa non assomiglia. Per esempio, quando diciamo che Dio è santo, intendiamo dire che cosa? – che non ha peccato. Ma dobbiamo pensarla in questo modo perché non potremmo mai concepire il concetto di santità assoluta. L’unica cosa che abbiamo sperimentato è il peccato. Quindi la santità, per noi, è il non peccare. Capite cosa intendo dire? Non potremmo dire: “Dio è illimitato”, senza capire che ciò significa che Dio non ha limiti, perché comprendiamo bene cosa siano i limiti, e quindi diciamo semplicemente che non ne ha. Quindi dobbiamo aggiungere un aspetto negativo a tutto, perché viviamo in un mondo di limiti, un mondo di confinamenti, un mondo che è così opposto a Dio che dobbiamo dire che Dio assomiglia... ma allo stesso tempo non assomiglia ad una cosa qualsiasi che comprendiamo. Ora, se non siete sufficientemente confusi, non preoccupatevi.
Qualcuno mi ha chiesto, quando ho iniziato questa breve serie, come pausa momentanea al nostro studio di 1 Corinzi, qualcuno mi ha chiesto se avessi trattato tutti gli attributi di Dio? E io gli risposi di no, perchè non li conosco tutti. E mi rispose: «Beh, non ce ne sono 11, o 13, o?», ed io gli dissi, «No, io credo che Dio sia un essere infinito e che abbia probabilmente un numero infinito di attributi». Non sono convinto che gli attributi che conosco di Dio siano tutti quelli che ci sono da conoscere. Vi rendete conto, per esempio, tanto per darvi un’idea, che un attributo di Dio è un qualsiasi cosa di vero che si possa affermare sul carattere di Dio? un attributo di Dio è un qualsiasi cosa di vero che si possa affermare sul carattere di Dio. Ora, non immaginerei mai di conoscere tutto ciò che è vero di Dio. Se Dio è infinito, c’è un’infinità di verità su di Lui, c’è un’infinità di attributi, e non credo sia possibile che io riesca mai a comprendere tale infinità e ovviamente non mi è richiesto, ho solo la responsabilità di conoscerne alcuni.
Bene, vediamo alcuni di questi attributi. L’ultima volta abbiamo trattato solo il primo che è immutabile. Avete notato che è al negativo? Quando pensiamo al fatto che Dio è sempre lo stesso, diciamo che significa che non cambia mai, e dobbiamo parlare in negativo, perché possiamo solo comprendere il cambiamento, e quindi diciamo che Dio non è come noi perchè non cambia. Malachia 3:6: “Io sono il Signore, io non cambio”. Giacomo 1:17, “presso il quale non c’è variazione né ombra di mutamento”. Abbiamo visto come questo sia tremendamente confortante, porta sicurezza ed è un grande rifugio per il Cristiano, però allo stesso tempo, per il non credente, questa dottrina è una dottrina spaventosa, una dottrina di giudizio, una dottrina d’ira immutabile sul peccato.
Ora, esaminiamo adesso il secondo attributo ed iniziamo con il secondo studio. Il secondo attributo di Dio che voglio che consideriate - e che in realtà ci stiamo solo occupando dei suoi attributi assoluti, quelli che sono caratteristici della sua natura; la prossima settimana ci occuperemo di quelli che si relazionano a noi stessi, come la grazia, la misericordia e l’amore. Ma il secondo attributo è che Dio è ovunque in ogni momento. I teologi la chiamano ‘onnipresenza’. Dio, in ogni momento, è. E voglio che vi teniate stretto il cappello, perché questo può rischiare di farvi perdere la testa se non state attenti. Alcuni di questi pensieri sono talmente al di là delle nostre capacità che dovrete sforzarvi un pochino. Dio, in ogni momento, è ovunque. Dio è infinito, Dio non ha fine. Il suo essere riempie tutto l’infinito, wow. È sbalorditivo! Geremia 23:24 dice: “Non riempio forse il cielo e la terra, dice il Signore?” 1 Re 8:27, “Ma è proprio vero che Dio abiterà sulla terra? Ecco, i cieli ed i cieli dei cieli non ti possono contenere – poi Salomone dice - quanto meno questa casa che io ho costruita!” Visto che Dio è prima di tutte le cose, eternamente prima e dopo tutte le cose, eternamente dopo, si trova anche dentro ogni cosa ed è anche senza ogni cosa, è ovunque, non ha limiti, Dio è infinito. Non si può trovare la fine di Dio, non c’è fine. Non ha limiti.
Ed è interessante il fatto che storicamente si sia cercato di confinare Dio; anche molti Ebrei, che non erano molto informati, o che per lo meno erano ignoranti per scelta personale, hanno cercato di rendere Dio un essere confinato. E molti ebrei pensavano che Dio, abitasse di fatto nel tempio, pensavano che vivesse lì. Pensavano che fosse un po’ come i falsi dèi, ed è per questo che Salomone disse in 1 Re 8:27 che Egli non dimora in questa casa. Questa temporaneamente può esser la sede della Sua maestà sulla terra, il simbolo della Sua presenza, ma non dimora li nella Sua essenza. Gente, rcordatevi questo, il simbolo della presenza di Dio non è mai la prigione della sua essenza.
