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La settimana scorsa abbiamo iniziato, continueremo questa settimana, e finiremo questa breve serie. Ed è appropriato che comprendiamo esattamente che cosa è implicato e qual è la forma o il modello che il Nuovo Testamento stabilisce per la chiesa. Ora, nei mesi passati, abbiamo parlato della relazione che i credenti gli uni con gli altri nel corpo di Cristo. Quella è la chiesa invisibile, e voglio che voi cogliate la distinzione. Abbiamo parlato di come i cristiani sono in relazione gli uni con gli altri invisibilmente.

Però ora, non stiamo parlando tanto della chiesa invisibile, del corpo e del nostro ministero dei doni gli uni verso gli altri, quanto stiamo considerando il modello e la forma per la chiesa visibile. Quando ci raduniamo nel Giorno del Signore, quando ci troviamo in questo luogo, e ci raduniamo come credenti, quale forma dobbiamo seguire? Quali modelli dà il Nuovo Testamento alla chiesa che si raduna visibilmente? Questo è quello che stiamo studiando in questa serie: la chiesa invisibile, il ministero dei doni spirituali, la comunione del corpo, e tutte queste aree che abbiamo discusso in connessione con la stessa serie di alcuni mesi fa.

Ora, voi tutti sapete che noi siamo la chiesa di Cristo. Ogni credente è una parte della chiesa. Noi siamo la chiesa. Tutti coloro che amano Gesù Cristo sono i Suoi riscattati, i Suoi redenti, i Suoi figli radunati. Noi siamo il corpo di Cristo. Noi siamo, posizionalmente, uno, in virtù dell’essere battezzati nel corpo dallo Spirito di Dio. Noi siamo un organismo vivente. Noi siamo una comunità di coloro che sono stati redenti da Gesù Cristo. Noi siamo un corpo-mistero, dice Paolo, un gruppo invisibile. Cioè, il mondo non può vederci. Non sempre appariamo all’esterno. Non siamo sempre contrassegnati da qualche segno che ci identifichi come veri credenti. E, come ho menzionato la settimana scorsa, a volte non sappiamo nemmeno noi stessi chi è autentico e chi non lo è. E così, siamo molto attenti ad assicurarci che preghiamo, e studiamo, e analizziamo la vita di qualcuno il più accuratamente possibile prima di metterlo in una posizione di leadership cristiana, per determinare se è autentico oppure no, perché sappiamo che Satana semina le zizzanie tra il grano.

Cristo, dunque, ha progettato la chiesa come un corpo invisibile di coloro che Lo amano. Ma Egli l’ha anche progettata per essere visibile al mondo. Voi avete udito la testimonianza di un filosofo pagano che vide nella chiesa qualcosa di bello e qualcosa di unico. Questo è il progetto di Dio: che la chiesa invisibile diventi visibile e che, mediante la sua visibilità collettiva, sia una testimonianza vivente nel mondo della potenza del vangelo di Gesù Cristo. La tragedia è che la chiesa visibile non è sempre la chiesa invisibile, e la chiesa invisibile non è sempre visibile.

Ora, se voi potete districare questo, penso che capirete ciò che intendo. Noi che realmente siamo credenti non sempre appariamo in quel modo; e a volte le persone che sembrano essere credenti non lo sono. E, quindi, il quadro per il mondo è mescolato e confuso, in modo diabolico. Quello è stato il piano di Satana per tutto il tempo. Ma, nonostante lo sforzo di Satana di confondere la questione, la chiesa deve essere visibile. Voi avete molte persone oggi che dicono che noi non abbiamo bisogno della chiesa; noi non abbiamo bisogno della chiesa locale; noi non abbiamo bisogno di un edificio all’angolo; noi non abbiamo bisogno di congregarci insieme. Dovrebbe essere spontaneo, orientato alla casa, fuori nei luoghi sperduti. Io credo che Dio abbia progettato la chiesa per essere una testimonianza visibile al mondo mentre si riunisce.

Come abbiamo menzionato domenica scorsa mattina, quando voi vi siete alzati questa mattina e siete venuti in questo luogo, voi eravate una testimonianza vivente al Cristo vivente. Questo è il giorno della risurrezione del Signore. E io credo nel progetto di Dio: Egli ci ha chiamati insieme. E, con la confusione e la mescolanza che Satana ha prodotto, ciò richiede da noi che la nostra testimonianza sia tanto più chiara. Noi abbiamo bisogno di essere chiari in termini della nostra testimonianza, per risplendere in mezzo alla confusione.

Ora, qual è la forma corretta? Qual è il modello che la chiesa deve seguire in termini della sua adorazione, e della sua comunione, e del suo riunirsi per lo studio? Bene, abbiamo visto la settimana scorsa, prima di tutto, la storia della chiesa, guardando alla prima chiesa, il fondamento della chiesa: la chiesa di Gerusalemme. Abbiamo visto che la prima assemblea locale si formò nel Giorno di Pentecoste. Abbiamo visto che era un’assemblea molto grande. Tremila persone furono aggiunte il primo giorno. Quelli, molti di loro, se ne andarono, ma essa continuò a crescere quotidianamente, come Atti 2 ci dice. Quella chiesa era una chiesa in crescita, una chiesa prospera, una chiesa dello Spirito Santo, una chiesa produttiva, una chiesa benedetta da Dio, una chiesa dinamica, e una chiesa di evangelizzazione.

E, mentre la guardavamo attentamente, volevamo scoprire quali fossero gli ingredienti che la rendevano quel tipo di chiesa. E abbiamo scoperto che c’erano fondamentalmente quattro cose, più un’altra cosa, che la rendevano ciò che doveva essere. Era coinvolta solo in quattro cose, realmente: lo studio della dottrina degli apostoli, la comunione, lo spezzare il pane attorno alla tavola della comunione, e la preghiera. Quelle quattro cose. Quello era l’inizio e la fine del programma della prima chiesa. E la quinta cosa era che tutti andavano dappertutto parlando di Gesù Cristo.

E quando parliamo di ciò che la chiesa è oggi, dobbiamo renderci conto che la chiesa oggi è molto diversa, in molti modi. Molte persone hanno deciso che, per avere una chiesa efficace, voi dovete avere un centro di intrattenimento, con super-programmi e trovate. Voi dovete aggirare tutte le persone non impegnate e programmare per loro, e lasciare che restino fuori da ogni responsabilità. Ma non era così nella chiesa primitiva. Avevano quattro cose: studiavano dottrina, avevano comunione, pregavano, e spezzavano il pane. E, come risultato, tutti andavano dappertutto predicando il vangelo. E quello è realmente l’inizio e la fine di ciò che la chiesa è progettata a essere nel suo tempo insieme e mentre esiste insieme. Quella chiesa era una chiesa che imparava, era una chiesa che aveva comunione, era una chiesa che pregava, ed era una chiesa che si incontrava alla tavola del Signore per condividere nel ricordo della Sua morte. E poi, era una chiesa che usciva nel mondo per comunicare ciò che credeva. E l’effetto fu fantastico. La Bibbia ci dice, in Atti 2:47, che avevano favore con tutto il popolo. E quotidianamente le persone venivano aggiunte alla chiesa.