Anche gli Ebrei, storicamente parlando, sono stati accusati di adorare il dio d’Israele, che non era altro che il dio delle montagne. Ed i Siriani credevano di avere il dio della valle. Quindi gli ebrei avevano il dio delle montagne, ed i Siriani il dio delle valli. I Siriani facevano le loro cose religiose nelle valli, mentre gli ebrei lo facevano sulle montagne, ed infatti, i Siriani dicevano che gli Ebrei pensavano che Dio era nei monti oppure sopra i monti, e quindi andavano in cima ai monti ad offrire saprifici per poterGli esser più vicino nel caso fosse sul monte. E di fatto se guardate alla storia ebraica, è vero che tante delle loro pratica prendevano luogo sulle montagne, non è vero? L’Oreb, il Sinai, o il monte Gerizim, o Gerusalemme, che di fatto è un monte. I profeti salivano sui monti, Gesù, anche Gesù saliva sui monti a pregare, Gesù andò sul Monte degli Ulivi, e quindi la conclusione di alcuni critici è che Israele adorava il dio dei monti - e non il dio delle valli, che era un dio diverso. Ebbene, non è vero. Nell’Antico Testamento li troviamo adorare Dio nelle valli tanto quanto li troviamo sui monti.
Altri invece pensavano che Dio vivesse in cielo e che fosse confinato lì, e credo che questo sia... sia che ci crediamo veramente oppure no, penso che questo sia un po’ quello che pensano i Cristiani, cioè che Dio sia più o meno lassù. E quando pensiamo a Dio, ci viene in mente un posto tutto comodo, con un grande trono luminoso, e una sorta di cosa nebbiosa seduta lì, e noi c’immaginiamo Dio da qualche parte in un palazzo celeste... ma Lui è ovunque. Gli ebrei più saggi lo sapevano bene e gli uomini più saggi lo sanno bene. Dio è ovunque. Ora, questo non crea qualche problema? Sì, e voglio rispondere a questi problemi.
Primo, la gente dice: «Beh, se è ovunque, allora è impuro perché è contaminato dalle cose impure che lo toccano. Se Dio è nel mondo, allora è toccato dall’impurità del mondo». In risposta a questo, io direi che Dio è in ogni luogo ed in ogni cosa; si trova nel cuore del peccatore con ispezione e condanna. Si trova all’inferno, presente con i suoi atti di giudizio, perché è Lui che è in grado di distruggere sia l’anima che il corpo all’inferno. In altre parole la sua essenza è ovunque, ma non si mescola mai con nessuna impurità. Se volete un’illustrazione: Dio è come i raggi del sole. Il raggio di sole può anche cadere su di un mucchio di letame, ma quel letame non depositerà mai la sua corruzione sul raggio di sole. È così anche per Dio. Dio è l’essenza di ciò che è, non è mescolato con nulla e nulla lo contamina. Egli è il suo stesso antidoto contro il male. Illustrazione: Gesù è venuto nel mondo, ha camminato nel il mondo e, quando finì, fu detto sul suo conto che in Lui non ci fu alcun peccato. Era tra gli uomini, eppure rimase totalmente immacolato. E Dio è come Gesù, come il raggio di sole, può toccare qualsiasi cosa senza esserne contaminato. Dio è il suo stesso antidoto contro il male.
Ora, altre persone dicono: «Beh, un’altra domanda sull’onnipresenza di Dio: è che se Dio è sempre ovunque, allora com’è che la Bibbia dice che è vicino a qualcuno o lontano da qualcunaltro?», e di fatto è vero, per esempio in Isaia 55:6 si legge che Dio è vicino agli empi, però anche altrove, parlando d’Israele, sempre nell’Antico Testamento dice che è lontano da loro. Come può esser vicino e lontano? Beh, bisogna pensare a Dio in luce a due termini: essenza e relazione. Dio è ovunque nella sua essenza, ma è specialmente in certi luoghi da un punto di vista relazionale. In altre parole, la presenza di Dio è lì, essenzialmente, nella sua essenza. Ma relazionalmente, è presente solo nei pii, e questo si può illustrare con semplicità. Per esempio, questa mattina siamo tutti qui presenti; io sono qui, e la mia essenza pervade questo luogo. La mia voce rimbalza sulle pareti. La mia presenza sta in un certo senso dominando la situazione e siamo tutti qui presenti. Io sono qui nella mia essenza, questa mattina avete una rappresentazione di John MacArthur.
Da un punto di vista relazionale però, sono legato veramente solamente a tre o quattro persone sedute qui in prima fila: mia moglie i miei figli, ovviamente al resto della mia famiglia, e anche alcuni di voi che sono parenti o amici stretti della nostra famiglia. Relazionalmente parlando sono un qualcosa per alcuni; essenzialmente, sono qualcos’altro per tutto il resto del gruppo. Dio è essenzialmente ovunque; relazionalmente, dimora nel cuore dei suoi figli. E non è forse vero che il Nuovo Testamento ci dice proprio questo? Non scopriamo forse che quando diventiamo Cristiani, Cristo viene in noi? Efesini 3 non dice forse che Dio “ci riempie della sua pienezza”? Efesini 5, che lo Spirito ci riempie con la sua pienezza”? “Cristo in voi”, Colossesi, “la speranza della gloria”? Quando Dio viene a dimorare in noi relazionalmente, non è come quando è in noi nella sua essenza. Ma credetemi, gente, Egli doveva già essere presente nella Sua essenza prima di poter essere presente relazionalmente, perché doveva compiere l’opera di convinzione e di salvezza. Quindi Dio è ovunque, ovunque, e sempre. Non deve andare da nessuna parte, è ovunque.
E tu potresti chiedere: «Bè, ma allora che cosa significa Genesi 11 quando dice che ‘scese dal cielo per controllare la città?’” Oh, sta semplicemente parlando dal punto di vista della città e sta dicendo che Dio gli ha prestato una certa attenzione. Dio non deve andare da nessuna parte, è ovunque, è ovunque, essenzialmente parlando, ed è nella vita dei suoi figli relazionalmente parlando. Un’altra riflessione: nell’Antico Testamento viene detto, che Dio abitava tra le ali dei cherubini sull’arca dell’alleanza, o che abitava nel tempio, o cose così, ma che cosa significa? Significa semplicemente, come nel caso di Salomone, che c’erano dei luoghi in cui Dio stabiliva, simbolicamente, il trono della sua maestà. Cioè, per rappresentare il Dio maestoso, ha stabilito il tempio.
Oggi il trono di Dio è rappresentato dalla chiesa, dalla vita dei credenti. Nel Regno, il trono di Dio sarà rappresentato dal trono di Gerusalemme, dove regna Cristo. In cielo, sarà rappresentato dal trono raffigurato nell’Apocalisse 4 e 5. Si tratta semplicemente di simboli, e come ho già detto, il simbolo della Sua presenza non è mai la prigione della Sua essenza, e Dio è ovunque. Ora, gente, il fatto che Dio è ovunque è un concetto, completamente sconcertante, incredibile, ed è ovunque ma non si mischia con nulla. Nulla lo corrompe. Nulla lo può toccare a tal punto da poter cambiare il suo carattere. Dio ha fatto la sua creazione ed è in grado di girovagare nella sua stessa creazione rimanendone completamente ininfluenzato.
Ora, che tipo di dottrina è questa, quando la presentiamo praticamente? Guardiamo, prima di tutto, al Cristiano. Che cosa significa per me, come cristiano, sapere che Dio è sempre presente nella mia vita? Sempre presente – essenzialmente, ma in modo particolare relazionalmente? Numero uno, significa conforto. Quando mi fermo a pensare che Dio è sempre presente, è una cosa molto confortante. Non importa cosa sto passando, Dio è lì. Non importa se mi rendo conto che c’è o non c’è, Lui c’è. E so che ci sono momenti nella nostra vita in cui possiamo gridare e dire: «Dio, dove sei, sembri così lontano», non è più lontano di quanto lo sia mai stato, è sempre lì. Ha detto: “Non ti lascerò mai - Ebrei 13 – né ti abbandonerò”. Se Dio l’ha detto lo intendeva dire perchè non può mentire. Dio non ci abbandona mai.
In Filippesi 4:5 e 6, alla fine del versetto 5, dice: “Il Signore è vicino, non siate in ansia per” – che cosa? - “per nulla”. Non preoccupatevi, Lui è quì, significa questo, non sta parlando della seconda venuta ma del fatto che Cristo è lì presente, che Dio è lì, che il Signore è lì, è sempre lì. Rendetevene conto. Questo è il suo attributo. Questo è il suo carattere. Un cristiano può essere separato da Dio? No. Nessuno nell’universo può essere separato da Dio essenzialmente, ed un credente non può essere separato da Dio relazionalmente. Egli è sempre presente. Enoc, per esempio, era alla presenza di Dio e un giorno è uscito, ha fatto una passeggiata con Dio. Continuarono a camminare ed hanno camminato fino al cielo. La comunione ininterrotta è un simbolo del credente. Dio è con noi ora come sarà con noi nell’eternità. Dio dimora in noi. Questo è il conforto.
In secondo luogo - questa è una grande verità - l’aspetto pratico dell’onnipresenza è il sostegno; non solo il conforto, ma il sostegno. Sapete, quando Dio chiamò Mosè per essere il profeta che voleva che fosse, per andare a proclamare il suo messaggio e far uscire Israele dalla schiavitù, Mosè gli rispose, in Esodo 4 e disse che aveva un problema con la lingua, che non sapeva parlare bene... vi ricordate la storia? E Dio gli disse questo: “Io sarò con la tua bocca”. Non è fantastico? Questo è uno degli aspetti pratici della presenza di Dio, “Sarò con la tua bocca”. Per cui dire che Dio è presente non significa solo che se ne sta lì a guardare e che ogni volta che facciamo qualcosa di sbagliato, bum! No, significa che è presente per sostenere il nostro servizio. Ascoltate qui, conosciamo tutti Matteo 28 dove dice: “Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni”. Sapete a cosa si riferisce? Ascoltate: “Andate in tutto il mondo, predicate il Vangelo, fate discepoli, battezzate ed ecco, io sono con voi tutti i giorni,” non per conforto, ma come sostegno nel servizio.
Le persone dicono: «Beh, non so se posso testimoniare; non so se ho il potere di testimoniare». E vogliono che sia il pastore a farlo. Sapete, «Verresti e gli parleresti tu?» Beh, sapete, per me è difficile farlo. Di solito non mi ascoltano. Howard Hendricks disse: «Sapete, la differenza tra me e voi è che io sono il venditore pagato e voi siete i clienti soddisfatti». Io sono pagato per essere bravo, voi invece siete bravi e basta. E vedete, la stessa risorsa che ho io, l’avete anche voi, la potenza di Dio è lì: “Sarò con la tua bocca”: andate, predicate, fate discepoli, battezzate ed io sarò con voi. Questo non è per mero conforto, amici, è per sostegno, è per servizio. Ascoltate, la dottrina dell’onnipresenza di Dio è estremamente importante in senso pratico per il credente.