La chiesa visibile a Gerusalemme ebbe un impatto. Ebbe un impatto dinamico. Era un’assemblea locale di credenti radunati insieme, che si incontravano nel primo giorno della settimana per lo studio della Parola di Dio, per la comunione, lo spezzare il pane, e la preghiera. E poi, lasciando quel luogo dopo il primo giorno della settimana, continuavano a incontrarsi insieme, come potevano, durante la settimana. E nei momenti in cui non erano insieme, erano fuori dove erano i peccatori, comunicando Gesù Cristo. I leader di quella chiesa primitiva, abbiamo visto la settimana scorsa, erano gli apostoli. Dio diede loro il Suo meglio per quei primi pochi anni, affinché potessero essere fondati e radicati saldamente. E poi, infine, fu tempo di ordinare alcuni diaconi lì, che potessero mandare avanti la chiesa, e gli apostoli potessero passare ad altri ministeri. E poi abbiamo visto come la chiesa di Gerusalemme, infine, dopo un periodo di anni, mandò qualcuno ad Antiochia di nome Barnaba e ne iniziò un’altra lì. E poi, da lì, chiese cominciarono a sorgere nelle comunità locali dappertutto. E, mentre leggiamo attraverso le lettere di Paolo, troviamo Paolo che scrive lettere a varie assemblee che si incontravano per gli stessi quattro scopi: studiare la Parola, avere comunione, spezzare il pane attorno alla Tavola del Signore, pregare, e poi il quinto in più: tutti che andavano dappertutto per condividere Cristo.

Voi potreste dire: “Bene, qual è la differenza tra loro e noi?” Bene, io penso che la differenza sia semplice come l’impegno. Forse loro erano un po’ più vicini al fuoco, essendo più vicini al tempo della vita di Cristo, e alle rivelazioni molto specifiche della potenza dello Spirito Santo in miracoli, segni e prodigi. Ma, nondimeno, la differenza è la differenza dell’impegno personale. E così, abbiamo visto la storia della fondazione della chiesa.

Poi, in secondo luogo, abbiamo cominciato a guardare al ministero della chiesa. E con quello siamo venuti a 1 e 2 Timoteo e Tito; e io vorrei che voi vi giraste semplicemente lì, nella vostra Bibbia, e restaste un po’ attorno a 1 Timoteo per alcuni minuti. E rivedremo molto velocemente, e poi andremo avanti. La chiesa deve dunque essere impegnata in quattro cose. Esse sono fondamentali, ed esse sono l’impulso a quel quinto in più, che è ogni membro che predica Cristo. Ma oltre a quello, c’è, in 1 e 2 Timoteo e Tito, molta informazione su come noi dobbiamo comportarci nella chiesa. Ora, sappiamo ciò che la chiesa deve essere: l’abbiamo visto dal modello di Gerusalemme e delle altre chiese. E ora vogliamo vedere come la forma della chiesa prende corpo. Che cos’è che Paolo stabilisce come un modello per noi da seguire nella chiesa? Voi sapete, è molto interessante: quando voi analizzate le chiese biblicamente, esse non si adattano mai al modello. Quando voi cercate di entrare in una forma biblica per la chiesa, c’è soltanto una forma di base; e poi c’è un’enorme area dove voi potete quasi andare in qualsiasi direzione vogliate. E, sfortunatamente, la maggior parte delle chiese ha preso quell’area dove la Bibbia non è specifica e ha creato grandi, enormi tradizioni che sono diventate uguali alla verità biblica, e non possono cambiare niente di ciò. Così, si trovano in uno stampo che non è adattabile al giorno in cui esistono.

Va bene, il ministero della chiesa, dunque: prima di tutto, abbiamo detto che il compito di base della chiesa è l’insegnamento della sana dottrina. La chiesa deve insegnare sana dottrina. Questo è ciò di cui si tratta per noi. Noi non siamo qui per darvi banalità. Noi non siamo qui per darvi programmi musicali. Noi non siamo qui per provvedere per voi intrattenimento per i vostri figli, per tenere gli adolescenti fuori dalla strada. Noi non siamo qui per riparare problemi familiari da un punto di vista psicologico, analitico. Noi non siamo qui per consigliarvi in termini di psicologia. Noi siamo qui per insegnarvi sana dottrina. Questo è il ministero della chiesa: inizio, mezzo e fine. Questo è di che cosa si tratta. E qualunque ministero che sia meno di uno sforzo concentrato per insegnare sana dottrina parte su una base non biblica. Noi siamo impegnati, dunque, alla Grace Church, nella sana dottrina della Parola di Dio. E noi crediamo che ciò coinvolga l’insegnamento espicito.

Ora, io vi ho dato un piccolo principio la settimana scorsa, e voglio che voi ve ne ricordiate. Quindi, guardate 1 Timoteo 4:13. E qui c’è il modello che l’apostolo Paolo dà a Timoteo per come insegnare sana dottrina. E questo è un piccolo versetto che ci dice di che cosa è fatta la predicazione espositiva: “Finché io venga, attendi” — ed ecco il modello della predicazione espositiva — “alla lettura, all’esortazione, alla dottrina”. Ora, lì avete ciò che realmente è coinvolto in un messaggio espositivo. Voi lo leggete. Voi lo spiegate: quella è la dottrina. E voi esortate: voi lo applicate. Quelli sono i tre punti della predicazione espositiva: leggere il testo, spiegare il testo, e applicare il testo. Ed è esattamente ciò che egli dice a Timoteo di fare. Questa è la chiave per qualunque tipo di ministero biblico. La chiesa deve occuparsi di insegnare sana dottrina. E la tragedia è che la chiesa sta facendo tutto tranne quello. È sorprendente attraversare il paese: e chiesa dopo chiesa dopo chiesa, c’è una penuria e un vuoto di sana dottrina.

Seconda Timoteo 2:2: “Le cose che tu hai udito da me in presenza di molti testimoni, le stesse affida a uomini fedeli che siano capaci di insegnare anche ad altri”. Tito, capitolo 2, versetto 1: “Ma tu annuncia le cose che si addicono alla sana dottrina”. Noi dobbiamo predicare sana dottrina. Timoteo deve farlo non soltanto finché Paolo venga, ma finché Cristo venga. Questo è il modello della chiesa. Poi, abbiamo visto non soltanto il ministero di base, ma abbiamo visto la leadership di base, e stiamo ancora rivedendo. La leadership di base: quelli che insegnano sana dottrina e la applicano. La chiesa deve insegnarla. La leadership di base sono quelli che la insegnano e la applicano al popolo.

Ora, ci sono due leader, due classi o ordini di leader progettati nel Nuovo Testamento per la chiesa. Prima di tutto, gli anziani. La settimana scorsa abbiamo considerato a lungo il ministero degli anziani. Solo per rivedere un paio di punti: in una chiesa c’è sempre una pluralità di anziani. Cioè, c’è una pluralità di leadership. Nessun uomo è l’anziano capo. Non esiste una cosa come un anziano capo. Non ne esistono. Non esiste una tale persona come uno che dirige la chiesa. Questo è completamente contrario al principio scritturale che Dio opera attraverso le menti collettive degli anziani nella chiesa. E così, c’è una pluralità di anziani. Essi sono qualificati da Dio. Essi sono responsabili a Dio. Essi non sono responsabili verso la congregazione. Essi non sono responsabili a un comitato. Essi non sono responsabili a un consiglio di amministrazione o a un consiglio di qualunque altra cosa. Essi sono direttamente responsabili a Dio per governare la chiesa. Il popolo non governa la chiesa; gli anziani governano la chiesa. Il popolo seleziona gli anziani.