In terzo luogo, è uno scudo contro la tentazione - uno scudo contro la tentazione. Sapete che ogni volta che Satana vuole arrivare a me, deve andare prima da Dio? In 1 Corinzi 10:13, si legge: “Nessuna tentazione vi ha còlti, che non sia stata umana; però Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze; ma con la tentazione vi darà anche la via d’uscirne, affinché la possiate sopportare,” Il punto è che Dio sta dicendo che non ti arriverà mai niente addosso che non hai la forza di resistere. E, gente, questo è diverso per ogni credente, perché ogni credente si trova ad un livello diverso di maturità e le tentazioni hanno risultati diversi per ognuno di noi. Ciò che farebbe crollare qualcuno potrebbe non esser un granchè per te, ma ad ogni livello personale, Dio è presente per difendere quel credente dalle cose che non può gestire. Che promessa straordinaria. Dio è presente per difenderci dalle tentazioni.
In quarto luogo, da un punto di vista pratico, la dottrina dell’onnipresenza è una motivazione alla santità. Sapere che Dio è sempre presente significa sapere che tutto ciò che facciamo lo facciamo alla sua presenza. Quando pecchi, sia che sia un peccato di pensiero, di parola o o d’azione, lo stai facendo alla presenza stessa di Dio. Considerate questo punto di vista per un momento, ok? La maggior parte di noi pecca quando non c’è nessuno che guarda. Potremmo non preoccuparci molto di certe persone nella nostra vita o della nostra famiglia che sono al corrente che abbiamo certi problemi, ma al di fuori di loro... per esempio, nel mio viaggiare attorno al mondo, mi son imbattuto spesso in Cristiani che conosco nel mezzo di fare cose che gli erano di molto imbarazzo, ed ho visto certe risposte molto veloci, whoo, non veloci abbastanza, ma velocissimi! «Ah, John, beh...» - vedi? Mi succede spesso. Immaginate: non è un problema se io dovessi beccare qualcuno fare qualcosa che non dovrebbe... cioè, non è un problema, chi sono io? Non è un problema. Ma rendetevi conto di questo: ogni volta che peccate, è come se foste ascesi al di sopra delle nuvole, aveste camminato fino ai piedi del trono di Dio ed aveste commesso il vostro peccato proprio lì. Vedete? Quello che state facendo, lo state facendo alla presenza di Dio. Un pensiero che fa riflettere.
L’integrità di Davide nella sua vita, quando finalmente riuscì a sistemarsi un po’, si basava sull’affermazione: “Tutte le mie vie sono davanti a Lui. Non posso farlo perchè è qui!” Vedete? Giobbe - qual era la base della sua integrità? Giobbe 31:4, “Dio non vede forse le mie vie?” Dio vede tutto, la mia integrità si basa sul fatto che tutto ciò che faccio, lo faccio di fronte a Lui. Questo è il significato del Proverbio quando dice: “In tutte le tue vie, riconoscilo”. In altre parole, in ogni cosa che fai, renditi conto che Lui è presente, e solo questo concetto, dovrebbe determinare la direzione del tuo cammino! Vedete, vivere la vita cristiana è semplicemente questo: ordinare la mia vita come se fosse vissuta alla presenza di Dio, sapendo che lo è. Quello che non faremmo in presenza di un uomo malvagio e quello che non faremmo in presenza di un uomo pio sono solo preliminari. Non dovremmo fare nulla che non faremmo alla presenza di Dio, nel trono stesso celeste. Per i credenti, quindi, la dottrina dell’onnipresenza è estremamente importante. Ora, che dire di un non credente? Che rapporto ha con questa? Anche per un non credente è importante capire che Dio è ovunque. Nel Salmo 21:8 si legge: “La tua mano raggiungerà tutti i tuoi nemici,” non c’è scampo. L’empio non ha nascondiglio, non ha scampo. Non ha via d’uscita. Non ha posto dove ritirarsi.
Amos capitolo 9, e Abdia, che è il libro successivo, condividono un’idea simile, ma lasciate che vi legga Amos 9:2, “Anche se penetrassero nel soggiorno dei morti, la mia mano li strapperebbe di là – questo si riferisce alla tomba, poi dice - anche se salissero in cielo, io li tirerei giú. Anche se si nascondessero in vetta al Carmelo, io li scoverei lassú e li prenderei; anche se si nascondessero al mio sguardo in fondo al mare, laggiú ordinerei al serpente di morderli; anche se andassero in esilio davanti ai loro nemici, là ordinerei alla spada di ucciderli; io fisserò su di loro i miei occhi per il loro male e non per il loro bene”, Dio sta dicendo: ‘Non mi interessa dove vanno, li troverò’. In Abdia versetto 4: “Anche se tu facessi il tuo nido in alto come l’aquila, anche se tu lo mettessi fra le stelle, io ti farò precipitare di lassú,” vedete, non c’è posto dove nascondersi. E l’empio deve rendersi conto che per quanto si sforzi, per quanto corra, può decidere di non andare in chiesa, di non leggere la Bibbia, di evitare qualsiasi discussione religiosa, di eliminare Dio dalla sua mente, può non pensare a Dio, ma Dio lo conosce per bene.
Giobbe 26, “Davanti a Dio tremano le ombre disotto alle acque e ai loro abitanti. Davanti a lui il soggiorno dei morti è nudo, l’abisso è senza velo”. Dio, con la sua presenza, smaschera tutto. Inoltre, in Giobbe 34 versetto 21, leggiamo questo: ‘Perché Dio tiene gli occhi aperti sulle vie dei mortali, e vede tutti i loro passi. Non ci sono tenebre, non c’è ombra di morte, dove possa nascondersi chi opera iniquamente”. Proverbi 15:11, “Il soggiorno dei morti e l’abisso stanno davanti al Signore; quanto piú i cuori dei figli degli uomini!” Se Dio può vedere ovunque nell’universo, quanto più può vedere il cuore degli uomini? Nel Salmo 139, Davide dice: “Dove potrei andarmene? Se volassi e se riuscissi a raggiungere il punto più lontano di tutti, tu saresti comunque lì,” e poi dice: “Se prendo le ali dell’alba” - in altre parole, se dovessi cavalcare un raggio di sole, 300.000 kilometri al secondo, 8 minuti dal sole, non riuscirei a scappare.