In Atti, per esempio, capitolo 14, versetto 21, leggiamo questo: “E quando ebbero predicato il vangelo a quella città” — questo è Paolo — “ed ebbero ammaestrato molti, ritornarono di nuovo a Listra, Iconio e Antiochia, confermando le anime dei discepoli ed esortandoli a perseverare nella fede, e che noi dobbiamo, attraverso molte tribolazioni, entrare nel Regno di Dio”. Ora, guardate questo: “E quando ebbero ordinato degli anziani in ogni chiesa, ed ebbero pregato con digiuno…”. Così li ordinarono. Voi potreste dire: come rivela Dio alla chiesa chi sono gli anziani, affinché la chiesa possa ordinarli? “Attraverso la preghiera e il digiuno, li raccomandarono al Signore nel quale avevano creduto”. Un anziano è raccomandato al Signore, perché è al Signore che egli deve rispondere. La chiesa seleziona i suoi anziani attraverso la preghiera e il digiuno, determinando nel loro cuore chi è che Dio ha toccato per la leadership in quella chiesa. Gli anziani non sono scelti sulla base della loro conoscenza del mondo degli affari. Essi non sono scelti sulla base della loro capacità finanziaria. Essi non sono scelti perché capita che siano rumorosi e prendano una specie di posti principali. Essi non sono scelti perché hanno un’abilità innata di essere leader. Essi sono scelti perché Dio ha posato la Sua mano su di loro, e li ha designati per la leadership della chiesa; ed essi sono scelti attraverso la preghiera e il digiuno del popolo, raccomandati a Dio al quale, così, devono rispondere.

Ora, quali sono i requisiti per un anziano? L’ultima volta li abbiamo visti come Paolo li diede a Timoteo. Questa volta voglio che voi li vediate come Paolo li diede a Tito. Tito 1:5. In Tito 1:5, Paolo dà a Tito — che, incidentalmente, sta fondando chiese, ed è per questo che Timoteo e Tito dovevano avere tutte queste informazioni; essi erano occupati a piantare chiese dappertutto, e avevano bisogno di conoscere l’ordine che Dio voleva — le qualificazioni per un anziano: “Per questa causa ti ho lasciato a Creta, affinché tu mettessi in ordine le cose che mancano”. Lo mise lì per fissare la forma per la chiesa a Creta: “E ordinassi anziani in ogni città, come io ti ho comandato”. È interessante che, nel Nuovo Testamento, l’evangelista ordinava gli anziani.

Ora, non ci sono evangelisti in giro al giorno d’oggi. Beh, quasi nessuno che sia un vero evangelista. Quando noi sentiamo la parola “evangelista”, noi pensiamo a qualcosa che è davvero estraneo a un evangelista biblico. Un evangelista biblico era un piantatore di chiese. E così, questo evangelista, Tito, deve ordinare anziani in ogni città per governare la chiesa. Ora, questi sono quelli che sono responsabili per la leadership della chiesa. Io sono un anziano. Alcune persone che noi chiamiamo, tra virgolette, “laici” sono anziani. Noi siamo uguali. Io non sono sopra nessun altro. Io non sono più di nessun altro. Io non sono reverendo qualcuno. Io non sono padre qualcuno. Io non sono santo qualcuno. Io non sono san qualcuno. Io sono semplicemente io, e questo è tutto: solo il vecchio e semplice Giovanni. Mi è stato dato il privilegio, da Dio, di essere uno degli anziani in questa chiesa. Io ho la responsabilità particolare di essere l’anziano insegnante, ma è una pluralità.

Ora, ecco i requisiti. Versetto 6. E, come ho detto la settimana scorsa, se voi sentite davanti a Dio che questo è il ministero a cui Dio vi ha chiamati, e che voi vi qualificate, nell’energia dello Spirito Santo, per questo, ci piacerebbe sapere che questo è il vostro sentimento; e ci piacerebbe sapere se voi desiderate questo, perché è una buona cosa desiderarlo, disse Paolo. Sei: “Se qualcuno è irreprensibile”. E questo ovviamente non significa perfetto, o saremmo tutti squalificati. Significa: se qualcuno è senza qualche grande macchia nella sua vita che sarebbe un punto di critica da parte di tutti, “Marito di una sola moglie” — e ne abbiamo parlato l’ultima volta — “aventi figli fedeli, non accusati di dissolutezza, di sommossa, o ribelli”. Voi sapete una delle qualificazioni di un anziano? I suoi figli devono essere credenti. I suoi figli devono essere credenti. Egli deve dare evidenza di essere stato efficace nel comunicare la sua fede alla propria famiglia. I figli di un anziano devono essere credenti. E non devono essere ribelli. Ci sono alcuni che hanno figli credenti che sono piuttosto ribelli. Sono sicuro che mio padre combatté quel particolare requisito per anni. Un uomo con figli pagani non può essere nominato anziano. Essi devono seguire la fede del loro padre con una misura di condotta pia. Certamente, voi non vi aspettate di vedere una, sapete, totale santità nel figlio, ma una misura di condotta pia.

Poi egli dice, nel versetto 7, e qui usa la parola “vescovo”, che, di nuovo, è la stessa cosa di anziano. Questo descrive soltanto i suoi doveri, non il suo ufficio. Egli è un anziano; il suo dovere è come vescovo, “Vescovo” significa sorvegliante: “Poiché il vescovo, come amministratore di Dio, deve essere irreprensibile”. Cioè, egli si rende conto di essere un amministratore; egli non possiede nulla, egli gestisce gli affari di Dio per il corpo di Cristo, “Non ostinato”: non è in ciò per compiacere se stesso, “Non presto all’ira”: di temperamento caldo, “Non dedito al vino”: ricordate, vi ho detto che significa che non indugia a lungo accanto al vino.

L’unica cosa che potevano bere in quei giorni era il vino. L’acqua non era pura. Quando lo bevevate, lo bevevate e ve ne andavate, se voi eravate, sapete, a posto. Se voi stavate attorno alla bottiglia a lungo, quello era evidenza che avevate un problema, “Non dedito al vino, non violento”. E quella parola “violento” significa che gli piace usare i pugni: non quel tipo di uomo, “Non dedito a lucro disonesto”: non insegue il denaro, totalmente. Versetto 8: “Amante dell’ospitalità”. Questo significa che è un tipo che ama aprire la sua casa e lasciare entrare stranieri. Se voi farete questo, se voi aprirete la vostra casa, voi dovrete avere la vostra casa in ordine, giusto? Ed è per questo che dice che egli dovrebbe avere figli credenti, e dovrebbe governare la propria casa. Se egli non può governare la propria casa, Paolo disse a Timoteo, come potrebbe governare la chiesa di Dio? Egli ha bisogno di avere una casa che potrebbe essere aperta a chiunque per entrare e vedere, esposto, che cosa è la vita cristiana, “Amante degli stranieri”: questa è la parola “ospitalità”, ama far entrare gli stranieri, “Amante del bene” — e la parola “uomini” è implicita lì; potrebbe significare uomini buoni, potrebbe significare semplicemente buono, “Assennato”: egli conosce le priorità. Questo tipo sa che cosa conta, “Giusto, santo e temperato”, autocontrollo. Ora, ne abbiamo parlato l’ultima volta, ma eccoli di nuovo.