Il ladro ruba perché pensa che nessuno lo veda. L’adultero commette adulterio perché pensa che nessuno lo veda. Il bugiardo mente perché pensa che nessuno lo scopra. Dio lo sa. Il fatto che Dio sia invisibile non significa che non ci sia. Dio non sonnecchia mai e non dorme mai. In Ebrei capitolo 4, versetto 13, una dichiarazione molto toccante, dice: “E non v’è nessuna creatura che possa nascondersi davanti a lui; ma tutte le cose sono nude e scoperte davanti agli occhi di colui al quale dobbiamo render conto”, tutto è visibile agli occhi di Dio, Isaia 65:12, Dio dice: “ma avete fatto ciò che è male ai miei occhi”. Proverbi 15:3, “Gli occhi del Signore sono in ogni luogo, osservano i cattivi e i buoni,” Dio conosce tutto, è ovunque. Dio è immutabile e Dio è ovunque.
In terzo luogo, Dio è onnipotente. Questo è un concetto incredibile! Il nostro Dio è onnipotente. Che cosa significa? Significa che dobbiamo usare il negativo, che non c’è nulla che non possa fare. Non ha limiti alla sua energia. Giobbe 9:19 dice: “Se parlo di forza, ecco, Tu sei forte”. Dio viene chiamato El Shaddai, El è il nome di Dio, Shaddai significa onnipotente, il Dio onnipotente. In Apocalisse 19:6 dice, “Alleluia, perché il Signore Dio onnipotente regna”. Egli è potente, è forte. Il salmista ha detto: “La potenza appartiene al Signore”. Ora, quando diciamo che Dio è potente, che cosa intendiamo dire? Ora, aspettate un attimo, ok? La potenza di Dio non ha limiti, può fare qualsiasi cosa, qualsiasi cosa. E ascoltate qui: può fare qualsiasi cosa con la stessa facilità con cui può fare qualsiasi altra cosa. Avete capito? Non c’è niente di più difficile, creare l’universo per Dio non è più difficile di creare una farfalla - non è più difficile. Egli può fare qualsiasi cosa e può farlo con la stessa facilità con cui può fare qualsiasi altra cosa. E voi chiedereste: «Come fai a saperlo?» Perché non si sforza a fare niente! E voi potreste chiedere: «Vuoi dire che non si sforza mai?» assolutamente mai, nessuno sforzo.
Vi darò un’illustrazione. La mattina mi alzo nel giorno del Signore e mi rendo conto che dovrò spendere molte energie per saltare qui intorno, agitare le braccia e gridare a tutti, per circa tre ore. E questo richiede molta energia, più di quanta si possa pensare. La mente va velocissimo e si bruciano molte energia. Quindi al mattino bevo le mie proteine, prendo le vitamine e mi carico. Quando ho finito, dopo la terza ora, e torno a casa, mi sento svenire. E dico a mia moglie: «Moglie!» - non dovrei dire così - ma dico: “Patricia, ho bisogno di mangiare qualcosa”. E devo fare rifornimento. Perché? Perché tutta l’energia che avevo è andata e devo riprendermi. Dio non ha mai bisogno di riprendersi. Non c’è nessuna fonte di rifornimento per Dio. Dove andarebbe mai? È già ovunque. Non c’è nulla al di fuori di Dio.
Ora, Isaia 40:28 dice questo quando afferma: “Il Signore non si stanca mai”. Non c’è dissipazione di energia. Quindi il Signore può fare qualsiasi cosa, e può fare qualsiasi cosa con la stessa facilità con cui può fare qualsiasi altra cosa, e in terzo luogo, può fare qualsiasi cosa voglia fare. Lo sapevate? Non solo ha il potere di farlo, ma ha anche l’autorità, non solo di fare qualsiasi cosa, ma di fare qualsiasi cosa voglia fare. Vedete, un potere del genere è accompagnato dall’autorità di usarlo. Prendete nota: il potere di Dio, l’autorità di Dio e la volontà di Dio sono uguali alla sua natura. Dio può fare qualsiasi cosa. Può fare qualsiasi cosa per potere e per diritto, e farà qualsiasi cosa voglia fare per potere e per diritto, e vorrà fare solo ciò che è coerente con se stesso. Ecco perché, ad esempio, non può mentire. Non può tollerare il peccato. Non può amare un peccatore impenitente. Non può punire l’innocente. Non può fare nulla che violi la sua essenza, perché la sua volontà è sempre coerente con la sua essenza, ovvero, con chi è. Ma Dio può fare tutto ciò che vuole. Il Salmo 1l5:3 dice: “Il Signore nostro è nei cieli, fa tutto quello che vuole”.
A volte le persone ti chiedono: «Perché Dio ha fatto questo?», e spesso rispondo: «Perché voleva farlo», e poi mi viene detto che non è una risposta sufficiente, e questo perchè non comprendiamo Dio. Dio può fare tutto quello che vuole. Ed in Romani capitolo 9 quando Paolo parla dell’elezione e del fatto che le persone sono state scelte per la salvezza e così via, e menziona il faraone, Giacobbe ed Esaù, e tutto quello, e iniziamo a chiederci: «Dio, perché?! Perchè l’hai fatto?», e Paolo risponde: “Chi sei tu, un vaso? La cosa plasmata dirà forse a colui che la plasmò, perchè mi hai fatta così?” Quello rientra nel diritto del vasaio. Non mettere in discussione Dio. Dio può fare qualsiasi cosa, con la stessa facilità con cui può fare qualsiasi altra cosa, e può fare tutto ciò che vuole. Ma vuole fare solo ciò che è coerente con la sua natura, e non viola mai la sua natura, mai. Non può mentire, non può amare il peccato, non può violare la sua parola, non può dimenticare ciò che ha fatto, e la volontà di Dio è solo quella che è degna della sua persona. Dio è potente.