Ora, posso aggiungere: questo non è un consiglio, e questo non è un comitato. Questa è una comunione di uomini nominati da Dio, qualificati da Dio, dotati da Dio, ripieni dello Spirito, dati alla chiesa locale per governare e insegnare quella chiesa. E abbiamo visto che, l’ultima volta, in 1 Timoteo 5:17, dice: “Gli anziani che governano bene” — assumendo che gli anziani governino — “siano reputati degni di doppio onore, specialmente quelli che faticano nella Parola e nella dottrina”. Perché quello, naturalmente, è il compito di base della chiesa. Quella è la cosa più difficile che ci sia da fare. Quello richiede la massima disciplina, e il massimo sforzo, e il massimo lavoro, e il combattere Satana per essere un insegnante fedele della Parola di Dio. E così, gli anziani devono essere onorati. È un ufficio con onore coinvolto in esso.

In Atti, capitolo 20, ci sono due versetti che voglio condividere con voi velocemente: il versetto 17, che vi dà un’idea di come questi anziani furono nominati in una città, almeno — Efeso. Paolo sta per incontrarsi con gli anziani efesini. Nel versetto 28 di Atti 20, dice questo, e qui egli sta parlando agli anziani: “Badate, dunque, a voi stessi”. La prima cosa che un anziano deve fare — un leader nella chiesa, un insegnante della Parola di Dio, uno che governa sopra la comunione dei credenti in una data situazione locale — è badare a se stesso. Egli deve costantemente valutare la propria vita.

“E a tutto il gregge, sul quale lo Spirito Santo vi ha costituiti sorveglianti”. Noi siamo responsabili, come anziani, di badare all’intero gregge. È molto facile, a volte, dire che noi preghiamo per tutti nella chiesa. Bene, questo è ridicolo. Noi dobbiamo badare individualmente al gregge che Dio ci ha dato, indicandoli e segnandoli: vedendo quelli che hanno una ferita, quelli che hanno un problema, quelli che hanno un bisogno, e pregando specificamente per quelli. E i nostri anziani, che stanno condividendo insieme, si sono incontrati insieme anche questa mattina un’ora e quindici minuti prima che qualcuno di voi venisse, e abbiamo fatto questo. Abbiamo pregato insieme questa mattina per voi, per alcuni di voi specificamente, che Dio operasse nelle vostre vite in accordo con il vostro bisogno. E non solo questo: non dobbiamo soltanto badare al gregge, ma egli dice: “A pascere la chiesa di Dio”. E di che cosa dobbiamo nutrirci? Che cos’è? La Parola di Dio.

E così, noi siamo responsabili di badare a noi stessi come anziani; di badare al gregge di Dio e segnare quelli; vedere quelli che hanno bisogno delle nostre preghiere, della nostra cura, della nostra disciplina, del nostro rimprovero, della nostra riprensione, del nostro amore — qualunque cosa abbiano bisogno — e andare e fare quello per loro; e noi siamo anche responsabili, come sorveglianti, di pascere il gregge di Dio. Così, gli anziani, dunque, controllavano dottrina e disciplina nella chiesa.

Ora, è una responsabilità seria. È una responsabilità grave davanti a Dio, ma è una responsabilità in cui c’è grande onore e grande ricompensa per tali uomini che sono scelti per quell’ufficio. In 1 Pietro 5, Pietro descrive un anziano in questo modo: “Gli anziani che sono fra voi io esorto, che sono anch’io anziano e testimone delle sofferenze di Cristo, e anche partecipe della gloria che sarà rivelata”. Ecco ciò che egli dice all’anziano; ascoltatelo: “Pascete il gregge di Dio che è fra voi, esercitando la sorveglianza su di esso”. Pascete il gregge ed esercitate la sorveglianza: guardate ciò che sta accadendo. Quando una pecora era ferita, il pastore — come realmente un guardiano del gregge veniva chiamato — andrebbe e ministrerebbe a quella pecora, “Badate al gregge di Dio. Pascetelo. Esercitate la sorveglianza su di esso. Non per costrizione”. Non perché: “Beh, devo farlo, ragazzo. È il mio lavoro, e metterò il naso lì dentro. Accidenti, quanto è sgradevole”, e farlo. No, “Ma volenterosamente, e non per lucro disonesto”. Voi non ministrate soltanto alle persone ricche che potrebbero, sapete, darvi qualcosa. No, “Ma con animo pronto”: chiunque ne abbia bisogno, voi entrate subito, “Né come facendo i signori sull’eredità di Dio”: voi non governate con una verga di ferro, “Ma come esempi al gregge”. Voi sapete qual è il modo migliore di guidare? Essere un esempio. Stabilire l’esempio. Stabilire l’esempio. Se voi cercate di guidare le persone e non siete un esempio, sapete che cosa succede? Esse reagiscono alla vostra guida. Voi avete bisogno di guidarle con l’esempio.

E poi egli disse questo, e questo è grande. Ne vale la pena, amici: se voi siete un anziano, ne vale la pena a causa di questo versetto: “E quando il Pastore capo apparirà, voi riceverete una corona di gloria che non appassisce”. Quella è una corona promessa a quelli che sono incaricati della sorveglianza della chiesa. Che promessa benedetta è. E la cosa meravigliosa riguardo al ricevere quella corona è che noi saremo in grado di gettarla ai piedi di Gesù Cristo, perché realmente appartiene a Lui.

Poi c’è un secondo ufficio, e arriveremo a quello proprio ora. Atti 6:1. Ricordate, vi ho detto che la chiesa di Gerusalemme era guidata dagli apostoli, ma finalmente era tempo per loro di andare avanti. E dopo parecchi anni, c’erano uomini di carattere cristiano abbastanza maturo da prendere in mano la leadership della chiesa di Gerusalemme, e gli apostoli potevano allora andare avanti. E nel capitolo 6 di Atti quel tempo arrivò, ed essi erano pronti a ordinare alcuni uomini in quella stessa chiesa, che potessero guidare, mentre loro potevano andare avanti ad altri ministeri.

“In quei giorni”, versetto 1, “quando il numero dei discepoli si moltiplicava, sorse un mormorio dei Greci contro gli Ebrei, perché le loro vedove venivano trascurate nella distribuzione quotidiana”. Una delle responsabilità della chiesa era prendersi cura delle vedove. Così ci fu un piccolo problema: pensavano che la maggior parte delle cose buone stessero andando alle vedove ebree. Solo uno di questi piccoli problemi un po’ pasticciati che gli apostoli non volevano trattare. Così, questo fu un po’ la goccia che fece traboccare il vaso. E nel versetto 2 decisero: “Beh, è ora di andar via da questo piccolo cavillare; dobbiamo occuparci di ciò che conta veramente”. E così, versetto 2: “Allora i dodici chiamarono la moltitudine dei discepoli e dissero loro: ‘Non è conveniente che noi lasciamo la Parola di Dio per servire alle tavole’”. In altre parole: “Noi stiamo cercando di studiare per comunicarvi la dottrina. Noi stiamo studiando la Parola di Dio per condividerla con voi, e dobbiamo andare qui a servire la vostra cena, e correre qui a prenderci cura di questo e correre là a fare quest’altro. E stiamo lasciando la Parola di Dio”. Essi capirono quale fosse la loro priorità.

Versetto 3: “Perciò, fratelli, cercate fra voi sette uomini di buona testimonianza, pieni di Spirito Santo e di sapienza, che noi possiamo nominare sopra questo incarico”. Essi erano responsabili di distribuire le finanze ai vari individui che avevano dei bisogni, affinché gli anziani potessero dedicarsi interamente alla Parola di Dio e alla preghiera. Questo lo vediamo nel versetto 4: “Noi ci dedicheremo continuamente alla preghiera e al ministero della Parola”. E, in un certo senso, essi stabilirono il modello per gli anziani: lo fecero gli apostoli.