Ora, quando s’incomincia a vedere la potenza di Dio, la si vede principalmente e più chiaramente in quattro aree: la prima è la creazione. La Bibbia ci dice che Egli parlò e fu fatto. Salmi 33:6, “Parlò e fu fatto”. Ha comandato e sono stati creati. Sapete, quando vi fermate a riflettere sul potere che si trova nell’universo.
Oggi per esempio sappiamo che possiamo dividere un atomo e fare un gran casino, una grande esplosione. Ma anche se potessimo innescare una reazione a catena che inghiottirebbe l’universo intero, non saremmo neanche lontanamente vicino alla potenza di Dio, perché Dio è più grande di qualsiasi cosa abbia mai creato. E sapete cos’altro è sorprendente? L’ha fatto senza alcun consiglio. Nessuno l’ha aiutato. Si potrebbe pensare che avrebbe creato un primo uomo in via preliminare, giusto per avere un consigliere - ah-ah - perché siamo sempre così ansiosi di darglielo. Ma in Isaia 44:24 si legge – amo questo: “Da solo ha disteso i cieli, da solo ha allargato la terra”. Egli l’ha voluto ed essi sono esistiti nell’istante in cui li ha voluto. Infatti, in Romani 4:17 dice che Egli chiama le cose che non sono come se fossero, ed una volta che lo fa, lo sono. La sua potenza si vede nella creazione.
Penso anche che la Sua potenza si veda nella conservazione. Sapete, quando ha fatto il mondo, la Bibbia dice che Egli sostiene tutte le cose con la parola della sua potenza. Qualcuno potrebbe dire: «Beh, stai dicendo che Dio non si stanca mai, ma com’è che si è risposato il settimo giorno?» In realtà non si è riposato, neanche un po’. Se Dio si fosse riposato il settimo giorno, sapete cosa sarebbe successo a tutto ciò che ha fatto nei primi sei? Sarebbe andato tutto in frantumi. «Beh, che cosa stava facendo?», ci stava offrendo un modello. Noi ci stanchiamo - Lui non si stanca. Stava stabilendo un modello per l’umanità. L’uomo ha bisogno di riposo e di essere rifornito. Dio era altrettanto attivo, perché la sua energia fluisce costantemente, il settimo giorno come gli altri sei – stava sostenendo tutto quello che aveva creato. Ebrei 1:3, “Egli sostiene tutte le cose con la parola della sua potenza”.
Penso anche, in terzo luogo, che la potenza di Dio si veda nella redenzione. Forse nella redenzione c’è ancora più potenza che nella creazione, perché nella creazione non c’era nessuna opposizione: nessun diavolo da sottomettere, nessuna morte da sconfiggere, nessun peccato da perdonare, da estirpare, nessun inferno da chiudere, nessuna morte in croce da subire. Nella creazione era più semplice, ma nella redenzione c’è molto da soffrire, un immensa dimostrazione di potenza sulla croce, quando Cristo morì e redimì l’umanità, e poi la cosa più spettacolare è che Dio ha chiamato a sé un gruppo intero di nullità ed ha fatto in modo che confondessero i potenti, non è vero? Leggete 1 Corinzi 1 e 2; Dio ha preso “non molti potenti, non molti nobili”, solo gente comune e li ha messi contro il mondo, e ancor prima di sfogliare i primi capitoli di Atti impari che ha messo il mondo sottosopra. Questa è la potenza di Dio, la potenza redentrice e salvifica.
In quarto luogo, penso che la potenza di Dio sia visibile nella sua capacità di risuscitare i morti. Vi rendete conto che Dio ha così tanta potenza che un giorno, alla fine dell’era presente, Dio risusciterà dai morti ogni essere umano che sia mai vissuto, il giusto e l’empio? E potreste chidere: «Beh, sapevo che i credenti sarebbero stati risuscitati, ma è vero anche per gli empi?» esatto - Giovanni 5:28, è proprio lì, la resurrezione alla vita e la resurrezione alla dannazione. Leggete l’Apocalisse, dove al giudizio del grande trono bianco, tutti gli empi saranno presentati davanti a Lui, al capitolo 20. Saranno tutti lì, risorti dalle tombe e dai mari che li contengono. Un’enorme potenza di risurrezione. Che potenza! Questo è il nostro Dio, onnipotente.
Ora voi direte: «Che cosa significa questo, John?» Andiamo al concreto e concluderemo le nostre riflessioni. Dio è onnipotente, ma che cosa significa per il Cristiano? Numero uno: è la base della nostra adorazione. L’aspetto pratico di questa dottrina si trova nella semplice dichiarazione situata in 2 Re capitolo 17 versetto 36. Ascoltate a quello che dice: “ma temete il Signore, che vi fece uscire dal paese d’Egitto con gran potenza e con il suo braccio disteso; davanti a lui prostratevi e a lui offrite sacrifici”, dobbiamo adorare Dio a causa della sua potenza. La sua potenza è la base dell’adorazione. Ci riuniamo e lodiamo Dio a causa della sua potenza incredibile: non c’è nessuno come Lui. In secondo luogo, per il cristiano la potenza di Dio non è solo una base per l’adorazione, ma una base per la fiducia quotidiana, per la fiducia quotidiana. Mi capita spesso di sentirmi inadeguato e di non riuscire a fare nulla, ma poi vado a Filippesi 4:13 che dice che potete fare ogni cosa per mezzo di Cristo che – cosa fa? - vi fortifica”, che ci dà forza. Grazie alla Sua potenza, camminiamo ogni giorno con fiducia, “Siamo stati riempiti della pienezza di Dio”, come dice Efesini 3:19, e poi il versetto 20 dice che “siamo in grado di fare più di quanto possiamo immaginare e comprendere, seecondo la potenza che opera in noi”. La potenza di Dio diventa la base della nostra vita quotidiana.