Lasciate che vi dia le qualificazioni, in 1 Timoteo capitolo 3, per un diacono. Prima Timoteo 3:8: “Parimenti, i diaconi devono essere seri”. Questo non significa una persona con il muso lungo, di tipo noioso; significa di mente seria, “Non doppi di lingua”: non dice a una persona una cosa e a un’altra persona qualcos’altro, “Non dediti a molto vino, non avidi di lucro disonesto”: non dietro al denaro, “Ritenendo il mistero della fede in una coscienza pura”. Cioè, egli dovrebbe essere simile a Cristo. Questo è ciò a cui quella dichiarazione mira. Non prenderò tempo per spiegarlo. Il mistero della fede è che cosa? Qual è il mistero della nostra fede? Dio in Cristo, giusto? Quello è il mistero: che Dio e l’uomo erano uno in Gesù Cristo, “E ritenere quel mistero in una coscienza pura” significa vivere in modo simile a Cristo. Va bene: egli deve essere simile a Cristo.

Versetto 10: “E anche costoro siano prima provati”. Voi non fate semplicemente chiunque un diacono. Voi osservate e vedete chi si è dimostrato degno, “Poi, esercitino l’ufficio di diacono, essendo trovati irreprensibili”. Poi, versetto 12: “I diaconi siano mariti di una sola moglie, governando bene i loro figli e le loro case”. Versetto 13: “Poiché quelli che hanno esercitato bene l’ufficio di diacono acquistano per se stessi una buona posizione e grande franchezza nella fede, che è in Cristo Gesù”.

Ora, ci sono gli standard per essere un diacono. Se voi siete un diacono, voi dovreste rivederli. E se voi rientrate negli standard, ma qualcuno qui non vi ha nominato diacono, voi dovreste essere nominati diacono. Noi chiederemo a Dio di rivelarci il vostro nome affinché voi possiate servire nella capacità che Dio vi ha dato, in questa assemblea locale, per servire. Se voi siete qui, e voi siete un anziano biblico e un diacono biblico, allora sta a noi, mediante preghiera e digiuno, determinare questo, così che voi possiate essere elevati al posto di servizio per cui Dio vi ha progettati in questa assemblea locale, perché noi abbiamo bisogno della vostra leadership.

Oh, ci sono gli standard: seri, non doppi di lingua, non dediti al vino, non avidi di denaro, simili a Cristo, irreprensibili, mariti di una sola moglie, governando i figli. E così via, e così via. Niente riguardo all’insegnamento. Avete notato questo? Perché il ministero del diacono non è un ministero di insegnamento. Il ministero del diacono è un ministero di portare avanti le funzioni e gli affari della chiesa. Ma avete notato? Non c’è un solo requisito “di affari” lì dentro. Il tipo potrebbe essere un idiota matematico: questo non è nemmeno la questione. La questione è tutta spirituale. Dio ha un tempo molto più facile a operare attraverso uomini ripieni dello Spirito di quanto ne abbia attraverso uomini brillanti che non sono ripieni dello Spirito. E così, ogni qualificazione è sempre in quel modo.

Incidentalmente, io credo anche che possano esserci diaconesse nella Bibbia. Versetto 11: “Parimenti le loro mogli”; e la parola “donne” lì potrebbe riferirsi a diaconesse. Alcuni dicono che si riferisca alle mogli dei diaconi; altri alle diaconesse. Ma se voi leggete Romani 16, sembra che Febe, Febe lì, sia chiamata una serva. E la parola è la stessa di “diacono”. Così, potrebbe essere che Febe fosse una diaconessa, perché c’era un bisogno, per alcune donne, di aiutare le candidate donne al battesimo: semplicemente aiutarle a vestirsi, e così via, e così via. C’era un bisogno di donne di prendersi cura di parte della cucina e di parte del ministero alle vedove. E così, sembra indicare che c’erano diaconesse che lavoravano con i diaconi. Ed esse dovevano essere, versetto 11, “serie, non pettegole” — niente diaconesse pettegole — “assennate”. Anche loro conoscevano le priorità, “Fedeli in ogni cosa”. Vedete, se voi ottenete questo tipo di leadership nella chiesa, amici, voi ce l’avete, e siete pronti a partire.

Ora, questa è la leadership. E tenete a mente: ogni leader nella chiesa non è responsabile alla congregazione; è responsabile a Dio, a Dio. Ora, questa è la leadership che Cristo diede alla chiesa. Questo è tutto: diaconi, anziani, e forse diaconesse per assistere i diaconi. Questo è tutto. E voi non vedete nessun organigramma. L’organigramma della chiesa, amico mio, è un cerchio: tutti sono uguali. Noi siamo tutti insieme.

Va bene, ora questo arriva all’ultimo punto: la congregazione. Finalmente, arriveremo a tutti voi che avete detto: “Sì, voi diaconi; sì, datevi da fare, voi anziani”. E ora è il vostro turno. Arriveremo alla congregazione a questo punto. E, beh, lo Spirito Santo vi parlerà. Ed è qui che io voglio che voi cominciate a scrivere, se non avete ancora cominciato a scrivere sulla vostra carta verde.

Va bene: il compito di base della chiesa è insegnare sana dottrina. Il compito di base della leadership è essere gli insegnanti della dottrina e applicare la dottrina al popolo. Il compito di base del popolo è essere un popolo ripieno dello Spirito, che impara dottrina e poi va fuori e fa qualcosa al riguardo. Voi siete l’oggetto di tutto questo ministero di leadership che Dio ha progettato, così che noi possiamo comunicare a voi, che siete là fuori; e un giorno, forse, voi salirete a essere un diacono, un anziano, come Dio ha progettato — o forse un evangelista, pastore, insegnante. Ma è quando voi siete fedeli nelle piccole cose che Egli vi darà di più.

Va bene, così arriviamo al livello finale: la congregazione. E questo è realmente ciò a cui tutto si riduce: il gregge, che deve fare l’opera del ministero. Voi sapete questo, se voi eravate qui alcune domeniche sere fa: la leadership non fa l’opera del ministero. Noi rendiamo perfetti i santi affinché essi possano fare l’opera del ministero, Efesini 4:11. Il ministero è vostro; il nostro è pregare e insegnare sana dottrina. Voi dovete fare l’opera del ministero. E vi mostreremo come funziona.

Ora, c’è un versetto: lasciate che ve lo dia molto velocemente. Ebrei 13:17. Ascoltate questo. Ecco il vostro primo dovere generale come congregazione. Eccolo: “Ubbidite a quelli che vi guidano e sottomettetevi”. Ora, questo non deve essere gravoso. Ma, supponendo che la leadership della chiesa sia ripiena dello Spirito e guidata dallo Spirito, noi dobbiamo essere ubbidienti, perché essi sono direttamente collegati con Dio e stanno ministrando per conto di Cristo come sotto-pastori; e noi ci sottomettiamo al loro ministero, sapendo che è un ministero pio. Noi potremmo non capirlo. Noi potremmo non essere d’accordo con ciò che essi stanno tentando di fare, ma è il nostro posto ubbidire. Questo è ciò che mantiene l’ordine della chiesa, una testimonianza vivente al mondo.