Quindi anche la base della nostra speranza di risurrezione. Come cristiano, non vedo l’ora di risorgere dai morti. Penso che, se non sarò rapito, ho una buona probabilità di morire - garantita al 100%, morirò. E spero anche di risorgere. Allora, su cos’è basata la mia fiducia?? Sai, quando vado ai funerali la situazione non sempre molto speranziosa. Portano il corpo, gli estraggono il sangue, lo riempiono di liquido d’imbalsamazione, lo tengono li sdraiato, lo truccano e lo mettono nella bara. E al tizio gli si potrebbe dire: «Beh, sai, un giorno questo uscirà dalla tomba», e lui ti guarderebbe come per dire: «Ah, non sai quello che so io, amico mio. È impossibile che questo simuoverà mai», non c’è molta speranza. Ed eccolo lì, la bara è aperta, il morto è lì, ed è tutto cupo, poi lo mettono nel terreno, gli buttano su la terra e phist, è tutto lì. E poi c’è il cristiano di turno che si alza al funerale e dice: «Un giorno questo caro fratello uscirà dalla terra», e si possono immaginare alcuni sghignazzare dal fondo della sala, «Come fai a saperlo? Chi può mai fare una cosa del genere?» 1 Corinzi capitolo 15, e, sai, la mia fiducia nella risurrezione è basata sulla potenza di Dio, “Ora Cristo è risorto dai morti ed è diventato la primizia di coloro che hanno dormito”. E nel versetto 52: “In un momento, in un batter d’occhio, all’ultima tromba, la tromba suonerà ed i morti risorgeranno incorruttibili e noi saremo cambiati”. Come mai? È Dio che ci dà questa vittoria. La potenza di Dio è la base della nostra adorazione, la base della nostra forza quotidiana, la base della nostra speranza di risurrezione per il futuro.
Inoltre, è la base del nostro conforto. Ogni volta che mi preoccupo dei miei problemi, mi ricordo del mio Dio e mi rendo conto che non c’è nulla di troppo difficile da gestire per Lui. Salmo 121: “Alzerò gli occhi verso i monti; da dove viene il mio aiuto? Il mio aiuto viene dal Signore”. L’affermazione successiva è la chiave di tutto: “Che ha fatto il cielo e la terra”. Se Lui ha potuto fare quello, può anche prendersi cura di me. Fiducia - conforto. La dottrina della potenza di Dio è la base dell’adorazione, la base della fiducia quotidiana, la base della speranza di risurrezione, la base del conforto – e poi, è anche la base della nostra vittoria. In Efesini, capitolo 6, si dice: “Siate forti nel Signore e nella potenza della sua forza”, se vuoi affrontare il nemico, devi avere la Sua forza per farlo. Quando l’avversario arriva e tu sei di guardia, non combatti il nemico; vai a dirlo al comandante e lui combatte al posto tuo. La base della vittoria è il fatto che Dio è potente, “Colui che è in voi è più grande di che cose? Di colui che è nel mondo”, e ne parlavamo Domenica sera scorsa, non è vero? Satana è un essere straordinario e molto, molto potente, ma sapete una cosa? È sotto i miei piedi, proprio dove deve stare, proprio dove Dio l’ha messo. In Cristo, la vittoria è mia – ho a disposizione un potere incredibile.
Per il cristiano, poi, la dottrina della potenza di Dio è la base della certezza. Sapete, io sono salvato e molto spesso le persone mi chiedono se penso che resterò salvato, e io rispondo sempre di sì. E a loro volta rispondono: “Perché lo pensi?”. E io dico sempre: “Perché Dio è abbastanza potente da mantenermi. E l’unica persona che potrebbe togliermi dalla mano di Dio sarebbe qualcuno più potente di Lui - e non c’è nessuno di così potente”. Giovanni 10:29, anzi, potremmo leggere il versetto 28: “Io do loro vita eterna. Non periranno mai e nessuno li strapperà dalla mia mano”. Perché? “Il Padre mio che me le ha date è piú grande di tutti; e nessuno può rapirle dalla mano del Padre”. Non esiste un essere più potente di Dio e quando Dio ha in mano qualcosa non gliela si può strappare. In Romani capitolo 8, si trova la stessa cosa: “Chi accuserà gli eletti di Dio? Chi ci separerà dall’amore di Cristo?”. E nomina tutte le cose: i principati, gli angeli e tutto quello che li viene in mente - no, no - niente. Dio è onnipotente. La base della mia sicurezza è la potenza, la potenza assoluta e totale di Dio. Ed ecco il perchè Paolo dice in 2 Timoteo 1:12, “ma non me ne vergogno, perché so in chi ho creduto, e sono convinto che egli ha il potere di custodire il mio deposito fino a quel giorno”. Vedete? La fiducia venne dalla consapevolezza che Dio era potente.