Ci sono molte cose che possono far marcire una chiesa e davvero rovinare la sua testimonianza. Una di esse, quella principale, è una leadership pessima: falsi insegnanti, quelli che non riescono a insegnare dottrina; chiese costruite su cose superficiali invece che sulla Parola di Dio. Un’altra cosa che sporca una chiesa è una congregazione che non vuole seguire la sua leadership. E così essa si divide, e si spacca, e si frattura, e tutto il resto. E tutto viene fuori davanti al mondo. Ognuno deve rientrare nella categoria del progetto dello Spirito ed essere fedele e ubbidiente.

Va bene, quindi, prima di tutto, il dovere generale: “Ubbidite a quelli che vi guidano. Sottomettetevi”. E il nostro dovere è darvi istruzione nell’amore; e noi dobbiamo rispondere a Dio se falliamo, “Perché essi vegliano sulle vostre anime”. Vedete, voi dovete rendervi conto che voi siete il peso delle nostre vite. Ci sono molte cose più facili da fare che governare nella chiesa di Cristo e preoccuparsi di problemi spirituali. Voi non potete lasciarli; sapete, siete con loro ventiquattr’ore al giorno, dieci giorni alla settimana. Non c’è fine. Noi “vegliano sulle vostre anime come quelli che devono rendere conto, affinché lo facciano con gioia e non con dolore, perché questo è per voi senza profitto”. Noi non possiamo faticare come leader nel dolore; lo facciamo nella gioia. Noi dobbiamo prenderci cura di voi e rispondere a Dio per questo, e il vostro è sottomettervi a quelli che guidano.

Va bene, ora guardiamo in modo specifico ai doveri per qualche minuto. Il dovere di un uomo nella chiesa: qual è la responsabilità dell’uomo nell’assemblea locale? Prima Timoteo 5:8, e io ve li leggerò semplicemente e lascerò che lo Spirito di Dio vi insegni. Prima Timoteo 5:8. Ecco un’indicazione fondamentale della responsabilità di un uomo nella chiesa. L’uomo è ovviamente implicato, come vedremo dal pronome, “Ma se qualcuno non provvede ai suoi”, qui si parla dei suoi genitori, di sua madre vedova, oppure di sua moglie e dei suoi figli, insomma di tutta la famiglia, “Se qualcuno non provvede ai suoi”, e potrei aggiungere che si parla anche di chiunque sia sotto la vostra responsabilità, anche se non è parente, “E soprattutto a quelli della propria casa, ha rinnegato la fede ed è peggiore di un infedele”. Perché? Perché la fede di Cristo è costruita sull’amore. È costruita sull’essere responsabili e fedeli nel compiere il proprio dovere. E se non riuscite nemmeno a mostrare al mondo che siete fedeli nel compiere il vostro dovere e a dimostrare amore alla vostra famiglia andando a lavorare per provvedere a loro, allora state negando proprio il fondamento stesso di ciò che la fede rappresenta. Ora, mi rendo conto che ci sono momenti in cui gli uomini non hanno un lavoro, quando vengono licenziati o succedono altre cose di questo genere. Ma Dio si aspetta che un uomo cristiano, nella comunione della chiesa, lavori per provvedere alla propria famiglia. Non che viva di assistenza, a meno che non abbia qualche incapacità fisica, nel qual caso la chiesa dovrebbe prendersi cura di lui. Non che sia sostenuto principalmente dalla moglie che lavora — e arriveremo tra un momento anche a lei — ma che provveda alla propria famiglia; altrimenti è uno che nega il principio stesso della fede, che è amore, responsabilità e fedeltà nel compiere il proprio dovere.

Poi, nel capitolo 6 versetto 1, si parla di un altro aspetto. Se avete un lavoro, questo riguarda voi, “Tutti quelli che sono servi”, possiamo dire dipendenti, “sotto il giogo”, cioè lavorate per un capo, “ritengano i propri padroni degni di ogni onore. Servite il vostro padrone e onoratelo”. Chiunque sia il vostro datore di lavoro, servitelo e onoratelo. Ora osservate questo, “Affinché il nome di Dio e la sua dottrina non siano bestemmiati”. Ancora una volta, una cattiva testimonianza sul posto di lavoro è disobbedienza al vostro obbligo verso la chiesa di Gesù Cristo. Dovete servire il vostro datore di lavoro onorandolo; che se lo meriti oppure no non è la questione. È una questione di obbedienza per il bene della vostra testimonianza e per il bene della testimonianza di Gesù Cristo.

Versetto 2: qualcuno potrebbe dire: “Ah, per me è facile, ho un capo cristiano”. E guardate questo, versetto 2: “Quelli che hanno padroni credenti”, cioè un capo cristiano, “non li disprezzino perché sono fratelli”. Questo significa che se avete un capo cristiano non potete prendere le cose alla leggera. Non significa che potete rilassarvi e fare le cose con superficialità perché lui è cristiano ed è nella chiesa. No. Ma osservate questo: “Anzi, serviteli tanto più, perché sono fedeli e amati, partecipi del beneficio”. In altre parole, se avete un capo cristiano non significa che potete approfittarne; significa che lavorate con ancora più diligenza, senza approfittare della situazione.

Ora qualcuno dirà: “Ma è davvero così importante?” Certo. Guardate la fine del versetto 2: “Insegna queste cose ed esortale”. Ed è esattamente ciò che sto facendo. Dobbiamo essere fedeli verso il nostro datore di lavoro e onorarlo per il bene della nostra testimonianza. Se lavoriamo per un cristiano, dobbiamo onorarlo ancora di più proprio perché è fedele a Cristo.

Va bene, ci sono altri doveri per gli uomini. Tito 2:9, molto velocemente. Tra un momento avremo finito con voi uomini e passeremo alle donne — e vi piacerà ogni parola di ciò che diremo. Tito 2:9 dice: “Esorta i servi”, o dipendenti, “a essere sottomessi ai propri padroni, a piacere loro in ogni cosa, senza contraddire”. Niente risposte insolenti al vostro datore di lavoro. Assolutamente nessuna. Una testimonianza pia è essenziale, “Non rubando”. Cioè non sottraendo, non prendendo denaro dalla cassa, “Ma mostrando in ogni cosa piena fedeltà”, onestà, “affinché adornino in ogni cosa la dottrina di Dio nostro Salvatore”. Sapete, quando vivete una vita pia davanti al vostro datore di lavoro, in realtà aggiungete virtù a virtù. La dottrina di Dio è già bella, ma quando vivete una vita bella, è come se appendeste un ornamento alla dottrina di Dio. Il vostro datore di lavoro può credere in Dio, ma quando vede la vostra vita pia, Dio diventa ancora più bello ai suoi occhi, perché può vederLo manifestato nella vostra vita. E così noi dobbiamo adornare la dottrina di Dio. Che pensiero meraviglioso è questo.

Poi, uomini, sotto un altro aspetto abbiamo visto che dobbiamo insegnare; proprio lì in Tito 2:2 lo dice, “Gli uomini anziani siano sobri, dignitosi, temperanti, sani nella fede, nell’amore e nella pazienza”. In 2 Timoteo 2:2 ci viene detto di insegnare la sana dottrina, e qui abbiamo una buona occasione per ricordare che sono gli uomini più maturi nella chiesa che possono insegnare ai più giovani. Dobbiamo essere sobri, seri, dignitosi, consapevoli delle nostre priorità, padroni di noi stessi, forti, sani nella fede, nell’amore e nella pazienza.

E queste tre cose sono davvero importanti: fede, amore e pazienza. La fede è un atteggiamento verso Dio. L’amore è un atteggiamento verso gli uomini. E la pazienza è un atteggiamento verso le difficoltà. E dobbiamo essere sani in tutte e tre. Così dobbiamo avere, in realtà, quasi le stesse caratteristiche richieste a un diacono.

Poi dice un’altra cosa riguardo ai giovani, più avanti al versetto 6: i giovani — cioè adolescenti, ragazzi, giovani uomini — “Esorta similmente i giovani a essere sobri”. Questo significa avere autocontrollo, essere abbastanza seri da sapere ciò che conta davvero. E il versetto 7 dice: “Mostrati in ogni cosa esempio di buone opere”. Anche i giovani dovrebbero conoscere la dottrina. Dice: “Nell’insegnamento mostra integrità, dignità”, cioè gravità, “serietà e sincerità”. Poi nel versetto 8: “Un linguaggio sano”. È facile per i giovani parlare molto senza dire nulla che valga la pena. Così egli dice: il vostro parlare deve essere ponderato. Dovete essere sinceri. Dovete essere dignitosi. La vostra dottrina deve essere pura. Dovete essere un esempio di buone opere. Giovani, dobbiamo essere modelli di ciò che sono gli standard di Dio. Paolo disse a Timoteo di mostrarsi esempio ai credenti.

Così avete il dovere dell’uomo. Deve provvedere alla propria famiglia, altrimenti è peggiore di uno che nega la fede. Deve insegnare ad altri che possano insegnare ad altri ancora. Deve essere fedele nel suo lavoro, ubbidendo al proprio datore di lavoro; e se il suo datore di lavoro è cristiano, deve essere ancora più fedele. Deve essere serio, sobrio, saldo nella fede, nell’amore e nella pazienza. Deve essere stabile e solido. Giovani, dobbiamo essere esempi del credente davanti a tutti. Dobbiamo vivere una vita che rifletta Dio. E dobbiamo essere puri nella dottrina, seri, sinceri, e il nostro parlare deve edificare.

Beh, potremmo dire molto di più. Non lo faremo. Passiamo velocemente al dovere delle donne. Che cosa deve fare una donna nella chiesa? Prima Timoteo 2:9. E qui arriviamo al tema dell’abbigliamento di una donna. Qualcuno potrebbe dire: “Perché è scritto qui?” Perché Dio ha voluto che lo sapessimo, semplicemente. Non è stato scritto per affrontare una questione del ventesimo secolo; è stato scritto perché questo è il modello. Va bene, Prima Timoteo 2:9: “Allo stesso modo anche le donne…” ma lasciatemi tornare un momento indietro. Il versetto 8 dice ancora una cosa riguardo agli uomini: dice che “gli uomini devono pregare in ogni luogo, alzando mani sante senza ira né dispute”, gli uomini devono essere uomini di preghiera. Poi al versetto 9 dice: gli uomini si radunano per pregare; allo stesso modo anche le donne. Ecco ciò di cui devono essere consapevoli. È facile per gli uomini distrarsi e fare mille cose senza concentrazione; devono concentrarsi sulla preghiera. Le donne invece devono prepararsi in modo appropriato nel loro aspetto esteriore, “Allo stesso modo le donne si adornino con abbigliamento modesto”. Ora, questa è un’affermazione piuttosto semplice. Io credo che questo sia il principio fondamentale della Parola di Dio riguardo al modo di vestire dei credenti. Quando ci raduniamo per la comunione, dobbiamo essere modesti.

Ora, le persone a volte mi chiedono: “Che ne pensi di questo tipo di vestito? Ti piace quello lungo con lo spacco? Quello corto? O i pantaloni in un certo modo?” Non chiedetelo a me; non lo so. E le mode cambiano così velocemente. La questione è la modestia. La Bibbia non dice: “C’è una regola dei sette o otto centimetri sopra il ginocchio”. No. Ma alcune cose sono abbastanza evidenti. Alcune sono modeste; altre sono immodeste. E per i credenti questo è importante. Ma questo non significa che se portate un vostro amico non credente in chiesa per ascoltare il vangelo noi abbiamo una piccola squadra di guardie fuori che dice: “Mi dispiace, signora, dovrà aspettare sull’autobus finché il culto non sarà finito. Il suo vestito non è adatto”. No. Non è questa l’idea. Questo riguarda i credenti. Abbigliamento modesto con timore di Dio. Sapete cosa significa letteralmente nel greco? Con un senso di pudore. Sapete, oggi si sente spesso dire: “Non dobbiamo vergognarci del nostro corpo”.

Mi dispiace, amici, ma da quando il peccato è entrato nel giardino dell’Eden abbiamo motivo di provare vergogna per la corruzione del nostro corpo. È corrotto dal peccato. La carne è sensibile al peccato. E Paolo dice che anche le donne devono avere, non un senso patologico o estremo, ma almeno quel tanto di pudore che conduce alla modestia. Ed è importante. L’idea di sobrietà qui è evitare gli estremi. Non c’è posto nella chiesa per un abbigliamento progettato per mettersi in mostra. Non è questo lo scopo. Sarebbe una distrazione da ciò che stiamo cercando di fare e da ciò che lo Spirito di Dio vuole fare quando siamo distratti dall’abbigliamento di qualcuno. Dobbiamo avere un abbigliamento modesto con timore di Dio e sobrietà.

Noi evitiamo gli estremi: non vestiti immorali o vestiti che mettono in mostra. E poi, questo è un po’ interessante: non con capelli intrecciati. Non con capelli intrecciati — probabilmente intende intrecciati a trecce, o qualcosa del genere — capelli intrecciati, o oro o perle, o abbigliamento costoso.

Ora, nei giorni di Paolo, avevano stili popolari di intrecciare i capelli, da ciò che comprendiamo, e di avvolgerli tutto intorno. E vi avvolgevano dentro ogni sorta di perle e oro. Bene, voi potete immaginare qualche povero tipo seduto insieme con il resto dei credenti, e qualche donna che si piazza davanti a lui con tutto un forziere sulla testa. Ed era senza speranza. Il tipo sarebbe stato seduto lì pensando: “Accidenti, quella perla varrà 89 dracme. Quella là… accidenti, guarda la dimensione di quella lì”. E, sapete, l’intero concetto di ciò che egli era lì a fare era perduto. Non c’era modo che egli avrebbe ricevuto il messaggio, seduto dietro a quella particolare esposizione, ed essendo preoccupato di qualche donna che veniva lì, in vanità, per esporre pubblicamente tutte le sue glorie. E voglio dire, spendevano fortune. Si dice che alcune persone avessero più di 10.000,00 dollari di roba sulla testa. Bene, naturalmente, quella è la situazione estrema. Ed è di questo che egli sta parlando. Io non penso che, se voi volete indossare, sapete, un set di perle da Woolworth, qualcuno vi farà un grande problema per questo. Accidenti, se voi avete un paio di orecchini da 2,00 dollari alle orecchie, non è un gran che. Voglio dire, noi non stiamo cercando di essere ridicoli. Ciò che stiamo dicendo è: non c’è posto per questa esibizione vistosa, questo sbandierare di tesori davanti alle persone che sono qui per adorare Dio e per condividere nella Parola di Dio. Noi siamo qui vestiti modestamente, per non emanare nessuna vibrazione che distragga da ciò che Dio vuole fare tramite il Suo Spirito Santo e la Parola.