Inoltre, ed infine, dal punto di vista del cristiano, la dottrina dell’onnipotenza è la base dell’umiltà. È molto facile essere orgogliosi se non si considera Dio, se si pensa solo a se stessi. Non appena s’inizia a pensare a Dio, ci si rende conto di non esser nulla. In 1 Pietro 5:6 si legge questo: “Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio”, umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, ed il risultato? “affinchè Egli vi innalzi a suo tempo. Perché dovrei umiliarmi? Per rendermi conto della potenza e del potere di Dio. La potenza di Dio è la base della mia umiltà, mi porta a rendermi conto che non sono nulla – che non potrei mai essere nulla - non potrei mai realizzare niente - non potrei mai fare nulla senza di Lui, umiltà. E quindi questa dottrina dell’onnipotenza è estremamente pratica. Che ne è del non credente? Che effetto fa a chi non è Cristiano il sapere che Dio è onnipotente? Beh, un effetto molto drammatico, francamente.
1 Corinzi l0, Paolo sta scrivendo ai Corinzi, e dice nel versetto 22 di 1 Corinzi 10: “ O vogliamo forse provocare il Signore a gelosia?”. Stiamo forse cercando di far ingelosire Dio? Perchè se così fosse, dovremmo riflettere su questa domanda: “siamo noi più forti di Lui?”. In altre parole, se Dio è geloso e s’ingelosisce quando non lo adoriamo, è meglio che siamo più forti di Lui, perché combatterà contro di voi. Cosa significa questo per una persona empia? Quando non stai adorando Dio, Dio s’ingelogisce, e quando Dio s’ingelogisce, combatte contro coloro di cui è geloso. E quando combatte contro qualcuno, vince, perché è onnipotente. È tragico rendersi conto che gli uomini di questo mondo che non conoscono Dio, che non adorano Dio, che non amano Cristo, sono attaccati, in ultima analisi nel giudizio, da Dio stesso, che è onnipotente. E a meno che non siano più forti di Dio, non hanno alcuna difesa, e credetemi, non avete alcuna difesa; perché nessun uomo è più forte di Dio, che lo ha creato. In Giobbe, capitolo 9 versetto 4: “Dio è saggio, è grande in potenza; chi gli ha tenuto fronte e se n’è trovato bene?”. Nessuno, nessuno. Capitolo 10, versetto 7: “Dio è saggio, è grande in potenza; chi gli ha tenuto fronte e se n’è trovato bene?”. Giobbe dice: “Questo mi sta succedendo, non capisco il perchè, ma so che non c’è nesusno che possa mai toccarti, nessuno può salvarmi”.
Quando Dio s’impossessa di una vita, non c’è nessun essere umano che possa mai riscattarla. L’unico individuo nell’universo che può salvarti dalla mano di un Dio adirato è Gesù Cristo, che è Dio stesso. In 2 Tessalonicesi 1:7 si legge: “e a voi che siete afflitti, riposo con noi, quando il Signore Gesú apparirà dal cielo con gli angeli della sua potenza, in un fuoco fiammeggiante, per far vendetta di coloro che non conoscono Dio, e di coloro che non ubbidiscono al vangelo del nostro Signore Gesú Cristo”. Dio scatenerà la sua potenza di giudizio su coloro che non conoscono Dio e non obbediscono al Vangelo, e questa è una cosa terrificante. Non c’è da stupirsi che lo scrittore di Ebrei abbia detto, al capitolo 10: “È terribile cadere nelle mani del Dio vivente”.
Perché vi sto dicendo tutte queste cose sul conto di Dio? Ve lo sto dicendo, perchè questa è la natura di Dio e questo è ciò che ci ha rivelato. Vogliamo che crediate in Dio e che crediate nel vero Dio. Permettetemi di dire questo in conclusione: avete notato che le stesse verità su Dio in tutti i casi hanno due risultati diversi? Sapere che Dio è immutabile, che è ovunque, e che è onnipotente, per il cristiano è una benedizione, giusto? Una gioia. Ma per il non credente, la stessa cosa è paura. Vedete, il problema non è il carattere di Dio, gente, il carattere di Dio è stabilito; il problema siamo noi. Un uomo che si scontra con Dio, cercando continuamente di vivere come vuole, indipendentemente da chi è Dio, è uno stolto. Dio è colui che è. Dio fa quello che fa. E tu devi metterti in linea.
La prossima settimana vedremo come la grazia ed il perdono di Dio vanno oltre a tutte queste cose terribili che abbiamo fatto e ci accettano quando veniamo a Cristo. La chiave di questa mattina, e dico solo questo per concludere, ma la chiave è che questo è Dio, questo è il Dio che richiede d’essere adorato. E noi semplicemente, con amore, v’invitiamo a farlo. L’emozione più grande che possiamo mai avere è quello di testimoniare qualcuno venire alla conoscenza di Dio. Questo è il suo desiderio. V’invita a venire a Lui a sua condizione, per fede in Gesù Cristo, possiamo esser legati a Lui in giusta maniera, accetta il sacrificio di Cristo, e Dio ti accetterà, e le cose che temi di Dio diventeranno beatitudine, preghiamo.
Padre, ti ringraziamo questa mattina per la tua Parola, per la sua verità, per la sua potenza nelle nostre vite; ti preghiamo di portare coloro che hanno disperatamente bisogno di te, i cui cuori sono stati sciolti e riscaldati dallo Spirito Santo. Benedici le classi che seguiranno, Padre, e anche quelle che stanno finendo proprio ora, questo giorno, e queste persone, ogni, ogni preziosa vita. Ti ringraziamo. Affidiamo noi stessi e la Parola a Lei, affinché entrambi portino frutto; nel nome di Cristo. Amen.
FINE
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