E così, le donne devono essere molto attente a come si vestono. Molto modestamente. Questa è la domanda, e questa è la risposta. E non con capelli che siano una distrazione. Ora, è una distrazione peggiore se voi entrate qui e la vostra testa sembra che sia stata pettinata in uno sbattitore per uova. Quello è distraente, molto distraente. Questo è più distraente che se voi faceste qualcosa con essi. Ma c’è un equilibrio, ovviamente, ed è va bene se voi volete apparire — se voi volete indossare qualcosa che sia modesto, in termini di gioielli. Questo non è il punto. Il punto è: quando voi entrate nello stravagante, diventa distraente.

Nel versetto 10, ed ecco il lato positivo di ciò: “Ma ciò che si addice alle donne che professano pietà, con opere buone”. Voglio dire, se voi siete una donna pia, voi certamente apparirete come qualcuno che si preoccupa di cose pie, non come qualcuno che si preoccupa di mettersi in mostra. Una persona pia non è preoccupata di essere in mostra. E poi, il versetto 11 ci dice qualcos’altro riguardo alle donne quando si riuniscono: “La donna impari in silenzio con ogni sottomissione”. Nel servizio pubblico, le donne non devono parlare. Questo è lo standard. Ora, le donne devono insegnare in tempi privati e istruire. Lo vedremo tra un momento. Ma non nel servizio pubblico. Esse non devono insegnare. Voi potreste dire: “Credete nelle donne predicatrici?” No. Punto. Paragrafo. No. È esattamente di questo che quel versetto sta parlando: “Le donne devono imparare in silenzio con ogni sottomissione”. Il versetto 12 è ancora più specifico: “Ma io non permetto alla donna di insegnare, né di usurpare autorità sull’uomo, ma di stare in silenzio”. Non esiste una cosa, biblicamente, come donne predicatrici. Nessuna. Non esiste una tale cosa. E così, vediamo il dovere di una donna, dunque, nella manifestazione del servizio: essere modesta e silenziosa.

Ci sono alcune altre cose che le donne devono fare. Velocemente: Tito 2, e concluderemo semplicemente con questo. Tito 2, versetto 3: “Le donne anziane” — e questo, naturalmente, sono le signore più anziane, “Anziane” non significa necessariamente che voi siete decrepite; significa soltanto che voi siete mature. E voi potete scrivere sul vostro foglio se questo si applica a voi o no. E niente guardarsi attorno per vedere chi sta scrivendo. Versetto 3: “Le donne anziane similmente, che nel comportamento siano come si addice alla santità”. Così importante, “Non calunniatrici”. Sapete qual è quella parola in greco? Portatrici di scandali. È molto facile, a volte, per le persone più anziane, che non hanno così tanto con cui occupare se stesse — e anche in quel tempo avevano il problema, e il telefono non era stato inventato — farsi prendere dal parlare di tutte le cose che stanno succedendo. E senza nemmeno rendersene conto, a volte — e altre volte rendendosene conto — iniziare qualcosa che diventa un vero problema e un vero scandalo. Più chiese sono state divise da questo che da qualunque altra singola cosa a cui io possa pensare. Ed è proprio esattamente ciò che stiamo cercando di evitare nell’unità di questa assemblea. E così, le donne devono preoccuparsi di non essere calunniatrici, portatrici di scandali. Ma esse devono comportarsi santamente, “Non dedite a molto vino”. E questo è buono.

Voi potreste dire: “Può una donna insegnare?” Qual è la prossima frase? Che cos’è? Versetto 3, l’ultima frase: “Maestre di cose buone”. Certamente devono essere insegnanti, ma non nel servizio pubblico. Maestre di cose buone. Versetto 4: “Affinché istruiscano le giovani donne”. Voi potreste dire: “Oh, noi non sembriamo riuscire a fare nulla riguardo alle ragazze qui attorno”. A volte le persone vengono da me: “Hai visto il vestito su quella ragazza?” Bene, amici miei, sapete, quella non è la mia area. Io farò ciò che posso. La nostra leadership farà ciò che può. Il punto è questo: le donne più anziane insegnano a quelle più giovani. Se voi vedete una ragazza giovane che voi sentite che è immodesta o che ha bisogno di consiglio spirituale, questa è la vostra responsabilità. Le persone vengono da me incessantemente, amici, e intendo questo: settimana dopo settimana, “Pastore, che cosa farai riguardo a questo?” Sapete che cosa dico io? “Caro membro, niente. Quello non è il mio ministero. Io farò ciò che posso nelle aree dove Dio mi convince. Se io vedo il bisogno di un individuo, io andrò da lui. Ma se Dio pone qualcuno sul vostro cuore che ha bisogno di qualche assistenza, quella è la vostra responsabilità”. Voi non potete aspettarvi che una o due persone facciano tutto con tutti. Se voi sentite che c’è qualche ragazza giovane che ha bisogno di assistenza, di amore, e di incoraggiamento e istruzione, la vostra obbligazione davanti a Dio è andare da quella persona. Perché pensate che lo Spirito di Dio vi abbia resi consapevoli di quello? Questo è di che cosa tratta il ministrare gli uni agli altri.

Ed io apprezzo il fatto che alcuni di voi fanno questo. Questo è grande. Voi avete quella responsabilità, nell’amore, di dare guida alle giovani donne e di stabilire il modello, l’esempio. Ed ecco ciò che voi dovete insegnare loro. Questo è buono: “Insegnare loro a essere assennate” — e mi piace questo — “ad amare i loro mariti, ad amare i loro figli”. Ora guardate questo: “a essere discrete, vivere una vita pura, caste”. Ora guardate questo: “custodi” — dove? — “a casa, custodi a casa”. Voi potreste dire: “Volete dire che le giovani donne dovrebbero restare a casa?” Questo è ciò che dice. E poi, oh, questo prossimo è grande. Oh, ragazzo, è buono: “buone e ubbidienti ai loro propri mariti”. Il pastore non è responsabile di correre in giro e insegnare a tutti tutto. Questa è la vostra responsabilità, come Dio dirige, se Egli ve lo mette sul cuore per qualcuno.

Che cosa insegnerete alle giovani donne? Va bene, rivediamolo di nuovo: assennate, amare i loro mariti, amare i loro figli, discrete, caste, custodi a casa. Oh, così tante giovani donne si chiedono perché i loro figli sono difficili da disciplinare e perché hanno problemi, e il problema è che non sono mai a casa con loro. Non sono mai a casa con loro per insegnare loro principi che sono spirituali e fondamentali ai loro propri modelli di vita. E poi: “essere buone”. Essere buone. Quella è gentilezza. Quella è bontà benefica, “Essere ubbidienti ai loro propri mariti”. Perché? “Affinché la Parola di Dio non sia bestemmiata”. Amico mio, la vostra condotta individuale determina la testimonianza di Gesù Cristo nel mondo. Lo sapevate? Bene, e poi egli continua a parlare di alcuni doveri generali, come pregare, e insegnare, e ministrare, e dare, e condividere, e predicare il vangelo. E voi potete studiare quelli da soli.

Padre, Ti ringraziamo che Tu ci hai insegnato questa mattina. Signore, aiutaci a fare qualcosa riguardo a questi principi. Per la Tua gloria, nel nome di Gesù. Amen.

FINE

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